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STORIA DI UNA CESSIONE DI LINUS (CHE RISORGE il 5)

Linus nuovo

Eccoci a luglio, mese nel quale il nostro Linus del 2013 torna in edicola, sotto un nuovo marchio editoriale, il giorno 5.

In bocca al lupo a Stefania Rumor e a tutto il gruppo!

Resurrezione

Linus 32 nov 1967 snoopy 640

La situazione dev'essere stata un po' travagliata, lo stesso Dalai Editore pubblicava nelle sue pagine web lo stato delle cose, lo scorso 10 giugno, affermando:

Charlie60Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A. in data 7 giugno 2013 ha presentato domanda prenotativa di concordato preventivo. La decisione è stata assunta per preservare, nel precipuo interesse dei creditori, il valore dell’azienda che nel frattempo è stata affittata a termini e condizioni che assicurino la continuità delle pubblicazioni, della distribuzione e dell’uso dello storico marchio.

Nella procedura concorsuale la società è assistita dagli studi legali Negri-Clementi e CT Law di Milano.

Allora, andiamo ottimisticamente all'edicola per acquistare questa copia, anche per dare un po' di fiducia a tutti quanti (autori, aziende, editore...), dimostrando che il parco lettori è ancora bello saldo, legato allo storico mensile e intenzionato a proseguire con lui l'avventura iniziata nell'aprile 1965.

Data in seguito alla quale cambiò, e non soltanto in Europa, la percezione dei fumetti.

Non è un caso che Linus abbia subìto da subito svariate imitazioni. Quella più "letterale" è avvenuta in Francia col mensile Charlie, diretto da Georges Wolinski, che riprendeva carta, concept e persino il fiont della testata da Linus.

Come promemoria, costelliamo questo post di copertine di Charlie, anche legate a Jacovitti (ripreso da Linus) e con Bibì e Bibò, dei quali si è parlato di recente in Cartoonist Globale.

Linus-cop Ma oggi riparliamo, invece, di un altro momento critico nella vita della testata. Lo ha riportato alla luce Sauro Pennacchioli nei commenti di un post sulle origini del Fumetto italiano.

Persosi in una serie di frammenti e forse passato inosservato ai più, mette conto riproporlo integralmente di seguito, anche perché raccontato da un testimone diretto (Sauro c'era, in Rizzoli).

A lui la parola:

Per oggi ho finito di faticare e posso rispondere alla tua domanda riguardo la cessione del Corriere dei Piccoli e di Linus da parte della Rizzoli, avvenuta, se non ricordo male, nel 1994.

Il problema era che i conti delle due testate erano in rosso e continuavano a perdere copie.

La domanda che mi era stata posta era: è possibile, con un investimento per il rilancio, riportarle in attivo? Non ricordo i dettagli dei costi e delle vendite.

L’unica cosa che mi è rimasta in mano, e che ho qui davanti, è una ricerca commissionata alla Swg su Linus, piena di statistiche.

Il dato più interessante è che anche una rivista con un lettorato medio-alto come quello di Linus, la maggior parte degli acquirenti delle riviste di fumetti non legge i redazionali.

E allora perché continuare a metterli? Mi chiedo io. In America e in Giappone non mettono redazionali nelle riviste di fumetti.

Charlie Mensuel4

In Francia, dove mettevano articoli su calciatori e cantanti (dubito che gli appassionati di sport e musica leggano fumetti), le riviste sono finite (vendono 20 mila copie al massimo) e vanno solo i cartonati privi di redazionali.

In Italia, le riviste con redazionali sono pure finite e rimane solo Bonelli, che ha solo un paio di pagine che però parlano di fumetti.

Torniamo all’epoca. Io venivo dall’Intrepido, che avevo diretto pur dovendo firmare come “consulente editoriale” perché non ero ancora giornalista. Per capire il mio stato d’animo devo spiegare questo precedente.

Avevo proposto alla Universo una rivista da intitolarsiAlcatraz, dedicata ai “fumetti metropolitani”. Loro mi avevano risposto di iniziare a prepararla, ma a un certo punto mi hanno spiegato che quella rivista sarebbe diventata il “nuovo Intrepido”.

Intrepido

L’Intrepido vendeva 800 mila copie, ma a quel tempo era sceso a 19 mila e aveva un grosso passivo.

Sauropennacchioli Non era nemmeno più un settimanale di fumetti, dato che pubblicava solo il materiale di Loredano Ugolini e qualche fumetto francese, mentre la maggior parte delle pagine era dedicata allo sport.

L’intenzione originaria era quello di farlo diventare un settimanale sportivo senza fumetti, ma le trasmissioni sportive della televisione nel frattempo si erano moltiplicate e gli avevano tolto questa possibile funzione.

Quindi, avevano deciso di fare il mio Alcatraz con quella vecchia testata solo per motivi nostalgici, per cercare di mantenere in vita il marchio dell’Intrepido.

Io ho cercato di spiegare che così non avremmo acquistato nuovi lettori, perché ormai tra i giovani l’Intrepido era sputtanato, e avremmo perso i vecchi, perché non si sarebbero ritrovati nella nuova testata, ma non c’è stato niente da fare.

Così, in tre mesi, invece dell’anno necessario per mettere insieme il materiale, abbiamo fatto uscire il nuovo Intrepido promuovendolo con gli spot televisivi.

Schulz

Avremmo dovuto vendere almeno 40 mila copie, per non perderci. Al massimo siamo arrivati a 32 mila, e poi siamo scesi ancora.

La colpa non era degli sceneggiatori e dei disegnatori, che ora lavorano tutti con successo per Bonelli. La colpa era mia perché avevo accettato un compromesso impossibile.

Alla Rizzoli, con questo fresco precedente, non me la sono sentita di dire: sì, facciamo qualche miglioramento al CdP e a Linus e poi con una bella campagna di spot televisivi li portiamo a una buona diffusione.

DSCN1891

Le due riviste erano sputtanate come lo era l’Intrepido, avrebbero guadagnato qualcosa, sì, ma troppo poco a fronte dell’investimento.

Così ho detto la verità.
Le due riviste sono messe troppo male per recuperarle (ripeto, non ricordo i dati). Le possibilità, per me, erano due
.

O si tenevano le redazioni e si cambiavano completamente le riviste, a partire dalle testate, oppure, visto che erano arrivate delle offerte dalla Egmont per il CdP e da Baldini e Castoldi (attraverso Oreste del Buono) per Linus, sarebbe stato meglio cedere le patate bollenti.

Oreste

L’idea di sostituire le riviste con altre più “moderne”, del tutto inaspettatamente, venne presa in seria considerazione.

Cominciai con il “post Linus”, che io immaginavo da allegare all’inizio alla rivista maschile Max. Feci fare una sorta di numero zero con fumetti inediti commissionati a Luca Enoch e altri.

Tra parentesi, commissionai anche un articolo a te, Luca, che spero ti sia fatto pagare come gli altri in base all’accordo che avevo con l’editore.

(Sì, Rizzoli me lo pagò, chiusa la NdB - Nota del blogger)

Però questi nuovi progetti non furono nemmeno visionati perché, all’improvviso, alla Rcs-Rizzoli si “scoprì” un terribile ammanco multimiliardario e a quel punto non era più possibile lanciare nuove iniziative.

In mancanza di fondi, per non perdere altri soldi la cosa più semplice da fare era cedere le due riviste.
I redattori non avrebbero comunque corso il rischio di essere licenziati
.

Fine

Sotto, un filmato.
Riguarda la promozione di una scuola artistica che fu frequentata anche da Charles Schulz, a Minneapolis.

