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GINO D'ANTONIO, NOEL SICKLES E LA GAIA BRIGATA

Noel Sickles

Tif626

Facciamo slittare a un qualche giorno della settimana che viene il post su Lyonel Feininger, che va ancora forte e miete commenti e consensi dalla critica.
E cerchiamo di fingere d'essere al passo coi tempi, affinando tutte le armi epesegetiche tesaurizzate durante qualche decina di notti insonni passate a studiare sequential art, in mancanza di meglio.

Scorchy Smith book 2

In seguito alla discussione scatenatasi in questi ultimi tempi in coda a questo miserando post su Don Rosa e Neil Gaiman, Tomaso Turchi ci aveva inviato nell'ormai rimpianto mese di luglio qualche immagine di Gino D'Antonio.
La embeddiamo, senza troppi convenevoli, affiancandola ad altre illustrazioni magnifiche di Noel Sickles, un disegnatore di razza conosciuto soprattutto come ispiratore di Milton Caniff e, in un altro contesto, di Alex Toth (come lo stesso Alex ha dichiarato) e di Hugo Pratt (idem, ma a distanza rassicurante).

Noel Sickles

Di Noel Sickles (1910-1982), sopra in foto, è l'illustrazione di apertura con la solare ragazza dai lineamenti appena accennati, realizzati con pochi tratti di pennellino, contrastante con lo sfondo e gli altri personaggi dell'illustrazione, più in ombra, sfumati nel loro tratteggio.

Sua è anche questa, molto moderna, che ritrae una scena della torbida Germania Est.

East Germany

E sue queste immaginette (non votive), che fungono da commento a racconti e articolesse in una rivistella che, ci comunica Fortunato Latella, non è paragonabile al Reader's Digest dei poràcci.

E così ha criticato l'estensore di questo articolone, il quale non è un critico agli occhi dei più, Daniele Brolli compreso.

Writer's Digest (June33) p.21

Come si può vedere, in queste mie timede affermazioni mi sforzo di essere critico, di criticare i fumetti, ma per essere un critico blasonato ci vuol altro, bisogna tenere dei seminari universitari o flirtare con i tenutari, altrimenti ciccia.

Writer's Digest (Aug33) p.25 (crop)

Questa illustrazione di fantasmino secondo me non è fatta bene, da Sickles.
Ecco, che ho criticato.
Come sto andando?

Vabbe', magari aveva fretta, bisogna aprirgli un po' di credito.
Lo so, i critici sono spietati, il tesserino te lo danno quando hai sparato a zero come "quello che aveva il tuo identico cuore ma la camicia di un altro colore" nella canzone di De Andrè.

Di Caniff (che piace a chi critica la critica) è invece la pin-up "omaggio" disegnata per una destinazione specifica, ma legata al ciclo di Male Call. E' una gioia per gli occhi anch'essa, che pongo in chiusura dell'acritica sbrodolata odierna.

A proposito del D'Antonio d'annata fornito da Tomaso, siamo sul n° 39 del Vittorioso del 1951,con la storia Il trasvolatore delle Alpi.

Ci sono sintonie con gli altri Maestri venuti dal di là dell'Oceano?
Forse sì. La parola a chi vuole prenderla.
Di certo, Sickles è stato ed il punto di riferimento di molti.

Indubbiamente, però, soffre di scarsa notorietà presso i fumettisti giovani d'oggidì, il che gli impedisce, com'è logico, di disseminare l'universo di eredi grafici capaci di far garrire il vessillo sicklessiano a pro di ampie generazioni future di lettori.

Tomaso ha dovuto scegliere una puntata del Vittorioso stampata verso l'esterno, altrimenti con l'annata rilegata sono pasticci...
I fuori registro sono onnipresenti, quindi pazienza.

A chi assomiglia, chi può richiamare qui D'Antonio?? Mah??

D'Antonio sotto

La rivista dell'Anafi Fumetto si è occupata di D'Antonio con l'intervista sotto, qualche anno fa. La recuperiamo sfruttando un bel lavoro di ricerca compiuto da Matteo Sonz.

Cover Fumetto

Tamagnini e Sonz

Per il divertimento di Sauro Pennacchioli, propongo un paio di video di Gnappetta, leggermente tamarri, ma tutto sommato diligentemente informativi con punte didattiche, almeno per alcuni cabarettisti che desiderino studiarsi la tipologia di questa categoria femminile o per alcuni critici di comunicazioni di massa.

Male-Call-book-sample_Page_04

ALTRI ACRITICI LINK IN QUALCHE MODO CORRELATI

HUGO PRATT E ALTRI CARTOONIST(S) IN ARGENTINA

DON ROSA E NEIL GAIMAN AL COMIC-CON

GUSTAF TENGGREN A FIRENZE

ZELDA FITZGERALD ALLE OBLATE (FIORENTINE)

MOEBIUS DISEGNA CON HUGO PRATT, CLAIRE BRETECHER, MARCEL GOTLIB, PHILIPPE DRUILLET, JIJE', JEAN-CLAUDE FOREST

UNA GALLERIA DI GUSTAF TENGGREN

SEMINARI SU FUMETTO, ILLUSTRAZIONE E CINEMA D'ANIMAZIONE: DA VENERDI' 10

UN SEMINARIO ALLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI COMICS

STORIA DEL FUMETTO, DELL'ILLUSTRAZIONE E DEL CINEMA D'ANIMAZIONE

I PREMI DEL FUMETTO: ONORE A DEL CONNELL

Commenti

Se posso criticare il critico, i disegnini di Sickles non vengono da una "rivistella paragonabile al Reader's Digest dei poràcci", ma dal Writer's Digest, una nota rivista mirata agli autori e non ai lettori (con consigli per i principianti e informazioni per i professionisti), fondata nel '20 ed ancora in vita.


