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AL CAPP (CHE SU LINUS NON C'E')

Naamloos-small

Personalmente non avrei mai fatto passare il "dai" dell'annuncio pubblicitario sopra senza un bell'accento sulla lettera centrale, ma vabbe', non è detto che tutti i copy si ritrovino questa maledetta anima da editor che mi ossessiona, facendomi scovare refusi ovunque.

Anche nei menu ( o menù). E se nel "salmì" manca l'accento sono costretto a scegliere un piatto vegetariano, sospettando che la pietanza manchi di sale, o di pepe, o che la pozione sia scarsa, dato che è un po' meno rispetto al canonico.

Veniamo a nobis.

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Siamo felicissimi che Linus sia di nuovo fra noi.

Articoli che mantengono le promesse, ottimi fumetti, ma non alcuni fra quelli che ne hanno fatto la storia, determinato la reputazione.

A cominciare da Li'l Abner.

Sotto si può leggere il sommario del primo numero del nuovo corso, del quale vi avevamo già mostrato la copertina, grazie a Diego Ceresa che ce l'aveva segnalata tempestivissimamente.

Copertina

Sommario luglio

Al Capp
Certo, è logico.

Perché mai un satirico reazionario come il suo creatore, Al Capp, dovrebbe trovare un'adeguata collocazione posto, oggi, estate 2013, in una rivista progressista critica anche della sinistra istituzione (e non, a sprazzi)?

Si può anche obiettare che la serie, al pari dell'altra da lui creata, Fearless Fosdick, non siano più in produzione.

Calvini

Vero, ma non lo sono nemmeno i Peanuts (sotto, un piccolo Charlie Brown fatto col Lego da Andertoons, fra le altre immagini), né Calvin & Hobbes, men che meno Krazy Kat, che anni fa poté godere di un pur blando revival.

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6a00d8341c684553ef017c38179694970b-800wi A quanti lettori interessano le peripezie personali di Al Capp, grande disegnatore (e in parte anche autore) satirico americano dimenticato (dai più), ma tornato alla ribalta di recente?

A pochi: la nicchia che probabilmente l'ha conosciuto su Linus dal 1965 in poi e quindi nei pochi volumi maintream su di lui apparsi in Italia, da Il cittadino Youkum (titolo massimamente impopolare) in poi.

A questi possono aggiungersi gli studiosi che si sono spinti a leggerne le storie a striscia tradotte dall'ingerale americana degli anni Novanta, trasposta in albini orizzontali dalla Comic Art.

Poi, ci sono i pochi americani anzianotti residenti in Italia che, da appassionati di fumetti come sono, potrebbero averne letto delle avventure in lingua originale. Comunque sia, di una nicchia ristretta si tratta.

Proseguiamo comunque, come promesso, a parlare della biografia recente sul controverso cartoonist della quale avevamo postato copertina e premesse in questo post, quattro mesi fa.

Giusto per consentire ai distratti di riprendere il filo, nei giorni scorsi ho ri-piazzato il post su Al Capp in bella vista per qualche giorno e alcuni visitors assidui, da Sauro Pennacchioli a Sebastiano, da Fortunato Latella a Marcello Bis, da Elisa Fusi a Tomaso Turchi, si sono espressi anche a più vasto raggio riguardo le strisce sindacate e la loro eventuale ripresa in Italia.

Joe_Palooka

Ma ora torniamo al libro su Al Capp ancora fresco di stampa.

Dov'eravamo rimasti?
Ah, sì, a queste citazioni dello storico del Fumetto americano Harvey.

No, questo non è un video con lui.
E' P J Harvey.

A noi interessa, almeno ora, R C Harvey.

The authors would have liked even more access to his papers, as well as to those of his wife, but that wasn't going to happen "once his family realized that we weren't writing a whitewashed account of his life," Schumacher says.

"With a budget for private detectives who knows what else we could have achieved," Kitchen says with a laugh. "The bio could have easily been two volumes, but we told Al Capp's story truthfully and fairly."

