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BASIL WOLVERTON E QUEL FETENTONE DI AL CAPP (versione ampliata)

Al capp

Ancora Al Capp, poi abbandoniamo l'argomento pun po', ci scuseranno i visitors ai quali non importa niente del grande autore blandamente satirico (sta bene definirlo così?) al quale abbiamo dedicato un po' di attenzione in questo luglio.

Poster Li'l

Cominciamo con l'evidenziare quanto Sauro Pennacchioli aveva scovato, circa le accuse sessuali (suffragate da fatti, a quanto pare) nei suoi contronti, e che macchiarono comunque il supposto nitore della sua attività come fumettista.

Certo, si fatica a non tener conto di questi comportamenti, che nulla tolgono alla genialità della sua arte fumettistica, okay. Ma certo ce lo fanno stare antipatico, a dir poco.

Al capp SHMOO

Ordunque (traduzione surreale, automatica):

Le molestie di Al Capp richieste da Elisa si possono leggere qui (sono peggio di come le ricordavo):

http://www.american-buddha.com/NAZIS.foiparequestalcapp.htm

E questa è la traduzione automatica:

Sulla base delle nostre interviste e dichiarazioni giurate, ecco cosa è avvenuto: Capp arrivato a Tuscaloosa domenica 11 febbraio 1958, a fare un discorso come parte del festival annuale di arti dell'università.

Nel tardo pomeriggio, una studentessa, attivo nel programma di arti andò nella sua stanza presso la Stafford Hotel per consegnare un annuario universitario e di altri materiali che aveva richiesto per il suo discorso la notte successiva.

Capp ha detto la giovane donna che era [illeggibile] con lei e divulgato [illeggibile] e di altri materiali che aveva richiesto per il suo discorso la notte successiva.

Appear-little-abners-shmoojpgCapp ha detto la giovane donna è stato impressionato con lei e ha discusso la possibilità di noleggio di lei per aiutare a produrre la "Capp on Campus" serie radiofonica, allora in corso.

Ha cominciato a fare progressi forti verso di lei e di esporre se stesso a lei. Lei ha cercato di lasciare, ma scoprì che non poteva ottenere la porta aperta. Lei finalmente si liberò e si chiuse in bagno fino a quando ha accettato di lasciarla andare.

Anche se lei non è stato ferito, era sufficientemente sconvolto dall'esperienza di essere ammesso pochi giorni dopo in infermeria università dove è rimasta sotto sedazione per diversi giorni.

Quella sera, un'altra studentessa, il cui compito era quello di salutare la visita relatori, è andato a vedere Capp al suo albergo. Si è esposto a lei e fatto commenti suggestive. Anche lei ha trovato che non poteva aprire la porta, ma lui la lasciò andare quando ha minacciato di aprire una finestra e urlare.

Il pomeriggio successivo Capp è stato introdotto nella sua stanza per un altro studente donna che ha appena completato una intervista registrata con il suo staff per una trasmissione programmata chiamato la moralità [illeggibile]. "Si Capp esposto a lei e ha fatto commenti suggestive. Lei subito lasciò.

Più tardi, quella notte, ha portato un altro coed in camera sua, dove ha detto una festa è stata pianificata. Non c'era nessun partito, tuttavia, e Capp ha fatto un successo [illeggibile] la ragazza.

Esodo da Città

La mattina dopo, i rapporti dei quattro episodi avevano [illeggibile] l'amministrazione universitaria e il dottor Rose inviato [illeggibile] alla camera di Capp. "Egli [illeggibile] per uscire e lui [illeggibile] fuori e andò a Bir [illeggibile]," ci ha detto Lee.

[Illeggibile] perché non sono accuse contro Capp, Dean [illeggibile] ha spiegato: "Le ragazze non erano fisicamente [illeggibile] e abbiamo ritenuto che la [illeggibile] e notorietà dovrebbe [illeggibile]."

Lena0001

Le immagini di questo post si riferiscono massimamente alla figura di Lena the Hyena, di Basil Wolverton. Si tratta della più racchia donna del mondo. La sua storia è qui, non sto a ripeterla...

Ma qui sopra ce n'è una versione animata, posted by un tal Necrofinger...

Lena_hyena_wm

Ma le prime immagini del post sono di diretta derivazione dalla Biblioteca delle Nuvole.
Grazie a Claudio Ferracci per avercele inviate scrivendo:

...Reazionario, probabilmente, ma alcune opere sono classici (gli Shmoo, Fosdick....), leggerli oggi è come leggerli allora. Nessuno mi pare ha parlato dell'edizione del Club Anni Trenta di Scotto (tra l'altro in questa parlano tutti italiano, purtroppo...).

Lena0002

Per evitare la semplicità di lettura, le tavole sono in ordine sparpagliato, ma arricchite da altre illustrazioni di Wolverton, e una sua copertina.

