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POPEYE E IL SECONDO NUOVO SHORT DI MICKEY MOUSE!

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Domani andrà in onda sul Disney Channel USA il secondo nuovo cortometraggio con Topolino, Minni, Paperino e Paperina realizzato dal nuovo (mi ripeto) staff che ha fatto pesantemente il lifting ai personaggi.

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Per i fans dei credits, ecco la lista completa (in ordine analfabetico):

Paul Rudish
Jenny Gase-Baker
Aaron Springer
Darrick Bachman
Clay Morrow
Chris Roszak
Chris Hacker
Andy Suriano
Joseph Holt
Illya Owens
Chris Savino
Derek Dressler
Alex Kirwan
Dave Wasson
Robert Lacko
Stephen DeStefano
Justin Martin
Justin Parpan
Narina Sokolova
Rae Mccarson
Alonso Ramirez Ramos
Kali Fontecchio
Tara Billinger
Jasmine Bocz
Todd Popp
Steve Lininger
John Chang
Monica Mitchell

Animation Produced at Mercury Filmworks (Ottawa)

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I visitatori americani di questo blog (Andrea Cara, per esempio) possono visionare il film a questo link ufficiale Disney.
Noi europei (io vivo in Rue Montorgueil, per esempio, in Paris - si veda sotto) invece no.

DeStefano è anche (lo sapete) il designer della versione contemporanea di Popeye, il cui ultimo (ma nient'affatto ultimo) lungometraggio vedrà la luce fra qualche mese.

Eccone estratti d'arte in tre immaginette: due pin-up e il disegno per delle etichette di spinaci in scatola.

Spinach

Monte Popeye

Popeye

In coda si vede una tavola di Marco De Sogus, assistente e discepolo di Luciano Bottaro, per una serie realizzata per conto dell'editore Renato Bianconi.

Come si vede, la tavola è firmata; il tratto di De Sogus è davvero molto vicino a quello del Maestro. In seguito muterà un po' restando comunque molto versatile, al punto che illustrerà alcune copertine della versione francese di Pepito nello stile di Benito Jacovìtti.

 De Sogus

La tavola è qui in riferimento a un lavoro di identificazioni di autori e storie che stiamo facendo, bla bla bla...

Commenti

Perbacco, siamo vicini di casa e non lo sapevo!!!
Rue Montorgueil, io vado spesso a mangiare les escargots, ma mai più di sei alla volta.
Ehhh. il vino bianco ghiacciato lo beve tutto mia moglie.
Io vorrei trincare, ma non posso. Mondo cane,anzi, 'ane!

Quindi le copertine di "Pepito" francese in stile jacovittesco sono di De Sogus e non di Bottaro come avevo letto tempo fa.
Comunque poi le storie contenute sono anche di Jacovitti, come "Pippo nel 2000", che in prima edizione su Il Vittorioso" risale al 1950.
Storia questa, disegnata da Jac per due motivi: 1) si era nel 1950, quindi a mezzo secolo.2) "Il vittorioso passava da 8 a 16 pagine, e la cosa andava festeggiata con qualcosa che avesse sapore di avveniristico.
In effetti la storia non solo è avveniristics, ma con una struttura narrativa sofisticata, quando ancora in Italia il termine"fantascienza" non era stato coniato( avverrà qualche anno dopo, ad opera -mi pare -di Monicelli).

Giorgio Monicelli, nipote di Mondadori.
Fu lui, narra la leggenda, a coniare il termine "fantascienza.
Credo traducendo il termine inglese "science fiction" in modo espressivo.
Poi , alcuni anni dopo non curò più la collana "I romanzi di Urania2, pare per questioni con lo zio: di che genere?' mah, e chi lo sa!

Monicelli, l'avevo sentito anch'io. Prima si diceva "Scienza fantastica" forse dal titolo di una rivista. Ma la mia ferratezza sulla materia è blanda. Un saluto a tutti, nei prossimi vado in vacanza e seguirò poco il blog.

