Successivo » « Precedente

UNA TARGA PER EMILIO SALGARI

SSAlgari pagina

Oggi, venerdì 7 giugno, alle ore 18,00, in Corso Porta Borsari, n. 7, viene apposto sul muro della casa natale di Emilio Salgari (sopra nella premiatissima raffigurazione di Paolo Bacilieri) un bassorilievo per ricordare il centocinquantesimo della nascita, appena trascorso. L’opera è un generoso omaggio del pittore e scultore Nicola Beber.

Sweet-salgari-cover

Salgari

Albi-II-9

Alla caparbia e determinazione con cui, talvolta in solitudine, egli si è dedicato all’impesa hanno collaborato e contribuito in tanti: il Comune di Verona, la Provincia di Verona, che lo hanno sostenuto moralmente, la Sovrintendenza, che ha autorizzato l’apposizione, l’associazionismo salgariana della Valpolicella, il Consorzio delle Pro Loco della Valpolicella e Vivi la Valpolicella, il Premio di Letteratura Avventuroso “Emilio Salgari”.

Salgari fumetti argentini

Senza dimenticare i condomini della casa natale di Salgari, gli studenti, i genitori e i docenti della Scuola Caliari, frequentata dal giovanissimo e irrequieto scrittore, e, buoni ultimi, L’Excellence Club e la rivista Ilcorsaronero che si sono messi a sua disposizione. Perdonate le eventuali dimenticanze…

Tamburino Salgari

Grazie molte all'amico Claudio Max Gallo per la comunicazione.

Tra parentesi, Max è all'opera per un corposo saggio collettivo con gli atti di un convegno fumettistioco-narrativo che si avvale di interventi di esperti del Fumetto, dell'Illustrazione, della Comunicazione...

Modestissimamente, con un ritardo stra-abissale, il blogger del quale quotidianamente leggete le malefatte ha contribuito con un saggetto su Angelo Bioletto (vignetta sotto).

Castello Cobra Bianco BIOLETTO

Al momento dell'uscita del volume ne riparleremo, probabilmente.

Ma adesso, concentriamoci su Salgari.

I cittadini, i seguaci dei pirati malesi e dei fratelli della costa non possono mancare questo appuntamento!

Luigi Motta e Emilio Salgari

Per concludere, uno scritto di Nicola Beber...

Moroni_celsi_tigri

La tigre vive ancora!

Il Decumanus maximus di Verona taglia e organizza a scacchiera le insule della mia antica e amata città. Fondamentale arteria per l’impero romano e le civiltà successive, la via Postumia (attuale Corso Porta Borsàri) correva da Occidente a Oriente…

Per ironia della sorte ho sempre pensato per chi è nato in questa strada con lo spirito del viaggiatore e non è mai partito… percorrendola comunque fino ed oltre l’orizzonte. Avendo abitato a pochi metri dalla casa natia di “Capitan Salgari”, l’ho immaginato più volte alla finestra per affidare al vento le sue parole su pagine che mi sembravano vele spiegate. Il desiderio di realizzare e donare questo bassorilievo bronzeo è legato alla passione per l’opera dello scrittore che è stato, come me, un ginnasta della gloriosa società sportiva Marcantonio Bentegodi.

Sono passati 150 anni dalla sua nascita e questo grande narratore d’avventure non ha ancora ricevuto il giusto riconoscimento dalla sua città. Ho onorato la sua figura con un busto esposto al municipio di Negrar (terra salgariana) con un bassorilievo inviato a Buenos Aires attraverso il Circolo Veronesi nel Mondo

Ma forse è più importante ricordarlo nella strada in cui è nato e vissuto collocando il mio lavoro ad altezza d’uomo affinché tutti possano vederlo. Viaggiatore di carte e di sogni racconterà ora ai passanti le sue avventure con sguardo trasognante rivolto verso il tramonto che s’intravede attraverso i fornici di porta Borsari.

Nel bassorilievo bronzeo è raffigurato il ritratto dello scrittore e sullo sfondo sono incisi alcuni riferimenti alla sua creatività: l’allegoria della scimitarra di Sandokan, la penna che indica la morte nella bandiera dei pirati… Simbolismi ripetuti nella decorazione del voltatesta dello scudo: un veliero, una rosa dei venti, un cartiglio-epigrafe sorvegliato dalla tigre, una rigogliosa vegetazione che avvolge un simbolo esoterico che irradia il Capitano dell’Avventura.

