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JACOVITTI IGNOTO

Alice di Jacovitti

Non è questo bello Jac carroliano, inviato(ci) dal sempiterno Tomaso Turchi, lo sconosciuto "Lisca di Pesce" indicato nel titolo.

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E' invece quello che, per interposta persona, mi giunge dal long time friend & colleague Simone Frasca, che ringrazio.

Dunque, il nostro Benitone avrebbe disegnato qualcosa (un affresco? Un murale?) sulla parete interna di un edificio, subendo l'ingiuria di essere stato imbiancato di nuovo.

Il gruppo di amici fiorentini ai quali Simone fa capo, in particolare Paolo Piccardi, sono benemeriti anche solo per avercelo fatto sapere.

ma cosa si può fare, adesso? Non si tratta di un affresco, al 90%.
Quindi, il recupero penso sia ben più arduo se è un semplice dipinto su muro, scrostabile e amalgamabile con la vernice del rimbianco (posso informarmi presso restauratori che conosco molto bene, avendo lavorato, lì a Firenze, a riportare alla luce quello che sarebbe il primo ritratto di Dante, in Via del Proconsolo.

Qualcuno sa, per conoscenza diretta o per aver ascoltato la testimonianza di qualcuno, dove sarebbe stato specificamente ubicato il dipinto? Su quale parete, a quale altezza?

Borsa

Toh, guarda il nostro libro in vetrina della Borsa del Fumetto di Nessim Vaturi.

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LA NOTTE DI JACOVITTI (parte seconda), di Franco Bellacci

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UN LIBRO RITROVATO DI WALTER FACCINI (WALTI)

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SERGIO TULIPANO INTERVISTA CARTOONIST GLOBALE, SU JACOVITTI, GOTTFREDSON E SUPERGULP. CON UN CONGRUO BONUS SU DUBOUT

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Commenti

Ecco, tanto per cambiare il messaggio si è autocancellato.
Non so se succede anche a voi. Io credo che dipende molto da cosa è stato usato da Jacovitti per fare quel disegno sul muro. Fosse stato a carboncino, per esempio, potremmo salutarlo per sempre.
A tempera non saprei. Se sopra ci hanno spalmato/spennellato il Ducotone, che c'è da sperare?
Ora, mi sembra importante anche cercare di stabilire in che anno sarà accaduta la cosa. Subito dopo la guerra? Sono sempre più di 60 anni fa...

Grazia Scali ha scritto su FaceBook " Lo sapevate che jacovitti era un Arbëreshë?"
Io, nella mia ignoranzona, ignoravo che cazzo fosse un coso così, pensavo a una malattia... Poi ho visto su Wikipedia:

Gli arbëreshë (sono una minoranza etno-linguistica albanese stanziata storicamente in Italia.
Provenienti dall'Albania, si stabilirono in Italia tra il XV e il XVIII secolo, in seguito alla morte dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skanderbeg e alla conquista progressiva dell'Albania e di tutto l'Impero Bizantino da parte dei turchi ottomani La loro cultura è determinata da elementi caratterizzanti, che si rilevano nella lingua, nella religione, nei costumi, nelle tradizioni, nell'arte iconografica, nella gastronomia, ancora oggi gelosamente conservate, con la consapevolezza di appartenere a uno specifico gruppo etnico

A volte, una mano di pittura è servita a preservare gli strati sottostanti

Jacovitti si trasferì a Roma nel Novembre 1946, almeno, così recita la vulgata. Che poi nasce dalle sue molteplici e a volte fantasiose interviste.
Quindi il supposto disegno jacovittesco non dovrebbe essere posteriore a quella data.
Su un muro, a secco, si può lavorare con qualsiasi tecnica.Se invece il muro in questione fosse stato fresco d'intonaco, beh, allora sarebbe stato necessario usare gli appositi colori resistenti alla calce ancora viva.
Mah, staremo a vedere!

Per quanto riguarda l'ascendenza albanese del nostro Jac, si, risulta che fosse proprio così.
In una delle sue interviste, Jacovitti dichiarò che fino all'età di sette anni la sua lingua madre fu l'albanese.
Su questo particolare io non metterei la mano sul fuoco.

A chi interessa... venerdì 18 ottobre ci sarà come al solito, il 3° venerdì del mese, la pizzata dei fumettisti.
Ci troviamo al ristorante Capri in piazza Oggioni, 6 a Villasanta.

