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I LUCIDI DELLE VIGNETTE DI VALIANT (e svariati altri items)

Santa Clausjpg

Augurando buone fest(ilenz)e a tutti, dopo aver rubacchiato quest'espressione al grande Giorgio Rebuffi, mostro a furor di pueblo queste deue immagini inviatemi da Gianni Milone.

Riguardano il Principe Valiant e sono relative al ragionamento sviluppato in questo post circa la "lucidatura" di tavole a fumetti, che Gianni descriveve in questo modo in un commento:

Il lucido di solito si esegue quando un editore commissiona ad un disegnatore di redazione di rifare una o più tavole mancanti, poiché gli originali in bianco e nero sono andati perduti e esistono solo copie a colori.

I lucidi, da non confondere con le normali pellicole in uso fino agli anni Novanta o poco più, si affidano ad un disegnatore, di qualità modeste, che ricalca più o meno fedelmente un disegno di un autore valido, trasformandone il segno in tremolante e mediocre. Ora tramite computer lucidare un disegno è ancora più facile, grazie al sistema grafico a livelli.

Lucidate sono state le edizioni:

Flash Gordon anni 50 da Mario Fantoni, edizioni Nerbini.
Cino e Franco anni 50 da Erio Nicolò, edizioni Nerbini.
Uomo Mascherato anni 60, edizione in Super Albo cronologica Spada, prima avventura.
Copertine di Dick Fulmine, da Luigi Corteggi, riedizioni Corno anni 60.

Io aggiungerei (anche se non si tratta di materiale nordamericano, ma ne abbiamo parlato in queste ultime settimane) il Gey Carioca di Paul Campani, lucidato e rimontato per le Edizioni Alpe da Attor (Attilio Ortolani).

In ambito Disney... rimandiamo il discorso a un post apposito, perché il discorso sarebbe stralongo.

Lascio le immagini in grande, in modo che con dei CLIQK si possano esaminare nei dettagli.

Sotto, una vignetta del Valiant americano.

Valiant americanojpg

E la stessa, come compare nel Valiant spagnolo lucidato.

Valiant spagnolo

Su questo tipo di lavoro mi sono fatto un'idea precisa, ma non voglio anticiparla ai visitors che vorranno commentare queste due vignette.

Grazie a Gianni!

Grazie anche a Brooke Fletcher per l'immagine natalizia.

E per l'appendice a Tara McPherson per il dipinto sotto, Bear Trap di Tina Lugo, 18 x 24, Acrylic and oil paint on plexiglass.

Bear Trap

PS: Levante va a Sanremo.

APPENDICE

Fortunato Latella mi ha preceduto su un'azione che meditavo di fare: sovrapporre le due vignette, che mi sembravano uguali almeno nella loro parte centrale.

Quindi, non sarebbe (forse) una lucidatura vera e propria, ma invece una "allargatura" delle vignette, con tratti in più, per adattarle al diverso formato della pubblicazione.

Stanno così le cose?

Fortunato Latella

Ma può essere buona anche l'ipotesi di Sauro Pennacchioli esposta nel suo commento sotto, il ventiseiesimo della serie:

Più probabile che la vignetta in bianco e nero sia stata "abbassata" dalla King per i giornali che chiedevano un formato diverso. Oppure direttamente dal quotidiano che l'ha pubblicata (in bianco e nero: quindi poteva lavorare su una pellicola sola).

Mentre non ci può essere alcun motivo per allungare le vignette dell'edizione attuale, che non ha certo problemi di formato.

Osservando le due vignette, sovrapposte o prese sicolarmente, mi sembra però che quella più alta abbia due particolarità, una sopra e una sotto.

Sopra.
Potrei sbagliare, ma può darsi che le linee siano "chiuse" dove ne ho evidenziato il punto con la linea gialla, e che quelle sopra la stessa siano state "riprese" dovute al rimontaggio, per giungere al tetto della vignetta più alta.