Intorno a lui si librano nel cielo mongolfiere e libri-uccello capaci di conquistare il mondo.
Grazie mio Capitano, che il vento evochi il tuo spirito e la tua insaziabile sete di conoscenza!
Con stima e affetto,
Nicola Beber

Albi-I-1

La superappassionata di Alice, Caterina, ci scrive inviando l'immagine salgariana che segue, con un commentto.

Non conosco bene l'opera di Salgari ma sono rimasta colpita da un'illustrazione di Gennaro D'Amato nella quale viene raffigurata una "principessa" addormentata sul dorso di una tartaruga gigante.

Foto

Amanda Palmer discetta d'Arte.

Commenti

Ciao, è appunto una buona occasione per parlare di Salgari ma anche di Motta, come emergeva dalla conversazione nell'altro post.
Ora stacco perché affranto da una notizia appena arrivata sui bubboni che tornano a galla e non li stendi in nessun modo.
Alla faccia del conflitto d'interessi, grosso come l'Everest, non ne possiamo più. Ditelo in giro, venite a liberarci da questa morsa di lanzichenecchi!

A chi mi riferisco?

Non leggete i giornali o le agenzie?

A questo e scusate se non c'entra con Emilio: il grillino Roberto Fico è stato eletto alla Vigilanza Rai, e va anche bene, ma andando a leggere i nomi dei componenti, salta all'occhio il capolavoro del Cavaliere confliggente.


A rappresntare il Pdl ci saranno i PESSIMI del suo ex governo e i sostenitori di Costui, il responsabile del fallimento dell'Italia prima che arrivasse Momti.

Vale a dire l'estensore sulla legge sul sistema radio-televisivo Maurizio Gasparri; l'ex-ministro delle Telecomunicazioni Paolo Romani; Renato Schifani; Maria Stella Gelmini; l'ex-direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il portavoce ed ex-giornalista di Berlusconi Paolo Bonaiuti.

Vomitare fino a notte è il minimo.

Addio Rai, senza contare il fatto che ... Non fatemi parlare più.

Fantastico, si parla di Salgari in due post in contemporanea.

Si, evviva Emilio Salgari e tutti gli scrittori salgaroidi!!

Sempre su "Topolino" Giornale del 1937, si possono ammirare paginnoni salgariani disegnati dall'asso dei figurinai Guido Moroni Celsi.
Disegnatore a volte vituperato perchè erede della tradizione italiana dell'illustrazione e non adepto della visione americana del fumetto realistico, principalmente di quella impersonata da Milton Caniff.
Ma siamo pazzi??

La visione del mondo è pluralistica, sul come disegnare non ci sono regole inderogabili, massimi sistemi di assolutezza.
Perché poi non possono coesistere Moroni Celsi e Milton Caniff?
Il mondo è varioe quindi -sforziamoci- bello.
Critici dogmatici, andate ad abitare in Iran!!

Ah, ah, LOL.
Certo, andate in Itaan o a Brubruzia, oppure anche a Brutopia, che fa lo stesso.
Verso la fine degli anni Novanta le storie di Moroni Celsi su Salgari sono state ristampate, in tutto o in parte (chi lo sa?) in albi enormi, quadrati, in bianco e nero, tratti dalle tavole originali.
Evidentemente qualcuno le possedeva e si suppone che le abbia ancor oggi. A pubblicare questi alboni, che non credo abbiano avuto gran successo anche a causa del loro prezzo, era il Club Anni Trenta del compianto venditore di originali di Sampierdarena (ora mi sfugge il nome).


Ne comprai uno a iuna Lucca Comics quando la dirigeva Luca Boschi. Sul banco di... forse si chiamava Traverso? ... c'erano tavole stupende, vicino all'entrata del Palazzetto dello Sport di Via delle Tagliate: McManus, Phil Davis, una striscia di Blondie... e varie tavole di Dylan Dog.
Ma le americane erano il piatto forte.
Anche Pecos Bill e di Paparella.

Non conosco bene l'opera di Salgari ma sono rimasta colpita da un'illustrazione di Gennaro D'Amato nella quale viene raffigurata una "principessa" addormentata sul dorso di una tartaruga gigante. Purtroppo non riesco a postarla nel commento...

Grazie, Caterina. Bentornata.
Parliamone. Inviala a me, questa principessa, e la posto io, okay?

Immagine inquietante, questa con la tartaruga. Sembra un'incisione di Dorè...

Tomaso,

la Fiat ha anche spinto molto per l'entrata in guerra in quanto produceva non solo autoveicoli ma anche armi che, non solo vendeva agli italiani, ma anche, udite, udite, persino alla Germania oltre che alla Russia.