Ciao, Tomaso.


Risulta che Bottaro abbia disegnato solo una delle copertine del "Pepito" francese dedicate a Jacovitti (perché all'interno c'era la puntatat di una sua storia dei 3P rimontata dal "Vittorioso").
A Roma, in occasione di una Expocartoon, rientrato in possesso di quella copertina, Bottaro la regalò a Jacovitti.


Forse è pubblicata anche all'interno di una rivista di Colabelli, tua simpatia. :-)


Le altre dovrebbero essere tutte di De Sogus, salvo quelle di Bottaro con personaggi suoi, naturalmente.


Una con Roi Pistache potrebbe essere di Aloisi.


Ciao per ora!


Luca

beh, si, "Scienza fantastica", fu la prima partendo nell'Aprile 1952: sono racconti, qualcuno lungo a puntate.
Durò una decina di numeri.Come poteva sopravvivere contro il gigante Mondadori.
Due anni dopo ci provò anche Garzanti con "Fantascienza". chiusura dopo otto numeri.
Invece "Urania" è ancora viva e vegeta!!!

Rue Montorgueil: chi ha postato il video, ripreso da un vecchio post?

Non lo chi l'abbia postato. Un francrese? Non ho capito la domanda, mi sa.

Pietro: si capisce poco in complesso, perché i post non escono in sequenza logica, ma temporale.
per il video di rue Montorgueil in quel di Paris, credo- suppongo- provenga da Vanessa, che abita proprio in quella via.
Vanessa interviene anche nel post su Alice.

Sarebbe questo il "ghost post"? In un altro post, Sauro chiede il nome del direttore del Corriere dei Piccoli che seguì a Josè Pellegrini (stavo per scrivere "Ines" Pellegrini, che invece era la ragazza nera che appare nuda nel "Fiore delle mille e una notte" di Pasolini - che lapsus!).
Se qualcuno se lo ricorda...
Era. mi sembra, quello passato alla storia per l'acqua di Lourdes, come scrivevo là.

Io vorrei complimentarmi con Paul Rudish, mi piace molto il suo stile.

Si, almeno per me questo post era scomparso.Per "Il Corriere dei Piccoli", il discorso è complicato.Non tanto perchè nessuno lo abbia letto nel periodo anni sttanta/ottanta.Io ho le annate 1968/74, più numeri sparsi degli anni successivi nei quali appare qualche storia di Jacovitti.
Ma di direttori proprio non me ne intendo.

Sono una futura persona morta.

Il video poi me lo vedo in Agosto quando torno negli USA.
Ovviamente me lo scarico, come sempre altre cosette accessibili solo negli USA. Se poi serve e nessuno si offende lo faccio girare.

OT
Risistemando in casa dei miei, ho trovato i vecchi gioci "Assalto alla Jac Bank", di Jacovitti, e "Colpo grosso a Topolinia".
Mi è scesa la lacrimuccia. Scusate la condivisione.

Andrea, devo chiederti una cosa che riguarda un argomento trattato da te in passato, non ricordo quando e dove. E sarebbe la consultazione dell'INDUCKS.

Scusa, "Colpo grosso a Topolinia" era un gioco da tavolo?

Maurizio, si, un gioco da tavolo.
Cosa intendi per consultazione dell'INDUCKS?

Ciao, Andrea (dunque sei in Italia).
Intendo, so che consulti l'INDUCKS, immagino anche trarne quelle pagine a matita e layout che ogni tanto segnali.
Come si fa a leggere le pagine che normalmente non hanno più accesso, o meglio, che sono rovinate da non so quale disastro informatico che le ha colpite?
Per esempio, se voglio leggere tutte le opere di Pier Lorenzo De Vita in successione non posso farlo più.