La riga gialla

Sotto.
Osservando dove terminano le linee della vignetta a colori... si nota che i tratti più in basso (a destra) sono esattamente gli stessi di quella in bianco e nero, solo che in quest'ultima sono sovrapposte alla parola POUNDED.

Le pennellate in più sono quelle immediatamente sopra le parole (della vignetta a colori) IMPROVVISAMENTE SI TROVANO ALLA. Sembrano della stessa mano di Foster, ma chi può dirlo senza vedere i materiali originali?

La discussione continua, credo.

Commenti

Bello, Levante mi piace ma il video dell'intervista va automaticamente, non si puo' bloccare. Che diavoleria ci hanno messo dentro?

le vignette per poterle confrontare andrebbero -incollate- insieme in un'unica immagine

perché così sembra la stessa

volevo dire che non sembra lucidata a mano

Non sembra un lucido nemmeno a me.
Mentre Levante mi sembra stupenda.

Ripongo, anche qui una domanda che inserito nel post precedente, ammesso che appaia in uno dei due !
Se non ci fossero stati quegli autori che lucidavano tavole irrintracciabili, avremmo maneggi anni '50 e '60, del secolo scorso?

errata corrige: ... avremmo mai letto quei fumetti negli anni '50 e '60, del secolo scorso? (non avremmo maneggi anni '50 e '60, del secolo scorso?).. scusate, errore ci fù.. :-)

Innanzitutto vorrei complimentarmi per il post esaustivo, arricchito da card natalizia, vago pittato acrilico su plexiglass, e ben due video a tema.
La Valiant -qui da foto- spagnuola non risulta ancora provvista da paratie antisiluro, però come vignetta, è interessante. Per quanto riguarda i vitigni, mah!...tiro a indovinare: Hodarrabi Beltza e Macabeo?

Non ho l'occhio per queste cose, quindi non faccio testo, ma a me non sembra un lucido.

penso che abbia innescato un fraintendimento:
la vignetta colorata dovrebbe essere la stampa usando un lucido ottenuto dalla prima e ricolorato.

non un lucido

Le linee della nuova edizione sono più spesse di quella originale, ma questo è normale nelle riproduzioni. Qualche linea è scomparsa, ma pure questo è normale. Quella che non vedo, forse per limite mio, è la diversità tra le linee. E poi, se delle diversità ci fossero, non potrebbero trattarsi di ritocchi per evidenziare le linee attenuate della riproduzione? Boh.

Non c’è qualche vero esperto in giro?

Ho sovrapposto le due immagini in PS e il risultato è che si tratta certamente degli stessi disegni, ma la vignetta in B/N è tagliata, o, se preferite, quella a colori ha delle aggiunte:

http://it.tinypic.com/view.php?pic=dc8lzn&s=5#.Uqxom6WKXdk

Anche se non sono uguali, non è certo un lucido (nel senso di ricalco).

Adesso Milone chi lo sente?

Qui ci scappa un fortunaticidio!

Tomaso, cosa c'entrano i colori? E poi dal computer come puoi giudicare? Dipende anche da come hai impostato i toni, o come si chiamano, del tuo computer. Io ho i volumi e non vedo alcun problema nei colori.

Si parla dei disegni.

Milone dice che i disegni sono lucidati, a me non sembra. E neppure a Fortunato, che ha sovrapposto i disegni.

tomaso,
ho l'edizione del Prince Valiant n 1 Fantagraphics del link che hai inserito

non so se c'è l'hai anche tu.
io la presi dopo l'uscita del PV di Nona Arte
perchè avevo un sospetto
che fosse più piccolo
infatti l'edizione italiana ha 4 cm in meno
articoli modificati...
e manca dell’ultimo situato a fine volume dove appunto si parla del colore che anche negli US sono diversi a secondo dell’edizione e riportava tre versioni della stessa vignetta a mo di esempio.