Il disegnino del fantasmino non è un granché dato che si tratta di quelle che gli yankees chiamano "spot illustrations", disegni che accompagnano un testo redazionale e che di solito sono pagati pochissimo (presumo che Sickles l'avrà sparata in 4&4=8).
E si tratta di un lavoro del 1933, non certo di un lavoro postbellico, quando NS era entrato nel giro grosso...
Se proprio vogliamo criticare, ci sono alcune sue illustrazioni pubblicitarie dei '50 abbastanza insipide, per quanto tecnicamente indiscutibili...


E, a proposito di Reader's Digest, proprio da lì viene la bella signora in abiti western (un pezzo notevole nella sua sintesi).


Interessante l'immagine tripla, che potrebbe essere uscita da Lustige Blatter o da altre riviste germaniche, di cui Sickles era chiaramente un avido lettore.


Per ciò che riguarda Pratt-Sickles non credo che la loro distanza fosse così rassicurante.
Guarda questa vecchia pubblicità della Cocacola:
http://tinypic.com/r/28s54ec/5


E, il buon Natale Falcetti aveva anche fatto da political cartoonist: ho visto circa un centinaio di sue vignette come questa (qualcuno riconosce il mentuto signore?):
http://tinypic.com/r/168e9ee/5

Solo per capire la dedica, cosa c'entro con le tamarre?

In attesa della risposta, devo dire che Gnappetta è molto brava, molto espressiva.

Sicuramente è meglio delle raccomandate della televisione, che per dire la metà delle cose hanno bisogno di dieci autori (raccomandati anch'essi).

Il fatto che non sia molto colta mette ancora più in evidenza la sua intelligenza e le sue capacità naturali.

Naturalmente Hugo Pratt ha molte facce, i suoi disegni spaziano dal 1945 al 1995 circa.......
Se prendiamo le sue tavole de "La ballata del mare salato",( una scelta bisogna pue farla9 che ebbi modo di guardare per bene nel 2011 nella nota mostra parigina, ebbene, io penso sempre di più a Caniff che a Sickles.
Sickles è stato un precursore, ma la mia idea è che lui e Caniff si siano influenzati a vicenda.
Ci sono tavole di "terry e i pirati" dove c'è la collaborazione dei due, Sickles in genere agli sfondi, ricchi di ommbreggiature,la jungla con lo sfondo di acque di un fiume serpeggiante: molto suggestivo, integrazione perfetta(lacrimuccia di commozione).

L'affascinante signora in abiti western la trovo a pagina 108 del conturbante saggio( lo amo svisceratamente, il suo fascino, anche oggettuale, mi travolge) "Scorchy Smith andn the art ecc, ecc, IDW publishing, San Diego California.
Risale, l'illustrazione, al Maggio1955.

Si tratta di una delle illustrazioni del libro "condensato" THE SEARCHERS di Alan Le May, da cui John Ford trasse il film Sentieri Selvaggi.

Sempre a pagina 108 del saggio prima citato, si parla di "printer's proof".Cioè, prova di stampa.Che vorrà mai dire?
Che poi sul libro condensato che cita Fortunato, l'illustrazione potrebbe non essere proprio così?
Mah?? Mistero.

I più influenti disegnatori dei fumetti in stile realistico sono Hal Foster e Noel Sickles (attraverso la sua collaborazione non accreditata con Milton Caniff).

La precedente tradizione del fumetto comico, iniziata dai disegnatori satirici che hanno creato il fumetto a fine ottocento, era arrivata anch’essa a una sorta di realismo con il Captain Easy di Roy Crane, ma quando i syndacate si sono buttati sulle strip ispirate alle pulp hanno puntato sullo stile degli illustratori delle riviste (riviste che all’epoca utilizzavano poco le foto).

Bisogna tenere presente che, di norma, gli illustratori lavoravano su foto che scattavano ai loro modelli (soprattutto modelle). Di conseguenza, usassero o meno modelli, i disegnatori dei fumetti di questo nuovo genere realistico avevano uno stile fotografico.

Foster, che era un illustratore egli stesso, è portatore di una linea essenziale, soprattutto con Tarzan. L’effetto era come se ricalcasse i contorni delle figure dai negativi proiettati dall’episcopio (le foto ridisegnate, di norma, non venivano sviluppate). Al contrario Sickles, filtrato da Caniff, cercava di riportare gli effetti chiaroscurali della fotografia. Due sottostili diversi tipici delle illustrazioni delle riviste che hanno influenzato anche gli autori successivi.

Anche se Foster era comunque un grande disegnatore, capace di disegnare benissimo anche senza fotografie, dubito che Sickles fosse altrettanto capace.

Avrei preferito che la tradizione del fumetto fosse continuata dal Roy Crane degli anni venti, come è successo in Giappone (dove hanno ignorato Foster e Sickles) e, in parte, in Francia. Anche se magari lo hanno fatto senza ispirarsi direttamente a Crane, ma ad altri autori americani coevi. Chi da Crane partiva sicuramente erano gli autori dei comic book, a partire da Jack Kirby, pur influenzati anche da Foster e Raymond.

Perché avrei preferito questa soluzione? Perché così i disegni dei fumetti sarebbero stati più creativi. Non ci si sarebbe limitati a “inchiostrare” le fotografie, come fanno soprattutto diversi autori odierni. Ormai non solo europei e americani, ma anche giapponesi.

"Printer's proof" vuol ovviamente dire che l'illustrazione del volume IDW non è stata ottenuta scansionando l'originale o scansionando una copia del libro, ma scansionado una prova di stampa.


Proprio nessun mistero

Ormai ho talmente assuefatto Fortunato, che neppure protesta più.

