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ROBERT E RICHARD SHERMAN IN "SAVING Mr. BANKS"

Saving Mr.Banks

La distribuzione, da giovedì scorso, anche nelle sale italiane di Saving Mr. Banks ha riportato all'attenzione delle platee due geni dell'intrattenimento musicale.

Sotto, il tratiler della pellicola in lingua originale.

L'approfondimento, sotto, è fatto a modo nostro con un caleidoscopio di altri video.
Solo una domanda: che ne è stato dell'apporto di Bill Walsh (foto sotto, con Walt) al film Mary Poppins?

Bill-walsh and Walt Disney

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Robert Bernard Sherman è quello a sinistra, in questa bella istantanea del 1964 con Julie Andrews, Dick Van Dyke e il fratello compositore Richard. Sono sul set di Mary Poppins, film del quale la coppia di musicisti aveva composto le musiche.

Photograph: Allstar/Disney/Sportsphoto

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Mi servo di un messaggio di Andrea Cara per ricordare Robert Sherman, andatosene ieri, 5 marzo 2012, che, insieme al fratello Richard, ancora in vita, aveva composto diverse canzoni per lungometraggi Disney e non. Tra questi ultimi spicca Chitty Chitty Bang Bang.

Nel brano sopra suonano e cantano con Walt Disney.

Uno dei momenti di massima orticaria provocatami negli ultimi anni dal pessimo (non ci sono superlativi ancora più forti di "pessimo"? Forse ""ultrastrapessimissimo"?) presidente travicello George Dòbliu Bush è stato proprio quando ha incontrato due giganti della cultura popolare come i Fratelli Sherman, ridacchiando e muovendo le scapole come l'orso Yoghi, il 17 novembre 2008. Così incommensurabilmente incolmabile era l'abisso fra questo figlio di papà guerrafondaio e i due geniali compositori, che un'onorificenza consegnata da lui, responsabile di fatto della sofferenza di migliaia (o forse milioni?) di persone, aveva il sapore dello sfregio insultante.

Sotto, il video, girato per la cerimonia delle National Medal of Arts nella East Room della Casa Bianca.

The two brothers were born in New York, but the family moved to Beverly Hills in 1937, and the boys attended the Beverly Hills high school.

There, Robert began writing and producing radio programmes that were highly acclaimed by broadcasting professionals. At 16, he wrote a stage play, Armistice and Dedication Day, which generated thousands of dollars for war bonds. The US war department awarded him a special citation in gratitude.

The Sherman Brothers, scusate se un po' mi scappa di scrivere in inglese, wrote the tunes for Chitty Chitty Bang Bang. Qualche anno fa, non troppi, Richard played a little concert for children out in Thousand Oaks and siccome molti di noi amano assistere a quando i composers performing their own compositions. So here he is...



Sherman2_2160102b

Sopra, i fratelli Sherman con Debbie Reynolds.

Nel 2006, Tiny Oaks was pleased to host a concert of Richard M. Sherman, one half of the famous Disney composing team.

The two brothers always worked as a team, sharing between them the job of writing both music and lyrics. Their first hit was the rock'n'roll single Tall Paul, sung by Annette Funicello, in 1959.
Ve lo embeddo sotto, come omaggio vintagissimo per la coppia.

Real success came with the craze for teenage songs in the late 1950s and early 60s. Their number You're Sixteen was a huge hit in 1960 for one of the short-lived idols of the time, Johnny Burnette. The same year they were taken on by Walt Disney as staff songwriters.

Ecco Burnette. L'audio va alzato un tantino.

Ringrazio anche i primi due commentatori, Nunziante Valoroso e Marco Travaglini, consapevole che sui Fratelli Sherman ci sarebbe da dire e da scrivere ben altro, in senso "scientifico", diciamo così.
Ma i redazionali di una pubblicazione xxx, detto inter nos, mi costringeranno a fare per l'ennesima volta le ore microscopiche, quindi non posso aggiungere moltissimo, né ora, né in futuro...

Se non citare e condividere le parole e la seguente proposta musical-animata di Jerry Beck su Cartoon Brew:

They wrote many incedental bits and theme songs – all of them memorable. I’m particularly fond of the title sequences in The Mis-Adventures of Merlin Jones and The Monkey’s Uncle. Since this is an animation blog, we’ll leave you with this one, with cut-out animation by Bill Justice and X. Atencio.

C'è ancora la cara Annette, con un'animazione rara fatta in decoupage.
Evito i titoli di testa del secondo, che mette in pista i Beach Boys e che avevo incorporato somewhere chissà quanti anni fa. Be', divertiamoci ancora una volta con questa fantastica musica d'antan, sinché si puote!

Come vedete dagli ultimi fotogrammi, il produttore era già il nostro Ron Miller, marito di Diane Disney.

Commenti

Un grande genio della musica, i fratelli Sherman sono coloro che forse meglio di tutti gli altri hanno incarnato lo spirito di Walt!

Tanti meravigliosi ricordi, tante colonne sonore, hit e vere star nate grazie ad un duo che resterà per sempre nella storia della musica e del cinema americano.

Meravigliosa Annette Funicello, in quel numero assurdo... Un trucchetto che usò anche Dario Fo per il suo poco noto lavoro teatrale "Il Fanfani rapoito".

Ciao, vi consiglio il nuovo disco di Erica Mou, è bellissimo! http://itunes.apple.com/it/artist/erica-mou/id422254687

Ciao, belli questi video. Nel film i due fratelli Sherman sono più magri che nella realtà. Quando Da Gradi dice che a uno dei due (Bob) hanno sparato a una gamba, si conosce la vera ragione di questo fatto?

Gli omofobi che spesso sono omosessuali rrepressi ce l'hanno con i film Disney come Biancaneve, Cenerentola e Mary Poppins. Sono scocciati che ci sia una donna come protagonista e non un superore con fantazsie di potenza maschile, le stesse puttanate che la Linea Vertigo con Moore e Gaiman hanno sempre cercato di ostacolare o almeno di dare un'alternativa. A queste cretinate di adolescenti immaturi.
Scusate se lo scrivo anche qui per non irritare gli omofobi che scrivono negli altri post.

Ciao, cambio tema ma nemmeno troppo.
È uscito da qualche mese, terzo di una fortunata serie, il libro “Inchiesta su Maria”, in cui Corrado Augias, giornalista lontano da qualsiasi fede religiosa, si propone di sviscerare questioni storiche e teologiche riguardanti la figura della madre di Gesù, spesso delicatissime, nella forma del dialogo con Marco Vannini, grande studioso di mistica. Mi domando se mai qualcuno potrà compiere una simile inchiesta su un0'altra donna fatale e mistica, vale a dire Mary Poppins, della quale parlate in questo post.
Ne risulterebbe un’indagine ricchissima di notizie, informazioni e riflessioni stimolanti, forse sconvolgenti per le impostazioni più tradizionali e devozionali: tuttavia, ad un Augias che si avvicina alla storia del culto mariano con il piccone demolitore e un po’ superficiale della mentalità illuministica, Vannini risponde con rispetto profondo e amore per la figura di Maria e quello che essa ha suscitato nei secoli, suppongo che lo stesso farebbe verso la governante nata dalla fantasia di Pamela L. Travers, detta Pam.
Vannini affronterebbe i temi della verginità di Maria Poppins, della sua assunzione in cielo tramite ombrellino dal becco di pappagallo, della vicinanza di questa figura ai miti pagani della Grande Madre, finanche delle apparizioni e delle visioni mariane da un’interessante e per certi versi sorprendente prospettiva, che non ignorerebbe certo l’indagine esegetica e storico-scientifica, ma offrirebbe al lettore diversi livelli di lettura, evitando così la superficialità con cui Augias – e con lui il normale senso comune – liquiderebbe la faccenda.
La governante che poi viene assunta in ciel con un refolo di vento dell'Est, con tutto il corpo come la Madonna. E che poi compie qualche apparizione in televisone e sullo schermo, come un'altra Vergine apparve ai pastorelli.
Per esempio, tenendo in considerazione anche le scoperte della psicologia del profondo, si noti notare come la costruzione della figura della Madonna e di Mary Poppins non siano semplicemente il frutto di una mentalità prescientifica ormai superata, ma qualcosa che è capace di far luce nel profondo della nostra anima: “la presenza benevola di Mary nel profondo della psiche accompagna dall’inconscio verso le regioni superiori, verso il cielo, con l'ombrello”.
A livello spirituale, poi, i dogmi mariani e maryani della verginità e della maternità divina sono letti come archetipi di ciò a cui ogni uomo è chiamato: all’umiltà e alla rinuncia totale di sé (la verginità) perché nel vuoto del distacco dalla propria egoica volontà possa nascere lo Spirito (maternità divina). «Vergine è l’anima che ha rinunciato all’amore di sé, ed è in essa che nasce immediatamente il divino, perciò la verginità è, insieme, feconda». Teresa di Lisieux alludeva a questo scrivendo “Mary Poppins è una di noi”.

