Successivo » « Precedente

CATHOLIC COMICS

Catholic9

Fumetti cattolici.

Che strana testata.
Alfredo Castelli ci sta inviando del materiale davvero interessantissimo e semisconosciuto.
Nei prossimi giorni, terminato il tour para-meneghino, con un po' di calma, pubblicheremo tutto in quest'umile blog, compreso il seguito della documentazione sullo Jacovitti diffuso negli States.

Tomaso Turchi chiamava in causa, giorni fa, il creatore del BVZM, e il creatore del BVZM risponde.

A tra poco!

Intanto, qualche valutazione, ipotesi e SUPPOSIZIONE (trattando di Jacovitti...) può già essere ospitata qui di seguito.

Intanto, un video italoamericano di some interesse. Trascurabile, willing (volendo). Ma vi sono hombres with zebras in their testas...
And the presenza of the Devil.

Oreste

Do Oreste del Buono parla Sauro Pennacchioli in un cammento, verso il 48mo della collezione.

Commenti

Ehi, ehi, ehi!!! La copertina di "Catholic comics"n° 9 inviata da Castelli (baciooo le mani, e fin che ci siamo, anche la pianta dei piedi!!) è la stessa precisa copia di quella di "Record" n°1 !!!
Boschi, Boschetto , Boschino, Boscuccio, se la inserisci tutti potranno vedere con i propri occhi che le cose stanno proprio così!!
Per mille diavoli, qui gatta ci cova!!

Intanto Smurfswacker nel suo blog californiano"Words and pictures" colpisce ancora!! Jacovitti e la famiglia Grattasassi", ovvero " Pà e Mà" in origine apparsa a puntate sul "Radiocorriere" nel 1972, poi ristampata in albo da Camillo Conti nella metà degli anni '90.

Tutti gli albi "Catholic Comics" si possono scaricare gratuitamente qui:
http://digitalcomicmuseum.com/index.php?cid=811

Sauro: sia lodato il tuo nome!
Metto le mani avanti, ammetto subito di essere un grandissimo somaro telematico.
Riesco a vedere le copertine, ma come faccio a vedere le pagine interne??

Conoscete la rivista americana "Treasure chest2??

ALADIN MyALADIN Catalog WRLC Libraries
Browse by issueTreasure Chest of Fun and Fact
Search for specific termsBrowse alphabetical list of titlesBrowse alphabetical list of authorsBrowse by subjectBrowse alphabetical list of peopleBrowse by seriesBrowse
1946 1947 1948 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963

1946 March open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Fact Vol. 1, No. 1
open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Fact Vol. 1, No. 2
April open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 1, No. 3
open this document and view contents Treasure Chest Vol. 1, No. 4
May open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 1, No. 5
open this document and view contents Treasure Chest Vol. 1, No. 6
September open this document and view contents Treasure Chest Vol. 2, No. 1
open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 2, No. 2
October open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 2, No. 3
open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Fact Vol. 2, No. 4
open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Fact Vol. 2, No. 5
November open this document and view contents Treasure Chest Vol. 2, No. 6
open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 2, No. 7
December open this document and view contents Treasure Chest of Fun & Facts Vol. 2, No. 8
open this document and view contents Treasure Chest Vol. 2, No. 9

| Help | Preferences | WRLC Digital & Special Collections | Main |
| The American Catholic History Research Center and University Archives |

Grazie, Sauro!
Ormai è chiaro: RECORD! era l'edizione italiana di CATHOLIC COMICS. Ma nell'edizione originale americana c'erano Jacovitti e gli altri autori italiani di Record!?

Sarà la terza o quarta volta che me lo chiedi, tutte le volte che ho indicato dove scaricare i comic book di cui si parlava nei vari post (sempre dallo stesso sito). Riprovo a spiegartelo: se non ci riesci ancora, ti consiglio di rivolgerti a qualche amico che può venire in casa tua.
1) Vai qui: http://digitalcomicmuseum.com/
2) Scendendo trovi vari editori con praticamente tutti i comic book fino al 1955 (salvo Dc e Marvel, che all’epoca, comunque, avevano solo una parte del mercato).
3) Nel riquadro di ogni casa editrice c’è l’elenco dei comic book che ha pubblicato: scegline uno e cliccaci sopra.
4) A questo punto hai l’elenco dei numeri di quel comic book (come quello dei Catholic Comics che ho indicato nel post precedente). Clicca su uno di essi.
5) Adesso a sinistra vedi la copertina del comic book scelto e a destra la scritta “download”. Quando clicchi questa scritta ti verrà richiesto di registrarti. Segui le facili indicazioni e ti registri.
6) Da questo momento potrai sfogliare gratuitamente e legalmente migliaia di comic book. Se poi vorrai sapere quali di questi sono stati realizzati dai tuoi autori preferiti (Dan Barry, Frazetta eccetera) cercali prima sotto “penciller” in http://www.comics.org/

Caro Antonio, se non lo trovi in questo elenco (non ho tempo per spulciarlo io) molto probabilmente Jacovitti non è mai stato pubblicato in America.
http://www.comics.org/penciller/name/Jacovitti/sort/alpha/

Comunque, nei comic book di Catholic Comics che ho scaricato io (solo alcuni dei 29) non ho visto autori italiani. Gli unici italiani che pubblicavano in America a quei tempi lavoravano per la Fiction House.

