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LA TARGA CITTA' DI NAPOLI A DIANE DISNEY

Claudio Curcio e Diane Disney

Un'oretta fa Napoli COMICON ha twittato questa foto, che prontamente riprendo.

Claudio Curcio, Direttore Generale della manifestazione, è andato a consegnare "a domicilio" a Diane Disney, presso il Walt Disney Family Museum di San Francisco, la Targa Città di Napoli che il sindaco Luigi De Magistris avrebbe dato personalmente alla figlia di Walt, lo scorso aprile.

Come si ricorderà, per una improvvisa indisposizione di Ron Miller, marito di Diane, la coppia non aveva più potuto raggiungere la Fiera d'Oltremare e la mostra Magica Disney nel capoluogo campano.

Con l'occasione, sulle note di Louis Armstrong che intona un motivetto del Grillo Saggio, riproponiamo un servizio ideato e relizzato dall'appassionato disneyano Flavio Moretti e mostrato al pubblico del Teatro Mediterraneo in occasione della scorsa Napoli COMICON. L'occasione, oltre alla premiazione di Diane, era anche un memorandum sul fatto che il prossimo 18 Dicembre Diane Disney Miller compierà 80 anni.

Auguri in anticipo.

Ed ecco un altro documento, mai mostrato su Cartoonist Globale.

Diane Disney, Lillian Disney, Jenny Miller

Walt's wife Lillian, daughter Diane, and granddaughter Jenny speak with W.E.D. Imagineers. The interview takes place in the United Kingdom Pavilion of EPCOT Center, 1982.

L'audio è un po' fuori sincrono, ma non si può pretendere...

LINK CORRELATI

CONVERSAZIONE CON DIANE DISNEY

RIFLESSIONI DISNEYANE A NAPOLI

DIANE DISNEY A NAPOLI COMICON

DIANE DISNEY SU "DISNEY ANNI D'ORO"

DIANE DISNEY, BRUNO BOZZETTO E FEDERICO FIECCONI AL DISNEY FAMILY MUSEUM

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© Foto Fiecconi/Graffiti

Commenti

Ciao, grazie per questi filmati, non avevo mai visto la moglie di walt Disney dal vivo in un documentario. Bene, che l'avete riportato alla luce.

Mi hanno chiamato Lillian anche perché i miei erano grandi fan di Walt Disney, e sono nata femmina...

Nel 1989 Sua Emittenza aveva già dato segno di essere quel che poi è stato mafesto essere.
In violazione di leggi e contratti e di quant'altro, era stato raggiunto da un'azione giudiziaria intentata dalla nostra amica Fiorella Domeneghini, giornalista free-lance, figlia di Anton Gino Domeneghini che aveva prodotto il film animato La rosa di Bagdad.


Come scrive Repubblica, nel 1989 Fiorella aveva chiesto al Tribunale civile di Milano un sequestro di beni di proprietà di Silvio Berlusconi per un valore di due miliardi.


La signora Domeneghini nel 1982 aveva venduto a Reteitalia i diritti del film di animazione del padre per 35 milioni con la clausola che fosse diffuso solo in Italia e su Telemontecarlo.


Il cartoon, invece, in violazione del contratto (nuova, eh? io direi che è la routine, per il fondatore di un partito nato esclusivamente per fare gli interessi di quelli come lui, con il popolo beota che l'ha votato) sarebbe andato in onda sulle tv di mezzo mondo, a Natale, e la vendita dei diritti avrebbe fruttato al gruppo Fininvest mezzo miliardo.

La Domeneghini, assistita dall' avvocato Pia Cirillo, in base al contratto a sua volta stipulato definisce illecito sia l' utilizzo del film che il profitto derivato.


Chiede di poter tornare in possesso della copia prestata sette anni fa a Reteitalia per il necessario adattamento alle esigenze televisive e mai più resa e i danni per il naufragare di ipotesi alternative di vendita, seguite alle dichiarazioni di Berlusconi. La richiesta di sequestro conservativo di beni mobili o immobili si estende a Reteitalia, Fininvest e personalmente a Paolo e Silvio Berlusconi.
°°°°
Qualcuno sa com'è andata a finire?

E' normale, basta leggere i titoli di oggi: contro le malefatte di questa gang i politici loro amici (o loro stessi, divenuti politici) cercano di non far scontare le pene a chi di loro ha commesso reati.
E' di oggi: La destra vuole depenalizzare il reato con un emendamento. Niente carcere, solo "una sanzione amministrativa". A rischio i processi a Penati, Scajola, Milanese. Sabelli: "Senza quella norma impossibile Mani Pulite". Sel: "Li contrasteremo". M5S: "Salvacondotto per la casta. Pd che fa?"

http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce


Per questo vogliono stare al governo.
Ma quanto potremo sopportare ancora?

