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BELGIO: IL REGNO DEL FUMETTO

Il povero Bersanijpg

Il povero Bersani, nonostante il risultato positivo delle Amministrative, è messo all'angolo dai giovani rampanti del PD?

Ah, no.
Questo è proprio Gargamella VERO.

Per uno che se ne va, tanti ne arrivano (di belgi), in una cospicua esposizione di personaggi e autori concentrati nel centro di Milano attraverso le loro opere e la loro storia.
Il presente blogger, impegnato (ahilui!) altrove non potrà essere all'inaugurazione.
Ma mancarla (a parte questa eccezione, rispetto alla quale chi scrive si sente di usare clemenza) è un po' un reato capitale.

Invito inaugurazione

Anche in libri a fumetti, si sussurra che al galoppo di un bianco cavallo sta per arrivare un cow boy solitario che "fuma" una pagliuzza al posto della sigaretta per ragioni di politically correct.

Ma è solo un sussurro, suvvia, si sa. Nessuna ossessione: sussulteremo assai, sì sì, assolutamente e assaissimo, se essa avvenisse ('sta cosa).

Chtroupfs_2

I prossimi mesi saranno densi di novità per Lineachiara, l’etichetta RW dedicata al fumetto europeo e internazionale.

Si comincia alla grande con il ritorno in Italia di un classico della BD e del fumetto mondiale, che vede come protagonista i folletti blu creati nel 1958 sulle pagine delle storie di Johan et Pirlouit (John e Solfamì, in italiano, ma anche Tipitì e Roland) da Pierre Culliford, in arte Peyo.

Tipitì Strunfi

Tp_smurf

A partire da settembre, Lineachiara riproporrà le storie classiche in corposi omnibus di quasi 300 pagine, supportate da un ricco apparato redazionale, e le nuove storie ancora inedite in Italia, in volumetti autoconclusivi.

Tuttavia, la passione e l’amore per il grande fumettista belga non poteva limitarsi nel proporre solo i suoi personaggi più celebri.

Lineachiara offrirà ai suoi lettori l’opportunità di leggere anche il resto della sua produzione, come John e Solfamì e Poldino Spaccaferro. Qualcuno se lo ricorda alle prese con i "tassì rossi"?

Ma oltre ai libri, da edicola e da fumetteria, nonché da libreria, in questo periodo anche una bella mostra tratta del fumetto franco-belga.

Tassì Rossi

Belgio, il regno

Un viaggio indimenticabile raccontando come il Paese con la più intensa e varia produzione di fumetti del mondo ci abbia regalato personaggi indimenticabili come i Puffi, Lucky Luke, Tintin, Michel Vaillant, Blake e Mortimer, Blueberry, Spirù e Marsupilami...


21403162_puffi-prima-immagine-ufficiale-3

Images-3Pubblicazioni d’epoca mai esposte prima,tavole originali, albi e giornali mostrano quasi 100 anni di grandi opere della Nona Arte.

L’esposizione milanese suggella l’importante gemellaggio tra WOW Spazio Fumetto, il giovane museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano, e il Centre Belge de la Bande Dessinée di Bruxelles, il primo grande museo del fumetto europeo fondato 24 anni fa.

Poi, menando il can per l'aja, si potrebbe anche ricordare che ci sono anche i Puffi hard.

Qui c'è un'immagine non per pupattoli sui Puffi, fatta dalla leggiadra Marlo Meekins, che spiega l'origine della frezza blu dell'amica sopra.

E a questa pagina, invece, non per giovanettissime, si puffa il raccolto per il tetto di una casetta.


Invito

Commenti

Mostra aperta tutti i giorni?? Per non andare a Milano per niente. Ad esempio, lunedì pomeriggio in Luglio la mostrà sarà aperta??

Rispondo a me stesso, in mancanza di materia prima: Lunedì CHIUSO!! Apri l'occhio, Tomaso Prospero!!

Hai fatto come Marzulletto: ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta.

Ma i Puffi non sono fumetti da bambini?

Geroboamo. si , sono stato autoconclusivo.

Eleonora, le storie recenti dei Puffi più che per bambini sono per dementi, ma le prime storie di Peyo (riscritte dal suo editor del quale ora non ricordo il nome) sono dei classici anche per gli adulti. Umberto Eco aveva dedicato ai Puffi un bell'articolo nella prima serie di Alfabeta.

Ah, scusate, dimentico sempre che in pubblico devo essere diplomatico: le storie attuali dei Puffi sono realizzate per un pubblico meno esigente.

Grazie per la pronta risposta. Allora ho letto solo storie recenti e visto qualche cartone in TV. Non cose esaltanti.
Dovrò "studiare" un po' e leggere questi libri se hanno le prime storie, che sono belle.
La mia domanda, a questo punto, è : come mai una serie che nasce bene ed è interessante poi finisce per diventare una mezza cagata? A essere buoni?

Eleonora: probabilmente quando Yvan Delporte, ecco il nome che non mi veniva, dirigeva la rivista in cui pubblicava Peyo poteva imporsi su di lui. In seguito, pur continuando a collaborare con Peyo (se non ricordo male), si è trovato nella debole posizione di non-direttore. Secondo me, molto di quello che c'è di buono nei Puffi (una parodia dei Sette Nani disneyani) ce l'ha messo il misconosciuto Delporte.

