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FALCE E FUMETTO: RAPPORTO IMPERFETTO?, da Juri Meda

Il Pioniere Nel corso delle ultime settimane si è parlato molto di giornalini a fumetti legati all'Azione Cattolica (o comunque alla Chiesa) e a l vecchio, defunto e sepolto PCI.

Sintetizzo gli interventi recenti di Juri Meda, animatore della Casa Editrice Nerbini, in merito alle discussioni dei post consultabili anche facendo CLYIJQ sui link correlati.
Grazie!

Ilbalilla

Intervengo in questo blog su segnalazione dell'amico Nicola Spagnolli in merito ad alcuni dei post più polemici postati.

Sono anni che combatto contro la sufficienza con cui il mondo accademico guarda al fumetto e alla sua storia nel nostro paese, continuando a ritenerlo lo stesso sottoprodotto culturale di massa che spesso additava come il "male" assoluto nelle riviste scientifiche del dopoguerra.

Dispiace constatare come spesso, alcune persone - quelle alle quali cerchiamo di rivolgerci con questo tipo di saggi proprio per non rinchiuderci in una sterile discussione tra (pochi) addetti ai lavori - esprimano giudizi sferzanti senza nemmeno aver letto un'opera nella sua interezza.

Ci sta. Si sa come gira il mondo. E un blog è un po' come un "Bar Sport", dove vince chi millanta e la spara più grossa. Però, scusatemi (mi rivolgo alla categoria di cui sopra), in cosa siete differenti dai tanto odiati "professoroni"? Sinceramente, scelgo di non appartenere a nessuna delle due categorie, quella dei "maestrini" e quella dei "professoroni", e opto per fare ricerca storica, seriamente, senza preconcetti, che sono poi quelli che spesso ci fanno vedere qualche pagliuzza (non sempre d'oro), lasciando però indietro le travi (che sono poi quelle che tengono su tutto).

Continueremo a scrivere libri su questi temi (abbiamo fondato una collana editoriale proprio a questo scopo) e se vorrete leggerli, ne saremo contenti; se invece vorrete parlarne (male) senza averli letti, ce ne faremo una ragione.


073-Falce-e-fumetto-copSe volete un assaggio del libro ne trovate quanti ne volete (Gian Antonio Stella ne ha scritto sul "Corriere della Sera" il 19 gennaio, Gianni Brunoro su "Fumo di China", Nico Vassallo su "AFNews" online e Paolo Gallinari mi ha intervistato per il n. 88 de "Il Fumetto").

Eccone una parte:

FALCE E FUMETTO: RAPPORTO IMPERFETTO?
Intervista di Paolo Gallinari a Juri Meda ("Il Fumetto", n. 88, 2013)

«[...] D. L’analisi del volume parte dalle prime strenne tardo-ottocentesche e – passando attraverso i numeri unici del primo Novecento – arriva ai periodici illustrati pre-fascisti. Quale funzione svolge in questi primi tentativi l’illustrazione? Legata, anzi, sottomessa al testo e alla sua funzione pedagogico-propagandistica o già con una propria forza autonoma?

R. L’illustrazione gioca in questi periodici per ragazzi un ruolo sempre più importante. Se nei primi numeri unici socialisti dedicati all’infanzia, infatti, l’immagine è assai spesso tratta da pubblicazioni non destinate a un pubblico infantile e sembra quasi non esistere tra essa e il testo un rapporto di reciproca illustrazione, condannandola così a una funzione meramente ornamentale, in seguito – anche sulla base dell’influenza indirettamente esercitata dalla stampa satirica socialista, dalla quale questi periodici mutuano spesso illustratori e vignettisti – la veste grafica dei periodici migliora sensibilmente e le illustrazioni acquistano un rilievo crescente nell’economia generale di questo particolare genere di prodotto editoriale.