Lena0003

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UN NUOVO LIBRO SUI MISTERI DI AL CAPP!

IL PESSIMO CARATTERE DI AL CAPP

AL CAPP (CHE SU LINUS NON C'E')

Commenti

Incredibilmente, Basil Wolverton, l’autore di fumetti geniali come Powerhouse Pepper e Spacehawk, in Italia è praticamente inedito.

Ma cosa si aspetta a pubblicare una grande rivista antologica con i massimi autori della golden age dei comic book?

E dire che Wolverton ha ispirato geni come Crumb (non che Crumb e gli altri autori underground siano pubblicati come meritano, anzi, non sono pubblicati affatto).

E’ desolante vedere quante minchiate escono ogni mese nelle fumetterie, mentre le cose veramente interessanti rimangono inedite.

Neanche si può dire che non funzionino a livello commerciale, perché questi fumetti nessuno prova a presentarli seriamente.

Facciamo un po’ il conto di quanta roba americana ci viene negata: i primi fumetti comici sindacati, il fumetto sindacato realistico dagli anni trenta in poi, i comic book della golden age, il fumetto underground…

Ormai non interviene più nessuno, saranno già tutti in vacanza.

Comunque io non credo nei libri che raccolgono strisce o comic book di un unico personaggio (intendo quando i comic book erano ancora tali e non pensati fin dall’inizio per essere capitoli di un libro).

Per esempio, la relativamente recente serie soft-cover di Steve Canyon, pur essendo di grande qualità, era sicuramente una bella rottura di balle da leggere.

Le strip continuative dovrebbero essere lette una al giorno, come erano state pensate. Altrimenti non più di una dozzina di pagine per volta in un mensile, ma neanche di meno.

Lo stesso dicasi per i comic book di decenni fa. Andrebbero presentati un episodio per volta in una rivista, per non annoiare con le ripetizioni.

Per questo direi che sarebbe meglio puntare sulle riviste, anche se poi, è chiaro, andrebbe tutto ristampato in volumi. Ma solo per il gusto feticistico di possederli, non per rileggere le storie (casi terminali di fumettofilia acuta a parte, s’intende).

Ma le riviste non le vuole fare più nessuno…

L’esatto contrario valeva per le riviste degli anni ottanta, che pubblicavano a puntate storie pensate, invece, per essere lette tutte d’un fiato dall’inizio alla fine.

E le puntate non riprendevano neanche il filo del discorso, come invece fanno le strisce continuative pur avendo solo poche vignette a disposizione.

Ma probabilmente i lettori di quei mensili erano interessati solo ai disegni (anche perché i testi erano spesso inconsistenti). Era un pubblico strano, meglio perderlo che tenerlo.

Spero almeno, con questo post, di aver fatto incazzare qualcuno inducendolo a intervenire.

I lontani flop di Starmagazine e Hyperion non sono pertinenti, perché quelle riviste pubblicavano comic book dello stesso livello di quelli in vendita a metà del loro prezzo. Insomma, piuttosto del costoso Starmagazine uno comprava il più economico Uomo Ragno.

Ma le riviste con i materiali indicati nei precedenti interventi non avrebbero concorrenti.

Riviste che, tra l’altro, dovrebbero presentarsi in maniera elegante. Il prezzo di copertina sarebbe per forza alto, anche perché le si potrebbero vendere solo nelle fumetterie e nelle principali edicole.

Continuo a parlare al vento, lo so perfettamente.

Che molte minchiate escano ogni mese nelle fumetterie è un dato di fatto. Ma probabilmente son minchiate che vendono. Steve Canyon, che non era per niente una rottura di balle, l'avrei continuato a leggere volentieri. E ancor di più Krazy Kat. Le raccolte di strip mi piacciono assai e ne comprerei a tonnellate, pur mancandomi il tempo per leggerle. Vorrei pure Al Capp, per favore.

Saur,
"Ma le riviste non le vuole fare più nessuno…"

perché è meglio farli direttamente a volumi.
come, con questa crisi proponi la pubblicazione in rivista per poi ristamparli in volumi che nessuno ri-leggerà?
a che prò comprarli allora.

DETESTO le riviste e TUTTI i fumetti che presentano più di un personaggio:
sono CAOTICI!!!

alcuni episodi qui; altri li; altri in serie a loro dedicate; e poi di nuovo come "comprimario" la….
meglio un albo monografico… che magari poi rilegherai in volume.
se poi l'editore "predisponesse" l'albo per essere rilegato, tanto di guadagnato.
N.B. si possono rilegare anche in casa…
se sapeste che ho combinato con alcuni dei miei fumetti!
vi strappereste i capelli!

il problema è che non esistono editori che sanno fare edizioni come si deve!

e se gli fai notare gli errori o gli dai suggerimenti, la loro risposta è:
non si può accontentare tutti.

