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IL PUNTO SULLA CRITICA DEI FUMETTI

Critical Comics programma

Un convegno sulla critica del Fumetto, tema del quale si è discusso nel corso della settimana, si svolge tra non momto (date indicate nel jpg) e riguarda nello specifico lo stato dell'arte nella nostra ghignante penisola.

L'organizza Laura Scarpa con l'associazione ComicOut, nella città eterna.
Tutte le informazioni sono nelle immagini sotto: in particolare, non è il caso di lasciarsi scappare le tre tavole rotonde e le tre tavole a fumetti (commentate).

Fiammetta

L'illustrazione sopra, invece, si riferisce, con qualche dettaglio in più, all'argomento basilare di questo post sull'Inferno.

Critical Comics parte seconda

Ne parla lo stesso Leo Ortolani nel suo bel blog, questo, accennando alle:

(...) storie immortali del diavolo buono, quelle che leggevo e rileggevo, sperando di trovare un nuovo numero nelle famose buste sorpresa di tanti secoli fa. O riuscendo a convincere mio papà a comprarmi la raccolta che occhieggiava dallo scaffale del barbiere di Scurano, che vendeva anche i giornali/ni.

Ma se mi consentite un briciolo di celebrazione famigliare, anche la copertina variant colorata da mio fratello Larry “the Artist” Ortolani è un ottimo motivo per avere questo volume. Anzi. Sono due ottimi motivi, in latex.
Una FIAMMETTA come non l’avevate mai vista.
E’ vero, l’ho disegnata io, ma lui l’ha fatta vivere. Anzi, più la guardo, più mi pare che respiri.

Critical Comics parte terza

Come appendice (non autorizzabile) a questo post, non prima di aver rilanciato Hanna Montana nel video sopra, vengo incontro alla fine-discussione del post su Gino D'Antonio mostrando tre copertine di Jack Manning del comic book della Gold Key The Close Shaves of Pauline Peril (1970), forse ispirato alla serie a fumetti Pauline McPeril di Fulton e Jack Rickard, che in Italia aveva pubblicato Linus.

Ne vediamo in chiusura quattro strisce.
E con ciò salutammo persino a soreta.

Manning

Pauline

Pauline Peril

PaulineMcpweek0907

PaulineMcPweek09091966

Commenti

Ricordo di aver letto quella serie a strisce di Pauline su "Linu", in copertina c'era uno Snoopy su fondo arancione. Lo comprai arretrato a Reggio Emilia ad un banco che svendeva tutte cose della fine anni Sessanta-Inizio anni Settanta e pensai a un collezionista morto e ai suoi eredi che facevano fuori quanto aveva raccolto in vita.
Temo che farò la stessa fine anch'io, intanto comprai un po' di quei vecchi "Linus". Ma la cosa mi ha un po' rattristato.
Una breve introduzione spiegava che Jack Rickard era una delle colonne del "Mad" magazine.

Vi dico alcine news: per la Collezione 100% Panini Comics - Avatar Comics sono stati annunciati: Stitched 2: la maledizione che viene dal deserto (a dicembre); Dicks 2 Nuova Edizione a colori (dicembre); Caligola 2: il cuore di Roma (a gennaio); Dan l’indistruttibile 2: i re di Hollywood (gennaio).

Ci saranno nuovi volumi della Dynamite: Peter Cannon Thunderbolt 1 (gennaio); Masks 2: la legge e la giustizia (gennaio); The Shadow 2 (dicembre). Sono stati annunciati anche alcuni fumetti francesi molto attesi: XIII n. 22 Ritorno a GreenFalls (novembre); Thorgal 34 – Kah-aniel (dicembre).


Prestissimo si parlerà della nuova vita editoriale di tre fumetti storici dello humor italiano a strisce: Lupo Alberto, Cattivik!, L’omino bufo in versione Castelli/Artibani, come si è letto ieri in questo blog, nei commenti.


Chissà la noia, al convegno. Salvo solo Miley Cyrus di tutto, e Pauline. Algida la prima, non certo hot.