La vera svolta, in tal senso, giunse tra il 1911 e il 1914 con il mensile Primavera, edito dalla casa editrice Podrecca e Galantara (la stessa che pubblicava il noto giornale satirico socialista L’Asino) e diretto da Vittorio Podrecca. L’illustratore di punta del mensile era Bruno Angoletta, coadiuvato da Luigi Sapelli (Caramba), Filiberto Scarpelli, Sergio Tofano (Sto), Antonio Rubino e Giuseppe Rondini, ovvero alcuni tra i maggiori illustratori italiani del XX secolo, che collaboravano già o avrebbero collaborato poi con i maggiori periodici per ragazzi del tempo, come Il Giornalino della Domenica e il Corriere dei Piccoli.

StoBonav

Sulle pagine del mensile podrecchiano, infatti, testo ed immagine iniziano a fondersi, in virtù anche dell’adozione della tipica formula illustrativa corrierinesca delle “fiabe a quadretti”, sperimentata per la prima volta da Bruno Angoletta nel 1912 nelle storielle Il barbone e I soldati di Caterinetta, anche se in bianco e nero. La strada era tracciata.

Domenica

Successivamente l’innovativa – per l’epoca – formula delle “fiabe a quadretti” sarà adottata anche dai due settimanali editi dalla Società editrice “Avanti!” tra il 1919 e il 1923, Il Germoglio e poi da Cuore, che la utilizzeranno rispettivamente nei cicli di Bianchino e Neretto di P. Nava e di Taddeo e Veneranda di Adolfo Perone.

E a questo modello borghese, ritenuto tuttavia insuperabile a livello estetico, si uniformerà anche il comunistissimo periodico clandestino di Gastone Sozzi, che utilizzerà le vignette con in calce semplici ottonari in rima baciata per denigrare il regime fascista, denunciandone falsità e ingiustizie. I fumetti arriveranno dopo, alla caduta del regime, con non pochi mal di pancia all’interno dell’intellighenzia di partito, ma questo ormai è risaputo.

1907-cover-for-il-giornalino-della-domenica

D. Il Falco Rosso, Noi Ragazzi, Il Moschettiere, Il Pioniere dei Ragazzi: alla fine degli anni Quaranta c’è una evidente crescita della proposta iconografica nelle pubblicazioni della sinistra italiana. Si può dire che stessero in qualche modo rincorrendo la proposta borghese del Corriere dei Piccoli e quelle cattoliche del Giornalino prima e del Vittorioso poi?

R. Più Il Vittorioso, in realtà. Nel dopoguerra, infatti, il Corriere dei Piccoli costituiva ormai un modello editoriale desueto, che aveva esaurito la forte carica di novità che lo aveva imposto come periodico più letto dall’infanzia italiana per quasi tutta la prima metà del Novecento. Un modello al quale, all’apice del suo splendore, si erano rifatti anche il Cuore socialista e Il Fanciullo Proletario comunista, popolati dalle famose fiabe a quadretti, proprio come Il Balilla e La Piccola Italiana fascisti.

Vaillant_le_livre_doc6Il Falco Rosso socialista sarà l’unico a rifarsi anacronisticamente al modello corrierinesco, sottovalutando la portata dell’innovazione fumettistica, e infatti sarà chiuso quasi subito per la sua scarsissima diffusione. Il Moschettiere, Il Pioniere dei Ragazzi, Noi Ragazzi, prima e Il Pioniere della Rinaldi e di Rodari poi, invece, rifacendosi per l’appunto al periodico cattolico fondato nel 1938 al fine di contrapporre un “fumetto schiettamente italiano” all’invasione dei comics americani, iniziarono a pubblicare i primi fumetti, in genere provenienti (come dimostra efficacemente Sara Mori nel suo studio) dal Vaillant edito dall’Union de la jeunesse républicaine de France, non senza suscitare polemiche anche aspre all’interno del partito. [...]»

Abbiamo già presentato il libro a Genova, Cremona, Livorno, Vada, Venezia, Bologna, Torino e Rovereto.

Le prossime presentazioni saranno a Roma il 21 febbraio (Biblioteca di storia moderna e contemporanea) e a Parma il 28 febbraio (Libreria Ubik), sempre alle ore 17.00.

