FUMETTI E NAZIFASCISMO, di Pier Luigi Gaspa
Se il senso dell'attività divulgativa mia e altrui consiste in buona parte nel porre all'attenzione dei contemporanei disegni, storie e episodi della nostra storia nazionale, diciamo pure che i post dei giorni scorsi, e i commenti che hanno suscitato, hanno svolto il loro dovere.
Uno di questi commenti, troppo ampio e illustre per essere relegato in coda a qualcos'altro, lo "promuovo sul campo" qui, in virtù della sua rilevanza. Lo ha scritto Pier Luigi Gaspa, autore della ricerca a tutto campo sui fumetti che hanno raccontato gli anni dolenti e tragici del nazifascismo, con personaggi che vanno da Sciuscià a Kolosso, da Provolino (eh, già) a qualche character di Hugo Pratt che (se ben ricordo) non fa una gran bella figura...
Si tratta della nostra storia, un momento paragonabile (con le dovute differenze del caso) alla Guerra di Secessione per gli americani, agli orrori di Robespierre per i francesi, e così via. Per commentare le parole di Pier Luigi, posto un po' di vignette di quel genio creativo che fu Benito Jacovitti, tratte dal più volte citato, ma semisconosciuto episodio Battista l'ingenuo fascista. Paradigma del pressappochismo e voltagabbanismo tutto italiano che... fa male quando qualcuno ha il coraggio di metterlo su carta, trasformandolo in uno specchio deformante che non tutti sono disposti a digerire.
Jac non lo manda a dire, e si rivolge direttamente al lettore italiano quando ne fustiga l'ipocrisia apostrofandolo in modo solenne e tragico: "Guarda bene tra la folla acclamante, ti riconoscerai! Tu mi dirai che sì, ci sei stato, ma capirai... La cartolina rossa... Ero costretto. ... Ma come?! 45 milioni di italiani costretti? (...)"
La parola a Pier Luigi, che parla della sua ricerca (ormai praticamente completata e di futura pubblicazione).
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