Si dice, nel corso del filmato: "One such graduate who has built a highly successful career is the cartoonist Charles Schulz, who created the comic strip character 'Peanuts.' It may not be art with a capital 'A,' but it provides an awful lot of pleasure and it pays."

Naturalmente è una stupidaggine, non esiste nessun personaggio chiamato Peanuts, ma non si può pretendere che i pubblicitari e gli ottusi dirigenti scolastici si intendano di fumetti!

Giovane Charles Schulz

Nella celebrazione di Blondie (la cui striscia compariva sulla rivista concorrente Il Mago) ci sono svariati characters di Linus: da B.C. a Beetle Bailey, da Dick Tracy al re di The Wizard of Id.

Blondie0005

Un po' d'informazioni sulle immagini del post precedente.

Quella che compare, unica e inconfondibile, è la prima copertina dell'Intrepido nella versione "Fumetti metropolitani" ideata e gestita da Sauro Pennacchioli.

La foto virata seppia ritrae Oreste del Buono, a lungo amatissimo direttore di Linus.

Il ritratto del signore con baffi e occhiali riguarda invece Gabriele Pennacchioli, fratello di Sauro e disegnatore della copertina dell'Intrepido, ed è stato ricavato dal sito della Sergio Bonelli Editore, per il quale ha lavorato.

Commenti

Il post è di luglio, ma io rispondo un giorno prima.
Mi piace il filmato con Schulz giovanissimo.
Come Enrico Letta, diciamo, va'!

Ma quello che sta sulla copertina di Charlie non è GionniPeppe? Lo stesso che è uscito poco tempo fa anche in Italia in un libro autonomo?

Devo solo aggiungere che un grande editore ha degli alti costi fissi, che un editore piccolo non ha.

Quindi, dopo la cessione, Linus ha continuato e continuerà a uscire senza problemi.

Bellissimo pezzo, che fa luce non su uno, ma su due momenti di svolta di due giornalini storici italiani. Non solo Linus, ma anche Intrepido.
A mio avviso gli editori della Universo non sono stati molto lungimiranti a mantenere la testata vecchia per una rivista del tutto diversa.

- Aprile 1965 Giovanni Gandini lancia Linus;
- 1 novembre 1962 Angela e Luciana Giussani pubblicano il primo albo di Diabolik;
- 4 febbraio 2004 Mark Zuckerberg lancia Facebook.
Tutte cose che prima non c'erano e poi sono diventate un successo e molti si sono buttati sulla scia.
Ma loro hanno inventato.
Forse é ora che si pensi a qualcosa di nuovo, (io son troppo vecchio e nemmeno troppo brillante).
La lampada vintage della nonna é carina ma sono quelle a risparmio energetico che fanno il futuro.
Si dia spazio a chi crede di averne (di idee nuove) o quantomeno chi le ha investa su se stesso.
"Se non sei disposto a lottare per un idea o non vale niente l'idea on non vali niente tu".

Ciao, vuoi dire che sarebbe il caso di inventare qualcosa di nuovo? Citi tre cose molto diverse fra loro, soprattutto la terza mal si associa alle prime due.

Ma è anche vero che tramit interenet possiamo approfondire i discorsi su Linus, come accade oggi con questo post, e su Diabolik.

Va bene, comprerò Linus quando esce tra cinque giorni.
Ma credo che cgm intendesse: Linus è una cosa del 1965, va bene farlo riuscire di nuovo, ma inventiamoci qualcosa di un po' più moderno, eccheccàz!

Luca è sempre avanti tutti!
addirittura di un giorno!!
Complimenti bello l'articolo!

Ciao

Fany

L'attenzione sta sull'innovazione (grazie Gabriella) non sull'oggetto.
In anni nei quali tutti piangevano per calo di vendite, lettori in fuga, testate che chiudevano nel Settembre 1986 Tiziano Sclavi butta sul mercato (con l'appoggio economico di Bonelli) Dylan Dog. Da -0 a 400,000 copie in due anni.

Perché, Fany?
Non è già luglio?
Ah, qua dove mi trovo, nell'iperspazio, col fuso orario faccio confusione.

"Tiziano Sclavi butta sul mercato (con l'appoggio economico di Bonelli) Dylan Dog. Da -0 a 400,000 copie in due anni"

"Se non sei disposto a lottare per un idea o non vale niente l'idea on non vali niente tu"

cè vogliono i soldi!...
e la gente che ti dà retta!

1- DD
nè bonelli nè tiziano si aspettavano un successo simile!!!

2-
come dimostra AMPIAMENTE l'articolo, specie nella parte sull'intrepido:
caro gcm, c'è una TERZA opzione:
...o non valgono gli interlocutori.

tanto per dire una tra le tante mie idee:
è da anni che andavo dicendo che il fumetto andrebbe presentato in una veste più consona;
è da anni che andavo dicendo di presentarli in volumi;
(anni dopo)a napoli quando presentarono -iclassici del fumetto di repubblica- dissi:
il successo riscontrato non vi fa pensare che "forse" il fumetto non è presentato in un formato ADEGUATO?
il fumetto, il "giornalino" è sempre stato visto come il suo "parente" giornale, come un oggetto -usa e getta-!
con gli albi del falco ci hanno acceso la legna nel camino, le madri?!

c'era MML alla presentazione, risultato?
picche.

anni dopo arriva la planetadeagostini...
MIRACOLO!!! ... della concorrenza, cosa ti fa la panini?
volumi, omnibus...!!!!!!!!
eppure era da anni che li chiedevamo!

p.s.
mi voglio rovinare, vi parlo di un'altra idea:
L'Anteprima.
anni fa scrissi alcune osservazioni che proposi al responsabile:
anteprima a 1000 lire (quindi non c'era ancora l'euro); distribuzione nelle edicole:
ci sono fumetti che non escono nelle edicole, come fa (faceva) uno a sapere della loro uscita?
visto che le fumetterie non sono in tutti i... paesi;
visto che non tutti sapevano dell'esistenza delle fumetterie, con la loro pubblicità all'interno ne verrebbero a conoscenza... poi c'erano altri suggerimenti...
come mi risposero?
dapprima in modo accondiscendente per darmi il contentino; poi quando chiesi una risposta vera: dici solo un cumulo di sciocchezze!

dopo mesi scrissi al Mega per un'idea che mi venne dall'allegato delle strice sindacate dell'uomo ragno:
perchè non differenziate il mega con un formato diverso, tipo verticale?
: vi ricordate il mega? orizzontale come l'anteprima e con un allegato spillato verticalmente nonostante contenesse delle strisce che ci costringevano a leggerlo come un calendario.

quando poi, dopo il cambio di formato, mi capitò di parlarne con un responsabile dell'alastor, del fatto che IO gliel'avevo suggerito;
mi rispose:
era una cosa che era nell'aria.
cos'è? aveva paura che chiedessi il pagamento dell'idea?!
dopo un pò cosa ti vedo?
l'anteprima a un euro.
quindi le mie non erano sciocchezze!

questa è la gente con cui dobbiamo avere a che fare: non siamo noi a non valere ma qualcun'altro ad essere ottuso!

Quindi?
Tiziano aveva quell'idea da anni e ci credeva con ogni molecola del suo corpo. A volte si vince spesso si perde ma se non compri il biglietto della lotteria o non inviti a cena la vicina che ti fa impazzire...
Un idea in cui credo? Vado in banca chiedo un prestito, lavo macchine tutte le sere, vendo la mia collana completa di Diabolik prima serie. Kubrick impegnò più volte la casa per i suoi film. In fondo le tre realtà italiane più interessanti sono autoprodotte, Bonelli, Giussani, Secchi.
Bob Guccione andava a vendere Penthouse porta a porta, Steve Jobs vendette il suo pulmino Volkswagen, Dark Horse era una fumetteria di provincia.

