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TUTTO SU STAN WALSH, di Alberto Becattini


Grandi settembre

L'annuncio fatto tempo sulla pubblicazione imminente di una storia di Stan Walsh è stato coronato di veridicità grazie all'uscita in edicola di questo Grandi Classici Disney che porta la data di settembre 2013.

Come si dice in questi casi... Enjoy!

Stan Walsh C&D

Pur possedendo ormai un proprio blog (Alberto's Pages, che vi incito a visitare, è incredibilmente pieno di informazioni), Alberto Becattini prosegue inviandoci profili di autori di taglio umoristico ben poco noti.

E' la volta di Stan Walsh, che in capo all'anno sarà presente, dopo tanti anni, anche in una compilation italiana di storie vintage, State in campana!

Stanley Lewis Walsh nasce il 26 luglio 1920 nel Maine.

Hr.phpCome molti altri giovani talentuosi della sua generazione, va a cercar fortuna in California ed esordisce nell’animazione nel 1939 come assistente presso lo Studio Disney. Vi torna dopo il servizio militare, dal 1945 al 1950.

Durante la II Guerra Mondiale è mitragliere nella fusoliera di un B-24 in Inghilterra. Promosso sergente, si guadagna una medaglia.

Tra il 1951 e il 1954 disegna alcune storie a fumetti con i personaggi disneyani per l’editrice Dell/Western.

Il suo stile assai efficace, vicino a quello “streamlined” dei cortometraggi Disney di quegli anni, si ricorda soprattutto per la storia a episodi nota in Italia come Topolino e l’armata elettronica.
Walsh realizza inoltre le matite per un volumetto disneyano edito da Whitman nel 1952, che è anche l’unico a citare il suo nome sul frontespizio.

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Nel 1952, insieme con Art Babbit, Arnold Gillespie e Michael Lah, fonda lo studio Quartet Films of Hollywood, che realizza cortometraggi pubblicitari e promozionali per il cinema e la TV.
Lo studio è attivo fino al 1970.

Nel 1954, con Al Amatuzio, fonda un altro studio, Sketchbook Film Productions, che tuttavia resta attivo per un solo anno.

Nel 1966, con l’aiuto di Paul Carlsom, disegna l’uccellino-logo della squadra di baseball dei Baltimore Orioles.

O's pencil

Stan Walsh Orioles

Fino al 1970 Walsh continua ad animare e dirigere cortometraggi per Quartet Films e Storyboard, Inc. (lo studio creato da John Hubley).

Negli anni Settanta è direttore della sceneggiatura e regista presso gli studi Hanna-Barbera e Sanrio, poi passa alla DIC Enterprises.

Walsh scompare il 3 gennaio 1996 a Cambria, nella contea di San Luis Obispo, in California.

FILMOGRAFIA

Studio: DISNEY 1939-1941/1945-1950
Intercalatore/Assistente animatore
24/01/1941 Pluto’s Playmate [Pluto]
e altri cortometraggi

Studio: SKETCHBOOK FILM PRODUCTIONS c.1954
Animatore:
00/00/1954 Tom Schuler – Cobbler, Statesman [per US Information Agency]

Studio: STORYBOARD, INC./HUBLEY c.1955-1958
Animatore/Regista:
Cortometraggi pubblicitari per la TV
00/00/1957 Snowdrift
00/00/1958 A Date with Dizzy
00/00/195? Bank of America

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Studio: QUARTET FILMS 1958-1970
Animatore/Regista:
1958-1970 Cortometraggi pubblicitari per la TV
Tony the Tiger
Snap, Crackle and Pop
The Green Giant
et al

Studio: HANNA-BARBERA c.1972
Direttore della Sceneggiatura:
10/10/1972 Help Wanted [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
17/10/1972 Love Story [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
31/10/1972 Chet’s Job [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
07/11/1972 Chet’s Fiancée [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
14/11/1972 The Mouse [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
21/11/1972 Duty Calls [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
05/12/1972 The New Car [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
19/12/1972 The Prowler [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
26/12/1972 Mama’s Identity [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
02/01/1973 The Patient [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
09/01/1973 The Swimming Pool [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
16/01/1973 Sweet Sixteen [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
30/01/1972 Music Tycoon [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
06/02/1973 Accidents Will Happen [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
13/02/1973 Papa in New York [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
18/09/1973 The Lady Detective [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
25/09/1973 Permissive Papa [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]
16/10/1973 Papa, the Housewife [Serie TV Wait Till Your Father Gets Home]