Poco ma sicuro, Tomaso, Gianni Brunoro è un signor critico, io sono perplesso sugli universitari che scoprono il fumetto come territorio d'indagine e si sfogano, si avventano su quello.

Ma, non so. Casomai fra tanti giovani qualcuno potrebbe avere buone potenzialità.
Io più che altro leggo regolarmente "Fumetto"dell'ANAFI, "Vitt & Dintorni"dell'Associazione, amici del Vitt.POi in edicola "Fumo di China".

Fumo di China lo leggo anch'io, anche se non sempre. Leggo l'Annuario e poi qualche numero, ma non lo trovo regolarmente in edicola. Il Fumetto dell'Anafi lo leggo a sbafo perché è solo per abbonati, bisogna iscriversi e non lo sono.
Ma ci sono dei pezzi interessanti (non tutti) e deoi Portfolios pieni di notizie.
Non ho mai letto "Vitt e dintorni".
Ma la cosa che salta agli occhi è che a questo summit sulla Critica non sia stato invitato a partecipare nessuno di quelli che scrivono su Fumo di China o sul Fumetto.
E queste sono le persone che a volte fanno il "lavoro sporco", altra categoria di quelli che Saur definirebbe "fighetti" se ho capito bene come la pensa.

Mattia: "Vitt & Dintorni", come suggerisce l'intitolazione parla molto degli autori che hanno lavorato su "Il Vittorioso".Però alcuni disegnatori, faccio l'esempio di Antonio Canale , Santo D'Amico, D'Antonio, hanno collaborato con molte diverse testate, si può spaziare scrivendo (qualcuno dice uscendo dal seminato) anche di case editrici diverse e pubblicazioni che con il"Vitt" nulla hanno a che fare.
Gianni Brunoro collabora regolarmente, con interventi piacevoli alla lettura, più rilassati rispetto allo stile ufficiale che si riscontra in altre parrocchie che pagano chi scrive ( quindi, occorre stare al gioco di chi sgancia il conquibus)..

Comunque esiste il sito internet "Associazione amici de Il Vittorioso".Consultandolo si può capire che aria tira

E quindi questa è vera critica e approfondimento. Sul Fumetto italiano, se capisco bene.
Dovreste pubblicizzare e recensire questa pubblicazione, ce n'è bisogno.
C'è questo blog ma ce ne sono anche altri.

Il fatto è che in media noi "amici del Vitt" siamo tutti vecchietti.Molti non usano il computer, molti ultraottantenni hanno altre cose per la testa.
Il più giovane dovrebbe essere Ale Santi, poi Herr Direktor Stefano Gorla, direttore anche de "Il Giornalino".
Ma non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che Padre Stefano Gorla è un religioso, frate barnabita, e pensare ad una associazione di ex chierichetti.
Io, ad esempio, piego a sinistra, non sono un supporter della Chiesa cattolica.

Comunque Mattia, se hai voglia e tempo , visita il sito Amici del Vittorioso, leggi qualcosa poi ti fai una idea e la esprimi.Mi piacerebbe sentire il parere di un nuovo curioso lett.ore

Comunque Mattia, se hai voglia e tempo , visita il sito Amici del Vittorioso, leggi qualcosa poi ti fai una idea e la esprimi.Mi piacerebbe sentire il parere di un nuovo curioso lett.ore

Dopo aver letto il programma, i nomi e i titoli dei participanti, ma, soprattutto, lo stile in cui è scritto, ho capito che non è una roba per fighetti, ma per sfigati.

Di quelli che tentano disperatamente di trovare un posto all'università e, purtroppo per il mondo, a volte ci riescono. Sempre sfigati dentro rimangono, però.

Per fortuna gli appassionati dei fumetti sono fatti meglio.

Anche se non tutti i partecipanti sono da buttare via, bisogna dire.

Grazie, Tomaso, ma perché non chiedere a Luca o a qualcuno che lavora con lui di fare una recensione? Oppure potresti farla tu stesso e farla ospitare nel blog...

PS: A me Miley Cyrus sembra ebete.