Se verrete, sarò lieto di rispondere - una per una - a tutte le vostre domande. Se siete troppo lontani e non avete voglia di farvi tutta 'sta strada, organizzate voi una presentazione del volume nella vostra città e io verrò lì a presentarlo, sottoponendomi al fuoco di fila delle vostre domande...

Vediamo chi la spunta?

Si accettano scommesse. ;-)

Infine, il 30-31 marzo a Rovereto Mario Allegri, Claudio Gallo e Nicola Spagnolli hanno organizzato il convegno "Il fumetto: fonte e interpete della storia", a cui interverrò anche io - insieme a molti altri - con una relazione dal titolo abbastanza esplicativo...: «Un singolare caso di sinonimia storiografica... L’arbitraria sovrapposizione tra “stampa a fumetti” e “stampa periodica per l’infanzia e la gioventù” a fondamento D'UN RADICATO PREGIUDIZIO STORIOGRAFICO E LA NECESSITA' DEL SUO SUPERAMENTO», anche se forse quello storiografico non è l'unico pregiudizio da superare...


Vi aspetto per un confronto diretto, libero, onesto e appassionato, ma rispettoso e corretto.

Antonio_rubino_-_scherzo_per_violino

LINK CORRELATI

IL VITTORIOSO E IL PIONIERE (da Nicola Spagnolli)

IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA

VaillantN°60

Commenti

Pensavo che una folla straripante di followers avrebbe sgomitato per entrare in questo post: invece silenzio totale.
Forse questa latitanza globale ha come causa il fatto che l'argomento qui presentato per interposta persona (Boschi) da Jury Meda è oggettivamente difficile, ostico.
Non che non sia accattivante, il suo richiamo è una sorta di canto delle sirene.
Ma chi ha le competenze per entrare nelle pighe del fumetto veicolato da pubblicazioni comuniste, o di sinistra, se si preferisce.
Anche se io questa mattina vado in libreria e acquisto il saggio "Falce e Fumetto" (Alla Feltrinelli ci "dovrebbe" essere) e nel pomeriggio me lo leggo, se poi non ho il materiale documentario da consultare, che posso mai dire???

Almeno, io mi comporto in tale maniera.
Mi sono sentito autorizzato a portare avanti una accesa critica nei confronti del saggio del prof.Preziosi su "Il Vittorioso", perchè questo settimanale lo conosco bene e posso riconsultare quando voglio qualsiasi annata; cosa che ho fatto moltissime volte, e da questa continua rivisitazione sono nate le mie competenze e le relative idee ed opinioni su questo settimanale che ha attraversato il tempo per un lasso notevole.

"Estrapolo non per inveterata scorrettezza, ma per dire......"Se verrete, sarò lieto di rispondere - una per una - a tutte le vostre domande. Se siete troppo lontani e non avete voglia di farvi tutta 'sta strada, organizzate voi una presentazione del volume nella vostra città e io verrò lì a presentarlo, sottoponendomi al fuoco di fila delle vostre domande...

Vediamo chi la spunta?

Si accettano scommesse. ;-)

.... per dire che io non ho assolutamente intenzione di convincere nessuno ( ci mancherebbe altro...) e cercare di spuntarla.
nell'ambito di una qualsiasi
civile competizione verbale o scritta.
Nemmeno su materie nelle quali penso di essere ferrato.
Vorrei solo riuscire a capire, ma spesso non ho le indispensabili conoscenze di base che mi permetterebbero -forse - di farlo.
Insomma, ad ognuno quel che si merita.


Sono d'accordo con Tomasoprospero. Per me questo tema è interessante ma non ho la minima competenza per dire la mia e menchemmemo opporre una mia opinione a quella di altri.
Posso soltanto dire che l'illustrazione di Robino quasi in chiusura del post è qualcosa di stupendo. Vedo che risale a 103 anni fa.
Quella è forse la testa di Rubino e il violinista è il suo fantasioso cervello che compone melodie creative.

