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END, DI BARBARA CANEPA E ANNA MERLI

End coverjpg

Un'intervista abbastanza estesa con Barbara Canepa e Anna Merli, raccolta dal sottoscritto, è uscita sul numero di Fumo di China adesso in edicola.

Sotto, la riproduzione della copertina, affinché i volenterosi acquirenti non si sbaglino) e non comperino, che so, Notizie del tennistavolo o Voci dalle rotaie).

Fumo

Verissimo è che la rivista si trova con difficoltà, ahimè, o giunge con molto ritardo.

Nella città nella quale il sottoscritto l'ha acquistata è giunta circa tre settimane dopo l'altro capoluogo ubicato a 50 km dalla località precedentemente (non) menzionata.

Quindi, è faticoso assai, trovarla, ma appassionante tentare di rintracciarla, come in una caccia al tesoro.

Piccola, per far felice Loris

Ordunque, dicevamo: da tanti anni Barbara Canepa vive in Francia, dove oltre a realizzare storie a fumetti e illustrazioni, dirige per conto delle Editions Soleil la Collection Métamorphose, i cui libri, sempre raffinatissimi e massimamente curati, rispecchiano la sua sensibilità allegramente inquietante, goticamente melanconica.

È in questo contesto che nasce e si concretizza l’idea di End, un ciclo di volumi realizzato in coppia con Anna Merli, cremonese.
Con lei, Barbara aveva condiviso un’esperienza disneyana con la serie W.i.t.c.h., benché le due creatrici abbiano lavorato alle avventure delle cinque giovani protagoniste in fasi molto diverse della loro storia fumettistica. Dopo il grande successo in terra di Francia, col titolo completo End. Elisabeth è giunto in Italia alla fine del 2012 il primo volume del ciclo, per i tipi della Bao Publishing.

Con Barbara e Anna, impegnate con la loro seconda fatica per Soleil, scambiamo su Fumo quattro chiacchiere nella loro prima intervista cartacea rilasciata nello Stivale.

A corredo del piccolo estratto, che serve a fomentare la ricerca nelle edicole della rivista diretta da Loris Cantarelli, un paio di illustrazioni di Anni, sgraffignate alle sue pagine.

Il sottoscritto chiedeva se la gestazione di END fosse stata lunga.
E Barbara rispondeva:

Sì, lunghissima, com’è giusto che sia per questo genere di fumetto che assomiglia molto a un film per il cinema. Io so fare questo, è il mio modo, quello che preferisco e che mi sento più sicura di affrontare. Anche W.i.t.c.h. era così per me, soprattutto il numero 1, dove io e Alessandro abbiamo dato tutto, credo.

Ci sono tante scuole di pensiero su come si fa il fumetto e cosa rappresenta... a me, sinceramente, mi piacciono tutte. È anche per questo che tra un po’ darò ancora una volta una svolta alla mia vita: quando avrò finito END e Sky Doll. scriverò. Non voglio più disegnare, voglio scrivere dei romanzi. Amo la scrittura, è pura magia... Un potere immenso sull’anima della gente.

Ad Anna ho chiesto come sono andati, dopo l'uscita del libro, gli incontri col pubblico e le dédicaces...

E Anna:

La promozione del libro al suo debutto è stato davvero entusiasmante: per quanto mi augurassi di vedere il riconoscimento degli sforzi fatti, negli occhi dei lettori, non immaginavo di emozionarmi cosi tanto...

Avere davanti il nostro pubblico e vederlo godere dei nostri tratti che nascevano in quel momento davanti a loro e personalizzavano la copia che avevano acquistato, ha unito Barbara e me ancora di più e ci ha confermato che le nostre emozioni di tutti questi anni hanno trovato il loro scopo!

Anche nelle dediche abbiamo avuto cura di dare le forme proprie di END, nessun disegno è stato realizzato con la fretta o la stanchezza, anzi proprio questa forse ha donato agli ultimi disegni per i lettori, rimasti in coda per ore, vere e proprie chicche che ci è quasi dispiaciuto non poter tenere e utilizzare per le mostre o il fumetto stesso...

Et voici l'illustration que Anna et Barbara nous hanno réalisé pour le festival BD à Darnétal, en Haute-Normandie.

Ce festival se déroulera les 28 et 29 septembre.

Darnetaljpg

Anna Merli


Sirene

Anna Merli oggi

Chiudiamo con un paio di seducenti foto delle titolari, sopra Anna e sotto Barbara.

Barbara Canepajpg

Commenti

che atmosfere lugubri e allo stesso tempo sognatrici in queste loro ultime illustrazioni

Bene, finalmente ti è arrivato anche il 217... ;-)

buona ricerca... e buona lettura (su carta, eh?) ;-))

"Ci sono tante scuole di pensiero su come si fa il fumetto e cosa rappresenta... a me, sinceramente, mi piacciono tutte. "

Condivido in pieno! :)

Orlando

p.s. il libro - End - è bellissimo!

