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NICOLA DEL PRINCIPE O EUGENIO BENNI? (Parte II)

Poster Blek 170

Decisamente, stiamo sul pezzo!
Prosegue, con questa seconda parte, la “ricognizione dati” (per così dire) fatta da Felmang a suo tempo su quel fenomeno creativo che è stato “Tonino” Benni. Proprio quando debutta in edicola la testata a colori del Grande Blek (copertina sopra).

Ce lo segnala, come al solito, l’acuto Marco Pugacioff, che sottolinea:

In questo albo vi sono l’episodio Cuore Spezzato a colori di Kerac e un lungo dossier su Blek.
La cosa buona è il manifesto che ha disegnato Kerac. in cui sono riprodotti i tre dell’EsseGesse, Mitton, Cedroni e presumo Navarro
.

A questo punto, Cartoonist Globale non può far altro che rivolgersi a chi sa, chiedendo se effettivamente le identificazioni delle figure alle spalle di Blek e del suo sfidante a braccio di ferro sono i suddetti autori (ed editor-autore).
Qualcuno può precisare meglio?

Riprendo da Pugacioff:


La cosa strana è che nel dossier si nomima Del Principe, e non Benni ma almeno parla di Nestore Del Boccio.

Bene, ci pensiamo noi, anzi, lo fa Felmang (al quale restituisco la parola), che cita parti dell’attività di benni a più riprese nei post di questo blog. Ne metto insieme una sintesi, scusandomi per le eventuali ripetizioni:

Scatola-Carosello

Retro busta Bianconi

Il sodalizio di Benni con Nicola Del Principe si rivelerà molto prolifico e durerà fino alla fine degli anni Ottanta.

In questi anni Benni lavora ad una vasta serie di fumetti tra i quali Yuma Kid per la Casa Editrice Il Ponte di Renato Bianconi, del quale cura anche i testi, Pat Emoul che verrà successivamente pubblicato dai F.lli Spada nel Superalbo “Rip Kirby”, Tom Billy By, Zorro, Joe Ringo, La Freccia Nera, Il Camionista, Il Centravanti, Alcina la Maga, Angelica, Teodora e molti altri, tra i quali spiccano Capitan Miki e Il grande Blek, fumetti rimasti nella storia.

In questi anni produce anche una serie di vignette che saranno inserite nella rivista Il Solletico. L’inizio degli anni Ottanta vede la collaborazione di Benni con lo Studio Giolitti di Roma per il quale realizzerà una serie di fumetti di genere horror-splatter; a breve distanza seguiranno le pubblicazioni degli albi Zippo Panino e Sfitty per la Editrice Bianconi.

All’inizio degli anni Novanta, Benni inizia la collaborazione con Romano Felmang realizzando i disegni di The Phantom, ovvero L’Uomo Mascherato, che lo porterà ad aggiungere il proprio nome alla lista dei fumettisti che, negli anni, si sono alternati nel disegno di quello che è considerato uno dei più famosi fumetti del mondo.

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La copertina di Alan Mistero pubblicata qua sopra, al pari delle altre due presenti in questo articolo (meglio precisare), non è di Benni, bensì della EsseGesse. Ma Benni ha collaborato col trio per la testata, come per le altre di Sinchetto, Guzzon e Sartoris.

Eugenio nasce in Francia nel gennaio 1939 da padre franco-tedesco e da madre italiana. Vede la luce in una in una cittadina della Lorena, ma a soli cinque anni rientra in Italia e si stabilisce in Abruzzo dove vivrà con la sua famiglia.

Da ragazzo è un appassionato lettore dei fumetti cosiddetti a striscia, i suoi preferiti sono Tony Boy, Sciuscià, Il Piccolo Sceriffo, Tex.

Nel 1960 si diploma in pittura all’Istituto d’Arte della sua città.
L’anno successivo, vista la sua grande attitudine per il disegno ed il ritratto, viene indirizzato a Milano, presso lo Studio di Nicola Del Principe, il quale è già un artista di primissimo piano nel fumetto comico italiano (Trottolino e Soldino) lavorando soprattutto per le varie testate delle Edizioni Il Ponte di Renato Bianconi.