Vero! Sauro credo abbia visto giusto. Il vero artefice della qualità degli Schroumpfs è Delporte, unsung hero, eroe misconosciuto, appunto.
Ci vorrebbe un lavoro su di lui per approfondirne l'apporto. Diciamo che potrebbe essere considerato un ottimo editor (quello che oggi si intende per tale) ma anche in grado di stimolare e di imporre temi, modi di narrare... Forse sceneggiava lui direttamente, a livello quasi di Charlier o di Goscinny.
Il sapore delle storie è quello: un prodotto per adulti con tratti di comicità che vanno benone per i bambini.

Oppure ancora, invecchiando sia Peyo sia Delporte si sono bevuti il cervello. Lo so, lo so, dovrei essere più diplomatico...

Caro Maurice, dopo le formidabili direzioni di Goscinny, Delporte e Greg il fumetto francese è morto e sepolto. Si salva Titeuf (tradotto malissimo in Italia).

Ritiro che Titeuf sia stato tradotto malissimo e che il fumetto francese sia morto. Diplomazia! E ora torno a lavorare.

Scusate se intervengo.

Delporte era uno scenarista belga nonchè direttore della famosa rivista di Brussels Spirou.

Il creatore di Titeuf è uno svizzero che si chiama Philippe Chappuis soprannominatosi Zep in omaggio alla band degli Zeppelin.


Peyo è un altro disegnatore belga creatore degli Schtroumpes (Puffi) pubblicati su Spirou..

Greg, era un altro scrittore belga che, quando fu chiamato dai francesi per dirigere la Dargaud, prese anche la cittadinanza francese.

Quando scrivo "francesi" intendo "di lingua francese", non la nazionalità. Mi sembra ovvio. Lo stesso post è dedicato al Belgio (francofono).

Sauro,
mi piace saperti vivo e reattivo!

Ho tenuto a fare la precisazione in quanto in Italia si tende ad attribuire ai francesi cio' che è belga. Quasi tutto il fumetto francese nasce dall'influenza belga e dalle scuole belghe: di Brussels e d Marcinelle.

beh, le avventure di Johan par Peyo ( inizialmente solo così) io le ho nella bella serie cartonata edita da Dupuis,Marcinelle- Carleroi. Paris.Montreal.Bruxelles.la Haye.
Il primo episodiosi intitola " le Batiment du Basenhau,1968. dal terzo episodio le avventure sono di "Johan et Pirlouit. Stranamente questa edizione in mio possesso è del 1967. I puffi, o Schtroumps appaione nell'albo numero nove, intitolato" La flute à six schtroumpfs", che io ho in edizione 1971.
Credo che nessuno dei miei albi sia una prima edizione.

Parliamo del problema dei messaggi che non vanno online e si perdono nel nulla.
Una chiave di lettura è il sistema di protezione degli ultimi mesi. Una comunicazione odierna recita:

ti segnaliamo che nell’ultimo periodo abbiamo riscontrato vari tentativi di accessi ai nostri servers, da parte di entità in alcun modo riconducibili alla scrivente, che cercano di violare gli accounts inserendo ripetutamente usernames e passwords a caso in sequenza alfabetica.


Tale tecnica nasconde in realtà un robot, uno script automatico, grazie al quale i “pirati” informatici catturano i codici delle snaicard e le passwords, garantendosi l' accesso all’area privata del portale.

Abbiamo messo a punto un sistema basato sul filtraggio degli Indirizzi IP, che permette di
identificare ad ogni accesso l'utente, e separarlo da eventuali accessi di natura fraudolenta.
Ti invitiamo a collegarti al portale tramite il link sotto riportato, per permetterci di
identificare il tuo IP Address, e registrarlo nel nostro database come "Lista Fidata".

Ri-cara Eleonora, può anche essere che tu abbia letto i Puffi del periodo buono tradotti da Planeta. Quei “traduttori” dovrebbe essere messi faccia al muro e fucilati alla schiena: per i casi efferati come questo sono favorevole alla pena capitale. Ma d’ora in poi sarò diplomatico, lo giuro.

Ehi, Saur! Non mi sembra proprio che tu sia diplomatico ma in un blog è bene che sia così, dovrebbero essere tutti più sinceri, come tu sei.

Bisogna dire che le traduzioni della "planeta" in generale erano quasi tutte scadenti: non solo dei Puffi!

Quanto postato ieri non è ancora apparso: L'OVRA????
Parlavo dell'incontro fra i Puffi e le avventure di Johan et Pirlouit, edizioni in albo Dupuis.

Queste storie avventurose furono pubblicate -in parte - Su il rinnovato"Corriere dei Piccoli" a partire dal 1968: Ricordo ( ho i volumi divisi in quadrimestri rilegati) che i miei nipoti di allora, figli di mio fratello, li leggevano AVIDAMENTE.

leggo sul libroneedito da Glénat e che tratta la BD belga e Francese che le eizioni Dupuis iniziarono le avventure di Johan nel 1954, autore Pejo.