nel n 6, che mi è arrivato ieri invece si parla dei famosi lucidi
e ne avevo dato notizia nel “vecchio” post su Valiant
ma forse non è più frequentato:
“ho appena scoperto che quando si parla di "lucidi" bisogna stare ATTENTI :
Photo Mechanical Transfer (PMT)
(Prince Valiant 6 Fantaphafics)
è un processo fotografico che stampa su lucido il nero delle tavole
ed ecco spiegato anche il "mistero" di tante ricolorazioni di Prince Valiant:
i colori erano fatti su questi lucidi su cui col tempo denaturavano
aggiungete che il lucido si imbrunisce col tempo
ed ecco che il lavoro va perso!
di contro le tavole originali restano intonse e in netto bianco e nero”

quindi anche negli US si usavano i lucidi
ma per il colore
e i lucidi, a differenza di quello che si evinceva leggendoci
non sono solo quelli realizzati -ricalcando- a mano le tavole.
nel volume c’è anche una foto con Hal al tavolo al lavoro su uno.
e la riproduzione in fac-simile di 35x50 cm coi colori ormai alterati dal tempo, “sotto” una tavola coi colori dell’attuale edizione...

piccola “chicca”
l’edizione italiana del n 1 nonostante (presumo) abbia usato i file della Fantagraphics
differisce nei colori sia di tono che nelle sfumature
sarà per la carta diversa,
sarà per la diversa tipografia (?)
uno in Cina
(non sono a casa e non posso controllare dove è stato stampato il “nostro”)

ma, tornando alle vignette di qui:
le piccole variazioni possono essere dovute alla diversa carta e tipografia.
e forse i cosiddetti “lucidi” sono in realtà dei foto-lucidi o (PMT) come quelli US

p.s. da qualche parte si era parlato dell’edizione portoghese...
mi son ricordato che ero incappato nel loro sito per passaparola ma a differenza di quanto detto non è in B/N ma... in tono di grigi:
infatti oltre ai neri sono stati -retinati- i colori!!!
hanno quindi dei grigi in più!!!

Naturalmente se si vuole parlare di colori, si parli di colori.

Io attendo sempre la replica di Milone sulla questione che ha posto lui stesso.

Si arrende al nostro scetticismo generalizzato o ha altri argomenti?

(Anche se, per la precisione, fino a questo momento non ha portato ALCUN argomento a sostegno della sua tesi!)

Si, anche a me quella vignetta non pare sia ricalcata su lucido.
Per il colore, mi è venuto in mente perchè non avendo queste edizioni di Valiant della Fantagraphic, avevo la curiosità di sapere come è in realtà.Sauro ha detto che i colori sono nella norma.
Ora lo so: grazie per l'informazione. Però non penso di acquistarlo, l'ho già in mille salse.

Poi, poichè a me piace molto andare fuori tema ( non tutti sono capaci di farlo,eh...), ci tengo a dire che a proposito del Maggiore Gruber e del "Garage ermetico", storia fondamentale per la mia non formazione globale( io sono contrario alla globalizzazione), io moooltiii anni or sono chiesi a Moebius dove poi andava a finire il nostro Maggiore fatale dopo aver preso la metropolitana parigina alla fermata "Opera" in direzione "Baltard"( linea 8).
Se vi interessa , se qualche anima raminga anela alla conoscenza, beh, me lo chieda su questo post.
Che so, Sebastiano, Sauro, vi siete mai posta tale questione???

Preferivo Harzack, dove Meobius si sforzava di creare una storia.

Il Garage Ermetico era solo uno spreco di disegni.

Naturalmente il maggiore andava nel metrò alla ricerca di Zazie.

Si sa che hanno fatto sesso, quei due.

Io, però, Zazie l'ho mollata dopo le prime pagine. Mi annoiava.

Molto più divertenti e disponibili erano Alice e le altre amichette di Alan Moore, che tu invece hai odiato.

Certo, i disegni della moglie di Alan facevano schifo, ma i testi erano al livello di Watchmen e di From Hell.