Beh, qualche copertina di "Vitt & Dintorni" è stata inserita in qualche post, mi pare in relazione a Jacovitti e a Walter Faccini.Ma in genere i followers del blog di Boschi sono abbastanza giovani e i loro interessi fumettistici sono diversi.
D'altra parte gli anziani che navigano in rete sono mosche bianche.
Mah, non so che dire.....

Ah, si, una copertina di "Vitt & Dintorni" si trova anche nel post dedicato al disegnatore Gianni De Luca.

La critica del fumetto "alta" in Italia non è mai iniziata.

Mi piacerebbe conoscere una singola acquisizione di questa critica, una cosa che prima non sapevamo e ora sì.

Alcuni pensano che fare considerazioni ovvie utilizzando il linguaggio strettamente tecnico di una disciplina universitaria sia di per sé una cosa notevole.

Possiamo magari ringraziare Umberto Eco perché cinquanta anni fa ha nobilitato il fumetto, dicendo in maniera complicata che Milton Caniff presenta Steve Canyon (o era Alex Raymond che presentava Rip Kirby?) attraverso elementi, per la verità, assolutamente trasparenti. Ma dopo cinquanta anni, appunto, ci vorrebbe un passo avanti. Invece siamo ancora fermi lì.

Ripeto, mi piacerebbe conoscere una sola acquisizione della critica “alta” italiana.

Secondo me chi scrive su "Fumetto" dell'Anafi in genere non è un dilettante, nel senso che,per fare un esempio, Luciano Tamagnini scrive sempre a ragion veduta sui fumetti.Però non credo sia pagato, quindi rimane per definizione un dilettante.
Il critico"alto" è un professionista pagato per quello che scrive, credo.
Ma quanti sono in Italia i critici pagati per scrivere sul fumetto??
POi, il critico "alto" deve essere un giornalista, un docente universitario o che???

Il critico del fumetto che si ritiene “alto” è quello che cerca di entrare nel mondo universitario attraverso una lettura “colta” del fumetto.

In Italia, diversamente dal mondo anglosassone, nelle scienze sociali non conta il contenuto, ma la forma. Naturalmente parliamo delle scienze sociali di serie B, perché in quelle di serie A conta il contenuto anche in Italia.

Insomma, non importa se non dici niente, basta che lo dici “bene”. Cioè utilizzando i codici linguistici degli addetti ai lavori.

Un conto se a farlo è un vero intellettuale come Umberto Eco, un altro se è un imitatore di seconda fila.

La speranza è che un giorno qualche intellettuale si distingua per QUELLO che dice sul fumetto, non per COME lo dice.

Poi io tendo a fare un poco confusione fra "critico" e "storico "del fumetto.Pare siano due cose separate e diverse, ma a me a volte non sembra.
Faccio un esempio specifico: per sapere qualcosa su Hugo Pratt io ho acquistato e letto e riletto due volumi: "De l'autre cote de Corto" Hugo Pratt - entretiens avec Dominique Petitfaux. Poi "Il desiderio di essere inutile", interviste sempre di Petitfaux.Poi alti volumi, due di Mollica, e anche le presentazioni o prefazioni a molti suoi volumi della Lizard/Rizzoli.
Allora, Petitfaux, che di professione è insegnante di lingua inglese a Parigi, possiamo considerarlo un critico "alto".
A me piace molto, alto o bassso che sia.

Non ho mai letto questo signore, ma deve essere bravo se, come mi pare di capire, prima di essere critico è un ESPERTO della materia che tratta.

Penso che Petitfaux sia veramente esperto nei riguardi delle opere a fumetti e della vita di Hugo Pratt.
Però io misuro con il mio metro, che non so quanto rigoroso sia.Ma qui ad ascoltarci e a leggerci ci sono persone che meglio di me e con più cognizione di causa possono esprimere un parere su Petitfaux.
Vediamo un pò se fanno outing......

Sauro, certo: in "Apocalittici e integrati" Eco analizzava la prima domenicale di "Steve Canyon" di Milton Caniff.
Incorreva forse, si è detto, in un piccolo incidente...