Studio: SANRIO c.1976-1978
Regista di sequenza:
03/05/1978 Winds of Change [titolo alternativo: Metamorphoses]

Studio: DIC c.1980-1981
Animatore:
14/12/1981 A Chipmunk Christmas [Special TV]

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BIBLIOGRAFIA

A) COMIC BOOKS
Editore: DELL (alias WESTERN PRINTING)
Chip ’n’ Dale – Christmas Parade #7 (11/1951); Vacation Parade #3 (07/1952).
Christmas Surprise [tavola con testo e illustrazioni] – WDC&S #136 (01/1952).
Mickey Mouse in The Mystery of the Robot Army – WDC&S #133-136 (10/1951-01/1952).

Mickey Robot Army

Mickey Mouse in One Hundred Million Years Ago – Four Color #387 (04/1952).
Mickey Mouse: [Dog Wash Blues] [Gag] – Four Color #387 (04/1952).
Mickey Mouse: [The Right Side] [Gag] – Four Color #387 (04/1952).
Pluto with Ferdie and Morty – WDC&S #164 (5/1954).

B) LIBRI ILLUSTRATI
Editore: WHITMAN (alias WESTERN PRINTING)
Tell-a-Tale: Donald Duck and Chip ‘n’ Dale #945 (1954) [Colori di Gene Wolfe. Ristampato fino al 1979 come #2407, 2589].

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Quella che chiude il post è una copertina realizzata da Giuseppe Perego ispirandosi allo stile di Walsh.

Armata elettronica

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TUTTO SU ED BENEDICT, di Alberto Becattini (seconda parte)© Disney per la maggioranza delle immagini.


Commenti

Molto tecnico, almeno per me povero campesino padano.
Però, nel tuo blog,Caro Beka, ho letto con molto interesse il post su Briggs, sciagurato disegnatore di Gordon giornaliero.
Strisce che io lessi per la prima volta su "Topolino" giornale, colorate e rimontate su una pagina intera.
Non parliamo della loro versione- le strisce - degli editori Spada: una cosa da pazzi!!

Io vorrei sapere qualcosa di più sui film pubblicitari di Walsh e anche se era parente dell'altro Walsh ben più famoso, Bill.

Certamente non c'entra con Walsh, ma dato che è una cosa recentissima e che coinvolge tutti noi, non trascuro di darvi questa info, sulla Corte Costituzionale, che ha accolto l'eccezione di incostituzionalità parziale dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori proposta dalla Fiom e giudicata non infondata da alcuni tribunali.


E ha modificato il testo di quell'articolo in un modo poco evidente ma importantissimo: la Fiom può rientrare a pieno titolo in tutte le fabbriche Fiat, e con la Fiom in quelle fabbriche rientrano la Costituzione e la dialettica democratica.

Proseguo dopo con l'argomento.

Poiché ne anvevamo parlato, segnalo che a questo link Alberto Becattini ha sistemato fra le altre una scheda molto dettagliata su Robert Wickersham:
http://alberto-s-pages.webnode.it/animators-until-1970/w-x/

Dicci pure, Giona!
Ma il commento su Giuseppe Porelli dov'era poi finito?
Qualcuno aveva fatto una domanda, tempo fa...

ho fatto un salto da Alberto...
nella presentazione dice:
"il mio interesse è sempre stato per gli autori piuttosto che per i personaggi"
questo è molto simile a quello che dico io quando parlano della Longevità di alcuni Eroi di carta;
i vari batman, Spider-Man, Superman,,, Tex...
devono quello che sono agli autori che hanno saputo renderli "unici".
sono le storie che valgono non il personaggio: come dimostra pure il calo di popolarità (leggi vendite) quando è in mani meno capaci.
quando si parla tra collezionisti dico che bisognerebbe collezionare le storie degli autori e non del personaggio;
quando compriamo una nuova storia dovremmo vedere chi è l'autore è poi aver il "coraggio" di fare una scelta.
certo, questo non è da "collezionista".

inoltre quando vedo lo scempio che ne fanno alcuni autori su personaggi più recenti e più nostrani (bonelliani) aggiungo che solo il loro creatore può realizzarli al meglio!
gli altri non ne sanno cogliere l'anima o li stravolgono perchè non scrivono su quel personaggio ma -adattano- una storia al Lui.
"non capirò mai" come gli editori possano permettere un simile scempio.
vale così poco la FEDELTA' al personaggio?
e i lettori? possibile che gliela fanno passare liscia?

tanto per fare un esempio:
Dampyr.
smisi di leggerlo dopo poche storie dall'arrivo di altri autori;
apro l'albo, leggo... ma questo è mister No!
sembrava di leggere mister No;
infatti era scritto da uno degli autori di MN!
è in queti casi la cosa è anche più grave: il "creatore" diede l'OK per quella storia!
e anche con DD: come fa Sclavi a permettere lo scempio del suo DD?