Effetti personali,
necessità con la condizionale,
prove d'orchestra,
orli da rifare.
Son tornata in pista,
son Jenny la tennista,
vi mando tutti al rog
da quando esiste il blog.
La grammatica delle menzogne:
siamo e non t'amo,
vogliamo e non voliamo.
Voodoo da bricolage,
brevi asserzioni sciatte,
sterilità che scoppia
dentro discorsi anòdini.
Tanto si scuce tutto,
rimane una scoreggia
o quantomeno un rutto.
Tanto non tocca a te,
né l'altra né stavolta,
di rigirare l'osso
ruvido e legnoso dell'oliva
nella bocca.

Per muovere qualche commento riproto un messaggio che c'entra come il cavolo a merenda, ma che riguarda anche l'Italia.

Non sono fumetti di tempo fa, ma sono app di oggi:

Marvel Comics has team with iVerse to take their comics and characters around the globe with the Marvel Global Comics App. The app features single issues and collected editions of Marvel’s comics translated into twelve different languages for international readers to enjoy.
The app’s release marks the first time Marvel’s stable of characters has been so readily available to such a globally diverse audience. The twelve languages supported are: Chinese (Simplified), Chinese (Traditional), Japanese, Korean, Spanish, French, Russian, Hindi, German, Italian, Portuguese and Hebrew.
http://comicbook.com/blog/2014/02/06/marvel-goes-global-with-digital-comics/


“Marvel has incredible fans all around the world, and we’re excited to bring digital comics to their mobile devices in their native languages,” explains Kristin Vincent, VP of Digital Products. “This partnership with iVerse allows us to introduce Marvel’s rich history of action-packed stories to new audiences worldwide who want to know more about the Avengers, Spider-Man, Wolverine and the rest of the vast Marvel Universe.”

Gagarin lo spedirono verso la Luna.
Questo.... perché non lo mandano nell'altro blog?

Minchia, il terzo post su “Falce e fumetto” comunista perfetto!

Cosa possiamo dire? “Il Pioniere” non lo leggeva nessuno e le storielle per bambini del primo novecento sono per masochisti. Giusto che si studi tutto ciò, ma non si pretenda l’entusiasmo di folle oceaniche.

Comunista per comunista, sarebbe stato meglio approfondire il fumetto, l’animazione e l’illustrazione in Cecoslovacchia, l’unica Nazione glamour del vecchio Comecon.

Come abbiamo iniziato a fare qui:

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2014/02/il-vittorioso-e-il-pioniere/comments/page/1/#comments

Almeno, questo è un argomento che piace a noi giovani d’oggi.

Quindi non a Luca Boschi, che è molto vecchio.

Dleclèplito.

Veddiana: hai le ore contate. L'ispettore Nicolas Spagnolli è sulle tue tracce. Nel post di "Romero el torero".
Dai, incontriamoci domani mattina all'Hotel Delambre, a Parigi, ovviamente.

A causa di recenti aggiornamenti stiamo chiedendo molti dei nostri clienti di confermare la loro informazione è nulla di cui preoccuparsi. Stiamo facendo in modo di avere le informazioni corrette in archivio e che siete il legittimo titolare del conto. Il mancato rispetto di questa precauzione può causare tuo account viene sospeso.

La mia domanda è: chi è Romero?

Una volta completato si può riprendere a utilizzare il vostro account come normale e vorremmo ringraziarvi per aver trovato il tempo della vostra giornata per confermare le informazioni.

La mia domanda è: chi è il torero?

Oggi ho saputo una cosa, scritta anche in rete, ma non dico il peccatore perché forse non vuole farlo sapere. Lo scrivo in due tempi, la nitizia sarebbe che un grande scrittore internazionale che in Italia era pubblicato da un editore di medie dimensioni di sua fiducia, e vendeva sulla trenta-quarantamile copie (poco rispetto alle sue vendite in altri paesi) , è passato, causa chiusura della sua casa editrice del cuore (diciamo così) a un grande editore. Il suo nuovo romanzo ha raggiunto a stento le ventimila copie.


Poseguo nel prossimo commento.
Questa è solo la premessa.