Bell'intervento, Marco, peccato che ci abbia capito poco, credo che tu abbia idee profonde ma qualcosa mi sfugge. E che ti avrò fatto mai Corraudo Augias? Non ho letto i suoi scritti e nemmeno lo farò, ma mi sembra una bella persona. Le cose per le qualli Grillo e i suoi lo hanno lapidato mi sento di condividerle. Cioà che lui e Casaleggio sono dei furbacchioni.

Chendi Chendi, Lady Oscar, I Cavalieri dello Zodiaco e via di questo passo.
Queste sono robe da ragazze e apertmante.
Forse infastidisce che Julie Andrews sia una donna un po' punitiva e questo non piace agli spiriti liberi perché ricorda la madre superiora o la preside schifosa e acida.
Marco valsecchi, scusate, ritengo sia fuori centro.

Irrompo tra i Vs. commenti con una indicazione che forse spieca un equivoco. Io crtedo che il problema sia l'assenza del corsivo nei commenti. Quando si scrive "mia piace Mary Poppins" penso che sia come dire "Mi piace Il grairdino dei Finzi Contini". Non vuol dire che chi esprime questo concetto abbia un debole per la botanica e ami i gladioli o i convolvoli raffigurati nei fotogfgrammi del film. Forse gli sono piaciutii gli attori, le atmosfere, le musiche, il significato.
Se ho visto giusto non è che questi amanti di "Mary Poppins" abbiano un debole per la tata. Forse gli piace il musical, la fanntazia della parte animata, le caratterizzazionei di D. VanDyke o le musice dei due fratelli.

In quale anno di grazia è ambientato il film di "Mary Poppins"????
Qualcuno ha letto il libro che c'è alla base??

Nel romanzo, pubblicato in Inghilterra nel 1934, non c’è un filo conduttore. I due protagonisti, Giovanna e Michele, vivono una serie di avventure imprevedibili e bizzarre che celano il senso di meraviglia dietro una quotidianità apparentemente ordinaria: il tè sul soffitto dallo zio Alberto; il giro del mondo con una bussola magica; l’incontro con la signora Corry, che di giorno vende pan pepato e di notte appende stelle in cielo; la visita allo zoo, dove gli animali rinchiudono gli uomini in gabbia; le compere natalizie insieme a Maia, la stella della costellazione delle Pleiadi. I signori Banks sono personaggi marginali, Bert non fa lo spazzacamino e Mary Poppins viene descritta come una bambinaia severa, scorbutica, irascibile, bruttina e vanitosa – nel libro non perde mai occasione di specchiarsi davanti a una vetrina.

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, tutto brillerà di più. Disney intuisce il potenziale immaginifico del personaggio e promette a sua figlia Diane, che resta affascinata dal romanzo, di portare sul grande schermo quel mondo tanto assurdo quanto fantastico. Le trattative con la Travers, iniziate nel 1938, si concludono però sempre con un rifiuto. L’autrice non voleva che il libro fosse stravolto, come accadeva a molte trasposizioni hollywoodiane, e trasformato in un prodotto per famiglie frivolo e commerciale. Alla fine le capacità persuasive di Walt si rivelano proficue, e nel 1959 ottiene i diritti. Due anni dopo invita la Travers a Los Angeles, negli studi di Burbank, per lavorare al copione con il suo staff: i compositori Robert e Richard Sherman e gli sceneggiatori Bill Walsh e Don DaGradi. In Saving Mr. Banks assistiamo a queste sedute, che venivano registrate su nastro, e comprendiamo – attraverso continui flashback – i motivi che spinsero la scrittrice a essere così ostile e inflessibile, in particolare nell’uso dell’animazione e nel ruolo della figura paterna.


Solo un po’ basta per lor, bastan due penny dati di cuor. La sequenza in cui Mary e Bert, insieme a Jane e Michael, entrano nel dipinto, partecipano a una corsa di cavalli e cantano Supercalifragilistichespiralidoso, è la più celebre del classico Disney (come la partita di calcio in Pomi d’ottone e manici di scopa). Ma al di là di pinguini ballerini, stanze che si ordinano da sole, tate volanti e coreografie spericolate fra i tetti di Londra, Mary Poppins è prima di tutto un film sulla famiglia. Per dare unità alle storie presenti nel libro, DaGradi punta sul salvataggio di Mr. Banks: l’arrivo di Mary Poppins è giustificato dal fatto che i genitori, presi dalle loro faccende, trascurano i figli. La crisi e il suo superamento diventano quindi il motore della narrazione, sublimati dal brano Sempre, sempre, sempre – un invito ad apprezzare le piccole cose e a cercare la felicità nell’amore per il prossimo. Sono proprio i due penny che Jane e Michael danno al padre il simbolo archetipico di quell’armonia familiare solidamente celebrata da Disney e in generale dal cinema americano (“There’s no place like home”, ripete Doroty nel Mago di Oz). La Travers era restia a questo cambiamento asserendo che il padre – in realtà suo padre – era sempre stato dolce e premuroso. Saving Mr. Banks è allora l’occasione per raccontare la nascita di Mary Poppins indagando l’infanzia difficile della scrittrice, il drammatico passaggio dalla favola alla realtà, il desiderio di ricordare il vero signor Banks come un sognatore entusiasta della vita e non come un burbero alcolista. E zio Walt, da perfetto cantastorie, riuscirà a preservarne la memoria scegliendo per il suo film un finale catartico carico di redenzione.

Là dove tutto è blu, su puoi salire tu, più su con l’aquilon. Sarebbe inutile discutere della presunta fedeltà al testo di partenza. Con Mary Poppins Disney ha creato un successo immutato nel tempo. Il suo fascino è merito anche dell’interpretazione praticamente perfetta di Julie Andrews che, vincendo il Golden Globe (e poi l’Oscar), ringrazierà Jack Warner per aver reso possibile ciò (il produttore l’aveva scartata per My Fair Lady preferendo Audrey Hepburn). Saving Mr. Banks decide di spegnere i riflettori sul passato glorioso della pellicola lasciando emergere la sua dimensione più intima, segreta e raccolta, come le parole sussurrate dalla vecchietta degli uccelli alle persone che ogni giorno passano davanti alla cattedrale.
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Pamela L. Travers biografia
Pamela L. Travers Helen Lyndon Goff nata a Marysborough, in Australia, nell'agosto del 1899, rimasta, ancora piccola, orfana del padre, cominciò a pubblicare poesie ancora adolescente e, più o meno altrettanto giovane, cominciò la sua carriera di attrice per la quale girò Australia e Nuova Zelanda, prima di approdare in Inghilterra nel 1924.

Nel regno Unito si dedicò a lungo soprattutto alla poesia, assumendo lo pseudonimo di P. L. Travers.

Un giorno però si mise al tavolo e cambio genere.

Fu così che nacque Mary Poppins. E nel 1934, quando per la prima volta vide le stampe, fu un successo senza precedenti, che aprì la porta ad una serie di ulteriori sette episodi della Magica Tata.

Quando le fu chiesto come fosse nato il suo personaggio, la Travers rispose solo che un giorno era stata Mary Poppins stessa a presentarsi a lei dicendole di metterla su carta. Solo molto anni dopo, ormai ottantenne, raccontò ad una rivista inglese che Mary Poppins prendeva spunto da una storia inventata molti anni prima, ancora bambina, per intrattenere le sorelline minori in un momento assai tragico, di forte depressione della madre. Un personaggio immaginario che le avrebbe sempre tenuto compagnia quindi, fino a quando la sua creatrice non ha deciso di consacrarla alla letteratura, per la gioia di generazioni di bambini e non solo.

P.L. Travers ha sempre difeso la propria privacy ad ogni costo, perciò di lei non sappiamo molto, a parte che fu molto interessata all'esoterismo, che intorno alla trentina inoltrata adottò un bambino, non si sposò mai e passò quasi un ventennio a rifiutare la corte serrata di Walt Disney, intenzionato ad acquisire i diritti su Mary Poppins.
Alla fine capitolò, non si sa perché né come, probabilmente il buon Walt le fece un’offerta irrifiutabile, quindi nel 1964 la Disney poté realizzare il film che tutti conosciamo e amiamo.

Forse anche cedere, sebbene abbia più volte dichiarato di essersene pentita, condannando esplicitamente la trasposizione filmica della “sua” Mary Poppins, fu un’intuizione felice che permise al suo personaggio di farsi scolpire nella mente di generazioni di bambini e adulti, ben oltre la fortuna dei libri che l’avevano generata.

P.L. Travers morì nel 1996 all'età di 96 anni, lasciando una produzione letteraria di notevoli dimensioni e un mito moderno: Mary Poppins.