O meglio, faccio un CLIC qui (esempio pratico) su Index:
http://coa.inducks.org/creator.php?c1=date&c=PDV


Ma leggo questo:
Sorry, this page is temporarily shut down because of CPU problems.

Quindi è bloccato, non ne vedo la cronologia.

L'unico modo che ho per vederne le storie, i loro titoli, le date eccetara è fare CLIC su "Top Stories":


http://coa.inducks.org/comp2.php?kind=nk&creat=PDV&imgmode=1&vdesc2=on&vdesc=en&sort1=votes

Lo faccio, e appare una lista di storie. Tutte le altre voci sono fuori uso.


Ma questa lista è in ordine sparso, forse in ordine di gradimento o di numero di ristampe.

Ma non sono in fila, vanno a saltapicchio.


E inoltre, sono tutte o soltanto una parte?


Come faccio a saperlo?


Forse non lo sai e bisogna aspettare che tutto sia messo a posto, ma sono mesi che ogni tanto vado a controllare e non è cambiato mai niente.

C'è ancora qualcuno che cura l'INDUCKS?


Grazie se mi rispondi comunque, anche se ho posto un quesito difficile.
Ma poiché so che in questo blog circolano anche degli associati al Papersera, forse qualcuno mi legge e puo' rispondere.


Per questo mi sono dilungato.

Luca: si, la copertina di Bottaro del "bimensuel" "Pepito" è stata pubblicata dall'originale in bianco e nero su "Jacovitti Magazine" n° 13 di Marzo 1997!
C'è anche la riproduzione, non a colori, della copertina del numero di "Pepito" che la ospita.
Beh, Colabelli non l'ho mai incontrato e fra noi ci fu solo una telefonata surreale.
Mi chiedeva di mandargli "subito" dentro un tubo postale i primi 10 numeri de "Il Corriere dello spazio",diretto dal milanese Manuer Lualdi ( scrittore, aviatore, esploratore, direttore teatrale ecc,ecc.) con le otto puntate jacovittesche del "Vola -Hop", la storia dell'aviazione vista da Lisca di pesce.
In cambio Colabelli mi prometteva gloria ed onori.
Essendo io alieno nei riguardi delle gioie mondane, rifiutai l'offerta.
Poi da lui non seppe più nulla!
Un breve ed intenso flirt!!!

Approfitto dello spazio che trovo in questo post.
Ecco, che dire sull'altro che ha raggiunto la cifra impensabile di 380??
Credo sarebbe meglio avere dieci post di 38!
Comunque volevo continuare a parlare degli autori di "Orient Express", ma desisto.
mi sarebbe piaciuto parlare un poco di Carlo Ambrosini, che in quel contesto presentò una avventura di Nico Macchia, ambientata nelle Fiandre di fine 1400.
Storia, mi pare, realizzata però per il mercato franco-belga.
Ehh, di Ambrosini ce ne sarebbe da dire: "Napoleone" ad esempio, serie da me molto amata, anche per la presenza di altri validi disegnatori.Straordinario bacilieri, che scrisse anche le trame.
mah, quante cose....

Si Maurizio, hai ragione.
A suo tempo avevo chiesto a uno dei gestori dell'INDUCKS (Cacou alias Francois Willot, se non erro) e mi aveva confermato un crash totale del server, che era rimasto inattivo per qualche giorno. Poi lui (e immagino altri) ha spostato la collezione su altri servers e fatto ulteriori copie di backup perchè stavano rischiando di perdere parte dei dati.
Se ne era parlato anche nel DCF
http://dcf.outducks.org/
Credo che alla fine siano riusciti a risolvere parte dei problemi.
Ma è seccante che addesso non si possa ordinare per data, o codice per esempio, come dici tu.
Sopratutto se necessitano ricerche generali.
Prima si poteva.
Ti consiglio di scrivegli nell'apposito board http://coa.inducks.org/coazilla.php
Purtroppo ti devi registrare, cosa che prima non era necessaria.
Comunque per storie specifiche o per paesi ti tocca fare la ricerca avanzata, stando attento a compilare bene i campi.
http://coa.inducks.org/comp.php