Grazie ancora, Sauro: tutto chiaro, anche quanto hai spiegato all'amico Tomaso. Ci proverò e spero di riuscire.

Cadoni: tu nell'elenco degli editori erelative pubblicazioni hai trovato Catholic Comics?
sarà per il fatto che fra gogge e pillole per gli occhi non ci vedo una mazza, ma io non riesco ad individuarlo.
Sauro si incavola, ma io che ci posso fare. Chiamare il pronto soccorso per il ricovero in psichiatria??

Tom, ti ho risposto ore fa, ma il mio intervento non è ancora apparso. Come ti ho detto sin dall'inizio, i Catholic Comics si scaricanoi da qui: http://digitalcomicmuseum.com/index.php?cid=811
Mi piacerebbe sapere se tu e gli altri siete finalmente riusciti a entrare nel sito. Non capisco dove sia la difficoltà, ma se c'è, ditemi in quale passaggio si trova.

Va beh, ho visionato i numeri di Catholic Comics 1948/49. Nessun autore italiano, quindi, ovviamente ,nessun Jacovitti.
Piango calde lacrime di delusione.
Non rimane che "Record", quindi: tre numeri certi, un quarto - mai visto da anima viva - forse stampato e mandato al macero.
Che ci volete fare, questa è la vita!

Interessantissimo! Ditemi di più! Omaggi al geniale Castelli!

Un momento, Sauro, Tomaso, Antoni e tutti gli interessati: Alfredo Castelli ha qualcosa da dire e nei prossimi giorni il suo intervento comparirà, come per magìa, in questo blog.

Abbiate fede!

L.

Io credo sia tutto collegato: il papa dimissionario, giannino, ustica, berlusconi, il mago zurlì, la massoneria, i rosacroce, la teoria complottistica secondo cui sbirulino e la mondaini erano la stessa persona, le ceneri di gramsci e le ossa di mike, la morte di cobain, mengoni che vince sanremo, la banda della magliana, denise pipitone, enzo miccio, la strage di piazza fontana, le sette sorelle, le sorelle fendi, le sorelle materassi e le sorelle lecciso, i fratelli d'italia e le sorelle bandiera, le tre grazie, i quattro cavalieri dell'apocalisse, i cinque di liverpool, le sei di sera, falcone e borsellino, la mafia, la ndrangheta, milano2, la camorra, rete 4, babbo natale e barbara d'urso, la cia, la pinta e la santa maria, l'aquila, il sismi, il sisde, i sosia, il doppleganger, la gestapo, l'ira, la lussuria, la gola, l'omosessualismo e il neofascismo, grillo, il gatto e la volpe, la fatina e gina lollobrigida, la gatta sul tetto che scotta, la strage di bologna e lo smemorato di collegno, le gemelle kessler, i narcotrafficanti, l'exstasy, vladimir luxuria, xavier cugat, zichicchi, iva zanicchi xxx zzzzzzzz...

Mamma mia,Luca , luce delle mie quasi spente pupille!!
Alfredo Castelli ha rinvenuto tavole americane di Jacovitti della fine anni'40??
Questo, oh sibillino Luca, ci sibili nelle orecchie???
Va bene, aspetterò paziente accovacciato nella mia cuccia( il garage, dove tengo gran parte del mio materiale cartaceo, ma anche dove nelle notti di plenilunio dipingo su grandi tele di puro lino di fiandra). Ah Rembrandt, where are you??

Caro Luca, in attesa della sorpresa noi abbiamo solo partecipato a una piccola caccia al tesoro. Jacovitti non c’è nei 29 numeri di Catholic Comics (e, sfogliando gli albi della Golden Age da una vita, direi che non è stato pubblicato neanche in nessun altro comic book). Non dico che quella di Alfredo sia una bufala, anche se, in effetti, il precedente delle strisce frazzettiane fantasma di Nestore Del Boccio mi fa essere un po’ sospettoso. Probabilmente abbiamo capito male noi: si tratterà di un’altra cosa, forse di un progetto abortito di pubblicazione.

Staremo a vedere.

Sull'altro post c'è l'intervento di Castelli.
Ehh, bisognerebbe ordinare un poco il tutto, compreso l'intervento di Franco Bellacci su "Record".

Non ci resta che attendere fiduciosi il niovo intervento di Castelli (sperando che non si tratti di quello già apparso su altro blog).

Avete ragione, mettiamo tutto in fila e in ordine per quanto possibile, a cominciare da "Record", quindi, facciamo marcia indietro. I massimi esperti del Fumetto italico di questo periodo sono tutti qui, e la cosa ci riempie d'orgoglio, direi.

L'intervento di Castelli mi era sfuggito: l'ho letto solo adesso. A questo punto non capisco più di cosa stiamo dibattendo. Non di Jacovitti, comunque.

Caro Tom, non capisco la tua insistenza su http://smurfswacker.blogspot.it/2013/04/chip-cip-by-benito-jacovitti.html . Le tavole di Jacovitti presentate lì sono state tradotte solo adesso, dal curatore di quel blog.