Scusa, Sauro, ma tutto il triamcinolone preso nelle ultime settimane mi ha reso capace di sopportare anche te.


Ovviamente, sono in totale disaccordo: se c'è un disegnatore non fotografico quello è Sickles e, comunque, perché tanto astio verso i ricalca-foto? A me interessa il risultato, non come lo si ottiene. Se Ken Bald (lui sì, un vero disegnatore fotografico) mi dà un disegno soddisfacente, che mi frega se gli è servita una polaroid e un episcopio?

Ecco, mi piacerebbe che qualcuno commentasse questa tua affermazione.

Ciao a tutti, questa è la prima volta che vi “scrivo" .
Sono una grande fan di Phineas e Ferb e il personaggio che ammiro di più e preferisco è Candace.
Volevo chiedervi se la trama di questo cartone animato fosse tratto da una storia vera, ma quando ho sentito la storia di una mia amica e letto gli ultimi due commenti nn ho capito più nulla...
Potreste raccontarmela per bene?
Grazie un bacio a tutti voi!!!!

Evviva Gnappetta, abbasso Hugo Pratt!
Vosa c'entrano?
Be' una mi piace e l'altro no. Tutto qui.

Comunque è evidente che il disegno di Sickles sotto il titolo sia stato tratto da una foto.

Ritrae l'onorevole Laura Boldrini da giovane.

Una prima verità più una seconda verità fanno due verità (una e due).

"...perché tanto astio verso i ricalca-foto?...Se Ken Bald (lui sì, un vero disegnatore fotografico) mi dà un disegno soddisfacente, che mi frega se gli è servita una polaroid e un episcopio?"

fortunato,
perchè i ricalca foto non sono disegnatori.

le foto servono come "documentazione"
come "ancora" alla realtà
ma devono essere usate per fare dei "ritratti":
vanno copiate a MANO così che la "mano" dell'artista la personalizzi e CORREGGA i difetti di una foto.
uno dei quali è...
l'anatomia!
sembra assurdo ma se si ricalca, si lucida, o si usa l'episcopio, la foto di una donna, l'anatomia senbra irreale, inesistente.
bisogna ritoccarla per "aumentare" la massa muscolare, o meglio, per evidenziare i muscoli, le rotondità, che altrimenti spariscono!
in pratica: è necessario "tornirla"!

ma anche gli edifici vanno ritoccati:
linee troppo perfette vanno bene per il disegno tecnico non per il fumetto o un'illustrazione: vanno rese "grossolane" per dargli un'anima!

i mezzucci che ho elencato servono solo per accellerare il lavoro non per SOTITUIRE l'artista!!!

un disegno può essere più o meno realistico ma deve essere la capacità dell'artista a renderlo tale non la "FOTOCOPIA" di una foto!

Buongiorno, è vero che assomiglia alla Boldrini. Voglio cambiare discorso, riprendendo l'iniziativva di una collega. Noi che ci occupiamo di promozione alla lettura dovremmo avere chiaro in mente che il contesto nel quale operiamo, al di fuori di certe "isole" è sempre unicamente, ahimè , quello delle cretinate scioviniste berlusconiane.

E visto che siamo in tema (in questo tema), se volete firmate qui https://www.change.org/it/petizioni/real-time-bloccate-la-messa-in-onda-del-programma-guardaroba-perfetto-kids-teens#share


"Guardaroba perfetto" in onda su real Time è dedicato alle ragazze dai 6 ai 15 anni. Nel programma, bambine e ragazze vengono coinvolte ne “Il gioco.
Poi ci rileggiamo.

Una notizia funesta, scusate. È morto lo scrittore Alberto Bevilacqua. Aveva 79 anni. Mi spiace molto.

Ti sei in buona parte risposto da solo, Sebastiano: anche i ricalca-foto sono artisti, perché quando vai a "ricalcare" una foto la devi correggere e sicuramente un buon ricalca-foto (come Ken Bald) sapeva dove tirare le sue linee per ottenere il risultato migliore e, naturalmente, quelle linee le tirava a mano libera (l'unica ipotesi alternativa è il fotoromanzo).


Se do la stessa foto da ricalcare a dieci disegnatori diversi ne otterrò dieci disegni diversi (probabilmente, anche molto diversi).


Se devo scegliere tra un brutto disegnatore che usa un modello dal vivo (ma ne esistono più?) o realizza un disegno di maniera (andando, per così dire, a fantasia o, meglio, a memoria) e un disegnatore che lavora bene con le polaroid (Ken Bald, Stan Drake, Sergio Zaniboni, etc.), scelgo, ovviamente, quello che dà il risultato migliore, qualunque sia il mezzo che ha utilizzato.


Polaroid e episcopio non sono strumenti che sminuiscono un artista, come non lo erano gli strumenti ottici dei tempi remoti (la camera ottica o quella griglia che si vede usare nel film di Greenaway "The Draughtsman's Contract" e che non ricordo mai come si chiama).

Sì, scusate se sono andata OT, presa dalla foga. Sono anch'io d'accordo con Fortunato sull'uso di qualsiasi strumento che renda un risultato finale migliore. Volevo già scriverlo prima. L'importante è quello che il lettore trova stampato non il procedimento per arrivare allo scopo.

Se prendiamo Crane, Hergé, Otomo, Kirby o Moebius, vediamo bene che il disegnatore di fumetti non è un ritrattista, ma uno storyteller.

Cioè, uno che racconta storie per immagini.

Cosa che i fotografari, più o meno bravi, non potranno mai fare del tutto. Andavano bene per le illustrazioni, appunto.

Per gli italiani, tra i non-fografari abbiamo Dami, Magnus, Pazienza, Enoch...
insomma, gli artisti.

Fate vedere un fotografaro qualsiasi, anche un americano molto bravo, a un critico d'arte: si rifiuterà di commentarlo.

