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ENRICO MONTESANO E L’ITALIA CHE NON FUNZIONA (aggiornamenti)

Montesano Walter Molino

Dispiace molto che anche Enrico Montesano (sopra in una caricatura d’epoca di Walter Molino per Grand’Hotel) si sia trovato in una situazione assurda (non è stato il solo; quante volte anche gli ospiti di manifestazioni fumettistiche et similia hanno subìto le stesse disfunzioni organizzative?).

Se ne sta dando notizia adesso in rete, riguardo all’infausto Magna Grecia Teatro Festival, che ha sistemato un palco a Piazza Castello a Reggio Calabria.

Ma… mi sembra che le cronache televisive eccetera non abbiano affatto sottolineato il flop di questo spettacolo.

Cos’è che è davvero successo?

La protesta di Montesano aveva un fondamento o no?

Disorganizzazione schifosa che “Felice Allegria” ha denunciato pubblicamente:

“Quando mi hanno detto di venire qui in Calabria, a Reggio, per inaugurare una rassegna teatrale, invitato dall’amico Giorgio Albertazzi sono stato felice ed ho preparato un’esibizione al meglio delle possibilità, che potesse intrattenere il pubblico ed animare la vita culturale italiana. Arrivato qui mi sono reso conto dello sbaglio”.

Nel video spiega tutto, ma quelli di TzeTze hanno fatto in modo che nonsia embeddabile, anche se il codice è qui sopra (non lo vedete), perfettamente ricopiato.

Ma nulla. Non vedrete Entico in azione. comunque, ecco un po’ di trascrizione del suo sfogo.

A questo link, invece, un suo ottimo sketch, dove interpreta il personaggio del gagà napoletano Dudù e dell’amico Cocò di Caprariello.

Tratto da Gran Varietà del 22 settembre 1974.

IlterrorecongliocchistortiBei tempi.

“L’evento non è stato promosso e me lo conferma anche il pubblico, giunto qui in gran parte quasi per caso. Non ho visto una locandina dello spettacolo, neanche qui vicino al palcoscenico. L’organizzazione è andata anche peggio, giunto in città vengo a sapere che ci sono altri spettacoli rilevanti nello stesso giorno e alla stessa ora, se non fosse stato per i commissari prefettizi, che mi sono venuti a prendere in automobile, temo che probabilmente sarei rimasto anche a piedi. Ho stima per questa terra, ma qui come in Italia ormai si può lodare solo lo spirito e la buona volontà di alcuni, che si ostinano ad essere onesti e fare il proprio dovere, a tirare avanti la baracca. La Calabria e l’Italia andranno a fondo se si continuerà a fare i furbi ai danni dei cosiddetti fessi, perché quando questi termineranno, i fregatori rimarranno fregati”.