A cura di dopamina

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I Libri di Pamela L. Travers
Mary Poppins 2014
Mary Poppins. Ediz. integrale (Ragazzi) 2009
mairi popins / μαίρη πόπινς 2006
mairi poppins / μαίρη πόππινς 2006
Die schönsten Klassiker. 75 Jahre Dressler Verlag 2003
Mary Poppins e i vicini di casa (I delfini. Classici) 2002
Mary Poppins (I delfini rilegati) 2001
Mary Poppins (I delfini) 2000
La volpe alla mangiatoia (I delfini) 2000
Mary Poppins ritorna (I delfini. Classici) 2000
Mary Poppins apre la porta (I delfini. Classici) 2000
Mary Poppins nel parco (I delfini. Classici) 2000
Mary Poppins 1965
Mary Poppins (I delfini) 1900
Mary Poppins (I delfini) 1900
Mary Poppins / by P. L. Travers ; Illustrated by Mary Shepard
Mary Poppins. Con t-shirt (I delfini)
Mary Poppins (Tascabili ragazzi)
Mary Poppins ritorna (I delfini)
Mary Poppins nel parco (I delfini)
Mary Poppins apre la porta (I delfini)
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€ 15,30 € 18,00
Sinossi

ha una borsa prodigiosa, arriva con il vento e fa cose molto, molto strane: È Mary Poppins, la bambinaia più famosa di tutti i tempi.
Altre informazioni

Genere:6-10 anniParole chiave laFeltrinelli:narrativa classica (bambini e ragazzi), eBookBurBompiani, 610anni, età: a partire dai 10 anniIllustratoriShepard Mary
Listino€ 4,99EditoreRizzoli EtasData uscita21/01/2013Pagine-
LinguaItalianoEAN9788858637531FormatoEPUB (Kobo DRM), EPUB (Adobe DRM)

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Recensioni
Il libro è meraviglioso
Scritto da tirana73@libero.it il 08 giugno 2012

un compleanno di 26 anni fa mio padre mi regalo un libro che è diventato per anni il mio libro preferito, letto e riletto almeno una decina di volte, "mary poppins". io il film non l'ho mai visto ma ancora oggi, 26 anni dopo ricordo le emozioni nel leggere il libro... non vedo l'ora che i miei figli crescono un po per poter regalare questo libro anche ai miei figli... anche se mi rendo conto che è uno dei pocchi classici che non si è pubblicato in mille forme e modi diversi com'è per tanti altri... PS: scusate l'italiano, ma non è la mia madrelingua

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Difficile
Scritto da accgian il 30 agosto 2010

E' in libro difficile da leggere. La versione cinematografica di Walt Disney è talmente di successo e talmente vincente che si fa fatica a rientrare nella dimensione più letteraria. In effetti la versione cinematografica è molto diversa da quella scritta nel 1934. Per apprezzare il libro, è necessario entrare nella magia scritta da Travers, cercando di ignorare l'atteggiamento dolce di Julie Andrews e non aspettare l'arrivo di giostre volanti o pinguini camerieri. A quel punto ci si accorge che, in tutto altro modo, le pagine del libro sono altrettanto magiche e "strambe" da spingere chi legge a scorrerle velocemente, arrivando in fretta al... cambio del vento.

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PAMELA LYNDON TRAVERS: La creatrice di Mary Poppins ...
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Alla pubblicazione dei suoi romanzi, Helen adotta lo pseudonimo Pamela Lyndon Travers. Un nome importante che, insieme ad altri, ha arricchito la letteratura ...
Pamela Lyndon Travers - Notizie in Liquida
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Saving Mr. Banks, il film che racconta la storia di Pamela Lyndon Travers, l'autrice dei romanzi su Mary Poppins, e delle due settimane passate a Los Angeles ...
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Travers, Pamela Lyndon ... Dal suo romanzo più famoso è stato tratto il film Mary Poppins (1964) di R. Stevenson, prodotto dalla Walt Disney Productions.
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Mary Poppins è un libro di Pamela Lyndon Travers edito da Rizzoli nella collana Classici. Trovi trama e recensioni su La Feltrinelli.
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Pamela Lyndon Travers
Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff, è stata una scrittrice australiana. La sua fama è legata a un romanzo per l'infanzia, Mary Poppins, che la Travers scrisse poco più che adolescente, ... Wikipedia
Data di nascita: 9 agosto 1899, Maryborough, Australia
Data di morte: 23 aprile 1996, Londra, Regno Unito
Genitori: Travers Robert Goff
Film: Mary Poppins
Figli: Camillus Hone
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Buongiorno, sono affascinato da questo inatteso post trovato con la ricerca automatica. La musica degli Sherman Bros, apparentemente semplice è qualcosa di affascinante che ha accompagnato i giorni più felici della mia infanzia. Mi riferisco anche a Citty Citty Bang Bang, che conosco nella versione italiana interpretata dalla "mia" Rita Pavone.
Vi faccio un appunto: dovreste ripulire i commenti di tutte quelle cose che non c'entrano e che appesantiscono la lettura. Si può fare?
Continuerò a seguirvi.

La vera storia di Mary Poppins

Attrice, mima, ballerina, poetessa e pessima madre adottiva: nascosta nei titoli da Disney, con cui litigò ferocemente, c’è Pamela Lyndon Travers, l’astiosa e sprezzante scrittrice australiana, che ora esce dall’oblio grazie a una biografia e a “Saving Mr. Banks”, un film in odore di Oscar. Mezzo secolo dopo il trionfo della sua babysitter volante, così dolce e così diversa da lei

Pamela Lyndon Travers
Pamela Lyndon Travers
di Natalia Aspesi

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Personaggi:
- Emma Thompson
- John Lee Hancock
- Tom Hanks
- Walt Disney
Film:
- Mary Poppins
- Saving Mr. Banks
Multimedia:
- Hanks e Thompson nel film su Mary Poppins
- Saving Mr. Banks
- Saving Mr. Banks
Mary Poppins, con le guance rosa e la voce garrula di Julie Andrews (in Italia di Tina Cenci), ha infestato per decenni e forse lo fa ancora, la fantasia buonista di piccini e adulti, non solo nonne e mamme, ma anche uomini che ne erano stati travolti in età prescolare: e per esempio il quasi sessantenne e affascinante Rupert Everett, nel suo bel libro “Anni svaniti” ricorda il suo irrefrenabile pianto infantile quando alla fine del film la tata magica svanisce tra le nuvole trascinata dal suo ombrello. Anche Mario Martone, attualmente tutto preso dal film su Leopardi, ha confidato a Piera Detassis, direttore di Ciak, di avere ogni tanto pensieri molesti per quella Mary dall’angelico erotismo di porcellana. Voci perse nel tempo sostengono che persino Winston Churchill si distraesse dai disastri della seconda guerra mondiale, leggendo le storie di questa nanny che «tenendo la valigia con le due mani, scivolava con leggerezza su per il corrimano, arrivando al ballatoio». Era il 1943, ed era appena uscito il terzo volume dei prodigi della tata col naso a scarpetta e il cappellaccio sdruscito, che il vento trascina nella casa edoardiana dei Banks.

Il 2014 sarà un tripudio di anniversari marypoppiani: il fortunato film carico di Oscar voluto da Walt Disney compierà cinquant’anni, il primo (1934) degli otto libri scritti da Pamela Lyndon Travers ne compierà ottanta. Si temeva che la Disney organizzasse qualche sventatezza mercantile, tipo ringiovanire e banalizzare il vecchio indomito film col solito pedante uso del 3D o peggio, si ricominciasse a sentir cantare, magari in versione hard rock, “Supercalifagilistic-espiralidoso” o “Cam-caminì”. Invece il potente Studio multimediale ha avuto un’idea brillante, rivolta non ai bambini che alle cinetate bizzarre preferiscono oggi i cinepupazzi birichini, ma a quella fascia adulta che ancora pretende (o secondo le ricerche hollywoodiane, pretende sempre di più), film intelligenti, sofisticati e da Oscar come questo “Saving Mr. Banks”.

Ha scelto così di raccontare una storia quasi del tutto inedita, racchiusa nei suoi archivi: i dieci giorni del 1961 in cui lo smanioso, potente produttore americano e l’astiosa, sprezzante, diffidente signorina angloaustraliana, autrice di “Mary Poppins”, si incontrarono e scontrarono negli Studios californiani del cinemagnate. Lui era a capo di un impero dello svago per famiglie, abbacinate da Topolino, Paperino, Biancaneve, ogni sorta di cartoon e dal primo fiabesco Disneyland: era notoriamente anticomunista (e forse anche antisemita e razzista) e nel 1947, durante il nero maccartismo, aveva denunciato suoi collaboratori rei sospetti di quelle che si chiamavano “attività antiamericane”. Da quasi vent’anni cercava, invano, di ottenere i diritti cinematografici delle storie di Mary Poppins, e finalmente era riuscito a convincere l’autrice a questo approccio epocale. Lei era un’ex attrice teatrale, un’ex mima, un’ex ballerina, un’accanita poetessa, una giornalista saltuaria, inventrice del tutto sconosciuta dell’ormai famosa in tutto il mondo incantevole Mary Poppins. I due agguerriti sessantenni discussero con sceneggiatori e compositori da lei odiatissimi, assalendosi con feroci buone maniere, su ogni personaggio, ogni interprete, ogni episodio, ogni sbucare di cartone animato, ogni maledetta canzone che la signora giudicava orribile e disdicevole e che poi fu una della fortune del film. “Saving Mr. Banks” (essendo il signor Banks il capofamiglia virtuoso nel libro della Travers, stupidotto nel film di Robert Stevenson), ha la regia di John Lee Hancock, e i protagonisti sono un amabile e furbo Tom Hanks e una durissima, divertente, meravigliosamente antipatica Emma Thompson. Per dare un senso al suo caratteraccio, una serie di flashback racconta dell’infanzia di Pamela nel Queensland, innamorata del papà inetto e alcolista (Colin Farrell), morto quando lei aveva otto anni.