A parte questo, Capp non fu mai abbastanza soddisfatto del suo successo. Chiedeva sempre di più, come vedremo nel prossimo post sul tema fra un paio di giorni.

Intanto, i ragazzi della Scuola Internazionale di Comics possono prepararsi domani a fare loro la seconda e ultima parte della storia di polli sottratti.

ALCUNI LINK CORRELATI

UN NUOVO LIBRO SUI MISTERI DI AL CAPP!

Commenti

Ho visto..
Ma non ho letto le accusse dell'FBI ad Al Capp.
Nella prosecuzione del discorso a cui si allude alla fine?

Nel mio commento all'altro post dicevo:


Ah, "poca roba", allora... Rispetto al Caso Ruby sono sciocchezze. Ci fossero stati gli agenti dell'FBI ad Arcore o a Villa La Certosa... E poi Al Capp era un grande cartoonist (si dica quel che si vuole) e non uncantante di nigh da strapazzo tesserato Gelli. Ciao.

Se ho ben capito, la moglie di Capp non ha fatto leggere agli autori del libro le carte dell'archivio di Al Capp che sarebbero state troppo scottanti.
O meglio, si sono incazzati perché dicevano la verità e li hanno punti nascondendo un po' d'informazioni.

Nel sito del Fan Club Edoardo Zorzetti chiede: ridateci Daisy Mae.
E io mi associo.

Come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza.

Nel libro si parla del suo carattere di merda. Ne hanno pagato tutti le conseguenze, a partire dalla moglie.

Ma solo gli ingenui pensano che i geni siano dei grandi uomini anche in famiglia.

Anche Einstein aveva un carattere di merda.

Per non parlare di Picasso.

Trovo stucchevole discutere di queste cose.

Come del fatto che Capp fosse diventato reazionario fino al ridicolo... e chi se ne frega?

Ci sarà mai la possibilità di rileggere Li'l Abner in Italia? Magari su volumi on demand?

Ciao.
Il fatto che questo Al Capp (non andy Capp, veh) fosse reazionario non è però un elemento di puro gossip ma pè qualcosa che inerisce alla personalità di un essere umano e quindi anche di un autore di fumetti.
Vera quasta cosa del carattere di merda, l'ho letta anche a proposito di un vecchissimo post su Frazetta, forse in un commento.
Frazetta se ricordo bene era stato chiamato da Capp per disegnargli un po' di strisce e veniva pagato abbastanza bene. Poi seppe che per pagare benino lui, capp aveva tagliato i viveri ad altri "negri" che lavoravano per lui sempre su quelle strisce.
Praticamente era un gruppo di lavoro, Capp faceva la regia e forse scriveva i soggetti.
Frazetta andò via quando seppe da dei colleghi che il suo arruolamento aveva comportato il taglio delle loro spettanze.
Se npon è da stronzi questo...
Ma nache noi siampo pieni di fascistoidi da tutte le parti dove ci giriamo, non solo nel settore dei fumetti. Chi ha esperienze lavorative da sottoposto può dirlo.
Stronzi, stronzi e stronzi, molti imprenditori che passano per persone stimabili.

Teresa:
io ci farei la firma: anche le stesse storie che pubblicò Linus mi piacerebbe poterle rileggere. Non ho il volumone dalla copertina verde, mi pare, ma ho "Il cittadino Yokum".
Soffrono, quelle strisce, rimontate in pocket.
Ma i Kigmi erano fortissimi e anche gli Shmoo.
Dovrebbe esserci un libretto anche su di loro.
Io li vorrei su carta, non su tablet, per favore.
E in formato decentemente grande, come suggeriva Fortunato.

Come disse un suo collaboratore, non ricordo chi, Al Capp non era né liberal né reazionario. Recitava la parte che più gli conveniva al momento. Insomma, era il peggiore di tutti: un opportunista. Un italiano onorario, dico io.

