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UN LIBRO SU DAN BARRY (IL PITTORE)

Dan Barry dipingejpg

Juan Uragano aggiunge (e posta): Ti invio altri materiali su Dan Barry, se vuoi aggiungerli al post. Sono dell'opinione che i fumetti moderni (??) si fanno con le foto, come Raymond, Prentice, Williamson, Murphy, Barry, Giacoia etc.
Mi piacciono meno quelli "di maniera", vedi Hogart & c. Non amo polemizzare...

Dipino Dan Barry


SWScan0613.tif

Sopra, Dan Barry è con Lee Falk, creatore di The Phantom e di Mandrake (tutti lo abbiamo conosciuto un quarto di secolo fa, a dir poco, al Salone internazionale dei Comics di Lucca - la vera Lucca - con Rinaldo Traini).

Sotto, ecco il suo Uomo Ragno!

SPIDER-MAN

Queste che seguono sono sicuramente matite sono di Dan, per come si evince da una su lunga intervista rilasciata a David Anthony Kraft.

Ming di Barry

Matite

SWScan60.tif

Alberto Becattini, in un suo commento, scrive:

Chi mi conosce sa che da sempre adoro Dan Barry... e da anni sto scrivendo (in inglese) un libro su di lui, che spero un giorno veda la luce grazie a qualche lungimirante editore USA.

Riguardo agli assistenti di Barry per Flash Gordon... Sono stati una trentina, nell'arco di 39 anni.
Jack Kirby, però, non c'entra niente con La città di ghiaccio . Kirby non ha mai collaborato con Barry (mentre ha contribuito al Johnny Hazard di Frank Robbins nel 1956).
I primi assistenti di Barry, nel periodo 1951-54, sono stati per i testi Harvey Kurtzman, Jan Sand, Bob Kanigher, Bill Finger e Sid Jacobson; per i disegni, Sy Barry, Mike Sekowsky, Emil Gerhswin, John Belfi, Ric Estrada, Sam Burlockoff, Al Williamson, Dick Rockwell, Pete Morisi, Paul Norris, Carmine Infantino, Fred Kida, Joe Giella, Roy G. Krenkel e Ralph Mayo.

Tomaso Turchi ci invia, a sua volta, alcune strisce di Dan Barry alla loro prima apparizione in Italia.

Da Tomaso

Dice: qualche immagine tratta dalla prima edizione italiana - Albo Azzurro n°2, dicembre 1952, edizioni Adriana e poi semplicemente Gordon"celebri eroi dell'avventura n° 15, maggio (?) 1953, Ed. G. Gioggi, Roma, del Gordon ormai solo attribuito a Dan Barry, potrebbe servire in funzione didattica.

Ancora Juan Uragano, che invia alcune note strisce a matita realizzate da Frank Frazetta (ne pubblicammo alcune su un remoto Funnies di fine anni Settanta):

SWScan00612.tif-3

Questa inchiostrazione è senz'altro di Dan.
La cosa più importante è il risultato finale che nel caso di Gordon è ottimo per molti anni, chiunque abbia partecipato alla produzione.
Ho "ovviamente" espresso una mia libera opinione personale
.

Strisce

LINK CORRELATI

DAN BARRY, SY BARRY (da Juan Uragano)

