Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

LINUS A “OPPURERIDI”, AL FESTIVAL DI TOLENTINO

Facce di#OPPURERIDI 2015

Dopo svariati mesi di assenza dalle manifestazioni pubbliche, la stagione dell’ex blogger di Cartoonoist Globale ricomicia con la “chiacchierata” inaugurale della terza edizione del primo festival italiano dedicato alla Filosofia dell’Umorismo, organizzato da Popsophia sotto la Direzione Artistica di Lucrezia Ercoli, in collaborazione con la Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino.

Come la stessa Lucrezia scrive: “intellettuali e artisti di fama internazionale portano al Castello della Rancia il dibattito culturale sulla capacità tutta umana del riso attraverso l’analisi dei prodotti culturali di massa dalla sit-com ai film, dai social network alle canzonette. Il Castello diventa un laboratorio creativo con mostre, spettacoli, dibattiti e concerti dal vivo.”

gloire-2

Il programma di VENERDI’ 28 AGOSTO

POMERIGGIO
17.30 BIENNALE
Inaugurazione XXVIII edizione di Biumor
Giuseppe Pezzanesi Sindaco di Tolentino
Alessandro Massi
Delegato alla cultura di Tolentino Paola Taddei
Presidente Giuria Evio Hermas Ercoli Direttore artistico di Biumor

17.30
Annullo postale speciale XXVIII Biennale
a cura del Circolo Filatelico di Tolentino

18.00 IN BARBA AL FILOSOFO
Divertirsi con la filosofia
laboratorio di filosofiacoibambini

18.30 LECTIO INAUGURALIS
La filosofia di Linus una rivoluzione nata per gioco
con Luca Boschi e Paolo Interdonato

In proposito, scrive Federica Nardi nel comunicato stampa di questa mattina (giorno 27):

La lectio “La filosofia di Linus, una rivoluzione nata per gioco” tradurrà in pop-filosofia la vicenda di una delle riviste di fumetto più importanti di tutti i tempi.

Linus – che celebra il cinquantenario proprio quest’anno – è stato un giornale unico nel panorama culturale nazionale, capace di intercettare le trasformazioni sociali e di guardare al fumetto e all’illustrazione in un modo del tutto nuovo. Boschi e Interdonato portano dunque al pubblico di Tolentino il racconto di una straordinaria avventura culturale.

Fondata nel 1965 grazie a un gruppo di scrittori, fumettisti e giornalisti che gravitavano intorno alla libreria di Giovanni Gandini, negli anni successivi approda nelle case di tutti gli italiani, cambiando per sempre il mondo del fumetto e dell’umorismo. Fumetto, satira ma non solo. Tra gli anni ‘60 e gli anni ‘90 Linus ospita le più grandi firme del giornalismo politico e culturale, oltre che autori della portata di Wolinski, Pazienza e Crepax.

Prima rivista in Italia a diffondere le strisce di Schulz, il primo numero di Linus rivela già tutta la sua portata pop-filosofica, ospitando un dibattito tra Umberto Eco, Elio Vittorini e Oreste Del Buono (che sostituirà Gandini alla direzione della rivista) sulla figura di Charlie Brown. “Oggi stiamo discutendo di una cosa che riteniamo molto importante e seria, anche se apparentemente frivola: i fumetti di Charlie Brown” afferma Eco in apertura, iscrivendo a pieno titolo i personaggi dei Peanuts nel mondo della riflessione filosofica.

Un vero e proprio incubatore culturale, dalla vita longeva e variegata. Un’eccellenza tutta italiana che continua ancora oggi a far riflettere con leggerezza e intelligenza.

Personalmente (adesso è lo scrivente che riprende a scrivere, bisticciando nel contempo con le parole), non potrò non accennare ai contatti stratti fra Linus e i contenuti di Charlie, il mensile genello creato in Francia, diretto a lungo da Wolinski, che di Linus era un lettore scrupoloso, ma privo della “puzza al naso” di altri suoi colleghi italiani, diffidenti verso i fumetti popolari e bassi. Che invece Wolinski amava (qui sta la differenza e il contatto spirituale dell’indimenticabile Georges con altri colleghi, anche italiani, fra i quali il sottoscritto).