La fotografia è la fine del fumetto.

Il critico d'arte snob...

Comunque, Hergé era un fotografato, come tutta la sua scuola (o, forse, le foto fatte per gli sfondi non valgono).

Secondo il noto pittore realista David Hockney, una caterva di vecchi maestri si serviva di ausili ottici (Ingres, Vemeer, Van Eyck, Brunelleschi, Caravaggio, Lotto, Velasquez, Hals).

Aggiungo anche un gustoso aneddoto, sulla reale possibilità di riconoscere un disegno fatto partendo da una foto.


In una vecchia intervista a Neal Adams, si parlava della famosa serie Green Lantern - Green Arrow.
Riferendosi al personaggio del vecchio che rimprovera a Lanterna di non essersi ami occupato della gente dalla pelle nera, l'intervistatore sottolineava come si trattasse di sicuro di un'immagine in cui era stato usato un modello fotografico.
Adams gli rispose che quel vecchio così fotografico se lo era inventato e che i modelli fotografici li usava quando faceva i fumetti pubblicitari o la striscia di BEN CASEY, dove lo pagavano bene...

Infatti, la produzione pubblicitaria e stripparola di Neal Adams è infinitamente meno inventiva di quella per i comic book.

Un ultima cosa (poi vado a lavurà).


Dimmi se questo disegno è fotografico:
http://tinypic.com/r/t9cleg/5
Scommetto che penseresti di sì, ma, essendo opera mia, ricordo bene che si tratta di una figura di totale fantasia.

Io parlo di storytelling, quindi non mi interessa come sia stato fatto quel ritratto.

Lo storytelling dei fotografari è penoso.

Inoltre non possono inventarsi nulla.

Neanche una scena con i personaggi aggrovigliati, figuriamici un personaggio fantastico o un mondo immaginario.

Ma anche il mondo reale deve essere trasfigurato dallo stile dell'artista: si prenda Kirby o Ditko, le loro due New York non sono la New York delle fotografie.

Quindi lo storytelling di Stan Drake o di Len Starr sarebbe scadente.


Raccontala a un altro, please...

Drake e Starr sono due grandi autori anche se ricalcano foto. Sarebbe stato meglio, comunque, se avessero usato la fantasia, così ci avrebbero regalato i loro personali mondi immaginifici.

Non solo i disegnatori comici come Jacovitti rielaborano totalmente la realtà, lo fanno anche i disegnatori realistici che non ricalcano foto.

Si possono realizzava anche cartoni animati ricalcando film, come faceva Ralph Bakshi. Anche realizzati da Drake o da Starr, rimarrebbero cartoni ricalcati da film.

Purtroppo i disegnatori di oggi danno retta a te, Fortunato. Ricalcando le foto si fa prima e si ottengono subito risultati che necessiterebbero anni di impegno. I risultati, però, sono quelli che ho descritto.

Enoch usa le fotografie - e pure male - non ha mai risolto le anatomie "distorte" fotograficamente. Basta vedere come in tutti gli albi finora disegnati non ha mai risolto i nasi. O meglio le narici, cartina di tornasole per capire l'uso delle foto.
Poi, ci sono disegnatori - ne ho uno seduto qui di fronte - capaci a fare una figura talmente reale - quindi "fotografica".
Giorgio De Gaspari sapeva - e poteva- disegnare qualsiasi cosa talmente fotografica da non crederci. E le faceva sulle tovagliette all'osteria.

Può anche essere che oggi Enoch le usi, non lo so perché ho smesso di seguirlo.

Ai miei tempi sicuramente non le usava.

Credo siate interessati anche alle cose del mondo, per cui riporto l'interesse sul caso Mediaset, date le news: il 19 ottobre udienza per rideterminare interdizione Berlusconi.
E poi si parlerà necessariamente anche della spinosa questione del Lodo Mondadori, voglio sperare.
Era partito tutto da qui, poi non ho trovato altri interventi:

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/lodo-mondadori-il-tribunale-chiede-74995561193-milioni-di-euro.html
Intanto, i giudici della III corte d'Appello dovranno ridurre la pena inflitta. I giudici della Cassazione, nel confermare il verdetto di condanna per frode fiscale avevano rinviato gli atti a Milano perché l'interdizione inflitta al Cavaliere - 5 anni - era piu' alta di quella prevista dalla norma. E quindi sanno meno, ma dovrà scontarli.
Poi andiamo avanti con le altre condanne previste. Vamos!

Scusa, Max, hai conosciuto di persona il grande De Gapari? Puoi parlarcene? In questo blog sono rimasti dei discorsi un po' a mezz'aria su di lui.
E vorrei anche sapere quando uscirebbe il libro su di lui che era stato annunciato.

Poi, okay, va bene anche parlare della Mondadori, per me, se ci sono notizie fresche, perché sono legato a quella casa editrice e mi spiace che sia caduta in mani così compromesse.

Slegatelo, immediatamente!

La realtà è sempre alla base di ogni invenzione! Ci sono disegnatori che partono dai film o dalle fotografie o studi di pose di modelli per crearsi uno stile; ma ci sono anche disegnatori che se lo creano tramite l'impianto già codificato di altri artisti facendo copie. Moebius clona o perfeziona il suo maestro belga Jijé; Pratt studia Caniff, Toth, ed un disegnatore italiano conosciuto da pochissimi di cui, se avro' tempo, proporro' un post a Luca. Enoch parte dalla struttura giapponese ed in seguito si evolve studiando ancora di più la realtà; Magnus, prima di cominciare a fare fumetti, ricopio' la maggior parte dei disegni di Raymond su Gordon; mentre Toppi, partendo dalla realtà (anche fotografica) crea un linguaggio innovativo famoso in tutto il mondo. Un altro che invece parte da Toth è Uggeri...ma anche lo stesso Toth parte dalle foto e crea una figurazione che influenzerà mezzo mondo. Sauro, vorrei ricordarti che quando prendesti la decisione di pubblicare Enoch, lo facesti perchè era molto vicino allo stile Manga (eravamo insieme in redazione Universo). Mi chiedesti, facendomi vedere i disegni, cosa ne pensavo? Ti dissi che avendo una buona struttura della pagina lo potevi pubblicare; a te piacque molto lo stile giapponese.