Allora faccio un po' di satira alla Linus.

Il Pdl torna a Forza Italia: «L’idea di tornare al passato incontra il favore degli elettori. Gli elettori dei Ds.

MML che dice?
Sono un lettore Marvel (che negli ultimi anni fa skifen) e mi è sembrato molto interessante la disquisizione di Sebastiano.
Mi è piaciuto il fatto che "Gli Albi del Falco" sia stata usata per accendere il fuoco...

in banca per un prestito? ma in che mondo vivi?
per avere un prestito DEVI avere qualcosa da IPOTECARE, da dare in garanzia!
"e quindi"
: devi avere soldi per fare soldi.
: le banche non fanno più prestiti: li vogliono dallo Stato i soldi e per i soliti noti!
la collezione di diabolik la devi tenere per venderla...
"In fondo le tre realtà italiane più interessanti sono autoprodotte, Bonelli, Giussani, Secchi"
ripassa la storia:
tutti erano già nell'ambiente.
inoltre il termine "autoproduzione" si usa per i non editori.

vedo che non ti sei reso conto di quanto offensiva sia stata la tua affermazione:
"Se non sei disposto a lottare per un idea o non vale niente l'idea o non vali niente tu"
>...o non vali niente tu<

tutti abbiamo iniziato dalla gavetta, ma in alcuni casi non ha mai fine

"Kubrick impegnò più volte la casa per i suoi film"?
non certo quando era uno sbarbatello.
e allora erano altri tempi

Sergio Livi,
(chiedi a me?)

MML che dice?

non disse niente...
probabilmente non capii.

basti dire che loro prima della planeta vedevano i fumetti come qualcosa per bambini.
come dimostra il formato delle uniche edizioni di allora.
stranamente quando cominciarono a pubblicare i M Monster, vi publicavano le scartine.

Mammamia quanta acredine, chi sei, la Santanché?

gcm diceva solo di credere in se stessi e darsi da fare, non c'é bisogno di essere offensivi. E poi, io che sono vecchio, posso affermare, avendoli conosciuti, che: Bonelli padre e Tea (poi) han fatto cambiali per fondare la casa editrice, le Giussani son partite da zero, Secchi ha cominciato con il cognato che doveva pur credere in lui. La storia la si può conoscere per sentito dire o averla vissuta. Dopo la seconda guerra ne ho viste di situazioni "non c' é niente da fare" eppure qualcuno ne é sempre venuto fuori bene. Oppure crogioliamoci nel " a me m'ha rovinato la guera" - "qui é tutta una mafia" - e "Quelli che Fellini gli ha rubato l'idea".

Sono ancora qui... Anche a me è sembrato, forse a sproposito, che la replica di Sebastiano fosse un po' piccata, ma dargli della Santanché è un insulto che va lavato col sangue!!!
Peggiore potrebbe essere (forse) solo dargli del brunetta.
Se qualcuno lo facesse a me forse lo querelerei.

Però, a parte gli scherzi, grazie Sebastiano per la risposta a me.
Se capisco bene da quel che scrivi, sei partenopeo e il destinatario delle tue osservazioni poteva essere allora Alessandro Disstribuzioni (per il Mega o Anteprima?) oppure era già Saviano, attualmente Alastor?


I movimenti sono così rapidi che serve la bussola per orientarsi sugli avvenimenti.

Intanto, buonanotte e buon luglio.

MAX:
Scrivo a te, a volte ho letto interventi in quewsto blog firmati "Max" (di solito contro la Corno o contro qualche albo Bonelli), ma ho il sospetto che ci sia più di un Max a scrivere.


Quello sembrava a sensazione uno sbarbatello, mentre tu, da quello che scrivi, se hai conoscjiuto Sergio e Tea Bonelli per ragioni professionali non dovresti essere troppo giovane.


Ma proprio per questo sei interessante, per me, perché potresti averne varie da raccontare.

Se ne hai voglia, io sono qui ad ascoltare.
Grazie.

Comincio dall'inizio il testo del post è molto interessante perché fa luce su un momento importante dell'editoria italiana, con la scomparsa dalle edicole delle riviste a fumetti, 1994-1997.
Ha ragione chi scrive che se hai un'idea la si deve perseguire anche a costo di fare sacrifici, ma quanti oggi sono disposti a credere nel fumetto? E qui mi riaggancio alle cose scritte da sebastiano, su sui suggerimenti poi divenuti realtà.
Molti editori vendono fumetti ma non li amano, per loro sono un business com un'altro. Le loro scelte sono dettate dall'improvvisazione, alcune volte dall'intuito, altre dal desiderio di rivalsa. (esempio: Se la Planeta fa volumi e vende, li possiamo fare e vendere anche noi)...Chiudo con una frase che ci ha detto Bryan Talbot (uno dei pioneri del graphic novel, dei romanzi a fumetti), il mese scorso, nei suoi incontri siciliani. >.

Chiudo con una frase che ci ha detto Bryan Talbot (uno dei pioneri del graphic novel, dei romanzi a fumetti), il mese scorso, nei suoi incontri siciliani. >.

Al solito i commenti pare che non appaiono.

Chiudo con una frase che ci ha detto Bryan Talbot (uno dei pioneri del graphic novel, dei romanzi a fumetti), il mese scorso, nei suoi incontri siciliani: "Quando hai un'idea, una storia da raccontare, devi seguirla fino in fondo, deve diventare un'ossessione, ci devi pensare tutti i giorni, fino a quando non la svilupperai tutta".

Vedo che nessuno replica ancora. Be', buona settimana!

Ho visto un tweet di Roberto Saviano che la dice lunga. Rizzoli era in scalata P2, per questo Oreste del Buono si dimise anche da Linus, se ben ricordo.
Ora leggo che Angelucci, editore di Libero, per la GdF ha dichiarato il falso per ottenere contributi all'editoria. La macchina del fango nasce dal fango.
Cerco di trovare gli articoli o i lanci stampa che parlano di questo.
Cercate anche voi se volete.

Chissà se "mentone" Belpietro è al corrente di tutto questo.

Meno male che tra quattro giorni, o 5, lo trovo in edicola di nuovo, avevo un po' d'astinenza. Certo, che però i numeri del 76-77 che ho trovato su una bancarella erano una cosa diversa (anche se non ero nata mi intrigavano).

Il programma della Celi su Rai3 non è andato bene, ma fa buone battute, come quella di adesso: Santanché: «Berlusconi ai domiciliari? Ci batteremo». E' più credibile senza «ci».

Sperando che sia Luca stesso a cambiarla più sopra, chi vuole vedere una vera copertina del "mio" Intrepido vada qui:

http://www.comics.org/issue/51182/cover/4/

Cliccando da qui in poi, ci sono i sommari dei primi numeri del “mio” Intrepido con i nomi degli autori (Luca Enoch non arriva subito).

http://www.comics.org/issue/51182/

Assurdo, 1600 condivisioni e pochi commenti. Il post sulle origini del fumetto poco meno di 400 commenti e non so quante condivisioni, ma numero irrilevante.
Segno che per Linus c'è ancora molta affezione.