Luca,
a quando l'epifania della mano delle illustrazioni della prova di testi per:
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/07/sarebbe-bello-che.html

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/07/cartoon-club-2013-a-rimini.html

era stato promesso il nome...
dove è stato rivelato?
: non ho ancora capito come funziona qui.

p.s.giacchè;
mi sa che pure per la Huntres si era promesso qualcosa ma non sono sicuro...

Bravissime Canepa & Merli! «End» è da leggere e rileggere.

Sì, grandi!
Per contraddire quanto si sta scrivendo nei commenti di un altro post, in END. Elisabeth e' fondamentale il clima che si crea col disegno, e che introduce alla lettura della storia.
Sono fumetti anche se con piglio illustrativo e il disegno è molto più importante della sceneggiatura, altrimenti scriviamo opere teatrali e leggiamone le partiture oppure scriviamo romanzi senza figure o co n qualche illustrazione ogni tanto "fuori testo" come nel secolo scorso!

@ Orchidea:

"... il disegno è molto più importante della sceneggiatura".


O dio mio, dove sono capitato.

Saur, non mi verrai a dire che nelle domenicali di Tarzan di Hogarth è più importante la sceneggiatura del disegno?

Io non leggo il Tarzan di Hogarth per divertimi, lo leggo per motivi storici.

Se devo divertirmi con materiale dello stesso periodo, o anche precedente, leggo Dick Tray o Little Orphan Annie. Che sono scritti benissimo anche se disegnati male, soprattutto la seconda.

La "bellezza" del disegno dei fumetti è nel suo raccontare la storia, nello storytelling (che è fatto pure di atmosfere).

Se poi il disegno è anche bello in senso puramente estetico, tanto meglio. Vado pazzo per i disegnatori che oltre a sapere raccontare sono pure immaginifici, come Hogarth, appunto.

Per esempio, Druillet, o come si scrive, mi fa impazzire in "Delirius", perché scritto da un Lob in stato di grazia, ma non leggerei mai le storie che si scrive da solo. Lo stesso per Darrow, geniale nella storia scritta da Miller (salvo l'ultima parte), inesistente quando si scrive da solo.

Se voi riuscite a leggere Druillet e Darrow quando scrivono le loro storie, complimenti al vostro stomaco.

Per dar ragione a entrambi, a Orchidea e a Saur, ché oggi non ho voglia di litigare, dirò che in END il disegno è almeno ALTRETTANTO importante quanto la sceneggiatura. E questo libro è bello ANCHE solo per guardare le figure. E l'intervista di Luca è molto interessante, perché chiarisce lo scomodo, ma proficuo, metodo di lavoro delle due Autrici.

Io ho deciso di non esprimere più pareri sulle amiche e sugli amici di Luke Woods: non voglio rovinargli il giro. Queste due sembrano pure carine.

Recensirò solo i morti e gli stranieri. Quelli, insomma, che non si possono incazzare.

Meno male, Willi! Quindi l'hai letta!
In effetti, il metodo di lavoro per "END", in precedenza adottato da Barbara con Alessandro Barbucci, mutatis mutandis, anche per "Sky Doll" è estremamente meticoloso e a suo modo anticommerciale.


Sauro...
Anna e Barbara non sono "solo" mie amiche, ma sono grandi artiste!


E comunque, okay, parliamo di Outcault, Mussino, Tofano, Phil Davi, Alex Raymond...

:-)

A meno che non siano tradotti o redatti dal solito Luke Woods... mi sa che se voglio scrivere ancora qualcosa devo migrare altrove.

Trovato oggi pomeriggio FdC [che non compravo da molto tempo, mea culpa] e letta l'intervista per prima cosa, appena arrivato al lavoro :)
Il metodo Canepa dà risultati incredibili... peccato per la lentezza che comporta. Nove anni per il primo tomo son tanti [e anche l'ennesimo tomo di Sky Doll si fa aspettare]

Ciao, vi giro questa info che hanno spedito a un altro post ma che non avrete visto di sicuro.


E' giunta all'XI edizione il concorso per madonnari presso Bolano di Fisciano (SA), in associazione con il concorso internazionale dei madonnari di Nocera.


Il concorso si svolgerà il 15 settembre 2013 e le opere verranno realizzate su pannelli di cartongesso che saranno messi in vendita al termine della manifestazione. Oltre ai madonnari saranno presenti numerosi artisti con varie tecniche (spray, olio su tela, ecc.).


Il regolamento completo, oltre alle foto delle scorse edizioni, è presente sul sito ufficiale http://madonnaribolano.wordpress.com/, con le indicazioni su come partecipare.

