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JACOVITTI: VOTA MOSCA 37 (cambio di rotta)

Dica Mosca 37

Una modifica in corso d'opera al programma più o meno pensato, ma non esternato, quini nemmeno voi, adorabili visitors, potete avere la percezione precisa del cambio d'dea, comunque la espongo egualmente.

Dato lo straripare di commenti random a questo post non ha senso implementarlo col testo, riccodi informazioni e suggerimenti, inviatoci tramite Tomaso Turchi da Franco Bellacci.

Per questo, sviluppiamo ulteriormente il discorso sullo "Jacovitti della Notte" nei post dei prossimi giorni, alternandoli con altri argomenti, per non annoiare troppo chi desidera una certa varietà di temi.

Nell'ordine: il commento rivelatore di Bellacci, quindi la ricostruzione di Sauro Pennacchioli, decisamente degna di attenzione.

Bisogna, quindi, aspettare qualche giorno per "avere in mano" l'intera materia.

Consideriamo questa una prima puntata delle tre sull'argomento e... via, verso il libro di Kari Korhonen o altre nuove tematiche (o "tematismi", come dice un architetto paesaggista che conosco, confondendo i termini, in quento tematismo significa "fondamento su cui costruire concept prodotti turistici (esplicita promessa di valore)", o anche "guida delle scelte di fondo / criteri per la valutazione dei progetti / incentivo a mettere a sistema i vari progetti di sviluppo turistico" e più in generale "modello interpretativo volto a qualificare i significati di un’area rispetto alle diverse risorse che lo caratterizzano".

Deh!

Mosca DC

Mosca YV

Sottosopra

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Commenti

Luca, la selezione delle vignette scelte non è indicativa dell'anticomunismo jacovittiano.

Tra quelle che Bellacci ha trovato su "La Notte", e che mi hai mandato via mail, ce ne sono di molto dure, come quella in cui si dice: "Altro che dieci partiti in lizza! In ballo ce ne sono solo due: la libertà e la dittatura!".

Sei sempre in tempo per rimpolpare.

Jacovitti già nel 1947 sul giornale "Fra Cristoforo" con la sua storia incompiuta "Il Paradiso sosvastico" ( recentemente ristampata da "Stampa Alternativa,quindi consultabile ), dimostra chiaramente il suo anticomunismo sfegatato.
Poi riconfermato in ambiti diversi e con modalità diverse: manifesti, carte da gioco, giochi dell'oca,strisce autoconclusive , vignette, panoramiche grandi e piccole e così via.

Quindi nessuna sorpresa se nel 1972 su "La Notte" ribadisce le sue convinzioni.
Quando nel 1968 Jac inizia a collaborare a "Il Corriere dei Piccoli" po "dei Ragazzi", tutti ne erano a conoscenza.L'editore Rizzoli, il direttore, l'amministrazione, la redazione
e chi più ne ha più ne metta.

Ma Jacovitti collabora con il CDR fino alla fine del 1973, cioè per sei anni!!
POi nel 1973 disegna anche su "LInus", ci ritorna nel 1974 con la storia contestata di Johnny Lupara: si, insomma, uno scenario nell'ordine delle cose.Secondo me imprevedibile è stato il fatto che per le proteste di pochi, rispetto alla tiratura di "Linus" e all'insieme dei lettori (diecimila, centomila??), si sia arrivati alla rottura.

Rizzoli e Mondadori pubblicavano riviste anticomuniste nella seconda metà degli anni quaranta, ma poi le hanno rinnegate.

In particolare, dopo il '68 nessuno dei due più grandi editori poteva permettersi di essere anticomunista.

Devo averlo scritto nel testo che non so se Luca Boschi pubblicherà qui sopra.

Poi, si sa, "Linus" era ormai proprietà Rizzoli, lo stesso del CDR e di "Playboy" o qualcosa del genere.
Ma chi comandava?? una redattrice invasata oppure la proprietà, o il direttore??
Per me questo ambiente è sempre stato comprensibile come l'arabo.

Lasciamo perdere Linus, che è un caso a parte già fin troppo commentato.

Sauro: ma allora perché Mondadori e Rizzoli arruolarono l'anticomunista Jacovitti??

Ora devo lavorare, non posso riprendere il dibattito.

Jacovitti l'hanno preso negli anni sessanta dal Giorno solo perché continuasse Cocco Bill e gli altri fumetti per bambini.