D'altra parte, per quanto opportunista fosse nei confronti dei media, il fatto di essere stato liberal nei conservatori anni cinquanta e reazionario durante la contestazione, gli ha permesso di avere il ruolo termostatico tipico dell'autore satirico: era sempre contro le idee che andavano per la maggiore.

Ottima definizione, Sauro.
Un pre-forzitaliota.
Brutta razza.

Solo che lui non era opportunista per compiacere i politici al potere, lo era per motivi economici.

Quando si era accorto che durante la contestazione erano tutti diventati liberal, per essere ancora intervistato dai giornali e invitato nelle ben pagate conferenze doveva fare la parte che non voleva più nessuno: quella del conservatore.

Dicevo che non mi interessavano le opinioni politiche di Capp perché, come lettore, ho riscontrato solo la continuità della sua vena comica, non le sfumature ideologiche.

Semmai, negli ultimi anni, la sua vena si era inaridita, anche a causa del formato sempre più piccolo delle strip, controindicato per quelle continuative.

E per lo stile del suo disegno, ricco e non schematico.

Eh sì, Daisy Mae me la sarei fatta anche io.

Mah, che vi devo dire? Io parlerei dei fumetti e non della personalità ritenuta negativa di questo o quello. Di All Cap ho ancora le sue storie sul vecchio ( non quello anteguerra) "Robinson" e alcuni albi della stessa editrice.
C'era la donna lupo ed altri personaggi legati ad enclavi storico/culturali di certa America profonda ed isolata: se non ci fisse stata la radio e specialmente la televisione, l'americano dei monti Appalachi sarebbe diventato un'altro lingua.Augh!!

Beato te che hai i Robinson, i protoLinus.

I dialoghi dei personaggi com'erano? Sul veneto come Linus? Ciociaro? Altro?

Era romanesco, Li'l Abner, su Robinson. L'ho letto su un vecchio Linus.

Grazie, Matt.

Secondo me dovrebbero parlare brianzolo come Renato Pozzetto.

Lo so che la Brianza non c'entra niente con la campagna depressa della Grande depressione.

Ciao, faccio notare, nel Fan Club scrive Marco Beneforti:
Ringraziandoti per la bella chiacchierata di ieri sera (come ci siamo ridotti? come è potuto accadere?) ti segnalo la pagina FB di questo disegnatore malese.
Ciao.
Marco
https://www.facebook.com/low.sun.wing?fref=ts

Vince Low
Head of Illustrator presso Grey Kuala Lumpur
Ha studiato presso The One Academy
Vive a Kuala Lumpur, Malaysia

Ma tu sei rimasto influenzato dalla traduzione di Linus, che credo facesse ranieri Carano.

Magari Tomaso può dire di più...

Quello non era brianzolo, era pseudoveneto.

Allora, Li'l Abner su Robinson parla un italiano perfetto.
Questo nella storia "La corsa di Sadie Hawkins, 1945.
Idem nell'episodio "L'Incubo delle penne", 1945.
Anche nell'episodio de "La donna lupo tutti parlano italiano senza intrusioni dialettali.

Domani controllo sugli albi relativi, in bianco e nero, mentre su "Robinson" è tutto a colori.
Comunque , avendo sotto mano giornali americani degli anni '6o con anche strisce di Li'l Abner, beh, forse la soluzione migliore è quella di usare l'italiano senza influssi dialettali, poiché ogni scelta differente sarebbe arbitraria.Non so, forse in qualche borgo sperduto dell'Abruzzo rurale, nel caso esistano ancora strutture sociali del tempo che fu.Non so.

Comunque l'uso di un inglese in certi casi rimasto arcaico -a differenza dell'Inghilterra dove paradossalmente la lingua si è evoluta maggiormente- in certe contrade statunitensi ( ma io non ho esperienza diretta) dove si parla una sorta di scozzese con la "erre" molto marcata ed altre cose, potrebbe corrispondere alla regione italiana dove l'italiano è rimasto più vicino alla lingua di dante.Quindi, da qualche parte in Toscana??
Qui ci vorrebbe veramente l'esperto .Beka, ad esempio.