Poi, se a uno non piace il genere...

Dubito che il Maggiore avesse a che fare, invece, con Belfagor. Altro tuo beniamino, Tomaso.

Da bambino piaceva molto anche a me perché era misterioso.

L'ho rivisto recentemente: una storia squinternata, assurda, da dimenticare.

Ancora più assurdo era Geminus, l'imitazione di Belfagor con Walter Chiari.

Certo, preso a pezzettini era bellissimo, ma la storia è stata scritta da un bambino di cinque anni.

Anzi, quattro.

Toh, il redivivo Sauro!

Diciamo che il concetto di Milone sembra voglia dire che non sempre cio' che si stampa è preso dagli originali. Comunque, ho visto disegnatori (non faccio nomi) che usavano i lucidi per disegnare o meglio ricopiare personaggi noti per conto sia di editori che di studi.

Qualche anno fa, da un venditore USA, comprai su ebay qualche pellicola (lucidi?) di Valiant con i registri di stampa a margine. Non si trattava di ricalchi. Ma oggi, con le tecniche computeristiche di riproduzione si fanno miracoli. Purtroppo, essendo in Italia, non posso visionarle in quanto le ho in Francia. Sarà al mio rientro.

E comunaue non mi sono dimenticato di Milone.

Quando lui faceva l'Intrepido Classic e io l'Intrepido normale (ammesso che il mio Intrepido potesse essere definito normale) gli rompevo sempre i coglioni.

Finché non ci spiega la faccenda dei presunti lucidi, continuerò l'opera.

Mi piace rompere i coglioni a Milone.

Toh, Nestore!

Grazie, nulla di più facile che recuperare gli originali degli anni trenta!

E' evidente che per Valiant non hanno usato gli originali: saranno dispersi e in parte distrutti.

Ma questo vale per tutta la produzione fumettistica dell'epoca, che io sappia.

Ciao, non conoscevo il problema della lucidatura, a me queste due vignette sembrano eguali. Sono proprio tanto profana?
Zazie dov'è, nel metrò?

E' vero Sauro.

Debbo dirti che anche a me "il garage ermetico" ha dato sintomi di noia.

Tomaso, perdonaci!

Zazie fu un escamotage "intellettualizzato" per mettere in mostra le bellezze di Parigi. Tra l'altro il personaggio prese ispirazione da Pinocchio.

Nel suo nuovo intervento in coda al post, Boschi sostiene che le tavole della nuova edizione di Valiant sono state allungate.

Più probabile che la vignetta in bianco e nero sia stata "abbassata" dalla King per i giornali che chiedevano un formato diverso. Oppure direttamente dal quotidiano che l'ha pubblicata (in bianco e nero: quindi poteva lavorare su una pellicola sola).

Mentre non ci può essere alcun motivo per allungare le vignette dell'edizione attuale, che non ha certo problemi di formato.

Cosa ne pensa Fortunato?

Che devo rispondere riguardo i miei amori fumettistici???'
"Garage ermetico " compreso.
e il mio rigetto per le porcate di Moor impegnato a vedere sesso dove in origine ( penso al povero Carrol, nato Dodgson) proprio non esisteva.
Rispondo cantando tramite la grandissima Piaf. Voilà!!
http://it.bing.com/videos/search?q=Edith+Piaf+Non%2c+je+ne+regrette+rien+you+tube&docid=4580386297282660&mid=EE112544279AC0B29645EE112544279AC0B29645&view=detail&FORM=VIRE4#view=detail&mid=EE112544279AC0B29645EE112544279AC0B29645

Uhm... a giudicare dalla sovrapposizione della didascalia con il disegno, direi che la versione "bassa" della vignetta è stata realizzata dalla King.

Proprio adesso ho confrontato le tavole della nuova edizione di Valiant con le foto dell’edizione originale a COLORI pubblicata dai quotidiani: le vignette hanno la stessa altezza.

