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I FUNNY ANIMALS STATUNITENSI IN ITALIA! (seconda parte)

Funny Films Luca Boschi

Com'è ovvio, non si parla, nemmeno in questa seconda parte, di TUTTI i Funny Animals, ma solo di una parte, forse la più intrigante perché semisconosciuta, che è molto stata presente su testate italiane di editori diversi per un ventennio circa e che, dal punto di vista critico, è stata riscoperta dai generosi redattori della fanzine Funnies all'inizio degli anni Ottanta.

AAAHAHAComicsNo34cover

Giggle Spencer

Karp_spencerspookSecondo Silvio Costa (mi scuso per citarlo ancora una volta) e altri osservatori del Fumetto coi quali ci siamo consultati, e anche secondo noi, queste storie avrebbero fatto sosta, nella cucina (e piccola fucina) del calligrafo e editore Rocco Molinari all'inizio degli ani Cinquanta, pur essendo state realizzate in USA, da Ken e colleghi, nel decennio precedente.

Sull'argomento, in verità, non c'è assoluta univocità di vedute, ma che Rocco Molinari, direttore responsabile delle Edizioni Itala, sia coinvolto profondamente è cosa certa.

In una storia con Tom e Dingo (il gatto e il cane ricavati dalla copertina di Funny Films che si vede sopra), disegnata da Nicola Del Principe ispirandosi alla grafica di Harvey Eisenberg, Molinari è addirittura citato nella trama. Dall'Italia spedisce un espresso a Tom, riconoscente per aver lavorato bene nei fumetti (ma non specifica per quale testata) e quindi gli invia un carico di statue.

Sotto riproduco le parti incriminate di questa storia, dal titolo (banalmente) Tom e Dingo, pubblicata almeno due volte fra il 1958 e il 1959, ma sicuramente disegnata circa un lustro prima. Lo stacco stilistico di queste tavole rispetto alla copertina dell'albo dalla quale la ricavo è notevole.

Rocco Molinari Tom e Dingo blog

Entrambe si devono a Nicola Del Principe, che si basava su preesistenti storie di Hultgren, peraltro ben identificabili.

Per inciso, nell'intestazione dell'espresso indirizzato a Tom, in una precedente pubblicazione dell'episodio, la confederazione "U.S.A." poteva essere preceduta dall'indizazione della città, "NY".

Perché sia stata eliminata in questa ristampa e nella seguente è cosa inesplicabile.

Tom Rocco Molinari BLOG

SuperSTRENNA

Ho sempre pensato che l'idea stessa della copertina della Strenna fosse un "clone" di un'altra cover americana con Bullo e Birillo (Spyke & Tyke), notissimi personaggi di Hanna-Barbera appartenenti alla "famiglia" di Tom & Jerry, che nei fumetti hanno goduto a lungo di una vita autonoma.

Spyke and Tyke

In sostanza, il cane Gullo (!) dovrebbe essere Bullo e Top... un Birillo in versione roditore.

Da notare che questi personaggi non hanno niente a che vedere con il contenuto delle due strenne sulle quali compaiono.

La presenza di Top è illogica. Perché dovrebbe aver accesso a una scodella intestata a suo nome presso la cuccia di un cane?

Tuttavia, non sono mai riuscito a rintracciare l'eventuale copertina americana, dove Spyke e Tyke sarebbero mostrati in una relazione fra loro paragonabile a quella della cover del comic book a loro intitolato che riproduco sopra.

Le copertine forniteci da Silvio, mai viste prima d'ora nemmeno dai bloggers più "occhiolungomuniti", risalgono alla prima metà degli anni Cinquanta.

Il disegnatore di "4 albi in uno! Tom & Dingo" e di Ardimentoso - Tre albi in uno (la prima volta l'espressione numerica era in numero e la seconda in lettere, cosa curiosa) è con tutta probabilità Ferdinando (per altri Ferruccio) Bonomini, attivo in quel periodo sulla scena romana.

AlbidiSORCETTO

Ha_ha_comics_092_acg_coverless_narfstarSilvio precisa, a proposito degli animali antropomorfi e dei personaggi buffi provenienti dalle testate americane:

La prima apparizione di alcuni di questi personaggi è su Il giornalino Mio della Torelli (che debutta nel giugno 1952).
Esperimento avanguardistico del primo dopoguerra, dell'uso dell'albo a fumetti a fini promozionali per prodotti di consumo (Formaggino Mio della Locatelli).

Poi, sicuramente nel 1954 abbiamo a Roma le Edizioni DB (Albi di Sorcetto, Mimma, Albi Ardimentoso, tre albi in uno...) che utilizzano questo materiale statunitense.

GiornalinoMIO17

Luciano Tamagnini precisa che i personaggi del Giornalino Mio avevano una provenienza diversa.

E' vero, in linea di massima.
Negli USA venivano pubblicati sui comic book della National (futura DC Comics), mentre quelli dei quali stiamo discettano erano pubblicati dall'ACG (e Nedor, Creston e altre etichette che traevano i loro fumetti dal Sangor Shop).