L'impero belga dell'editrice Dupuis, con "Tintin" e ""Spirou" settimanali. e decine e decine di albi.
In Belgio dettava legge questa casa editrice , almeno così leggo sul saggio prims citato, datato 1984.

E l'editore belga (Tourneai) Casterman che combinava negli anni sessanta?? Mah, pare soffrisse di una angoscia detta de "L'après_Hergé.
Ma qui si dovrebbe entrare analiticamente nell'opera dei hergé di quel periodo.
Lascio ad altri il ponderoso compito.

Voglio solo dire che preferisto Tintin di Hergé prima che iniziasse il lavoro di gruppo, quando Tointin in bianco e nero era verosimilmente un prodotto spontaneo anche se artigianale.

faccio un esempio prendento come campione la prima edizione di "Tintin sull'isola nera", poi successivamente rimontato,con aggiunte e sfondi , colorato una prima volta.
Poi completamente ridisegnato per l'edizione inglese, quella che poi circola ancora oggi.Mah??

Naturalmente in Francia continuano a esserci dei buoni fumetti. Il problema è che i disegnatori hanno preso il sopravvento sugli sceneggiatori, che, ormai, in genere firmano per secondi. Stava succedendo anche in America, soprattutto con l’Image, ma, per fortuna, gli inglesi hanno fatto cambiare musica…

Molto sinteticamente: Fin dal loro primo apparire le storie dei Puffi avevano diversi livelli di lettura: pur rivolgendosi a lettori bambini l'umorismo era rivolto anche a una fascia di lettori più maturi. Dopo l'enorme ( e inaspettato successo ) della serie tv Peyo non ha il tempo di sceneggiare al meglio. Non dico "disegnare" perché praticamente le storie dei Puffi non le ha quasi mai disegnate interamente lui. In più gli venivano chieste storie tratte dalla serie tv ( o comunque era più rapido procedere così). Con il passaggio alle edizioni Lombard , attualmente le storie sono tornate ad essere interessanti e spesso ironizzano sui difetti degli umani ( La parità dei sessi, la scaramanzia,le vacanze estive, i computer, ecc...)
L'ultimo albo cartonato uscito nei paesi Francofoni è un inno all'integrazione fra razze!

Beh, I puffi nacquero quasi per caso all'interno della nona storia di "Rolando e Pirluì"( in italiano si chiamano anche così) nel 1958, numero 1071 di "Spirou". Titolo della storia "Il flauto a sei puffi"
In Italia questa storia apparve sul solito "Corriere dei Piccoli", nuovo formato, l'anoo preciso non me lo ricordo (dovrei rovistare...).

Bisogna dire che le prime avventre di Rolando, senza Pirluì, risalgono addirittura al 1947. mi pare su un giornale belga a diffusione regionale, il nome mi pare fosse- tradotto. !L'ultima ora", quindi un quotidiano serale.
Se vogliamo parlare dei Puffi e di Peyo, occorre partire dall'inizio.
Come per qualsiasi analisi .
Vedi Bibì e Bibò, che tanto fanno sudare il buon e disponibile Castelli.

Beh, I puffi nacquero quasi per caso all'interno della nona storia di "Rolando e Pirluì"( in italiano si chiamano anche così) nel 1958, numero 1071 di "Spirou". Titolo della storia "Il flauto a sei puffi"
In Italia questa storia apparve sul solito "Corriere dei Piccoli", nuovo formato, l'anoo preciso non me lo ricordo (dovrei rovistare...).

Bisogna dire che le prime avventre di Rolando, senza Pirluì, risalgono addirittura al 1947. mi pare su un giornale belga a diffusione regionale, il nome mi pare fosse- tradotto. !L'ultima ora", quindi un quotidiano serale.
Se vogliamo parlare dei Puffi e di Peyo, occorre partire dall'inizio.
Come per qualsiasi analisi .
Vedi Bibì e Bibò, che tanto fanno sudare il buon e disponibile Castelli.

Beh, I puffi nacquero quasi per caso all'interno della nona storia di "Rolando e Pirluì"( in italiano si chiamano anche così) nel 1958, numero 1071 di "Spirou". Titolo della storia "Il flauto a sei puffi"
In Italia questa storia apparve sul solito "Corriere dei Piccoli", nuovo formato, l'anoo preciso non me lo ricordo (dovrei rovistare...).

Bisogna dire che le prime avventre di Rolando, senza Pirluì, risalgono addirittura al 1947. mi pare su un giornale belga a diffusione regionale, il nome mi pare fosse- tradotto. !L'ultima ora", quindi un quotidiano serale.
Se vogliamo parlare dei Puffi e di Peyo, occorre partire dall'inizio.
Come per qualsiasi analisi .
Vedi Bibì e Bibò, che tanto fanno sudare il buon e disponibile Castelli.

Ma insomma, i post si triplicano!!