Salve a tutti. Buon pomeriggio e buon week-end a tutti.
Mi firmo Milla ma sono Sarachiara Emmy e vi spiego perché:
ho preso la decisione di firmarmi Milla inquantoché ho deciso di intraprendere
una nuova mission, cioè quella di millantatrice professionale. Si.
Però free-lanch, poiché free-lanch è trendy e io credo (cioè ci ho la convinzione
ideologica) che anche se c’è crisi, la moda tira, sempre e nonostante tutto!. Si.
Dunque, dicevo…ho deciso di intraprendermi in qualità di millantatrice professionale
free-lanch per i seguenti motivi:
-poiché fino a marzo non posso iscrivermi al corso di crespato prospettico
e non mi va di starmene nel frattempo con le mani in mano, no, senti,
proprio non mi va.
-In conseguenza di ciò ho deciso di impegnarmi in un’attività logicamente,
sociogolamanete e anche storicismicamente utile, almeno per me. Si!
-Inoltre millantare mi piace: è un verbo ricco anche se con un’anta sola,
che siccome però ci puoi infilare di tutto…inzomma…. evviva la praticità!

Satrapo. non se se scherzi o se sei veritiero e sincero.
Allora, Romero è stato un vero torero spagnolo( vedi Wiwipedia).Ma è anche un personaggio di Jacovitti, disegnato fra la dine del 1942 e l'inizio del 43.
Uscito in alno omonimo come n°24 della serie Roma, edita dall'AVE)Azione Cattolica.

Il senso di (S)Milla per la nave, o se preferite, neve.
Va beh, millanta pure, buon pro ti faccia.

Riprendo il discorso interrotto.
Come sono andate le cose l'ho riportato, però l'autore ha avuto un anticipo minimo garantito di 240.000 euro (complimenti , se li meritava visto che ci sono stati scrittori italiani molto meno noti nel mondo che hanno spuntato anticipi garantiti di gran lunga maggiori).
Il riferimento credo sia a Aldo Busi, forse a qualcuno di peggiore.

Adesso, a prescindere dal caso, ditemi voi se l'editoria italiana può andare avanti così, se ne lamenta anche chi ha riportato la notizia.


L'anno scorso i grossi editori hanno registrato passivi di decine di milioni di euro. Meglio che queste cose si sappiano. Si possono fare tutte le valutazioni che si vogliono sugli autori e sui lettori, ma il management editoriale italiano attuale fa cagare e sconforta per pochezza manageriale e per incapacitá di gestione.

Interessante notare come dopo il 1968 nessuno a sinistra abbia più provato a catechizzare i pupi.

Troppo rischioso: i mostriciattoli di Frankenstein avrebbero potuto rivoltarsi contro il loro costruttore.

Come in Cecoslovacchia, appunto.

E in Italia i comunisti hanno cominciato a sentirsi ridicoli.

Nel 1977 erano più forti che mai alle elezioni, ma non sapevano più dove sbattere la testa, come dimostravano i fumetti postmoderni della Città Futura di Massimo D’Alema.

Il fumetto è anche un termometro del senso di sicurezza e di insicurezza.

Che palle “Let it be”.

!l 1968 è stato come la riforma protestante.

Prima c’era qualcuno che poteva decidere la linea per tutti dalla culla, con “Il Pioniere”, alla tomba.

Dopo, quando ognuno la linea se la faceva da solo, diventava ridicola l’idea che ci fosse qualcuno a tracciarla per tutti.

Mille linee diverse che dall’iper-comunismo sono approdate presto all’a-comunismo. Come era inevitabile, senza un partito forte dietro.

Finché il 1977 ha tolto ogni illusione e velleità al partito-religione.

A quel punto il Partito comunista è entrato in una crisi di identità che solo il carisma enigmatico di Berlinguer riusciva a contenere, sia pure a stento.

Non riuscendo più a governare se stessi, i comunisti si sono guardati bene dal governare i fumetti (al di là della loro importanza assolutamente trascurabile).