Ciononostante, alcuni degli autori compaiono in tutte queste produzioni e, sul Giornalino Mio spunta anche Spencer Spook (sotto ne vediamo addirittura una versione di Jack Bradbury), sotto il "titolo cappello" Allegri Fantasmi.

Allegri Fantasmi

Spencer non ha niente a che vedere con la National (non accreditata per le storie che le competono, a quanto constato), e infatti, ai margini delle pagine è chiaramente indicato Copyright Creston Publications Corp.

SpencerSpook-

Non si tratta nemmeno di una traduzione diversa da quella di Super Comico etc., perché il protagonista Spencer viene ribattezzato in entrambi i casi Spiridione (o Speridione).

Giggle_Spencer-Spook_97_cover

Prosegue Silvio Costa:

Tutte e due le situazioni precedono quindi sia il Teddy Boy che Gimbo & C. (1955)

Onestamente non saprei dirti se questa fantomatica De Lucia che citi sia artefice del materiale per queste pubblicazioni, che appunto erano sia di Roma che di Milano, ma a livello di testate l'iter a mia conoscenza (basata più sulla memoria che altro) è quello che ti ho descritto.

Sorcetto04

Quello sotto è Sorcetto in formato tascabile (raro), con copertina italiana di disegnatore ignoto. Ma potrebbe essere Tullo Palasciano.

AlbiARDIMENTOSO-1

E questa Diega la strega, che comparirà con questo nome anche all'interno di Chicchirichì? Si tratta di Hazel, anch'essa disegnata da Hultgren, e non solo. Per esempio, disegnata da Dan Gordon è presente anche in una storia di Superkatt.

Sotto con il ragazzino suo amico, Hazel-Diega è disegnata da Alberico Motta su una copertina di Chicchirichì, delle Edizioni Dardo.

DIEGA Alberico Motta

A questo punto, dopo tanta carne al fuoco, è indispensabile darci appuntamento per una terza parte di questa disamina.

Commenti

E' un ritornello sin troppo noto. Non mi riesce collegarmi e spedire messaggi. Piove, la Telecom ha i cavi bagnati e sono responsabili di un incremento esponenziale dell'attività di bestemmiazione degli Dei di tutto l'universo, con concentrazione in Italia, sesto o settimo mondo per quanto riguarda Internet.
Neanche questo commento forse apparirà, come sono scomparsi gli altri.
Io avrei chiesto di sapere qualcosa di più di questo Rocco Molinari, figura sconosciuta. Mah!

Bello, quegli Allegri Fantasmi di Bradbury.
Si può pensare a una ristampa in Italia? Non si è più visto niente da tantissimi anni, e lo stile è eccezionale.

Chiedo qui, perché nel post sul CdP ormai il commento è stato superato da altri nella discussione.
Perché, Tomaso, scrivi :
""Jacovitti Magazine" lo consulto con cautela, rivestito dalla tuta antiradiazioni: non voglio contaminarmi!!!"


Cos'ha di brutto e di contaminante quella rivista?
Ti piace poco chi l'ha gestita, se posso interpretare.

Poi, ci sono tanti spunti interessanti lasciati lò, in quel post.
Tipo, Sauro afferma:
"Molti di quei fumetti del 1976 erano ambientati in un ottocento romanzesco. Faceva cadere le palle già vedere come erano vestiti i personaggi.

Le storie non erano né d’azione né particolarmente raffinate, erano semplicemente mosce."

Non so a quali fumetti ci si riferisca, ma che si sia lontani dal proprio tempo è un concetto che meriterebbe approfondimento.


Se solo ci fosse qualcunoo interessato a portare avanti la conversazione.

Ma non ho assolutamente niente contro Lancio Story, l'ho letto spesso e pubblica bellissime serie come Dago, mio fumetto preferito insieme a Martin Mystere del mio mito Castelli.

Dicevo solo che probabilmente fu un errore trasformare un giornale con una sua precisa identità come il Corriere dei Ragazzi in un clone di riviste di cui erano già piene le edicole. Per quanto riguarda le vendite di Corrier Boy, non sono un addetto al settore ma solo un lettore appassionato di fumetti e mi baso su cio' che è scritto sul Dizionario illustrato dei fumetti alla voce Corriere dei Ragazzi:"Successive trasformazioni,prima come Corrier Boy e poi come Boy Music, non hanno migliorato nè la qualità dei fumetti nè il numero dei lettori" e ciò che scrive lo stesso Castelli che non credo dica cose fasulle: "Il settimanale fu presto trasformato in una copia dell'Intrepido,e, altrettando presto chiuse, lasciando sguarnita una fetta di mercato estremamente interessante".

Dopo l'allarme di Giampiero Aleardi ho recuperato e rimesso in pista dei commenti che si erano bloccati a causa dell'antispam di TypePad.
Rinuncio a capire come funzioni la procedura, comunque, adesso dovrebbe essere online tutto quanto.
Si puo' continuare a discutere con tutti i pezzi di quest'ultimo e degli altri post inseriti ai posti giusti del puzzle.


O almeno così pare finora.