Inoltre, i colori dell’edizione italiana sono presi dall’edizione della Fantagraphics, il che significa che pure questa edizione presenta vignette “alte”.

Ergo, anomala è la vignetta in bianco e nero, non quella a colori.

Milone, dove sei?

Anch'io possiedo pagine di Valiant pubblicate sui giornali americani.

A rientro controllo.

Butto lì un'ipotesi, il formato in bianco e nero era realizzato per i tabloid nati negli anni venti dopo il successo del "New York Daily News", i quali sono, in proporzione, più larghi ripetto ai quotidiani nel formato tradizionale.

Per la versione "allargata" delle tavole domenicali, le agenzie dovevano quindi tagliare le vignette in alto e in basso.

Ripeto, è solo un'ipotesi.

Ho aggiunto ancora un pezzetto di commento, rispondendo a Sauro, ma senza aver ancora letto i commenti 27 e seguenti.

Tutte queste valutazioni conducono, però, verso una direzione precisa. Nessuna delle due edizioni sarebbe una lucidatura, ma sono versioni diverse della stessa parte di episiodio.

E' possibile che esistano due diverse dimensioni delle tavole: più ampie (e originali) quelle previstre per i supplementi a colori, e un po' tagliate quelle destinate alle pagine dei quotidiani. La Fantagraphics si sarebbe servita di quest'ultima versione?


Qualcuno concorda con questi risultati?
Forse dovremmo poter mettere a confronto anche altre vignette.

Ma anche la Fantagraphics ha pubblicato le tavole a colori. Quindi non la seconda, ma la prima versione delle due.

Scusate, che cos’è precisamente la lucidatura di un fumetto?
Se è una cosa che per spiegarla ci vuole un commento lungo,
mi accontento anche di un link. Grazie.

Vuol dire ricalcare un fumetto originale su un foglio semitrasparente (chiamato lucido).

Grazie Saur.
Allora è una cosa abbastanza semplice,
però di precisione.
Sennò, se uno lo ricalca male, l'originale si sciupa,
ma anche la copia che vien fuori è diversa:
non è fedele. dico giusto?
E se la lucidatura
non è fatta bene è un grosso problema.

Il problema è che si perde la mano dell'artista originale e si vede quella del lucidatore, in genere un disegnatore di basso livello.

Per fortuna oggi i lucidi non si fanno più, anche se Milone sostiene il contrario.

Luca,
dubito che Foster "clonasse" le sue tavole:
erano gli editori a manometterle.
lo spiega anche Bill Wattersonnel suo Calvin & Hobbes:
le vignette erano studiate per poter essere "adattate" a più formati (gabbie)
rimontandole.

Valian è un pò anomalo ma ad esempio dalla tavola 376 del 23 apr 1944 Valiant viene "affiancato" da una storia parallela:
il Castello Medievale
che occupa la striscia inferiore
mentre nelle due superiori continua PV.

piuttosto:
non è stato detto da quale tavola proviene la vignetta dello "scandalo"

p.s.
ma avete visto che tipo di auguri fa la bambina alla destra di BN?

Sebastiano, si tratta della nona vignetta della prima tavola di Prince Valiant: 13 febbraio 1937.

In genere i disegnatori avevano dei ragazzi di bottega che curavano, su loro indicazione, le varie versioni delle tavole.

Se guardo bene le vignette 1-2 vedo bene le differenze.
Sa la prima delle due è un originale,
e se non era stata disegnata per restare in bianco e nero,
parte delle parole della prima e seconda riga sono state scritte
per essere comprese nella coloritura.
Mentre nella seconda vignetta colorata
ne sono state tutte completamente escluse.
La seconda vignetta è stata allungata verso il basso
e ricalibrata in alto togliendone una piccola parte,
ma modificandone comunque il disegno.

Buonanotte, sabato è andato.
Sebastiano, certo che ho visto, gli stessi auguri che io faccio a Brunetta.

