Successivo » « Precedente

ROBERTO BALDAZZINI TRA CIELO E TERRA

LocandinaVarroniOKmail

Una mostra alla quale andrei volentieri, anche per rivedere l'amico Roberto, è questa qua.

Img_42e8d50d14d2f

Chiara

DES_01

TraCIELOtrittico

Benché il suo esordio corrisponda a un racconto a colori (Alan Hassad, su testi di Daniele Brolli, 1982), la mano di Baldazzini si dimostra suggestivamente adatta al bianco e nero, come conferma il suo tratto a pennello (un pennellino dai peli di martora, usato alla maniera di alcuni autori americani classici) dai tratti corposi, sciolti, sicuri come fendenti, modulati con straordinaria varietà e morbidezza.

Altra nota distintiva delle sue immagini è la forte stilizzazione che le spinge, talvolta, alla deformazione pop.
Così, le figure si stagliano precise e piatte su sfondi altrettanto bidimensionali, rispetto ai quali si delineano in maniera netta. Al posto delle ombreggiature, tutt'al più, Baldazzini ricorre ad un mezzo classico come i retini adesivi, dei quali fa un uso esperto e smaliziato.

Phantom_0195

Phantom_0193

Il suo stile rimanda a fumettisti classici americani come il Wilson McCoy dell'Uomo Mascherato (The Phantom, vedi sopra), mentre la deformazione stilizzata, che giunge talora al grottesco, richiama in maniera indicativa il Chester Gould di Dick Tracy (tavola sotto).

DickTracy

D'altro canto, esistono invece in Baldazzini le parentele moderne: analogie con i lavori di Charles Burns Sotto, una sua donna codata), o slittamenti grafici verso la ligne claire del francese Yves Clhaland, o dello spagnolo Daniel Torres.

Charlesburns_BlackHole1_tcm41-34828

La fusione coerente di questi stilemi si rivela sin dai lavori dei primi anni baldazziniani, come il già citato racconto Alan Hassad (1982), Martin Trevor (su testi di Vandelli, 1983), Ronnie Fumoso (ancora di Brolli, 1984) e infine Stella Noris (in collaborazione con la sceneggiatrice Lorena Canossa, 1984).

Quest'ultimo fumetto ha un valore particolare: da una parte perché segna l'esordio di una collaborazione destinata a diventare fondamentale per il periodo in cui il disegnatore si afferma, dall'altra perché il personaggio stesso di Stella Noris si snoderà in una serie di episodi che lo configureranno come un character singolarmente complesso.

Infine, Stella Noris funge da trait-d'union fra la produzione tradizionale di Baldazzini e una sua successiva ramificazione che potremmo definire di soft bondage. Questa tendenza troverà ampi riscontri in alcune future produzioni a fumetti di Baldazzini, con illustrazioni, storie lunghe e brevi sketches.

Non è forse un caso che questo nuovo sentiero creativo corra parallelo alla scelta fatta analogamente da Franco Saudelli, che ancora con Luigi Bernardi (negli anni di Granata Press), premerà il pedale del bondage per il quale ha già mostrato interesse, creando la fuorilegge La Bionda sulle pagine di Comic Art.

Ma stiamo parlando del trentennale dell'artisto vignolese, non andiamo fuori tema, corpo di mille balene!

Baldazzini accoglie tra le mura di casa la piccola stampante offset che ha acquistato con Brolli e Igort, in compagnia della meteora Domenico D’Amico, per dare alla luce la loro fanzine collettiva di ricerca underground “Pinguino Guadalupa”.

È la prima fra le varie attività editoriali che, soprattutto Brolli e Igort, intraprenderanno nella loro carriera, una di quelle che peraltro ha il merito di andare in pari coi costi, distribuendo a mano “Pinguino Guadalupa” nelle edicole di Bologna e a qualche libraio alternativo.


Già che siamo in ballo, embeddiamo anche l'opera prima d'un prim'attore definibile una comune conoscenza, con Baldazzini e col sottoscritto: Antonio Vianovi, sapiente interprete de Le cose che ami non esistono, uno short scritto, diretto e montato da quel simpaticone di Gratta
Illuminato dall'oblungo Zoo Bee.
Le poesie sono di Giorgio Weber.