Sauro: in casa mia si aggirono svariate forme umane ed anche non, alcune presumibilmente puri ectoplasmi. Fra queste entità oggi c'era pure mio cognato col quale sono in grande sintonia e al quale chiedo lumi telematici.Dalla sua collaborazione con nipote Francesco,di anni nove, grande incasinatore del mio Mac,oggi è uscita una sorta di verifica del "how to do" a piazzare in un post un'altro post pieno di figure, cosa che a me non riesce quasi mai. Ecco la spiegazione dell'insistenza e della presenza di Smurfswacker recidivo.
Il quale, Smurs...., ha postato ieri un altro intervento su Jacovitti.
Avendomi la cosa parecchio esaltato ho coinvolto tutta la sacra famiglia, che dopo aver divorato tutto quanto era contenuto nel frigo, si è messa a giocare col computer.
Insomma, la mia è una vita di grande condivisione e anche di grande confusione.Aloa!!

Questi commenti che spariscono.....
Sauro, che ti devo dire se non che io sono innocente??
Sarà stato il Genius Loci che ogni tanto si prende delle licenze??

Mah, qui sparisce tutto!
Sauro: Smurfswacker ha colpito la mia tendenza all'irrazionale.
Nei precedenti post mi ero spiegato meglio, ma....

va beh, confesso che mi piacerebbe molto che qualcuno interessato e competente commentasse la presentazione scritta che Smurfswacker ha fatto della storia "Cip contro Zagar".
Si, è stata tradotta ora, ma risale al 1945/46.

Salve, s', genere femminile, anche se graffio e mordo.

Ma non era qui che dovevo rispondere. Non capisco più un cazzo, scusate.

Cara Micia, rimani pure qui a giocare insieme a noi. Quanto al solito Tom, io non sono esperto di niente, ma forse l’unica cosa sulla quale ci sarebbe da ridire su quanto scrive il tuo amico smurf (puffo?) è che Jacovitti non è rimasto confinato in Italia: ricordo che negli anni settanta nelle riviste specializzate francesi si parlava spesso di lui (e vi si pubblicizzavano i suoi albi tradotti). Tra l’altro, all’inizio Uderzo, il disegnatore di Asterix, era molto influenzato da Jacovitti (anche lui è italiano, in fondo). Oggi, invece, i francesi di Jacovitti se ne sono dimenticati. Nello scarno ma interessante blog http://allthingsger.blogspot.it/ si dice che Jacovitti era conosciuto anche in Olanda. Secondo me, Jacovitti è stato il più grande disegnatore comico italiano, ma i suoi testi un po’ mosci a livello di trama e molto etnici nei dialoghi alla Totò (nel senso di principe De Curtis) erano effettivamente di difficile esportazione.

Sauro: beh, insomma.... si, nel blog di Francoise Corteggiani, facendo il dribbling, si possono trovare notizie su Jacovitti esportato in Francia, fin dalla prima metà degli anni'40.Poi sul mensile "Charlie"(gemello transalpino di Linus) negli anni settanta, con la curiosa traduzione di Wolinsky.
Traduzione di tipo espressivo, che io preferisco a quella letterale.
Non poche storie di Jacovitti hanno trame complesse, e non solo per l'apporto di dialoghi depistanti, ma proprio per ordito e trama.
Ma, lo so, ognuno vede le cose a modo suo.

Jacovitti in francese per Wiki France:

Pic, publié aux éditions Dupuis en 1960
Zorry Kid, publié aux éditions SFPI de 1970 à 1983
Coccobill, publié aux Éditions Jean-Claude Lattès en 1975
Jacky Mandoline - Joe Balardo, publié aux Éditions du Cygne en 1983
Kamasutra, publié aux éditions Artefact en 1983
Don Quichotte, publié aux éditions Futuropolis en 1983
Pinocchio, publié aux éditions Les Rêveurs en 2009

Jacovitti in tedesco:

Cocco Bill (Gevacur, Zug, 1975-1976)
Band 1: Cocco Bill kauft sich 7 kalte Killer (Enthält die 48 Seiten lange Titelgeschichte aus den Jahren 1968/69).
Band 2: Cocco Bill und der Geisterzug (Enthält: Cocco Bill Und der Geisterzug (44 S., 1969), Tierischer Irrtum (2 S., 1972) und eine kurze Geschichte um eine andere Figur Jacovittis, ein kleines Männlein namens TARALLINO (2 S., 1972).
Band 3: Cocco Bill gegen Gauner und Banditen (Enthält: Cocco Bill gegen Gauner und Banditen, 44 S., 1971) und Cocco Bill in Teufel und Pistolen (4 S., 1972)
Band 4: Cocco Bill gegen Gauner und Liliputaner (Enthält: Cocco Bill gegen den großen Unbekannten (24 S., 1970), Cocco Bill und die Lilliputs (20 S., 1970), Rotes Hühnerauge (2 S., ohne Jahr. R. H. ist eine Nebenfigur aus Cocco Bill), Zik Zak Zorrykid (2 S., 1972. Dies ist keine Cocco Bill-Geschichte sondern eine Geschichte um die von ihm 1968 kreierte Titelfigur.)
Band 5: Cocco Bill: Rotes Hühnerauge und die Hühner mit dem Roten Auge / Cocco Ding Dong! Wildwest Musical in D-Moll von Jacovitti) (Enthält: Cocco Bill und ..... die Hühner mit dem Roten Auge (35 S., 1969), Cocco Dingdong! Wildwest-Musical in D-Moll von Jakovitti (14 S., 1970)
Das Ende der Rockfüller-Bande (Brönner Kinderbuchverlag, Breidenstein KG, Frankfurt a.M. 1972)