Poi ho scritto un intervento lungo, che se verrà pubblicato qui sopra qualcosa spiegherà.

Adieu.

Ma tu continua pure senza di me...

No, no, aspetterò il tuo commento lungo.
Però mi piacerebbe sentire altre voci. Ma saranno tutti al mare a mostrare le chiappe chiare!!

Tomaso, ho come il sospetto che il mio testo verrà usato in un post successivo (dato che non vengo nominato qui sopra).

Mi fai un favore?

Va a commentare vivacemente il post della Raule, quello intitolato "I lati del cuore".

Dì delle cose un po' a caso: l'autrice non viene nemmeno presentata e quindi è come se non esistesse.

Magnetizzato dal tuo sguardo alla Mandrake ho eseguito l'ordine: apprirà chissà quando, anche se non è troppo lungo lo scritto postato.Anche qui, nel post successivo scriverò qualcosa di apparentemente insensato.

Dedicato a Sauro il magnetizzatore: Mi guardo intorno e quasi quasi non riesco a capacitarmi che una semplice questione di classificazione, perdipiù relativa ad alcuni albi a fumetti, mi abbia portato quassù al nord, fra le brume, l’acqua tersa. Le improvise schiarite, che portano allo scoperto un cielo limpido dal profondo colore blu cobalto. Una cosa assolutamente incredibile!!
Holmes, da me incaricato delle indagini, mi ha restituito gli albi dopo averli a malapena guardati: Albo serie Roma n°23,”L’assedio di Lemno”, disegni di Franco Chiletto su testi di Pino Musso, uscito nel Gennaio 1943-XXI, prezzo lire 1,50.
Poi “Battaglia al passo Qeren” albo serie Roma n ° 24, Luglio 1943, disegni di A De Amicis , soggetto di J.Riboldi: l’anno fascista XXI non c’è , non appare, nemmeno in ultima pagina di copertina accanto all’autorizzazioneministeriale N.5063/8,7. “Romero el torero”, albo serie Roman°25, Agosto 1943, lire 1,50 , assenza dell’anno fascista .
Ecco , fra Gennaio ed Agosto 1943 solo tre albi, dei quali tre stampati ma solo due effettivamente distribuiti: il 23 e il 25. Ecco il busillis!! Il n° 24 mandato al macero perchè stampato a ridosso del famoso 25 Luglio, momento dell’arresto di Mussolini e della caduta del fascismo, ma anche dell’annuncio “la guerra continua”. Innopportuno distribuire un albo con contenuti ancora legati al defunto regime mussoliniano, almeno, questa è l’ipotesi più accreditata.
Naturalmente c’è anche chi non la pensa in tale modo. Chi, chi, vi chiederete voi?? Beh, l’ineffabile Watson, tanto per fare un illustre esempio. Ma che sostiene il braccio destro di Holmes, questa volta in insolito disaccordo con colui che è da tutti considerato il suo amico e mentore?? Più tardi lo sapremo dale sue vive parole.

Su questo argomento potrei continuare all'infinito. Se qualcuno batte un colpettino posso continuare a scrivere sugli albi "Serie Roma" usciti nel 1943, poi ristampati nel 1944 a Roma liberata, poi diffusi in tutta Italia nel 1945.

"Romero el torero" di Jacovitti è una storia straordinaria.

Accipicchia!! migliaia di richieste.....
Va beh, inizio con una cronologia non farina del mio sacco, ma di quello di Giannantonio Buffatti, fratello mio siamese separato alla nascita con il taglio dell'orecchia destra: SCENA DEL ‘CRIMINE’:
 