Per farlo avrebbero dovuto sapere in quale direzione andare.

Io non sarei del tutto sicuro su questo punto della catechizzazione. Il Giornalino non ha interrotto il suo lavoro e anche oggi è in edìcola e pubblica articoli anche "pesi" come contro l'aborto e con prese di posizione non del tutto condivisibili. Le leggo raramente quando lo prendo alle mostre o quando ci sono dei supplementi con fumettari importanti o che mi piacciono. Vedo che però è sulla breccia.
Penso che la confusione e il disorientamento del 1976 (fu quello l'anno del sorpasso della DC o sbaglio? Pubblicizzava il PCI un manifesto con un cittadino vestito con giacca e cravatta azzurre non un Cipputi) sia stato culturale e sia arrivato in seguito.
E anche Berlusconi è arrivato dopo co il mandato di attuare il piano di Villa Wanda. Nel 1976 era ancora un imprenditore edile. Nel 1976 il p.c.i. stava cercando di allargare i confini, la crisi di idee e di identità sono iniziate dopo forse dopo l'uccisione di Moro. Ma non mi sembra il caso di parlare di politica e poi bisognerebbe approfondire meglio senza buttarla là.

Non sono d’accordo.

Già prima del 1968 le cose erano cambiate per i giovani.

Il baby boom, che li aveva resi una forza numerica, ha dato nel corso degli anni sessanta un’identità indipendente ai giovani.

Mentre prima erano dei piccoli uomini da plasmare con il cattolico Vittorioso o il comunista Pioniere, ora i giovani apparivano come una sorta di nuova specie umana con leggi proprie e inconciliabili con quelle degli adulti.

Questo rendeva ridicolo l’approccio “missionario” del Vittorioso e se ne è tentato uno diverso con Vitt, cercando di assecondare il nuovo modo d’essere dei giovani.

La stampa cattolica per l’infanzia successiva si è data, quindi, obiettivi molto più limitati.

Questo, in sostanza, è il processo di allontanamento dalle ideologie (religiose e politiche) avvenuto nella seconda metà del secolo scorso e che ancora continua ai giorni nostri.

Per fortuna.

No, il Pci ha superato la Dc nel 1983 o nell’84, comunque in corrispondenza con la morte di Berlinguer.

Il declino delle ideologie è una tendenza mondiale, visto come sono finiti i regimi dell’Est europeo.

Chiaramente il mondo islamico ha avuto dinamiche tutte sue.

Mentre Berlusconi eccetera, sono fenomeni italiani che non trovano corrispettivi altrove.

Questo non significa che i possessori della verità in tasca siano ridotti all’impotenza.

I periodi di crisi, soprattutto economica, li favoriscono.

Quindi in futuro può accadere di tutto, anche un rivolgimento con camicie nere, rosse, rosa o a pois.

Non conta il colore, contano le camicie.

Insomma, tutto il mio discorso si riduce nella banale osservazione che per esserci un fumetto di propaganda politica o religiosa per i bambini, ci vogliono delle ideologie forti.

Un Partito comunista che non sapeva a quale modello di comunismo fare riferimento (Berlinguer s’inventò pure l’eurocomunismo per distanziarsi dall’Urss), non poteva più pensare di pubblicare una rivista come il Pioniere.

Una chiesa cattolica allo sbando come quella di oggi (si pensi ai numerosi cattolici divorziati e alle chiese vuote), non ha più la forza ideologica per usare il Giornalino come usava il Vittorioso.

E questo non solo nel fumetto, che è un media ormai privo di qualsiasi importanza.


Forse il punto meno banale nel discorso che ho fatto prima è nell’avere individuato proprio nei giovani del baby boom e del benessere la causa di questa trasformazione.

Ho visto che abbiamo ragione tutti e due in un certo senso.
Sauro, Wikip. dice qui http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano


Il Partito Comunista Italiano fu un caso straordinario nella politica europea. Dagli anni cinquanta fino alla fine ha ottenuto una percentuale di voti tale da configurarlo come il più grande partito comunista d'Europa ed eternamente seconda forza politica italiana, ruolo che in Europa spetta di solito ai partiti socialisti.
Il suo massimo storico si ebbe nel 1976 (34,4%).

