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LENIN, DIO E UN TOPO

Topolino, Lenin e Dio

Come si è visto, mentre stavo occupandomi di altro, un po’ tutti i siti più importanti hanno già riportato qualche notizia sulle testate più ambite (quelle che usciranno a inizio agosto, e che mettono già in crisi i collezionisti che difficilmente potranno farne a meno; almeno di una delle due, a quel che percepisco).

Nel prossimo post (e questa volta è VERO) se ne parlerà, fatte salve le notizie irrinunciabili sulla imminente premiazione del vincitore, a Riminicomix, relativa al Premio Franco Fossati 2017.

popeye-1-braccio-di-ferro Gazzetta dello Sport Luca Boschi

Nel frattempo, ho trovato queste immagini, che onestamente non avevo nemmeno cercato un mese e una settimana fa, quando è avvenuta questa premiazione di tre artisti in occasione delle celebrazioni della Capitale della Cultura 2017.

Salvadori Fonderia

Il sottoscritto, che del trio fa parte, sentitamente ringrazia.

Non ho trovato in rete foto della cerimonia, ma solo questa foto, di proprietà di AFNews (che cerco di ringraziare io, non avendolo fatto i giornalisti che se ne sono appropriati frugando nel web per corredare i loro articoli).

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Ho trovato invece le foto con un altro trio, che non credevo si frequentasse.
Sono Topolino, Lenin e Dio, nella scultura del russo Alexander Kosolapov che ha voluto in tal modo ritrarre le tre più importanti e influenti personalità del Secolo breve (secondo lui).
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Cartoonist Globale avrebbe messo qualcun altro al posto di Lenin.
Chessò, per esempio Licio Gelli.
Ma ognuno ha le sue fisse.

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La sua bio:
Alexander Kosolopov studied and graduated from the School of Art of Surikov Art Institute, then continued his studyies at the Moscow Higher Arts and Crafts College, in the Department of Sculpture (1962-1968). In 1975, he emigrated to the USA and now lives and works in New York.

Kosolapov chooses subjects in the social context (socialist realism, western pop culture, systems of power) as the main object of his irony.
His ideas were formed in conditions of binary geopolitics. The main topic of his art is the ironic deconstruction of the ideology of a mass society. Using the principle of combining opposites, Kosolapov achieves unprecedented severity: he unitespolitical symbols, consumerists icons and different ideological contexts in his works. One can find the reflection of philosophical ideas of Warhola, Baudrillard and others in his work.

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Kosolapov’s artworks, associated with the use of religious symbols, became the subject of attacks on the artist. A Moscow court found these symbols to beextremist in 2010.

Aleksander Kosolapov participated in numerous art exhibitions in several European countries and in the United States.

His works are represented in leading museums such as MoMA, New York; the Guggenheim Museum, New York andCentre Pompidou, Paris, as well as in many private collections. Additionally, his “Lenin Coca-Cola”, “Malevich Malboro”, “McLenin’s”, and “Mickey-Lenin” have become widespread and massively replicated as souvenirs and posters.

In questa mostra di Kosalapov, l’opera (Beware, Religion!) è stata distrutta dai soliti cretini fanatici religiosi e i curatori della mostra sono stati trascinati in tribunale (lo Stato non è meno colpevole dei fanatici religiosi, a quanto pare).

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“Le mani, la finestra della nostra anima: gli artigiani, l’economia, la cultura”, è il tema dell’assemblea annuale di Confartigianato Imprese Pistoia. L’appuntamento avvenne giovedì 15 giugno nel Salone di fondatori di Confartigianato. Nell’anno di Pistoia Capitale italiana della cultura, l’associazione degli imprenditori ha scelto un tema evocativo, che riporta alle origini e restituisce in chiave moderna il vero valore della manifattura.

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I protagonisti del pomeriggio furono (diceva il comunicato stampa) tre pistoiesi che hanno raggiunto i vertici della cultura italiana, attraverso la manifattura, anche se con tipologie diverse: Luca Boschi, fumettartista, Enrico Salvadori, artigiano titolare dell’omonima fonderia d’arte, e Mauro Vaccai (sua foto sopra), scultore di fama internazionale. Dopo il saluto del presidente Simone Balli, gli ospiti hanno parlato delle loro esperienze e dell’importanza di reinterpretare la materia.

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