Poi, non ho detto che gli italiani sono dei felloni o che non siano dei lavoratori. Anzi! Ma non possiamo negare che in quanto a etica lasciamo a desiderare, e non abbiamo un senso civico molto sviluppato. Altrimenti come potremmo spiegarci che la maggior parte del popolo italiano non si fa scrupoli nel votare corrotti e comici, veline e dame di compagnia?... Siamo un popolo che non è in grado di darsi delle regole serie, anzi ama rifiutarle; un popolo incapace di far fruttare il suo immenso patrimonio artistico, incapace di sviluppare e difendere la creatività delle sue genti, incapace di fare sistema, insensibile al pudore nell'esentarsi dalle proprie responsabilità, sempre disfattista agli interessi nazionali ma sempre "inconsapevolmente" prono agli interessi strategici di altri paesi...Non abbiamo mai una visione complessiva del paese ma solo quella del "particulare", della propria bottega privata o di partito, capace persino di andare a protestare in massa contro le procure quando sono loro stessi promotori di leggi nonchè rappresentanti istituzionali...mai un agire razionale e costruttivo per il bene di tutti.
E' facile dirsi, globalisti, internazionalisti, europeisti, se poi non si è in grado, per interesse di casta,di formulare politiche per il bene del proprio paese.


Tomaso, hai mai avuto modo di frequentare i nostri rappresentanti istituzionali all'estero?... Consolati, ambasciate, istituti di cultura, funzionari europei, insegnanti all'estero (pagati lautamente dal nostro ministero degli esteri)...potrei seguitare con tante altre figure varie, ebbene: sono
quasi tutti dei menefreghisti; non si curano minimamente di essere rappresentanti degli interessi italiani!

Non fanno un cazzo! Pensano a sfruttare per tornaconto la propria posizione e godersi i privilegi; si nascondono per evitare eventuali impegni, e della cultura italiana fanno solo folcklore.

Anzi,con i soldi (tanti) che ricevono dall'Italia, si creano un'altra vita; e, cosa molto amara, loro che dovrebbero rappresentare l'Italia, fanno gli anti-italiani! Esperienze vissute, e tante!!!

Non è una questione nazionalista (figuriamoci: proprio il sottoscritto), sicuro che siamo e dobbiamo operare per una unione europea più solida, ma dobbiamo essere realisti e capire di fare in modo di creare un'europa diversa e non quella attuale che ci sta togliendo anche le mutande! Ma non abbiamo le qualità.


Nonostante la cosiddetta crisi europea, Francia e Germania ci stanno svaligiando imprese, aziende, marchi di qualità e tecnicalità produttive; e non siamo capaci di difenderci politicamente perchè abituati ad avere ruoli solo per grazia ricevuta o per ossequio o diritto di supremazia di partito, e non, purtroppo, per meritocrazia, per capacità!

Siamo di una ipocrisia non riscontrabile in nessun paese del mondo. Parliamo di valori della famiglia e siamo il paese che non produce leggi favorevoli per essa; abbiamo la costituzione che rifiuta la guerra ma troviamo il modo per aggirarla; si parla del valore della vita e non si finanziano le nascite e lasciamo le nuove generazioni allo sbando...
Ma nello stesso tempo, non ci indigna l'esistenza di soggetti che guadagnano milioni di euro come manager di stato tipo equitalia, e non ci ribelliamo abbastanza ad una sanità che va privatizzandosi sempre più diventando impossibile per i deboli e gli anziani.

Continuiamo ad assistere imbelli senza chiederci il perchè a poliziotti che picchiano padri di famiglia che chiedono pane!!!... e nello stesso tempo, non siamo in grado di fare nulla per il declino della scuola e della ricerca. Intanto si vanno creando condizioni che ci porteranno verso un nuovo medioevo...

Assistiamo inermi ad un lento ma inesorabile declivio che ci sprofonda verso abissi assimilabili sempre più alle periferie sudamericane!

Salgari, ecco un altro grandissimo che nel nostro paese è stato sempre considerato di serie B. Un paese che ha sempre lodato un Verne ma sottostimato questo nostro fantastico raccontatore di storie!!! Ah, se fosse stato di un altra nazione quanti onori!!!

Salgari, ecco un altro grandissimo che nel nostro paese è stato sempre considerato di serie B. Un paese che ha sempre lodato un Verne ma sottostimato questo nostro fantastico raccontatore di storie!!! Ah, se fosse stato di un'altra nazione quanti onori!!!