Parliamo allora degli italiani, Sauro!
Quelli non hanno bisogno di essere tradotti!

Che Barbara Canepa fosse un genio si era capito fin da subito ai tempi di Witch, la vidi dal vivo a una Torino Comics che tenne una conferenza in modo interesante e intelligentissimo.
Quando una persona è intelligente si vede dai bagliori che emana.

Piuttosto, vorrei dire che non si devono neppure svalutare troppo le sceneggiature del Gordon di Raymond e del Terzan di Hogarth (soprattutto le prime, quelle che non si scriveva da solo).

Non erano storie terribili, seppur ripetitive, dato che avevano tutti gli elementi avventurosi e fantastici al posto giusto. Un storia d'avventura scritta male è, invece, quella in cui c'è troppo spessore psicologico. Una storia avventurosa è come un porno.

Concludendo, il Tarzan di Hogarth anteguerra non è da buttare via. Pur essendo datato.

E grazie per l'articolo!
E sì, confermo, Luca è anche un grandissimo amico e qualcuno che stimo molto.
Rispondo solo per precisare, per chi scrive senza conoscere, che la realizzazione di "END" non ha comportato 9 anni di lavorazione.
Abbiamo cominciato a scriverlo molti anni fa, ma il progetto è stato nel cassetto per anni, prima di vedere la luce. E nel contempo (parlo per me) ho aperto 2 collezioni, sono diventata editore e ho 50 libri sulle spalle, come autore. Tra W.i.t.c.h. (i numeri che avevo seguito all'inizio) Monster Allergy e SKY DOLL.
E questo è quello che ho fatto in questi anni.
La lavorazione di END, per il primo volume, ha comportato esattamente 3 anni. Da fine 2008 a inizio 2012, quando è uscito in Francia ( giugno precisamente. ).
Il prossimo, che comporterà almeno 2 anni di lavoro, perchè per fare un prodotto cosi , con questa qualità , ci vogliono tutti , è previsto ( salvo fine del mondo ! ) fine 2014.
Lo stesso anno che uscirà , finalmente , il tanto atteso volume 4 di SKY DOLL.
E in questi anni non abbiamo fatto la calzetta al caminetto io e Alessandro, ma molte cose e molte collaborazioni. Io con Dupuis, dove lavoro ogni tanto con Spirou, gestisco due collezioni a Soleil con 12 libri all'anno, e organizzo avvenimenti, expo e conferenze.


Diciamo che non facciamo solo del fumetto. E questo è sempre stato molto chiaro, se conoscete i nostri percorsi.
Ci sono autori che riescono tutta la vita a fare che un solo progetto, io no. Mi innamoro di tutto, sono curiosa e ho voglia di provare e rimettermi in discussione. E non mi sento al servizio del pubblico. Lo rispetto come non mai, è grazie a lui che vivo, ma io vivo prima di tutto per me stessa e ho dei principi molto forti e proteggo molto la mia vita quotidiana. E .. poi la vita è breve !
Carpe diam...
Non avete voglia di provare cose che non avete mai potuto fare?
IO SIIIII!! ... non voglio avere pentimenti che mi attendono nel futuro.

E una assicurazione per tutti, perché ripeto, il pubblico è tutto per me: Sky Dollì, come END, saranno completati. Leggerete la fine di entrambi, quindi.
Non abbiamo mai lasciato una serie in sospeso e non comincero' di certo ora.

Ma è vero: bisogna portar pazienza, come diceva mia nonna !...

E io ne ho molta. Sono giurassica per certe cose.

... scritto troppo veloce , volevo dire "CARPE DIEM " a tutti .. eh!eh!

uh.. la mia lunga mail non è comparsa... Ah ! Avevo perso 10 minuti a scriverla ! ah!ah!ah! Bon, vedro' se avrò di nuovo tempo di rifarla .. Peccato !

E' apparso, forse in ritardo. Succede, come abbiamo visto in altri cas.
Io sono una tua grande ammiratrice, Barbara, i disegni di questo libro sono strabiliani pur nella loro cupezza, voluta.


E anche Moster Allergy mi piaceva molto, ma erano altri anni.
Il fumetto, la serie televisiva l'ho vista appena, purtroppo.

ah, no ! Ritornata.. doveva passare sotto la censura del Luca ! >:pp eh!eh!eh! Scherzo ! magari, cancellate queste due ultime risposte inutili.

Succede, ne sa qualcosa Tomaso, che protesta sempre perché il sistema processa i commenti con ritmi assurdi facendo capire poco o niente fino alla fine,
Ma poi credo che compaia più o meno tutto.
Credo che sia colpa delle centraline della Telecom.
Io lascerei tutti i commenti, come vedo accade normalmente in questo blog.
Io, se possibile, vorrei chiedere quando potrebbe considerarsi in uscita il prossimo "Sky Doll" normale, no i volumi di omaggi.