In America non sarebbe mai successo quello che è capitato con Berlusconi e i fasci da noi. Parliamo delle belle cose USA e dimentichiamo queste nostre dei fasci-berlusconidi italiani.
La Rosa di Bagdad ha subìto queste ingiurie da Berlusconi, Biancaneve non ne avrebbe subìte mai.
Questo è molto significativo.

Ma non dimentichiamocene quando ci sarà non solo da votarli, ma anche da fare qualsivogli azione che possa salvarne uno.
Dovranno pagare il frutto dei loro misfatti.
Tutto.

Come ha già scritto qualcuno, parliamo di queste cose un po' più esaltanti: le belle città del divertimento costruite da Walt e dai suoi uomini.
Che poi siamo in mano a una manica di "elusori delle leggi" è piuttosto noto.
Non avevo mai visto Jenny, la figlia di Diane, e sono rimasto favorevolmente impressionato.
Aspetto un reportage più ampio sulla visita al Museo.

Un saluto a Bruno Bozzetto, se ci legge.

Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute; ma se vi manca la prima, tutto è finito.

Gustave Flaubert

In USA succedono però altre cose poco simpatiche, Eluana.
Pensa al vigilante che ha ucciso quel poveraccio e hanno detto che va bene, dato che aveva una faccia che non ispirava tanta sicurezza.
Quindi va bene sparare a chi ti pare, in pratica, basta sentirsi poco sicuri di fianco al tuo vicino.

Molto triste. Chissà come finiremo.
Ma forse già lo sappiamo.

Per essere felici bisogna essere cretini, certo, a volte anche per essere ottimisti. Oppure bisogna proprio avere un amore sfegatato per la vita che tutto il resto, al confronto, passa in secondo piano.
C'era una massima indiana che parlava di questo, oppure era cinese.
Ma in qualunque caso dei due, non la ricordo.

Geroboamo, ciao, non so come ti è venuto in mente di parlare proprio di questo argomento (La Rosa di Bagdad) oggi. Forse hai avuto la notizia anche tu della scomparsa di Fiorella Domeneghini. Nel blog ne parla domani Massimo Becattini, cineasta e documentarista, cugino di Alberto.
Ammetto di non sapere nemmeno io come sia andata la causa contro la Fininvest, forse c'è stata una transazione. Ma Fiorella era rientrata in possesso dei diritti che Fininvest aveva violato. Come sappiamo, nel far-west italiano dell'etere, tenuto volutamente privo di sceriffi, affinché un certo coacervo di interessi economici e politi (Bettino insegna) trionfasse, questa è solo una tessera del terribile mosaico di scorrettezze avvenute negli ultimi tre decenni.

Era un brano di Oscar Prudente.
Ce n'è anche una versione di coso, di Califano, ma mi ostrunge il sibizbo e non la sottopongo.


https://www.youtube.com/watch?v=Nvm7Ef8eRGk

Che malinconia, accidentaccio.

Questa è dedicata a Catia:
https://www.youtube.com/watch?v=hpVtgJyCtkk

Proviene dalla stessa edizione di "Canzonissima" alla quale parteciparonono Romano Scarpa, Giovan Battista Carpi e Mario Gentilini.

NOOOOOO! Cocciante no, per favote!!!

Quando la Vartan cantava questa sigla acquistavo con un anno di ritardo, in una busta di resa, una rivista con un una delle mie prime robe a fumetti pubblicate:

http://www.youtube.com/watch?v=QhXVibJANOQ


Festa negli occhi festa nel cuore.

Ma ditemi, orsù, ragazzi, cosa c'entra tutta questa roba musicale?
Fossero canzoni Disney...

O canzoni del Festival di Napoli... Tipo "Guaglione", con Gloria Christian...
O "'A pizza", di Aurelio Fierro...

Evoluzione della musica leggera italiana, più alcune canzoni dal significato psico-sociologico che rimandano al passato regime.

In ogni caso, Disney non c’entra niente.

Piuttosto, il romanticismo-individualista-pessimistico, tipico dell'universo eroico fascista, ha qualcosa a che fare con Corto Maltese.

Condivido quest'ultima affermazione sulla malinconia fascisteggiante (nostalgica) di Hugo Pratt, che fu solo sdoganato dai filocomunisti ("Pif" era la rivista del Partito Comunista Francese) e quindi dai linusiani che erano espressi da quell'area. Ma lo fece per ragioni di pura convenienza strategica.
Ringrazio anche Sauro e gli altri che hanno sottoposto questi brani musicali unpo' scoordinati fra loro, non vedo molti nessi, ma qualcuno mi ha fatto piacere ricordarli.