Ecco: Corriere dei Piccoli n°24 1969.In copertina Rolando e pirulì. A pagina 14 inizia la storia 2Il flauto s aei puffi".
Sul n° 29 Rolando e Pirulì incontrano il mago Omnibus che li manda con arti magiche nel paese delle fate.
Qui i nostri eroi incontrano i Non ho idea quale e quando sia la corrispondente edizione Franco/belga:
A Puntate dove??

Incontrano i Puffi.
Scusate.

Caro Fabrizio, quando un fumetto diventa didattico (parità tra i sessi e integrazione delle razze) siamo alla frutta. Io preferisco, di gran lunga, il primo episodio "maschilista" della Puffina (poi chiamata Puffetta). Inoltre lo scadimento inizia ben prima dei cartoni.

Purtroppo le recenti edizioni di quella storia classica sono censurate. Che tempi di m***a viviamo!

Ehi, editori di Rw-Lineachiara, censurerete anche voi il primo episodio della Puffina (e magari anche quello dei Puffi Neri)? Se sarà così, non vi comprerò.

Ma sul "Corriere dei Piccoli2 e albi relativi, com'era la traduzione?
Eè in quell'ambito che interviene la censura, il redivivo MiniCulPop con tanto di fetz e manganello didattico??

Le traduzioni del CdP erano ottime. Ho letto che le faceva una donna, anche se a me Oriani, il direttore editoriale, ha giurato che il traduttore era Triberti: lo saprà Castelli (ops, l'ho citato!). Rw dovrebbe usare quelle traduzioni lì.

Erano "Puffi", ma il Flauto a sei Strunfi è apparso, appunto con gli Smurfs chiamati "Strunfi" proprio su Tipitì e solo in seguito sul Corrierino.

"I Puffi neri" era censurato?


Mica sarà stato "I Puffi negri", eh?

I puffi neri, almeno in America, sono diventati viola. Ma a me ha colpito, in Italia, la censura alla bellissima "formula" di Gargamella per creare la Puffina/Puffetta.

Tomaso: nell'articolo sull'Alfabeta del 1979, ricordo che Umberto Eco contestava blandamente al CdP di avere semplificato il linguaggio puffo mettendo qualche "puffo" in meno.

Purtroppo i piccoli editori non possono permettersi buoni traduttori perché pagano poco, e anche i loro editor non sono qualificati. Naturalmente Rw costituirà un'eccezione... speriamo!

Spesso traduttori ed editor ignorano gli espedienti più semplici, come quello di mettere la parola che chiarisce la battuta alla fine dell’ultima frase. Anche ricorrendo a una frase involuta, se necessario.

Giunti in prossimità del cinquantesimo commento, fate puffare una cosa anche a me. I migliori traduttori sono quelli che puffano il linguaggio originale puffandolo in modo sintetico e sciolto. E' fondamentale puffare in modo creativo, specialmente nei fumetti comici, puffando l'abbaglio insidioso della puffazione letterale.
Gli sceneggiatori e gli scrittori sono i traduttori migliori e i lettori traggono puffamento dal loro puffo.


UGH!
Ho puffato!

Il primo integrale di Spirou di Rw-Lineachiara è buono. Gli Spirou di Planeta, come al solito, erano meno buoni.

Sono pienamente d'accordo con Luca, non l'ho detto solo perché sono un ex sceneggiatore...

Caro Sauro,
in merito alle tue domande...vorrei capire dove è uscita la versione censurata per poterti rispondere correttamente e quale sarebbe la censura apportata. Anche in relazione ai Puffi neri (che neri sono e neri restano. Che il viola porta male, anche se non bisogna essere superstiziosi. Che essere superstiziosi porta).
A parte questo...mi fa piacere sentirti così animosamente coinvolto sulle italiche vicende puffesche.
Tuttavia, mi permetto di suggerti di prenderti un po' di puffrelax che ti sento puffagitato.
Speriamo di riuscire a non deluderti (o almeno a non farlo troppo) in relazione all'edizione RW-Lineachiara dei Puffi. Sicuramente ce la metteremo tutta, anche perchè, personalmente mi sentirei responsabile se l'edizione non superasse il tuo attento giudizio e ti prendesse un puffcolpo per il disappunto.
Per qualsiasi dubbio, resto a disposizione.
Andrea Mazzotta

Francamente non sono solito dialogare con chi mi insulta.

No,no,no!
Dai! Non fare così!
Dove è l'insulto?
Mi spiace che tu l'abbia percepito così.
Sei permalosetto.
Ed io che "speravo", per citarti, che cogliessi il tono scherzoso.
Su, ricominciamo. ;)

Forse le edizioni Rw-Lineachiara non sono poi così buone come avevo detto prima.

Permalosissimo, altro che permalosetto!
Ahahahahah
Dai, restiamo sul pezzo. Fammi capire questa problema della censura delle traduzioni (che non credo si sia posto a dire il vero).

;)

Naturalmente intendo "Non credo si sia posto nell'edizione che uscirà a settembre".

Andrea Mazzotta ha fatto il furbetto!!

Come sarebbe, furbetto?
Se lavora per quella casa editrice ha fatto il suo dovere...

Ehi Tommaso, mi spieghi perché ho fatto il furbetto?

Grazie :)

Matteo: beh, dai, Mazzotta poteva evitare un certo tipo di ironia, lui poi, che a volta prende fuoco per un nonnulla.