Altro ennesimo esempio di quante fonti ispiratrici possiede il nostro paese!

Beh, la cultura di fine ottocento era basata su una serie infinita di pregiudizi: di casta , culturali, religiosi, ideologici ecc, ecc.
Il povero Emilio Salgari era certamente sfruttato dagli editori e ignorato da"l'intelligenza".
Morì nel 1911 suicida, povero in canna , con la moglia al manicomio e tre figli che -poveretti -fecero tutti una brutta fine.

Ah, dimenticavo, il povero salgari aveva sul gobbo anche la suocera.
I suoi critici più accreditat, Penso a Felice Pozzo, mi pare che non condivida il punto di vista da me prima espresso.
Non sono certo, ma mi pare che abbia sostenuto che Salgari era uno sciupone, che la moglie non era oculata nel fare la spesa: questa la causa della sua rovina economica.
Ma che cosa in effetti sarebbe consistito lo sciupio salgariano? beh, beveva troppi caffè, consumava troppi pennini ( l'inchiostro se lo faceva da se), beveva qualche bicchiere di Marsala.
Ma io a quei tempi, inizio novecento non c'ero, quidi forse meglio che stia zitto.

Perchè, pare che nel gota salgariano, ci sia parecchia gente suscettibile e con la puzza sotto al naso.

Puzza sotto al naso, come per quello che ho scritto nell'altro post sugli infamissimi berlusconiani?
Sto quasi apprezzando il Movimento 5 stelle per quello che hanno detto oggi in Parlamento...
Comunque, anche nel libro "Sweet Salgari" non mi sembra che sia risolto il problema del perché si era ridotto così povero e npn pagava nemmeno il droghiere.

Si chiamava SILVANO SCOTTO, l'editore degli albi di Moroni Celsi su Salgari!

Ma naturalmente non tutti sono così.
Ci sono persone estremamente preparate, con alle spalle decenni di militanza nel campo dello studio delle opere salgariane.
Felice Pozzo è fra questi.
Però, per quanto riguarda la mia esperienza, poco alla mano.Ma con altre persone è stato cortesissimo, ad esempio con Antonio Cadoni.
Diamo un colpo al cerchio ed uno alla botte!!

Felice Pozzo è un caro amico di vecchia data e, per quanto mi riguarda, è sempre stato estremamente disponibile, gentilissimo e di una correttezza che non ha eguali
E' senz'altro il massimo conoscitore e divulgatore dell'opera salgariana

Di Silvano Scotto, ricordo con piacere, oltre alle qualità di ottimo editore, gli originali che aveva di Raymond, Godwin, Robbins...era un grande appassionato ed una persona molto gentile. Conobbi anche la sua signora che mi disse che era di origine abruzzese. Il rammarico che ho è che potevo acquistare gli originali a prezzi accessibili: ora impensabili. Mi fece un'ottima proposta che non colsi. Peccato! Ricordo ancora l'emozione che ebbi nell'avere tra le mani alcune strisce originali di Rip Kirby. Aveva dei pezzi di Godwin eccezionali!

Un editore che ha pubblicato una serie su Salgari di ottimo valore è stato Camillo Moscati. Fu nei primissimi anni '70. Opere stampate in grandissimo formato su ottima carta con autori di gran livello come Walter Molino, Rino Albertarelli, Domenico Natoli...e sceneggiatori come il grande Federico Pedrocchi, lo stesso Albertarelli... C'è stata una serie, anche di quegli anni, dell'editrice Mursia, chiamata "capolavori a fumetti", tutti dedicati a Salgari; con volumi cartonati che arrivavano sulle 190 pagine. Tra i vari autori c'erano, Moroni Celsi ed un Chiletto molto bravo anche lui. Sempre su Salgari, c'è stata, negli anni '70, una bella opera disegnata dal grande Aldo Capitanio su una riduzione del Corsaro Nero di Renata Gelardini. Sempre in quel periodo ci fu una piccolissima riduzione di Mino Milani su disegni di Pescador con le sole didascalie pubblicata sul Corriere dei piccoli. Anche Fra le tante edizioni popolari, ispirate al grande Salgari, da segnalare, alcune pubblicazioni dell'editore Gioggi con testi di Massimo Liorni (direttore delle edizioni Spada), Scatassa, con disegni di Tullo, Ciolfi... Salgari, ovviamente, oltre ad ispirare tantissimi autori di fumetti, ha dato idee a scrittori di romanzi e Film. Segnalo una bella opera realizzata Josè Luis Salinas, su Hernan il Corsaro. Concludo ritornando su un concetto espresso in altri post: l'Italia è un pozzo infinito ove si possono attingere ispirazioni ed idee: per la sua ricca storia politica, sociale, artistica e letteraria. Non facciamo che siano i soli Dan Brawn a sfruttare i nostri giacimenti. Ma questo lo possiamo fare solo se ritroviamo stima in noi stessi!