Concordo con Jenny, sono molto belle le tavole di due tavole degli Allegri Fantasmi di Bradbury. Ne posso sapere di più?
Tutto il post, comunque contiene delle belle immagini e degli spunti interessanti da approfondire (se solo ci fosse un più dI tempo).
Grazie a Luca

ho inserito un post ma non appare, riprovo.
Concordo con Jenny, sono molto belle le tavole di due tavole degli Allegri Fantasmi di Bradbury. Ne posso sapere di più?
Tutto il post, comunque contiene delle belle immagini e degli spunti interessanti da approfondire (se solo ci fosse un più dI tempo).
Grazie a Luca

Un po' schifato per gli altri commenti sulle riviste che leggo altrove (a me piacciono e piacerebbero ancora), ribadisco qui che gli appassionati dell'Anafi sono fra i ricercatori moigliori, e lo dimostrano le ricerche di Tamagnini e Costa, per non dire dei frequentatori abituali del blog. Di Molinari non conoscevo niente e che sia stato il creatore di Killing dimostra una grande versatilità.

Matteo: una semplice "boutade".
Strizzavo l'occhio a Luca Boschi.
" Jacovitti Magazine " ha avuto pregi e difetti, in sintonia con il mondo imperfetto nel quale viviamo.
Edgardo Colabelli non l'ho mai incontrato di persona. Però mi telefonò al tempo del "Magazine" usando un tono autoritario per chiedermi di mandargli i primi 10 numeri del "Corriere dello Spazio"1959 contenenti la storia di Jacovitti "Il vola-hop.
In cambio mi avrebbe "promosso" a vice presidente dello "Jacovitti club".
Ecco questa era il tipo.
Io naturalmente non accettai e mi tolsi di torno non rinnovando l'iscrizione.
Poi prestai i numeri del "Corriere dello spazio" a"Gli amici del Vittorioso2che ristamparono la storia del "Vola-hop2 a puntate, una alla volta.
Naturalmente riebbi i numeri de"Il corriere dello spazio".

Ma è apparso qui un mio commento di risposta a Sauro che avevo fatto in un altro post....

Forse sarebbe meglio ripartire da zero per quanto riguarda il post di Sauro che arrivato a 380 credo sia meglio non allungare ancora.

Sono d'accordo anch'io con Tomaso. e vedo che il sistema continua a fare casino, commenti che saltano qua e là. Credo che ci sia un livello di "titlt" oggettivo, Poi, in quell'altro post ora si parla del culo di Belen, le conversazioni vanno proprio per la tangente.
Volevo chiedere anche qui a chi segue questo post: ma di Giovanni Bosticco si sono perse le tracce?
Quant'è che non interviene più?
Parlava sempre di personaggi poco noti come Fiordistella, Cappuccino Cappuccetto e l'Orso, e altri.

Grazie, Tomasoprospero.
Non conosco "Vola-hop" (ma non conosco un sacco di cose).
Approfitto di questo post sui funny animals per dire qui che ho invece amato molto quel link che hai segnalato ieri sulla storia di Checco, che taglia un pezzo di serpente per ticavarne una proboscide. Molto divertente e buona per i ragazzi molto piccoli.

Caro Mario, ciao!
Ma perché ultimamente ti autodefinisci "Mariotto"?
Mi ricorda l'onorevole Segni... :-)

Quei fantasmi disegnati da Jack Bradbury furono oggetto di una traduzione e di una nuova proposta fatta dal sottoscritto all'interno di un Almanacco di Natale di Lupo Alberto, circa 25 anni fa.

Poi, nulla più.

Pochi anni prima Spencer era stato riscoperto da qualche appassionato americano ed era uscita una serie di comic book di culto, in bianco e nero, che riprioponeva le migliori storie dei fantasmi.
Il marchio era "ACE Comics".


In Italia si sono visti a varie riprese, come hai constatato.


Ma parleremo ancora di questi autori e personaggi nelle puntate successive di questo ciclo di post, che si presenta abbastanza articolato.


Oggi, però, dato che il mese termina, parliamo di "Linus", che in luglio torna fra noi.

Per sbaglio, carissimo luca.. ora lo aggiusto..e tornoa d essere mario dell'isola felice, mario di fumettomania.
Grazie della spiegazione.
Rimango (come tanti altri, spero) in attesa di altri post.

A prescindere dalla sigla editoriale originaria, fra le testate che, già all'inizio degli anni '50, ospitarono fumetti USA con animali antropomorfi vanno ricordati anche "Topino Cri Cri" (Sagittario 1951), "Cri Cri" (Dardo 1953) e "I Comics della Brigata Allegra" (Nerbini 1949).

"I Comics della Brigata Allegra"? Nel 1949 già si parlava apertamente di Comics (la guerra era finita da 4 anni) per scriverlo addirittura in una testata?
credevo fosse una "scoperta" del 1965, ai tempi di Linus e dei primi saloni.

La "lingua penzoloni" che Del Principe ha imparato a disegnare col gatto Tom, e che viene dagli USA, l'ha poi ripresa per affibbiarla a Papy papero?
Giusto?

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