Questa vignetta è quindi parte della prima tavola originale del Prince Valiant!
(La Valiant era una nave da guerra).
Erano i ragazzi di bottega che si occupavano anche dei lucidi, vero?
Nel 1937....quando ancora non esistevano i balloons.

Scusate, devo precisare: la vignetta che compare in questo post con la dicitura Valiantamericanojpeg (al passaggio del mouse)
è quindi parte della prima tavola originale del Prince Valiant!
(La Valiant era una nave da guerra).
Erano i ragazzi di bottega che si occupavano anche dei lucidi, vero?
Nel 1937....quando ancora non esistevano i balloons.

@Lorella
Perché fai gli auguri solo a lui? Ci hai una simpatia.... o è qualcosa di più?

Mauro:
“parte delle parole della prima e seconda riga sono state scritte
per essere comprese nella coloritura”

dubito che sia così:
una delle Ragioni per cui Hal Foster rigettò i balloon fù proprio per lavorare senza vincoli:
per non “macchiare” i suoi disegni

i testi poi, vengono inseriti prima della colorazione
quindi è improbabile che Hal facesse, o permettesse, un guacchio del genere!
tanto più che la colorazione è posteriore ai testi
negli originali

Marco:
“Erano i ragazzi di bottega che si occupavano anche dei lucidi, vero?
Nel 1937....quando ancora non esistevano i balloons”

no, i balloon già esistevano:
era Hal a non volerli usare.

per i lucidi...
sembra che persista un fraintendimento:
ci sono due tipi di lucidi
quelli fatti a mano e quelli fati con “foto”
il Photo Mechanical Transfer (PMT)
con cui si ottengono delle fotocopie

il PMT nonostante sia un procedimento fotografico perde COMUNQUE alcuni dettagli
tant’è che alla tipografia servono entrambe le versioni
l’originale per i dettagli
e il lucido per le “aggiunte”

il PMT fù usato da Hal per i colori

e a quanto pare alcune edizioni di Valiant di oggi sono ottenute da questi per la mancanza degli originali.

Saur,
quindi si tratta della nona vignetta della prima tavola del 13 febbraio 1937

quando vado a casa controllo
ma già da ora direi è che quella in b/n ad essere stata ritagliata
non quella a colori ad avere delle aggiunte...

Allora, io non ne avevo parlato subito perché credevo fosse pacifico che le tavole avessero (e hanno) diversi formati.

Il formato canonico è quello che qui vediamo a colori, che tiene conto dei successivi aggiustamenti per le altre versioni. Intendo dire che il disegnatore, sapendo che in una certa versione un margine verrà tolto, in quel margine lì disegna poca roba inessenziale.

La cosa è evidente soprattutto nel Tarzan di Hogarth, dove, nella tavola canonica, ci sono sempre ampi spazi semivuoti.

Nella fruizione delle tavole dobbiamo sempre tenere conto di questo aspetto.

A volte accade che gli editori amatoriali di oggi non trovino tutte le tavole canoniche di un dato personaggio, e le ristampino sfasate.

Per esempio, in “Batman: The Sunday Classics 1943-1946” della Sterling, che ho qui sotto gli occhi, si alternano tavole canoniche (grandi) a tavole tagliate (per renderle più “larghe” e “basse”).

Questo processo (Fortunato può correggermi) avviene a partire dagli anni venti, quando la nascita dei tabloid costringe al doppio fermato (e poi i formati aumentano ancora: orizzontali, verticali eccetera).

Proprio per questo, dagli anni venti in poi non vediamo più le grandi tavole a schema libero come quelle di Feininger e McCay, ma solo a strisce predefinite facilmente tagliabili nei margini e rimontabili nei diversi formati.

Un esempio di tavole domenicali a colori impostate in genere su tre strisce regolarissime formato lungo ( per poi poterle rimontarle senza taglio alcunoin verticale ) è quello rappresentato dal "Terry e i pirati " di Caniff.
Un metodo più pratico e intelligente, anche se era limitante dal punto di vista della struttura della tavola stessa, che non si poteva permettere irregolarità espressive.