Per carità, il toscano ammoscerebbe tutto (si pensi ai vecchi Nerbini).

Il milanese, nella variante brianzola, verrebbe percepito come più moderno e, in un certo senso, come una sorta di italiano.

Comunque sia, questo è un problema che non si pone.

@Sauro
Circa l'opportunismo politico di Capp, la "talpa" cui ti riferisci dovrebbe essere Tom Sawyer (nato Scheuer), oggi famoso come "autore" della "Signora in Giallo" (http://www.thomasbsawyer.com)


Sawyer (che ha un passato di cartoonist pubblicitario, ma è stato anche assistente su titoli come FLASH GORDON, THE HEART OF JULIET JONES, LI'L ABNER, ON STAGE, RIP KIRBY) lo asserì in un'intervista pubblicata nel 2008:
http://testanellenuvolette.blogspot.it/2009/02/al-capp-astuto-opinionista.html

Ora, per capire bene come tradurre Li'l Abner, sarebbe innanzitutto necessario sapere quale dialetto parla, di quale parte degli Stati Uniti . poi l'equazione sarebbe quella di mettere in rapporo Italiani/Americano con il dialetto di Abner con l'"X "dell'equazione."X" uguale a cosa, quale ipotetico diletto italiano.
Comunque io propenderei per un dialetto in odore di arcaismo.

Ora, per capire bene come tradurre Li'l Abner, sarebbe innanzitutto necessario sapere quale dialetto parla, di quale parte degli Stati Uniti . poi l'equazione sarebbe quella di mettere in rapporo Italiani/Americano con il dialetto di Abner con l'"X "dell'equazione."X" uguale a cosa, quale ipotetico diletto italiano.
Comunque io propenderei per un dialetto in odore di arcaismo.

Quindi, perdonate questo grillo per la mia testa, Italiano sta all'americano come il dialetto di Abner sta a "X",
C'è un matematico fra di voi??
Io in matematica ero una scamorza.

Il dialetto in Li'l Abner è inventato già in originale.
Si tratta di una sorta di parodia di un dialetto del sud fatta da un settentrionale (Capp era del Connecticut).


Al contrario del lavoro fatto per Snuffy Smif da Billy DeBeck, che studiò a fondo il dialetto dell'area degli Appalachi tramite la fiorente letteratura umoristica meridionale, soprattutto George Washington Harris (da non confondere con Joel Chandler Harris), Capp si limitò ad andare ad orecchio, o a seguire le fantasiose storpiature degli spettacoli di Vaudeville.


E, dal punto di vista della localizzazione geografica, la posizione di Dogpatch è piuttosto fluida, anche se in alcune occasioni viene indicato il Kentucky.


Dato per certo che nessuna traduzione potrebbe essere indolore, forse una buona soluzione potrebbe essere quella che il Prof. Beka adottò per la lingua degli Gnasuti (in una vecchia storia di Carl Barks), facendoli parlare (se non ricordo male) in una sorta di ciociaro.

E finiamo dritti nel Bagaglino.

Pongo una domanda a cui nessuno saprà rispondere.

Ufficialmente, Capp fa della satira sociale. Ma con chi ce l'ha concretamente?

Secondo con me con nessuno. In realtà la sua non è satira, è solo umorismo.

Fa delle parodie, ecco.

Come in seguito il sopravvalutato Mad.

Per questo criticarlo dal punto di vista politico è assurdo.

Capp è un genio dell'umorismo, non della satira.