Sebastiano: l'incoerenza e la contraddizione sono costanti della vita.Anche io ancora mi meraviglio di fronte a certe storie di Martin Mystère, ma ragionando capisco che senza compromessi un grosso personaggio che ha bisogno di molte mani per uscire con continuità e frequenza regolare, incappa sempre in alti e molti bassi.
Però, fondamentalmente, hai ragione.
Ma qualche eccezione ci fu, almeno secondo me.Parlo di "Napoleone".A te piace questo personaggio, ormai relegato nella sfera dei ricordi??

A scrivere così sul video sono una bestia: volevo dire che un grosso personaggio che necessita di molte mani e più di una mente al lavoro, incappa per forza in momenti di caduta di stile e di contenuto.

Ambrosini è un grosso autore, scrive e disegna, il che non è poco.Con "Napoleone" seppe scegliere i collaboratori all'altezza del compito.Bacilieri, ad esempio, che pue essendo molto diverso da Ambrosini come stile di disegno, essendo una persona nintelligente e con sale in zucca, riuscì a fare srorie di "Napoleone2 molto intriganti.Poi, credo, Ambrosini in qualche modo interagiva.Penso.

Io sono HR manager di una grande compagnia internazionale.
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HR Manager
Ufficio Internazionale

Salve, Sebastiano, Offertorio (che non merita risposta ma è significativo), Tomaso.
E' vero, ci sono personaggi che non fanno quello che dovrebbero.
Anch'io penso che sia importante il discorso sugli autori che fa Alberto e che fate anche voi.
Solo i superficiali vogliono leggere storie di quel tal personaggio perché gli piace.
I professionisti della lettura scelgono.
Preferiscono lo Zorro di Alex Toth e schifano quello degli altri, anche a parità di insulse sceneggiature.


Adesso aspetto di vedere questi lavori di Stan Walsh.

tomasoprospero,
"Ma qualche eccezione ci fu, Parlo di "Napoleone".A te piace questo personaggio, ormai relegato nella sfera dei ricordi??"
si!
e se ricordo bene non mi ha mai deluso.

Bacillieri?
ecco un'eccezzione alla regola:
mi son meravigliato che Bonelli, o chi per lui, lo lasciassero, su un "albo bonelli" CREARE la Tavola come fa LUI !


"un grosso personaggio che ha bisogno di molte mani per uscire con continuità e frequenza regolare, incappa sempre in alti e molti bassi"
ma basterebba che ci fosse un controllo "affinità" o che fosse permesso la segnalazione delle parti non in sintonia.
un artista deve essere libero nel suo lavoro ma DEVE pure RISPETTARE il personaggio su cui scrive.
è questo che non mi va giù.
che alcuni scrivono senza averlo capito
o, PEGGIO, fregandosene!
perchè vogliono "presentare" la loro versione.

Ciao, lagenzia di oggi: (AGI) - Milano, 31 lug. - Topolino passa dalla Disney alla Panini. Il trasferimento del popolarissimo fumetto alla societa' modenese e' stato confermato con una nota dalla Disney Italia che parla di "un accordo preliminare per il trasferimento delle attivita' editoriali relative alle riviste Disney in Italia". Insieme a Topolino, alla Panini passeranno altre riviste per bambini come Bambi e Winnie the Pooh, ma "Disney rimarra' comunque fortemente coinvolta in tutti i prodotti editoriali oggetto dell'accordo al fine di garantire il patrimonio e l'alta qualita' di storie e fumetti che hanno accompagnato e divertito intere generazioni di italiani".

Ma io dico: Bambi e Winniy the Pooh non escono più, e allora come ha lavorato questa AGI, che scrive notizie prive di fondamento? Forse vuopl dire che Panini riaprirà queste testate. ecco, questo posso pensare. E voi che ne dite?