Poi, in Italia, ricordo alcune storie di Jacovitti anni '40 inizio '50 che passando dal "Vittorioso" al formato leggermente diverso degli albi della serie "Giraffone", venivano sistemate da jacovitti stesso con tagli i ed aggiunte: "L''Onerevole Tarzan", ad esempio.
Ma sullo stesso "Il Vittorioso" la storia jacovittesca del "Giro della Risata", che inizialmente occupava un terzo della doppia pagina centrale, quando passò ad occuparne mezza pagina allargandosi un poco, costrinse Jacovitti ad aggiungere alle tavole già preparate -un paio - una striscia verticale sulla sinistra.In pratica una vignetta in più per ogni striscia della tavola.
Boschi che è allenato e poi ha "occhio" per queste cose, quasi certamente se ne sarà accorto .
Scrivo queste cose per tornare a cogitare su fumetti meno esotici, di matrice più paesana.

Per essere più precisi, questa storia de " Il giro della risata"che inizia su "Il Vittorioso del 1948" e prosegue nell'anno successivo, presenta la prima tavola allargata sul n°6 del 1949.
Non so se Franco Bellacci, che pur è attentissimo a questi particolari, habbia segnalato il fatto nel suo ponderroso saggio (ancora inedito) su "Jacovitti totale".

Insomma, ponderoso. Pietà per i miei costanti refusi di battitura.

Ahhhh, ho scritto "abbia" con la "h" davanti!!!
Mi ritiro per espiare in garage, dove la temperatura è sotto zero.


Cerco di riassumere, perché sono molto confuso (e sarò prolisso).


Gianni Milone sostiene che la recente edizione italiana del PV è ottenuta da "lucidi".


Non ho ancora ben capito cosa lui intenda per lucidi, ma, che io sapessi, erano dei ricalchi (o reinchiostrazioni) di tavole a colori, onde ottenere per una nuova stampa un nitido disegno di linea in B/N.
In pratica è come se uno, non potendo avere un dipinto, assoldasse un copista per farne un duplicato: per quanto bravo il copista confrontando le due tele le differenze saranno evidenti...


Milone ci posta quindi due vignette.
La prima è in bianco e nero ed ha il testo in inglese (un originale? un vecchia edizione yankee in B/N? dubito sia quella del portoghese Manuel Caldas, perché dovrebbe avere delle retinature)
La seconda vignetta è a colori e proviene certamente dalla recente ristampa italiana (NonaArte), che a me risultava realizzata con le pellicole della recente edizione della Fantagraphics, anche se stampata in formato lievemente minore.


Confrontando le due vignette, si scopre che quella in B/N è più piccola e manca di un pochino di disegno in altro e in basso (oppure, che quella a colori ha delle aggiunte di disegno in alto e in basso…)


Questo potrebbe essere perché, come ha spiegato Sauro, le agenzie di stampa americane fornivano ai giornali diversi formati dello stesso fumetto.
Se la differenza tra una full-page (tavola verticale) e una half-page (tavola orizzontale) è ovvia ed evidente, più subdola è quella tra una full-page (verticale in formato broadsheet, tipo il Corsera) e una tabloid (sempre verticale ma più piccola, tipo La Repubblica). Questi due formati, che sembrerebbero uguali, hanno spesso delle piccole differenze e la due vignette postate potrebbero essere diverse per questo motivo (ma se Milone non cita le fonti siamo sempre nel regno delle ipotesi).
Un po' il vecchio problema delle strisce giornaliere refilate:
http://testanellenuvolette.blogspot.it/2010/02/strisce-refilate.html
E non dimentichiamo anche che alcuni giornali pubblicavano delle tavole domenicali in B/N dentro l'edizione pomeridiana del sabato e che non sempre i supplementi settimanali erano in tetracromia (a volte si alternavano pagine a 4 colori con altre in B/N o in bicromia, come nei nostri vecchi giornalini).