Sauro: ha scotto "E finiamo dritti nel Bagaglino."
Allora, lo chiameremo "Li'l Martufello"


Circa la parodia, la vedo ovviamente in MAD (in qualunque suo periodo), ma non la vedo in Li'l Abner,


Direi che Capp fa proprio satira e la risposta alla domanda "con chi ce l'ha concretamente?" mi sembra tutt'altro che difficile rispondere: ce l'ha con tutti!

Fortunato: Fearless Fosdick.

E adesso cosa mi dici?

Come con Fosdick fa la parodia fine a se stessa di Dick Tracy, Capp fa anche la parodia dell'intera America senza, in realtà, contestarle un bel niente.

Dico che se fosse davvero una tipica parodia dovrebbe essere un modo per ridere dei cliché di Dick Tracy, mentre, al contrario, Capp usa FF per andare in altre direzioni, altrimenti l'avremmo visto una sola volta e non sarebbe tornato ciclicamente.
Capp fa di Fosdick un altro Abner... ma, stavolta, con licenza di uccidere.

A parte questo, Linus non è ancora uscito...

Allora, anche negli albi serie "Costellazione" nell'universo di Li'l Abner si parla un italiano corretto.

Ricordo una storia di Fearless Fosdick, che da qualche parte ho su pagine ritagliate da un quotidiano americano della metà anni 60 circa, nella quale il nostro detective viene mandato in Inghilterra-Londra - per indagare su una serie di furti commessi da una "topa d'albergo" che usa come arma il bacio.
Ben si sa che ilbvero gentleman britannico è molto riservato nei riguardi di queste cose, quindi nessuno dei baciati rilvela chi l'ha baciato.Beh, Al Capp storpia un poco l'inglese, scrivendolo come un americano del nord lo percepisce, ossia con stranezze di accento.
Mah??

Alla luce delle rivelazioni di Fortunato Latella,cose che io non conoscevo, si potrebbe ipotizzare come traduttore di Li'l Abner una persona del nord Italia che storpia l'italiano prendendo di mira un dialetto del sud, che so, il napoletano??
Oppure qualcosa di meno legato alla tradizione letteraria cittadina della "lingua "napoletana: che so qualche dialetto irpino?? qualcosa di campagnolo, connesso alla vita rurale??

Allora, non può essere un dialetto centro-meridionale: fa a pugni con l'inglese.

Prendete nota, appena abbiamo i soldi, assumiamo Luciano Secchi/Max Bunker. Scriverà nell'italomilanese di Alan Ford.

Elisa Fusi,
in riferimento all'altro articolo(di cui non ricordo più il titolo) e alla pornografia:
"Fisher accused Capp of making pornography, and one of the issues raised by the accusation was whether Capp had drawn the pictures in question"

c'è critto così... quindi oltre alla vita privata.

Saur Pennacchioli,
"Ma solo gli ingenui pensano che i geni siano dei grandi uomini anche in famiglia"


l’ essere genio non rende santi!
anzi l’essere genio ti fa detestare da chi non lo è
e ti ritrovi con la nomea di-carattere di merda-
l’essere genio non implica che anche quelli della tua famiglia lo siano
quindi non solo ti devi scontrare TUTTI i giorni con pressapochisti , menefreghisti, INCIVILI, FURBI e la lista è infinita
ma anche in famiglia
e quando questo è vicino a te FA PIù MALE.
passi che il furbo di turno dopo che non riesce a raggirarti, a farsi credere, sparli di te!
ma che i tuoi familiari diano RAGIONE a chi ha torto! proprio NO!

risultato ?
hai un carattere di merda solo perchè -NON FAI COME DICONO LORO-
sei un matto solo perchè >loro, non ti capiscono.

ovviamente c’è chi lo è davvero:
il fatto di essere artista non ti rende migliore degli altri o un “genio” a tutto tondo.

io ho sempre tenuto separate le opere dell’artista, dalla vita dell’artista.
certo, a volte quando mi capita di leggere bio sulla vita di MERDA (e non sul carattere) che hanno avuto mi si stringe il cuore;
quando leggo e vengo a sapere QUANTO un artista è stato catalizzante per il progresso, sono felice per lui;
ma solo perchè leggo che qualcuno lo considera una merda non compromette il mio giudizio sulle suo opere!!!!!!!!
...o su di lui se lo frequentassi, ma da me non c'è ne sono...

