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AUGURONI, GIANCARLO!!!

Bonvi Francesconi Jac Castelli

Non è reato di “uso personale di pubblico blog”: il compleanno in questione, che all’unisono celebriamo sincronizzando le note cristalline dei calici, è di un protagonista del nostro fumettistico mondo.
Nientemeno che dell’oggi novantenne Giancarlo Francesconi, già capo-redattore del Corriere dei Piccoli e indimenticabile direttore del 1972 del Corriere dei Ragazzi.
Eccolo, nello scatto vintage che apre questo post, alla sinistra di Bonvi, con Benito Jacovitti e Alfredo Castelli alla sua destra.

corriere-dei-ragazzi

Questo mazzo di fiori è per lui!

Si inaugura in queste circostanze, nel 1972, una fase davvero irripetibile (ops, l’ho scritto di nuovo!) per la stampa a fumetti, inedita non solo dal punto di vista dei personaggi e degli autori coinvolti.

Infatti, nei singoli fascicoli hanno la loro grande importanza anche le parti redazionali, trattate con piglio giornalistico professionale e non più meri riempitivi come accade per un buon numero di giornalini. Gianni Rodari, Rolly Marchi, Vezio Melegari, Folco Quilici, Piero Zanotto (tra gli altri) svolgono un lavoro informativo e di approfondimento di tutto rispetto. Di fatto, proprio grazie ai contenuti sostanziosi del “Corriere dei Ragazzi” (e a quelli del “Corriere dei Piccoli” riformato che spiana la strada alla sua nascita) in un colpo solo si formano sia i lettori esigenti e colti che qualche anno dopo saranno appagati dalle riviste più adulte, sia il nucleo portante di disegnatori, sceneggiatori e redattori che confezioneranno quelle stesse pubblicazioni.

Per gli uni e per gli altri le riviste rappresenteranno anche una rimpatriata, un’occasione per ritrovare e riconoscere l’humus della propria comune formazione (anche) spirituale, una salutare riconciliazione col loro passato recente.

Proprio per celebrare questa felice coincidenza, in seguito a una famosa riflessione di Castelli il termine irripetibile resterà abbinato saldamente al “Corriere dei Ragazzi”, agli articoli e ai fumetti che ospita. Infatti, lo sceneggiatore milanese così rifletterà, anni dopo: “Credo che tutti abbiamo un rimpianto per una situazione particolare; può essere un amore, una vacanza, il sessantotto, una certa sensazione. Il rimpianto deriva dalla precisa coscienza che la situazione è assolutamente irripetibile (e se questa presa di coscienza non c’è, si rischia di trascorrere la vita a tentare inutilmente di ripeterla anziché viverne delle altre altrettanto piacevoli, ma diverse). Bene, in un momento particolare un direttore particolare, un gruppo di redattori e di collaboratori particolari ha messo insieme, in una casa editrice particolare, un giornale davvero irripetibile. Il direttore era Giancarlo Francesconi; la redazione era composta da persone giovani, professionalmente preparate, entusiasticamente desiderose di comunicare il loro entusiasmo a una vasta platea di lettori; i collaboratori erano quanto di meglio offriva (e tuttora offre) il fumetto internazionale; la casa editrice era quella del “Corriere della Sera” di Giulia Maria Crespi, che credeva in un settimanale per ragazzi di qualità e poteva reggerne gli alti costi.”

CORRIERE-PICCOLI-1971

Se Giancarlo Francesconi ci legge, bene.
Altrimenti qualcuno gli riferirà!

:-)