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FIORELLA DOMENEGHINI: UN RICORDO, di Massimo Becattini

Amin e la Lampada

I nostri agenti di Facebook ci girano il documento eccezionale che Gianni Milone ci ha indirizzato (grazie infinite a tutti, a Gianni in particolare).

E' l'illustrazione del titolo del lungometraggio di cui tratta in questo post, che originariamente avrebbe dovuto chiamarsi Amin e la lampada di Aladino.
Saranno titoli disegnati da Angelo Bioletto?

Forse.

Per sottoporre all'attenzione dei lettori questa immagine, posiziono di nuovo in bella vista il post.

Locandinadfds

Massimo Becattini, cineasta, documentarista, ha reallizzato i documentari Una Rosa di guerra (Ita, 2008, 64’), Dopo la Rosa (Ita, 2008, 14’) e Il restauro della Rosa (Ita, 2008, 6’), dedicandoli allo storico, fondamentale lungometraggio animato La Rosa di Bagdad. Informazioni su di lui e il suo lavoro si possono trovare ai link correlati a pie' di post.

A Massimo la parola.

Rosabagd05 Il 12 luglio 2013 è venuta a mancare a Milano Fiorella Domeneghini, grande scrittrice, giornalista, pubblicista di successo come il padre, Anton Gino (foto sotto, NdR) , con cui – ancora giovanissima - aveva collaborato nella realizzazione di uno dei massimi capolavori del cinema d’animazione: LA ROSA DI BAGDAD, vincitore del primo premio, nella sezione ragazzi, del Festival del Cinema di Venezia, nel 1949.

Fiorella si è occupata con successo di narrativa e di pubblicità, ottenendo importanti riconoscimenti per le campagne eseguite per ENIC o per altri enti pubblici.

Anton Gino Domeneghini

Il suoi particolari interessi, legati alla negromanzia e alle scienze occulte, sono alla base di alcuni suoi libri che le hanno dato risonanza mondiale.

Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1966, aveva continuato a lavorare su alcuni progetti cinematografici di lui, rimasti incompiuti.

Tra questi, ricordiamo il libro (e lo script) per il film L’ISOLA FELICE destinato ad essere realizzato in collaborazione con lo studio Disney e, soprattutto il progetto ONCE UPON A TIME, che prevede una realizzazione mista (attori live + animazione).

Isola Felice

Il film è un interessante tentativo di conciliare la tradizione nordica dell’albero di Natale, con quella mediterranea del presepe.

Fiorella si è dimostrata anche una donna di straordinaria forza di carattere, capace di sopportare la tragica fine dell’unico figlio Daniele, morto in circostanze drammatiche.

Poster

I miei ricordi di lei sono indissolubilmente legati a LA ROSA DI BAGDAD; volendo raccontare in un documentario l’avventurosa storia di questo film, ho trovato in lei una preziosissima miniera di ricordi e aneddoti, che ho potuto inserire nella storia del film.

Anche l’insieme degli scritti, delle memorie e delle lettere di Anton Gino e degli artisti che avevano collaborato al film, erano parte del suo prezioso archivio.

Ho saputo della sua scomparsa solo alcuni giorni dopo, ma l’emozione è stata ancor pìù violenta, come se tutto un mondo legato al pionierismo del cinema d’animazione italiano fosse venuto improvvisamente a mancare. Come consolazione, continuo a rivedere il girato della sua intervista del 2010, anche le parti non montate, dove, liberandosi per un momento del ruolo, tirava fuori il suo accento meneghino e ti ridimensionava subito….

Amin quattro

Le quattro immagini sopra, con tanto di didascalia, sono tratte da una pagina del sito Papersera. Grazie.

ALCUNI FRA I VARI POST CORRELATI DI QUESTO BLOG

GIOVANNI CAMUSSO: UNA ROSA (DI BAGDAD) PER IL PARTIGIANO PAM, di Pier Luigi Gaspa

IL RITORNO DELLA ROSA, di Alberto Becattini

LA NUOVA "ROSA DI BAGDAD", di Nunziante Valoroso

Commenti

Mi dispiace per la signora Fiorella, a quanto pare una donna di grande polso che ha difeso con le unghie e coi denti l'opera del suo marito.
Chapeau e RIP!

Aveva ricevuto la pesante eredità de “LA ROSA” ma aveva saputo tenere testa a squali e pescecani, gestendo cessioni a televisioni, videocassette e diritti esteri.
Mi aveva ceduto le varie copertine originali di Zamperoni e Bioletto della versione a fumetti (alcune ancora inedite) e varie immagini del libro; a detta di Togliatto quest’ultimo eseguito da Sandro Nardini e non Libico Maraja. Gli aneddoti che mi ha raccontato meriterebbero un libro, chissà mai.

Che grande donna!
un saluto alla signora Fiorella.

Ecco, diversamente da Antonio Piu, che è un fascista anacronista di oggi, capisco questo fascista, Domeneghini, che forse non ha avuto vita facile non ripudiando il proprio passato. E durante il Fascismo ha fatto realizzare cartoni animati, il che è un merito indiscutibile. Ha fatto sognare delle generazione invece di contribuire a steminarne una o più.
Non so se le mie sono parole avventate o superficiali, comunque questo mi suggerisce la riflessione su questo episodio raccontato benissimo anche nei contenuti speciali del dvd da Massimo Becattini.

