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SILVIA ZANARDI E IL PRIMO LIBRO SU GIORGIO DE GASPARI!

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Claudia Checcaglini e un’altra persona che ha dimestichezza con Facebook e che gestisce le mie pagine del Fan Club mi segnalano un intervento, rispetto al quale provvedo a dare a Cesare quel che è di Cleopatra eccetera.

C’è da fare una doverosa integrazione rispetto a Silvia Zanardi, la giornalista che ha scritto l’articolo su Pietro Rizzi e Giorgio De Gaspari su Storie di chi, il suo sito personale. Avevo citato tempo fa l’articolo in un post viareggino, e provvedo adesso a roiproporne la parte relativa questa fatto.

Quindi, in attesa anche di nuove sul grandissimo Foresto (pare che sia stato pubblicato un libro su di lui, forse Aldo di Gennaro ne sa qualcosa), cito un altro messaggio forse spedito da Alberto Manfrinati (piacere di conoscerti!) a The Boschington Post, e recapitatomi dal caro Andrea Smidili.

Si riferisce al libro Giorgio Foresto: le opere segrete di Giorgio De Gaspari, di Giovanni Scarpa.

Lo pubblica la libreria editrice “Il Leggio” di Chioggia (www.leggioeditrice.it).

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Giovanni Scarpa è uno studente della facoltà di Lettere di Padova, presidente dell’Associazione culturale Rosmini, che (si legge sulle pagine della Fondazione stessa):

(…)

svela opere di straordinaria maestria tecnica e rapsodica inventiva che vengono a costituire un vero e proprio tesoro nascosto, un’ulteriore perla custodita sotto le leonine ali veneziane.

Il testo è acquistabile sul sito www.leggioeditrice.it e sulle piattaforme più diffuse (Ibs, Amazon), il prezzo di copertina è di 15 euro.
Straconsigliato per tutti i sinceri appassionati (e studiosi) di illustrazione italiana, in quanto si tratta del primo contributo alla riscoperta dell’arte di questo gigante delle arti figurative contemporanee.

Ancora dalla pagina della Fondazione Rosmini:

Il libro (…)

presenta, oltre ad alcuni affascinanti approfondimenti biografici, circa trenta opere inedite, molte delle quali commentate, del famoso illustratore italiano, considerato da molti il più grande del Novecento. Un sassolino gettato nelle acque tranquille e feconde della produzione degaspariana che si spera possa dar vita a grandi cerchi concentrici di sana curiosità e vero interesse.

Torniamo a Silvia (vedi il titolo):

Ho letto il tuo post ma vorrei precisare che non è Pietro Rizzi (che ha 80 anni e non possiede neanche un pc), a proteggere i suoi contenuti, bensì io, in quanto autrice del pezzo e delle immagini.

Allora, il post in questione (parte dello stesso) è quello che segue, mentre l’articolo completo di Silvia si può leggere nel suo blog Storie di chi..

Il sistema perverso che Cartoonist Globale subisce, quanto a invio e ricezione di commenti, li stronca sul nascere praticamente tutti, ma qualcuno per vie misteriose giunge. Si pone in stato di approvazione. Approvo e, come tutti gli altri non va online.
Ditemi voi se è una situazione potabile quella che ci tocca di (da, de) vivere.

Un commento, spedito forse da Pietro Rizzi, si è però insinuato; è così formulato, con tanto di parentesi quadre e puntini di sospensione:

[…] poco nella solitudine con cui è diventato una dei più grandi illustratori del Novecento: «Quel Giorgio De Gaspari…lo ricordo come se fosse ieri. È venuto qui dentro con la barba lunga, il tabarro, la cartella […]

De Gaspari ritrae Rizzi

Generato automaticamente? Chissà.

Pietro Rizzi, calzolaio, protegge il contenuto dei suoi post come se fosse platino.
I miei invece, cari visitors, Pietro Rizzi compreso se visita, saccheggiàteli pure come vi pare, non sono così protezionista da non voler condividere questi (comunque preziosissimi) contenuti.

Credo che se Giuseppe Ungaretti o Eugenio Montale avessero avuto la chance di divenire tenutari di blog(s) avrebbero fatto altrettanto, per tacere di Dante Alighieri, il quale avrebbe reso pubblici anche i commenti senza paletti di moderazione, come fa chi scrive ossi di seppia in endecasillabi, mica giustificativi filosofici per gli industriali.

Allora, se volete, cari miei, non vi resta che andare a legger il seguito direttamente nel blog protetto (e non copiabile) del calzolaio Pietro Rizzi, qui.

Di De Gaspari, in passato avevo annunciato quanto segue.
Gli interessanti commenti sepolti, forse riuscirò a trovare il tempo di farli riemergere prima o poi, alla luce del Sole, dopo che sono stati occultati dall’Ombra 24 Ore su 24.

Grazie a Rosina (provvidenziale il suo intervento) la mostra si protrae ancora, presso il Bar Pessati di Solesino, quindi… è ancora possibile visitarla, Sbrigarsi, con buona lena!

Intanto, proseguono i messagi dedicati a Giorgio Foresto, come questo, giunto ieri da Tino Chito (che saluto):

Quando avevo 20 anni e iniziavo a disegnare allo Studio Dami, ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Giorgio De Gaspari. E sono del parere che sia stato un artista completo, sempre alla ricerca di effetti curiosi, nuovi, differenti. Non esiste un suo disegno.”normale”. Anche la cosa più ovvia diventava interessante.
E penso resterà irraggiungibile
.

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Aldo di Gennaro, intervistato questa notte, poche ore fa, ci ha ricordato che in questo momento, fino a domenica (ahimè, domani!) è in piedi una mostra dedicata all’immenso Giorgio De Gaspari.

Trattasi di una notizia dell’ultim’ora, forse parzialmente inutile ai fini di spingere nuovi visitatori ad ammirare le opere esposte, ma chi può farebbe bene a tentare di provare questa singolare e strana esperienza.

La mostra è visitabile in un luogo decisamente fuori dai circuiti delle gallerie: è all’interno di un bar di Solesino, che si chiama Osteria Pessati.

E’ stata inaugurata il 30 marzo, come ci comunica la nostra lettrice Gloria di Pellestrina, alla presenza, tra gli altri, anche di Viviano Domenici. Un appassionato della zona, Giovanni Scarpa, si prepara a scrivere un libro-catalogo sull’artista,

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La mostra, ci dicono, è molto carina, pur nella sua piccolezza.
Sono esposti solo 18 dipinti (pochissimi rispetto a quanti ne ha fatti), ma è solo il punto di partenza.

L’idea della mostra (è ancora Gloria che parla) è stata di una signora, Rosina, moglie del fruttivendolo, Nazareno, da cui Giorgio Foresto comprava; è stato suo cliente per trenta anche più anni e nel corso del tempo gli ha dato dei quadri.

Per saperne di più però, ci aggiorniamo, anche in questo blog, il prima possibile.

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Aldo Di Gennaro ci ha inviato anche delle altre illustrazioni del Maestro recentemente scomparso: un calendario del 2011 stampato in tiratura limitata da Gianni Milone.

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