Di Moroni Celsi, gli albi sono stati stampati dalla Comic Art! Ma ci sono state tante altre case editrici come Fazzi, Star, Carroccio, Edinational, Campironi...A plus per un intervento più completo.

Di Guido Moroni Celsi autore di fumetti salgariani si può farne una elencazione delle opere, poichè avrà lavorato in questo ambito per una decina di anni.
Più complesso, di quasi impossibile pianificazione la sua produzione come illustratore, molto più estesa nel tempo.
Mi pare però che qualcuno ci abbia provato.

ha ragione Cadoni su Felice Pozzo: io ci rimasi male perchè Pozzo non diede seguito ad una mia ponderosa lettera contenente un elenco dei romanzi di Luigi Motta da me letti o comunque in mio possesso.
Però, ben si sa, non si può pretendere che l'interpellato risponda per forza.

Salve, confermo, acquistai anni fa delle versioni a fumetti di Salgari pubblicate a Lucca dall'editrice Fazzi, di proprietà della madre del futuro (allora) sindaco di Lucca Fazzi (Pietro).
Ora credo che la casa editrice sia chiusa. Una sua dipendente mi diceva del pessimo trattamento che aveva ricevuto (si legga mancati pagamenti). Sarà vero, non sarà vero, mi dispiace ma non interessa in questa sede. Queli fumetti sono stati ristampati molto meglio da Silvano Scotto in formato grande e in bianco e nero. Io non sono un appassionato di Moroni Celsi; o meglio, mi piaceva più quello comico di quello avventuroso; quello che disegnava sul Corriere dei Piccoli.
Credo che si sappia che Moroni Celsi è stato anche attore occasionalmente in film d'avventura.
Ruoli secondari da caratterista. Un numero della rivista "Wow!" diretta da Luigi F. Bona ne riportava alcuni fotogrammi e spiegava questa attività dell'artista.

Comunque vale la pena di riassumere l'infelice (mia ) esperienza: sum n° 51 di "Informavitt" 2004 scrissi un articolo sulla oscura questione della causa intentata per plagio, dagli eredi salgari al "Vittorioso" nel 1942.
Causa poi vinta dal settimanale dell'AVE con mezza tavola celebrativa disegnata da Jacovitti.
Io nel 2004 ipotizzai che forse il contenziosa poteva individuarsi in una storia- incompiuta- a fumetti pubblicata su "Il Vittorioso".
La sua intitolazione " era simile al titolo di un vecchio racconto salgariano
"Aquila bianca".
Di qui la mia idea che quello fosse stato il plagio.
Una idea, non la verità con tanto di prove documentali al seguito.
Felice Pozzo, con il quale io mai avevo avuto nessun tipo di contatto, letto l'articolo mi scrisse per confutare la mia teoria.
Ad una mia successiva richiesta di aiuto per sapere di più sul processo AVE/eredi salgariani (Omar Salgari, presumo), Pozzo non mi rispose , ma contattò Cadoni esprimendogli l'oggettiva difficoltà di venire a capo di un problema simile.
Le cose andarono in tale maniera, dal mio punto di osservazione.
Non saprei dire se poi Pozzo risolse l'enigma.

Son cose vecchie di 20 anni.
Pace su tutti gli uomini di buona volontà.

Ma no, quali 20 anni, ne sono passati solo 9.
Sono un confusionario.

Segnalo che tra le pubblicazioni di Moscati su Salgari ci sono anche autori come Virgilio Muzzi, uno dei primi disegnatori di Tex, gli ottimi disegni di Scudellari...Aggiungo che le copertine della collana sono stupende. Tra gli autori che Salgari ha inflenzato c'è anche uno dei primi lavori di Battaglia per il Vittorioso negli anni '50 dal titolo: Il corsaro del mediterraneo.