Tomaso, Sauro,


da domani, i post messi in fila su "Record!" (con le immagini di Tomaso) e poi di "Catholic Comics". Se avete qualcosa da aggiungere o da segnalare, fatelo uora uora.


O anche dopo dopo... Fa lo stesso.


Della traduzione di Georges Wolisnski su "Charlie" (mensuel) parlo nell'introduzione al volume "Gionni Peppe Gionni Lupara", che non ho ancora presentato-proposto-autorecensito, ma che è uscito in occasione di Napoli Comicon per la NPE, con anche un intervento di Andrea Sani.

Procuratevelo... Ci sono cose inedite ed è a colori!!!
(altro aspetto dell'ineditità).

Domande?

:-)

Sarebbe forse interessante mostrare l'Uderzo jacovittesco delle strip di Umpa Pah, o coem si scrive, rimaste inedite fino a pochi anni fa (sono state pubblicate nell'introduzione di un libro su Umpa Pah in italiano che chissà dove ho messo).

Luca: temo la distribuzione del terribile Nicola Pesce: per ora in libreria il volume jacovitteco su Johnny Lupara non si è visto.

Sauro, riciao!
In tedesco esisteono anche altre pubblicazioni di Jacovitti. Anni fa, a Berlino, ho comprato per esempio un cartonato a colori con "Occhio di Pollo", un formato orizzontale dove ogni tavola del "Vittorioso" veniva tagliata in mezzo, restando integra, come negli "Album del Giorno".
Pubblicata a colori da un editore che aveva evidentemente dei legami con l'editoria cattolica italiana, e che aveva in catalogo anche qualcosa di Sebastiano Craveri.

Forse nel volumone surrealista che abbiamo scritto per la NPE ce n'è una tavola o la copertina. Io l'avevo comunque scansita per farcela finire (poi...).


Tomaso:
se non lo trovi in fumetteria o in libreria (dovrebbe essere nelle librerie di varia, o sta per giungerci), puoi richiederlo da subito tramite Alessandro Disntribuzioni, che spedisce ottimamente in bei contenitori rigidi che non ammaccano il contenuto: http://www.fumetto-online.it/it/nicola-pesce-editore-nuvole-autore-gionni-peppe-gionni-lupara-c69659000000.php

Jacovitti era di destra. Lasciamo da parte la sua giovanile produzione in età fascista, quando erano (quasi) tutti fasci, ma nell’immediato dopoguerra disegnava manifesti politici per la Dc e, se non sbaglio, anche per il Msi (neofascisti). Sul Corriere dei Piccoli, nel 1969, in una storia di Cocco Bill, quando gli scolari scappavano di corsa dalla maestra che voleva sculacciarli, aveva scritto: “Ma che bel Movimento Studentesco!”. A Linus l’avevano cacciato a causa delle proteste del non altrettanto bravo Chiappori, che non lo trovava “in linea” con la rivista. Credo sia un fatto noto, comunque a me ne parlò il direttore di Linus, Oreste Del Buono, a margine di un’intervista che gli feci per il Quotidiano dei Lavoratori (avevo 17 anni, quindi era il 1977). OdB era un po’ “paraculo”, anche per altri motivi. Che bello se oggi fosse possibile parlare dei geni senza lasciarsi condizionare dalla loro tessera politica, ammesso che un anarchico come Jac ne avesse mai avuta una.

Sauro: la vita di un artista, poichè tale Jac era,andrebbe possibilmente vista nella sua interezza.
Cosa non facile, può darsi impossibile a fare.
Forse una analisi di tutte le sue storie a fumetti, possibilmente cronologica, fatta attraverso la lettura delle stesse e non mediata da quanto sulle stesse si è scritto, potrebbe dirci chi era veramente Jacovitti.
Fascista, anarchico, liberale?
di certo sempre bastian contrario.
Uomo libero, che spesso si è giocato il lavoro per coerenza con le sue idee.

Faccio un esempio: nel 1959 Jacovitti iniziò a disegnare " Il vola hop,la storia dell'aviazione" per il mensile "Spazio", poi "Corriere dello spazio".
Giunto all'ottava puntata Jac entra nel 1900 con la prima guerra mondiale e inizia una denuncia nei confronti dell'aviazione usata come strumento di morte.Maner Lualdi, famoso esploratore, aviatore nella guerra d'Etiopia e nel 1940 pilota ufficiale su bombardieri che la regia aviazione partendo dal Belgio mandava a sganciare bombe sulla costa inglese, non gradisce la piega che Jac sta dando alla sua storia a fumetti dell'aviazione.