Se ho parlato di 9 anni, è perché nell'intervista si parla dell'incontro tra Canepa e Merli nel 2003, ma non ho di certo inteso dire che in questo lasso di tempo Barbara Canepa abbia guardato per aria... evidentemente non son riuscito nei miei interventi a far trasparire la stima che nutro per il suo lavoro

Orchidea
“e il disegno è molto più importante della sceneggiatura”

(come ho detto altrove)
il Fumetto è la SIMBIOSI tra testo e disegno;
sono entrambi di UGUAL IMPORTANZA perché ENTRAMBI Narrano!
c’è differenza tra “bei” disegni e disegni che raccontano.
e spero che END non sia di tipo “illustrativo” come dici tu altrimenti devo QUI dichiarare che non è un VERO Fumetto.

Dov'è finita Emi-chan, che non scrive più quei commenti ficcanti?
Mi sa che sia stata scacciata dall'accoppiata: Prospero-Pennacchioli (i 2P)!

Sono pronto a cedere Prospero per fare un'accoppiata con questa Emi-chan, dato che sembra sia una femmina.

Qui di femmine che scrivono più di una riga non se ne trovano.

Willi - nessun problema e vi ringrazio per i complimenti. La mia intenzione era solo quella di sottolineare che.. ok... vero.. sono lenta ( ma in effetti, non cosi tanto, perchè per fare quel tipo di disegno e colore ci vuole molto tempo ) ma effettivamente 9 anni, cominciano a essere tantini anche per me ! ah!ah!ah! Tutto qui.
E in effetti, faccio/facciamo tanto altro.
Sia io , che Anna , come Alessandro.
Sky Doll, ebbene si, manca poco.Non pochissimo, ma abbiamo superato la metà. E quando si è li, è tutto in discesa !
Se andate sul mio link ( basta cliccare sul mio nome in rosso ! ) potrete vedere già il work in progress della prossima cover.
Non sarà per quest'anno il volume 4, non ce la facciamo, ma la versione N&B esce per Angouleme e Bao Publishing normalmente la pubblicherà in Italia,forse contemporaneamente alla Francia. Quidni potrete leggere tutto SKY DOLL a breve.
Il volume 4 della serie normale , quello a colori, è previsto per maggio/giugno 2014.
E il secondo volume di END per Natale 2014.. voili.. Voilà !

Ho sempre apprezzato il disegno di Barbara Canepa anche se si tratta di un genere lontano dalla mia sensibilità. Tempo fa ho visto un volumone fatto bene che presentava una serie di disegni e schizzi come un libro d'arte. Due giorni dopo tornai in libreria per acquistarlo ma non lo trovai.

Pensavo fosse francese di origine italiana: scopro che è italiana.

In questi giorni passo nella mia libreria di Metz e vado ad acquistare End.

I disegni di Anna e Barbara sono molto, molto belli. Credo, Nestore, che in Francia puoi trovare più di una edizione del volume, svariate versioni più o meno lussuose.
Io avrei una curiosità, forse qualcuna delle autrici o dei redattori o critici puo' rispondermi: quanto sono diverse le tirature e le vendite in Francia e in Italia per una "prodotto" simile.
Specifico: END è praticamente identico in Francia e in Italia (tra l'altro il fatto che esca prima in Francia e poi in Italia, pur esseendo realizzato da italiane, è significativo).

Ma quanto di più "funziona" là?

Grazie.

Nestore, io ho l'edizione francese deluxe, che è molto bella ed ha qualche contenuto in più rispetto a quella regolare

@ Zerbino

Secondo l'elenco annuale dell'Acdb del 2012, "End" ha venduto 20 mila copie giuste.

Grazie dell'informazione, Saur.
Non sapevo che si trovassero online i dati di vendita. In Italia avrà tirato meno della metà, temo, e quindi venduto una metà di quanto in Francia se non meno.
Comunque interessante.

Grazie a Willi e Zerbino per le informazioni.

Ho già telefonato alla "mia" libreria facendomi mettere da parte "End".

In Francia le vendite sono in calo da quanto mi è stato detto; solo che in confronto all'Italia il mercato tiene anche per una comunicazione maggiore da parte dei quotidiani e delle Tv che fanno da sostegno alla divulgazione del linguaggio.

Da "noi", è raro vedere un libro a fumetti che viene promozionato con pari dignità allo stesso livello di un normale libro di prosa.

Più volte ho parlato di come in Italia vada incentivata la scrittura e favorito una maggior creatività grafica. E soprattutto come vada sostenuto a livello politico con agevolazioni fiscali chi intende investire nel settore del fumetto. Un paese come l'Italia, con il suo passato, non puo' continuare ad essere insensibile alla creatività, espressa ad ampio spettro. Un disegnatore italiano che lavora per una edizione straniera, per me, è sullo stesso piano di un nostro ricercatore che lavora all'estero. Creatività ed invenzioni diventano royalty per l'impresa del paese di residenza.