Tra  il 1943 ed il 1945 l’editrice AVE emise alcuni gruppi  di albi in tre diversi periodi:
            a) – periodo 1943 – Albo Roma N. 23 (L’assedio di Lemno), in copertina   GENNAIO 1943/XXI, LIRE 1,50 la
                                           copia; in 4.a cop. “Autorizzazione Ministeriale N. 5063/B, 7”
                               [Copia fotocopiata] Albo Roma N. 24 ((La Battaglia del Passo Queren), in copertina LUGLIO
                               1943/XXI, LIRE 1,50 la copia; manca la 4.a di copertina
                               [Copia anastatica] Albo Roma N. 24  (La Battaglia del Passo Queren), in copertina   LUGLIO 1943,
                               LIRE 1,50 la copia; in 4.a  cop. “Autorizzazione Ministeriale N. 7219/B.7 del 2/2/1943”
                               Albo Roma N. 25 (Romero el Torero), in copertina  AGOSTO 1943, LIRE 1,50 la copia,
                               coperto da striscia nera, e sottostampato Lire 2.50 la copia; in quarta di cop “Autorizzazione
                               Ministeriale” N. 7444/B.3 del 20/2/1943
b) – periodo 1944 – Albo Roma N. 25-26-27, (Romero el Torero, Il Naufragio del Santa Chiara, Pippo e il
                                 contrabbandiere), in copertina MAGGIO 1944, Lire 5 la copia, coperto da etichetta
                                “EDITRICE A.V.E. Prezzo netto L. 10”; la 2° e 3° di copertina sono ‘bianche’;
c) – periodo 1945 -  Albo Roma N. 28,29,30,31, in copertina nessuna data, nessun prezzo stampato, ‘segni’ di pregressa
                                 etichetta sui N. 28,29,30, sul N. 21etichetta “EDITRICE A.V.E. Prezzo netto L. 20” La redazione si è
                                spostata da via  Staz. S.Pietro 8 a Via della Conciliazione 3, l’autorizzazione è la N. 722/725 del
                                13/febbraio/1945.
 
L’ IMPUTATO: l’EDITRICE AVE
 
1.- L’editrice AVE, come tutte in quel periodo - anno 1943 - si trova a lavorare  a cavallo di due eventi importanti: il 25 luglio e l’8 settembre. All’inizio dell’anno 1943 provvede a editare normalmente gli Albo Roma n. 23 e n. 24, nelle cui copertine viene stampato il mese (Gennaio, Luglio), l’anno fascista (XXI) e il prezzo (L. 1,50 ). La fotocopia in mio possesso del N. 24 (che provenne da Cadoni) anche se sbiadita è molto chiara riguardante l’anno fascista.
2.- Arriva il 25 luglio, ci si deve ‘adeguare’, per cui si pensa alle  ristampe  e a qualche albo nuovo già programmato. Nell’Albo N. 24, si provvede subito a modificare in modo significativo (anche se di poco) l’impostazione tipografica e si omette l’anno ‘fascista’.
Nel frattempo  l’Albo N. 25 (il nostro ‘de cuius’) già da tempo pianificato, viene mandato in stampa con la data Agosto, lo stesso prezzo (L. 1,50)  e con i necessari adattamenti (senza l’anno fascista). L’anno ‘fascista’  verrà poi impresso a partire dal 1944 nelle regioni sotto la RSI (vedi ‘Corriere dei piccoli’).
3.- Dopo il 25 luglio il   periodo è poco felice, gli argomenti militari poco consoni,  ‘si deve tenere un profilo basso’, per cui specie l’Albo n. 24 circola  molto poco (e probabilmente o stampato in poche copie o distrutto – non si sa mai! -). L’Albo n. 25 invece può ‘vivere’ per cui viene presentato per il 1943 con il prezzo di Lire 1.50, ma probabilmente già sovrastampato (L. 2.50) in tipografia prima della sua immissione in vendita. C’è da dire che il prezzo è  quello presumibile per quel periodo (4.° trimestre 1943?),  l’anno seguente infatti il costo degli albi lieviteranno a  L. 5.
4.- Il Gen. Clark arriva a Roma il 5 giugno 1944, l’Editrice AVE pensa a già a stampare Il Vittorioso il cui N. 1 porta la data del 4 giugno - LIRE DUE ma subito sovrastampato 30 luglio – LIRE QUATTRO, e così si va avanti per 4 numeri. E’ normale che nella programmazione di un periodico si facciano 4 numeri di seguito, già programmati. L’AVE programma inoltre la ristampa di quattro Albi Roma (n. 25,26,27,28), con in copertina la data del Maggio 1944, forse per usufruire di … autorizzazioni precedenti, dal momento che gli Alleati sono arrivati ai primi di giugno. L’autorizzazione alla stampa sul n. 1 e sul n. 2  del Vittorioso riporta infatti “Autorizz, del Ministero della Cultura Popolare N. 1159 del 7-1-1944”. Il n. 3 e 4 nulla e solo il n. 5 porta la seguente dizione: “Autorizzazione N. 123 –A.P.B. – 10-8-44”. Il prezzo è di L. 5 ma viene raddoppiato (come è stato fatto per il settimanale) con etichetta a L. 10. Nessuna segnalazione di questi quattro albi sul settimanale.
5.- Nel 1945 escono i 4 albi Roma (28,29,30,31) più volte preannunciati nel Vittorioso ( a partire dal 25 giugno 1944) ma in definitiva annunciati in modo definitivo nel n. 32 del 1945. Infatti  la stessa editrice affermava di aver in serbo la stampa di 4 albi, in Radiovitt del n. 3/1944 (in origine 25 giugno): . In Radiovitt del n. 4/1944 (in origine 2 luglio): . Tuttavia nel n. 13/1944 del 22 ottobre, sempre in Radiovitt: . Sul n. 11/1945 del 1 aprile un inserto comunica: . Finalmente il Vittorioso n. 32/1945 informa che sono arrivati in Edicola i seguenti Albi Roma (qualche titolo modificato): .