Dato che non è possibile stabilire il numero esatto dei partecipanti, per cortesia mandatemi una e-mail o chiamatemi ai numeri 039 5962111-039 5962495 oppure al 339 8159160 per la PRENOTAZIONE.
Grazie


Ristorante Pizzeria Capri
20058 Villasanta (MI) - Piazza Oggioni, 6
039 302190

Altra notizia, ma non riguarda questo famigerato dimìpinto ridipinto.
E' invece sul fatto che, annuncia Smoky Man, sabato scorso, 12 Ottobre, durante il New York Comic Con e dopo un'attesa che definire leggendaria è un eufemismo, la Marvel ha annunciato che a partire da Gennaio 2014 inizierà finalmente a ristampare Miracleman, portando anche a compimento la run in sospeso scritta (mille mila anni fa) da Neil Gaiman per i disegni di Mark Buckingham. Che dire se non... meraviglioso miracolo!!!

Mi chiedo, anche Arbore (pugliese) era albanese, o così la sua discendenza, o meglio i suoi avi? Imparo queste cose da Paperin Meschino, dove si legge che tra Puglia e Albania c'erano legamio stretti. Ne era Re Milone Paperone.
"Arbore" potrebbe essere una storpiatura di " arbëreshë".

Lo chiederò a Grazia Scali.

ciao Luca e grazie come sempre delle tue news... ma nel tuo post qui http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/10/a-palazzo-guinigi-tomorrow.html come sarebbe a dire... "l’acquisizione del ramo di azienda dei periodici Disney"??? allora non è solo cessione di licenze??

Elisabetta :
“Gli arbëreshë (sono una minoranza etno-linguistica albanese stanziata storicamente in Italia”
e
“Mi chiedo, anche Arbore (pugliese) era albanese, o così la sua discendenza, o meglio i suoi avi?”

ITALIANI.

l'Italia è il prodotto di diversi popoli e culture.
che in alcuni luogni si sono fuse mentre in altri "sopravvivono" RELITTI del passato.

ho sentito che qui in Italia di alcuni paesini sperduti di cultura albanese:
per quel che vuol dire:
se non ci si vive non è possibile capirne l'entità.

OGGI in Italia è l'italiano la lingua e la "cultura" ma, e di certo è così nel resto del mondo, in casa si parla il dialetto dei nostri padri, in realtà quel poco che è sopravvisuto.
l'italiano è la lingua dei rapporti sociali ma è il dialetto che ci IDENTIFICA!
è col dialetto che si parla con chi si "conosce" di più.
è una forma di intimità.
l'italiano è in alcuni casi freddo e impersonale:
manca di modi di dire familiari o manca di parole che esprimono l'ANIMA della persona.
ci sono parole del dialeto difficili da rendere in italiano anche con intere frasi!

Elisabetta,
ti chiedi se Arbore, pugliese, è albanese.
!!!
solo perchè l'Albania è la più vicina alla Puglia non vuol dire che altri popoli non siano mai APPRODATI sulle coste pugliesi.
la Storia è lunga millenni!
i greci hanno fondato città in tutto il meridione fino a Roma e anche oltre.
(nella puglia c'è addirittura una zona chiamata La Grecia [gresia] Salentina)
e, Mamma li turchi? dove li mettiamo?
e gli arabi?
che ci hanno portato lo zero? (anche se non loro)

: i discendenti nati in un Paese sono della nazionalità di quel luogo.
non capisco perchè alcuni chiamino, indicano, negli US quelli di pelle nera con "afroamericani"
afroamericano era il primo FRUTTO di tale incrocio ma i loro figli sono SEMPLICEMENTE -statunitesi-
o, usando il termine generalizzante, americani.

lo Jacovitti si può recuperare a secondo dello stato dell’intonaco e della tecnica usata per eseguirlo
ma bisogna anche sapere dove stà.

come dice Willi:
“A volte, una mano di pittura è servita a preservare gli strati sottostanti”

quindi ci sono buone possibilità di recupero.

ho sentito che le pareti affrescate di un’intera chiesa furono imbiancate e poi riportare alla luce...
quello che ne restava.

in un altro caso sotto la calce fu rinvenuto un altare in oro.

chissà quanti tesori sono “sepolti” sotto la pittura e quanti rischiano di finire nell’oblio:
sentii che un pittore aveva dipinto tutte (o quasi) le pareti di casa; alla sua morte il figlio le voleva imbiancare perche i nudi lo infastidivano!