Comunque, concludendo,la realtà è sempre alla base di ogni creatività: anche quella di Walt Disney. Il problema, non è da dove si parte ma dove si arriva!

Caravaggio usando la scatola "fotografica", rivoluziono' la pittura di tutto il mondo!

AH,Ah,Ah...come i fumettari: un gran casino!!!

Le donne hanno una frustrazione immensa: il 90%100 ha un gran voglia di cazzo!!!Con la liberazione delle proprie inclinazioni, molti mariti si sono disobbligati dalla nerchiatura della propria donna. Anche qui', tanti uomini si sono sposati per darsi un'immagine di facciata. Comunque, alla base, c'è anche un sistema di vita che tende a razionalizzare tutto ma che rende insodisfatta l'esistenza!

La cena è pronta!


Tra l'altro, l'insoddisfazione è talmente grande che genera una percentuale altissima di suicidi. Mesi fa, un funzionario mi disse che avevano rilevato, in un paese di 15000 abitanti, dai 9 a 10 suicidi al mese! Questo è un problema, molto esteso, che in Francia viene tenuto nascosto.

Ma non mi hai risposto: in percentuale, quante bionde naturali ci saranno a Metz?

Ma non mi hai risposto: in percentuale, quante bionde naturali ci saranno a Metz?

Pochissime: si contano sulle punte di una mano. Se sei ecologico poca calce!

Non ho capito la battuta della calce.

Anche nelle Fiandre ce ne sono poche, come mi aveva riferito Tomaso.

Un disastro!

Secondo te, dove cominciano a toccare il 20%?

Sulla mappa delle bionde mi danno già Metz con più del 20%.

Ma io non ho mai capito questa mappa, secondo me usa parametri troppo larghi.

Sulle bionde vere. In Scandinavia ne trovi quante ne vuoi.
Ma sono strane, noi italiane ci guardano dall'alto in basso, ma forse dipende dalla statura Ma noi le superiamo in circonferenza per compensare.

A Copenhagen. Chiedi in giro.

Grazie Lori, ma la Scandinavia la sapevo anch'io.

E poi qualche bionda l'ho trovata, ma una illustrazione di Sickles di alto livello artistico mai.

Solo roba convenzionale.

Neppure le sue chine sono poi questa ira di dio, ha solo avuto solo il (discutibile) merito di convertire Milton Caniff al chiaroscuro.

Le bionde ci sono ma sono quasi tutte posticce. Trovi una bionda e scopri una mora impiastricciata! Persino le bionde vere si modificano.

Comunque, adoro le more e soprattutto le mediterranee. Le nostre hanno una bellezza, una intensità con cui l'amore è un abisso di felicità! Con le nordiche tutto resta nel gioco della superficialità; con le "nostre" la sessualità e l'amore, arrivano ad una profondità che sa di magia...e di una spiritualità molto laica!

Honey Dorian di Raymond!

Mah, a me le bionde stancano subito.

Preferisco di gran lunga le more, hanno lo sguardo più intenso.

'Azzo, ma sei davvero ridutti, Saur!
Potrei anche essere d'accordo sulle bionde. Mi sembra non ve ene siano in queste illustrazioni, ma non è che la cosa mi sembri fondamentale. Forse Sickles è troppo esaltato per la serie di Scorchy Smith, della quale non si parla nemmeno di striscio in questo pezzo o nei commenti, e forse si dovrebbe fare.
Ma lo liquidi troppo in freatta. A me sembra perfino che Grey Morrow gli debba qualcosa. Non ho conoscenza di tantissimi fumetti di Morrow, me ne ho visti nei comic book DC di una quarantina d'anni fa e... mi sembrava. O forse è solo l'influenza di Alex Toth.
Vabbe' discorsi che lasciano il tempo che trovano.

"RiduttiVO".

Quando un autore ha fatto del male al mondo, sia pure involontariamente, lo massacro anche in maniera ingiustificata.

Però se dico che Gray Morrow era un pessimo ricalcone, non esagero affatto.

Peggio anche di Ken Bald, che avrebbe fatto meglio a pubblicare direttamente le foto.

Io capisco chi ama lo stile naturalistico, e allora mi si dica Russ Manning.

Manning è grandissimo.

Ma non ditemi i soliti ricalconi.


Non c'è mai nessuno d'accordo con me.

Ci sarà un motivo?

Capisco.
Purtroppo non posso ribattere con competenza, è la prima volta che sento citare Ken Bald.
Non conosco bene nemmeno Russ Manning, mentre conosco Jack (Manning), ma che ha uno stile grottesco tutto diverso. Dovrebbe essere stata sua Pauline McPerils.

Mi sa che sbagli, deve essere un altro Jack, ma non sono esperto di strip.

Il problema comunque è questo, io sono appassionato di comic book.

E nei comic book i “grandi” disegnatori ricalconi delle strip, come Williamson e Starr, li avevano messi in seconda fila a fare gli inchiostratori.

Perché nei comic book un disegnatore deve essere capace di muovere i corpi in maniera straordinaria nello spazio, e deve avere una sua visione estetica del mondo.

Questo una volta, quando sulla scia di Jack Kirby alla Marvel c’erano Steve Ditko, Jim Steranko, Gil Kane, Wally Wood, Neal Adams, Barry Smith eccetera.