Qualcuno si informi su chi cazz'è 'sto Mosca.

Sarà mica uno della sterminata famiglia di giornalisti Mosca? Gli tse-tse della carta stampata?

Toma, spero che i tuo raid punitivo sia andato a segno. Voglio vedere il sangue!

Il fatto è che i post lunghi appaiono anche dopo 1 o 2 giorni.
Mah??

Quanto manca il Boschi anche gli altri commentatori si danno malati.

Quasi quasi ci conviene aprire un blog noi due: tu lo curi e io intervengo con qualche minchiata.

Delle vecchie storie di Jac ricordo soprattutto quella con i vari corsari salgariani e quella di Gionni Galassia, si chiamava così?

La storia con i corsari salgariani potrebbe essere la vecchissima "Cucu" del 1942, o più probabilmente "Giacinto corsaro dipinto" del 1947, maa ristampata sul "Mago" e poi anche dopo. Gionni Galassia invece è del 1957/8 e apparve sul "Giorno dei Ragazzi", ristampata su "Eureka " ma nel solo bianco e nero.Ma per me il periodo più interessante di Jacovitti è quello dal 1954 1949 circa.

Parte seconda: Jacovitti nell'immediati dopoguerra lavorava praticamente esclusivamente per l’editrice cattolica AVE,
sul “Vittorioso” (e su alcuni albi quasi tutti con storie già uscite in precedenza a puntate
sul Vitt). Nel 1945 ci fu l’eccezione di “Intervallo”, settimanale studentesco cattolico sul
quale il Nostro sul n° 2 approda con la storia di “Pippo e il dittatore” disegnata a tutta
pagina, in grande formato e in quella veste originaria mai più riproposta ai lettori.
Neppure la casa editrice “Stampa Alternativa“ ha avuto voglia ed interesse per condurre
un’operazione filologica nel ristampare nell’annodi grazia 2010 questa storia nel contesto del volume “Jacovitti – Eia, Eia, baccalà, la guerra è finita”. Il medesimo trattamento hanno avuto, sullo stesso volume, le due storie consecutive “Pippo e la guerra” e “Pippo e la pace”, apparse originariamente su “Il Vittorioso” e disegnate dalNostro fra il 1946 e l’anno successivo. Poi pubblicate in due albi della “serie Pippo”.
Che scrive Goffredo Fofi di queste storie ( nella veste di curatore del volume prima citato di
Stampa Alternativa) nel suo prologo intitolato “Jacovitti e l’interregno....” ?? Mah,
insomma, a me non dà l’impressione che affondi il coltello nello specifico fumettistico con
cognizione di causa, ma piuttosto che porti avanti un’analisi di tipo generale legata alla sua
conoscenza della Storia e del Cinema di quel periodo.Io scrissi a Fofi chiedendogli:
ma perché mai ha accettato di scrivere su Jacovitti senza averne una reale ed approfondi
ta conoscenza?? La risposta: “perché mi andava, per sfiz , anche se avevo in cuor mio il timore/presentimento che qualcuno me lo avrebbe poi fatto notare”.
Ancora mah?? Comunque non credo che nessuno con certezza possa discettare sulle motivazioni che spinsero Jacovitti fra il 1945 e il 1947 a disegnare quelle storie che parlano di dittatura, di
guerra e di pace. Lo stesso Jacovitti ha rilasciato a proposito, in tempi diversi, interviste contradditore, poi acriticamente riportate alla lettera in contesti diversi, compreso il prima citato volume nella parte curata dalla signora Anna Saleppichi ( Lisca di pesce e la pace armata, pagina 29). Va beh, lasciamo perdere...Ecco, allora portiamoci al fatidico anno di grazia1959: ho già raccontato con molti “se” e con tanti “ma” sia nell’ambito del “Notiziario” degli Amici del Vitt n°21 del Novembre 2009 (Il Vola Hop sulle ambe etiopiche) poi su “Vitt & Dintorni” n°17 del Luglio 2011 (Alla ricerca dell’intervista perduta) e già ne avevo accennato su “Informavitt”n° 25 del settembre 1997 nell’ambito del mio intervento “La lisca di pesce censurata”, quello che so e che penso sulle varie motivazioni che portarono Jacovitti a decidere di interrompere la collaborazione con Maner Lualdi, lasciando interrotta alla 8° puntata la storia del “Vola-Hop”: fondamentalmente di ordine economico ma con risvolti legati al carattere dei due protagonisti e al loro modo di rapportarsi con la Storia. Comunque prove documentali concrete e reali non ne esistono, a parte i miei ricordi, che prove non possono essere considerati. Jacovitti dal 1960 passa in pianta stabile al “Giorno dei ragazzi”, Lualdi assunse la gestione del teatro S. Erasmo di Milano, fondato nel 1953 da C. Lari e da L. Ferro, di cui apprezzava particolarmente le caratteristiche dello spazio scenico, a pianta centrale, che permetteva un contatto immediato e diretto con il pubblico. La sua direzione durò sino al 1967, anno in cui per problemi economici, fu costretto a lasciare. Nel 1968 partecipò ancora al raid automobilistico Roma-Pechino, conclusosi a Canton, giacché tutti i partecipanti furono espulsi dalle autorità cinesi. Ritornato in Italia in condizioni fisiche di grande prostrazione, Maner Lualdi morì di infarto in quel di Trieste pochi mesi dopo. Aveva solo 56 anni!! Jacovitti invece, lo sanno tutti, continuerà ancora per decenni la sua parabola artistica di funambolico autore di comics.