In bocca al lupo pe r tutti in coincidenza con una nuova fase dell'Avventura.

credere in quello che si fa e combattere per essa con tutte le proprie forze è importante, ma a volte non basta

a mio avviso il nocciolo della questione è che i fumetti interessano un pubblico troppo risicato di giovani

il confronto tra Diabolik del 1962 e Linus del 1965 che furono due momenti epocali, ha poco a che vedere con oggi

forse ci vogliono idee nuove, ma non aspettiamoci il successo; galleggiare è già un traguardo

Scrive Selvaggia:
http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/01/noemi_letizia_versione_nonna_della_santanche.html
"L'invecchiamento precoce che colpisce tutte le donne del Berlusca è un fenomeno interessante. Tutte, da Ruby alla Minetti a questa impressionante Noemi Letizia versione nonna della Santanchè, dimostrano almeno una decina di anni in più. Mi piace pensare che sia un contrappasso: hai guadagnato soldi facili e l'anagrafe ti chiede il conto."

Sergio (Livi),
no, non sono partenopeo:
napolicomicom è la fiera più vicina da me raggiungibile.

anteprima non è più dell'alessandro (distribuzioni), ora editore:
quando nasque la marvel italia fù venduto/ceduto alla marvel; quindi parlo di pandistribuzioni;
il mega invece è dell'alastor

p.s.
perchè “piccata”?
forse vi è sfuggito la parte?:
>...o non vali niente tu<

dire che se non riesci a realizzare le tue idee perchè è colpa Tua dimostra che vive sulle nuvole;
come anche gli esempi addotti:
DDog idea VEEECCHIA di 29 ANNI ! è dell’’89
quanti altri successi (tanto per restare nello stesso editore) ha sfornato Bonelli?
perfino bonelli ha dovuto capitolare: quante serie ha DOVUTO chiudere?
e cosa fa ora per evitare/ridurre le “figuracce”?
ora fa uscire delle “mini” serie per saggiarne la validità

non so quanti disegnatori e sceneggiatori sfornano le scuole di fumetto in italia (sarebbe interessante che qualcuno facesse una statistica)
ma davvero c’è qualcuno che pensa che le centinaio di nuove leve troveranno mai “lavoro”?!!!!!!!
quanti laureati ci sono che sono costretti a “lavorare” nei call-center?
quindi è colpa loro.
è colpa loro che quando fanno i concorsi si sa già chi li avrà quei posti?
come dice qualcuno: “compra il biglietto della lotteria almeno”... di una lotteria truccata?!

max,
rileggiti meglio , con più attenzione quanto scritto

niente acredine:
solo pane al pane, vino al vino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercaroni,
appunto:
erano altri tempi!
e c’era meno concorrenza.
il mondo è CAMBIATO.
oggi tra la marea di pubblicazioni se non sei un editore NOTO, stranoto!!!
rischi di affogare subito!
Leo Ortolani autoprodusse il suo Rat-Man (e anche questo è ormai un caso Vecchio!)
ma poi per poter VENDERE come si deve ha dovuto farsi pubblicare dalla Panini!
quanto avrebbe venduto se avrebbe fatto da sè?
sarebbe diventato un nuovo bonelli? una nuova Astorina?
restiamo coi piedi per terra!!!

OGGI stiamo diventando TUTTI degli artisti!
artisti che però leggono POCO!!!!!!!
quanti dei giovani artisti leggono più di una serie a fumetti?
quanti basano il loro giudizio solo su un fumetto?
tutti vogliono farli ma nessuno vuol comprarli...

oggi i giovani preferiscono i games, la discoteca.......
sono pochi che leggono; e quei pochi a volte lo devono fare di nascosto!
p.s.
perfino i redattori (o meglio “editor” loro così amano definirsi con noi. HA! HA!) si vergognano di lavorare nel campo del fumetto!
alla gente non dicono che lavoro fanno e mentono come se farli equivalga a leggerli e quindi a essere dei “bambini”

p.s.per chi dice che i post non appaiono:
dopo aver cliccato su -post- aggiornate la pagina; e ripetete l'operazione in caso di invio di più post

p.s.per chi dice che i post non appaiono:
dopo aver cliccato su -post- aggiornate la pagina; e ripetete l'operazione in caso di invio di più post

Sebastiano, tu dici che siamo ancora al punto di vergognarci nel mondo del fumetto?
Allora diciamo che siamo artisti e tagliamo la testa al Topo!

Sui Games ti vengo incontro: hanno rovinato soprattutto le fiere del fumetto. Per questo Reggio Emilia (che non fa entrare un cosplay manco per sbaglio) è la migliore.

Crreggo Sebastiano e poi vado a prendere il sole.
D. Dog è della fine estate 1986, non dell'89.
Ciao!

Molto interessanti e per me condivisibili le osservazioni di Sebastiano. Dylan Dog ha avuto successo non solo per le ottime sceneggiature di Sclavi (e citerei anche Chiaverotti, molto sclaviano) e per l'ottimo staff di disegnatori, ma anche (e soprattutto) perché è arrivato nel momento giusto, intercettando le ansie e i bisogni di tutta una generazione di ragazzi.

Si dice spesso che la sfortuna è un alibi, ma la sorte è più importante di quando non voglia ammettere il mondo occidentale. Pensate quando avrebbe venduto di più un Martin Mystère (pur serie cmq di successo) se fosse nato negli anni di Voyager e del Codice DaVinci...

La cattiva sorte non deve essere un alibi, ma è un fattore di cui si deve tenere conto...

Ed è verissimo che ancora adesso molti si vergognano a lavorare nel mondo del fumetto e tanti "addetti ai lavori" non leggono fumetti.

Ciaoissimo
Stefano

Bisogna uscire dal mito del “colpaccio”, tipo Diabolik e Dylan Dog, perché non è prevedibile (anche se poi alcuni, dopo, ritengono di individuarne le cause).

Impossibile realizzare fumetti con l’autoproduzione: si perde solo tempo e soldi.

I grandi editori generalisti, per i quali lavoro, quando sentono la parola “fumetti” tirano fuori la pistola.

Gli unici sui quali puntare sono sugli editori di fumetti. O quel poco che ne resta.

Martin Mystere è uscito, invece, nel momento giusto: quando i fumetti della Marvel-Corno chiudevano lasciando i loro lettori in cerca di qualcosa da leggere.

I lettori Marvel e anche altri, quelli delle riviste che stavano già avendo dei problemi. Martin Mystère nasce quando Castelli sta anche lavorando a una Eureka che mostra la corda.


A proposito, se ci legge AUGURONI a Alfredo Csatelli, che ha compiuto gli anni la settimana scorsa!!!

ritengo, forse a torto, che il fumetto inteso come pubblicazione periodica che esce in edicola, abbia ormai i giorni contati

si è vero ci sono la bonelli e la panini, diabolik resiste da 50 anni (grazie anche a uno zoccolo duro di collezionisti), poi topolino e alan ford, i manga ecc ecc

il problema è che non c'è più ricambio generazionale, i ragazzi di oggi hanno troppi e tanti altri stimoli e prestano le loro attenzioni ai fumetti in maniera marginale

e il fatto è che un editore, che sia bonelli o che sia pinco pallo, ha bisogno di numeri per reggere una pubblicazione in edicola

e oggi quei numeri stanno scomparendo, non per colpa degli autori o degli editori ma perché i tempi sono cambiati

poi è vero, si può tentare, si può sperimentare, improvvisare, fantasticare e sponsorizzare ma la realtà, a mio modo di vedere, è quella che ho descritto

possiamo ipotizzare per gli anni futuri un'inversione di tendenza? al contrario credo che sarà sempre peggio

rimane il fatto che il fumetto, inteso come arte figurativa, è vivo e vegeto; ma questo è un altro discorso

Su MM: sì e no. E' vero che tante serie chiudevano ma non era un periodo facile neppure per gli albi Bonelli: Gil, nato contemporaneamente a MM, ha avuto breve vita, di lì a poco KP sarebbe sbarcato sulle riviste d'autore all'epoca consideratissime. E le tematiche mysteriose non erano note come adesso (certo, c'era Peter Kolosimo ma poco altro). Anche se può essere stato un vantaggio: non c'era un grande traino da tv, libri e film (Indiana Jones era cmq diverso) ma al tempo stesso chi era interessato al mistero aveva poca scelta a parte MM.