L'ho comprato, la differenza è solo nel fatto che la copertina dei Grandi Classici è metallizzata, rispetto a questa che è vermiglia di fondo... Cavazzano è sempre grande, ma si sa.


Sull'INDUCKS non ho trovato proprio tutto quello indicato.
http://coa.inducks.org/creator.php?c1=date&c=SWa


Il libro illustrato "Donald Duck and Chip ‘n’ Dale" indicato da Alberto Becattini sembra essere la ristampa del volume (il costo indicato è di 59c).
Su Amazon vendono una precedente stampa (la prima?) con il costo indicato in copertina di 25c.
Lo vendono a 31 centesimi di dollaro.
http://www.amazon.com/Walt-Disneys-Donald-Duck-Chip/dp/B0017H862Y/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1377902372&sr=1-2

Una cifra al di sotto delle mie possibilità. Quindi lo prendo.

31 centesimi e basta?
Fortunato mortale! Io su ebay trovo sempre roba troppo cara per i miei gusti, italiana.
Tra quella USA non ho mai fatto esplorazioni ma il momento è arrivato.

Magari qui Beka potrà rispondermi. Ri-posto il mio quesito.

Mi chiedo: Gottfredson era gommoso di suo o la sua gommosità dipendeva da bravi inchiostratori?

Perché nei dipinti fatti pochi anni dopo essere andato in pensione è spigolosissimo. E anche piuttosto sciatto. Irriconoscibile, insomma.

Mi ricorda le matite di Curt Swan senza le chine di Murphy Anderson.

O Marshall Rogers senza Terry Austin, per dire.

E io che pensavo che la domanda sugli inchiostratori di Gottfredson fosse facile.

Neppure Fortunato si fa vedere.

Buio assoluto.

Qui c'è da stracciare qualche tesserino di strippologo e di disneyologo.

Ti rispondo io, Sauro, o almeno comincio (poi esco); come hanno già scritto altri, oggi è difficile navigare, non si riesce a postare niente senza perdere inutilmente ore di vita dietro questo Internet a carbone che ci hanno condannato a usare.
Adesso provo a spedire e leggo "Il tuo commento non può essere pubblicato. Errore di scrittura:undefined No entry_xid in request".

Non è pazzesco?


Gottfredson era un grande inchiostratore, oltre che matitista.

Se negli anni Trenta si faceva aiutare era soprattutto per velocizzare il lavoro, nopn perché non fosse in grado di farlo da solo.
Non è ignoto che abbia messo le mani sulle matite di alcune tavole di Taliaferro, per esempio. Ci sono testimonianze fotografiche di Floyd che corregge il Pluto della tavola di una "Silly Symphony". E ho letto che un critico ha individuato il suo apporto anche nelle figure di Clarabella e Orazio che passano per essere totalmente di Taliaferro, secondo i credits della Disney.
Quando nel dopoguerra inchiostra le sue strisce da solo, la differenza con la gommosità degli anni Trenta si nota, ma è comunque un Maestro, molto più moderno e al passo con lo stile che Disney sta sviluppando anche nei cartoons, influenzati dalla linea di John Hubley della UPA, e anche da quelli di Chuck Jones alla Warner.

Non so se è noto che Floyd aveva un problema alla mano, un po' "rovinata", era malato. Era anche piuttosto amareggiato per una serie di situazioni concernenti il lavoro. Questi fattori possono aver influito sulla qualità del suo lavoro negli ultimi tempi.

Va bene, Sauro, intervengo io, che non ho nulla di valido da dire, in confronto a Beka-Man, giusto per non lasciarti solo davanti alla tastiera.
Non conosco tutti i dipinti di Gott., ne ho cercato qualcuno su google, trovandone alcuni più "fumettistici", altri certamente sciatti come dici tu.
Però devo dirti, a costo di sembrare iconoclasta, che anche i tanto lodati olii di Barks, non è che mi convincessero troppo.
Quindi forse la questione va, molto banalmente, ricondotta alla differenza tra disegno e pittura, o semplicemente al declino creativo della senilità.
Per quanto riguarda il Gottfredson disegnatore, noto anche una cosa.
Da anni, tanti autori "fantasma" sono stati identificati e stanati (in questo è bravissimo proprio il già citato Mega-Beka), e quindi, alla favoletta dell'autore solitario che per 80 anni scrive e disegna lo stesso personaggio, non crede più nessuno.
Forse proprio sul Gottfredson, e sui suoi 45 anni consecutivi, c'è ancora tanto da scoprire.
E se il vero disegnatore delle strisce di Mickey Mouse fosse stato uno sconosciuto? Che so, ... Al Levin?