Non sapeva, eco, che pur essendo la prima domenicale, la storia di Steve Canyon (di recente ritradotto con cura da Francesco Spreafico) era iniziata nelle giornaliere.
Accadeva che in certe serie funzionasse così (Dick Tracy, On Stage... "Linus" ce lo dimostrò, e soprattutto i suoi supplementi). L'avventura proseguiva nelle giornaliere e nelle domenicali, mentre di regola quest'ultime sono autoconclusive e non hanno niente a che vedere col resto della trama.


Questa mancanza di conoscenza alterava un po' l'analisi critica fatta da Eco, che comunque resta validissima.
Anche se (dico la veriotà) la lessi in un abo della Comic Art ma ora non me la ricordo.

Concludo il mio discorso.

C’è stato un tempo in cui la fisiognomica di Cesare Lombroso è sembrata una vera scienza, con la quale poter scoprire i criminali attraverso i tratti somatici. Paradossalmente, questa “scienza” inventata da un ebreo ha riscosso particolare successo tra i nazisti. Oggi nessuno considera più scientifiche le teorie di Lombroso, anche se magari in certi casi ci aveva azzeccato.

La psicanalisi è impazzata per decenni. Come ho detto in un altro post, l’avevo studiata con Franco Fornari, che aveva interpretato nella maniera più estrema il pensiero di Freud. Io mi accorsi che si stava facendo della filosofia, non della scienza. Infatti, nei manuali di oggi Freud è messo tra i filosofi, e la psicanalisi non conta più quasi nulla nella psichiatria moderna.

La semiotica di Umberto Eco e soci, allo stesso modo, verrà pure ridimensionata. Ammesso che ridimensionata non lo sia già. Si tratta di una disciplina che sostanzialmente tratta di se stessa. Quindi, ben poco utile per comprendere il mondo. Anche per essa si potrà trovare un posticino nella storia della filosofia, alla quale secondo me appartiene. Alle scienze sociali, invece, direi che sia estranea.

Da qui il mio pessimismo, che forse a volte degenera in irrisione (me ne scuso con gli irrisi), per i ripetuti tentativi di comprendere i fumetti attraverso la semiotica.

Io ho letto un libro che contratteneva la traduzione di un saggio di Petitfaux su Hugo Pratt. Mi sembra che si chiami "Avevo un appuntamento".
Niente da dire, era ben scritto, con cognizione di causa. Era amico di Pratt e prima di fare le sue considerazioni aveva parlato più volte con Pratt, aveva raccolto informazioni, quindi era uno storico (E' uno storico, mica è morto, Petitfaux, o almeno non mi pare).
In Italia potrebbe corrispondere a Antonio Carboni, svizzero, che pure ha scritto saggi interessanti su Pratt, ma che è snobbato dalla critica "alta" della quale parlate o da chi organizza consessi universitari.


Quando Saur dice "Il critico del fumetto che si ritiene “alto” è quello che cerca di entrare nel mondo universitario attraverso una lettura “colta” del fumetto" mi trova del tutto d'accordo. Magari è appassionato di fumetto, ma di solito lo usa come un viatico per fare carriera all'Università.
Questa è la mia sensazione, dimostratemi il contrario.

Pietro: Antonio Carboni, svizzero, lo conosco da anni, poichè è stato per 15 anni collabotratore prima di "Informa Vitt", poi di "Vitt & Dintorni".
Ci siamo scritti, lettere cartacee, parecchie volte. Eclettico, Carboni riusciva a approfondire argomenti del fumetto ,disegnatori ma anche molti scrittori, in modo tale che io non sono mai stato in grado di fare.Prima che si ammalasse e lasciasse perdere tutto, era in corso fra noi un carteggio con argomento Hugo Pratt e i suoi viaggi in Irlanda (tre).
Mi è stato detto che non desidera essere contattato, a tutto pensa la moglie.Una cosa molto triste.