Vagamente di palo in frasca, ma solo in apparenza, ecco cosa scriveva sul Manifesto lo scroso gennaio Mario Dondero:

Il col­lante che teneva insieme i redat­tori di Char­lie Hebdo era la pas­sione per l’ironia e la dis­sa­cra­zione, oltre a una straor­di­na­ria unità di intenti.

Fu un ita­liano, il mila­nese Sta­letti, che rap­pre­sen­tava in Ita­lia alcuni impor­tanti dise­gna­tori fran­cesi, a intro­durmi in quel luogo spe­ciale che era la reda­zione di Char­lie Hebdo. Si era agli inizi degli anni set­tanta e Char­lie eser­ci­tava già da tempo, attra­verso le vignette e gli scritti dei suoi redat­tori, la sua acuta cri­tica dei costumi e della poli­tica fran­cesi. Non credo sia mai esi­stita una comu­nità di gior­na­li­sti altret­tanto con­vi­viali.

Per sva­riati anni, soprat­tutto per i forti legami di ami­ci­zia con Geroge Wolin­ski, di cui piango la scom­parsa, Cavanna e Rei­ser, ho fre­quen­tato quella reda­zione, soprat­tutto di sera, nei giorni di chiu­sura. Fran­cois Cavanna che in seguito scrisse Les Ritals, uno straor­di­na­rio libro dedi­cato all’immigrazione ita­liana, era il redat­tore capo. Pur­troppo se ne è andato nel 2014.

Phi­lippe Ber­nier, detto il pro­fes­sor Cha­ron, pit­to­re­sco e fan­ta­sioso per­so­nag­gio, era il diret­tore non­ché l’editore di que­sta pub­bli­ca­zione che ope­rava in con­ti­nua guer­ri­glia con i poteri forti. Durante le riu­nioni i momenti più diver­tenti, addi­rit­tura esi­la­ranti, erano le sedute foto­gra­fi­che fina­liz­zate a rea­liz­zare imma­gini per la coper­tina.

Gli attori erano gli stessi redat­tori e magari ospiti o bel­lezze di pas­sag­gio. Di ospiti ce ne erano spesso molti, amici e let­tori del gior­nale, intel­let­tuali di grido e gente comune. L’atmosfera era di costante alle­gria, men­tre si intrec­cia­vano tutte le pro­po­ste e le idee. Qual­che volta nasce­vano dei dis­sensi, ma il tono gene­rale era il buon umore che del gior­nale è sem­pre stato il mar­chio di fabbrica.

L’ingresso all’incontro di Tolentino è libero. Per informazioni www.popsophia.it

Luca Boschi

lead_large

PwFJt

kX2zh

19.30 PHILOFICTION
Il teatro-canzone Giorgio Gaber, l’ultimo sileno con Elena Torre

pubblico_oppureridi_(2)

In diretta streaming su www.multiradio.it

Alle 19.30 Elena Torre, scrittrice e giornalista, porterà al pubblico di Tolentino un’originale analisi degli spettacoli teatrali e televisivi del Signor G nel suo intervento “Il teatro-canzone. Giorgio Gaber, l’ultimo sileno”. La Torre – che ha conosciuto Giorgio Gaber in occasione dell’allestimento dello spettacolo del 1991 “Storie del Signor G” – ricostruirà la genesi e i tratti di originalità della figura di questo moderno arlecchino, sempre in bilico tra condivisione comica e riflessione esistenziale.

Alle 21.30 si accenderanno invece i riflettori sul PHILOSHOW, lo spettacolo filosofico-musicale di Popsophia. “Riso Amaro. L’ironia di Giorgio Gaber” – una rielaborazione della piece “Il punto G” diretta da Paolo Nanni – è uno spettacolo unico che reinterpreta l’opera del cantautore milanese declinandola in un’immaginaria giornata qualunque.

Dal mattino alla sera, le vicende di una giovane donna si raccontano in teatro e musica, tra amarezza e ironia.

Wolinski-Tomaso Turchi

Questa foto di chiusura raffigura un giovane Georges Wolinski al lavoro, e ci viene dal sempre prode Tomaso Turchi, insieme ad altri contributi visivi e non utilissimi, che ci piacerebbe condividere (avendo tempo) in questo sepolcrale blog del passato.
© Mario Dondero per la foto d’antan