Ciaoissimo
Stefano

KP chi è?
Kolosimo Peter o Parker Ken (quello che bagna il naso a tutti)?

Linus a parte, mi domando: oggi ci sono ancora strisce americane degne di essere lette?

Se sì, quali?

Elisa, penso si capisse visto che prima parlavo di albi Bonelli :-): è il secondo che hai scritto!

Ciaoissimo
Stefano

Vale la pena di leggere Robotman, se ancora è in produzione, non più Doonesbury, da tanti anni.

Ma ci sono strisce belle e classiche si potrebbero ristampare.

Io temo che Mencaroni abbia visto giusto. Senza essere funesti rimane il fumetto da libreria, il graphic novel.
E con tutte le mie forze spero che Tex, Diamolik e tutti gli altri resistano.

Chi era, il collezionista e lettore di fumetti Camillo D'Avigo, che disse: Resistere, resistere resistere?

In alcuni Paesi il fumetto non è in grave crisi. Merito degli editor. In Italia non abbiamo avuto molti editor bravi, e i risultati si vedono.

(Doonesbury viene pubblicato ancora oggi).

Ma parliamo due lingue diverse: per alcuni esiste solo il mercato delle fumetterie.

Forse perché quello è il loro ambito professionale.

Attraverso le sole fumetterie è impossibile presentare fumetti italiani inediti.

La crisi del fumetto è nella società italiana l'espressione della sua malattia.

In Italia non legge nessuno, se non poca gente!...Nel fumetto, nemmeno gli addetti ai lavori: se non pochissimi!

C'è tanta gente che ci mangia e non ci crede. Come possiamo pretendere che ci credano gli altri? Se ancora nella concezione generale è considerato un sottoprodotto...Se nella maggior parte della gente è più l'alterazione in negativo della cultura... se nelle istituzioni sia comunicative che didattiche non gode di pari dignità di altri linguaggi; anzi: ignorato e discriminato, quali possono essere i risultati? Nulli o quasi! Il problema non è se chiudono vecchie testate, ma l'incapacità o impossibilità di crearne delle nuove. Il fumetto, attraverso i suoi operatori, deve trovare la forza (che non c'è) di uscire dal suo ghetto! Ma per fare questo, ci vuole una generale crescita culturale del paese; fare in modo che le persone riscoprino la bellezza della lettura; e che le istituzioni promuovano il fumetto come medium d'avanguardia al pari di altre espressioni creative artistiche e letterarie. Quindi: politica, scuola e comunicazione! Bisogna fare in modo che i giovani tornino ad investire sulle proprie idee. Concetto che ho già espresso su "polemica a Cannes". Non debbono plagiarsi sulle idee degli altri, ma crearne di nuove. Non stare a tirare troppo la giacchetta a personaggi di successo con fare spesso servile e poco dignitoso per sè stessi. Devono credere di più in sè stessi! Giovani, inventate storie che riguardano il vostro territorio; non scrivete cazzate di altre realtà che non conoscete, se non scimmiottando cose scritte da altri! Usate il fumetto come linguaggio per comunicare le vostre idee: anche nel vostro piccolo, con qualche piccola sponsorizzazione. Comunicare già col piccolo mondo che vi circonda puo' insegnarvi tante cose...non ascoltate troppo i barbosi disfattisti: abbiate coraggio. Quando Manzoni scrisse il suo grande capolavoro, non pensava di diventare di fama universale; ma, lo fece per i suoi "25 lettori"!

Francesco,
"Sebastiano, tu dici che siamo ancora al punto di vergognarci nel mondo del fumetto?"

non noi lettori ma quelli che li stampano.

noi anzi! vorremmo produrne di nostri!

Lorella,
hai ragione!
c’e l’ho archiviato come anno ’89 ma scrivendo ho capovolto il nove; deformazione dei tempi in cui giocavo al lotto?

Saur (Pennacchioli),
"Bisogna uscire dal mito del “colpaccio”, tipo Diabolik e Dylan Dog, perché non è prevedibile (anche se poi alcuni, dopo, ritengono di individuarne le cause"
col senno di poi tutti sono bravi a trovare le cause del successo

"Impossibile realizzare fumetti con l’autoproduzione: si perde solo tempo e soldi"
e anche quando provi a fare l'editore; come insegna la fine della Ken Parker editore (o editrice.. edizioni.)

"Martin Mystere è uscito, invece, nel momento giusto"
forse ma si è bruciato:
io ho smesso di leggerlo quando non sono riuscito più a "digerire" il Suo ESSERE un Uomo IN NERO!!!!!!!!!!!!!!!
forse gli autori non se ne resero conto ma MM si comportava proprio come chi "combatteva":
nascondeva le prove di civiltà passate in attesa di -una prova suprema- in attesa della "prova di tutte le prove"!!!
come se la gente potesse credere in qualcosa dato di botto!

Saur (Pennacchioli),
"Attraverso le sole fumetterie è impossibile presentare fumetti italiani inediti"
forse perchè con il >CONTO ASSOLUTO< ,di cui sono vittime, non rischiano con prodotti "nuovi"!

in una fiera un distributore (immaginate chi?) si lamento delle fumetterie;
PRETENDEVA che fossero lora a RISCHIARE!
loro perfino alle fumetterie in franchiasing (o come si scrive) praticano il conto assoluto per non rischiare e si lamentano degli altri?
che faccia tosta!

ma cosa pretendono?
quando nacque la Marvel italia pensarono di portare l'america in italia:
minacciarono di mandare al macero le copie invendute, di resa;
risultato?
fumetterie piene di fumetti che non voleva nessuno!
e che hanno dovuto regalare!
e quando poi alcune cercano di "investire" su collane o SAGHE di successo comprandone di più per poi aspettare che andando esauriti Aumentino di valore: te li ristampano, e in volume," boicottandoli!!!"
:una comprò 50 copie di Civil War (saga RAZZISTA!!!!!!!!!!) e con quelle poche che vendette a prezzo di -eraurito- non rientrò neppure delle spese; e la metà gli rimasero.

presentano i loro dati di vendita con orgoglio ma sono dati FALSATI!!!
: non conta che un fumetto vada esaurito presso l'editore, da loro.
perchè le fumetterie
SONO PIENE DI INVENDUTI!

e anche di questo ne parlai con loro:
rispondono che dico sciocchezze.

mercaroni,
"ritengo, forse a torto, che il fumetto inteso come pubblicazione periodica che esce in edicola, abbia ormai i giorni contati"

infatti vito l'andazzo attuale mi sà che dovremo accontenterci degli ebook.
e mi sa che tranne le testate STORICHE che un Vero collezionista continuerà a comprare nella versione cartacea, per le nuove ci convenga -convertirci- al digitale:
tanto i nuovi Titoli non diverranno mai da collezionismo come topolino, diabolik, tex!

,,,, almeno risparmeremo spazio... e non rischiamo che le madri li usino per accender la legna...
anche se con l'andazzo attuale mi sa che tra poco quelli di carta dovremo usarli per riscaldarci perchè non avremo altro!!!!!!!

lorella,
il 9 colpisce ancora
ho scritto su che c'e l'ho archiviato come '89!!!!!!!!!!!!!!!!

invece è segnato '86!!!

spero che questa volta mi vada bene!