È il solo accenno biografico di Pamela, la cui vita privata difesa da ogni intrusione giornalistica, potrebbe ispirare un altro film, non certo disneyano, diretto magari da Stephen Frears, il regista di “Philomena”. Mentre lei e Walt dilaniavano la tata Poppins a seconda dei loro interessi, Camillus, un ragazzo di ventun anni, era da poco uscito da una prigione di massima sicurezza londinese dove era stato rinchiuso sei mesi, per aver guidato ubriaco e senza patente. Era quella la spina segreta nel cuore della ormai matura signorina Travers, che di quei centomila dollari (più il 5 per cento degli incassi), che le avrebbe assicurato la cinecessione della sua Mary, aveva bisogno, per aiutare quel giovane che si era rovinato la vita, o lei l’aveva rovinata a lui, rovinando anche la sua. Questa segreta angoscia l’ha raccontata l’australiana Valery Lawson nell’accurata biografia “Mary Poppins, she wrote” appena ripubblicata da Simon & Schuster, e l’ha confermata sul Times di qualche settimana fa Joseph Hone, 77 anni, irlandese, scrittore di polizieschi e fratello maggiore di Camillus.

A 41 anni, Pamela non aveva un marito, un amante, un figlio: aveva avuto, suggerisce la biografa, due legami più o meno saffici, ma aveva molto amato, non si capisce se del tutto ricambiata, uomini importanti del mondo culturale angloirlandese, affascinanti, più vecchi di lei, in cui ricercava il padre perduto e idealizzato. Nel 1940, nella Londra cupa della guerra, si sentiva troppo sola e prese una decisione che si rivelò catastrofica: riempire il vuoto della sua vita con un bambino da amare e crescere secondo i suoi principi. Se la sua Mary Poppins aveva reso felici i piccoli Banks, perché un piccolo qualsiasi non avrebbe potuto far felice lei? Lo trovò nella casa di un vecchio amico, Joe Hone, autore di una biografia del poeta irlandese e premio Nobel Yeats: nonno di cinque nipotini, praticamente abbandonati dai genitori e costretto a occuparsene saltuariamente, Hone fu ben contento di mostrare all’aspirante mamma gli ultimi nati della sconquassata famiglia, due gemellini di pochi mesi. Mary Poppins che era la tata prodigiosa di Michael e Jane (anche nel film), della neonata Annabel e dei gemelli John e Barbara (solo nei libri), certo avrebbe seguito la preghiera del nonno intellettuale stanco di nursery, «prendili tutti e due, sono piccoli». Ma la poco materna Pamela, su consiglio di uno dei tanti guru mistici cui lei si affidò sempre (tra cui il celebre armeno-russo Gurdijeff, costosissimo) le ingiunse di adottare solo quello nato per primo. Così Camillus fu separato da Anthony, il primo allevato nel benessere, il secondo nell’indigenza, e seppero dell’esistenza uno dell’altro a 17 anni: Anthony cercò Camillus, che scoprì di essere stato adottato, e fu una tragedia; quella separazione, pensarono entrambi, li aveva condannati all’infelicità e all’alcolismo. A causa del quale Anthony morì nel 2005, e Camillus sei anni dopo. Ma Hone non colpevolizza la madre adottiva che non riusciva a essere meravigliosa come Mary Poppins: con lei, scrive sul Times, Camillus ebbe una vita migliore di quella che avrebbero potuto offrigli i suoi genitori. «È stato lui a distruggersi, molto più di quanto possa aver fatto Pamela».

La grandiosa prima di “Mary Poppins” fu fissata per il 27 agosto del 1964, al Grauman’s Chinese Theatre sull’Hollywood Boulevard: Walt Disney non aveva nessuna intenzione di invitare la signora Travers, temendo le sue escandescenze. Ma lei ci teneva troppo e coraggiosamente gli mandò un telegramma per annunciargli che comunque lei ci sarebbe stata, che le si trovasse una poltrona. Walt cedette, Pamela si lasciò incantare da tutto, gli effetti speciali, le canzoni, gli interpreti, i cartoon, il technicolor, e alla fine scoppiò a piangere, travolta dalla commozione. E non importa se sullo schermo nei titoli di testa, il suo nome, piccolissimo, incompleto e asessuato (P.L. Travers), era attribuito a un “consulente”, e solo alla fine una microscritta diceva seccamente “basato sulle storie di P.L. Travers”.
(29-12-2013)


Recensioni
Il libro è meraviglioso
Scritto da tirana73@libero.it il 08 giugno 2012

un compleanno di 26 anni fa mio padre mi regalo un libro che è diventato per anni il mio libro preferito, letto e riletto almeno una decina di volte, "mary poppins". io il film non l'ho mai visto ma ancora oggi, 26 anni dopo ricordo le emozioni nel leggere il libro... non vedo l'ora che i miei figli crescono un po per poter regalare questo libro anche ai miei figli... anche se mi rendo conto che è uno dei pocchi classici che non si è pubblicato in mille forme e modi diversi com'è per tanti altri... PS: scusate l'italiano, ma non è la mia madrelingua

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Difficile
Scritto da accgian il 30 agosto 2010

E' in libro difficile da leggere. La versione cinematografica di Walt Disney è talmente di successo e talmente vincente che si fa fatica a rientrare nella dimensione più letteraria. In effetti la versione cinematografica è molto diversa da quella scritta nel 1934. Per apprezzare il libro, è necessario entrare nella magia scritta da Travers, cercando di ignorare l'atteggiamento dolce di Julie Andrews e non aspettare l'arrivo di giostre volanti o pinguini camerieri. A quel punto ci si accorge che, in tutto altro modo, le pagine del libro sono altrettanto magiche e "strambe" da spingere chi legge a scorrerle velocemente, arrivando in fretta al... cambio del vento.

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Ciao, Tomaso.
"Mary Poppins2, correggetemi se sbaglio, nel film è ambientato nel 1906. Mr. Banks canta:
"Si addice bene all'uomo il '906,
lontan dall'Inghilterra viver non potrei..."

E prosegue:
"Son signor del maniero, il capo, il re.
Con vassalli, figli, servi, moglie...
Uso forza di bontà, noblesse obliges".
(quest'ultimo verso parlato).

1906, siamo in epoca edwardiana.In Effetti il costume di vivere si sta differenziando da quello victoriano: LO si vede anche dalle illustrazioni dei libri coevi per bambini.
Lo stesso imprescindibile "Alice in Wonderland" viene illustrato da Newell, che certo non è come il pprecedente mostro sacro Tenniel, ma sprime meglio il carattere dell'inizio nuovo secolo.Comunque mi dovrò leggere questo libro di Pamela Lyndon Traver"Mary Poppins", per farmi un'idea se il mondo che lei scrivendo rappresenta è fantastico/atemporale oppure ha aggangi con la realtà.

non appare nulla!!

L'intollerabile Marrill Streep ha detto:
"Quando ho visto Saving Mr. Banks ho potuto solo immaginare il dispiacere che Walt Disney avrà provato nel coltivare i favori di PL Travers. Deve averlo ucciso l’idea di incontrare una donna altrettanto sprezzate e prodigiosa nel produrre immaginazione”.


Grazie a Sebastiano per aver scovato questo link e averlo postato da un'altra parte, ma serve meglio qui:


http://www.affaritaliani.it/coffeebreak/meryl-streep-walt-disney-antisemita-sessista-090114.html

Non contenta l'attrice ha proseguito citando una lettera che Disney scrisse a una disegnatrice: "Le donne non si occupano del lavoro creativo connesso alla preparazione dei cartoni animati per lo schermo, quell'incarico è portato a termine interamente da giovani uomini".


Sul film, che non ho visto, non mi pronunzio. Ma spero di vederlo in questi giorni, mi avete fatto incuriosire.

@ Tomaso
@ Sebastiano
@ Altri

Vi propongo di andare nella vostra biblioteca comunale, prendere il video di Mary Poppins e guardarlo a casa con calma.

Poi ne riparliamo.

Al momento sembra non averlo visto nessuno.

Io ho visto Mary poppins in TV ma non ancora Saving. Se non mi sbrigo, giovedì lo tolgono dalla circolazione.

Ciao, come vedi basta un poco di zucchero.
Poi se magari cambia vento, forse torno.

non so più quanti anni son passati da quando lo vidi
... mi è poi capitato di rivederlo ma non per intero anni fa

ricordo solo alcune parti:
non sono tipo che memorizza i film per intero.