Oooh, mi dispiace molto. Anche se non l'ho mai conosciuto so che organizzava delle belle manifestazioni a Innovazione, grandi magazzini, a Lucerna e da altre parti.
Posso sbagliare, ma un paio di volte mi sembra che abbia anche scritto in questo blog, proprio su Pratt.


Se qualcuno lo vede o lo contatta, gli passi i miei cari e riconoscenti saluti.

Io ebbi la brutta notizia da Piergiorgio Gallinoni, il quale era stato contattato telefonicamente dalla moglie di Carboni.L'ultimo articolo di Carboni su "Vitt & Dintorni" fu sul numero18 del Novembre 2011: "Anatomia di un libro", Hugo Pratt, tutti i fumetti, edizione Cong, euro 97.
Mah?'

Ieri, istigato da un paio di commentatori di questo blog, mi sono scatenato contro l'incontro dei critici.

Ritiro tutto!

Quei critici sono persone a posto, dei veri appassionati che cercano di diffondere la conoscenza del fumetto.

In maniera sbagliata, certo, ma nessuno è perfetto.

Anche secondo me Emi-Chan scrive molto bene. Avevo letto quel suo lungo post sull'autore parente della sua vicina di casa. Non ricordo il nome, cominciava con "W". "Wenturi"?
Boh.
Forse e' una traduttrice di fumetti in italiano. Abvevo avuto questa sensazione.
E' così, Emi?

Non me lo prendeva là, ho provato a postare il commento qui.

Ciao, io non ho pinioni sui critici di taglio universitario, ma perché ce l'avete con loro? Se cercano di analizzare il fumetto ben vengano, l'importante è che parlino in modo chiaro e incomprensibile a tutti.

Ops, scusate il refuso, nello scrivere in fretta.
Volevo dire: l'importante non è che parlino in modo non chiaro e comprensibile in modo che chi lo desidera possa imparare qualcosa.

Aveto letto il post relativo al ponderoso saggio "Tuttifumetti" Hugo Pratt, Cong edizioni ??
Non so voi, ma io non sono mai riuscito ad acquistare questo volume.Nel 2012 contattai l'editrice Cong, di Patrizia zanotti, ma la risposta non la ebbi mai:attualmente il volume in questione risulta "Non disponibile".
A volte non è questione di buona volontà, proprio non si riesce ad acquistare un volume di critica sui fumetti.

Mi riferisco al volume dovuto all'impegno di Antonio Carboni (svizzero, da non confondere per l'evidente assonanza con Antonio Cadoni), basato sulla collezione di Baudino, svizzereo pure lui.Il volume non c'è nemmeno in biblioteca.Qualcuno lo possiede??

Alex:
"io non ho pinioni sui critici di taglio universitario, ma perché ce l'avete con loro?"

perchè spesso, e volentieri, non sanno di cosa parlano.
per poter parlare di fumetto devi avere un -retroterra culturale-
prima di parlare devi aver letto, letto, letto.

una volta mi capitò di parlare con una psicologa che voleva vedere (a tutti i costi) risvolti psicologhi nel fumetto!
cosa a portato a disegnare questo?
che impatto può avere quello?
AaaaarrgHHHHHH!
il "guaio" ulteriore è che lavora in una "scuola" di fumetto!
ma il peggio è che gli hanno pubblicato un libro di racconti in cui "pretendeva" di presentare una versione alternativa delle cose.
assistetti per mia sfortuna alla presentazione:
scritto da una quattordicenne che pensava di essere Jessica Rabit!

Non so, la psicologia.... penso alla matrice greca della parola, la sua etimologia.
Studio, discorso sulla mente, quindi sul comportamento pratico che deriva dal modo di pensare.
Lo psicologo/a non è un medico, è di solito persona con formazione letteraria, mi pare.
Mi pare che tutto questo non sia incompatibile con lo studio del genere fumetto.Mi riallaccio al mio discorso sulle fiabe portato avanti in un altro post , quello su D'Antonio e Sickles.
A voi fare la fusione, trovare la continuity.Sempre che vi interessi, che ne abbiate voglia.

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