A me Antonio Piu fa schifo, sia per come canta e si esprime, sia (naturalmente) per i contenuti che esoprime. Elogio dei nazifascisti, ma andiamo, mi meraviglio che questa roba compaia in un blog di una Repubblica democratica, anche se la democrazia in Italia è fasulla, come tutti sanno.
ma proprio elogio del regime nazifascista... "Cuore nero", me ne frego.
Vomito e diarrea.

Presumo che faccia schifo a tutti.

Io non credo affatto che Pratt fosse rimasto fascista.

Penso solo che le letture e le esperienze giovanili lo abbiano influenzato creativamente.

Influenzato creativamente sì, ma negativamente, IMHO.

Il primo Tex Willer (oggi è completamente cambiato) sembrava, invece, il prototipo del molto più rozzo eroe fascista antemarcia. Le spedizioni punitive con i suoi “pards”, nelle quali prendeva a cazzotti i cattivi di bassa lega, ricordavano quelle delle camicie nere. Inoltre, mentre nei western, che io sappia, si combattono i banditi o gli indiani, Tex ce l’aveva soprattutto con gli “sfruttatori del popolo”, categoria generica avversata dai fasci. G.L. Bonelli si è ispirato a Zane Grey (anche se io vedo più l’influenza pugilistica di Dick Fulmine): qualcuno ha letto quei romanzi e sa dire se, al contrario di quello penso, tali elementi li ha presi da lì? Ripeto, parlo del primo Tex. Oggi è diventato quasi fighetto.

Pietro, cosa vuol dire "IMHO"?

Ancora per Pietro: non vedo cosa ci fosse di "negativo" in Corto Maltese.

Peraltro era solo un personaggio di fantasia.

Neppure in Tex c'era niente di negativo, s'intende.

No, Sauro, niente di negativo in Corto, solo... un po' di perplessità su qualche opera di Pratt un po' troppo "eroistica". E una storia tarda dove un partigiano, se ricordo bene, fa il doppio gioca. Non è certo un bel modello, mi aveva stupito quel punto di vista.
Non ricordo il titolo del racconto, ma so che usci' a puntate su una rivista, o "L'Eternauta" o più probabilmente "Comic Art".
IMHO è una delle "pessime" espressioni "crasiche" del web, che sta per "secondo me", o "a mio modesto avviso".
In My Humble Opinion...

Invece, so cosa significa LOL, ma ho dimenticato ROTFL, mi fa venire il mente "ROTolarsi da Lot Of Laughs", ma penso di essere sulla cattiva strada.


Adesso stacco, vado via per il fine settimana ma ci rileggiamo lunedì.


Buon week end a Sauro e a tutti quanti.

Tornando a Pratt. Corto Maltese gli è esploso in mano. Sicuramente lui voleva riprendere i fumetti americani di Cino e Franco, come aveva già fatto con Anna della Giungla (si chiamava così?), che di Cino e Franco era una plagio. Poi questo personaggio secondario della Ballata nel Mare Salato gli è esploso in mano. Questo perché, anche se Pratt non se ne è reso conto subito, Corto aveva caratteristiche più compatibili con i suoi vecchi ideali. Ciononostante il personaggio viene presentato, sia pure vagamente, come di sinistra (morirà contro Franco). E l'influenza viene attribuita, da Pratt, ai romanzi di Conrad.

Non credo sia un caso che Mitterand adorasse Corto Maltese a tal punto, dicono, da tenerne sempre una copia sulla scrivania.

Mitterand aveva iniziato l'attività politica come funzionario di alto livello nella repubblica di Vichy, lo stato fantoccio controllato dai nazisti, per poi passare ai socialisti diventando presidente della repubblica francese.

Insomma, da giovane, anche lui aveva vissuto sentimenti simili a quelli di Pratt e li ritrovava in Corto Maltese.

Naturalmente, come Dario Fo e tanti altri, in seguito Mitterand giurerà sulla sua costante appartenenza alla Resistenza. E troverà anche chi lo "attesterà" (a differenza di Fo, che a un certo punto ha dovuto dire la verità).

E' chiaro che essere stati fasci in gioventù non impedisce di cambiare sinceramente idea in un secondo tempo.

All'epoca quasi tutti sono stati fasci. L'unico che ho conosciuto personalmente a non esserlo mai stato, anche prima del 1943, era Vittorio Foa. Un grande non abbastanza apprezzato per quanto valeva.

Ora, approfittando dell'argomento del post, si potrebbe parlare anche di Walt Disney e fascismo.

Ma preferisco (vigliaccamente) parlare solo dei morti, che in quanto tali non si incazzano, mentre Disney, intesa come azienda, è assolutamente vitale.

