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JACOVITTI, CHILETTO E IL VITTORIOSO (un commentario)

Chiletto Salgari1
Quando questo blog aveva un senso e una funzione, in quanto luogo di dibattito, piovevano commenti interessanti ed era possibile stimolare dei dibattiti, fare delle scoperte.
Poi, senza chiedere il permesso ad alcuno (non a me, per dire) qualcuno ha deciso di modificarne la forma, trafiggendo di fatto 24 ore su 24 Cartoonist Globale alla schiena con un raggio di Sole.
Era nell’aria, i followers di vecchia data lo paventavano.
Ora che è l’ombra di se stesso e non assolve più ad alcuna funzione (quindi, sempre più necessaria è la fuga su una piattaforma differente, che già vi sarebbe, ma non è ancora del tutto attrezzata). La disdetta è che anche le migliaia di commenti del passato sono scomparsi, con somma stizza di chi li aveva vergati.

Mi scuso con loro, queste decisioni, ripeto, non sono dipese da Cartoonist Globale, al quale non sono state mai nemmeno comunicate.

Chiletto-L'Audace

Sembra che nessun commento sia accettato sulla piattaforma, rendendo di fatto i blog dei siti, senza averne i vantaggi, alla faccia dell’interattività e del dialogo.

Uno dei 38.135 commenti presenti nel blog così com’era, fatto dal sempiterno e immarcescibile Tomaso Turchi, che saluto se ancora ci legge, riguardava Franco Chiletto, ed era in calce a un commentatissimo artico sul Fumetto Cattolico, scritto ben prima che fosse dato alle stampe il volume sul Glorioso Giornalino pubblicato dalle Edizioni Comicon.

Glorioso_GIORNALINO

Penso di nuovo a Franco Chiletto: perché mai?? Non sono sazio di quanto già scritto e pubblicato? Il fatto è che ultimamente l’amico di vecchissima data Antonio Guida, grande collezionista ed esperto di fumetti classici, mi ha mandato materiale relativo all’attività di Chiletto su “L’Intrepido”, e così di fronte a quelle tavole prima mai viste, mi è venuto voglia di riprendere il discorso. Si tratta di alcune fotocopie delle prime storie apparse sul sul settimanale di Cino del Duca patron della casa editrice Universo.

Il primo titolo, “Il moschettiere di Torr’Alba”, che appare in data 27 marzo 1940, fa parte di una trilogia- La corona dei rubini e Il tamburino del moschettiere -che termina in data 31 gennaio 1941. Queste notizie le ricavo dal magnifico catalogo dedicato al Nostro, curato dalla provincia Autonoma di Trento in occasione della analoga mostra del 1997: FRANCESCO CHILETTO ILLUSTRATORE, FUMETTISTA, PITTORE TRENTINO.

In quello stesso anno la casa editrice A.V.E. stampa due storie in tre albi su testi rispettivamente di Bonelli e Giac: Il condottiero e Volo d’aquile (numeri 6 e 10) e il n°28, “Un ragazzo coraggioso”, quest’ultimo del 12 maggio 1941.

Lascio a chi se ne intende di più provare a fare un confronto fra le rispettive storie, che dal punto di vista grafico ovviamente sono frutto della stessa matrice, per quanto riguarda invece i contenuti narrativi qualcosa di differente esiste, essendo l’Intrepido portatore dell’eredità del classico romanzo di Appendice, o feuilletton, come suol dirsi nella lingua di Dumas e Verne.

Disegnatore noto ai fans del “Vittorioso”, il suo debutto in quel contesto avvenne nel 1938 con una storia scritta da Gianluigi Bonelli: Andus. Poi seguita due anni dopo da “Andus e i lupi del nord”. Se devo essere sincero quelle avventure ambientate al tempo degli antichi romani quando ero ragazzo non mi erano mai tanto piaciute. Perché? Mah, con precisione non saprei dirlo, ci devo pensare. Mah, forse perché mi ricordavano gli scolastici libri di storia?’ Ma no, in fin dei conti quelle annate de “Il Vittorioso” erano patrimonio familiare fin dall’uscita dei numeri che le compongono. Quindi erano storie ormai assimilate attraverso innumerevoli riletture. Credo piuttosto che quando ero molto piccolo predilegessi le storie umoristiche, perché le potevo solo guardare e non leggere, poi successivamente , diciamo dal 1945 in poi, avevo sotto gli occhi quanto mio fratello maggiore Franco acquistava: cose eterogenee, dal settimanale “Salgari” a “Robinson”, dove l’avventura veniva coniugata con parametri avventurosi assai più ampi che non su “Il Vittorioso”. Mah, non so….

Va beh. Dunque, nel 1940 usci’ anche una storia in due albi serie “AVE”, disegnata dal Nostro, numeri 6 e 10, intitolati rispettivamente “Il Condottiero” e “Volo d’aquile”. Io ne ho le ristampe anastatiche, le copertine a colori sono ben riprodotte, ma le tavole interne in bianco e nero peccano di definizione, segni e tratteggi sembrano dilavati, tutto il disegno ne risente: chissà come sono gli originali!! I contenuti narrativi?? Va beh, la vicenda si svolge nel 1421 nel momento in cui la cittadina di Acerra è assediata da truppe nemiche: Gian Luigi Bonelli, sempre lui l’autore, si spreca con battaglie terrestri e navali, galeoni, galee, feluche; insomma, di tutto un po’.