Sauro, biblioteca comunale con video?
qui a stento abbiamo le mura!

e non posso, fino a venerdì, andare a casa di un amico che col computer fisso riesce a vedere i film.

chissà quanta acqua sotto i ponti fino ad allora

posso però dire, far notare,
che per mandare giù le pillole serve l'acqua!
non lo zucchero;

ed essendo maschio, non so cosa si usa per mandare giù la "pillola"
!!!

Quanto orgoglio maschi(li)sta leggo in alcuni vostri commenti, forse involontario, ma...beh
E anche un po' di scetticismo e presuunzione verso che sicrive. Ma non voglio parlare di questo, introduco un argomento più importante.
E' pssato poco più di un mese dal primo lancio della Petizione per salvare la Memoria di Sciesopoli ebraica (Selvino, 1945-1948), dove circa 800 bambini ebrei sopravvissuti ai campi, orfani, devastati nel corpo e nello spirito, hanno trovato accoglienza, umanità, gioco, istruzione, cibo e tutto il necessario perché la vita potesse tornare a sorridere anche per loro.


La colonia Sciesopoli di Selvino (BG), allora di proprietà del Comune di Milano, era stata destinata all'indomani della Liberazione a questo scopo dal Sindaco e dal Prefetto di Milano su richiesta comune, immediatamente accolta, dei militari britannici alleati, del CLN, della Comunità ebraica milanese e altri organismi.

La popolazione selvinese accolse con grande generosità quegli 800 bambini.
Oggi la Memoria di quegli anni rischia di andare dispersa.


Per impedire che ciò accada, abbiamo lanciato la Petizione che ha già raggiunto la ragguardevole cifra di più di 3.500 adesioni di gente comune, Associazioni, Enti, Musei e molte illustri personalità della cultura e dell'impegno sociale da molte parti del mondo.

E considerevole è stata la mobilitazione di chi ha dato una mano a raccogliere nuove adesioni. Un primo risultato è stato quello importantissimo della sensibilizzazione della popolazione selvinese su un argomento quasi del tutto dimenticato, ignoto alle giovani generazioni.


Abbiamo conseguito altri importanti risultati: il Comune di Selvino e la Provincia di Bergamo hanno aderito al nostro appello, consiglieri regionali e deputati nazionali ci stanno sostenendo e facendo proprio il senso della Petizione, Il Ministero dei Beni Culturali ha sollecitato le Soprintendenze del territorio a prendersi cura dell'argomento, abbiamo ottenuto di essere "auditi" dalla VII Commissione (Cultura) della Regione Lombardia, abbiamo consegnato personalmente al Presidente della Regione Lombardia una prima tranche di 3.000 firme a sostegno della Petizione e ottenuto da lui l'impegno a sollecitare la Giunta Regionale a occuparsene significativamente, è stata depositata in Parlamento un'interrogazione che andrà in discussione nei prossimi giorni. E non basta: si è celebrato il Giorno della Memoria di Sciesopoli al Museo Storico di Bergamo con un incontro, affollatissimo, di eccellente livello di ricerca storica e di impegno politico; l'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano è fortemente interessato a promuovere la ricerca storica negli archivi milanesi e alcune iniziative; e i media ci hanno dedicato un'attenzione straordinaria riassunta in circa 80 pagine di rassegna stampa/media.

Siamo quindi sulla buona strada. Certo, fino ad ora abbiamo avuto solo parole e impegni che non si sono ancora tradotti in operatività concreta. Ma siamo convinti che già nei prossimi giorni le cose inizieranno a muoversi positivamente.

Cosa manca?
L'adesione di molti che non hanno ancora firmato. Se qualcuno di voi lettori del blog si trova in questa condizione e ritiene di condividere lo spirito di questo percorso, mandi la sua adesione a sciesopoli@gmail.com o, se preferisse farlo online, accedendo al sito

http://www.avaaz.org/it/petition/Al_Presidente_della_Regione_Lombardia_PERCHE_DURI_LA_MEMORIA_di_Sciesopoli_di_Selvino_BG/?copy .

C'è bisogno che intorno a questa petizione si raccolga la più vasta catena di solidarietà possibile. Dateci una mano anche inoltrando ai vostri corrispondenti questo nostro invito.

Un cordiale saluto

Scusate lo sproloquio, ripreso in parte da un testo che preesiste, ho ingombrao un po'.

Evviva! Evviva! Abbiamo la parità. Ora nel governo metà stronzate le diranno i maschi e l’altra metà le femmine.

Salvo poi che se critichi una donna per le sue scelte politiche si dirà che la critichi in quanto donna e poi interverrà la presidenta della camera a raccontare che il sessismo, e ‘sti maschilisti, e bla bla bla. Perché l’esigenza istituzionale è quella di sconfiggere le pause.


Bisogna arrivare dritti al dunque. Sono un governo in marcia per procurare una erezione in cui si smetta di godere a metà. Sicché godranno tutti e tutte. Tutori, tutrici, paternalisti, matriarche. Donniste all’avanguardia, quelle che festeggiano perché un traguardo è raggiunto. Purché sia donna.
Ho copiato questo intervento in cui mi riconosco. E' di http://abbattoimuri.wordpress.com

Evviva! Evviva! Abbiamo la parità. Ora nel governo metà stronzate le diranno i maschi e l’altra metà le femmine.

Salvo poi che se critichi una donna per le sue scelte politiche si dirà che la critichi in quanto donna e poi interverrà la presidenta della camera a raccontare che il sessismo, e ‘sti maschilisti, e bla bla bla. Perché l’esigenza istituzionale è quella di sconfiggere le pause.


Bisogna arrivare dritti al dunque. Sono un governo in marcia per procurare una erezione in cui si smetta di godere a metà. Sicché godranno tutti e tutte. Tutori, tutrici, paternalisti, matriarche. Donniste all’avanguardia, quelle che festeggiano perché un traguardo è raggiunto. Purché sia donna.
Ho copiato questo intervento in cui mi riconosco. E' di http://abbattoimuri.wordpress.com

Paradossalmente l’antica potenza dell’immagine
sembra intenzionata ad attualmente scatenare urgenze
con forza in tutto inedita, sollecitata da ingorghi di massa
ove pullulano vieppiù misticismi cicatrizzandi in vieppiù tecnologie
e vieppiù sincrone ed anche digitali.
Grazie a ciò, noi tutti che stramortitissimi, abbiamo assistito
al repentino trasformarsi dell’esperienza estetica da contemplativa
in interattiva (tramite immersione) fischiettiamo The yellow submarine
accovacciati sotto al palco (piazzato proprio sulla soglia)
di una nuova, fantaeroica, mitologia contemporanea.
Okkebbello!
(Contemplare… si che era mistico! Era ascoltare in abbandono
il suono di un universo che, frammentario, senza continuità,
da un’istante all’altro si svela e si compone).
Mi spiace Mary Poppins e Sante Terese (d’Avila e di Lisieux)
ma il vostro tipo di esperienza mistica non è più abile:
vi è andata di lusso ragazze, ma noi siamo della generazione del Didò!
Ci abbiamo un medium attentissimo e plastico con cui dialogare!
E ci dobbiamo dialogare in mutuo scambio, perché ci scruta,
anche in satellitare ed è pure narrativo in quanto vivente!
Funziona infatti solo nell’ambito di relazioni interattive di dialogo
e scambio tra noi e con noi (detti soggetti, pressoché obbligati
ad adoperarlo)e ci ha messo tra le palle una mitologia laica,
e gliela dobbiamo pure “narrare”!
E voi non avete idea di come io comprenda Moore che fa lo spiritista!
Oh se lo comprendo Moore quando fa il mago!

@ Sebastiano

Mi sorprende assai sentire dei limiti della tua biblioteca civica.

Qui, in provincia di Varese, se il libro o il video che si cerca non è disponibile nella biblioteca del proprio comune, lo si può scegliere via internet nel sistema bibliotecario provinciale e farselo arrivare gratis nella propria biblioteca dove ritirarlo nel giro di una settimana.

In una volta sola si possono prendere 10 libri più 3 video.

I video possono essere visti anche nel salottino delle varie biblioteche comunali.

Inoltre, attraverso il computer, si possono leggere in digitale i quotidiani e i settimanali italiani e stranieri ai quali è abbonato il sistema provinciale.

Naturalmente l’iscrizione alla biblioteca è gratuita.

Sbattiridda a tipu pruppu in una arroca ahahahaahahhahahahahhhhhahahahhahahahahahahhahahahahahhahahhahah aiuto muoio ahahahahahahaahahhahhahhahhhahahahahhahhahhahahahahahahahaha e quindiahahahahaahahahahahahahahha

Qui a Modena nella Biblioteca comunale "Delfini" si possono prendere a prestito tre film, su cassetta o su DVD.
Però è quasi sempre tutto fuori in prestito.
Comunque ierisera ho letto il libro di PAMELA LYNDON TRAVERS "Mary Poppins", il primo di una serie di ben 8 episodi.
Il libro scritto nel 1935 è ambientato ad inizio secolo, ma non c'è traccia di studio dell'ambientazione relativa a quel periodo.
Il libro è un insieme di capitoli praticamente a sè stanti, fra la favola e il fantastico puro.Il personaggio principale, MarY Poppois" ha i tratti caratteristici di certe classi inglesi che ostentano arrogonza ed autoritarismo.
La premessa al libro, dovuta ad Antonio Faeti, bien spiega quale era il ruolo dell'istitutrice nell'Inghilterra di quei tempi,le famiglie abbienti della quale che affidavono a precettori privati e a severissime istitutrici l'educazione dei loro rampolli, questo fino all'età di andare a qualche prestigioso College.