Qui parliamo proprio del segno di contorno, ben evidente anche nelle pitture di Gottfredson (il quale, a differenza dell'elementare e legnoso Barks, è ritenuto un grande disegnatore).

Sicuramente da qualche parte c'è un elenco di inchiostratori di Gott, ma mi chiedo se qualcuno ha mai visto le sue matite.

Io pensavo avesse uno stile molto fluido, qullo che hanno riprodotto Scarpa e Motta, ma mi stanno venendo dei dubbi.

Insomma, Gott era un abusivo?

Lo chiedo a Beka, Fortunello, Luke Woods o chiunque altro abbia dei dati precisi in mano (o altrove).

Mein Gott!
Eta Beka ha parlato di Gottfredson, tra l'altro, nell'articolo “Topolino, 80 anni a strisce (e tavole)”, su Fumetto ANAFI n. 68 (2008).
Ivi è indicato come inchiostratore di Gott., mi sembra, solo Ted Thwaites (fino al 1940). Si dice poi che dalla fine del 1946 il Nostro ritornò a inchiostrare e ad occuparsi finanche del lettering.
Poi si dice che Gott. "riesce a mantenere su buoni livelli il disegno della strip sino al suo ritiro... facendosi sostituire solo per brevi, nell'arco di un ventennio, da altri disegnatori dello Studio quali Bill Wright, Julius Svendsen, Manuel Gonzales, Frank Grundeen, Dick Hall e Mike Arens o facendosi coadiuvare, nell'ultimo anno, da Carson Van Osten e Larry Mayer".

Il problema è che gli esperti non hanno la palla di vetro: quando dicono che un disegnatore si inchiostra da solo, quali prove hanno? A volte queste prove esistono, altre no.

Mi piacerebbe davvero vedere le matite di Gott.

Magari potrei trovarle anch'io, se esistono, su internet o su qualche libro che ho in casa.

Ma sono pigro.

Signori, mi sembra che si stia scherzando.
Gottfredson è una declinazione fumettistica di Dio.
Senza di lui non ci sarebbero stati Barks, Scarpa, Bradbury e chi volete aggiungere all'enco (a vostro piacimento). Fumettisti pur grandi, immensi, ma che avrebbero lavorato in modo diverso, magari anche sugli stessi personaggi disneyani, senzo i modelli di Floyd.
Ma vedo che un mio vecchio commento non è mai andato online, sempre per colpa di questo maledetto servizio fasullo fornito dai server, dalle compagnie telefoniche e così via.
Quindi giustifico, in parte, il vostro scetticismo.

Giusto Luca,
altrimenti a furia di fare i revisionisti della storia si finisce per dire "ma si che ci vuole ..a scrivere al contrario ci riesco anche io, mica solo Leonardo".
E' tutto finisce in niente.

Su Floyd e i suoi inchiostratori si conosce moltissimo. E' documentato e documentabile. In un volume degli "Anni d'oro di Topolino" avevamo anche pubblicato le fasi di lavoro di una sua striscia, una delle ultime, purtroppo, dove il suo stile in generale era ben diverso da quello che aveva portato al successo Mickey Mouse.
Gottfredson è stato molto più che un genio (del Fumetto in generale, non solo in ambito Disney), abile a riciclare e disneyzzare secondo la propria sensibilità anche dei contenuti già trattati nell'ambito delle strisce, prima di "Mickey Mouse".


La sintesi mirabile delle sue caricature antropomorfe è servita da modello anche allo stesso Barks (che è, ovviamente, un Maestro a sua volta, più classico e conservatore di Gottfredson nello stine), il quale l'ha ammesso; e anche se non l'avesse fatto basta fare dei confronti specifici fra personaggi secondari della striscia di Mickey Mouse e delle storie da comic books di Barks per rendersene conto.

Okay, credo sulla fiducia a Luke Woods.

Ma mi piacerebbe comunque vedere le matite di Gott, che considero anch'io un disegnatore eccezionale.

Didatticamente utile è anche osservare gli inchiostratori di Floyd da soli, quando sono disegnatori autonomi.
Alcuni di loro sono grandi a loro volta.
Bill Wright, persona apparentemente debole, ipersensibile, suicida in tarda età, ha disegnato storie ottime con Topolino e Pippo (qualcuna su suoi testi), con un'inchiostrazione davvero eccelsa, grandi pennellate morbide degne di Kelly, per dire, ma per certi aspetti più vivine al tratto realistico di qualche collega da comic book.