3821g

Baldazzini

TUTTO DI ROBERTO:

e-mail: roberto.baldazzini@tin.it - telefono: 059 774701.

http://www.facebook.com/RobertoBaldazziniImages

http://www.facebook.com/RobertoBaldazzini

http://www.amaci.org/gdc/ottava-edizione/30anni-alla-corte-del-fumettohttp://www.robertobaldazzini.com

Commenti

Le immagini di Roberto Baldazzini m'incantano sempre

Che Baldazzini fosse un grande l'ho sempre saputo. Ma che Vianovi fosse anche una «faccia» da attore lo scopro con questo bellissimo corto.

Io ho sempre visto Vianovi ai banchetti di Glamour, ho anche comprato degli albi da lui, non soltant di Glamour ma anche ameticani. D'illustrazione. Incredibile quanto sia bukowskiano in questo video. Uccide col sorriso sulle labbra.
Mi ricorda un po' Carlo Monni.

Ricordo Vianovi quando veniva a Lucca con la fidanzatina...
Come passa il tempo!

Be', questo blog è una specie di passerella di facce note e meno note. Ma questa interpretazione, che vedo è di oltre un anno fa (!!!) ha del clamoroso.

Quest’estate l’ho trascorsa quasi tutta al mare.
A un mare bello dove si stava benissimo.
A me non mi piacciono i mari pieni di gente fitta d’ombrelli
e con l’aria che sa di fritto e d’olio solare.
Al mare bello c’era un po’ di gente ma senza ombrelli, solo qualcuno ce l’aveva
ma piccolo, e la sera non lo lasciava sulla spiaggia ma se lo portava via.
Il mare bello era così tanto bello che non si vedeva nulla di brutto.
A me mi piace camminare nell’acqua.
E ho camminato nell’acqua tra pesciolini, sassi colorati e
piccole meduse rosa.
Sono andato anche in barca e anche molto lontano ma il mare era sempre
lo stesso e sempre bello uguale e i branchi di cefali saltavano che era una meraviglia.
Di mangiare mangiavo pomodori, insalata, formaggio, olive e qualche volta pesce.
Il vino era giallo chiaro e sapeva di fiori.
E era meglio se ci ero rimasto.

Due concetti;

Ma la Barilla è la pasta più amata da Putin?

Altra cosa: Enrico Letta ha definito, pur tardivamente, il comportamento del Popolo delle Libertà “umiliante per l’Italia”.
E' più che giusto, ma l'umiliazione maggiore è che esista un partito del genere, ispirato da un individuo i cui danni arrecati all'Italia non potrà mai pagare nemmeno lui con tutti i suoi milardi di stramiliardi, compresi quelli all'estero, né tutti i suoi abietti seguaci.
E ho assolutamente ragione.
Evviva Baldazzini, a parte questo.

Meno male che non ci dimentichiamo di parla d'attualità anche se poi si parla di belle donne e bravi disegnatori. Di Baldazzini mi sono piaciuti anche i disegni sulle Tim Card che ricordavano i personaggi di Superman e di Batman, almeno a me.

L’hai detta Frederick, e guardacaso oggi il clamore non ci piace.
Tullio. I danni li pagheremo noi, come sempre. E non saremo umiliati per nulla.
Anzi, ci metteremo al pezzo e tireremo avanti, come sempre.
E che tu abbia ragione o no, la Barilla sarà forse anche la pasta prediletta da Putin, ma a noi non ce ne
può importare di meno perché, non ci occupiamo di industria né tantomeno di industria alimentare.
Noi ci occupiamo di arte, si, di arte.
E io non so cosa ci vengono a fare quelli come voi in un post su Baldazzini.
Non lo so, cosa ci venite a fare?
Ci venite a deprimerci anche i post più belli?
Ma dato che mi avete scocciato più che abbastanza, invece di ignorarvi voglio proprio
buttarvi in faccia tutto il disgusto che provo ogni volta che incontro gente come voi.
Nei post e fuori dai post.
Si Tullio, i politici dovrebbero essere persone capaci di occuparsi di politica e gli economisti dovrebbero essere persone capaci di occuparsi di economia.
Si, perché dovrebbero essere loro a darci certezze, e non certo governando uno stato peggio di come si governa una porcilaia.
Ma voglio anche dirti che questo non riguarda in modo specifico gli artisti o l’arte, no, riguarda tutti i cittadini!
Riguarda tutte le città. E tu lo sai che nelle città, a causa del malgoverno cronico e multinazionale,
gli spazi dedicati all’arte sono sempre più ridotti? Se non lo sai te lo dico io.
Parlo di arte, intendimi, non parlo di manifestazioncione.
Tempo due anni, stando così le cose ci avremo i teatri nel tubetto dentifricio, le biblioteche nel filo interdentale (grazie Gabri) le pinacoteche sugli asciugamanini, le case editrici nel porta-cartaigienica
e ci avremo i musei appesi allo scarico del cesso. Tutto nel minimo spazio. E non avremo più neppure
una lingua con cui poter dire di essere indignati per il fatto di dover cacare in condizioni di massima concentrazione culturale. Perché la nostra lingua italiana non sarà più neppure una lingua, sarà un surrogato anglofono impiantato in un broncone di grammatica semplificata e sarà già completamente
priva di qualsiasi senso persino per noi stessi. Contento Tullio? Contento Frederick?
Ebbene, nei pochi spazi dedicati all’arte che ancora restano, noi vogliamo parlare di arte, proporre arte, oppure stare zitti. Perché anche il silenzio in certi casi aiuta.
E quando anche questi spazi chiuderanno, e/o ci butteranno fuori, e/o ci metteranno in condizioni di dovercene andare anche di lì, io spero di non incontrarvi mai perché mi avete già distratto già troppo.