Ora anche lì sono diventati fotografari: basta vedere come fanno le copertine.

Quindi, lo ammetto, sono io quello fuori dal mondo.

Oppure i nuovi editor sono degli imbecilli.

Se vi fa schifo Jack Kirby perché è troppo stilizzato, allora vi dirò che secondo me i fumetti devono essere disegnati con lo spirito dello Spirit (bisticcio di parole) della seconda metà degli anni quaranta.

Parlo di Willi Eisner, naturalmente.

Nel passato abbiamo parlato intensamente di Noel Sickles!

Manning ha modernizzato nel segno il linguaggio figurativo di Tarzan.

Se mi stai dando un po' ragione, okay.

Non è un caso che i premi americani siano dedicati (o erano stati dedicati) a Jack Kirby, Will Eisner, Harvey Kurtzman e Russ Manning.

Non certo a Dan Barry e soci.

Jack Kirby, Will Eisner, Harvey Kurtzman sono indubbiamente dei grandissimi e anche questo blog spesso li ha celebrati
Ah, mi dicono che a Parigi ci sia una bella mostra di Eisner in questo periodo tra l'altro.
Jack Manning ha fatto fumetti comici:


http://www.lambiek.net/artists/m/manning_jack.htm

Western Publishing late 1950s and 1969-1984: Artwork for characters from Warner Bros. (Bugs Bunny, Daffy Duck, Road Runner), Walter Lantz (Woody Woodpecker), Hanna-Barbera (Scooby-Doo, Wacky Races, Pauline Peril) and Disney (Mickey Mouse, Supergoof, Beagleboys, Uncle Scrooge, Scamp). - Hanna-Barbera 1978-1979: Artwork for Augie Doggie, C.B. Bears, Laff-a-Lympics.

Buonanotte, qualche delucidazione su quest'ultimo punto, le varie Pauline(s) spericolate attraverso una giungla di Perils, in coda al post che domani sarà online, ormai fra poco tempo.

Sauro, per far muovere i corpi nello spazio con grande libertà d'inventiva bisogna essere dei creativi in possesso di codici figurativi personali.

Come li ha John Buscema, Gil Kane, Jack Kirby...E, caro Sauro, per assurdo, poi non tanto, Neal Adams, che tu citi tra i creativi, e condivido, ti faccio notare che usa molto le foto anche se le inserisce nelle sue grandi costruzioni compositive in quanto in possesso di codici figurativi che lo qualificano. Ma lo stesso livello operativo, anche se con stile diverso, ce l'ha Leonard Starr: usa le foto e modelli come operava Raymond. L'importanza è il risultato finale. Anch'io non sopporto chi usa proiettori. Nella mia vita di disegnatore ho fatto sempre tante matite a vari fumettisti che sono solo degli inchiostratori.
E le storie che ho disegnato quando eravamo all'Universo, che dovresti ben ricordare, non si realizzano con le foto se non sei in possesso di propri codici figurativi.
Ho usato foto solo quando dovevo disegnare un personaggio esistito o esistente. Se una sceneggiatura prevede di disegnare Regan sei costretto a servirti delle foto.
Non te lo puoi inventare.

Ciao, belle valutazioni, mi hanno aperto uno spiraglio soprattutto queste finali di Nestore e Sauro sul possedere dei codici figurativi creati personalmente.
Sono d'accordo su Neal Adams, grande disegnatore.
Ho sentito dire che qualche editore, forse il successore della Planeta DeAgostini, che si chiama Lion, voleva invitarlo a Lucca e l'ha contattato ma ha rifiutato, o forse hanno mollato loro perché chiedeva un gettone di presenza troppo alto.
Peccato.

Tomaso, ti riferisci forse a Male Call di Milton Caniff?

Bisogna distingure la fantasia dalla realtà: tra la finta Boldrini più che vestita della prima illustrazione in alto di Sickles e la meno vestita Male Call di Caniff della vignetta finale, preferisco l'ultima.

Anche se non per via della quantità dei vestiti, ma per il disegno: preferisco i fumetti alle illustrazioni.

La distinzione tra realtà e fantasia deve valere anche in generale, dato che per i moralisti ogni pretesto è sempre stato buono.

No, solamente fare vedere come si esprime l'artista Tatyana.
A dir il vero mi sfugge il senso da dare alle sue performances.

Io sono un fan di Caniff, compreso "The male call".Alla fine Caniff nel disegnare ragazze e donne allarga un poco fianchi e bacino.
In tutta la saga di "Terry e i pirati" si vedono donne molto caratterizzate nel viso, ma con un fisico impossibile,
: fianchi e bacino inesistenti.
Mah???

Su Tatyana posso dire quattro cose.

1) Disegna male.

2) Quello che scrive è vero, anche se per fortuna sempre meno. Almeno per quello che vedo intorno a me. A leggere i giornali si direbbe il contrario, ma forse ora c'è maggiore sensibilità e se ne parla di più.

3) Ho sempre deprecato l'uso di far valere i propri scarsi meriti artistici utilizzando accortamete una giusta causa sociale.

4) Quanto a femministe preferisco le femen.

(Mi sa che con il punto numero quattro ho rovinato tutto).

Ma no, va bene, ottime le Femen.
Sto in questo post, non commento quello sulla critica del fumetto perché mi verrebbe da essere molto critico verso quelli che si credono dei soloni e:
1) Non si capisce cosa scrivono;
2) Conoscono poco o niente quello di cui parlano. Prima studiare, poi criticare.
Così è in Italia, penso che in Francia la situazione sia più accettabile.
Lo spero.

Non sono mai stato un fan di Indro Montanelli, né come giornalista (inventava troppo) né come storico (diceva spesso banalità). Secondo me avrebbe dovuto fare lo scrittore di fiction, perché in questo era molto bravo.