Andando nello specifico puoi aggirare il problema.
Per potere vedere tutte le storie di Pierlorenzo De Vita, per esempio, ti tocca scrivere nella pagina iniziale il suo nome ma anche quello di Paperino nel campo dei personaggi. Poi farne un'altra con Paperone, poi farne un'altra con Topolino etc.
Porti il tutto su excel o programma similare similare e ti fai un "sort" numerico per codice o data per ogni singola ricerca. Poi confronti i doppioni.
Poi vai a farti una birra o una coca che ti rinfresca e poi torni al lavoro e continui idem come sopra.

Mi spiace non poterti essere di maggiore aiuto.

Buon lavoro.


Maurizio, domani riprovo a mandare il commento, nel caso questo passasse il vaglio della rete...

Beh, provo io: prima è successo un mezzo casino.
Joël Laroce si alza e guarda oltre l’ampia vetrata del soggiorno della sua vecchia abitazione di rue Lepeletier, qui in questo quartiere quasi sconosciuto del 9° distretto parigino, zona alle spalle del vecchio teatro ottocentesco dell’Opera Garnier .
Fra le mani gira e rigira una foto incorniciata d’argento che riproduce alcune persone all’interno di un locale, in piedi vicino allo zinc ed intente a sorseggiare con espressione meditabonda, chissà quale liquido da bicchieri a gambo lungo e sottile, apparentemente in cristallo. Mi mostra silenziosamente la fotografia: perbacco, riconosco Hugo Pratt, Annibale Casabianca, Mario Faustinelli e lo stesso Joël, quest’ultimo un poco in penombra.
“Ma dove siete??”
Sospira Joël: “ beh, qui siamo al n°60 di rue de Lancry, nel locale di Monsieur Vito, “La Patache”, termine che in argot del 10° significa “barcone da canale”. Erano bei tempi, quando di notte io Hugo e company passavamo ore ed ore a discutere da Vito. In quel vecchio bistrot c’era ancora la vecchia stufa di buona memoria che funzionava a “ carbone ad ovuli”. Comunque se passi da quelle parti monsieur Vito è ancora all’opera, anche se per attirare turisti ogni tanto finti clienti, attori di professione, si esibiscono in scene improvvisate alla “titi”( p0p0lani), per la sorpresa dei novellini del bar!! Uno spettacolo che sarebbe piaciuto allo scrittore Leo Malet, che con il suo detective Nestor Burma , scrive nen quindici romanzi ambientati tutti in quindici quartieri assai particolari di Parigi, quartieri in parte racchiusi nelle divisioni urbane a carattere dette “arrondissemets”
“Si, si ” sussurro, “ me lo ricordo quel locale, ci andai una volta nel 1993 con Ange Tomaselli che allora abitava ancora in un monolocale a Montparnasse, e in quella occasione Ange mi fece notare che proprio in quella zona Leo Malet aveva ambientato il suo romanzo con protagonista Burma “ M’as –tu vu en cadavere?”, poi trasformato in fumetto dal fantastico Jacques Tardi. Edito da Casterman nel 2000, ristampato in Italia da Rizzoli nel 2011 ma in formato ridotto ( la solita spilorceria!!) .
Ma piuttosto, di Gianni De Luca, che mi racconti?? Sai, sto preparato un altro intervento per “Vitt& Dintorni” che quasi certamente mi porterà la sospirata fama e ricchezza!!”