Taliaferro (che ha inchiostrato strisce di Floyd, e tavole) arrotondava i volumi dei personaggi, forse ne smorzava l'aggressivitò rendendoli più "perfetti" e scolastici.


Per questo c'erano Topolini delle domenicali (inchiostrati da lui) sensibilmente diversi da quelli delle strisce quotidiane coeve.

Per esempio questa storia del 1937, a qaunto pare la preferita da Sergio Bonelli, "Sheriff of Nugget Gulch", è inchiostrata da Taliaferro:
http://coa.inducks.org/story.php?c=ZM+014

In Italia esce in contemporanea con "Topolino e il mistero dell'uomo-nuvola", a puntate.
E anche in USA sono praticamente coeve.

http://coa.inducks.org/story.php?c=YM+032


Ma qui c'è in funzione Ted Thwaites, che imprime alle strisce di Floyd quelle caratteristiche (originarie del matitista o leggermente tradite dall'inchiostratore? Direi la prima) che rendono questa e le altre avventure memorabili graficamente.


Dieci anni dopo sarebbe arrivato Eta Beta.
E in Italia sarebbe nata in proposito la favola di Al Levin.


Qui Gottfredson è disegnatore completo. E i personaggi si sono evoluti in tutti i media (cinema, illustrazione, fumetti dei comic book e dei quotidiani...); è naturale che siano un po' diversi da come si presentavano negli anni Trenta.

Ma se guardiamo i characters secondari, per esempio gli scienziati che esaminano Eta Beta, vi ritroviamo la caricaturalità a tratti inquietante che era stata dello stesso Einmug/Enigm, o dei sette fantasmi della casa omonima, anche questi precedenti di un paio di lustri all'Uomo del futuro.


Floyd era sempre "se stesso", in compagnia o meno.
Sempre un grandissimo osservatore e traduttore in termini disneyani di quanto lo circondava.

Intendo le matite degli anni trenta-quaranta.

A me non piace la definizione di "disneyano".

Non solo perché quella è una tradizione che comincia da Felix (non sarei così sicuro che sia tutto merito di Otto, dato che Pat disegnava benissimo, al contrario di Walt).

Ma anche perché i disegnatori mantengono un loro stile che non può ridursi a una definizione generica.

Sarebbe come dire che i disgnatori Marvel degli anni sessanta erano Kirbyani. Lo erano, ma anche no.

E 'ste matite anni trenta-quaranta di Floyd esistono o no? Fermo restando che egli era un grandissimo.

Floyd può essere stato un genio anche senza essere mai stato davvero "fluyd".

La terza ragione perché non mi piace il termine disneyano, è che il nostro Gott im Himmel era più bravo dei "disneyani".

Sauro: due strisce a matita di mano di Gottfredson risalenti al 1930si trovano a pagina 155 del primo volume "Gli anni d'oro di Topolino", Ottobre 2010, allegato a Corriere della sera.

Un'altra striscia e mezzo, più schizzata, a pagina156.

Tomaso, nel mio volume c'è una vignetta e una striscia, entrambe a china. Stai parlando dell'abominevole edizione a colori? Be', è quella che ho io.

Prima, quando mettevo in dubbio le capacità di Floyd, volevo solo provocare la rissa per avere una risposta.

Ho il potere mutante di scatenare l'odio tra le genti, anche se negli X-Men non mi hanno voluto (stanno ancora litigando).

Pure Dan Barry era un grande artista, lo criticavao perché, in passato, il desiderio di imitarlo ha creato danni inenarrabili.

Guarda bene la costina in alto, magari non è il primo volume.

Io, comunque, ho solo quello.

Non volevo prendermi uno shock anafilattico agli occhi con tutti quei colori fuori luogo.

La prima storia di Topolino, volume n°31.

Nemmeno a me piace la definizione "disneyano", che vale sono per l'ambito Disney, ma è riduttiva se consideriamo la cifra stilistica dei singoli autori.
Prendiamone uno dei meno amati ma tra i più produttivi, Tony Strobl.

E' riconoscibile e coerente quando disegna le centinaia e centinaia di avventure Disney che disegna sia per i comic book che (molto, molto meno) per il K.F.S., ma anche quando si occupa di Bugs Bunny, Mary Jane & Sniffles, i Pronipoti, Porky Pig e così via.