A proposito degli autori della collezione Métamorphose, curata da Barbara Canepa: in occasione del Festival BD di Aix-en-Provence di quest'anno è stata allestita una mostra meravigliosamente suggestiva e magistralmente curata all'interno del Museo di Storia Naturale di Aix. Valeva il viaggio, e infatti ci sono stato. Qualche immagine costì: http://bdaix.blogspot.it/2013/05/metamorphose-nuit-europeenne-des-musees.html

Ho visto Willi, molto bello!

@ Zerbino

Mi correggo, quella è la tiratura (le copie stampate), quindi la diffusione (le vendite) di "End" è sicuramente inferiore alle 20 mila copie. Saranno state 15 mila?

Comunque, chiunque sia interessato alle tirature dei singoli albi francesi, vada qui:

http://www.acbd.fr/category/les-bilans-de-l-acbd/

Per scaricare l'anno che interessa clicchi sulla scritta: Télécharger le Bilan (PDF)

Si parla sempre di tirature, non di vendite.

Qualcuno conosce la percentuale del prezzo di copertina che va in tasca agli autori degli albi francesi?

Così possiamo capire quanto bisogna vendere per riuscire a vivere in Francia con il fumetto.

Interessante vedere come i numeri delle vendite sono buttati al vento su web !ah!ah!...
Ma non c'è nulla di giusto. Chissà da dove prendoni quei dati? mah !
E per informazione, END è già stato ristampato più volte...

A parte questo, si , il mercato francese è molto diverso da quello italiano. Ed è in calo anche li.
La crisi è mondiale, non credo che sia sfuggito a nessuno, no? ;)
Ma le percentuali di perdita, delle case editric, sono molto più basse, rispetto a quelle italiane.
Insomma, ci si tira su le maniche delle camicie e si va avanti con altre idee, senza aver paura.. Investendo ancora. Credendo ancora. Mai fermarsi, infatti. Questo fa morire un mercato. E l'arte stessa in tutte le sue forme...
Mai aver paura.
E si , sono italianissima e sono residente in Italia. Ma viaggio molto. Infatti,casa mia è il mondo..
Non ho un punto stabile dove sto più di qualche mese, anche se l'Italia resta il mio paese e Genova la mia città, che adoro e dove torno appena posso.

END è uscito in Francia prima, perchè il primo editore è francese. Molto semplice. E poi si è esportato in Italia, come in tanti altri paesi, nel caso italiano è Bao Publishing.

L'italia non puo ancora permettersi di pagare le avances agli autori.
La francia si....
E qui stà il nocciolo di tutta la questione : il vero motivo della fuga di talenti verso questo paese.. E non solo, anche gli Stati Uniti.

Si puo vivere da fumettista? Si.
Senza dubbio. Si puo divenire milionari.
Si puo fare la fame da fumettista : si.
E la motivazione per continuare è dura è difficile. Una battaglia quotidiana.

Ma non sono io un buon esempio, perchè non vivo grazie solo al fumetto, anche se tutto nasce intorno al fumetto e in qualche modo ne è legato...


Questo conferma che quanto ho scritto corrisponde al vero. La Francia programma e dà possibilità a tutti o quasi. Percui la crisi la si supera con più facilità.

In Italia non si investe nelle idee e non si ha coraggio (Luca, quante volte l'ho scritto?); ma credo, più che il coraggio, l'incapacità risiede soprattutto nell'"ignoranza colta" di cui l'Italia ne è molto grassa, ricca: sta vivendo una sbornia di stupidità che la si tocca e respira in ogni ambito, situazione: la Tv, nella sua routine di personaggi squallidi, ne è l'esempio più lampante!

Siamo tutti "uomini di mondo": ho fatto il militare a Cuneo diceva il grande Toto'. Ma ogni tanto si ha bisogno del proprio "grembo" natio, tardi che sia.

Mah, quella indicata è una fonte ufficiale, che ovviamente non tiene conto di eventuali ristampe nel 2013.

In Francia c'è un pubblico molto ricettivo, che in Italia ormai non si può più costituire. Magari potrebbero fare qualcosa gli editori dei quotidiani, se pubblicassero collane inedite con molti autori che si alternano sull’esempio del bonelliano “Un uomo un’avventura”. Il Corriere della Sera e La Repubblica, volendo, potrebbero farcela.

