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IL RITORNO DI ZORRY KID (GRATIS IN EDICOLA)!

Kid Paloma

Zorry Kid, un nome che suona un po’ come “il piccolo Zorro”, o “lo Zorro dei Piccoli”, dato che il suo geniale creatore, Franco Benito Jacovitti da Termoli (9 marzo 1923 – 3 dicembre 1997), lo lancia sul settimanale a fumetti per giovanissimi del Corriere della Sera, nasce in pieno clima di contestazione, nell’anno di grazia 1968. Addirittura, le tavole della sua prima storia escono, centellinate in brevi puntate, nella primavera che oltralpe è teatro del fatidico Maggio francese.

Anche per questo, Zorry Kid, giustiziere mascherato della California strappata al Messico, incarna in qualche modo la rivolta popolare dei giovani contro l’oppressore, nella fattispecie lo spietato gobiernador” Don Perfidio Malandero.

Da oggi (martedì 3 luglio 2018), Zorry è di nuovo nelle edicole italiane, con un volume di grande formato, cartonato, allegato all’ultimo album cartonato della felice collana Cocco Bill e il meglio di Jacovitti, pubblicata con grande successo da Hachette a partire dall’agosto dello scorso anno, a cadenza settimanale.

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Ebbene, dopo la bellezza di 45 volumi, a volte assai impegnativi da realizzare, dalla settimana prossima ne usciranno in edicola 25 altri: circa un’altra metà anno con il genio della comicità italiana del Novecento, con sorprese, opere rare e mai ristampate, classici, versioni originali, introvabili, di storie, Panoramiche e illustrazioni.

Il formato dei volumi è più grande per consentire di ospitare al meglio anche le storie del Vittorioso e del Giorno dei Ragazzi che sarebbero state u po’ soffocate nelle classiche dimensioni “alla Asterix“.

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L’identità borghese di Zorry Kid è quella del mite e frivolo ballerino di flamenco Kid Paloma, alter ego jacovittesco di Don Diego Vega (o “De la Vega”), citato per la prima volta in un romanzo, The Curse of Capistrano (1919), dallo scrittore di riviste pulp Johnston McCulley. Il vendicatore mascherato del Corriere dei Piccoli, però, non vanta un’ascendenza letteraria, ed è piuttosto ispirato al serial televisivo di Zorro interpretato da Guy Williams e prodotto da Walt Disney.

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I giovani telespettatori hanno potuto vederlo sul piccolo schermo come appendice al celebre show Il club di Topolino e ne conoscono bene caratteristiche e comprimari, a cominciare dal grasso e sciocco Sergente Garcia. Ma se in televisione l’aiutante-maggiordomo di Zorro è muto e si esprime come un mimo, quello di Zorry Kid, il fido Carmelito Battiston, è semplicemente semianalfabeta: è in grado di leggere, ma i suoi balloons sono tutti bianchi perché, purtroppo, non sa scrivere.

L’epopea di Zorry Kid, proseguita anche sul Corriere dei Ragazzi fino al 1973, e ripresa dopo la scomparsa di Jacovitti da Luca Salvagno su Il Giornalino, è una delle più felici e complesse dell’umorista di Termoli, insieme a quelle del ”cowboy alla camomilla” Cocco Bill, del reporter statunitense Tom Ficcanaso e del trio di ragazzi Pippo, Pertica e Palla (detti “i 3 P”), le cui vicende si intrecciano con quelle dell’”arcipoliziotto” Cip, del nero fuorilegge Zagar e della manesca Signora Carlomagno.

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Per anni colonna de Il Giorno dei Ragazzi e prima ancora de Il Vittorioso, Jacovitti crea nella sua lunghissima e instancabile attività un caleidoscopio di storie comico-avventurose che svecchiano il panorama dell'”arte sequenziale” italiana, con personaggi come il guastafeste Oreste, il gangster incapace Jak Mandolino (sopra in un video d’epoca), il piccolo indiano Occhio di Pollo, il torero Romero, il malavitoso Gionni Peppe.

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A Jacovitti si devono anche le complesse tavole di un memorabile Pinocchio e di un personalissimo Don Chisciotte, oltre a una pioggia di interventi satirici sul settimanale Il Travaso delle idee.

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