Sono veramente numerosi i libri e gli articoli che nel corso degli anni ho consultato e
dai quali ho attinto a piene mani: come fare a citarli tutti? A parte i titoli dei libri riportati nel
contesto del presente articolo, non posso esimermi dal riportare almeno “Il dizionario
enciclopedico degli italiani“ dellacTreccani e l’omonima enciclopedia della UTET. Poi nel sito dell’Aeronautica Militare : La regia aviazione in guerra. Ringrazio
particolarmente Franco Ragni per avermi a suo tempo inviato l’articolo “
Croci bianche dei Savoia sulla Manica: gli italiani
alla “Battaglia d’Inghilterra”.
.

Toma, dato che siamo rimasti soli, approfittiamone per vandalizzare il blog.

Sai perché mi ha contrariato il famigerato caso Raule? Perché a noi comuni mortali non ci spigano cosa faccia quella scrittrice in mezzo a un post su Lee Falk e uno su Jacovitti.

Bastava dire in due righe: è stata mia allieva, è mia amante, è un’autrice promettente o è una grande scrittrice non ancora compresa. Ha uno stile così o cosà.

Comunque il tuo intervento non comparirà finché Luca Boschi non lo tira fuori.

Credo comunque che la signorina Susanna Raule sia completamente innocente. Oggi pomeriggio ho girato per la città e trovato tre edicole aperte, ma nessuna aveva il suo romanzo allegato al "Sole 24 ore"
Rintenterò domani mattina.

Ma il blog di Luca Boschi è fatto così: a me non dispiace l'improvvisazione e queste contaminazioni apparentemente casuali.Inoltre Boschi ha al suo servizio "la bande aerea n°3" che cura il suo profilo facebook e a volte anche qualche post.

Poi se qualche post lungo ritarda o scompare credo dipenda dal sistema informatico, com'è organizzato, o disorganizzato, se si preferisce.

Il problema non è l'improvvisazione, è la comprensibilità.

Spiegami meglio questa banda...

Secondo me non c'è una banda, fa tutto lui.

Ma è risaputo che sono dolci e conturbanti fanciulle, del club dedicato a Luca Boschi, che gestiscono il suo profilo facebook.
Ma io non le conosco per nulla.
Le immagino come un gruppo di vestali intente all'idolatria di una statua ignuda di Boschi.