Per fare un'edizione "perfetta" di un qualunque fumetto "sindacato", bisognerebbe avere gli originali (e le prove di stampa a colori). A volte, autori lungimiranti li hanno conservati e/o donati ad università (Caniff e Gray), ma di solito, una volta fotografati, con gli originali ci si puliva le scarpe (non è una battuta).
Per cui l'unica seria fonte per una ristampa sono proofs e tearsheets, ovvero le prove di stampa su carta patinata e i fogli di giornale (stampati su carta pessima a bassa risoluzione).


Come ha sempre giustamente scritto Sauro, il problema dei differenti formati inizia negli Anni Venti (precisamente nel 1919 con la fondazione del NY Daily News, il primo tabloid made in USA).
Prima, i quotidiani yankee erano tutti in formato broadsheet (credo che in italiano si chiamino "in folio")


Per concludere, il Photo Mechanical Transfer (PMT), non lo possiamo chiamare un lucido, ma piuttosto uno "stampone", ovvero una fotocopia in formato di stampa (ovviamente minore rispetto al formato del disegno originale), usata dall'artista (o da un suo aiutante) per fornire le indicazioni cromatiche al tipografo che preparava le proofs (colori ottenuti non con la fotolitografia, ma con il più economico metodo Benday):
http://testanellenuvolette.blogspot.it/2013/09/le-antiche-magie-del-benday.html

http://www.recoverings.com/blog/art-artists/tarzan-the-sunday-comics-1931-1933-part-2-tarzan-and-the-ben-day-men-or-the-mechanics-of-color-in-the-sunday-comics/


Comunque, tutti noi (tanto per dire) abbiamo visto Steve Canyon (fin dai tempi delle ristampe sullo Steve Canyon Magazine) con il disegno che sporgeva fuori dalle vignette ad uso dei vari formati.

Grazie, Fortunato!

Altri contributi sul tema si trovano anche nel post successivo:

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/12/foster-hogarth-e-i-fumetti-ritagliati.html

Ma il tuo riassunto è così efficace che lo replicherei all'interno del pos.

E via, verso nuove lucidature!


L.

C'è modo di disinserire MessaggeroTV? Mi dà sui nervi mentre cerco di leggere il post

Sebastiano, grazie per i chiarimenti.
Continuo a seguire con interesse la vostra discussione.

Gli americani fornivano agli editori italiani
le patinate, i quali spesso facevano adattamenti ai propri formati.

Comunque, alcune edizioni della Fantagraphics presentano la colorazione acquerellata fatta da Conti per le sue edizioni.

In Francia, alcuni anno orsono, fecero una ristampa di Prince Valiant con tutta la colorazione di Hal Foster.

Una colorazione straordinaria.

Addirittura il bianco e nero veniva realizzato compendiandosi con il colore.

Gli americani fornivano agli editori italiani
le patinate, i quali spesso facevano adattamenti ai propri formati.

Tomaso:
"Un esempio di tavole domenicali a colori impostate in genere su tre strisce"

anche Hal dovette capitolare in Valiant
a un certo punto "adotto" il formato a 3 strisce
dapprima inserendo ogni tanto vignette alte 2 strisce
poi, verso la 700 (?) le rigide 3

Nestore: ma questa edizione di Valiant con i colori di Foster non è.
,anche solo in parte rintracciabile?
Finalmente si potrebbero vedere quelli originali, perché quelli della Fantagraphics mi danno l'impressione di essere complessivamente troppo contrastanti, Se Foster li acquarellava, l'effetto dovrebbe essere più soft.
Mah, son tutte illusioni, sono solo ristampe, copie che scimmiottano l'estro coloristico di Foster.

io ho gli inserti domenicali di "The overseas Famili COMICS", ottobre 1965.
C'è anche la pagina di Valiant, ma rossi e gialli sgargianti non ne vedo.
Va beh che siamo nel 1965.....

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