Meglio nel 1940/41 su “Il Vittorioso”, dove con “Il Corriere segreto” la coppia di autori qui tirata in ballo fa di meglio. Bella la sceneggiatura, con inseguimenti, tranelli, trappole e duelli. Specialmente perché, penso io, la grande tavola a colori ha un impatto diverso rispetto a quella più piccola in banco e nero; comunque la storia in sé stessa è banale, trattandosi in pratica di un viaggio a cavallo di due ardimentosi verso Parigi con la missione di consegnare un messaggio al Cardinale Richelieu, che in questo caso rappresenta il “buono”, mentre alla fine i moschettieri del Re sembrerebbero i “cattivi”. Si ribalta la consolidata visione romanzesca di Dumas e dei tre famosi moschettieri; ma siamo nel 1940 e la Francia e la sua autorità rappresentativa, anche del passato, viene vista in una ottica particolare, poiché le abbiamo ( quel pazzoide megalomane del Duce) dichiarato guerra e proditoriamente invasa pugnalandola alla schiena: bella roba!!

Va bene, son cose dette e ridette.

Io vorrei tentare di seguire la tracce figurative dei fumetti negli anni ’40, non solo limitatamente al nostro Chiletto, s’intende, ma l’impresa è superiore alle mie forze e soprattutto non ha alle spalle tutto il materiale che sarebbe necessario avere. Ad esempio, chi ce li ha tutti gli albi Mondadori, Nerbini, Bonelli e così via, di quel periodo?

Io no di certo: beh, il fumetto di quei tempi lontani eludeva i problemi del contingente e le storie narrate generalmente erano di carattere storico o esotico/avventuroso. Fumetti volutamente immersi in un passato fatto di battaglie e guerre i vincitori delle quali erano sempre i difensori della fede, della italica patria e se possibile, del Fascio. La dicotomia avvenne quando nel 1944 Roma fu liberata dagli anglo – americani??

Mah, “Il Vittorioso” riprese ad uscire in perfetta continuità con forma e contenuti dell’anno precedente: si, naturalmente non si affrontava più l’argomento scottante del “Vincere”, delle imprese guerresche dell’Asse. Al nord invece le pubblicazioni a fumetti, tipo “Il Corriere dei Piccoli”, inizialmente insistevano nelle pagine scritte con interventi inneggianti all’ alleato germanico/nipponico, mentre le storie a fumetti umoristiche sbeffeggiavano la perfida Albione. Le storie realistiche poi rapidamente si defilarono e parlarono di giungle lontane, esploratori spaziali e viaggi siderali, bande di malvagi cinesi da prendere a pugni e calci nel sedere.

Anche Chiletto collabora con “Il Corriere dei Piccoli” negli anni ’40: si parte con “Guerra sul Rawenzori” sul numero 47 del 1940 per finire nel febbraio dell’anno successivo, poi “La dea della Jungla”nel 1941/42, infine “ Tre esploratori interplanetari”
nel 1944.

Il 1945 pare essere un anno di stasi (mi si corregga se non sono nel vero), poi dal 1946 la grande stagione di “Salgari”, e ancora collaborazioni con “L’Intrepido”, “Il Giornalino” e il “Vittorioso”.
Cose del dopoguerra, un capitolo diverso. Un’altra storia.
Ah, Franco Chiletto ma non solo il Vitt) e tutti quegli albi…

Tomaso Turchi

Questo bella riflessione di Tomaso appariva come commento (uno dei cento e passa) a quessto articolo che segue.

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Ma… una domanda: qualcuno ha mai letto (o anche solo reperito) questo libro?

Editore: AVE
Formato: volume rilegato, 250 pagine a colori
Prezzo: € 45,00
Autori: a cura di Giorgio Vecchio

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Qualche anno fa nell’interessante e originale blog di Leonardo Gori, dedicato ai fumetti del passato, lo stesso Leonardo aveva imbastito un’analisi approfondita sul settimanale cattolico Il Vittorioso mettendo on line varie tavole di alcuni fra i massimi protagonisti del giornale, da Sebastiano Craveri a Giorgio Bellavitis, da Franco Caprioli al sommo Franco Benito Jacovitti.

Prossimamente, invece, approfitteremo delle ricerche di Leonardo e del “collezionista della prima ora” Sergio Lama (GAF, Eploit Comics) per accennare ai lettori di Cartoonist Globale la scoperta di un altro interessante fumettista italiano, praticamente ignoto (assente da ogni studio, enciclopedia, compendio, guida del settore), rintracciato sulle pagine di un antico giornalino.

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Questo 2014, però, segna la ricorrenza del novantennale di un altro settimale cattolico che va celebrato al meglio: Il Giornalino.
Qui e altrove i naviganti della rete saranno puntualmente informati su questo tema.

Pippozagar

MOSTRA JACOVITTI-1

Jacovitti-Don Chisciotte

In questo post alcune tavole e immagini d’epoca di Lisca di Pesce.
E, sotto, la nuova versione di Cocco Bill realizzata da Luca Salvagno.

Cocco Bill - Salvagno

Vittcover1950sport

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