Jac insiste e critica l'ala fascista, Italo Balbo e compagnia bella.
Che accadde allora?
Di certo la nona puntata del "Vola Hop" non viene pubblicata e dal primo numero del 1960 "Il Corriere dello Spazio" è orfano di Jacovitti.
Io di questa faccenda ho scritto più di una volta, attirandomi anche critiche e maldicenza nell'ambito dell'Associazione amici del Vittorioso.
Sono un comunista che difende Jacovitti??
Non so, ditemelo voi.

Dimenticavo, Maner Lualdi era il direttore de "Il Corriere dello Spazio".
Maner Lualdi era un uomo intelligente, capace di riconoscere i propri errori, di condannare il colonianismo, di dare in benificenza parte dei suoi guadagni.
Aviatore coraggioso, giornalista, scrittore di talento.
Io lo conosco bene e di lui possiedo alcuni libri introvabili perchè distrutti nel bombardamento di Milano che mandò in fumo e cenere la sede della sua casa editrice.
Sinceramente, io ammiro Maner Lualdi.
Però amo anche moltissimo Jacovitti e non ho mai capito a fondo che cosa mai accadde fra di loro.
Pazienza.

Il titolo di un libro di maner Lualdi pressochè introvabile:Centomila chilometri di volo in pace e in guerra. Rizzoli&C.Editori,1942.XX, Milano.
Uno dei libri distrutti nell'incendio dei magazzini dell'editrice milanese Rizzoli.

Su il numero 3 del "Corriere dello spazio", nella posta tenuta dal direttore Maner Lualdi con i lettori, lo stesso Maner Lualdi risponde ad un lettore che il libro prima da me citato è introvabile e che nemmeno lui lo possiedepiù.
In ultima pagina , formato lenzuolo, la terza puntata del "Vola Hop" di Jacovitti.
Ehhh, ne è passato di tempo, ma non posso dimenticare la vana attesa della nona puntata di questa storia a fumetti rimasta inconclusa.

Qualche anno fa, due o tre, avevo ossessionato gli amici jacovittomani con questa storia, tanto che anche il sempre equilibrato Franco Bellacci perse un poco l'aplomb!!
Brunoro invece lasciò perdere.
Cadoni stoicamente resistette: a lui la medaglia al merito!

Credo che ogni persona sia ambigua. Non conosco questo Lualdi, ma ritorniamo a Oreste Del Buono, il direttore di Linus. Sempre in quella intervista che gli avevo fatto, per presentarsi come uomo di sinistra, quale senza ombra di dubbio era, OdB mi disse: “Io sono sempre stato antiamericano: pensi che gli americani mi licenziarono da direttore di Playboy dopo solo due mesi dal lancio dell’edizione italiana”. Io gli domandai, invece, perché non avesse pubblicato il fumetto sullo scandalo Montesi, che aveva commissionato a Paolo Rosa (all’epoca fumettista e oggi regista). Lui mi rispose, imbarazzato, perché l’aveva consegnato oltre il tempo di consegna previsto. Il motivo vero era che Fanfani, un potente leader democristiano, in quel periodo aveva iniziato a condizionare la Rizzoli, e lo scandalo Montesi, a torto o a ragione, era considerato opera sua (per far fuori il concorrente Piccioni). Questa domanda non era “off the record”, ma il caposervizio del quotidiano me la tagliò perché OdB era “uno dei nostri” e, quindi, non lo si poteva mettere in imbarazzo. Le persone sono ambigue, anche se i giornali di parte le fanno apparire a tutto tondo.

Mai sentito questo Maner Lualdi. Sempre vivo?
Vedo di no, è morto a Trieste, il 13 settembre 1968.
La storia su OdB e Fanfani è molto interessante.
E' vero che Fanfani voleva far fuori il concorrente Piccioni, incastrandolo in questo scandalo. Era il fratello di Leone Piccioni e quello al quale il Venerabile Licio Gelli si "strusciò" tentando di avere qualche prebenda quando stava facendo la scalata a uomo di potere, nel dopoguerra. Erano della stessa città, che è la stessa di Vauro, Mannelli e Luca: nientemeno che Pistoia.
Terribile vecchietto, Fanfani, che era di Arezzo, penso non lontano da Castiglion Fibocchi.
Anche se da Gelli erano andati almeno due Presidenti della Repubblica: Saragat e Leone. Non penso Fanfani. Si saranno trovati al bar.
Controllandosi il caffè a vicenda.

Chi non è ambiguo scagli la prima pietra.

Io non sono ambigua. Vado a prendere un pietrone e lo lancio dal cavalcavia.

Intanto, siu Canale 5, il condannato blatera e blatera, con Ruby e i loro amici, per dimostrare ennesimamente la pericolosità di questo bubbone purulento che è il conflitto d'interesse: un catto selvatico assatanato che tine con i suoi artigli acuminati lo scroto dell'Italia da due decenni.

Anna: il termine "ambiguo" non ha un significato univoco.
Nella sua accezione più comune, da un punto di vista letterario, significa "discorde", "chi non è in sintonia".
Io non sono in sintonia con tutto quello che mi circonda, uomini e cose, quindi da questo punto di vista sono certamente ambiguo.