“Gianni De Luca, fama e ricchezza?”, mi dice Joël in tono fortemente dubitativo. “Beh nel 1971 le sue prime storie del Commissario Spada, che in Italia apparivano su “Il Giornalino” già da un anno, in Francia erano assolutamente sconosciute. Anche se a Lucca alla fine di quello stesso anno l’anno il Nostro aveva avuto l’onore di vedere allestita una sua “personale” e ricevuto l’ambito premio Yellow Kid. In quell’occasione erano presenti moltissimi addetti ai lavori francesi, anche all’interno della stessa giuria. Inoltre, sul numero di “Comics” collegato alla manifestazione lucchese, Rinaldo Traini scrive un bell’intervento dedicato al Nostro e viene ristampata a colori la sua storia de” Un uomo di fegato”. commissario Eugenio Spada, le cui avventure vengono scritte dal giornalista e scrittore di fantascienza Luigi Gonano che alla fine degli anni sessanta lavora ancora come free lance a Parigi. I due autori vengono presentati da Gino Tomaselli, il red.cap della testata . Su iniziativa di De luca viene preso a modello modello per la prima versione di Spada:, penso, suppongo con il suo beneplacito . Il personaggio di Spada è in sé semplice ma assolutamente innovativo per molti motivi. In primo luogo la rivista che lo pubblicava era un giornale rivolto ai ragazzi ed ai giovani, a quel tempo distribuito soprattutto nelle parrocchie , poi, a differenza di molti altri fumetti dell'epoca, era assolutamente aderente alla realtà violenta di tutti i giorni, in particolare a quella di Milano. Da un lato Gonano con testi e storie assolutamente attuali (indagini classiche, criminalità organizzata, sette sataniche, terroristi, assassini anche stravaganti, un pizzico di paranormale, ma anche la quotidianità del menage casalingo ) : trame in sé forse oppressive , che si stemperano e si alleggeriscono per sa partecipazione ai plots del figlio del Commissario stesso, che a volte ne diviene il primo attore .
De Luca inizialmente propone tavole con vignette tradizionalmente orizzontali, a volte con figure appena abbozzate per dare l'idea del movimento. Non di rado la tavola e le vignette sono affollate dalla ripetizione degli stessi personaggi presenti più volte nella stessa vignetta. Chissà forse De Luca intendeva creare una sorta di illusione del movimento reale ; poi con il passare dgli anni viene portata avanti un differenziata sperimentazione, non sempre gradita dal lettore tradizionale, L’ultima storia poi, “Fantasmi” apparsa a puntate su “Il Giornalino” nel 1982 dal numero 35 al 44, segna una sorta di punto di arrivo, sia stilistico che narrativo. simbiosi perfetta fra De Luca e Gonano. Leggere la storia per credere!! Un uso minuzioso del chiaroscuro su folle di esseri umani che sembrano veramente “muoversi” sulla tavola disegnata. L’ambiente fumettistico accusò il colpo(?) e parecchie furono le esternazioni di simpatia, anche se De Luca certo per il suo carattere scontroso non le attirava spontaneamente.”
Io sorrido e guardando teneramente il vecchio Joël gli ricordo: “però in quello stesso ambito- intendo ambiente professionale - più di undici anni prima al già citato festival di Lucca, fra i premiati del 1971 risultava anche un certo Jöel Laroche. Motivo: l’aver da poco stampato il primo albo in francese di Corto Maltese by Hugo Pratt, il quale - detto per inciso- faceva parte della giuria.” Una sorta di cerchio virtuale con l’affascinante aura dell’intrigo…… “.