Ciao! Ma... attenzione, sai che ci sono due Mazzotta, vero? Uno è andrea, l'altro è Fabrizio. Io non seguo la rete così tanto per sapere se sono incendiari tutti e due o solo uno... Ma a quanto pare incombono molto!
Io direi "meno male".

Mi sembra che sia stato Sauro a essersela presa, non ho capito per qual motivo.
Ma siete tutti simpatici, buona sera.


Matteo

Ehi Tommaso, guarda che io sono qui.
Le tue sono importanti, di cui ti assumi la responsabilità.
Dato che il buon Sauro ama le provocazioni ( vedi i primi commenti) ho pensato che non gli sarebbe dispiaciuto
giocare in due a questo gioco.
Poi alla prossima Lucca o fiera fatti vedere, magari ti presenti con tuo vero nome, ammesso che Tommaso prospero non lo sia. Così ti dimostro che accendermi non è così facile. Ci vogliono interlocutori di una certa caratura. Mica facile trovarne...

Intendevo : sono parole importanti

Andrea Mazzotta: che vuol mai dire "fare il furbetto"??
Ma, non mi pare sia un giudizio pesante.
Si, menare un poco per il naso, qualcosa del genere.
Scherzosamente, senza cattiveria.
Ci sono altre accezioni??
Si, ma in contesti assai diversi.

Matteo: Andrea l'ho visto_letto- prendere fuoco: più che un incendiario un "incendiato".
Io sono ormai al livello della cenere...
Mi ricordo con nostaalgia quando dopo lunghi anni d'incendio , divenni carbone.
Non fossile, ehhh

Quelli del Quartierino, ma quelli non fanno eccezione, quelli sono furbastri berlusconeggianti che si porteranno sulle loro nere coscienze tutto il peso della rovina che alla nostra (fu) bella Italaia è toccata dal 1993 in poi.
Perché parlo del 1993 (e 1992) se Forza Italia è nata solo nel 1994 e adesso, in silenzio, Berluscaz sta per rilanciarla di nuovo tentando un nuovo plebiscito?

Peché tra i fatti del '92-93 e la rovina definitiva del Nostro Paese c'è un legame strettissimo, come ormai è noto.
E solo chi non vuol capirlo o sparelo non lo sa effettivamente.


Ormai è tutto chiaro.

Intendevo dire "saperlo", non "sparelo".

No, beh, non volevo certo alludere ai furbetti del quartierino, non sono coì grezzo.
Segue un post elogiativo, secondo le mie intenzioni, su Andrea.Apparirà probabilmente non subito

Mi piacerebbe saperne di più:Andrea Mazzotta, conosciuto in rete come "Il Glifo", si è dimesso da Direttore Editoriale di Nicola Pesce. E' lo stesso Mazzotta ad annunciare la decisione presa dal suo blog con queste parole: «io e l’editore non condividiamo la stessa visione editoriale, perciò per l’affetto che provo per la casa editrice mi è sembrato giusto fare un passo indietro». Alcune scelte editoriali e comunicative di Mazzotta alla guida editoriale di NPE non ci avevano mai del tutto convinto, ma sembrava che i risultati gli dessero ragione e che il suo sodalizio con Nicola Pesce fosse molto solido. La notizia delle dimissioni di Mazzotta, infatti, è arrivata inaspettata. Continua dunque il valzer dei cambi dei direttori editoriali nel mondo del fumetto, nemmeno fossero allenatori di calcio. Chi sceglierà adesso Pesce come nuovo direttore editoriale? Sembra che i primi candidati si siano già fatti avanti...

Andrea Mazzotta: please, sit down, drink your tea.
Rilassati, io sono solo un Golem all'ultimo stadio, se doffi fote mi disperdo in cenere.
Scrivo, quindi esisto.
Di più proprio non riesco a fare.
Non vado da anni alle mostre, con le correnti di aria che ci sono sarebbe certa la mia dissoluzione.

Aspettiamo il post elogiativo, che io metto sul posto con questo intento.

Mazzotta: confermo che mi chiamo Tomaso Prospero Turchi, insegnante in pensione, anni 75.
Non sono un addetto ai lavori, ma una copia mal cotta do Oreste il guastafeste.
Non vale la pena perdere tempo con me.
Te lo può confermare Luca Boschi.

Che ridere!
Ma, Tomaso, sai davvero tutto! Ti documenti sulle nostre biografie (non solo su quelle di Jacovitti).
Spero che questo incontro webbico sia utile a rafforzare la vostra conoscenza e simpatia (comune) per alcuni fumetti, per esempio Jacovitti, certi americani classici, cert'altri francesi non banali ma meticolosi (nel disegno e nella sceneggiatura).


A tutti (e quindi anche a voi) posso annunciare che è stato individuato, finalmente, il disegnatore misterioso del quale parlavamo con Salvatore Giordano, Aumaldo e Mazzotta (ma quello di nome Fabrizio, amato doppiatore oltreché autore dell'indimenticata serie "Horror Fix").


Nel prossimo post saprete di più.