Comunque faccio una prova:sul post seguente metto uno scritto lungo.Vedremo quando apparirà.

Salve, sono fuori tema ma so che questo è un argomento che è stato trattato varie volte e che interessa i fruitori di questo blog.
Sembra che a Lucca ci siano state delle cattive amministrazioni, pessime, e a quanto leggo nei siti dedicati ci sono "centinaia di migliaia di euro di crediti inesigibili accumulati dalle società partecipate del Comune, sprechi e spese eccessive perfino per le utenze telefoniche di alcuni ex dirigenti o membri dei cda ormai sostituiti".


Lo specchio dell'Italia malgovernata di questo periodo berlusconiano.


Vedo qui:
http://www.luccaindiretta.it/dalla-citta/item/11903-lucca-fiere-un-altro-milione-di-perdite-in-consiglio-ipotesi-fusione.html
che "sono solo alcune delle principali criticità che in un anno sono state riscontrate nel certosino lavoro di analisi dei conti delle Spa pubbliche di Palazzo Orsetti. Il bilancio di Lucca Holding ha riportato in equilibrio entrate ed uscite, ma non è stata un'impresa semplice per la maggioranza: tanti i nodi che sono giunti al pettine. Primo fra tutti quello di Lucca Fiere, che anche quest'anno ha chiuso il bilancio, approvato alla fine di aprile, con un milione di euro di perdite."
Non capisco tutte le cose interne alla città ma non vorrei che a fare le spese della mala gestione amministrativa fossero la manifestazioni sui Comics e il Museo del Fumetto.
Che insomma paghi chi ha tentato di portare aventi dei discorsi divulgativi per chi invece ha solo fatto danno.
Se avete notizie in più, vi prego di farle sapere e comunicarle in qualche forma, anche sui social network.

Eccolo qui:

Non crediate che il fumetto, films e romanzi di questi ultimi tempi non  abbiano nulla a che fare con quanto accadde fra il 1940 e il 1945. Lo scorrere del tempo e la sua storia composta di innumerevoli, quasi infiniti avvenimenti che ne sono l’essenza, è come il flusso costante di un fiume ideale: volendo, lo si può percorrere anche a ritroso, arrivando quasi fino alla sorgente. Il fiume del mio tempo personale nasce nel 1937 ed è costellato di molti avvenimenti soggettivamente importanti, fra i quali rimangono fondamentali le mie prime letture e i films che da bimbetto e poi ragazzino ebbi a vedere. Al cinema ci andavo già verso la fine della guerra, quando in anticipo sui tempi venivano riciclati i vecchi films di Stanlio ed Ollio evidentemente tenuti nascosti chissà dove da accorti cinematografari. All’inizio del 1945 cosa c’era alle spalle di tutti noi? Il periodo disastroso della seconda guerra mondiale, con milioni di morti, bombardamenti indiscriminati degli aerei “alleati”, stragi di civili  effettuate dai nazi-fascisti: un periodo terribile segnato da un crimine inimmaginabile: l’Olocausto, sei milioni di persone, in maggioranza ebrei, sterminate nelle camere a gas o con altri mezzi di morte sui quali ancora molti tacciono per umana pietà. In quello stesso periodo noi bambini, ignari di tutto quell’orrore, leggevamo tranquillamente fumetti di evasione, romanzi di avventure scritti da Salgari, Luigi Motta e continuatori vari.