Hai scritto delle cose interessantissime, Sauro.
Mi intriga una rivista che contenga il materiale di cui hai scritto, però prima di proporla ci sarebbero due cose da fare.
a) preparare il lettore a quel tipo di fumetti (specialmente il pubblico giovanissimi);
b) promozionarla in maniera intensa.
Non credo che ci sia un editore in Italia in grado di rischiare tanto e di investire in un progetto del genere.

Mi spiace che Sebastiano detesti le riviste, ho
conosciuto un mondo "fumettistico" immenso grazie alle riviste degli anni '80, dall'edizione italiana di Pilote a 1984, dall'Eternauta ad Orient Express, da Corto Maltese a Comic Art. L'ultima che ho apprezzato è stata Nova Express.

commento scritto, che non viene pubblicato. peccato.. ci riprovo..

Hai scritto delle cose interessantissime, Sauro.
Mi intriga una rivista che contenga il materiale di cui hai scritto, però prima di proporla ci sarebbero due cose da fare.
a) preparare il lettore a quel tipo di fumetti (specialmente il pubblico giovanissimi);
b) promozionarla in maniera intensa.
Non credo che ci sia un editore in Italia in grado di rischiare tanto e di investire in un progetto del genere.

Mi spiace che Sebastiano detesti le riviste, ho
conosciuto un mondo "fumettistico" immenso grazie alle riviste degli anni '80, dall'edizione italiana di Pilote a 1984, dall'Eternauta ad Orient Express, da Corto Maltese a Comic Art. L'ultima che ho apprezzato è stata Nova Express.

Hai scritto delle cose interessantissime, Sauro.
Mi intriga una rivista che contenga il materiale di cui hai scritto, però prima di proporla ci sarebbero due cose da fare.
a) preparare il lettore a quel tipo di fumetti (specialmente il pubblico giovanissimi);
b) promozionarla in maniera intensa.
Non credo che ci sia un editore in Italia in grado di rischiare tanto e di investire in un progetto del genere.

Mi spiace che Sebastiano detesti le riviste, ho
conosciuto un mondo "fumettistico" immenso grazie alle riviste degli anni '80, dall'edizione italiana di Pilote a 1984, dall'Eternauta ad Orient Express, da Corto Maltese a Comic Art. L'ultima che ho apprezzato è stata Nova Express.

Tempo fa parlavate di una possibile rivista orizzontale con strisce di Al Capp e di altri che potrebbero interessare anche ai lettori di oggi, no?
Io continuo a sperare. Ci vedrei bene anche dei classici, ho visto una collana di cartonati francesi dalla copertina metallizzata che presenta Felix, Popeye e altri "immortali" d'avventura.

I married a writer.
I was a fan before we married, but I had never (and still haven't) read everything he has written. We wrote a book together, but I never read it cover to cover, because I was too uncomfortable with what I contributed. I married the man, not the writer.

He had a public face (how I first found him) and a private face (which I loved, and married). Then he died, before I finished knowing him.

Ho visto gli aggiornamenti e il nuovo poster del Sadie Hawkins Day. Molto bello e interessante e soprattutto sconosciuto per noi italici guys.
C'è un mondo intero dietro queste figure e dietro Al Capp, una specie di Berlusconi emiliofedato, un pdm umanamente (e sapete cosa intendo per pdm) ma grande artista.
Anche se, come ha scritto qualcuno da qualche parte, credo che barasse tropèpo con i suoi lettori, prendendoli un po' per il culo con quello che scriveva.

Si può scrivere "culo", vero?
Ultimamente vedo che ci si interroga sul linguaggio che si dovrebbe usare. Ma "culo" a mepiace.

eleonora,
"Ultimamente vedo che ci si interroga sul linguaggio che si dovrebbe usare"

spero che non arriveremo a dover parlare con #@%&*...

quando non è un insulto si può usare qualsiasi parola!
tanto più quando si "denuncia" qualcosa!
i bigotti restino a "casa" loro.

Le esperienze con le riviste italiane non si possono, a mio parere, definire in un modo univoco: c'erano riviste splendide, belle, così così, pessime.
Di sicuro, come dice Sauro Pennacchioli, oggi mancano. Al di là di tutte le (sacrosante) considerazioni sul mercato, la crisi ecc., le riviste mancano eccome.
Una, magari più d'una!, rivista così come la descrive Sauro, mi avrebbe come acquirente fisso, anzi come abbonato!
La fame per le strisce sindacate, il comix underground ecc. è fortissima ed è ahimé interdetta a chi altre lingue le mastica appena...
Si dice che la speranza sia l'ultima a morire...
Un caro saluto
Orlando

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