Preciso che Antonio Piu è stato sottoposto da un lettore nel post precedente a questo, con intenti informativi (e certo, se non lo segnalava lui non avrei saputo della sua esistenza).

Ringrazio Gianni Milone per le precisazioni.
Verissimo, la signora Fiorella, col suo carattere fortissimo, aveva saputo dare il fatto loro agli squali della Fininvest e non soltanto a quelli.


Mi piacerebbe, una volta, poter registrare un'intervista (per poi trascriverla) su tutto quello che Gianni sa per diretta conoscenza, avendolo appreso da disegnatori e illustratori interessati o dai loro eredi (persone che immagino abbiano trovato in lui un interlocutore adatto per "vuotare il sacco" e togliersi i classici sassolini dalle scarpe, raccontando angherie di editori e avvoltoi assortiti).

Interessarà Massimo Becattini e altri appassionati come Nunziante Valoroso sapere che non fu Maraja, illustratore dei fondali del film, a realizzare le immagini del libro (che, appunto, onestamente a me sembravano ben poco marajane, ma non si può mai dire).

Quindi, c'è la testimonianza del "co-autore" (o "collaboratore") del film Luigi Togliatto, del quale leggo: "(...) pittore ed illustratore collabora, per la realizzazione delle copertine e delle illustrazioni, con la Casa Editrice Viglongo ed inoltre con la SEI, la Paravia, le Edizioni Paoline, la Marzocco, la Mondadori e la Fratelli Fabbri Editori. Illustra i romanzi più famosi, appartenenti a vari generi letterari. Come pittore ha tenuto molte mostre personali e collettive."

(continua)

Un altro argomento da sviscerare riguarda il rapportio di Bioletto con Domeneghini.
Bioletto lascia la "barca" dopo aver disegnato i personaggi, come ottimo character designer, ma poi torna per realizzare la copertina (o più copertine, leggo) degli albi a fumetti?


Ma perché la prima, come si vede nelle illustrazioni del post, è invece di Miche Rubino, che sembra conoscere l'illustrazione della cover del 1952, dato che posiziona in modo simile gli stessi personaggi?


Gentilini non voleva storie con Bioletto dopo averci litigato di recente (all'indomani della consegna di "Topolino e i grilli atomici"?).

E quindi viene recuperata solo in un secondo tempo, quando le acque sono tranquille, la copertina che già aveva in redazione (quella dell'Albo d'Oro del 1952)?


Potrei andare oltre con le domande, ma non vorrei eccedere...


Io chiedo se si sa perché la prima edizione dell'"Isola felice" è solo del 1966, ma penso sia stata disegnata molto tempo prima, quasi in contemporanea con la Rosa di Bagdad.
Peccato non averlo potuto chiedere allo Zamperoni stesso. O alla signora Domeneghini.

Solo di striscio: sui Grandi Classici c'è Tapioco Sesto.
E ho detto tutto.

Del libro esistono due edizioni, la seconda è di Mondadori, ma gli interni sono uguali.
Domeneghini fu molto pignolo con il libro e la versione a fumetti, infatti trattenne tutti gli originali e su alcuni scrisse varie note. Le copertine del fumetto probabilmente non lo avevano soddisfatto, menchemeno quella di Rubino subito sostituita. Quella del libro è tratta da una brochure, credo musicale, all'interno quelle grandi sono di Maraja e quelle piccole eccettuate due o tre prese dal film sono di Nardini. Come sa Becattini gli presentai Togliatto, (che intervistò) purtroppo oggi non più tra noi...

Ma allora, faccio un'altra domanda io, scusate: la prima copertina è di Michele Rubino.
La seconda, che come dice Gianni Milo fu sostituita per volere di Domeneghini, è di Angelo Bioletto, gli interni di Zamperoni.
La terza è la ripresa della seconda col titolo cambiato (sempre Bioletto).
Quella dell'Albo della Rosa (... di Bagdad?) è di nuovo la prima di Rubino ma con i colori cambiati.
Tutto giusto?

Si, l'Albo della Rosa ha la copertina di Rubino, l'Albo d'Oro ha sempre gli interni di Zamperoni, ma copertina e anche colori di Bioletto. Se ricordo bene la mia terza versione, forse inedita, è di Zamperoni; ma in questo periodo non posso controllare.
Il lungometraggio doveva chiamarsi: AMIN E LA LAMPADA, da qualche parte ho il bozzetto del titolo prima versione, disegnato da Maraja o forse Bioletto.
La grande incognita è: ho una copia dello story board, chi mai lo avrà disegnato? forse Pedrocchi!

Oh gha nou een expeditie mag ook maar Inderdaad een expositie met wijn lijkt me leuk! Maar dat eene ... Dat is na de eene schilderij maak ik de ander. Een soort van op een manier schilderen en dan de volgende methode. Leek me wel iets eventjes voor jou om leuk te doen hoort der zo bij :)))

è possibile avere fotografie e delucidazioni su Anton Gino Domeneghini grazie

vorrei poter parlare con qualche persona che ha conosciuto,anche per poco,Anton Gino Domeneghini.Se volete 338 3223708.

vorrei sapere di Fiorella Domeneghini da qualche suo amico o conoscente.Mi rivolgo
ai sig.Attiglio Pierallini,Mario dell'isola felice,Gianni Milo,Luca Boschi etc. io sono Mario (pr)
338 3223708 walter1928@libero.it
Grazie

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