___

Mi sbagliavo, pensavo fossero amministrative ma invece erano elezioni politiche.

Era il suo massimo storico ma a quanto pare la DC era ancora superiore e invece diminuì pochi anni dopo se è giusto quello che segue e non ho di che dibitarne:

___

Nel 1984, sull'onda emotiva per la morte di Enrico Berlinguer, il PCI operò il primo, e unico, storico sorpasso sulla Democrazia Cristiana alle Elezioni europee, diventando il primo partito italiano con il 33,33% contro il 32,97% della DC.

Prima di farla di finita per oggi, un quiz che non c’entra niente.

So che Gianni Bono continua a cercare l’identità del disegnatore misterioso di “Venus”, una serie tascabile degli anni sessanta.

In questo sito, naturalmente straniero perché noi italiani non parliamo di tascabili per principio, ci sono varie immagini a disposizione.

Quindi, per chi volesse cercare di indovinare il disegnatore misterioso:


http://jhalaldrut.blogspot.it/2014/02/venus.html

Un disegnatore che imitava gli altri, uno come Pifferario, del quale ricordo le sue tavole sul Vittorioso in stile "Polese".
Ma anche Alan Ford.
O mi sto confondendo??

Non so il nome, Piffarerio mi sembra improbabile. Potrebbe essere Zarcone!!! Uno che ha fatto un numero di Diabolik, si è dato alla macchia, ha disegnato Venus e poi è scomparso definitivamente.

Veddiana scappata dalla scuola materna in un ansito di libertà. Ma a due -circa -anni una bambinetta dove può andare?? A giocare. Con il cane Hugo, il buon bulldog francese( razza canina che ama i bambini) nel giardino di nonno Holmes, il quale -ormai più che centenario - passa la maggior parte del suo tempo con le sue api, nel suo allevamento nel Sussex, sud dell'Inghilterra. Ogni tanto però HOlmes prende il treno, ne affitta uno intero tutto per lui solo, e se ne va a Parigi. Che ci va mai a fare?? Beh, ha un appartamentino dalle parti di MOntparnasse, propro sotto al "Giardino atlantico", nel senso di vicino. Forse in questo giardino, che è pubblico ed è stato costruito sopra un tratto della rete ferroviaria che partendo dalla gare de Montparnasse porta i treni in direzione ovest, in Bretagna ad esempio, sulla costa atlantica. Di qui il suo nome, che quindi non è casuale. E' qui, in questo luogo ameno che Veddiana sta giocando con il nenevolo cane Hugo? Non so che penserà della cosa l'Ispettore NIcolas Spagnolli. Zazie non è bugiarda, dice cose che ha sentito.
Poi, poveretta ha delle attenuanti: il padre morì giovane, la madre è una scapestrata che ha un solo pensiero per la testa.Per innato pudore non vi sto dire quale.Quindi Zazie vive con lo zio Gabriel, dalle parti di Montmarte, il quale zio ha una compagna- Francine- che maternamente accudisce alla ribelle Zazie.
Ma lo zio Gabrie dorme tutto il giorno, per riposare.Di ntte lavora in un night club come travestito spogliarellista, burlesque il suo genere.

Quindi,Veddiana, devi capire Zazie, che poi non è per niente brutta.Fattela amica, fatti portare in giro , fatti raccontare da lei storielle di vario genere, che son poi quelle che le insegno io.Prima c'era Raymond che le insegnava tutto, ma Queneau è passato a miglior vita da anni.

Secondo me è indicativo il panneggio dell'uomo nella tavola in bianco e nero, che vediamo nel sito indicato sopra.

A me ricorda la "scuola romana".

Probabilmente Nestore Del Boccio qualche idea ce l'avrebbe, ma sembra scomparso nel nulla.