Faiato alle trombe, Turchettiiiiiii!

Allora...con calma..

Tommaso, ma che hai fatto? Ti sei fatto una ricerca sul mio nome in internet così da vedere se trovavi qualcosa per attaccarmi e tutto ciò che hai trovato è quel pezzo di fumetto d'autore (che non hai neppure citato)?
Qui tutte le spiegazioni:
http://ilfarodelglifo.blogspot.it/2012/11/addio-e-grazie-di-tutto-pesce.html

La ricerca la dovevi fare meglio.

Poi, il tuo nome fumettistico mi aveva un po' messo in dubbio la tua reale esistenza, anche perchè più che da Golem ti comporti come un troll, cioè chi provoca senza ragione in rete, nascondendosi dietro uno schermo.

C'è la tendenza ha sentirsi liberi di parlare senza preoccuparsi di tutti quelli che operano con passione e lavoro nell'editoria, un'industria che va avanti anche grazie ai sacrifici (oltre quelle INNUMEREVOLI E MERITORI DEI LETTORI) degli addetti ai lavori, dei quali, credimi, nessuno si arricchisce.

Poi, per politicaly correct (quella cosa per cui che operatori sono obbligati a prendersi schiaffi da tutti senza poter rispondere, ma tutti gli altri no) si devono accettare giudizi immotivati, critiche apologiche (se mi permetti il gioco di parole) di chi magari dice che alcuni numeri dei puffi sono per dementi oppure di chi "spera" che il tuo lavoro sia fatto bene.

Ecco, guarda un po' Tommaso, 75cinquenne spero non nell'anima, io non ci sto.

E se devo dire una cosa la dico. E la dico a te caro Tommaso: io mi accendo solo se e quando devo. Solo se qualcuno soffia sul fuoco.

Se avevi un sassolino nella scarpa (ops...un pezzo di carbone forse) che ti è rimasto dopo qualche discussione con me (che, scusami, non ricordo. Evidentemente non l'ho giudicata di tal valore da conservarne memoria) hai trovato un modo abbastanza meschino per togliertelo.

Insomma, se pensate di essere frequentatori saccenti, pungenti o vibranti della rete, ricordate che potete farlo solo nella misura in cui non incontrate qualcuno saccente, pungente e vibrante quanto voi. O me.

Rispetto reciproco e nessuno ci resta male.
A 75 anni dovresti averlo imparato ormai.

;9

Ma si, naturale, ho persino la tua prima intervista televisiva, appena laureato,Ti schermisci un poco quando l'intervistatore con velata sufficienza chiede conferma del tuo lavoro di disegnatore e appassionato di comics.
Correva l'anno....

Io credo che Mason e Celardo siano tra i peggiori al mondo, ma se un editore vuole (meritoriamente) pubblicare tutto Tarzan, è giusto che pubblichi anche loro.

Se un editore vuole impegnarsi nella (meritoria) pubblicazione dei Puffi, è giusto che presenti tutti gli albi, a prescindere del valore di ciascun episodio.

Sono ancora qua. Flaming si chiamano queste discussioni, dico bene?
Io da esterno, dico: NON TOGLIETECI MAI TomasoProspero!


Lui, Nestore e qualcun altro, assidui frequentatori di questo blog, come La Venexiana, Geroboamo, Stefano Priarone, Willi, Crepascolo (che è dovunque), Jeremy Bender, Mario dell'Isola Felice, Cesare Milella, Antonio Cadoni, Marzia la Dietologa, Gabriella, Giona Balena... e un po' di altri, sono fra le colonne di Cartoonist Globale e quando leggo dei loro commenti è come se ritrovassi degli amici.

E io, come cliente-lettore che paga con moneta sonante, ho tutto il diritto di essere esigente.

Invece, sono un po' dispersi Skiri Billa, lele, hefrem Bis, Santino, Portumaio Loreno, Jenny la tennista, Giovanni Bosticco...
Anche Caterina e Fany (se non mi sono perso dei loro interventi).

Salve, Sauro.
Valutazione interessante da appassionato di Tarzan. ma a cosa si riferisce? Si è parlato di Tarzan e m'è sfuggito?

Ah, bene, come non detto, ho capito col commento successivo il senso del discorso.
Concordo.

Dice Sauro: "E io, come cliente-lettore che paga con moneta sonante, ho tutto il diritto di essere esigente."

E ha assolutamente ragione.

Il mio invito è quello ad aver rispetto delle cose che escono, anche se non ci piacciono, perchè dietro a quelle cose che non ci piacciono c'è il lavoro altrui e un gusto diverso altrui.
Quindi la critica, derivante da un'opinione INFORMATA, è legittima e spesso gradita.
Invece le battutine nelle quali si afferma che il prodotto su cui stai lavorando è roba da dementi riceverà, almeno da parte mia, sempre risposte dello stesso tono della provocazione.
Colpo su colpo. Colpo. Su. Colpo.
Finchè campo.
Perchè il politicaly Scorret, se provocato, lo so usare anche io.

;)

L’avrei detto anche riguardo Asterix, dopo Goscinny. Comunque capisco chi, concentrato nel proprio lavoro, non è disposto a sentirsi dire certe cose.