Purtroppo la situazione francese, invidiabile per l’incredibile numero di inediti, da un punto di vista qualitativo lascia a desiderare: io non riesco a leggere quasi niente. E proprio per la “libertà” di cui parla Nestore. L’età aurea del fumetto francese è stata gli anni sessanta, quando si produceva molto meno, ma tutto era supervisionato da grandissimi editor che, ovviamente, davano la massima importanza alle sceneggiature. Servirebbe meno libertà per i disegnatori e più editor sceneggiatori.

in Francia c'è la cultura del libro!
da noi è arrivata con la Planeta DeAgostini.
quindi è da poco, ma da anni richiesti, che possiamo scegliere tra albetto spillato e volume.
ce ne vuole per avviarci verso la Freancia!
in Italia dubito che la tiratura di volumi dito END superi le 5mila copie.
per questo c'è "l'usanza" di fare delle "ristampe" di opere stampate per la prima volta all'estero.
non si possono permettere di pagare anche per il lavoro, per le tavole...

ma quel che mi chiedo è:
se è così critica, come mai Asterix viene ristampato in continuazione?
ma chi le compra tutte quelle copie?!!!
(in Italia)

Sebastiano, siamo un paese che non ci amiamo altrimenti avremmo più rispetto dell'ambiente che ci circonda: dal marciapiede al museo, dal sito archeologico alle varie istituzioni.

Spesso siamo servili anche quando ci "nascondiamo" dietro declinazioni globaliste. Secoli di colonizzazione e di latifondismo lasciano il segno. Quindi soggetti a snobbare cio' che ci circonda; di conseguenza, venendo nel nostro "territorio", non si investe in noi stessi in quanto non abbiamo il senso e la cultura dello stato, l'appartenenza ad una comunità nazionale. Se l'avessimo, forse non ridurremmo lo spazio pubblico in pattumiera. Cosa c'entra col fumetto? C'entra, c'entra!

Del famoso Made in Italy cosa ci resta? Le mutande? Ci stanno togliendo anche quelle! Tra gli anni '50 e '60, avevamo i migliori illustratori di manifesti cinematografici, di libri, di riviste; come in precedenza avevamo il grande Bertoletti e altri che facevano persino le illustrazioni per le riviste francesi come "nous deux" e altre; lavori a cui i francesi toglievano le firme degli italiani. Negli anni '60, abbiamo avuto sviluppi fumettistici innovativi con Pratt, Toppi (senza tralasciare l'innovazione Jacovittiana degli anni '50)e soprattutto con Crepax capace di intellettualizzare il linguaggio, sia nel segno che nell'impostazione. Intellettualizzazione che in Francia arriverà con Metal Hurlant nel 1975 su iniziativa di Dionnet. Eravamo ricchi di grandi editorie produttive che stampavano di tutto, ma lasciate morire ignominiosamente. Senza parlare di editori come Ponzoni, Bozzesi e altri che pubblicavano fotoromanzi anche in Francia.
E noi, disegnatori italiani, pubblicavamo per diverse editorie francesi come la Lug e altre.

Tutto andava sostenuto, aiutato a crescere, invece, piano piano è cominciato il declino.

Se pensiamo che due colossi mondiali come la Glenat e Delcourt nascono tra gli anni '80 e '90, partendo da zero...cosa dire? Ecco, appunto: la Francia pianifica. Noi siamo più forti commercialmente nella moda? Loro creano un grande gruppo e come una grande calamita si mangia tutte le altre: come è avvenuto con tante nostre griffe. insomma: come gli Orazi e i Curiazi. Uno alla volta e li batti.


Non si vende il fumetto in Italia e non si investe?
Se ancora oggi in italia, per connotare negativamente un film o un libro si dice: è un fumettone! Cosa possiamo aspettarci??? Che si investi nell'editoria? Chi in queste condizioni?


Perchè l'incipit iniziale sul fatto che "non ci amiamo"?
Ti racconto un episodio
con Uderzo protagonista.


Il disegnatore di Asterix, verso la fine degli anni '90, ricevette dalla camera di commercio italiana di Parigi, un premio come disegnatore di origine italiana ( i genitori erano veneziani), mi pare ci fosse anche la Cardinale. Alla domanda come avvenne la creazione di Asterix le Gaulois, disse: primo per omaggiare De Gaulle, nella pronuncia ricorda molto l'ex presidente; secondo e più importante, le botte ai romani simboleggiano botte agli italiani; solleticare l'orgoglio dei francesi avrebbe avuto un grande effetto commerciale come si è rivelato. Concluse: se al contrario avessimo creato dei personaggi italiani che le suonassero ai francesi, gli italiani stessi non l'avrebbero comprato in quanto sono più esterofili che fieri di sè stessi.

Ecco, già nel '58-59 sapevano come eravamo (siamo) fatti. Loro progettano e ottengono risultati; noi se creiamo qualcosa fanno in modo di togliercelo. Sanno che siamo più creativi al loro cospetto, ma allo stesso tempo si sentono più razionali e quindi con più chance di fregarci. E ci riescono! La loro politica è quella di colonizzarci: una volta lo facevano con le armi sfruttando la mancanza di unità nazionale, oggi lo fanno "politicamente"!