a me, come lettore, interessa solo cosa è in grado di farmi leggere...
anzi, ora che ci penso, a volte le opere migliori sembrano bilanciare la vita di merda che fa l’artista:
a volte è proprio in quel periodo che da il meglio di se!
a volte l’artista nelle sue opera evade per primo da questa vita di merda;

tornando a Al Capp
la sua vita privata non centra con le sue opere...
ma, nell’altro articolo avevo postato che il suo li'l mi sembrava un pò maschilista
ecco:
come giudicare la cosa:
nella sua opera traspariva il suo essere o era una denuncia?
o semplicemente era >quel< personaggio a essere così?

e parafrasando:
non tutti gli eroi sono dei santi

se quel fumetto non mi piace non lo leggerò più;
ma non per l'artista ma per il suo lavoro;
se poi altri suoi fumetti li trovo "indigesti" allora deciderò di non leggere più sue opere.

fin quando non è il"fumetto" a "tradirmi", continuo a leggere quel tal artista; ma se poi la cosa si sposta anche su altri fumetti che prima non avevano pecche, allora può succedere che non leggerò più niente di quell'autore:
mi è capitato con Robin Wood, o con ...

Kazzo, ragazzi, accusare di pornografia Capp mi sembra davvero oscurantismo.
Un saluto ai compagni di blog, non scrivevo da tanto, a parte ieri sera.

Poi...

Luciano Secchi...


Vabbene fargli scrivere i testi di Li'l Abrer (si parla di follie, di cose irrealizzabili), ma poi ci vuole un buon editor che gli corregga i refusi.
Oppure si noterebbero meno stanti le cose dialettali?


Ho scritto anch'io malamente, vabbe'-

Robin Wood che carattere ha?

tomasoprospero,
"mettere in rapporo Italiani/Americano con il dialetto di Abner con l'"X "dell'equazione."X" uguale a cosa, quale ipotetico diletto italiano"

dubito che con la matematica si possa risolvere la cosa.

ricordo che l'edizione comic art era con intrusioni dialettali:
un vero dialetto sarebbe ILLEGIBBILE.

in un film (shaolin shoccer), dove la cosa cambia perchè entra in ballo "l'accento", l'inflessione, il suono e non la parola scritta, utilizzarono vari accenti italiani per "rendere" la diversa provenienza dei cinesi:
sul momento era divertente ma poi si pensa:
ma perchè non lo hanno fatto doppiare a dei cinesi? di quelle zone?


tornando ai dialetti, non so voi, ma io che "lo parlo" solo coi conoscenti o parenti;
parlo un dialetto italianizzato misto a un italiano indialettato:
quando si è piccoli si parla la lingua dei genitori;
a scuola si impara l'italiano e si finisce per parlarlo;
finita la scuola cosa fare?
pian piano ho ripreso a parlare in dialetto ma quanto mai ne avevo imparato prima di andare a scuola?
tra l'altro: i dialetti di oggi, quanto sono dei veri dialetti?
e quanti capiscono un dialetto non loro?
specie se scritto?
nei post precedenti sono stati tirati in ballo vari dialetti possibili...
errore:
è meglio parlare di inflessioni o come si dice, di accenti.

ho accennato ai miei trascorsi...
chi mi sente parlare mi chiede sempre se sono uno straniero, ache i miei concittadini!!!
solo quando entro in confidenza si avverte la mia provenienza;
una volta nonostante parlassi in italiano, una amica prof di inglese mi disse:
quando ti affiati (non ricordo il termine esatto) si sente la tua "T" inglese.
(th)
che a quanto sembra è propria della mia zona.
con questo non voglio indicare il mio dialetto per le traduzioni visto quanto ho affermato prima.
non esiste una soluzione... tranne fare come feci io: indialettere l'italiano.