I "profanissimi" potrebbero definire "disneyane" anche queste sue produzioni citate per ultime, ma sarebbe insultante e comunque fuori centro, sbagliato.

Tomaso, prima dici il volume 1, poi dici il 31 senza battere ciglio. Mah!

In qualunque volume siano, Tomaso, le matite di Gott sono gommose o spigolose?

Luke, continuo a crederti sulla fiducia.

Anch'io potrei parlarti per ore e ore di Jack Kirby e di molti altri autori dei comic book non-di-coniglietti. Magari anche di sceneggiatori.

Grazie della fiducia.
Ma anch'io potrei parlare di sceneggiature... Lo faremo in qualche post.

Le sceneggiatiure di Kurtzman per me sono (e sono state) dei capolavori. Oggi troppo verbose, forse compresse in troppo poche pagine, ma esemplari (per dire).

Poi, mi viene in mente (ma ne parliamo altrove): quando citi dei sudamericani denigrabili, che sceneggiano in modo infantile, ti riferisci agli autori di saghe in costume pubblicate dalla Eura (ora Aurea)?

Sugli "Anni d'Oro" il fatto è che il primo volume uscito presenta strisce del 1936, poi la collana prosegue con le storie in cronologia fino alla cessazione dell'attività di Gottfredson.
Quindi riparte dal gennaio 1930 e prosegue fino al 1936.
Così, la prima comparsa di Gottfredson nella strisce, raccogliendo il testimone di Win Smith, compare sul volume n. 31.


Vediamo se in rete ci sono quelle matite di Gottfredson. Che sono comunque molto arcaiche riferendosi al 1930... I suoi esordi.

Quando bisogna arrivare al punto, questi due scompaiono insieme.

Chissà dove sono andati, adesso.

Poi non credo si dica "crederti sulla fiducia", ma crederti sulla parola.

Il fatto che io ho messo, i volumi di Topolino in questione, in ordine cronologico. la prima storia, "L'isola Misteriosa" porta di costa in numero 31. Le matite di Gottfredson secondo me non sono molto gommose, ma certamente assolutamente NON spigolose.Assomigliano alle strisce inchiostrate da Al Tagliaferro.

Luke, anche con gli argentini provoco, perché vengono imitati troppo: i nuovi autori Bonelli hanno tutti il loro stile melanconico, mentre i vecchi bonelliani erano vitalistici.

Comunque, oltre a Oesterheld, peraltro geniale solo fino alla chiusura di Hora Cero (perché poi è diventato banalissimo), chi c’è?

Non faccio nomi per non offendere nessuno, ma di grandi sceneggiatori oggi in Argentina non esistono.

Rileggendo Alack Sinner si vede che è solo una roba retorica. Io me ne ero accorto anche allora, per la verità.

Un solo sceneggiatore è bravo, anche se lo conosco poco e sono l’unico a dirlo: Mazzitelli. Dovrebbe però riuscire a seguire meglio i suoi disegnatori (cosa non facile, la mia unica storia uscita esattamente come l’avevo scritta l’ha disegnata Bruno Brindisi).

Robin Wood sarebbe un grande se si scrivesse i soggetti. Invece non li scrive e va avanti a cazzo con le sole sceneggiature, di una ingenuità e una ripetitività disarmanti.

Sauro: è in arrivo via EMail la prima pagina con le matite di Gottfredson.
In partenza la 2°pagina.

Minchia, Tomaso, non dovevi scomodarti!

Ancora grazie, Toma.

Be', finalmente ho la prova che negli anni trenta Gott aveva una mano morbidosa.

In seguito gli si sarà seccata.

Sauro, sugli sceneggiatori argentini (Sampayo compreso) ha una lunga tavola rotonda che presentai a una remotissima Napoli Comicn oltre dieci anni fa. Trascritta fedelmente da Costantino, collaboratore della manifestazione, e poi editata da me, comparve sul primo numero del funesto "Comics Journal" edizione italiana, che mi si diede da dirigere senza che ci fossero gli elementi minimi per poterlo fare.

Chi c'era si ricorderà di cosa avvenne, anche alla faccia del fiducioso e forse troppo sbrigativo Gary Groth.

Potrei forse recuperarla, mi era caduta sotto gli occhi anni fa, addirittura ancora in un vecchio floppy disc (chissà che che non si sia del tutto deteriorato, nel frattempo).