DAN BARRY, ALEX RAYMOND E COMPAGNIA

LE DONNE DI GORDON: FRIA, REGINA DELLE NEVI di Antonio Cadoni

LE DONNE DI GORDON: LA PRINCIPESSA AURA, di Antonio Cadoni

LE DONNE DI GORDON: DALE ARDEN, di Antonio Cadoni

ASPETTANDO LE DONNE DI GORDON

Commenti

Stavolta riposto un solo commento: "Caro Beka, la tua presenza qui è preziosa. Io mi intendo di comic book, quasi per niente di strip. Della presenza di Kirby scrive l’introduzione del Gordon di Comic Art, 1994, ristampato da Mondadori, 2003. Se c’è stata, doveva essere una collaborazione anonima, perché Kirby era in società con Simon e non lo avrebbe potuto lasciare. Ma scoprire un disegnatore che lavora sugli schizzi di Kurtzman e poi viene rifinito e inchiostrato da Barry può essere un’impresa impossibile. Quello che vorrei sapere è questo: c’è mai stata una sequenza di strip disegnata, quindi non solo inchiostrata, dal solo Barry? Mi basta conoscere la prima di queste sequenze. Non nego a priori che ci sia stata, ma se c’è stata, mi piacerebbe vederla."

Ottimamente, Sauro!
E io qui ringrazio Beka!

Juan,
nella città di ghiaccio, come ho affermato anch'io in altri post, non c'è la mano di Kirby: forse delle ispirazioni in qualche testina, in considerazione della stima di cui godeva Kirby da parte dei committenti. Ma, nella staria,oltre a Frazetta di cui ho visto alcune matite bellissime, credo sia presente, la partecipazione di Wally Wood. Se guardiamo gli omini hanno tutti la stessa cifra strutturale dei personaggi di Wood!

Comunque, grazie per aver trovato queste immagini di Dan Barry! Un autore molto più complesso di quanto possa apparire. Ovviamente, dati i tanti apporti, bisogna discernere tra i vari periodi.

Alb,
nel periodo citato, tra i collaboratori, non rientrano anche Jack Davis e Leonard Starr?
Davis é riconoscibilissimo nella storia con quell'animaletto strano, lucertolato con gli occhioni grandi, più o meno nel periodo della macchina cornucopia. Starr ha fatto anche lui qualcosa, credo inchiostri, non ho gli albi sottomano ma il suo segno e riconoscibile.

E' una di quelle giornate scandalose, che si avvicendano sempre più spesso, nelle quali le foto non si embeddano, la rete è un colabrodo e ti viene voglia di gettale il computer in un canyon.
Come sempre, la rete è come il PD, come l'Italia.
Quindi, tante scuse a tutti (dovrebbe farcele qualcun altro, a tutti quanti) se anche il posto non è come dovrebbe essere e i commenti faticano a essere postati.
Pagheranno anche questo, pagheranno tutto, i porci!

gcm,
In quella striscia dell'11-4 del 1952 anche i corpi sono disegnati da Jack Davis compresa l'inchiostrazione; nelle strisce precedenti ci sono solo matite.
Per quanto riguarda Leonard Starr, qualcuno in Italia ne ha parlato ma, da parte mia, non ho trovato riscontri. In seguito potrebbe darsi. Quello che è certo è che dalla storia "the space kids on zoran", del 1953, incomincia la collaborazione, alle matite, di Williamson e per i fondini e macchinari di Krenkel.

Questa è la mia nuova ipotesi su Dan Barry. Lui disegna la prima storia di Gordon, “La prigione nello spazio”, poi quelli del syndacate gli dicono: “Guarda che non puoi fare una serie di fantascienza ricalcando solo le fotografie, cambia o ti cacciamo”. Allora lui, dalla seconda storia, alterna diversi disegnatori creativi, cioè che sanno inventare mostri e astronavi, limitandosi a inchiostrare. Glissiamo sulla sua modesta prova su Spider-man. E anche sulle matite di quelle due vignette che vediamo sempre qui sopra, al livello di un ragazzino alle prime armi. Per illustrare la propria intervista un disegnatore dovrebbe scegliere i suoi disegni migliori, se li ha. Dan Barry è un ottimo inchiostratore, questo sì.

Alzo le mani:
sono circondato!!!

Ebbi la testimonianza in una conversazione telefonica ma non pezze d'appoggio. Comunque esaminando una buona stampa (gli originali sarebbe chiedere troppo) il segno di Starr é riconoscibile.
Barry nel '92
***parafrasando Beppe Viola: sarei disposto ad avere 37,2 tutta la vita per saper fare le matite "da ragazzino alle prime rami" come DB.