lasciamo perdere il dialetto che non lo conosce nemmeno chi lo parla; come scoprì una volta a un capodanno con persone provenienti da tutt'Italia:
uno disse che da loro il "pezzo" di pane si chiamava -scanata- ma non sapeva perchè;
nel mio c'è un termine simile -scanare- per indicare la massa che si scanava a mano; quindi il nome derivava per metonimia da quanta massa riesci a impastare a mano.
ci volle quello di un altro dialetto per "tradurre" il "suo".
quindi sine a qualche parola te dialettu ogni tantu ma no tuttu sanu!
sinò ciuveddi ne capisce.

Saur Pennacchioli,
"Ufficialmente, Capp fa della satira sociale. Ma con chi ce l'ha concretamente?"

la Vera satira ce l'ha con tutti...
quelli di turno che fanno qualcosa di "MALE"

(per complketare la risposta data da -fortunato-)

fortunato,
sta attento a non confondere -satira- con -parodia- sono due cose ben diverse;

i sinonimi sono INFIDI:
col tempo ci fanno PERDER, dimenticare il vero significato di una parola e quindi il suo uso;

la parodia è una burla (sintetizzando)
uno scherzo;

la satira è, un ATTO di accusa vera e propria.

e aggiungo dato che si fa anche confusione con sardonico;
sardonico non ha "niente" a che vedere con satira... anche se alcuni vocabolari ne danno una descrizione uguale!
satirico e sardonico sono due cose ben dististe.

la satira è, un ATTO di accusa vera e propria
e mette alla berlina! (sintetizzando)


@Sebastiano
Grazie per la precisazione, ma non credo di aver proprio fatto alcuna confusione: hai espresso il mio preciso punto di vista.


Piuttosto, vorrei sottolineare una mia (e, come tale, magari fallace) impressione.


Dici giustamente: -la Vera satira ce l'ha con tutti...
quelli di turno che fanno qualcosa di "MALE"-


Ecco, la mia impressione riguardo Capp è che lui ce l'abbia proprio con "tutti" perché ai suoi occhi 'tutti fanno del "male"'.


L'universo di Capp è irredimibile, composto solo da canaglie o da idioti (a volte entrambe le cose nella stessa persona),


E, più il fumetto procede negli anni, più l'autore inacidisce.

E quindi aveva visto lungimirantemente Saur, pensando a Max Bunker per i dialoghi.
Mi sembra che i due universi, Li'l Abner e Alan Ford, abbiano molto in comune. Sono due Maestri, fose della "satira diluita", perché non fulminente come quella delle vignette, tuttavia come chiamarla?
Barks faceva satira?
Forse.
Ma soprattutto prendeva in giro anche la società USA.
E quella russa, il comunismo di Kruscev (Brutopia), la truffa dell'arte astratta e così via.

"E, più il fumetto procede negli anni, più l'autore inacidisce"

il tempo non migliora il rapporto con gli altri, lo peggiora.
più conosci una persona, più noti i lati negativi.

e, stranamente, si Vende di più qualcosa che parla male delle persone.

Ma LINUS è uscito o no? A Certaldo a tutt'oggi non è arrivato...

Inoltre intravedo l'ennesima fregatura per gli abbonati...

Caro Luca Brunori,


ciao!
So che scalpiti per il tuo mensile preferito...
Be', io non sono titolato per dirlo, ma posso confermarti che ancora non circola nelle edicole.


Appena sarà avvistato, saremo felicissimi di farlo sapere a te e agli altri appassionati.

Credo che non sia uscito nemmeno nei grandi centri, ma attendiamo fiduciosi.

A presto!


Luca

E' uscitooooo!
Non è diverso da com'era due o tre mesi fa.
A Milano e a Firenze l'ho visto!

io non l'ho ancora trovato...

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