Ecco alcune notizie su Maner Lualdi:Articolo disperso cercasi

Molti si sono chiesti del perché e percome Jacovitti alla fine del 1959 troncò la collaborazione con Maner Lualdi direttore di “Spazio”, mensile di storia dell’aviazione e dintorni, pubblicazione in odore di quasi apologia del fascismo. Conviene dire quindi due parole per chiarire chi era in effetti Maner Lualdi, poiché senza questa conoscenza del personaggio non sarebbe possibile farsi almeno una pallida idea degli eventi che di fatto portarono Jacovitti a non continuare la sua personale storia dell’aviazione. Dunque, il padre di Maner Lualdi, classe 1912, era direttore d'orchestra, compositore e critico musicale molto apprezzato, nonché direttore dei conservatori di Firenze e Napoli e organizzatore del Festival internazionale di musica di Venezia; il padre di Jacovitti, nato non so quando, ferroviere delle reali strade ferrate era un fascista della prima ora, fervente mussoliniano, Quando nel 1923 nacque il figlio Benito , detto poi Lisca di pesce, Maner aveva 11 anni. Va beh, quindi nel 1936 Lualdi aveva 24 anni e fu un volontario nella tristemente famosa “Guerra d’Etiopia”, Jac tredicenne ancora in calzoncini corti era ancora un ragazzino che leggeva “L’Avventuroso” e “Topolino”: quindi un certo gap generazionale di fatto fra i due esisteva: questo non è un elemento di poco conto, poiché quasi certamente il divario d’età fu una delle cause che modellò diversamente le due personalità dei nostri magnifici due. Lo studio della musica e la passione per il teatro furono alla base della formazione culturale Lualdi e sarebbero divenuti il presupposto della professione da lui esercitata negli anni della maturità, quella di impresario teatrale, in cui profuse le energie di un temperamento dotato di un notevole spirito d'avventura. Jacovitti invece si formò in un ambiente culturalmente povero e fin da piccolissimo si dedicò con passione al disegno, che di fatto divenne l’interesse portante di tutta la sua esistenza di “viaggiatore”sedentario. Invece fu proprio il carattere avventuroso che portò Lualdi a cimentarsi, sin dalla prima gioventù in viaggi veri, in audaci raids aeronautici e anche automobilistici dai quali trasse spunto per reportages giornalistici, spesso poi pubblicati in volume, su cui si fondò la sua carriera di inviato speciale, principalmente per La Stampa e per il Corriere della sera. Pilota dell'Aeronautica militare, nell'estate del 1935 partecipò alla guerra in Africa orientale con la 15ª squadriglia da bombardamento battezzata la "Disperata", al comando di Galeazzo Ciano, genero del Duce. Sulla guerra d’Etiopia e il ruolo delle forze armate italiane in quel conflitto sciagurato, meglio stendere un velo pietoso , anche se da qualche parte ancora ci si ostina a sostenera che fu una crociata per portare la civiltà europea ad un popolo barbaro, che ancora non conosceva l’uso delle scarpe, che si lavava poco e che aveva la colpa di aver sconfitto le truppe italiane alla fine del 18oo nella famosa battaglia di Adua. Sappiamo bene che erano e sono tutte fanfaluche, e che fu il Duce del fascismo a volere quella guerra di aggresione per motivazioni sue di orgoglio personale, per ragioni di politica interna ed internazionale. Quando nel 1959 il nostro Maner fonderà il mensile “Corriere dello Spazio”, poi solo “Spazio”,e chiamerà Jacovitti con l’incarico di disegnare una storia dell’aviazione a fumetti intitolata “Vola-Hop” certo non poteva sapere che Lisca di Pesce giunto all’ideazione della nona puntata della storia in questione ( mai in effetti realizzata, credo), avrebbe puntato i piedi perché probabilmente deciso a dire la verità sul ruolo vergognoso dell’aviazione italiana in quella guerra lontana. Va beh, torniamo al 1937 , l’anno della nascita de “Il Vittorioso”, settimanale cattolico che l’allora quattordicenne Jac leggeva in parrocchia, si colloca l'episodio che dette a Lualdi la prima notorietà, il raid aereo d, Torino a Rawalpindi, alle falde dell'Himalaya, e ritorno, a bordo di un CA 310, con cui stabilì un primato della categoria coprendo 24.000 km in 54 ore. Nel 1939 vinse il premio istituito da Il Popolo d'Italia, per aver effettuato il più rapido collegamento (1938) tra Roma e Addis Abeba con un volo senza scalo di 4500 km in 11 ore e 25 minuti. Va beh, passano gli anni, Jacovitti su “Il Vittorioso” diventa il mattatore del settimanale cattolico con le sue straordinarie storie a fumetti con partenza alla fine del 1940. La seconda guerra mondiale è già in corso, e Lualdi inviato speciale della Stampa, segue in particolare i combattimenti sulla Manica tra l'aeronautica tedesca e quella britannica, avvenimento al quale partecipa non da semplice spettatore, ma partecipando a fianco degli alleati tedeschi come capitano e secondo pilota di caccia bombardieri: rimane famoso un episodio che narra una sua missione notturna con obiettivo le coste inglesi con rientro e fortunoso atterraggio in un aereoporto del Belgio. La "battaglia d'Inghilterra", insieme con altre imprese aeronautiche, è narrata dal Nostro, con dovizia di particolari tecnici e militari, in Centomila chilometri di volo in pace e in guerra (Milano 1942), libro peraltro introvabile . L'intervento italiano della regia aereonautica non lasciò peraltrouna grande eco nella storia. Nessun cenno si trova nella Storia militare della seconda guerra mondiale di Basil Liddell Hart, massimo storico inglese, Le grandi battaglie aeree della seconda guerra mondiale di Carlo Rossi Fantonetti, La battaglia d'Inghilterra del generale tedesco Werner Kreipe, Il primo e l'ultimo d'Adolf Galland, Storia dell'aeronautica di Rodolfo Gentile, La battaglia d'Inghilterra di Len Deighton e nella monumentale Storia della seconda guerra mondiale di Churchill che pure dedica 83 pagine alla Battaglia d'Inghilterra. John E. Johnson, l'asso britannico arrivato ai più alti gradi della Royal air force, nel suo Il duello aereo vi fa un breve cenno: "Un giorno il comandante di una squadriglia di Hurricane che tentava di intercettare degli intrusi sull'estuario del Tamigi, rimase stupito di vedere avanzare strani bombardieri scortati da caccia biplani. Era la Regia Aeronautica [in italiano nel testo] e i piloti da caccia italiani fecero una buona impressione sui loro Fiat; ma i bombardieri furono rapidamente dispersi e 12 abbattuti senza perdite. Poco dopo, ebbero un