Ma Baldazzini è ancora un disegnatore di fumetti?

Lo chiedo ovviamente senza polemica, senza voler sminuire il lavoro artistico, pittorico o quant'altro del Nostro, ed anzi, ammirando chi riesce a non restare nel "ghetto artistico" del Fumetto, ed a considerare l'esperienza di fumettista come una parte di un più ampio cammino artistico.
Anche se ammiro chi rifugge dalla propria monumentalizzazione e continua con umiltà a disegnare fumetti per tutta la vita...

Ciao, Francyduck, mi risulta di sì, ma gli editori non lo pubblicano, avevo sentito dire di un suo lungo fumetto un paio di anni fa. Forse ancora inedito.
Non ci sono editori seri, è cosa nota.

Chiara Rosemberg è disegnata divinamente. Ma non c'è speranza che riapra una rivista erotica com'è stata la fantastica "Blue"? Quando le cose ci sono e sono eccezionali non te ne accorgi nemmeno, ma poi ti mancano.

Un saluto particolare a:
Andrea Cara (nessuno sa inviare i links giusti al momento giusto come sai fare tu)
e Gabriella (sei fantastica quando t’ incapperi di brutto).
A tutti un grande abbraccio.
PS.
E’ vero Tom, sono stato Grin e sono stato anche lei.
Perchè lei è quella con l'occhino pesto.
Ci ha anche le treccine arruffate.
Fa sempre a botte, è scema,
ruba i giornalini degli altri bambini
e poi piange perché non li vede.
Fammi un favore grande mago, diglielo tu al gigante
che siete stati davvero voi due, in quei giorni,
a tirarmi fuori dall’inferno.
Grazie e Buona Fortuna!
Ciaoaddio Cartoonist Globale, sei stato il mio sogno di gioia, per un sacco di attimini.

Accidentiera, questo saluto di Grin mi ha fatto versare qualche lacrimuccia.
Non so se dipenda dalla cipolla che sto sfogliando per i soffritti che piacciono tanto a Donald, ma potrebbe essere anche perché gli addii sono più umettanti degli arrivederci. Io preferisco quest'ultimi, diciamo pure.
Comunque, un caro saluto, ti leggevo quando eroi Grim e mi domandavo chi fossi.
Oggi, finalmente, ancora non lo so.

Ciao Luca,
sai a che punto è il lavoro di Roberto sulla Resistenza in quel di Vignola?
Quando verrà pubblicato e da chi? Più di un anno fa mi aveva mostrato varie tavole sulle quali era tornato all'uso del retino. Mi aveva colpito vederlo alle prese con un genere piuttosto atipico per lui.

In ogni caso volevo scriverti: "Prego!".
Ogni sera, prima di addormentarmi.

@ Gabriele:
Non so a che punto sia, comunque aggiungo qualcosa rispondo anche a Francyduck, nel contempo.
Roberto ha iniziato un paio di anni fa la scrittura e il disegno di un graphic novel, molto ben disegnato, sulla storia di un giovane partigiano che ha operato dalla parti delle sue terre natali (di Roberto): Vignola e dintorni, se non vado errando.


Il titolo è " Il mio nome è Alfredo".
So che l'hanno visto alcuni editori specializzati.
Spero che presto si possa condividere su carta, è un lavoro ottimo.
Altrimenti, sempre da un paio d'anni, Roberto ha iniziato a illustrare degli alberi, cosa curiosa anche questa.

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.