Rispondo a Sauro, a Nestore e a tutti quelli che sono interessati:


Tra i collaboratori dei primi anni, in effetti ho dimenticato di citare Jack Davis, che disegna le strisce con il Mizar (la lucertolina) del 2-4 ottobre 1952.


Dan Barry ha in effetti realizzato matite e chine di numerose sequenze. "La prigione nello spazio" e "La città di ghiaccio" sono per la maggior parte sue, come pure le matite di quasi tutte le sequenze fino al 1957, quando si trasferisce in Europa e delega buona parte della produzione a Sy Barry, André LeBlanc, Frank Giacoia, Ric Estrada, Fred Kida, Joe Giella e altri ancora. Tuttavia sono sue le splendide sequenze del 1960-62, quando vive e lavora a Kitzbuhel in Austria. In questo periodo lo coadiuvano Martin Asbury e Ric Estrada, mentre la sua seconda moglie Jutta fa il lettering con il normografo.


Dal 1963 al 1965 Bob Fujitani è il suo collaboratore fisso per le strisce quotidiane. All'inizio Fuhitani fa il ripasso a china, poi il disegno completo. Fred Kida, invece, disegna le strisce (con sporadici interventi di Frank Giacoia, Joe Giella, John Lehti e dello stesso Barry) dal 1965 al 1971, quando Barry riprende a contribuire al disegno delle strisce insieme con Fujitani (che ha disegnato in pratica tutte le domenicali dal 1969 in poi. Il tratto di Barry è visibile nelle strisce fino al 1975, dopodiché Fujitani domina. Barry riprende invece ad illustrare le domenicali nel 1983, e le strisce quando Fujitani si ritira, nel 1986.


Leonard Starr collabora con Barry nel 1955-56, disegnando completamente "Il segreto di Zarkov" (che introducono la moglie e la figlia Zara), e poi parte di "Ritorno su Mongo" e "Il mostro dalle cinque teste".


Altri importanti collaboratori sono lo sceneggiatore Harry Harrison (che scrive tutte le trame e parte dei dialoghi dal 1958 al 1968) e disegnatori come Wally Wood, che disegna gran parte delle strisce dal 19 agosto al 19 ottobre 1957.


Ma c'è ancora tanto, tanto da dire su Dan Barry... Per il mio libro, tra gli altri ho intervistato suo figlio Steven, che ne dice di cotte e di crude...


Salutoni,
Beka

Grazie delle impagabili informazioni, che fanno venire ancora più voglia di leggere il tuo futuro libro!

Mio ultimissimo intervento su Dan Barry (e probabilmente su qualunque altro argomento). L'affermazione che Barry avrebbe fatto "le matite di quasi tutte le sequenze fino al 1957" non regge assolutamente se si guardano le strisce. I veri disegnatori, peraltro, sono quelli citati nell'introduzione del post. Ma è una battaglia persa in partenza contro i fan di Barry.

Mio ultimissimo intervento su Dan Barry (e probabilmente su qualunque altro argomento). L'affermazione che Barry avrebbe fatto "le matite di quasi tutte le sequenze fino al 1957" non regge assolutamente se si guardano le strisce. I veri disegnatori, peraltro, sono quelli citati nell'introduzione del post. Ma è una battaglia persa in partenza contro i fan di Barry.

Ma e le matite di Franzetta?? Io ho visionato quelle del 1952, quando Gordon si infila nella macchina del tempo di Murlin, il mago Mrlino, insomma.