Sebastiano, solo una cosa: intuisco che il distributore era il PAN. O "la" Pan, dico bene? Pieni di invenduti, Ma se fosse stato Alastor o Pegasus che dir si voglia... Sarebbe stato differente?

Okay, Seba.
Io ho provato Saguaro, ma il West lo sento lontanissimo. Mi riferisco al tuo penultimo commento. Forse il classico tiene, ma il nuovo stenta.
Vado in spiaggia!

Pereladra,
forse non mi sono spiegato bene:
a quella fiera un distributore,
>nella sala incontri<
si lamentò delle fumetterie.
(in quel caso,in quell'incontro era la pan)

ma gli invenduti di cui parlo non sono i loro ma quelli che restano sul gobbo per la loro (di tutti i distributori per fumetteria) politica del conto assoluto
(per chi non lo sapesse, conto assoluto vuol dire che tu fumetteria che compri un fumetto non hai diritto di renderlo perchè lo compri e diventa tuo)

le uniche giacenze dei distributori sono quel 10% in più che "comprano" dagli editori per far fronte ad eventuali ordinazioni ritardatarie;
altrimenti non hanno praticamente "nessun" rischio perchè fanno solo da intermediari.

Lorella,
il mio comento in cui citavo Tex era sul valore collezionistico di una serie.
non sulle mie letture che spaziano in tutti i generi.

stando ad un altro sito sul collezionismo quei tre titoli da me citati sono quelli che valgono di più... purchè in condizioni da edicola.

c'è una serie di tex (non quella attuale) che vale (valeva) fino a 60,000 €
sessantamila!

di saguaro ne ho sentito parlare bene ma ancora non mi è capitato di "cercarlo":

ultimamente ho ridotto di molto le mie letture, un pò perchè gli editori fanno di tutto per farti passare la voglia; o per le storie, o per il loro comportamento o quello dei loro "editor"!
un pò perchè sono preso da un mio progetto...
che mi sà non vedrà mai la luce.

nei post precedenti mi sono dimenticato di commentare la poca voglia di leggere dei giovani.

se i giovani leggono poco, in parte è colpa dei genitori:
spesso quando ho provato a vendere i miei doppioni, vedevo passare i genitori dalla mia bancarella con figli al seguito;
passando dicevano indicando ai figli:

quello da piccolo lo leggevo.
ma pensate che si fermavano per far vedere ai propri figli "come loro sono cresciuti"?
pensate che compravano un corno per farlo leggere ai loro figli?
tiravano dritto!!!
altri, se invece era il figlio a volersi avvicinare, lo strattonavano!
un'altro addirittura un corno svenduto a 3-4€ NO! ma un libro da colorare comprato nella cartolleria di fronte a 12€ si!

Sebastiano, arrivo in ritardo a causa di impegni "nonneschi" improrogabili.
I genitori dei quali parli potrebbero essere coetanei dei miei figli, e i bambini miei nipoti.Allora.... parlo con cognizione di causa perché quotidianamente mi devo confrontare con questi rampolli e i loro amici, in genere compagni di classe. Beh, in genere sono proprio i bambini che non amano la lettura , travolti dai vari aggeggi informatici.
Il contesto sociale/economico/culturale nel quale viviamo pesa su tutti noi e ci schiaccia: più di tutti sono schiacciati i bambini, nonostante la scuola faccia il possibile,"costringendo" tutti all'apprendimento, alla base della quale c'è l'ascolto e la lettura.Semplifico, ma è così.

Ma la mia generazione, parlo dei nati negli anni trenta, come viveva il rapporto con la lettura, libri, fumetti ecc.
Faccio un esempio autoreferenziale, non per megalomania ma perché penso sia utile per poter fre poi un confronto con il mondo di oggi:
Non crediate che il fumetto, films e romanzi di questi ultimi tempi non abbiano nulla a che fare con quanto accadde fra il 1940 e il 1945. Lo scorrere del tempo e la sua storia composta di innumerevoli, quasi infiniti avvenimenti che ne sono l’essenza, è come il flusso costante di un fiume ideale: volendo, lo si può percorrere anche a ritroso, arrivando quasi fino alla sorgente. Il fiume del mio tempo personale nasce nel 1937 ed è costellato di molti avvenimenti soggettivamente importanti, fra i quali rimangono fondamentali le mie prime letture e i films che da bimbetto e poi ragazzino ebbi a vedere. Al cinema ci andavo già verso la fine della guerra, quando in anticipo sui tempi venivano riciclati i vecchi films di Stanlio ed Ollio evidentemente tenuti nascosti chissà dove da accorti cinematografari. All’inizio del 1945 cosa c’era alle spalle di tutti noi? Il periodo disastroso della seconda guerra mondiale, con milioni di morti, bombardamenti indiscriminati degli aerei “alleati”, stragi di civili effettuate dai nazi-fascisti: un periodo terribile segnato da un crimine inimmaginabile: l’Olocausto, sei milioni di persone, in maggioranza ebrei, sterminate nelle camere a gas o con altri mezzi di morte sui quali ancora molti tacciono per umana pietà. In quello stesso periodo noi bambini, ignari di tutto quell’orrore, leggevamo tranquillamente fumetti di evasione, romanzi di avventure scritti da Salgari, Luigi Motta e continuatori vari. Rammento di Salgari/Motta “Addio Mompracem”, dove alla fine Sandokan muore: cosa per me allora assolutamente incredibile. Di fumetti nell’inverno del 1945 mi ricordo solo dell’Albogiornale con le avventure di FUlMINE: storie esotiche e misteriose, lontane mille anni luce dalla realtà del momento. Naturalmente in casa c’erano albi e giornali a fumetti usciti negli anni precedenti: Il Vittorioso fino al 1943, poi alcuni albi ROMA, con avventure diverse, fra le quali quelle disegnate da Jacovitti . Romero el torero ad esempio: ricordo di averlo avuto fra le mani e giurerei fosse la prima edizione dell’Agosto 1943, prezzo lire 1,5, con la seconda e terza di copertina scritte e trattanti argomenti di propaganda bellica. Possibile’?? Mah, non so.