Comunque, in generale, gli industriali americani (ma anche i politici di entrambi gli schieramenti) sono stati per molto tempo ammiratori sfegatati di Mussolini. Non solo il capo dell'Ibm aveva il busto del duce in ufficio.

IL CONCETTO DI ONORE IN CORTO MALTESE ci permette di capire meglio quanto detto.

In un libro per le scuole elementari al tempo del fascismo ho letto questo racconto (chiaramente in epoca recente, essendo io giovanissimo).

Un ragazzo, Tizio, vede arrivare di corsa un suo vecchio amico più grande di lui, Caio, del quale ricorda i trascorsi poco edificanti tra anarchici e altre persone poco raccomandabili. Caio implora Tizio di non tradirlo: lo stanno inseguendo e lui non vuole farsi prendere. Poi si nasconde lì vicino. Dopo di che arriva un manipolo di camicie nere, le quali chiedono gentilmente a Tizio se ha visto passare un tipo losco che crea disordine e confusione in paese. Tizio risponde sì, e le manda nella direzione opposta rispetto al nascondiglio. A quel punto, Caio esce allo scoperto e ringrazia Tizio. Il quale, diventando serio, lo ammonisce dicendogli che d’ora in poi dovrà comportarsi bene.

Un racconto simile non potrebbe essere pubblicato nel libro scolastico di un paese democratico, per non dire in Unione Sovietica, dove i figli venivamo invitati a denunciare i genitori dissidenti.

Hugo Pratt, leggendo storie come queste da piccolo, ha creato un personaggio, Corto Maltese, con il tipico senso dell’onore fascista.

Il senso dell'onore fascista...
Intervengo adesso e devo riflettere un po' sul significato profondo di questo esempio.
Per il fascismo conta più l'amicizia, come dire?
E poi lo Stato, anche se questo è fascista?
Singolare, io avrei pensato a una subitanea denuncia: le camicie nere più importanti del rapporto fra i due.
Ci sarebbe da impostare un discorso su tutto questo, ma bisognerebbe che qualcuno intervenisse nel dibattito, volendolo porre. E nell'ultimo week end di luglio temo che siano tutti al mare.

Le camicie nere non sono la polizia.

Un racconto simile non lo avrebbero mai fatto con dei rappresentanti ufficiali dello Stato.

Preciso. Non voglio dire che Hugo Pratt fosse rimasto fascista (non lo era sicuramente più da quando aveva smesso di lavorare per i tedeschi), né che "lo sia" Corto Maltese. Parlo di influenze.

Il comunista Camilleri dice che il commissario Montalbano è ispirato a suo padre, un ufficiale fascista (da lui sempre rispettato come uomo). Apprendendo ciò, mi sono immeditamente spiegato perché, leggendo i romanzi, tendevo mentalmente a spostare Montalbano nel ventennio.

Travaglio critica, giustamente, sul “Fatto quotidiano” la trattativa tra Stato e mafia.

Montalbano trova invece normalissimo accordarsi di volta in volta con i capi mafiosi, perché si muove all’interno del romantico senso d’onore fascista, dove i patti si fanno tra “uomini”, non tra rappresentanti di istituzioni.

Naturalmente questo tipo di senso dell’onore è solo una delle tante caratteristiche dei personaggi letterari influenzati dalla cultura fascista, a causa dell’età dei loro autori o per la loro passata adesione totale a quei valori.

Comunque, siccome l’argomento non interessa a nessuno, mi fermo qui.

A me interesserebbe, ma ora mi concentro su un altro post, quello sul "Liquidatore", che ha dei disegni per me stupendi.
Fa caldo, poche discussioni, direi.

Sauro: a me personalmente interessa sempre tutto ciò che scrivi.
Saluti

Emozionante! Viva Diane, viva Walt Disney e viva la mia Napoli che, quest'anno l'ha omaggiato alla grande! Ciao, Luca, ciao a tutti!

Ciao, Nunziante!
Grazie a te per la partecipazione strapreziosa a tutti gli eventi. E negli anni a venire ci saranno sicuramente altre cose interessanti, degne di nota, su cinema, fumetti...

Ciao Luca!
Come commenti il passaggio alla Panini di Modena per la pubblicazione dei periodici Disney?

http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1109157/la-panini-di-modena-rileva-topolino.shtml

Ciao, Andrea!
I commenti sono svariati e variegati nei due post su Geppo del primo agosto.
Da parte mia posso dire che il comunicato stampa di base che ha circolato un po' ovunque è sballato da vari punti di vista e che le agenzie dovrebbero stare un po' più attente a quello che diramano.
Serve la Sibilla Cumana per riuscire aleggere tra le righe cosa si vuol intendere e far intendere!


Ne riparleremo di sicuro.


E quando ci saranno informazioni certe, se possibili ufficiali, le pubblicherò.


A presto!


Luca

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