Rw-Lineachiara sta facendo un buon lavoro e consiglio a tutti di prendere il primo volume dei Puffi. Come ho detto all’inizio, si tratta di personaggi ingiustamente sottovalutati.

Quanto a me, dato che non posso dire quello che penso senza far arrabbiare qualcuno, preferisco non intervenire più in questo blog.

Un saluto particolare a Tomaso.

Andrea: affettuosamente -lo dico seriamente - metto solo il nome.
Io non voglio attaccare nessuno, perchè poi mai dovrei farlo??
Poi, che cosa ho mai detto di male??
Il fatto è che non essendo fornito di strumenti adeguati le mie ricerche sul web sono casuali, in genere incomplete.
Ma solo da poco più di un mese ho capito come fare per riportare del link nel post.
Poi spesso faccio confusione: ne sa qualcosa il povero Sauro che ha cercato di peiegarmi how to do.
Sei giovane, ti auguro fortuna nella vita, nel lavoro e nella vita in generale.
Ciao.

Caro Sauro,
non fare come chi, da ragazzo, subisce gol ed offeso si prende il pallone e lo porta via.

Resta qui che nessuno ti caccia, anzi. Io sono onorato sempre di confrontarmi, anche perchè, come vedi, non le mando a dire.
Basta sapersi adeguare alle regole del vivere comune.
Tu puoi dire quello che vuoi. Semplicemente non lo puoi dire come vuoi.
Se non ti piacciono i Puffi post Peyo sei liberissimo di dirlo. E' una questione di gusti. Se ne fai un'analisi critica, circostanziata, tanto meglio. Ci arricchiamo tutti con essa.

Che è roba da dementi lo vai a dire nel barretto sotto casa invece, dove nessuno ti contraddice.
Oppure, se lo dici qui, ti prendi le risposte che ne conseguono.

Da lettore che ti seguiva con tanto piacere, ho solo interesse a confrontarmi.

poi...


Caro Tommaso,
tu dici che non vuoi attaccare nessuno ma mi dai del furbetto, che accezione positiva non ha. E lo fai senza circostanziare. Sei scortese e anche molto. E di conseguenza ti becchi le risposte che questo modo di fare fanno conseguire.

Come mai hai copiato quel pezzo che mi riguardava? Cosa volevi dire? Quale tesi inespressa volevi valorizzare? Cosa centrava? Come era attinente al discorso sui Puffi che tu hai cercato di spostare su di me?
Insomma, tutta una serie di comportamenti
che, in qualsiasi discussione dal vivo sarebbe assurdi e, palesemente, scorretti.

L'immagine, romantica, che ho io di un settancinquenne, così preparato come sei tu sul fumetto, è di persona dall'atteggiamento signorile.
Non di qualcuno che razzola casualmente su internet pezzi di articoli per sviare discussione concrete o nel vacuo tentativo, fallito tra l'altro, di mettere in difficoltà l'interlocutore.

Non infrangere questa mia visione romantica, per favore.

Grazie per gli auguri. Tanto per fare una citazione cinematografica, te li ricambio con grande sincerità dicendo "Lunga vita e prosperità".

Andrea

Ps: ah! Dimenticavo "Io non voglio attaccare nessuno, perchè poi mai dovrei farlo??"
Evidentemente ti ha dato fastidio la risposta a Sauro. Il perchè non lo so. E sei corso in suo supporto. Con i sistemi sopra spiegati. Non ci vuole poi molto a capirlo...

NOOOO, io i commenti di Pennacchioli li voglio! Ha scritto cose interessantissime su Flash Gordon e gli autori americani e poi si rivela conoscitore anche di cose francesi o belghe, oltre che naturalmente italiane. Anche a me hanno dato fastidio quelle poche storie dei Puffi recenti che, in effetti, non "legano le scarpe" alle avventure importamnti come "I Puffi Neri" o "Il Puffo volante". per dire.


Non offendetevi a vicenda, ragazzi, c'è spazio per tutti e il confronto in questo blog avviene su temi che non sono frivoli come certe discussioni sui manga (bleagh! Posso dirlo?) o sulla continuiti Marvel violata eccetera, con saccentini che fanno le puci ai supereroi e i loro autori.


Quella roba non mi interessa.


Invece, anche la scoperta odierna di questo Goldschmiedt non è mica roba da poco. Restate, per favore, e discutete civilmente.


Ma anch'io voglio sentirmi libero di dire che una serie, un fumetto, un autore mi fa schifo.
Posso dire che ad altri piacerà e non discuto, ma che A ME fa schivo voglio poterlo dire senza urtare la suscettibilità di alcuno.


Buona domenica.

Andrea: se hai tempo e ne hai voglia e motivazioni, guarda dentro ai post che ho inserito nel blog di Boschi nel corso degli ultimi mesi.
Son tutti fatti così, con scelte casuali,risposte che spesso c'entrano come i cavoli a merenda con quanto si stava scrivendo.
Non ti offendere, sei parte del mio mondo squilibrato.
Ma non ti adirare, sono io che altro non riesco a fare.Dovrei riflettere, ponderare, ma il blog mi attira nel gorgo.
Forse non sono adatto a questo tipo di esercizio.
Chiedo venia se ti sei sentito oggetto di attacco.
Io a scacchi in genere sto in difesa, poi stancatomi, gioco un poco a caso, così la partita ha fine.
Va beh, buona Domenica.