Beka,
molte matite della città del ghiaccio sono di Frazetta. Poi,dopo Williamson e tutti gli atri, negli anni a seguire, soprattutto fine '60-70 e in poi, c'è molto intervento del fratello Seymour (Sy Barry); notabilissimo essendo le sue matite meno strutturate. Sulla questione dei parenti o familiari, sempre importanti intervistare, per esperienza, non sono a conoscenza della realtà se non per interesse la modificano. Quando venne in Europa, tra cui in Italia, si installo' a Vienna dove creo' anche una scuola. Negli anni 1960, disegna alcune storie dell'Uomo Mascherato che sono straordinarie per il livello di sintesi nella figurazione: sia nell'impostazione della vignetta, nella formulazione anatomica che nell'articolazione dei vari piani e primi piani. Alcune di esse si possono notare nella serie "i quaderni del fumetto" editi dai fratelli Spada. Pero', bisogna sempre discernere da quelle disegnate dal fratello.

Mamma mia, ho scritto Frazetta con la n: ho rischiati grosso!!

Errata corrige: volevo scrivere che non sempre i parenti sono a conoscenza della realtà; a volte la modificano per interesse di bottega. Ho esperienza personale in tal senso.

Beka edita il tuo libro!! Io lo compro!
Giancarlo

Probabilmente tutti i fans di Dan Barry del mondo si sono dati appuntamento qui! Chi pensava che su questo tema si sarebbero scatenate tutte queste valutazioni, tutte queste "spigolature"? E' un ottimo segno della "sanità" del web, che può anche aprire prtaerie (come direbbe Grillo) a dibattiti costruttivi.

Chiarisco la citazione di gcm che non penso tutti qui abbiano colto (siete appassionati di Dan Barry non di tennis, penso ;-): Beppe Viola si riferiva alla seconda di servizio di McEnroe :-).

Ciaoissimo
Stefano

Sauro: ma perché te la prendi tanto se c'é chi su Dan Barry non la pensa come te??
Il confronto dialettico è alla base di ogni cosa, altrimenti vivremmo in un mondo appiattito su posizioni identiche.
Comunque, sulle matite di Frazetta che si vedono nel post, anche se alcuni quadretti sono indecifrabili ( ma in rete c'è una versione di queste matite migliore), bisogna dire che se ad inchiostrarle fu Dan Barry, non rese un buon servizio a Frazetta. Perchè poi dico questo?? ehhh, le torsioni tipiche che Frazetta mette in atto nei corpi in movimento spariscono, scorci fi figure umane diventano frontali, l'illusione della profondità data dal rimpicciolimento delle forme umane più lontane, spesso sparisce.
Quindi, non parlo dell'inchiostratura in senso tecnico, ma della struttura spaziale, in questo caso sono -secondo me -meglio il matitaro.
Aloa!!

Insomma chi fece le matite aveva più capacità di "bucare" il foglio.
Sarebbe MOLTO interessante poter vedere alcune strisce a matita della "Città di ghiaccio", che non ho mai avuto la possibilità di esaminare.
Poi, vistole, il confronto con le omonime inchiostrate!!

Perché proprio "La città di ghiaccio ( del 1952, credo)??
Perché qui, in questa storia, fa la comparsa il personaggio della fascinosa e un pò caniffiana regina Marla ( anche lei desiderosa di concupire l'asettico [ dal punto di vista delle performances amorose]Gordon).
Mi piacerebbe assai vedere come era disegnata a matita!! Per Bacco, per Venere, ecc,ecc:

: su dai, chi ha queste matite a portata di scanner, faccia il suo -piacevole- dovere e le mandi, per piacere, a Luca Boschi.
Insomma, la vogliamo vedere e spogliarla con gli occhi questa regina Marla??
Spogliarla, scusate è stato un lapsus freudiano, volevo dire,ESAMINARLA".
Se c'è qualche misogino in ascolto,che odia le donne discinte, beh, peggio per lui!
Evviva la femminilità!!!! Anche su carta.

Ohilà!