Però diceva alcune cose giuste. Una è che gli intellettuali italiani, a differenza degli anglosassoni e non solo, sono incapaci di esprimersi in maniera decente.

Il loro “parlare difficile” non è un “parlare complesso”, è semplicemente incapacità di comunicare, prima di tutto a se stessi. Figuriamoci agli altri. Se uno non è nemmeno capace a scrivere in maniera chiara i concetti che vuole esprimere, ha sbagliato mestiere. E se esistono codici specialistici, per esempio quelli della semiotica, non si è tenuti a usarli per forza.

Inoltre è vero che, in genere, i “critici del fumetto” sono molto ignoranti. Ho letto delle lunghe dissertazioni fondate sulla mancanza di informazioni.

Per ottenere il tesserino di critico del fumetto (ammesso che questo mestiere abbia senso) bisognerebbe fare prima un bell’esame, non di scrittura ermetica, ma sulle nozioni fondamentali del fumetto.

Naturalmente sto scherzando, si dovrebbe abolire anche l’esame per diventare giornalisti, figuriamoci crearne di nuovi. Ognuno deve essere libero di scrivere le minchiate che crede.

Hai ragione, Sauro: ognuno può scrivere le minchiate che vuole, ma poi si becca anche i pomodori e le uova marce in faccia.

I critici, ma anche altri in altri settori (giornalisti) sono superficiali e credono di sapere senza studiare. Mollica è il capro espiatorio di tutti, ma in fondo è onesto. Lui non si definisce critico, solo un semplice appassionato.
Altri se la tirano e hanno delle pretese che non comprendo.
Meno male che i loro scritti sono letti solo da loro e quindi anche i danni sono contenuti.

Anto: io di critici ne conosco pochi, a ben guardare ho avuto in tanti anni contatti con una sola persona che si definisce critico di fumetti, cioè Gianni Brunoro.Il quale, da quello che ho letto scritto da lui, mi pare sappia il fatto suo.Non che io sia sempre stato d'accordo con quanto da lui scritto su riviste varie, ma certamente Brunore conosce la materia fumetto.
Amen!!

Ritornando a D'Antonio d'annata (1951), sono stupefatto che nessuno abbia espresso un parere sul suo stile relativamente a quello specifico periodo.
Assomiglia o no a certi autori americani di comic book di quello stesso tempo??

Certamente qualcuno conoscerà Pecos Bill disegnato dal Nostro in quegli stessi anni di inizio decennio 1950.
Qualche acculturato, di quegli albi d'oro serie della prateria, esiste?

Scusa, scusate, avevo sbagliato post per spedire questo mio esile commento.
Poco ma sicuro, Tomaso, Gianni Brunoro è un signor critico, io sono perplesso sugli universitari che scoprono il fumetto come territorio d'indagine e si sfogano, si avventano su quello.

Intanto parli di D'Antonio e Pecos Bill.
Io mi arrendo, non lo conosco, a malapena ho letto qualche Pecos Bill in ristampa.
Ma sono convinto che anche quei critici di cui parlo non ti saprebbero rispondere.
Difficilmente mi posso convincere del contrario.
Ma su Manuele Fior invece possono dire qualcosa. Come se nascesse dal nulla.

Di D'Antonio si è parlato più di una volta in questo blog.Direi che è conosciuto soprattutto per la "Storia del West", opera dovuta a molte mani.

Vero, di D'Antonio abbiamo parlato tante volte. Ripeto per l'ennesima volta che per me è stato un grandissimo. Nella Storia del West ci sono delle pagine da lui disegnate che sono autentici capolavori. Costruzioni dimaniche di figure e cavalli, in prospettive le più diverse, da essere autentici gioielli illustrativi al massimo livello. La tavola di Pecos Bill è molto bella. Che fosse a conoscenza degli americani è certo, ma l'influenza maggiore l'ebbe dal grande Paparella.

Non volevo dirlo perché non sono del ramo, ma anche a me ricorda Paparella.

Beh, si, per i cavalli certamente.

Non solo da Paparella ma anche da De Vita.
Dai due assimila figurazione e modo di dare le pennellate. Da Paparella apprende, oltre ai cavalli, il movimento e la dinamicità dei corpi anche se i personaggi non risultavano aggressivi. Nella tavola qui' presentata, non vediamo il D'Antonio dinamico che abbiamo imparato a conoscere più tardi con la Storia del West: è più statico. Comunque, la mancanza di mordente da parte del personaggio, sarà il vero problema che porterà, negli anni a seguire, la vittoria editoriale di Tex nei confronti di Pecos Bill. Guido Martina, che fu un grande sceneggiatore, anche di fotoromanzi, concepi' un personaggio troppo buonista: incapace di ammazzare. Gianluigi Bonelli, fece di Tex un giustiziere implacabile, persino violento, contro i sorprusi non solo della delinquenza brutale, ma anche di quella più sottile che oggi chiameremmo dei: boiardi di stato, leccapiedi politici o burocrati dai colletti bianchi! Percui, Tex, entrava più nella pancia del lettore rispetto ad un Pecos Bill buonista. Del resto, anche Blek segui' la stessa sorte: un personaggio troppo manicheista, buonista e persino sempliciotto. La retorica della patria che vi era in Blek, ando' sempre di più perdendo terreno negli sviluppi politico-sociali del popolo italiano.

Bellissima la tavola western di Noel Sickles.

Luca, spero che tu mi legga: dove è stata trovata?

Comunque, sembra che ci sia la mano di Alex Toth!