Ed è un bel modo di procedere.
Tomasoprospero bagna il naso a tutti.

Tommaso, diciamo che è patta, io faccio cadere il mio re e si ricomincia! ;)
Molto onorato di far parte del tuo mondo.
Andrea

Cari amici, mi fa piacere veder chiusa la diatriba. Spero che Sauro si accodi.

Anch'io me l'auguro.
Sauro, go on, please!


Luca

Cerco di porre un paio di domande e di offrire un paio di risposte.
Spero di non essere ripetitivo o fuori luogo, dato che di dare un'attenta lettura a tutti questi post (quasi 100) non ho la forza.


Les Schtroumpfs (da noi prima ribattezzati Strunfi e poi Puffi) nascono nel 1958, come personaggi secondari nella bella saga medioevale di JOHAN ET PIRLOUIT.


Il loro esordio avviene sul settimanale della Dupuis "Spirou", nella storia che sarà poi ribattezzata "Il flauto a sei puffi" (la prima storia della serie ad avere 60 pagine), integralmente realizzata da Peyo, che riutilizzerà i suoi lutins blues anche in altre storie della serie.


Nel 1959, il rédac-chef di "Spirou" intende lanciare una serie di inserti, che, adeguatamente piegati daranno vita ad un albetto (10x7 cm) di 48 pagine e decide che i piccoli Puffi sono la migliore scelta per lanciare questa iniziativa.


Peyo accetta l'offerta, ma pretende che il suddetto caporedattore gli faccia da co-sceneggiatore


Naturalmente, costui è Yvan Delporte (che aveva ereditato la posizione da Jean Doisy nel 1958 e l'avrebbe conservata fino alla sua rimozione a favore di Thierry Martens, nel 1968).


Così i Puffi esordiscono nella loro serie personale con la prima storia ("I Puffi neri", poi seguita da "Il ladro di Puffi") e Delporte sarà, da allora, costantemente parte della squadra: suo è il nome di Gargamel o l'idea che gli gnometti mangino salsapariglia e avrà anche un notevole ruolo come intermediario tra Peyo e la NBC/Hanna-Barbera per la nascita dei cartoni degli Smurfs.


Ora, Sauro, non so da quale storia avverti iniziare la decadenza dei Puffi, ma le ragioni possono essere solo due:


1) Se avverti la decadenza già nei '60, la causa è proprio l'eccesso di lavoro atterrato nelle braccia di Peyo, che lo aveva obbligato a delegare sempre più ad assistenti la realizzazione delle storie dei Puffi (non elenco gli assistenti susseguitisi negli anni, o farei notte...)


2) Se avverti (bontà tua) la decadenza solo dagli Anni '80, è dovuta alla "smurfizzazione" della serie, ovvero al desiderio di far somigliare il più possibile "Les Schtroumpfs" (il fumetto belga) a "The Smurfs" (il cartone animato americano).


Comunque, Peyo e Delporte, pur se diversissimi, andarono sempre d'amore e d'accordo e Delporte non aveva nessun motivo di fare pressioni su Peyo, che ne pretendeva l'aiuto,


Dico diversissimi perché Peyo era un borghese cattolico praticante e Delporte un anticonformista anarchico e dire, più che ateo, antireligioso (se avete letto la deliziosa serie di ISABELLE, non potrete che concordare)

Inoltre, Delporte era un uomo erudito e dai poliedrici interessi, mentre Peyo era stato cacciato a pedate, per scarso rendimento, da tutte le scuole del Belgio (a lungo credette che la parola salsapariglia fosse un'invenzione di Delporte e non un reale vegetale...)


FINITE LE RISPOSTE ECCO LE DOMANDE


@Andrea Mazzotta

Il volume della Lion sarà corposo (sbaglio o si parla di 300 pagine?), nello stile delle Integrali belghe.


Tuttavia, non mi risulta che esista un'integrale in francese dei Puffi (magari è una mia ignoranza).


Le domande sono:


1) Nel tomo ci saranno solo storie o ci sarà anche del materiale saggistico?


2) Le storie saranno disposte secondo l'ordine di pubblicazione su rivista o secondo quello in volume? (il Puffo volante, settima storia della serie, è ristampata con le prime due nel primo volume)


3) Ci sarà anche "Il flauto a sei puffi)?

Beato me allora che ho queste storie di puffi in varie salse(pariglie).
Acquistai gli albi cartonati originali nella libreria Dupuis a parigi.
Quanti anni or sono??
Mia figlia era piccola : direi 1971, ma alcuni albi, tipo " Le sire de Montresor, erano dell'edizione 1964: la carta è ora un poco ingiallita.Mah???

Si, ho controllato:"La source des dieux" e "La Pierre de lune" sono proprio del 1964.
Non credo però siano le prime edizioni.
La copertina de "La pierre de lune " mi piace molto.

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