Rammento di Salgari/Motta “Addio Mompracem”, dove alla fine Sandokan muore: cosa per me allora assolutamente incredibile. Di fumetti nell’inverno del 1945 mi ricordo solo dell’Albogiornale con le avventure di FUlMINE: storie esotiche e misteriose, lontane mille anni luce dalla realtà del momento. Naturalmente in casa c’erano albi e giornali a fumetti usciti negli anni precedenti: Il Vittorioso fino al 1943, poi alcuni albi ROMA, con avventure diverse, fra le quali quelle disegnate da Jacovitti . Romero el torero ad esempio: ricordo di averlo avuto fra le mani e giurerei fosse la prima edizione dell’Agosto 1943, prezzo lire 1,5, con la seconda e terza di copertina scritte e trattanti argomenti di propaganda bellica. Possibile’?? Mah, non so. Quello fu un momento della Storia assai movimentato: 25 Luglio, caduta del fascismo, poi i famosi 45 giorni del governo Badoglio con “la guerra continua”, periodo che con l’otto Settembre si ribalta di netto e vede con l’armistizio l’esercito italiano combattere a fianco degli anglo/americani. L’unica regione d’ Italia che si liberò da sola fu la Sardegna, che in meno di una settimana costrinse le forze armate germaniche che stanziavano sull’isola a ritirarsi in Corsica, dove poi si sarebbero quasi subito arrese a reparti combattenti italo/francesi. Comunque, ritornando all’albo “Romero el torero” datato agosto, si potrebbe verosimilmente pensare che fosse stato, come era d’abitudine, stampato qualche settimana prima: in luglio, quando ancora il fascismo era al potere?? Oppure alla fine di quel mese, quando la monarchia e Badoglio al governo dettavano legge?? “Il Vittorioso” in quel mese di luglio uscì quasi con regolarità: a partire dal giorno 10 con il n°21, saltando l’uscita della settimana precedente, chissà poi perché. Poi in Agosto nulla, fino a Settembre con i numeri 25 e 26 successivamente distribuiti, non saprei dire in quale modo e maniera, in Dicembre con data e prezzo cambiati. Ecco , questo il contesto nel quale inserire quello che è per ora l’ introvabile prima edizione dell’albo “Romero el torero”. Ma gli alleati avanzavano dal sud: la Sicilia, poi la Sardegna , indi Napoli e all’inizio di Giugno ROMA!!


Così nell’Urbe a partire da quell’estate iniziarono a venir distribuiti gli albi editi dall’AVE, insieme al “Vittorioso”, con stampe e ristampe e un continuo aumentare dei prezzi di copertina. Esistono testimonianze dirette di ragazzi romani e napoletani, siciliani o sardi ?? A parte Antonio Cadoni non mi pare, Beh, si, certamente le cose andarono in tale maniera, ma a me piacerebbe che qualcuno degli Amici del Vittorioso avesse fra le mani l’edizione de Romero el Torero senza dubbio stampata nel corso del 1943, lire 1,50, senza nessuna scritta aggiuntiva di data o prezzo. Dico questo perchè  così si potrebbero vedere e stampare i contenuti della seconda e terza pagina di copertina, che viceversa nella seconda edizione del 1944 sono completamente bianche. Poi questo albo fu ristampato con date diverse e successive e con lievitazione di prezzo, fino a giungere a lire 20 nel 1946.

Però già nell’Agosto del 1945 l’AVE su il Vittorioso preannunciava l’arrivo dei seguenti albi serie ROMA: I Predoni del deserto, Pete lo sceriffo, I vincitori degli ottomani, L’eroe della Dominante.
Silenzio fino all’anno successivo, quando sul numero 13 del 14 Aprile 1946 ritorna “Romero el torero” al prezzo di lire 20!! Nell’elencano figurano sempre a lire 20 Pippo e il contrabbandiere, Naufragio della santa Chiara, Eroe della Dominante, Pionieri del deserto e Vincitori degli ottomani.
In questo caso le seconde e terze pagine di copertina sono scritte. Quando  l’editore Camillo Conti nel  1971 ristampò gli albi di Jacovitti in questione come “Albi dell’Avventura”   Serie  LISCA DI PESCE, eluse questo particolare storico/filologico, e questo a ragione poiché la sua non intendeva essere una ristampa  anastatica. Comunque ritornando all’estate del 1944 io proprio non ricordo di nessun albo edito dall’AVE in quel periodo preciso, serie ROMA oppure no, che a Carpi (MO) fosse in circolazione, se non vecchie rimanenze accatastate in qualche edicola e in canonica della chiesa di san Niccolò.

La situazione era drammatica con gli anglo-americani che a fine agosto avevano occupato Firenze e che erano giunti a La Spezia in Liguria e a Ravenna in Romagna.Solamente nella primavera del 1945 con la fine della guerra riprese la circolazione di nuovi albi e giornali: ricordo    “Il Vittorioso” di nuovo a colori che mio fratello Franco che studiava a Modena mi portava ogni tanto…. Già, non sempre, poiché la distribuzione era discontinua: i primi albi noovi??? Quello che mi ricordo essere stato il primo è ”Pete lo sceriffo”,  Albo Roma n°28, con prezzo sovrapposto di lire 20, senza data.