Mi spiace contraddirvi, amici, ma le matite de "La città di ghiaccio" sono tutte di Dan Barry, mentre alle chine si alternano Barry, il fratello Sy e John Belfi. Frazetta interverrà soltanto sulle matite della sequenza di "Mezmo" (una settimana nel 1953) che peraltro Luca ha parzialmente postato.


Se scrivo che fino al 1957 Barry esegue la maggior parte delle matite lo faccio a ragion veduta... Sono trent'anni che studio le sue strisce e ho intervistato la maggior parte dei suoi collaboratori. Vero è che nel periodo 1953-54 (brutto periodo per Barry, dopo il divorzio dalla prima moglie e un esaurimento nervoso) ci sono diversi interventi esterni... La storia di "Atlantide", per esempio, viene iniziata da Barry, poi Paul Norris fa una settimana, poi Carmine Infantino fa le matite per sei settimane e il resto è opera di Fred Kida (matite) e Sy Barry (chine).


Salutoni,
Beka

Beka: ecco, a questo punto sarebbe INDISPENSABILE postare sul blog tutte le strisce a matita del 1953 che ho visionato tramite le indicazioni datemi da Fortunato.
Sono più di sette e ,anche se non sono infallibile, giurerei di vederci la mano di Frazetta.
Per quanto riguarda la "Città di ghiaccio", che io possiedo nella sciagurata versione degli "Albi Traguardo", a volte le figure disegnate -in special modo la regina Marla- sono sproporzionate: la testa eccessivamente grande, ad esempio.
Se Barry, che certamente sapeva disegnare, fece tutte le matite, chi fu il maledetto inchiostratore??

Niente da fare , è saltato il commento!! By Giove!!!
Comunque, ho controllato, in verità le strisce reperibili del Gordon matitato da Frazetta sarebbero solo otto!!
In questo caso sarebbe nel giusto Becattini.

Niente da fare , è saltato il commento!! By Giove!!!
Comunque, ho controllato, in verità le strisce reperibili del Gordon matitato da Frazetta sarebbero solo otto!!
In questo caso sarebbe nel giusto Becattini.

Ma, io, Nostradamus, vedo e prevedo, nonché stravedo, che anche questo commento salterà, al contrario di quello di Prospero che non è saltato, ma anzi si è duplicato!
Chi capirà mai cosa stia succedendo da qualche mese nella rete vincerà una striscia di Frazetta in 3d della "Città di ghiaccio".
AUGH!