eguale trattamento, quando ebbero l'impudenza di ripresentarsi, e ci si domanda cosa pensassero i duri veterani della Luftwaffe nell'osservare i loro inesperti alleati decollare dai campi francesi sui loro antiquati apparecchi". A noi viene da pensare a che cosa pensasse un giovane pilota italiano come Maner Lualdi, , pronto a morire per il duce e per la Patria, decollando verso "le bianche scogliere di Dover su antiquati aereoplani ancora in parte con parti in tela e senza nessun apparato per il volo notturno e in alta quota". Passa il tempo, siamo nel 1943, anno fatale per l’Italia e le sorti del conflitto bellico. Un anno tribolato per “Il Vittorioso” e per tutte le pubblicazioni a fumetti in Italia, con Jacovitti che continua a disegnare pur restando nascosto in semiclandestinità per evitare la leva militare nei panni di richiamato della classe 1923: verrà poi 2rastrellato” all’Università” e mandato con la Todt a sacile, vicino ad Udine. Maner Lualdi nel nord Italia continua a fare il suo mestiere di giornalista e non partecipa attivamente con nessun ruolo attiva alla guerra civile che divide l’Italia fra “repubblichini” al nord e regio esercito al centro sud. L’8 Settembre fu certamente oltre che un dramma militare, un trauma psicologico, sopra tutto per gli aerosiluratori.
Una delle coincidenze che, in quei giorni di umiliazioni, più addolorò e indignò gli aviatori ed ex aviatori come Maner Lualdi, fu la fine del leggendario maggiore pilota Giuseppe Cenni ( che nel 1938 aveva ispirato a Corrado caesar la figura dell’avventuroso “Romano il legionario”, character allora principe de “Il Vittorioso”. Cenni, popolarissimo tra gli aerosiluratori perché era anch’egli, come tuffatore, cioè come pilota di Stukas o Picchiatelli, un affondatore del cielo. Nella « battaglia d’agosto 1943», con gli fu 87, aveva aggiunto altri allori alla fama che già si era meritatamente, insieme con molte medaglie, conquistata. Giovanissimo, era stato il fiabesco « tenente Stella » della guerra di Spagna, l’aviatore di cui, con le vicende guerriere del « Tercio », parlavano ancora gli album per ragazzi editi dal settimanale dell’Azione Cattolica Il Vittorioso. Giuseppe Cenni, la medaglia d’oro Giuseppe Cenni, l’allegro, spavaldo, burlesco ragazzo di Parma, così fragile e romantico a vedersi, era precipitato sull’Aspromonte nell’ultimo disperato tentativo di contrastare l’avanzata degli alleati sul suolo italiano, al comando del 50 Stormo Tuffatori, abbattuto da un nugolo di Spitfires mentre stava rientrando da un’ennesima incursione in mare coronata da successo. Era il 4 settembre 1943. Mah, episodio che cito non per partigianeria, ma perché quel pilota era morto per la Patria. Va bene, l tempo passa e la guerra finisce: scorrono gli anni…. Nel dopoguerra il L. aveva affiancato a queste sue imprese e al giornalismo l'attività di operatore culturale, intrapresa con grande professionalità. In particolare si dimostrò un valido organizzatore di eventi teatrali a Milano, città in cui risiedeva. Il suo esordio come impresario risale al 1946, quando assunse la direzione del teatro Excelsior dove promosse il Festival degli autori italiani. Il 23 Settembre 1951 Lualdi accompagnato da un operatore cinematografico, iniziò una nuova trasvolata, promossa dal Corriere della sera, a bordo di un piccolo aereo, costruito quello stesso anno dalla Macchi (il "Macchino") - lungo appena 6,5 m per un peso di 420 kg, ma dotato di un serbatoio supplementare che gli permetteva di coprire senza scalo 1200 km - con cui da Milano avrebbe dovuto raggiungere l'Australia. Il viaggio, tuttavia, si concluse fortunosamente dopo 16.000 km di volo a causa dell'imperversare dei monsoni che costrinse il Nostro a un atterraggio disperato nella giungla nell'isola di Sumatra. Resoconto di questa impresa è Naufragio nella jungla ( 1952), in cui - al di là dalla narrazione - si possono apprezzare sia le note di costume sui paesi visitati durante le tappe del viaggio sia le ponderate riflessioni sulla colpevole incomprensione del colonialismo europeo nei confronti delle diverse civiltà con cui era entrato in contatto. Nel 1953 il L. realizzò una nuova impresa seguendo, sempre con un piccolo aereo (l'Ambrosini-Girfalco), il percorso, alla volta dell'Artide, del dirigibile Italia di U. Nobile, in ricordo di R. Amundsen, perito 25 anni prima nel tentativo di ritrovare e soccorrere i dispersi di quel celebre disastro; tale evento gli valse, nel 1954, una medaglia d'oro ed è puntualmente ricordato nel libro intitolato Silenzio bianco. Cronache dell'Artico ( 1953). Jacovitti in qugli anni lavorava praticamente esclusivamente per l’editrice cattolica AVE, sul “Vittorioso” anche su alcuni albi quasi tutti già usciti in precedenza a puntate sul Vitt . Ecco, poi si giunge al fatidico anno di grazia 1959: ho già raccontato con molti “se” e con tanti “ma” sia nell’ambito del “Notiziario” degli Amici del Vitt n° 21 del Novembre 2009 ( Il Vola Hop sulle ambe etiopiche) che poi su “Vitt & Dintorni” n°17 del Luglio 2011 ( Alla ricerca dell’intervista perduta) quello che so e che penso sulle varie motivazioni che portarono Jacovitti a decidere di interrompere la collaborazione con Maner Lualdi, lasciando interrotta alla 8° puntata la storia del “Vola-Hop”: fondamentalmente di ordine economico ma con risvolti legati al carattere dei due protagonisti e al loro modo di rapportarsi con la Storia. Comunque prove documentali concrete e reali non ne esistono, a parte i miei ricordi, che prove non possono essere considerati. Jacovitti dal 1960 passa in pianta stabile al “Giorno dei ragazzi”, Lualdi assunse la gestione del teatro S. Erasmo di Milano, fondato nel 1953 da C. Lari e da L. Ferro, di cui apprezzava particolarmente le caratteristiche dello spazio scenico, a pianta centrale - che permetteva un contatto immediato e diretto con il pubblico. La sua direzione durò sino al 1967, anno in cui per problemi economici, fu costretto a lasciare. Nel 1968 partecipò ancora al raid automobilistico Roma-Pechino, conclusosi a Canton, giacché tutti i partecipanti furono espulsi dalle autorità cinesi. Ritornato in Italia in condizioni fisiche di grande prostrazione, Maner Lualdi morì di infarto in quel di Trieste pochi mesi dopo. Aveva solo 56 anni!! Jacovitti invece, lo sanno tutti, continuerà ancora per decenni la sua parabola artistica di funambolico autore di comics.