Il vecchio amico francese a sua volta sorride:” si , certo, io a quel tempo ero direttore di un mensile fotografico,”Zoom Magazine” e di fumetti non mi occupavo, ma dopo aver visto le pagine delle avventure caraibiche di Corto apparse su “Pif” e il paginone su “Le Figaro” ( se non rammento male), chiesi a Hugo di stampargli per l’editrice Publicness ( della quale era responsabile ndr) , senza però pagargli una lira, un albo del suo personaggio, con formato all’italiana , che in Francia poi fece molto effetto. Ma fra Hugo Pratt e Gianni De Luca io credo non sia mai corso nessun legame, sia stilistico/espressivo che di vita vissuta. Almeno , che io sappia. Invece De Luca leggeva romanzi polizieschi, fra questi si può supporre quelli scritti da Léo Malet. Anzi mi pare di ricordarne uno in modo particolare, ovverosia “Nestor Burma dans lîle. Una strana storia ambientata d’inverno su di una sperduta isola della costa normanna.Un luogo che non sarebbe spiaciuto né a Gonano che a De luca ”.
“Ah“ faccio io, ” ecco, certamente qualcosa in comune questi quattro artisti, più cinque se includiamo Pratt, presumilmente avuto l’hanno avuto! E non solo l’aura misteriosa di queste isole fuori dal mondo”. Laröche mi scruta perplesso.
“Si” continuo io,” il tempo di appartenenza. De Luca e Pratt iniziarono nel 1945 ed ebbero un collega in comune” Questa volta Joël appare preso in contropiede e fa per aprire la bocca, poi mi osserva e tace in attesa del seguito. “Ehh, trattasi di Giorgio Bellavitis, che dopo il suo esordio sulla serie Albo “Uragano” - dove iniziarono le avventure dell’Asso di Picche- passò all’AVE debuttando sugli albi della serie Vitt!
Poi successivamente, nel 1954 mi pare, addirittura lasciò “Il Vittorioso “ per andare a lavorare in Inghilterra.
Hugo Pratt, da vero giramondo intanto da tempo aveva preso il piroscafo ed era volato in Argentina.
De Luca invece, da quel che mi risulta, rimase a Roma e non si mosse mai dalla capitale.
Comunque molti suoi lavori furono utilizzati dall’AVE per l’editoria portoghese e francese”.
Inizio anni ’70: Hugo Pratt prende il treno e da Genova va in Francia, a Parigi precisamente, e iniziando a pubblicare su “Pif Gadget” Corto Maltese” ha modo e maniera di vedere poi i suoi personaggi diffusi in albi”. Per Jacques Tardi, nato a Montellier nel 1946, quasi coetaneo di Gonano che liaison trovare con gli altri?? Beh, era uno sfegatato ammiratore di HUgo Pratt e più di una volta ha lodato le trame poliziesche del “Commissario Spada”
“Ma non sarebbe stato possibile fare la stessa cosa per De Luca. Ossia editare suoi albi in Francia?? Visto che correvano gli stessi anni??”
Ride di gusto Laroche:” ma che dici Tomaso, non hai presente quale era allora la situazione dell’editoria a fumetti?’ Poi Gianni lavorava per “Il Giornalino”, non aveva tempo e forse nemmeno voglia di uscire dal seminato Poi, a dir il vero, le edizioni San Paolo non si sprecarono in tale senso, poiché del Nostro in riedizione apparve solo una sua storia, “L’uomo senza ricordi”, nella serie albi del Giornalino n°7 del luglio 1973!!.