Nestore: dunque, il "romanzo "Il corsaro del mediterraneo" uscì in prima edizione con il titolo di"Capitan Bavastro" scritto da F.Ferri edito da Garzanti nel 1952: illustrazioni di Dino Battaglia. Poi il romanzo fu ristampatotale e quale ma scritoo(mister0) da Vittorio Emanuele Bravetta , edito dalla S.E.I nel 1960, illustratore a me sconosciuto.
Poi.... su il "Vittorioso" uscì nel 1958 a puntate, tutto a colori, soggetto di Bravetta disegni di Battaglia.
La storia racconta avvenimenti veri!!

Comunque Dino Battaglia fra 1l 1966 e il 1968 disegna per IL Vittorioso" anche "Bersaglieri di Crimea", "L'ultimo dei Polignac= e "La piuma bianca.Autori dei testi Eros Belloni,Renata gelardini /De Barba

Tomaso grazie per l'informazione. Io possiedo due edizioni: una uscita tanti anni fa sulla serie "quaderni del fumetto" edito da Spada credo nel '72-73 ed era a colori; l'altra, debbo dirti una bella edizione in bianco e nero del 2006 "Edizioni Di" formato molto grande, tiratura 600 copie, ove emerge già il futuro Battaglia che verrà.

Le dizioni "Di", molto accurate.
Di Battaglia fenomenale "Moby dick ,la balena bianca
Carta speciale, stampata con colori non prppriamente neri, mi pare "pantone", una sorta di tono scuro del marrone.
Chissà chi ha gli originali.
Ehh, i fratelli Spada stamparono "il Corsaro del Mediterraneo2 in formato quadrato, quindi rimontato.
Ma il fatto inquietante che questo materiale, come quello di Craveri ed altro, si dice provenisse dagli archivi A.V.E. dato in pagamento -all'insaputa dei disegnatori - al posto dei debiti tipografici dell'editrice cattolica.
Meditate fanciulli, meditate!!

Ho sentito anch'io questa storia e non vedo perché non dovrei crederci. A Roma (Romics) hop visto delle tavole vendute dai Fratelli Spada che erano della AVE, dal Vittorioso o, mi dissero, da "Jolly" (che ignoro cosa fosse).

Emiliana: si, i fratelli Spada ricevettero legalmente tavole originali al posto dei soldi dall'AVE. Credo corresse l'anno di grazia 1969.
Il fatto illegale consistette nell'abuso fatto dall'AVE, che cedette materiale di proprietà dei disegnatori.
I quali fecero poi causa (Jacovitti, gran signore, no).
La causa andò avanti pe almeno 20 anni, e alla fine De Luca era morto come tanti altri e gli eredi ricevettero un indennizzo irrisorio.
La beffa dopo l'inganno.
"Jolly". giornaletto formato libretto della fine anni '50, che prese il posto dell'altro albo intitolato"Capitan Walter", che andò in crisi dopo la morte del disegnatore Fantoni Senior.

la notizia della tragica morte del prof,Guido Fantoni apparve a pagina 7 del Vittorioso n°19 del Maggio 1957.
Contemporaneamente, o quasi, appariva nelle edicole il primo numero di "JollY".
Uscì per un paio di anni.

Buonasera di nuovo. Grazie, tomasoprospero. Ecco, quando mi recai a quella Romics, sarà stato il 2009, brutta fiera tra l'altro con troppa roba che non c'entrava niente coi fumetti, ero alla ricerca di qualcosa di diverso dai manga. Sul Giornalino avevo letto anni prima delle storie di Peroni e scoprii con stupore che alla postazione dei Fratelli Spada ne vendevano delle illustrazioni, copertine ho capito dopo. Forse erano proprio di questo "Jolly".
Nel blog avevo poi letto che i Fratelli Spada non erano autorizzati a vendere questi disegni. Ce n'erano altri di disegnatori "veristi" che non saprei descrivere o individuare.
Uno potrebbe essere questo De Luca.
Quindi gli autori non sono stati risarciti dei loro averi?
Ma la causa è stata fatta contro questa AVE (vale a dire Il Vittorioso) o contro i Fralelli Spada che avevano fatto un acquisto a dir poco incauto?

Io so -ma...- che la causa venne intentata da Gianni De Luca e altri disegnatori contro "Il Vittorioso", cioè L'AVE.
Poi non so se fosse L'Azione Cattolica a dover rispondere in sede legale.
Certamente qualcuno ha su questo avvenimento notizie più precise delle mie.

La figlia di Gianni De Luca , ad esempio.
Parte in causa nel processo dopo la morte del padre, avvenuta all'inizio anni novanta per infarto.