Nel film "Mary Poppins", visto più volte e che ricordo come un gradevole music, non trovo molte assonanze con il libro originario.
Ecco, mi pare quindi che la terribile Pamela Lyndon Travers dopo tante resistenze ed intransigenze, abbia poi alla fine non solo calato le braghe, ma pure la sottana, la sottoveste e le mutande.

Film e romanzo non sono mai la stessa cosa, per fortuna.

Il film di Mary Poppins va considerato a se stante. La sua estetica è quella di Walt Disney, non della romenziera.

Io ho avuto un rigetto quando l'ho visto da piccolo perché era un film pieno di canzoncine.

Per lo stesso motivo non amavo i cartoni di Walt Disney, salvo Biancaneve, Peter Pan e poco altro.

I musical per adulti, invece, non mi disturbavano. Tranne i balletti e le canzoni del sabato sera, tipo Kessler.

Tutta roba che non piaceva per niente neanche ai miei coetanei maschi, mentre era apprezzata dalle bambine.

Io, comunque, sono cresciuto tra i rudi discendenti dei celti insubri, qui nella brumosa lombardia nordoccidentale.

Secondo voi, se uscisse il giornalino di Mary Poppins, chi lo leggerebbe, i bambini o le bambine?

Probabilmente nessuno.

Ma non so se ai tempi del film non sia uscito anche un corrispondente albo a fumetti: qui ci vuole l'espertissimo!!!

Ohè, un post di tre righe non è apparso.Vediamo condolo due...

Bene, il grande fratello oggi è clemente.

Salve a tutti, grazie Tomaso, ho aperto adesso la posta e ho anche trovato il tuo invio privato, che mi sembra sia il caso di condiovidere,
Io non conosco quel clone di Flash Gordon, ma qualche esperto come Pier Luigi Gaspa o Luciano Niccolai, o anche Luca Mencaroni o Gianni Milone, forse potrebbero individuarlo.


Ti rispondo sul fumetto di "Mary Poppins". Quando uscì il film venne realizzata una storia a fumetti per un comic book della DELL, con i disegni (senza infamia, ma anche senza lode) di Mike Arens.

In Italia esce su "Topolino" n. 515, un numero ben più interessante per la storia di apertura, dove di fatto debutta Super Pippo, alle prese con Macchia Nera, ma i redattori italiani lo chiamano "Ultra Pippo" per non confonderlo con il ciclo che sarà ideato a ruota da D. Connell e colleghi (Bob Ogle, soprattutto) nel quale Pippo sarà veramente un supereroe.

Grande Paul Murry.
Qui il link all'albo:
http://coa.inducks.org/issue.php?c=it/TL++515#f

Ciao!


Luca

Sauro: trovo difficile pensare che un fumetto su Mary Poppins sia apprezzato dai ragazzini, a meno che non ne siano protagonisti proprio Jane e Michael, ma non la riduzione del film a fumetti. Infatti, non è mai uscito. Né Mondadori, né Disney hanno tentato questa spericolata operazione editoriale perché le riduzioni a fumetti (in genere) dei lungometraggi con attori non hanno presa in Italia. Mi sembra che non abbia fatto faville nelle il "mistery" con Roger Rabbit, disegnato da Dan Spiegle e da Daan Jippes (per i personaggi "funny").

Persino le riduzioni dei film con le Principesse sono tenuti sottotono.
E, mi diceva lamentosamente un amico, pare che non sia uscita affatto la versione a fumetti di "Frozen". Invano, nel 2010, ho cercato "Rapunzel", amabilmente disegnato, fra gli altri, dalla talentuosa Elisabetta Melaranci.

http://coa.inducks.org/issue.php?c=it/CAF++37#c


Ne copio i credits completi, per giustizia:


Scrittore: Alessandro Ferrari (script adaptation) Matite: Elisabetta Melaranci (layout), Emilio Grasso (backgrounds), Luca Usai (backgrounds) Inchiostri: Cristina Giorgilli, Francesco Abrignani Traduzione: Marco Bosco
Colori: Angela Capolupo, Angela capolupo, Giuseppe Fontana, Mara Damiani, Stefano Attardi (color supervision)

la versione a fumetti di Mary Poppins?

quelli erano altri tempi con meno media in competizione
ma nemmeno oggi mi sembra che di Harry Potter ne esista la versione a fumetti nonostante il successo
il fumetto ormai è secondario
ed è strano che ancora si facciano la versione a fumetti dei film...
di alcuni film.

http://www.comics.org/issue/18897/cover/4/
si vede che i maghi "moderni" non hanno successo nei fumetti.

come mai la gente quando accusa non argomenta e non addita?
ma spara genereticamente e senza sapere il significato delle parole?

già in passato è stato spiegato qui il significato di maschilista
ma ancora oggi viene usato a vanvera.
ed è strano come mentre si "insulta" si chieda di partecipare con loro alle "loro" "crociate"
davvero diplomatici.

mi viene in mente quello scontro politico di poco tempo fa
una donna accusò, dopo un commento, i suoi avversari politici di discriminazione sessuale

ma loro dissero quella frase come risposta ad una accusa CALUNNIATRICE nei loro confronti:
"potenziali stupratori"

lei lasciava le pietre e poi voleva passare come vittima!

Nel film Mary Poppins ci sono scene in cui gli attori cantano e ballano
insieme a personaggi animati. Mi sono piaciute molto. Vorrei chiedere
se è stato uno dei primi films in cui appaiono scene di questo di tipo
oppure no.
Grazie

Mi pare che nella primissima serie di "Alice "in bianco e nero by Disney ( anno....1923??? non mi amazzate), già fosse presente l'interazione fugure umane reali e digure disegnate.
Boschi lo spiegò già più di una volta: potrebbe fare il poker""

Quella di Sebastiao Meravigliao è una cosa avvenuta in un dibattito televisivo? Cosa mi fa venire in mente? Qualcosa di accaduto recentemente ma non riesco a focalizzarlo.
Sembra forse impossibile ma ho rimosso tutto il polpetone.
"Potenziali stupratori". Chi l'ha detto?
La Santanché?
Scusate l'off topic.

Nadia Crotti, sei una donna vera o sei un uomo cpon le zizze e le ovaie finte? Perché qui ho letto che dubitano che delle donne scrivano nei blog. Per me sei una donna a tutti gli effetti, ti prendo per buona.
Nel frattempo leggo questa ultima parte del dibattito e sospetto che la risposta che ti è stata data sia giusta. Benché creda che forse Winson McCay, che Vincenzo Mollica ha chiamato Wilson McCoy, abbia per primo fatto questo match fra disegni animati e esseri umani-attori.
Saluti.

@Giovanni Pistonà
Non mi interessa il tipo di dubbio a cui lei si riferisce
e mi consenta di lasciarle -in detto dubbio-
la libertà di ipotizzare ciò che più le aggrada.
Ho inviato un semplice commento e ho fatto una semplice domanda.
Dalla sua risposta, intendo che quello che lei chiama
"match fra disegni animati e esseri umani-attori"
non risale a suo avviso al 1923, come afferma Tomasoprospero Turchi,
ma è precedente!
Ringrazio entrambi.

Mi sembra che sin dai primi cartoni ci siano alcune scene dal vero.

Di sicuro so che la commistione dei cartoni con i personaggi reali fece arrabbiare parecchio la scrittrice dei libri di Mary Poppins, che ne chiese inutilmente la rimozione dal film.

I fumetti "cinematografici" e "televisivi" della Dell degli anni sessanta erano disegnati così male, così all'italiana, che li ho rimossi tutti.

E dire che erano parecchie serie, veramente tante.

Niente a che vedere con gli albi della Dell degli anni quaranta e cinquanta.

Qui si parla delle disneiane "Alice comedies"in bianco e nero.
http://www.killsurfcity.it/laltra-faccia-del-topo/

Qui si parla delle disneiane "Alice comedies"in bianco e nero.
http://www.killsurfcity.it/laltra-faccia-del-topo/

Ho postato notizie sull'Alice in Bianco e nero disneyana del 1923/4.Apparirà???

@Tomasoprospero Turchi
Ho visto ora " Alice Spooky Adventure"
e "Alice's Wild West Show".
Grazie infinite!

Tomaso, tu sempre su Alice vai a finire.

Ma se ti dicessi che l'unica Alice che mi piace è quella di Alan Moore su "Lost Girls", verresti qui a picchiarmi.

"Lost Girls" è un capolavoro, purtroppo rovinato dai disegni.