Beh a parte qualche refuso, l'incontro con Laroche non è andato male.Ora ci vorrebbe l'apparizione di qualche super esperto che potesse approfondire uno dei temi accennati.Ma è il blog il luogo adatto per una tale impresa???

Seconda parte:“Guarda” fa Laroche,” pensa ad una sorta di sostituzione fra i nostri due artisti, un gioco dell’immaginario: “vedi” nel 1971 Gianni De Luca in Irlanda alla ricerca della tomba del poeta Yeats. Non senti la viva voce del Nostro che echeggia fra le pareti??”
“In una taverna presso Dublino", racconta De Luca delle persone mi guardano interessate, poi un tizio barbuto, con tanto di pipa sbuffante in bocca e boccale di schiumosa guinnes in mano,si avvicina dicendo: "Gianni, sono io Mortimer, che diavolo fai qui in Irlanda!". Annuisco e lui: "Era prevedibile". Mi offre da bere e se ne va. Quando poi arrivo a Drunclifte, sulla tomba di Yeats trovo una tale, un certo capitano Blake, che mi saluta, mi riconosce e dice: " Gianni come stai? Quanto tempo è che non ci si rincontrava...", e scompare. Non l' avevo mai visto in vita mia".
Sorride Hugo e con aria sorniona e fa: “non basta sostituire virtualmente le persone per rendere credibili o plausibili gli avvenimenti. Comunque voglio stare al gioco: il primo albo del Commissario Spada, o era Corto Maltese? venne pubblicato a Parigi da uno stampatore ebreo cultore d' occultismo, Joel Laroche, in rue Lepelletier allo stesso numero civico dove, nel 1897, il poeta Yeats aveva collocato il vecchio alchimista nell’ambito di un racconto intitolato, guarda caso, "Rosa alchemica”.
Laroche sospira “Insomma, un viaggio/indagine fra De Luca Pratt e Yeats all’interno di un feeling misterioso.
Ma, chiedo io e vi chiederete voi, veramente Hugo Pratt era in coppia con De Luca??
Che scrive a proposito il Nostro, cioè Pratt: “ io e un altro disegnatore eravamo alla ricerca dei leprechauns. Quei folletti delle antiche storie celtiche, esseri maliziosi: è risaputo che se si lascia fuori dalla porta una giara colma di whisky, di notte arrivano a frotte per scolarselo. Il viaggio del 1971 fu un affare particolarissimo, perché in effetti arrivati a Innesfree, sul lago Gill del Connemara; l’amico disegnatore scomparve ed io mi ritrovai solo e tutte le persone che incontravo mi chiedevano, ” ma lei sta cercando la tomba di Yeats?? Un viaggio che si è svolto come un sogno – e forse lo è stato- fra le nebbie e le albe azzurrine di quella landa irlandese. Non ne conservo ricordi precisi, mi tornano alla mente bambini danzanti, ragazze dagli occhi verdi e lunghe chiome ramate. Ma non c’è dubbio che lo devo aver fatto, poiché mi rimangono a testimonianza libri, foto e disegni ad acquerello”.
Guardo seriamente Laroche e sbotto:” bando agli scherzi ed ai giochi di parole, non rigiriamo troppo le carte”. Laroche si fa serio:” beh, comunque nel 1985 quando l’editore Casterman , sulla scia del mensile italiano “Corto Maltese”, si lanciò nella mischia con il mensile “Corto” (clone di quello made in Italy), io fui della partita….”
”Tomaso", il coro di voci è assordante ( sono i milioni di followers che ci seguono telepaticamente dall'intera galassia) , "la storia che ci stai raccontando nel complesso non mi è chiara". Io sospiro: "forse però è meglio così. Il mistero, l'incomprensibile, affascina".

Già, l'incomprensibile......
Ve ne faccio un esempio:Nick, fratello di latte di Luca Boschi, si gratta con veemenza la nuca e dondolando il testone legge con sorprendente velocità pagine su pagine della rivista vittoriosa or ora giunta in anticipo: il numero di Ottobre 2013, che contiene un intervento di ben 22 pagine sul personaggio caniffiano miss RAVEN SHERMAN, apparso per la prima volta sulla strip giornaliera del 15 marzo 1940, poi sulla tavola domenicale del 17 Marzo. Personaggio femminile legato alle consuetudini cinematografiche americane di allora, ricca ereditiera in cerca di avventure ( Caniff, cosa incredibile, la farà morire l’anno successivo, uccisa dal crudele capitan Judas!!)
.”Grrm arghh, ssrrr”. Dopo aver soffiato e sbuffato l’eminente critico ( premio Pulitzer 1997) attacca a parlare: ” del giornalista Nicki parlerò dopo ( io di lui so tutto…. Su “Il Vittorioso” 1954 a partire dal n°24 S.O.S dalla Spazio) ora invece due parole su l’articolo “Una capanna nella Jungla nera” devo dire che mi ha molto colpito, anche perché proprio mai avevo sentito nominare Renato Sorengo, e nemmeno sapevo che avesse passato tanti anni ad esplorare la famosa Giungla nera in compagnia di Jacovitti: una rivelazione che mi ha lasciato attonito!!”. Sono un poco sorpreso dal senso dell’eloquio del Nostro, ma seguendo i consigli avuti dall’amico Osvaldo Soriano non dico nulla per evitare che Orango si possa inquietare. Certo, è un famoso intellettuale, ma pare - si dice - dotato di carattere impulsivo e facile agli eccessi d’ira, che abbinati alla sua forza sovrumana, costituiscono un aspetto inquietante della sua personalità. Nick estrae dal cassetto della sua vetusta scrivania in mogano una grossa pipa di radica gialla; la riempie con un tabacco filamentoso di colore rossastro che odora fortemente di cognac. Lo estrae lentamente, sorridendo, da un barattolo di metallo verniciato e disegnato in stile liberty. Ecco, la pipa è accesa e Nick guardandomi fissamente intercala sbuffate a frasi : “Tomaso, ti concedo questa breve intervista solo perché Osvaldo mi ha spesso parlato di te”.