Le immagini del blog "Anni trenta" di Leonardo Gori si possono ingrandire cliccandoci sopra.
Così ci si può rendere conto di come disegnava Dino Battaglia alla fine anni cinquanta.
Mi pare non ci siano tavole della storia a fumetti"La piuma bianca2 sempre apparsa su "Il Vittorioso",
.Ambientata in Africa ha un sapore vagamente legato alla non condivisibile apologia che della caccia grossa fece Hemingway nel suo "Verdi colline d'Africa".Racconti fra i quali "Le nevi del Kilimangiaro", dal quale venne tratto un bel film carico di pathos interpretato da Gregory Peck ed Ava Gardner negli anni '50.

"La piuma bianca di Belloni/Battaglia" inizia sul numero uno de "Il Vittorioso" 1959. L'azione si svolge in Kenia e tratta della caccia al rinoceronte.
la guida della spedizione, Pierre, trova nella sua tenda una piuma bianca, che per le popolazioni locali è simbolo di viltà...

La storia de "La piuma bianca" termina sul "Vittorioso"n°8, una ventina di tavole circa, quindi più tavole per ogni numero.
I disegni di Battaglia sono ancora legati alla stilizzazione di matrice statunitense, la storia di Belloni inizia con buone premesse , ma poi le potenzialità si perdono e il finale è veramente banale.

La metamorfosi di Battaglia si avverte in modo consistente sulle successive pagine de "Il Corriere dei Piccoli" nel corso degli anni sessanta.
Ma, purtroppo io questo materiale non lo posseggo, se non a partire dal 1968 quando il C.d.P cambia formato e sostanza.

La metamorfosi di Battaglia si avverte in modo consistente sulle successive pagine de "Il Corriere dei Piccoli" nel corso degli anni sessanta.
Ma, purtroppo io questo materiale non lo posseggo, se non a partire dal 1968 quando il C.d.P cambia formato e sostanza.

Su testi di Milo Milani ho i volumi con le storie disegnate da Battaglia nel 1965, "I cinque della Selena"e "I cinque di marte".
Mi pare che poco prima sul Corriere dei Piccoli battaglia disegni una storia fantastica :Il dottor Oss", o mi confondo??

Che ne dite??

Salve a tutti, in questi giorni ho ripreso gusto a commentare, spero che non dispiaccia a nessuno. Saranno stati almeno due anni che non lo facevo.
Già allora avevo trovato provvidenziale il lavoro di Corrierino.
Guardando le tavole ero perplesso, poi ho letto i commenti e ho scoperto che una parte di quei disegni sono di sergio Toppi, di sicuro i soldatini in copertina, come Corrierino dice avergli detto Luca Boschi e una certa Andreina (forse la vedova Battaglia) conferma.
Tavole bellissime per un giornalino da ragazzi.

Bravissimo, Tomasoprospero per tutto quello che scrivi e che ho letto, anche stando in silenzio, anche nei mesi passati.
dovrebbero esserci più commentatori, ma capisco che non sia facile.
Battaglia si vede meglio, però, con le storie della Selena, ristampate da Il Grifo - edizioni DI, che sono sempre di quel periodo (le storie).

Paolandrea: sul blog di 2corrierino" ci sono moltissime scansioni tratte da Pagine de "Il corriere dei Piccoli" e "Il Giornalino".
Ma io faccio fatica ad orizontarmi.
Come fare ad esempio ad individuare tavavole di Battaglia -posto che ci siano - dei primissimi anni sessanta?

La vedova Battaglia si chiama Laura se non vado errato. Collaborava anche alle colorazioni. Ed è ancora la detentrice di tanti diritti dell'opera di Dino. Le pubblicazioni del corrierino spesso sono ristampe, anche smontate, di pagine precedenti stampate sul Corriere dei Piccoli. Toppi realizzava tavole a doppia pagina sempre sul Corriere dei Piccoli, su usi e costumi dei popoli. Dal Far West fino alle regioni d'Italia.
Tra le tante ristampe attuali, anche se appaiono fatte bene, sono molto lontane dalla bellezza dei primi anni '60. Spesso erano pagine accompagnate da una colorazione acquerellata da combinazioni di color cromo con china diluita. Provate a vedere le differenze di un Ivanhoe di Battaglia di allora con quelle odierne: tutta un'altra musica! Lo stesso vale Per Pratt con L'Ombra, Billy James...e cosi' con Uggeri, Di Gennaro, Tacconi...si', anche Tacconi con delle belle illustrazioni...


Oggi, per quanto belle le ripubblicazioni, sono sempre ben lontane dal fascino e la bellezza di quelle del Corriere dei Piccoli!