Poi, ancora quasi del tutto inedita, ho una lunga intervista inviatami da Giancarlo Malagutti, fatta a Carlos Trillo.
Sul quale non vorrei aprire una discussione per rispetto anche amicale, e che per me è stato un grandissimo, luminoso autore, oltre che un simpatico compagno di strada, incontrato in situazioni diverse e abbastanza lontane nel tempo fra loro.

Buon settembre a tutti. Ringrazio SAndrea per aver postato queste matite di Gottfredson non Disney. Carine davvero.
Ah, se le manifestazioni di fumetti dessero rilievo a queste tavole e a questi autori invece di seguire le mode e il denaro con quelle cretinate dei Cosplay e dei Games!
Ma mi devo rassegnare?
In USA ce ne sono alcune ancora di specifiche, non inquinate. In Italia mi sembra di no, a quanto leggo dalle discussioni sul profilo di Robbe Recchioni. Ma anche altrove. Mi piacerebbe poter discutere di questo ora che il nuovo anno fumettistico si apre.

Beh, in realtà sarebbero Disney


http://coa.inducks.org/hr.php?image=http://outducks.org/webusers/webusers-stories0/xu_aspo_1_001.png&normalsize=1


solo molto inedite e sembra pubblicate solo nel n.38 deGli Anni d'oro di Topolino.

@ Luke

Ecco, bravo, annunciami prima i tuoi amici. Così non te ne faccio perdere troppi. L'ultima, per esempio, mi sa che non te la dà più. Quanto a Sampayo, è comunque interessante anche se c'era qualcosa di irrisolto nelle sue storie. Che fine avrà fatto?


@ Andrea dal cognome inquietante

Grazie, in questo caso le matite di Gott sono anche più gommose delle chine. Di notte rimani sveglio perché sei un lupacchiotto mannaro?

Amici miei "topolineschi"( non dico disneyani....), se volete affinare l'occhio su chi matita e chi inchiostra Mickey Mouse, ri-guardatevi con attenzione la storia "Topolino e la scarpa magica" strisce quotidiane del 1953.Avventura irlandese nella quale è evidente l'intervento di più mani.
Poi confrontate il tutto con la storia successiva, " Topolino e il gorilla Cirillo (Umbrage).

Hai un modo così maschilista e "antico" di immaginare i rapporti interpersonali che mi sembra tu provenga da Arcore.
Meno male che ci sono altre cose e altre persone, e che ora me ne vado al mare.
Mah!

Tomaso, a me sembra che Watterson esageri in passaggi come questo:
"Krazy Kat è un saggio virtuale sull’essenza del fumetto.
Nella frenetica ricerca della “gag”, la maggior parte degli autori non si è accorta degli innumerevoli tesori che Herriman ha scoperto, semplicemente prendendosi il tempo necessario per esplorare la libertà del suo medium. Le narrazioni volutamente barocche e i monologhi (“Dai kuriosi konfini del karcere della kontea di Kokonino — risponde lo Sceriffo ‘Pup’”) mostrano che le parole possono essere divertenti in sé, nello stesso modo in cui lo sono i disegni. Il cielo si trasforma da nero a bianco a zig-zag e a quadrettoni semplicemente perché, in un fumetto, questo è POSSIBILE. Nessun altro fumettista si era mai avvicinato al suo foglio di carta bianco con una propensione così grande verso lo studio di tutte le sue possibilità."

Ma non eri appena tornata dal mare?

Tomaso, ho sempre evitato di conservare le storie di Floyd dalla seconda metà degli anni quaranta in poi. Per ricordarmelo da vivo: non dico per i disegni, ma per i testi.

Anche se si serviva di sceneggiatori, Floyd aveva il controllo dei testi: era bravo nelle storie avventurose, con all'interno battutine non proprio strepitose, ma nelle strisce a gag era una vergogna nazionale. Non faceva ridere neanche per sbaglio.

Negli anni cinquanta le storie erano già a servizio delle gag, per così dire.

Come ormai si saprà, oltre che maschilista di vecchio conio, sono anche un lettore di fumetti, più che un "guardatore" degli stessi. Senza storia valida, non leggo.

una domanda:
come fa a coesistere la striscia a matita e quella a china postata da Andrea Cara?
è solo un caso visto che è stata evidentemente rifatta...
o di tutte le strisce ne esiste la doppia versione?

(doppia versione che "oggi" tra fotocopie e digitale, sarebbe bene fare!!!)

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