Ehm,ehm, non so se sia il caso......
Mi guardo intorno e quasi quasi non riesco a capacitarmi che una semplice questione di classificazione, per di più relativa ad alcuni albi a fumetti, mi abbia portato quassù al nord, fra le brume, l’acqua tersa. Le improvvise schiarite, che portano allo scoperto un cielo limpido dal profondo colore blu cobalto. Una cosa assolutamente incredibile!!
Holmes, da me incaricato delle indagini, mi ha restituito gli albi dopo averli a malapena guardati: Albo serie Roma n°23,”L’assedio di Lemno”, disegni di Franco Chiletto su testi di Pino Musso, uscito nel Gennaio 1943-XXI, prezzo lire 1,50.
Poi “Battaglia al passo Qeren” albo serie Roma n ° 24, Luglio 1943, disegni di A De Amicis , soggetto di J.Riboldi: l’anno fascista XXI non c’è , non appare, nemmeno in ultima pagina di copertina accanto all’autorizzazione ministeriale N.5063/8,7. “Romero el torero”, albo serie Roman°25, Agosto 1943, lire 1,50 , assenza dell’anno fascista .
Ecco , fra Gennaio ed Agosto 1943 solo tre albi, dei quali tre stampati ma solo due effettivamente distribuiti: il 23 e il 25. Ecco il busillis!! Il n° 24 mandato al macero perchè stampato a ridosso del famoso 25 Luglio, momento dell’arresto di Mussolini e della caduta del fascismo, ma anche dell’annuncio “la guerra continua”. Inopportuno distribuire un albo con contenuti ancora legati al defunto regime mussoliniano, almeno, questa è l’ipotesi più accreditata.
Naturalmente c’è anche chi non la pensa in tale modo. Chi, chi, vi chiederete voi?? Beh, forse lo saprete in futuro!

C'è uno studio "pazzesco" di Buffatti/Matteucci su questo argomento: io ne ho letto la stesura provvisoria e mi sono declassato a distratto dilettante.
Riusciranno i nostri eroi, Buffatti e Matteucci, a far sentir ragione aaaaaaaaaaaaaaaaaaai capoccioni dell'Associazione amici del Vittorioso???
Ovverossia, vedranno pubblicato il loro certosini lavoro??
Sul tutto grava la pesante ombra del dubbio.
Questa sera sento da Giannantoni Buffatti di Verona e poi riferisco.
Restate in trepida attesa.

Buffatti parte per la val di Fassa, con nipotini al seguito: in bocca al LUUUPOOOOO!!!!!

In attesa del saggio su "Il vittorioso" 3e relativi abi di quello stesso periodo, riporto di seguito un intervento di Andrea Queirolo su Gianni De Luca.

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