Preciso: il mio discorso si basa sull'analisi storica e politica che non ha nulla a che fare con la simpatia o antipatia.


Concludendo: abbiamo nei cumuli di storia alle nostre spalle sufficiente materiale da utilizzare per produzioni a fumetti. Invece, ci piace scrivere tante di quelle coglionerie di mondi e luoghi che non ci appartengono. Solo per scimmiottare altre tendenze; al contrario non ci sentiremmo "internazionali".
Più coglioni di cosi'!

Sebastiano, siamo un paese che non ci amiamo altrimenti avremmo più rispetto dell'ambiente che ci circonda: dal marciapiede al museo, dal sito archeologico alle varie istituzioni.

Spesso siamo servili anche quando ci "nascondiamo" dietro declinazioni globaliste. Secoli di colonizzazione e di latifondismo lasciano il segno. Quindi soggetti a snobbare cio' che ci circonda; di conseguenza, venendo nel nostro "territorio", non si investe in noi stessi in quanto non abbiamo il senso e la cultura dello stato, l'appartenenza ad una comunità nazionale. Se l'avessimo, forse non ridurremmo lo spazio pubblico in pattumiera. Cosa c'entra col fumetto? C'entra, c'entra!


Del famoso Made in Italy cosa ci resta? Le mutande? Ci stanno togliendo anche quelle! Tra gli anni '50 e '60, avevamo i migliori illustratori di manifesti cinematografici, di libri, di riviste; come in precedenza avevamo il grande Bertoletti e altri che facevano persino le illustrazioni per le riviste francesi come "nous deux" e altre; lavori a cui i francesi toglievano le firme degli italiani. Negli anni '60, abbiamo avuto sviluppi fumettistici innovativi con Pratt, Toppi (senza tralasciare l'innovazione Jacovittiana degli anni '50)e soprattutto con Crepax capace di intellettualizzare il linguaggio, sia nel segno che nell'impostazione. Intellettualizzazione che in Francia arriverà con Metal Hurlant nel 1975 su iniziativa di Dionnet. Eravamo ricchi di grandi editorie produttive che stampavano di tutto, ma lasciate morire ignominiosamente. Senza parlare di editori come Ponzoni, Bozzesi e altri che pubblicavano fotoromanzi anche in Francia.
E noi, disegnatori italiani, pubblicavamo per diverse editorie francesi come la Lug e altre.

Tutto andava sostenuto, aiutato a crescere, invece, piano piano è cominciato il declino.

Se pensiamo che due colossi mondiali come la Glenat e Delcourt nascono tra gli anni '80 e '90, partendo da zero...cosa dire? Ecco, appunto: la Francia pianifica. Noi siamo più forti commercialmente nella moda? Loro creano un grande gruppo e come una grande calamita si mangia tutte le altre: come è avvenuto con tante nostre griffe. insomma: come gli Orazi e i Curiazi. Uno alla volta e li batti.


Non si vende il fumetto in Italia e non si investe?
Se ancora oggi in italia, per connotare negativamente un film o un libro si dice: è un fumettone! Cosa possiamo aspettarci??? Che si investi nell'editoria? Chi in queste condizioni?


Perchè l'incipit iniziale sul fatto che "non ci amiamo"?
Ti racconto un episodio
con Uderzo protagonista.

Il disegnatore di Asterix, verso la fine degli anni '90, ricevette dalla camera di commercio italiana di Parigi, un premio come disegnatore di origine italiana ( i genitori erano veneziani), mi pare ci fosse anche la Cardinale. Alla domanda come avvenne la creazione di Asterix le Gaulois, disse: primo per omaggiare De Gaulle, nella pronuncia ricorda molto l'ex presidente; secondo e più importante, le botte ai romani simboleggiano botte agli italiani; solleticare l'orgoglio dei francesi avrebbe avuto un grande effetto commerciale come si è rivelato. Concluse: se al contrario avessimo creato dei personaggi italiani che le suonassero ai francesi, gli italiani stessi non l'avrebbero comprato in quanto sono più esterofili che fieri di sè stessi.

Ecco, già nel '58-59 sapevano come eravamo (siamo) fatti. Loro progettano e ottengono risultati; noi se creiamo qualcosa fanno in modo di togliercelo. Sanno che siamo più creativi al loro cospetto, ma allo stesso tempo si sentono più razionali e quindi con più chance di fregarci. E ci riescono! La loro politica è quella di colonizzarci: una volta lo facevano con le armi sfruttando la mancanza di unità nazionale, oggi lo fanno "politicamente"!