Caro Tomaso, dato che mi accusi velatamente di essere un po’ maleducato, rispondo in fretta e furia “una tantum”. Se avevo detto che non lo avrei fatto più era per due motivi: a) purtroppo devo lavorare e se mi metto a parlare di fumetti non finisco più, come si è visto in questi 10 giorni; b) obiettivamente non si può “discutere” con i fan. Ecco il mio (davvero) ultimo e inutile intervento. Dan Barry lo si vede per intero nella prima storia delle strisce di Gordon del 1951 e nell’inizio della seconda, “La città di ghiaccio”. Poi, non si capisce più niente. Saranno la miriade di disegnatori che si incrociano, saranno gli schizzi di Kurtzman, non lo so: ho detto e ripeto che non mi intendo di strip, e forse il mio errore è guardarle come se fossero le pagine (molto più tirate via) dei comic book. Quindi non affermo in assoluto di avere ragione. Comunque, dicevo, all’inizio delle strip c’è sicuramente Barry, ed è esattamente quello che conoscevo dai suoi precedenti lavori nei comic book: un buon artigiano incapace di inventare qualsiasi cosa. Guardate come fa i razzi in questa storia e mezza, per esempio. Poi arriva il diluvio di disegnatori, molti dei quali sono morti (mi riferisco a quelli degli anni cinquanta) e quindi non so come si faccia a intervistarli. Prendiamo Wally Wood, per esempio, suicidatosi una trentina di anni fa. Vorrei che qualcuno mi spiegasse (magari senza scomodare sempre il povero Beccatini) quale fosse il suo ruolo nelle molte strisce in cui appare indiscutibilmente la sua mano. Io di Wood conosco tutte le storie coeve nei comic book (non solo Ec) e per Spirit. Penso di essere in grado di fare una valutazione: per me le ha disegnate lui. Io mi placherei e riconoscerei il mio errore se vedessi delle matite di Barry belle come le strisce che gli vengono attribuite. Quelle che ho visto, non mi hanno mai soddisfatto. Prendiamo le matite delle tre vignette qui in alto. Si è mai visto qualcosa di più convenzionale? Certo, la mano non è quella di un ragazzino, è quella di un consumato professionista. E’ la composizione a essere quella di un ragazzino! Lasciamo perdere le prime due vignette e guardiamo la terza. A sinistra c’è Ming, dove possiamo ammirare il tratto deciso di Barry (l’ho sempre detto che è un bravo inchiostratore, anche se qui usa la matita). L’immagine del tiranno è inutilmente caricaturale, una parodia di Fu Manchu, non il vero Fu Manchu che Raymond tirava fuori da Ming. Diciamo che è pittoresco, va’. Poi passiamo, orrore, alla parte destra della vignetta. La cosa che più colpisce è lo sfondo: può un disegnatore non sapere che dietro a figure piccole e articolate, come quelle dei due ometti, ci vuole uno sfondo non confuso, possibilmente sgombro? E i due ometti, non sembrano presi da Tiramolla? Riguardiamo la vignetta nel suo insieme e, in tutta sincerità, possiamo attribuire questa convenzionalità (e gli errori) a una Maestro del fumetto? Ripeto, il fatto è che, probabilmente per mia distrazione, non ho mai visto le matite di una bella striscia di Barry. Il mio sospetto è che le belle strisce le ha disegnate sempre qualcun altro e lui le abbia solo inchiostrate. Potrei benissimo sbagliarmi, le strip non sono il mio territorio, ammesso che ne abbia uno.

Sauro: per carità , io non nascondo nulla diero a dei veli.
Poi, si, capisco che chi lavora non può perdere tempo in questo mondo che va a cento all'ora.
Viceversa io vado piano, non per scelta ma per necessità.
Io ti ringrazio per la tua partecipazione a questi post, hai amimato la scena, hai sollecitato risposte, esposto le tue idee:
Non è poco.
Ciao, spero a rivederci:

"Come si può discutere con uno che avrebbe dato un pugno sul naso a Grace Kelly"
Howard Cunningham

Spero di fare cosa utile.
Marco Travaglini ha già citato questa cosa in un altro post, io la metto qua: Diane Disney e il marito, Ron Miller, non potranno essere a Napoli per il Comicon - Salone Internazionale del Fumetto, in programma dal 25 al 28 aprile. La figlia di Walt Disney e suo marito hanno infatti ricevuto raccomandazioni mediche che non consentono loro di intraprendere un viaggio transoceanico per arrivare a Napoli. I due hanno dunque dovuto cancellare anche l'appuntamento del 24 aprile alle 10 al Comune di Napoli con il sindaco Luigi De Magistris e l'assessore alla cultura Antonella Di Nocera.

Beka: le matite della "Città di ghiaccio" quindi sono tutta farina del sacco di Dan Barry.Ora, io non ti voglio seccare troppo, ma come fai ad esserne sicuro?? Hai fra le mani prove documentali inoppugnabili??
Perché se si tratta solo di cose scritte da questo o quello, beh, in questo caso si rimane sempre nel limbo delle ipotesi.
Se rispondi, grazie in anticipo.

Tomaso,
come ho già detto molte altre volte molte matite della La città del ghiaccio sono di Frazetta. Ho inviato a Luca delle copie!