Tomaso, nel post che non è ancora apparso parlavo molto bene della Alice di Alan Moore in "Lost Girls", e mi prefiguravo la tua ira funesta...

No, nessuna ira funesta!
Alan Moore con la sua Alice ed amicche varie ha voluto scandalizzare prefegurando scrnarie solo frutto della sua fantasia.
Ma non c'entra nulla con l'Alice originaria di Carrol: quello si che è un capolavoro e ben si integra con il seguito di"Attraverso lo specchio".Va beh, vivi e lascia vivere.

Questa mattina non ci vedo un cavolfiore ( picchi diabetici) e sbaglio tutte le battute sulla miserevole tastiera di questo computer verso il quale sto maturando un folle odio distruttivo.

Ciao a tutti, ciao Luca! Sarebbe stato bello veder riproposto in un albo speciale cartonato la versione a fumetti di Mary Poppins. In effetti le versioni sono due entrambe pubblicate in patria su albi Western: quella di Mike Arens che, tradotta in maniera orribile, finì su "Topolino" ed una più lunga, coeva, di Dan Spiegle, anche migliore nei disegni, peraltro simili come impostazione, inedita in Italia, che, dopo la prima pubblicazione del 1964, fu ristampata sul libretto "Walt Disney's comics digest" nel 1973 in occasione della riedizione del film.
http://coa.inducks.org/story.php?c=W+30023+A-02

Qui sopra il link di inducks con la versione di Spiegel.

Ah, il comic book di "Mary Poppins" non l'ha pubblicato la Dell, come ha detto Luca, ma la Western-Gold Key. La quale, nella prima metà degli anni sessanta, presentava ancora roba buona (il Russ Manning di "Magnus" e "Tarzan", per esempio).

@ Tomaso

Approfitto della tua semicecità temporanea per sostenere con vigore che Alan Moore ha reso magnificamente la psicologia delle eroine delle fiabe, mostrandocele come signorine allupate.

Peccato per la bassa qualità dei disegni.

Ciao Pennadigranito,
mi chiamo Gimmy Pennadilatta e vorrei dire che Moore è un grande autore
e che ha denunciato pure una tendenza perniciosa: quella cioè di fischiare l'Alice di Carroll in tutte le salse. Alice era diventato un personaggio di riferimento obbligatorio nella narrativa di tutto il novecento, tutti a intinger lì... tipo acquasantiera!
Moore ha “salvato” il capolavoro del suo connazionale dal degrado conseguente
ad orripilanti ibridazioni.
I disegni di Lost Girls sono proprio come dovevano essere: non ci portano negli anni '90, ma in pieno anni '70.
Ciao, ho visto il coa.innucks.org/story php?c=eccetera.
Grazie anche a Nunziante.

Ps.
Tomasoprospero Turchi: mi sa che abbiamo un troll entrato a tuo nome, dice che sta maturando un odio distruttivo verso il compu e per giunta vorrebbe anche vedere i cavolfiori, qui!


"I disegni di Lost Girls sono proprio come dovevano essere: non ci portano negli anni '90, ma in pieno anni '70."

i disegni cercano di ricreare un periodo storico, l'atmosfera, ma non sono all'altezza.
anche Alan può "sragionare" sotto l'influsso degli ormoni.

e dubito che la ragione dietro a Lost Girls sia
"Moore ha “salvato” il capolavoro del suo connazionale dal degrado conseguente "

che Alice venga citata ormai da tutti non ne degrada l'essenza:
solo i superficiali prendono per buona una versione non -originale-
un po' come i beoti che seguono il grande fratello "INNEGGIANDO"! quindi alla censura del pensiero mostrata in 1984
di cui dubito conoscano l'esistenza!

i personaggi di Moore sono la versione disincantata delle fiabe...
non dimentichiamoci che le fiabe conosciute sono in realtà la "degradazione" (tanto per usare un termine di Gimmy)
delle vere fiabe... per adulti!
la maggiorparte delle fiabe erano "adulte"
poi ne fecero la versione "edulcorata" per bambini
...edulcorata, si!
squartamenti, vecchiette buttate nel forno...

quindi semmai il lavoro di Alan è un "riappropriarsi" del realismo andato perduto.

alcuni non lo vogliono capire, ma il romanzare, il presentare un mondo di fantasia
fa più danno che bene:
a livello mentale:
finiamo per aspettarci TUTTI, grandi e piccoli, un mondo non possibile...
in questa Realtà!!!

il Gioco serve per preparare, in modo non cruento, alla Vita... reale.
le "bugie" invece ne fanno perdere la fiducia.

Parole sante!
Anche perché "il romanzare", se ben pubblicizzato, presentando impone
il mondo di fantasia del romanziere.
Il quale non vedrebbe pubblicizzati i suoi romanzi se proponesse un proprio mondo fantastico che non fossero editorialmente conveniente.
Ho detto giusto Seba?

Il fatto è che "Alice in Wonderland e Attraverso lo specchio", non sono fiabe.
Stanno bene così come sono.
Nel senso che possono essere lette dalle nuove generazioni.POi si capisce, ognuno può fare quello che vuole, anche far incontrare Alice e PInocchio a Parigi sotto il cielo primaverile, e far sbocciare l'amore.
Tanto lo sanno tutti quele è il vero significato del naso di Pinocchio che si allunga!!!

E poi prima o poi Alice doveva pur diventare signorina.E Carrol ce lo indica bene in "Attraverso lo specchio".
Perchè mai credete che l'Alfiere/cavaliere bianco cada tante volte da cavallo????

A me i due libri di Alice non sono piaciuti, forse a causa della differenza di gusto tra l'età vittoriana e la nostra.

Ma avevo apprezzato i personaggi fantastici e l'ironia.

I tre libri di Alan Moore su le "Lost Girls" vanno comunque apprezzati in se stessi, non in relazione ai romanzi che li hanno ispirati. I generi sono troppo diversi.

Lo stesso dicasi per "Gentiluomini Straordinari", dove Alan Moore trae ispirazione da Verne, Wells, Stoker e altri.

Neppure il Jack the Ripper originale ha molto a che fare con il personaggio di "From Hell", ma non è importante.

Minchia se è bravo Moore.

@Saur
L'hai detto!

Leggere "Alice" è una sfida linguistica: non vi fidate delle traduzioni, armatevi di santa pazienza e leggete in originale. Un tuffo nelle ipocrisie e nella mentalità vittoriana di mezzo.Alice va dritta per la sua strada, esprime le sue idee, si confronta dialetticamente con dei veri campioni della cultura di quel periodo, tutti stravaganti o addirittura mezzi matti.
E alla fine raggiunge il suo obiettivo.
Carrol sradicò completamente la struttura narrativa dei libri inglesi dedicati allora ai ragazzi/e: dopo di lui il DILUVIO!!

Sicuramente hai ragione, li ho letti da bambino.

Il fatto è che non ho mai sopportato i libri per bambini come genere.

Da piccolo mi piaceva lo Stevenson del dottor Jekill, non quello dell'Isola del Tesoro.

Probabilemente Alice solo apparentemente è un libro per bambini, in realtà è per intellettuali.

Bisognerebbe rileggerla da adulti.

Il coevo Peter Pan, invece, è per bambini. Anche se il romanzo è piuttosto abbozzato, l'opera vera è quella teatrale.

I miei libri preferiti da bambino erano l'Iliade e l'Odissea tradotti da Vincenzo Monti. Li capivo molto di più di Alice.

I libri di Mary Poppins sono leziosi come il film?

Per me i due libri che ho letto, Mary Poppins e Mary Poppins apre la porta, sono un po' ripetitivi. I disegni non sono un granché e la musica manca. Trovo che siano cose diverse. A me è piaciuta l'animazione del film, con pinguini e altri animale, come quella di Pomi d'ottone - Manici di scopa, che però ha una trama più noisa. Non sono riuscito a arrivare in fondo al film.

Ma il bello dei libri è che non hanno immagini e suoni.

Il bello dei fumetti è che non hanno il sonoro (e che non si muovono come i cartoni o i film).

In generale, odio le cose che si muovono: mi impongono una velocità diversa dalla mia. Sono più lenti.

L'idea più deprimente in Mary Poppins è la presenza della baby sitter.

I bambini, almeno nelle opere di fantasia, dovrebbero essere liberi come Bibì e Bibò.

Che palle, vederla insegnare questo e quello.

Addirittura, insegna a essere fantasiosi ai bambini.

E le sue canzoncine, con quella voce datata!

Le è andata bene che il film è uscito nel 1964: dopo la Contestazione l'avrebbero impalata.

"Vai a farti fottere, vecchia stronza frigida!".

Mary Poppins è simile a Peter Pan, ma quest'ultimo è infinitamente più credibile quando fa innamorare Wendy e appassiona i fratelli.

Mary Poppins cerca un'avventura impossibile nella "realtà", Peter Pan ci porta nel mondo "vero" dell'avventura.

Si vede bene che Mary Poppins è stata scritta da una donna pantofalaia e Peter Pan da un uomo visionario.