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Inizia da quel momento una proficua e sterminata produzione con lo studio Del Principe, in cui Eugenio rimarrà moltissimo tempo, fino a tutti gli anni Ottanta, caratterizzando con il suo disegno dinamico, immediato ed asciutto e con l’enorme produzione di migliaia e migliaia di tavole, lo stile dell’intero studio. Anche i nuovi disegnatori che andranno a lavorare con Del Principe cercheranno, invano, di imitarlo.

Di fatto, tutta questa enorme produzione è stata per anni sempre attribuita allo stesso Del Principe.

Eugenio si trasferisce inizialmente a Milano presso un parente, poi, una volta avviato il lavoro, ritorna in Abruzzo.

Il primo personaggio che Del Principe gli commissiona è Yuma Kid, una imitazione di Lone Ranger, del quale Eugenio cura anche i testi prendendo spunto dai film western dell’epoca.

Produce anche materiale per il mercato franco-belga fino al 1965, come ad esempio Pat Emoul, serie giallo-umoristica che verrà pubblicata in Italia dalle Edizioni F.lli Spada sul Superalbo Rip Kirby.

In seguito, cura l’adattamento a fumetti di Quentin Durwad, il romanzo di Walter Scott, disegnando oltre 1000 vignette.

Un altro personaggio per il mercato francese è Gallix, nato sulla scia del successo di Asterix.

Nel 1964, dopo che la EsseGessE ha abbandonato le Edizioni Dardo, i fratelli Nicola e Mario del Principe propongono a Benni di disegnare Capitan Miki ed Il Grande Blek, personaggi per i quali realizzerà una trentina di episodi, ciascuno al ritmo di due (un Miki ed un Blek) a settimana!

Per il giornalino La Mia Bambola, dell’Editrice La Terza, Benni realizza le puntate de la Storia Vera del Cane Toby, contemporaneamente a centinaia di divertenti vignette osée che appaiono su Il Solletico, insieme a quelle di E. Magni, Onofrio Bramante ed altri autori.

Quest’ultima esperienza lo introduce al fumetto sexy, che comincia ad affollare le edicole italiane. Per la stessa Editrice La Terza realizza una quindicina di episodi di Alcina la Maga (1972/73), mentre per l’Editrice SIE disegna Angelica (1969/74) per oltre 60 albi e Teodora (1970/74) per 52 albi.

Nel campo dei fumetti di avventura, sempre per la SIE disegna Joe Ringo (1969/70) per 11 albi e La Freccia Nera (1969/70) per 17 albi.
Per la Edinational si occupa di Robin Hood (1976), che disegna per quattro albi.

Dal 1972 al 1978, Benni si trasferisce in Sardegna, ma continua la collaborazione con lo studio milanese e con Bianconi, per i quali realizza alcuni episodi di Tom Billy By e Zorro, ispirandosi alla serie televisiva di Walt Disney. Ed ecco che anche per Benni arriva la grande occasione: un’ottima proposta di lavoro in California, che Eugenio, da vero abruzzese radicato alla sua terra, rifiuta per restare in Italia.

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Sul finire degli anni Settanta, il fumetto tradizionale entra in un periodo di crisi, mentre si sviluppa il fumetto hard, che Benni, come molti altri disegnatori italiani esegue per l’Edifumetto-Squalo: Il Tromba, Il Camionista, Il Centravanti ecc ecc, fumetti che non producono alcuna soddisfazione personale, così ad essi segue per il bravo disegnatore un periodo di rigetto.

Tonino Benni

Verso la metà degli anni Ottanta, Benni collabora con gli studi romani di Giolitti e Sergio Rosi e con l’editore Francesco Coniglio.

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Del 1987 è una della ultime collaborazioni di Benni con Del Principe-Bianconi, seguendo la moda dei paninari disegna cinque numeri di Sfitty e cinque di Zippo Panino.
Negli anni Novanta collabora con il magazine Fantomen.

NOTA: La Scatola a sorpresa Carosello, disegnata da Del Principe sul davanti e sul retro, viene dall’ineffabile collezionista Aumaldo ed è pubblicata nel 2015 nel sito di Retronika.
Ringrazio entrambi.
E confermo. Queste scatolette, buste a sorpresa contenenti due albi ciascuna, sono state in circolazione al massimo fino all’estate 1963, per essere sostituite subito dopo da buste cartacee usa e getta. Il sottoscritto ha posseduto due di queste scatole, ovviamente distrutte dopo la loro apertura. Contenevano un numero di Soldino e uno di Trottolino.

La massima popolare di oggi: Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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