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JAY LYNCH E LA FESTA DELLA DONNA

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Buongiorno, è la Festa della Donna, in questa occasione mi sembra bello divulgare le parole spedite da Marilena Nardi (ciao!) ai suoi compagni di newsletter, per così dire, prima di ricordare, ahinoi, l’avvenuta scomparsa di un grande del nostro medium, Jay Lynch. Tutti abbiamo cercato di acquistare i rarissimi comic book underground che circolavano in Italia con le sue storie, tipo Bijou Funnies, per esempio ai vecchi Saloni Internazionali dei Comics di Lucca.

E sono fiorite le mimose. E divampano sulle prode, le chiudende e gli orti di riviera. Procaci, smargiasse, caste come il disegno di un bambino, profumano come delle puttane, fragili al primo sussulto del vento, invadenti, infestanti. Mandano in visibilio le mimose in fiore, ti friggono gli occhi come una mossetta di Marylin Monroe che si scuote i capelli, ti arrampichi sui muretti per prenderne una rama, pronto a cadere, pronto a rubare come faresti per un suo bacetto anche solo involato da lontano. Consolano le mimose in fiore, come le fossette di una bambina che si è appena svegliata, come un cannolo alla crema con la crema che ti schizza sul labbro.

E mi ricordano le mimose in fiore la compagna Teresa Mattei, ti mando un bacio comandante Chicchi, la ragazza madre che si alzò in piedi alla Costituente e non se ne ristette fin quando non fu aggiunta la parolina “di fatto” all’articolo 3 punto 2 di questa nostra Costituzione, che in tal modo recita: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini….”

Non fosse che per questo, questo giornale le assomiglia. È già, espulsa da tutte le scuole del regno per antifascismo, espulsa dal PCI per antistalinismo. Fu lei, che non avendo una lira in tasca per un po’ di garofani, prese rame di mimose più che poté, perché le donne se ne adornassero nel giorno della loro festa, e della loro battaglia.
Maurizio Maggiani,
da “Vivario”, Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 24/2/2014

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A questa pagina dell’immarcescibile Comics Journal troviamo The Jay Lynch Interview del 1987.

Jay Lynch held down the Chicago end of the underground comics movement. Bijou’s Funnies, which he edited, was second only to Zap as an underground anthology. Bijou’s, and Rory Hayes. The best-remembered issue was probably the full-color #8, which featured a cover by Harvey Kurtzman and parodies of underground comics in the manner of the early Mad.

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Lynch was born in East Orange, New Jersey, in 1945 and studied at the Art Institute of Chicago. A compulsive cartoonist since early childhood, his first published work appeared in Don Dohler’s fanzine Wild (as did Williamsons). While at the Art Institute his cartoons appeared in the notorious college humor magazines Aardvark and Charleton. By 1965 he had appeared in the “Public Gallery” section of Kurtzman’s Help! and had written for Cracked.

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