Alice, invece, è un fantasma di puro intelletto per gli adulti.

Se considerata un personaggio per l'infanzia, come nell'animazione di Disney (una volta tanto brutta anche a livello tecnico), diventa leziosa pure lei.

Poi, gli appassionati di Disney e dei cartoni in generale, vanno a guardare come si muove il pinguino.

Gli amanti di canzoncine e balletti, in genere di sesso femminile, vanno a guardare questi aspetti qui.

Io che non sono appassionato di tutto ciò lascio perdere che è meglio.


Sauro ha letto “Alice” e il suo seguito quando era bambinetto, chissà in quale traduzione… il fatto è che parecchie esternazioni di Carrol in“Alice” erano praticamente messaggi in codice comprensibili solo per chi allora studiava ad Oxford.Per questo sono indispensabili le note, quelle ovviamente delle edizioni annotate
Il cavaliere bianco ci segue a rispettosa distanza: ogni tanto cade di lato, in avanti o all'indietro. Mah? Sulla scacchiera tale pezzo si muove seguendo un percorso ad “ elle”, variabile su tre caselle in qualsiasi direzione: Masolino (Tommaso per gli intimi)D'Amico pensa che questa sia la causa delle sue frequenti cadute, io sinceramente no.
Il ghiro Dormouse appollaiato sulla mia spalla sinistra dorme beato in attesa del calar delle tenebre.
Il cappellaio matto si è ritirato nel suo maniero di Carmagnola per meditare sui diritti d’autore di Sebastiano Craveri, la lepre marzolina pare si sia accasata e stia aspettando la nascita dei pargoletti.
Bianconiglio si è trasferito in Francia. Mi pare per fare coppia con Luca Boschi nella questua che segue la loro esibizione con tappeto volante e cappello a cilindro. Mah??
Poi ci sono anche esercizi acquatici, con salti acrobatici tra i flutti del canal Saint. Martin .
Va beh, ognuno è libero di fare le sue scelte.Io avevo consigliato a BOschi per gli esercizi nel canale un partner acquatico,un delfino, un'orca marina, uno squalo tigre o di un tipo meno aggressivo.
Chissà se fra l'11 e 15 Aprile di quest'anno La coppia Bianconiglio /Luca bivaccherà ancora da quelle parti...Mah??

il "problema" coi racconti con protagonisti dei ragazzi
(evitiamo il termine bambino anche se alcuni ci includono i ragazzi)
è che ERRONEAMENTE li impone come rivolti, pensati per quelli dell'età del protagonista!

FALSO!

Mafalda ha vari livelli di lettura
è "adatto" a tutte le età
ma ogni età ci vede qualcosa di diverso.

è così anche Alice.

il problema con Mafalda e Alice è che non tutti i riferimenti sono usufruibili da tutti
in quanto è necessario conoscere la storia di quel periodo.

per apprezzarle appieno è necessario essere
degli intellettuali.

ma questo vale anche per altre opere citate su.

e i "messaggi" che molti si affannano a cercare non sempre vengono recepiti;

Peter Pan è una denuncia contro gli adulti che crescendo smettono di essere "bambini"
come se bambino fosse un insulto:
un bambino è un "piccolo uomo" che cresce,
che Vive per... imparare!!!
ma gli adulti pensano che solo perché si è varcata la soglia della maggior età
si deve essere sobri.
... ma riescono solo a essere "sterili"!
proprio quando dovrebbero essere più, "prolifici"

c'è uno che spesso mi dice che c'ho la capa fresca

come se il cercare il lato comico nelle cose sia...
un "crimine"
o un segno di immaturità.


nei racconti bisogna pure fare attenzione ai termini, ai generi;

mondo di fantasia
romanzare...

fantasia si tende a confonderla con non reale
ma significa anche -creatività-
presentare un mondo di fate e folletti non è dannoso in sé
lo è il modo:
è vissero felici e contenti
è il "tormentone" delle fiabe
che coincide spesso col matrimonio!
come se il mondo,
che prima era pieno di pericoli e di vicissitudini,
improvvisamente, con la fine del "racconto",
diventasse rose e fiori!

ma il mondo può solo peggiorare:
col passare del tempo, goccia dopo goccia, arriverà quella che farà traboccare il vaso!

romanzare,
attendere il principe azzurro...
in pratica qualcun altro che Risolvi i nostri problemi

porta a non credere nelle nostre capacità,
ma soprattutto, Potenzialità!!!
e questo vale ancor di più per le donne
che vengono condizionate ad affidarsi "completamente" all'uomo
perché è lui che c'ha i soldi... azzurri
oltre agli occhi.


le "nuove versioni" dei vecchi personaggi letterari
vanno presi per quello che sono:
variazioni sul Tema.
sono opere a se stanti
che spesso evidenziano parti solo abbozzate nell'originale,
o non recepite da tutti,
o travisate dalla gente
come nel "caso" di Jeckyll e Hyde
che non parla del "bene e male"
come ci propinano
e di certo il cattivo tra i due non è Hyde ma... l'altro!!!

Ehmmmm, si, certamente! Sebastiano farà parte del terzetto o qurtetto ( se LUca riesce ad avere in prestito qualcosa di acquatico) che sul quai del canale san Martin intratterrà i turisti con giochi, lazzi ed erudite dissertazioni!!
Io, modestamente, mi accontenterò del 51% degli incassi.
Se qualcuno mi vuole osannare mi troverà da quelle parti all'Hotel Campanile, Parigi, ovviamente!!!

Il target non è determinato dalla giovinezza del protagonista.

Mafalda è una strip che usciva sui i quotidiani argentini, quindi aveva un target adulto (i lettori dei quotidiani).

Alice che target aveva? I giovani o gli adulti? Mi piacerebbbe saperlo.

Si dice che quel pedofilo di Carroll l'avesse scritta per le sue amichette, ma mi sembra difficile.

E i libri di Mary Poppins che target avevano? Erano per ragazzine? Mi piacerebbe saperlo. Ogni prodotto viene realizzato per un determinato pubblico.

Che poi un un'opera pensata per un target specifico possa essere anche universale, come i primi Puffi, sarebbe l'ideale.

Sauro. io metto le mani avanti e dico subito che non c'ero!
Ma ho letto parecchio su Carrol e le sorelline Liddle, una delle quali era Alice. Lewis Carrol era probabilmente "innamorato" della ragazzina Alice, ma a modo suo.
La amava come simbolo di purezza ( un mito vittoriano), mito che era tale solo fino a che la bimba non diventava signorina, poichè le ragazze vanno corteggiate con scopi amatori legati al sesso, le bimbe -in quel periodo. intrattenevano rapporti sociali con gli adulti perchè in tale modo educate dalle famiglie: il tè delle sei, la scampagnata, la gita in barca.Sempre però in gruppo , mai sole.
Oggi si fa fatica a entrare in questo tipo di mentalità. ma allora in Inghilterra era proprio così-
POi che Lewis Carrol, come anche, ad esempio il coetaneoletterato, pittore e mecenate John Ruskin, di fatto ( sembra) fossero impotenti e quindi in grado di solo amore platonico, su questo si è arcidiscusso, ma certezze pare non ne esistano: correva l'anno di grazie 1862 in quel di Oxford.

Si tende a mitizzare il passato.

Nell'epoca vittoriana la prostituzione minorile era normale e diffusissima.

Carrol prendeva il tè con le bambinette della borghesia, poi usciva in strada e pagava pochi penny per andare con quelle del sottoproletariato.

Sicuramente con loro non intingeva il biscotto nel té.

Ma i libri di Alice per quale pubblico venivano pubblicati?

Da quello che so , furono pubblicati per il mercato librario giovanile.
Ma su questi dati tecnici forse Caterina Morelli ha qualche notizia editoriale precisa.Comunque inizialmente, per le prime tirature, pagò tutto Carrol, compreso il disegnatore Tenniel.Fra Alice e il seguito "Attraverso lo specchio" "si andò avanti per più di un decennio.Il successo arrivò anche dagli States, dove le edizioni furono numerose.
Comunque NON erano romanzi dedicati ad un pubblico adulto.La cosa che può sorprendere è che i piccoli lettori anglosassoni di allora appartenenti alla buona borghesia e anche alla nobiltà, avevano una buona formazione scolastica.Mi risulta anche che la stessa Regina Vittoria richiese di tali libri copia autografata.

Mah, forse gli adulti li leggevano ai bambini.

Del resto, non esisteva la televisione.

Io, da bambino, mentre leggevo Alice pensavo che fosse troppo complessa.

Per me sono libri per adulti, non credo che i bambini dell'epoca fossero tanto svegli (oltre che colti).

Ricordo una filastrocca di un tizio che faceva da avvocato, giudice e giuria (non era Judge Dredd), il che implicava la conoscenza del sistema giudiziario.

Forse l'adulto leggeva e poi spiegava al bambino quello che aveva letto, unendo l'aspetto narrativo a quello educativo.

E forse proprio questa capacità di unire due target così diversi, bambini e adulti, era la chiave del successo di Alice.

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