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IN MEMORIA DI ROBERTO RENZI, GIORNALISTA E SCENEGGIATORE

Moreno, Silver, Pier Luigi, Bonfatti, Luca Boschi, Totaro

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All’incontro tenutosi il giorno 2 novembre a Lucca abbiamo anche ricordato Roberto Renzi, giornalista, autore tra gli altri di Akim, il tarzanide disegnato da Augusto Pedrazza pubblicato con estremo successo anche in Germania, per esempio (sotto, una copertina dell’albo a striscia di Akim, stampato in una discutibile tricromia). Prolificissimo, negli anni Cinquanta e Sessanta Renzi è stato sceneggiatore di decine e decine di storie di Cucciolo e Beppe, nonché di Tiramolla, personaggio del quale è stato co-creatore, su idea di Giorgio Rebuffi (che gli ha dato anche forma grafica).

Akim

Roberto Renzi Augusto Pedrazza

Anche Scugnizzo si avvale della collaborazione di Renzi e Pedrazza.

The Dirty Castle

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(Sopra: Beppe-Concombre e Tiramolla-Elastoc nella versione francese di Jean Cézard).

Roberto Renzi si era fatto le ossa sull’albo “Ragazzi avventurosi” della Edital, uscito nel clima arroventato del fascismo, quando l’editore Tristano Torelli studiava un piano per accaparrarsi una grossa fetta della stampa periodica a fumetti: Gian Luigi Bonelli stava per chiudere gli “Albi Audace” e riparare in Svizzera; la casa editrice Cremona Nuova era totalmente compromessa con il regime (il suo titolare ne era un esponente di spicco); Mondadori era in fase di stallo nel settore fumetti. Renzi era redattore di questo contenitore, appunto “Ragazzi avventurosi”, ridimensionato da poco in formato albo, e ne scriveva anche diverse storie, tutte di feeling comico. Tra i disegnatori nel menù spiccavano anche Gino Cossio e Dino Attanasio, che meno di una decina di anni dopo sarebbe divenuto un punto di riferimento della linea grafica franco-belga.

Per l’editore Giuseppe Caregaro della Alpe, Renzi si rivelarà nel dopoguerra un vero e proprio pilastro della casa editrice milanese, non solo per l’ideazione, con Rebuffi, del personaggio di maggior successo della casa, ma anche per la sceneggiatura di altre serie divertenti, come quella di Gionni (il cow boy) e Geppina (la sua auto dall’animo sensibile), disegnati da un Antonio Terenghi in gran forma. Sotto, i due su una copertina di Cucciolo del 1955.

Gionni e Geppina

All’inizio degli anni Sessanta, confermando la sua simpatia per i personaggi un po’ alieni, Renzi si rivolgerà al direttore di Topolino, Mario Gentilini, per confezionare alcune fra le prime storie made in Italy con Eta Beta, dove l’ometto del futuro creato da Bill Walsh e Floyd Gottfredson si comporterà in modo non troppo dissimile da Tiramolla.

Roberto Renzi - Ladro collezionista

Sotto, il sottoscritto e Roberto Renzi, in occasione di un incontro fumettistica al Circolo della Stampa di Milano, non troppi anni fa.

Roberto Renzi Luca Boschi

Così lo ricorda Luigi F. Bona, Direttore di WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano e Presidente della Fondazione Franco Fossati, tra cui soci fondatori c’era anche Roberto Renzi:

“Dopo aver segnato in modo importante mezzo secolo del nostro immaginario collettivo, creando personaggi che hanno raggiunto milioni di lettori in Italia e in altri paesi europei, alla fine degli anni Novanta organizza momenti di incontro tra autori del mondo del Fumetto, dove si va configurando il progetto di un museo del fumetto a Milano. E’ il promotore di un’Accademia del Fumetto, una specie di Tavola Rotonda dove i Cavalieri del Fumetto sono autori come Antonio Terenghi, Tiberio Colantuoni, Egidio Gherlizza, Umberto Manfrin, Paolo Piffarerio (tutti grandi nomi oggi scomparsi), e illustratori come Giuseppe Festino e Luigi F. Bona, presidente di quella che nel 2000 è ancora un’associazione ma che nel 2007 diventerà la Fondazione Franco Fossati, con Roberto Renzi tra i soci Fondatori, presente a tutte le riunioni del Consiglio di indirizzo dell’ente, finché la salute e l’età glielo consentiranno.

“La prima configurazione di un museo, le modalità e gli scopi, nascono e si sviluppano in lunghe ‘chiacchierate’ di lavoro appassionanti, che infondono nel progetto la sua energia e la sua esperienza: un sostegno primario per quello che sembra ancora un salto nel buio, ma si trasforma nel 2011 in una bella realtà: WOW Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata, nell’ex fabbrica Motta a Milano.

“Dopo aver segnato in modo importante mezzo secolo del nostro immaginario collettivo, creando personaggi che hanno raggiunto milioni di lettori in Italia e in altri paesi europei, alla fine degli anni Novanta organizza momenti di incontro tra autori del mondo del Fumetto, dove si va configurando il progetto di un museo del fumetto a Milano. E’ il promotore di un’Accademia del Fumetto, una specie di Tavola Rotonda dove i Cavalieri del Fumetto sono autori come Antonio Terenghi, Tiberio Colantuoni, Egidio Gherlizza, Umberto Manfrin, Paolo Piffarerio (tutti grandi nomi oggi scomparsi), e illustratori come Giuseppe Festino e Luigi F. Bona, presidente di quella che nel 2000 è ancora un’associazione ma che nel 2007 diventerà la Fondazione Franco Fossati, con Roberto Renzi tra i soci Fondatori, presente a tutte le riunioni del Consiglio di indirizzo dell’ente, finché la salute e l’età glielo consentiranno.

Per i tanti lettori, autori ed editori che amano il fumetto e creano ancora magici universi con attenzione e passione, la scomparsa di Roberto Renzi è la partenza di un caro amico. La Fondazione sente ancora maggiore, oggi, il dovere di continuare sulla sua traccia.

In questa foto, facente parte della Collezione Massimo Bonfatti, Il presente blogger, prima della conferenza viene corrotto con un pacchetto di banconote (della quale ne ostenta una) stampate da Casty e Bonfatti, con perfetta filigrana, affinché parli bene di loro.
Il tutto avviene sotto lo sguardo dello stupito Romano Felmang, storico disegnatore di The Phantom, attualmente in forza alla Sergio Bonelli Editore per Tex Willer.

Romano Felmang e Luca Boschi- Lucca Comics Ft Bonfa

Felix, Mickey, Tige