Quindi nella mia testa c’era molta confusione, perché  avendo solamente sette/otto anni non potevo certamente capire i problemi della distribuzione, dei cambi dei prezzi che aumentavano e anche il fatto che ad un certo punto c’erano in giro questi albi della “Serie Roma” vecchia, fino al n°28 e contemporaneamente quelli della nuova “Serie Roma” a partire dal n° 1, “Anac il distruttore”disegnato da de Luca , Ma anche  altri come ad esempio “Pippo trotta” n°4 . Insomma, ero pur sempre solo un bambinetto!! Comunque fra gli albi più cari e che conservo ancora adesso ( per salvarli dalle grinfie dell’amichetto Alfonso dovetti perfino ricorrere alla violenza [ una innocente bastonata], poi le buscai dalla di lui tredicenne sorella Flavia), ci sono Alvaro il corsaro e Alvaro naufrago di Jacovitti, numeri 18 e 22 della serie ROMA, usciti alla fine del 1942 quando ancora abitavo a Pola!!  Ne hanno fatto dei viaggi questi due albi!!!
Ecco , finisco qui questa carrellata di ricordi sbiaditi dal tempo e di fantasticherie varie.

Momento gossip in cerca di sponsor.

Senza fare nomi perché è peccato, via mail Luca Boschi e io abbiamo scoperto di avere frequentato le nostre rispettive ex.

C’entra anche la redazione di Linus, ma dire di più non si deve e non si può.

Soprattutto non voglio io. Boschi, si sa, venderebbe chiunque.

Non è Luca Boschi che non posta i commenti lunghi, è il sistema automatico.

Quando Luca torna al computer, va a cercare i commenti bloccati nel server, o come si chiama, e li mette nel post.

Se sta via due giorni, bisogna aspettare due giorni.

Per questo dico che non ha aiutanti, anche se con tutte le fighe che conoscerà come insegnate (insegnante di che, poi?), qualche schiavetta potrebbe anche permettersela.

Io non curo il profilo del Fan Club e quindi non sono parte di questa famigerata Banda Aerea 3, ma purtuttavia ne conosco una, di quelle ragazze, e vi assicuro che esistono.
Una è una fotografa, un'altra è una colorista di chiara fama (di fumetti). E non so come sia questo meccanismo dei post. So che Internet scazza parecchio e a a volto scrivo ma non compare nulla per nulla.
Magari provo anch'io a scrivere un commento lungo e vedere l'effetto che fa.

Beh, due commenti lunghi sono regolarmente apparsi.
BUONA DOMENICA!

Sto guardando "Il caso Sanremo" in TV. Meno male, pensavo che Anna Identici fosse morta invece vedo da Wikipedia che è ancora Viva.

Cazzarola, quel Mosca, che non so chi sia, io conoscevo MAURIZIO Mosca, sembra uscito dall'epoca di Camillo Benso Conte di Cavour.
Questa notizia su Lucca non mi stupisce, le gestioni di tante città italiane sono state gestite da inetti e non so se sia questo il caso in questione.
Lucca ha fama di essere stata una roccaforte democristiana e ricordo cosa hanno fatto certi uomini democristiani, con chi si sono alleati e quello che hanno combinato con gli uomini-chiave messi nei luoghi di clientelismo, a cominciare dalle banche.
Sarebbe ora che i parassiti fossero spazzati via con uno sbuffo di Raid.

Cazzarola, quel Mosca, che non so chi sia, io conoscevo MAURIZIO Mosca, sembra uscito dall'epoca di Camillo Benso Conte di Cavour.
Questa notizia su Lucca non mi stupisce, le gestioni di tante città italiane sono state gestite da inetti e non so se sia questo il caso in questione.
Lucca ha fama di essere stata una roccaforte democristiana e ricordo cosa hanno fatto certi uomini democristiani, con chi si sono alleati e quello che hanno combinato con gli uomini-chiave messi nei luoghi di clientelismo, a cominciare dalle banche.
Sarebbe ora che i parassiti fossero spazzati via con uno sbuffo di Raid.

Luisa,
il padre di quel "maurizio mosca" cui fai riferimento è stato un vignettista di successo che disegnava per il quotidiano "Il Tempo" di Roma, allora diretto da Gianni Letta.
Ovviamente, se non ricordo male, democristiano della corrente dorotea.

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