Buonasera, sono il Sig. Sindaco di termoli.
Non ho più ricevuto vostre spettabili notizie a riguardo monumento Lisca di Pesce rampante a cavallo con salame brandito.


Con una commissione ristretta del mio assessorame, durante la riunione del 12 c. m., abbiamo discusso doviziosamente curca la materia in cui scolpire la suddetta statua.
Rilevando che nel presente blog qualcuno ebbe da eccepire circa l'impiego del bronzo in luogo del travertino, sono a chiedere lumi in materia, elemosinando vieppiù un suggerimento atto a porre in essere nella maniera più consona l'opera erigenta.


Tanto dovevo, distinti saluti e felicitazioni.
-


Sig. Sin.co d.i Term.li

riguardo la parete dipinta: sulle opere murarie si parla a sproposito di affresco, ma oggi nessuno si sogna di affrescare le pareti. E' una tecnica complicatissima e ci vuole molta esperienza, in quanto va effettuato sulla parete ad intonaco fresco su cui si danno i colori costituiti da pigmento (polvere non solubile) "non legato" ma sospeso (non diluito) in acqua... è una tecnica difficilissima che nessuno usa... Se fosse stato realizzato "a fresco" sarebbe stata una passeggiata recuperarlo, perché il pigmento in fase di asciugatura del'intonaco viene praticamente inglobato (è l'intonaco che fa da legante) e quindi i successivi strati di pittura si sarebbero potuti rimuovere facilmente sverniciando il muro. E' invece certo che il dipinto murale sia stato realizzato con tempere (meno probabile con oli). Se il muro e gli strati di intonaco e pitture su cui fu realizzata l'opera era solido, e non spolveravano, è molto probabile che il dipinto di Jac sia ben aggrappato e sia ancora presente. Il problema è che è molto probabile che i colori usati da Jac siano chimicamente simili a quelli usati per imbiancare le pareti successivamente e quindi i solventi da impiegare per la rimozione degli strati di pittura potrebbero portare via l'opera di Jac per sempre. Si potrebbe procedere in alternativa a secco, sperando che gli stati successivi non siano ben legati all'opera; per capire, però, che tipo di intervento, la fattibilità e i costi occorrerebbe fare dei saggi...

Ciao, Michele.

innanzitutto, bentornato!
Era un po' che non ci leggevamo, tra l'altro come forse hai visto, in Rai avevo risposto a quella provocazione sul "Topo napoletano" che era presente anche in un sito/blog da te segnalatomi anni fa.


Quello che scrivi conferma i miei sospetti sulle difficoltà di recupero del "dipinto" (ammesso che sia tale, potrebbe essere stato anche qualcosa di meno).
Spero che Simone Frasca o i suoi amici possano racimoltare qualche informazione in più in merito.


Grazie per l'intervento tecnico!

bentrovati, è vero sono stato colpevolmente assente... purtroppo non ho visto il tuo intervento in RAI (when?) ... mi incuriosisce sapere dove e a che proposito: il blog a cui fai riferimento era un mio vecchio blog, un blog agostano, frutto del caldo torrido di quell'estate, discioltosi ai primi freddi...

Già... Non sapevo se si poteva rivelare che c'eri tu dietro quello pseudonimo.
Ma esiste ancora?
O va rubricato nell'agosto 2007 e stop?
Mi sembrava fosse durato un po' di più.


Forse lo scriverò anche nel blog quell'affare del Topo regalato a Walt da questo signore che si chiamava come Topolino ma in napoletano e che gli regalò una bottiglia a Kansas City con quell'etichetta già incollata.

Non sapevo che fossi restauratore, peraltro!

a proposito di questo, mi hai dato un'idea... e ti ho scritto in privato...

ma si usa ancora il mordente o si è passati all'impregnante?

Sebastiano, è una battuta o la domanda è seria?... nel secondo caso, sono due sostanze che hanno usi diversi

Tornando all'illustrazione che apre il post, " Jacovitti" che illustra Alice in wonderland, devo dire che è una delle più riuscite .
Ora che Bellacci mi ha generosamente passato tutte le illustrazioni, un piccolo discorso si potrebbe fare. Che ne dite appassionati di Alice & dintorni???

mordente,
era una mezza battuta.
: siccome di mordenti cè ne per tutti i gusti tra cui un "falsificante" per legno.

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