Sebastiano: vado ancora un poco avanti nel tempo, quidi mi scuso per questa sorta di diario molto personale, legato però al mondo dei fumetti.
Quello fu un momento della Storia assai movimentato: 25 Luglio, caduta del fascismo, poi i famosi 45 giorni del governo Badoglio con “la guerra continua”, periodo che con l’otto Settembre si ribalta di netto e vede con l’armistizio l’esercito italiano combattere a fianco degli anglo/americani. L’unica regione d’ Italia che si liberò da sola fu la Sardegna, che in meno di una settimana costrinse le forze armate germaniche che stanziavano sull’isola a ritirarsi in Corsica, dove poi si sarebbero quasi subito arrese a reparti combattenti italo/francesi. Comunque, ritornando all’albo “Romero el torero” datato agosto, si potrebbe verosimilmente pensare che fosse stato, come era d’abitudine, stampato qualche settimana prima: in luglio, quando ancora il fascismo era al potere?? Oppure alla fine di quel mese, quando la monarchia e Badoglio al governo dettavano legge?? “Il Vittorioso” in quel mese di luglio uscì quasi con regolarità: a partire dal giorno 10 con il n°21, saltando l’uscita della settimana precedente, chissà poi perché. Poi in Agosto nulla, fino a Settembre con i numeri 25 e 26 successivamente distribuiti, non saprei dire in quale modo e maniera, in Dicembre con data e prezzo cambiati. Ecco , questo il contesto nel quale inserire quello che è per ora l’ introvabile prima edizione dell’albo “Romero el torero”. Ma gli alleati avanzavano dal sud: la Sicilia, poi la Sardegna , indi
Napoli e all’inizio di Giugno ROMA!! Così nell’Urbe a partire da quell’estate iniziarono a venir distribuiti gli albi editi dall’AVE, insieme al “Vittorioso”, con stampe e ristampe e un continuo aumentare dei prezzi di copertina. Esistono testimonianze dirette di ragazzi romani e napoletani, siciliani o sardi ?? A parte Antonio Cadoni non mi pare, Beh, si, certamente le cose andarono in tale maniera, ma a me piacerebbe che qualcuno degli Amici del Vittorioso avesse fra le mani l’edizione de Romero el Torero senza dubbio stampata nel corso del 1943, lire 1,50, senza nessuna scritta aggiuntiva di data o prezzo. Dico questo perchè così si potrebbero vedere e stampare i contenuti della seconda e terza pagina di copertina, che viceversa nella seconda edizione del 1944 sono completamente bianche. Poi questo albo fu ristampato con date diverse e successive e con lievitazione di prezzo, fino a giungere a lire 20 nel 1946.
Però già nell’Agosto del 1945 l’AVE su il Vittorioso preannunciava l’arrivo dei seguenti albi serie ROMA: I Predoni del deserto, Pete lo sceriffo, I vincitori degli ottomani, L’eroe della Dominante.
Silenzio fino all’anno successivo, quando sul numero 13 del 14 Aprile 1946 ritorna “Romero el torero” al prezzo di lire 20!! Nell’elencano figurano sempre a lire 20 Pippo e il contrabbandiere, Naufragio della santa Chiara, Eroe della Dominante, Pionieri del deserto e Vincitori degli ottomani.
In questo caso le seconde e terze pagine di copertina sono scritte. Quando l’editore Camillo Conti nel 1971 ristampò gli albi di Jacovitti in questione come “Albi dell’Avventura” Serie LISCA DI PESCE, eluse questo particolare storico/filologico, e questo a ragione poiché la sua non intendeva essere una ristampa anastatica. Comunque ritornando all’estate del 1944 io proprio non ricordo di nessun albo edito dall’AVE in quel periodo preciso, serie ROMA oppure no, che a Carpi (MO) fosse in circolazione, se non vecchie rimanenze accatastate in qualche edicola e in canonica della chiesa di san Niccolò . La situazione era drammatica con gli anglo-americani che a fine agosto avevano occupato Firenze e che erano giunti a La Spezia in Liguria e a Ravenna in Romagna.Solamente nella primavera del 1945 con la fine della guerra riprese la circolazione di nuovi albi e giornali: ricordo “Il Vittorioso” di nuovo a colori che mio fratello Franco che studiava a Modena mi portava ogni tanto…. Già, non sempre, poiché la distribuzione era discontinua: i primi albi noovi??? Quello che mi ricordo essere stato il primo è ”Pete lo sceriffo”, Albo Roma n°28, con prezzo sovrapposto di lire 20, senza data. Quindi nella mia testa c’era molta confusione, perché avendo solamente sette/otto anni non potevo certamente capire i problemi della distribuzione, dei cambi dei prezzi che aumentavano e anche il fatto che ad un certo punto c’erano in giro questi albi della “Serie Roma” vecchia, fino al n°28 e contemporaneamente quelli della nuova “Serie Roma” a partire dal n° 1, “Anac il distruttore”disegnato da de Luca , Ma anche altri come ad esempio “Pippo trotta” n°4 . Insomma, ero pur sempre solo un bambinetto!! Comunque fra gli albi più cari e che conservo ancora adesso ( per salvarli dalle grinfie dell’amichetto Alfonso dovetti perfino ricorrere alla violenza [ una innocente bastonata], poi le buscai dalla di lui tredicenne sorella Flavia), ci sono Alvaro il corsaro e Alvaro naufrago di Jacovitti, numeri 18 e 22 della serie ROMA, usciti alla fine del 1942 quando ancora abitavo a Pola!! Ne hanno fatto dei viaggi questi due albi!!!

Mah, ho perso la bussola, navigo a vista senza occhiali ( quindi che vedo? un bel nulla).
Ma una voce mi giunge dalla cabina del capitano, Pop Eye, il nostro marinaio guercio , l'unico in grado di tener testa a gorilla, scimpanzè e orangoutan.

Qui non compare nulla, la "Nave dei fantasmi" naviga senza timone.

Guardo l’oratore e penso che stiamo scivolando fuori tema, ma sempre per timore di reazioni imprevedibili tengo la bocca chiusa. Nick mi scruta digrignando i denti; è l’unico orangoutang al mondo in grado di ragionare come un uomo, o quasi, o forse di più e meglio La cosa più stupefacente è osservare che mentre con le mani tiene la pipa con i piedi sta sfogliando un quotidiano di lingua francese. Mi sono sempre chiesto se sia veramente un antropoide oppure un uomo travestito. Nick mi osserva soddisfatto: “eeh, lo so che cosa pensi…. ma per ora no voglio affrontare la vexata questio della mia identità ma dirti che queste cose le ho dette e ridette a Bruno, il factotum di “Vitt&Dintorni. Le ho pure ricordate tempo fa a Osvaldo Soriano, qui a Parigi, nella sua casa sul boulevard Saint-Michel. Non sapeva che Gordo e el Flaco, come li chiama lui nel suo Triste, solitario y final, lo struggente omaggio narrativo ai due re della risata, hanno girato il loro ultimo film a Nizza. In quel film un critico ha scritto che ogni volta che cadevano in terra sembrava che non dovessero più rialzarsi. Imitavano se stessi ma con infinita stanchezza.” Bussano: chi sarà mai?? Perbacco, Osvaldo in persona. Entra, si siede, estrae un sigaro di imponenti dimensioni, si gingilla, poi lo ripone in tasca.”Mmh, per oggi meglio lasciar perdere…” Ci guarda, osserva con malcelata curiosità il presunto(?) scimmione e sospirando inizia a parlare: ”da quando ho portato una copia del mio romanzo sulla tomba di Stan a Los Angeles non mi va più di parlare di lui, perché, come ho scritto in Ribelli, sognatori & fuggitivi, mi ricorda l’angosciosa figura di mio padre, Josè Vincente, malato terminale in fuga dopo l’operazione.” Nick ringhia un poco sillabando le parole:” ma dimmi, sono curioso, dimmi qualcosa sull’ultimo film di Stan e Oliver, perché Atollo K è un tassello che un poco mi manca per completare il puzzle della mia conoscenza sull’opera omnia dei due comici in questione ” . Osvalsdo ride sommessamente. “Mah, preferisco tergiversare; in Triste, solitario y final mi sono inventato un personaggio, il giornalista Soriano, che insieme al celebre detective di Raymond Chandler Philips Marlowe, cerca di capire perché dalla metà degli Anni quaranta Hollywood rifiutò la più celebre coppia della comica del cinema mondiale. La guerra, i films di propaganda i divorzi con il produrre Hal Roach, qualche film che Oliver Hardy gira senza Stan Laurel, nuovi contratti con un colosso come la 20th Century Fox, che non accetta improvvisazioni sul set, spinge fuori dal cinema Stan e Laurel. I due, s’imbarcano allora in una lunga tournèe per l’Europa che dura un paio di anni: specialmente in Gran Bretagna i Nostri riscuotono un sincero successo di pubblico: in Inghilterra i due hanno finalmente modo di conoscersi dal punto di vista umano, e di apprezzarsi, di scoprire inaspettate sintonie. Si, l’Europa li applaude in ogni teatro in cui recitano, anche se le loro movenze non hanno più quell’innocenza infantile, anche se i loro volti ingessati e le loro espressioni facciali ben s’adattano a situazioni stralunate, al limite del grottesco che a volte oltrepassano sconfinando nel puro nonsense. Nick si alza di scatto e con un agile balzo vola sull’armadio in palissandro che si estolle sulla parete opposta. Sputa saliva e tabacco, rutta rumorosamente, mette la pipa in bocca e la sgranocchia allegramente. Ci osserva con una vaga espressione divertita:” già, con i nostri due stralunati comici che cosa poteva diventare quel film? In giro, fra amici, che io sappia, nessuno se lo ricorda. Cosi un giorno ho chiesto lumi a Gianbruno Maggivoli, a Roma, una delle grandi memorie sui sogni in celluloide, di aiutarmi a trovare quel film per poterlo alla fine vederlo integralmente. Gianbruno mi invita nella sua saletta di proiezione di via Pomea, sul Gianicolo. Maggivoli ha parlato con Rizzo, un bizzarro collezionista di sedici millimetri. E Rizzo ha una copia, un po’ rovinata, di Atollo K . Nel buio parte la pizza e inizia l’ultima storia di Stanlio e Ollio. Un vecchio zio ha lasciato una eredità. Ma quando i nostri due antieroi vanno a Londra dal team di avvocati che gestisce la faccenda ( fra i quali Vittorio Caprioli) per raccoglierla, hanno una brutta sorpresa. Le tasse lasciano loro solo pochi spiccioli, un vecchio battello e un’isoletta nei mari del Sud. Nei mari del sud…. “. Ride sgangagheratamente il villoso bestione, si alza di scatto e grugnendo in pochi balzi sparisce attraverso la portafinestra frantumandone vetri ed intelaiatura, svanendo nel bosco che circonda la sua casa e che si allaccia senza soluzioni di continuità a quello della Butte Chaumont..