Preciso: il mio discorso si basa sull'analisi storica e politica che non ha nulla a che fare con la simpatia o antipatia.

Concludendo: abbiamo nei cumuli di storia alle nostre spalle sufficiente materiale da utilizzare per produzioni a fumetti. Invece, ci piace scrivere tante di quelle coglionerie di mondi e luoghi che non ci appartengono. Solo per scimmiottare altre tendenze; al contrario non ci sentiremmo "internazionali".
Più coglioni di cosi'!

Sebastiano, siamo un paese che non ci amiamo altrimenti avremmo più rispetto dell'ambiente che ci circonda: dal marciapiede al museo, dal sito archeologico alle varie istituzioni.
Spesso siamo servili anche quando ci "nascondiamo" dietro declinazioni globaliste. Secoli di colonizzazione e di latifondismo lasciano il segno. Quindi soggetti a snobbare cio' che ci circonda; di conseguenza, venendo nel nostro "territorio", non si investe in noi stessi in quanto non abbiamo il senso e la cultura dello stato, l'appartenenza ad una comunità nazionale. Se l'avessimo, forse non ridurremmo lo spazio pubblico in pattumiera. Cosa c'entra col fumetto? C'entra, c'entra!

I commenti a volte non arrivano per neiente e a volte si moltiplicano e duplicano da soli.
Mah!
Terzo mondo, penso che in Francia le cose vadano e andranno meglio che in Italia anche rispetto alla rete.
Ma ora accenno all'Inghil...

...terra!

Quando hanno detto al Principe Carlo che ero uno sceneggiatore di fumetti, ha iniziato a parlarmi di Eagle e Dan Dare. Ho dovuto dirglielo: Dan Dare è un fascista (Grant Morrison)

Si possonoi leggere il reportage da Edimburgo e vedere le foto qui: http://smokyland.blogspot.it/2013/08/missione-edimburgo-1-stripped-con.html


Be, diciamo che è Regno Unito, non proprio England.

Sarà pure stato "fascista", che per Morrison vuol dire non di sinistra, ma io rimpiango il Dan Dare di Hampson.

Chissà cosa ne pensa Tomaso, che lo leggeva sul supplemento del Giorno.

Molto bravo Frank Hampson eppure il suo personaggio Dan Dare non mi ha affascinato molto. Sicuramente una mia pecca!

Di Hampson, tantissimi anni fa, credo fosse lui l'autore, apprezzai molto un libro a fumetti su Gesù in versione inglese. Credo non sia mai stato pubblicato in Italia.

Ma potrei sbagliarmi.

nestore,
uno dei problemi è che ancora c'è la mentalità:
Francia o Spagna purchè se magna...

e quanta gente è contenta se il ladro che entra in casa loro a rubare, poi li chiama, gli da lavoro, pagandoli coi soldi rubati a loro!

l'Italia,
un tempo paese della cultura, si accontenta del ruolo di (tele)spettatore, mentre il mondo sprofonda!

Proprio vero, Sebastiano. In questo blog di commentatori protestatari si fa notare spesso come la situazione in Italia sia avvilente per la cultura.
E non ho mai letto (forse mi sarà sfuggito se c'è stato) un post di qualche appoggio, almento formale, al Teatro italiano che è in grande crisi grazie ai tagli di quegli inqualificabili fabbricatori d'ignoranza che futo "Fovbice Tvemonti" e Brunettinaccio.

Questo tizietto, che disprezza la cultura anche più del "Sommo Poeta" Bondi, se la prese con Venezia, col Teatro e anche con Michele Placido (che penso l'abbia querelato) come se gli sptechi dell'Italia dipendessero da loro e non dai furti continui degli evasori fiscali, dagli stipendi strabilianti dei manager piduisti e così via.

Sebastiano, non solo: fanno entrare i ladri in casa anche per apprendere il mestiere del ladro!!!

Giona, ne ho parlato quasi un paio d'anni orsono nell'ambito della crisi dei vari linguaggi: cinema compreso oltre al teatro.

Certo, Nestore, ho letto anche i tuoi interventi anche se non credo tutti.
Ma vari commentatori ne hanno parlato e io che sono un outsider mi trovo del tutto d'accordo.
Com'è ovvio il mio interesse principale, e che mi sprona a seguire questo blog è il fumetto.
Per questo mi complimento anch'io con Barbara Canepa, e non soltanto per il suo grande lavoro "d'indirizzo", ma anche per le vendite che a quel che leggo sono molto buone in Francia.

già, le vendite.
eppure se in Italia ci fosse un fatturato maggiore... potrebbero rubare di più.
misteri della finanza.

Non insegnamo a rubare, Sebastiano, non diamo suggerimenti, siamo già un paese di ladri. E quando si è ladri si tende a farsi eleggere per farsi le leggi e farla franca come si è visto.

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