Su Pecos Bill D'Antonio può confrontarsi anche- e forse soprattutto - con Antonio Canale e Roy Dami, che come stile sono più vicini a lui.Forse non da un punto specificatamente tecnico, ma più generalmente formale.
Comunque bisogna ricordare che sia Paparella che Canale iniziano su "I Vittorioso" con la stessa serie di "Piuma verde", scritta da Gianluigi Bonelli.
Interessante notare come questi due grandi disegnatori biforchino il loro stile in un paio di anni: nel 1942 hanno già assunto caratteristiche da renderli identificabili a vista anche da chi non ha grande dimestichezza con i fumetti. A meno che uno non sia cecato!!!

Se si vuole confrontare Canale con Paparella, solo per evidenziare quanto sono diversi,è sufficiente puntare il dito sugli anni 1946/7.Per Canale "I Dominatori dell'abisso" su "Cow Boy" per i testi di Bonelli, per Paparella "Il Vittorioso" con i due episodi della "Carovana dei Kansoes",testi (presunti) di Righini:Canale ai pennelli con segno stilizzato all'americana (come si diceva una volta", Paparella al pennino veloce, tutto made in Italy.
Ce ne sarebbe da dire......
Poi Nel 1947 parte D'Antonio ( ma anche, credo , aldilà dell'Atlantico, Alex Toth).

Canale iniziò sul "Vitt" alla fine del 1939,l'episodio si intitolava "La piuma verde", Paparella subentrò all'inizio del 1940 con il secondo episodio.Scoppiata la guerra nel giugno di quello stesso anno, l'episodio disegnato da Paparella fu bloccato perchè considerato americanofilo.
Riprese nel 1945 con alcune tavole disegnate nel 1940, poi con le altre successive disegnate con stile diverso da Paparella in quello stesso anno.Poi il Nostro nel 1947 approdò sul lido mondadoriano, e iniziò a disegnare storie a fumetti ( ma anche copertine e qualche albo intero per gli Albi d'Oro").Su "Topolino "giornale nel 1947 Paparella lascia il pennino e prende ii mano i pennelli con mano sicura.Poi ci sarà Pecos Bill a fianco del "vecchio" de Vita, forse più a suo agio con i disegni semicaricaturali di "Saturnino Farandola".

Ah, beh, si.
Paparella dal 1946/48 collaborò attivamente con il giornale "Salgari"e con i relativi albi.Era scatenato!! Cito solo la storia "Il leone di Damasco", disegnata con grandissimo senso del movimento.Poi la storia salgariana era intrigante ed ambigua, con la feroce Haideè (?)saracena innamorata di Capitan Tempesta (in realtà una donna, Eleonora).La feroce e bellissima saracena era però promessa sposa al campione maomettano Leone di Damasco, che poi alla fine si convertirà e implamerà capitan tempesta, che gettata l'armatura alle ortiche si mostrerà in tutta la sua femminilità!
La feroce saracena, giustamente risentita per l'inghippo, giurò eterna vendetta: non aveva poi torto.Comunque alla fine Eleonara/capitan tempesta la affronterà in un duello all'arma bianca è l'ammazzerà come niente fosse.Poi correrà ad alattare il suo pargolo avuto dal virile Leone di Damasco!!
Olé!!!

Comunque su questo specifico argomento discettò il nostro caro amico Antonio Carboni, anche su "Informavitt n° 50 del Dicembre 2003 con un articolo intitolato: "Albi Salgari, i romanzi a fumetti".

Io ho qui i volumi con le ristampe di Pecos Bill, ma non riesco a leggerli anche se amo Martina: troppo testo!

Mondadori, in effetti, puntava sui bambini cone può fare un grande editore: stando attento ai contenuti, quindi eliminando la violenza.

E' chiaro che il piccolo Bonelli (o, meglio, la madre di Sergio) poteva essere più libero.

In Giappone, poi, giustamente se ne fottono della violenza e per questo vendono un fottìo.

"Bellissima la tavola western di Noel Sickles.
Luca, spero che tu mi legga: dove è stata trovata?"

@nestore del bocccio

Se per tavola western ti riferisci all'immagine che apre il post (e che, ovviamente, ricorda Toth, dato che Toth era un sicklesiano di ferro) l'avevamo già inquadrata: si tratta di una illustrazione pubblicata nel 1955 per il libro "condensato" del Reader's Digest "The Searchers" di Alan Le May, il romanzo da cui John Ford trasse il film "Sentieri Selvaggi".


Se vuoi vedere altre immagini dello stesso libro o di altri libri della stessa collana o altre immagini comunque di Sickles vai qui:
http://www.flickr.com/photos/leifpeng/sets/1715866/with/80277457/

Fortunato, grazie per l'indicazione.

Infatti l'avevo "annusato", tanto da aggiungere un secondo pensiero: "...sembra che ci sia la mano di Toth".


Tomaso, ovvio che D'Antonio risentisse anche di Dami considerato il rapporto. Comunque, Paparella usava molto il pennello e poco il pennino, se non molti anni più tardi. Prendi i primi 3 numeri di Pecos Bill che sono tutti di Paparella e vedi che è quasi tutto pennello. E come puoi vedere, le pennellate del giovane D'Antonio, ricordano molto quelle di Paparella.

In effetti, ora che mi sono riguardato il Paparella d’epoca sui volumi di Pecos Bill, devo dire che il giovane D’Antonio assomigliava mooolto di più a Dami e a Canale.

Io però D’Antonio non l’ho mai amato. Quando ho lavorato per lui l’ho trovavo anche poco elastico, ma questo l’ho già detto.

Lo sapete che porto più sfiga di Mia Martini?

L’ultima storia disegnata da Nadir Quinto era su una mia sceneggiatura per “Il Giornalino”. L’ultima disegnata dallo spagnolo Jesus Blasco era su una mia sceneggiatura per Bonelli.

Qualcun altro vuole disegnare una mia storia?

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