Insomma, si parla di cinema.

tomasoprospero,
"nonostante la scuola faccia il possibile,"costringendo" tutti all'apprendimento, alla base della quale c'è l'ascolto e la lettura"

il probema è proprio che non si può demandare tutta la formazione dei figli alla scuola,
io sono del '64 quindi non ho la tua veneranda età (cazzo, ne devi aver letti di fumetti!)
andavo bene a scuola ma quando mi davano degli "extra" da leggere non mi andava di farlo.
poi col tempo sono diventato un divoratore di letture.
chissà.
forse se mi avessero dato dei fumetti avrei letto più volentieri.
i fumetti invece li leggevo qua e là, non ricordo di chi erano ma non certo dei miei genitori!
poi a 10-11 anni comprai il primo Uomo Ragno con miei soldi guadagnati col mio lavoro.
da allora, pian piano, ho comprato sempre più fumetti allargando il tiro.
il fumetto è stato l'unico mio "vizio".

tomasoprospero,
vero, oggi la situazione economica è quella che è ma questa situazione ha radici nel passato.
è da decenni che i genitori hanno "abbandonato" a se stessi i figli.
non che in passato fossero reose e fiori,
ma tutto è cominciato col "parcheggiare" i propri figli di fronte alla TV!
poi sono arrivati i games!!!!!!!!!!!!!
la COASA PIU' DISEDUCATIVA AL MONDO !
: la gente (e gli specialisti) ha dimenticato il vero significato ,e scopo, del gioco!
il gioco non è divertimento, >passatempo< fine a se stesso; il gioco, un tempo, serviva a FORMARE i "piccoli uomini" per il domani!
giocare a indiani e cowboy, a mamma e papà, al dottore, serviva a "formare", "condizionare" alla vita da grandi.
i games invece nono il NULLA.

un conto è che il bambino non "voglia" leggere, un altro che i genitori non lo LASCINO leggere (e ora ci si mettono anche i politici!).
un tempo i fumetti ce li scambiavamo, cosa deleteria, ma quando i soldi sono pochi come altro fare?
oggi?
oggi li si legge al "sicura" tra le mura domestiche.
mio nipote anni fa mi chiese di trovargli dei manga che voleva leggere; riuscii a procurargli alcuni Nuovi con lo sconto del 30%... prima che gli completassi la serie, suo padre mi ciese di non cercarne altri!
un padre che leggeva fumetti!

tomasoprospero,
leggendoti ho pensato:
certi post andrebbero "salvati";
che ne pensi di un libro
-le mie confessioni-
?
;-)

tomasoprospero,
leggendoti ho pensato:
certi post andrebbero "salvati";
che ne pensi di un libro
-le mie confessioni-
?
;-)

tomasoprospero,
leggendoti ho pensato:
certi post andrebbero "salvati";
che ne pensi di un libro
-le mie confessioni-
?
;-)

tomasoprospero,
leggendoti ho pensato:
certi post andrebbero "salvati";
che ne pensi di un libro
-le mie confessioni-
?
;-)

Sebastiano, ti bacerei in fronte!
E' vero, facciamo una crociata contro i Games, che non sono NIENTE come dici tu, li detesto con tutte le mie forze, sia stramaledetto chi ha avuto l'infausta idea di unirli ai fumetti: non c'entrano nulla oramai lo si è visto.
Sviluppiamo queste conversazioni e salviamole, come dici tu.

E aggiungo, chiedo a Luca Boschi di salvare questo intervento sulla lettura nel Dodoguerra e di arricchirlo con immagini.

aaaaaaaaargh!!!
se la pg non si aggiorna no cliccate più di una volta -post- !!!

ben,
satrapo,
così si fa!

p.s.
ma non si può cancellare i post doppi?

Ehhh, si, ma se per campare i genitori devono lavorare da mattina a sera, poi arrivano stanchi morti, i figli li cresce la scuola e il baby sitter, leggi nonno o nonni.I quali a volte al limite delle forze, mollano, e i nipotini guardano la TV o fanno i vituperati "games". Non è una situazione di semplice decifrazione, credimi.

infatti ci sono vari co-fattori.

...ne so qualcosa anch'io di "figli parcheggiati":
quando mio fratello lasciava i suoi due figli dalla nonna; al mio arrivo a casa, stanco morto di fatica, volevano venire in braccio allo zio; io, per evitare che nascessero gelosie, li prendevo in braccio tutti e due(hanno un anno di differenza d'età); loro tutti contenti si mettevano a giocare tra di loro, in braccio a me(!).
a volte anche quando glieli riportavo a casa, a piedi, poteva succedere la stessa cosa.
poi quando mio fratello si trasferì in periferia passarono a prenderli loro all'uscita dal lavoro.
cio portò ad un allontanamento graduale.

ora che sono cresciuti vengono a trovare la nonna ma mai lo zio.
ora che hanno anche loro una famiglia li vedo affannarsi a correre;
correre verso cosa?
anch'io da "giovane" mi so' ammazzato di fatica; ma alla fine son dovuto "maturare"!
quando mi son reso conto che i frutti del mio lavoro se li son goduti gli altri,,,

questa cosidetta "società -civile-" è quanto di meno sociale o civile, ci sia!

oggi si vuole troppo; tutto e subito; e si perde qualcosa di importante:
il rapporto con le persone.
è il "confrontarsi" con gli altri che ci fa maturare.

Sebastiano: viviamo in un mondo molto complicato.Diciamo che alla base di tutto c'è il passaggio dalla vita rurale all'urbanizzazione.Ma le prime grandi città risalgono alle civiltà mesopotamiche , quindi sono radici lontanissime nel tempo.
Però guarda, i miei bisnonni che campavano lavorando la terra,isolati in campagna, sgobbavano come bestie per il puro sostentamento, i frutti andavano ai padroni.Quindi c'è in ballo la natura dell'uomo, il suo egoismo e il suo desiderio di sopraffazione.
Mah, non vedo via d'uscita.

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