Non vorrei si facesse un bisticcio linguistico e un conseguente fraintendimento lessicale fra il blogger "corrierino" e il "Coirrierino" come spesso viene chiamato affettuosamente "Il Corriere dei Piccoli".
Il blogger corrierino scannerizza e mette in bella vista sui posts del suo blog tavole tratte dal "Corriere dei Piccoli", po "dei ragazzi " ecc,ecc.
Si, sono consapevole che è il tutto un poco incasinato.
Se corrierino,il blogger, facesse qui sentire la sua voce telematica, chissà, forse la faccenda diventerebbe più semplice.

Magari allegando un suo post con tutte le tavole di Dino Battaglia che ha scannerizzato.
Oppure potrebbe farlo in sua vece qualcun altro, io non sono all'altezza(how to do? ).

Nestore: io ho cercato invano una ristampa della storia di Scott"Ivanhoe" disegnata da Battaglia sul Corriere dei piccoli.
Esiste??
Casomai anche solo in bianco e nero.

Oppure virato in azzurrino.

Pare che non esista, almeno leggendo quanto segue: http://www.hazardedizioni.it/public_html/autori/battaglia.html

Certi post, quelli lunghi, appaiono dopo ore ed ore...
Quindi all'atto dell'apparizione si integrano con altri post che dovrebbero essere prima o dopo: insomma, un vero bailamme.

Va beh, quindi non mi rimane che spezzettare.
Dopo le storie apparse su "Il Vittorioso" dal 1956 al 1959, Battaglia passa al "Corriere dei Piccoli", ove ,secondo me ( abbiate pazienza con un povero guercio) avviene l'incontro fatale con i talenti, disegnatori realistici del C.d.P.
Poi arriverà anche Hugo Pratt dall'Argentina.
Pratt in difficoltà verrà aiutato da Battaglia, uomo -si dice- apparentemente burbero.

Qui, in questo humus, Battaglia ha uno scatto nell'evoluzione della sua arte, perde la legnosa stilizzazione ereditata dai tempi dell'Asso di Picche" e perviene poi gradualmente ad una sintesi formale e pittorica in un certo senso inaspettata.
Acquisisce una eleganza ed una carica espressiva prima inesistenti.

Non parlo di Topo Gigio, perchè questo è un genere,animalesco/comico, che a mio parere non gli si confà.
Quindi nel 1965 Ivanhoe, tratto da un romanzo che letto nella versione originale fa cadere gli zebedei.

Nestore, magari avere "I Corriere dei Piccoli di quegli anni.
Io avevo altro cui pensare, dovevo ingegnarmi per campare, perché negli anni'60 lo stipendio di un insegnante alle scuole medie , non a tempo pieno, era tale da portare a morte certa per inedia.
Però ero giovane, in mezzo ad un corpo docente esclusivamente femminile, con l'eccezione del prete che faceva religione.
Ehhh.....

Va beh, aspetiamo che il puzzle si componga di tutte le parti che lo compongono.

Tomaso,
ti capisco bene: ho conosciuto anch'io la miseria di quegli anni. Il cosiddetto miracolo economico era per pochi: molti sono emigrati fino agli anni '70!

Di Ivanhoe di Battaglia ho solo qualche numero del Corriere dei Piccoli. Possiedo una bella pubblicazione francese ma in bianco e nero. Quindi, anche se importante, non riproduce il fascino straordinario delle tavole del "corriere"!

Per delle bizze del computer, solo questa notte sono riuscito ad aprire i link del libro di Castelli sulla storia o nascita del fumetto. Ebbene: anche se ho letto in fretta per l'ora tarda, ho trovato un ottimo lavoro corredato sapientemente con ottime immagini storiche. Un lavoro che merita ulteriori approfondimenti. Sono enunciati una serie di rimandi ai vari periodi storici che testimoniano come il fumetto vivesse sottotraccia nella sensibilità degli uomini. La soddisfazione si è fatta ancora più forte rilevando, da parte dell'autore, la stessa importanza che ho dato in precedenza, all'opera di Töpffer.
Il libro presenta diverse sfaccettature ampliando lo sguardo sull'uso dell'immagine nelle diverse civiltà . Quindi da leggere. Mi permetto di far presente a Castelli, per il futuro, come ho accennato in altri post, di tener conto degli affreschi di San Clemente a Roma e soprattutto quello della storia del prefetto Sisinno: realizzato intorno all'anno mille. Ancora complimenti!

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.