Tomaso


Bibliografia: sono veramente numerosi i libri e gli articoli che nel corso degli anni ho consultato e dai quali ho attinto a piene mani: ccome fare a citarli tutti?’ ringrazio particolarmente Franco Ragni per avermi a suo tempo inviato l’articolo “Croci bianche dei Savoia sulla Manica: gli italiani alla “Battaglia d’Inghilterra” .

Thanks per la precisazione, Tomaso.
Segnalo a tutti il bel post successivo, quyello sul fumettista sconosciuto, Ross, credo che non l'avessero considerato nemmeno i critici e gli studiosi più accaniti.

Sauro:
leggo adesso la tua citazione sulle
"strisce frazettiane fantasma di Nestore del Boccio".
Chiedile a Luca:
gliele ho inviate!

Scusami allora, sapresti dirmi quali giorni coprono della produzione di Gordon?

Sauro,

scusami del ritardo ma, in questo periodo, ho altre distrazioni!

Sono 8 strisce che partono dal
2/18/53 al 2/28/53. Le daily sono:
18-19-20-21-23-24-27-28.
A Luca ho anche inviato alcuni layout
di Kurtzman.

Ciao

Oreste del Buono bagna il naso a tutti.

Grazie Luca e grazie a tutti del bell'articolo. E grazie per avermi fatto conoscere la figura di Maner Lualdi, a me totalmente oscura.

Grazie a te, Annunziato! Il merito che riguarda Manuel Lualdi, figura misteriosa anche per me, è tutto di Tomaso!

A presto,

Luca

Grazie a te, Annunziato! Il merito che riguarda Manuel Lualdi, figura misteriosa anche per me, è tutto di Tomaso!

A presto,

Luca

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.