Altre notizie e disegni sul misterioso caso di Venus:

http://www.giannibono.com/2011/01/13/il-misterioso-disegnatore-di-venus/

Kiociolina Tommago
Colla Zazzi tacci te.
Veddiana no amicia Zazzi.
Veddiana ccappata: ccola mtenna no bambini!
Babbolotti ncogliniti da ppiccini, utomìni.
Gioini.. liblini cencio… nzoncine…
“golilla, lifante, langotango…”
Ekkeè?! Akkinoè?
Veddiana leopotto.
Mamma plota, babbo plota….
Veddiana sa: pigiato lucine e loplano brum, via!
Ndoè Susez? Ndoè Palìgi?

Va beh, la porterò ( Zazie) al Museo D'Orsay, a guardare qualcuno dei primi MOnet, con donne in giardino e cose varie.
Comunque, visto che in questo post si parla di cultura, voglio dire che tutte le donne disegnate da Monet, in giardino, in terrazza con sfondo di spiaggia normanna, gruppi di donne insieme intento dire: beh, era sempre la stessa modella , cioè Camille, la sua prima moglie!
Sauro, eh, questo è quasi peggio che copiare fotogragie.Oppure no???

Monet:

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Claude_Monet_023.jpg


A me piace la New York degli anni trenta.

La tua Parigi preferita di che decennio è?

"eh, questo è quasi peggio che copiare fotografie. Oppure no???"

quadri e fumetti anche se hanno in comune il "narrare" hanno una cosa che li differenzia:
la "staticità" nei primi
la "dinamicità" negli altri

e c'è differenza tra copiare e lucidare

quando si copia c'è il "filtro" della "mano"
con la creatività che ne consegue.

quando si lucida invece si tende a fare una "fotocopia"

un pittore usa la modella solo per i volumi e lo spazio...
e la correttezza anatomica

un fumettista lucida le foto per "pigrizia" o per paura...
e per far prima

Sauro: è quella dei miei primi ricordi turistici, fine anni '50. Quando c'erano ancora i grandi mercati generali , Halles ( zona coperta), non c'era la tour Mountparnasse, ecc, ecc.
Ma anche quella Parigi dei miei primi ricordi era la metamorfosi di quella precedente, scomparsa per l'inevitabile rigenerarsi delle città.
Nessuna cosa a questo mondo è immobile.
Mah????

La terraferma? Vorresti dire che la terraferma non è immobile?
Oh Tomasoprospero, tu mi sconvolgi!
Tutto è relativo, certo, ma l'arte segue dinamiche proprie.
Quindi, per favore, non cominciare ad assolutizzare le cose anche tu!
Già che non so come fare per dire a Sebastiano che staticità e dinamicità
in arte non vanno intese solo riferite a questioni tecniche…..
Hai letto quel che dice vero?
Non ha mica torto, eppure ragione non ha!
No, perché se ragiona in quei termini, nel giro di poco, avremo sul mercato
a prezzi convenienti anche computer programmati persino per farci una pernacchia
in faccia tutte le volte che digitiamo invio per dire che il loro vero tecnologico non è
lo stesso vero di quello delle arti.
Oggi è già difficile poter scrivere che un quadro, così come un fumetto,
può essere dinamico o statico a seconda della quantità e qualità di vita propria che contiene
e che un’opera d'arte non è un monologo ma è un dialogo vivente che scorre nel tempo
tra l'essere e il mondo.
Anche se questo ce lo ha insegnato Giotto, prima di Leonardo da Vinci e poi…..
anche gli impressionisti, che cosa vuoi che gliene importi ai produttori
e fruitori di tecnologia?
Ti fanno un’animazioncina del Coloso e oplà: spiegata al mondo la dinamicità di Goya!
No. In arte grafico-pittorica staticità e dinamicità si riferiscono innanzitutto al “respiro” dell’opera.
Non al fatto che un’ opera sia incorniciabile oppure proponibile in vignette,
e neanche alla capacità dell’artista di percorrere chilometri per pubblicizzare il suo lavoro,
e nemmeno alla capacità degli operatori di spostare le opere degli altri per paesi e città.

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