Nestore: che vuoi, San Tomaso non ci crede se non ci mette il naso!!
Ora, se Luca mette le matite da te ricevute nel post, o in uno successivo, tutti potranno vedere e farsi un'idea su questa faccenda di chi ha fatto le matite della "Città di ghiaccio2.
Spero che ci sia anche la regina Marla.
Lo dico perché Frazetta nel 1951 nel suo personaggio tarzanoide, Tunga ( o qualcosa del genere)che io vidi per la prima colta su di un numero de "Il Fumetto" ANAF del 1973.Lo cerco e scrivo poi il numero e la data esatta.

Ho lasciata mozza una frase: le donne disegnate da Frazetta nel 1951 nella saga di Tunga (?), sono molto carine, con capelli mossi e quasi sexy.
E la povera regina Marla???
Chi vivrà, vedrà

Ahhhh! Ho trovato il numero di "Fumetto": n°9, febbraio 1973, speciale dedicato a Frank Frazetta,
. Il personaggio si chiama Thunda.... ehh, la memoria.
Si tratta della prima storia, risalente al 1951, mese sconosciuto.
Alla quinta tavola, ultimo quadretto, arriva la ragazza....
Thunda la salva dalle grinfie di cavernicoli che l'hanno assalita.
Se avete questa storio sott'occhi, guardate com'è carina la fanciulla nella nona tavola, con i capelli mossi dal vento.
Nello stesso numero di "Il Fumetto" c'è pure una storia del Nostro intitolata "White Indian": bella!!

Ciao!
Credo che Tomaso si riferisca a THUNDA (qui un link: http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.americanartarchives.com/frazetta_thundra52_no1.jpg&imgrefurl=http://www.americanartarchives.com/frazetta.htm&h=718&w=500&sz=125&tbnid=3BE9ILDU--urDM:&tbnh=95&tbnw=66&prev=/search%3Fq%3Dfrank%2Bfrazetta%2Bthunda%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&zoom=1&q=frank+frazetta+thunda&usg=__zql10zmxzYf-SOV0BtCANwgpElY=&docid=a6oL2S__rqPgLM&hl=it&sa=X&ei=i312UeXcFKTR7AaD5ICIAg&ved=0CDYQ9QEwAQ&dur=509 )


... a meno che non si riferisca a "Untamed Love", pubblicato in contemporanea o quasi da un Club fiorentino, un lustro dopo, però.


Per la pubblicazione di cose nuove su questi autori, Frazetta compreso, dobbiamo aggiornarci all'inizio del mese prossimo.


Buone letture e commenti per i prossimi giorni. Se qualcuno scompare nel nulla, posso tentare di recuperarlo il 30 aprile e rimetterlo in circolo.

Si, è lui!
Numero speciale de "Il Fumetto" dedicato a Frazetta, febbraio 1973.
C'è anche "White indian", credo sempre disegnato nel 1941.

Perbacco!!!! DISEGNATO nel 1951.

Tomaso & C.:

Allora... Non so esattamente che cosa tu intenda con "La città di ghiaccio2", perciò ti elenco matitisti e inchiostratori delle strisce dal 25 febbraio 1952 fino al 20 aprile 1953.

25/2/1952-25/6/1952 - Matite: Dan Barry; Chine: Dan Barry, Sy Barry, John Belfi (NB: Le chine di Sy Barry sono evidenti in strisce quali 15/5, 21/5, 24/5, 26/5).

26/6/1952-21/7/1952 Matite: Dan Barry, Ric Estrada; Chine: Dan Barry, Sy Barry, Ric Estrada. (NB: Le strisce dal 5/7 al 12/7 sono quasi completamente di Estrada).

22/7/1952-1/10/1952 - Matite: Dan Barry; Chine: Dan Barry, Sy Barry, Sam Burlockoff.

2/10/1952-4/10/1952 - Matite e chine: Jack Davis.

6/10/1952-6/2/1953 - Matite: Dan Barry; Chine: Dan Barry, Sam Burlockoff

7/2/1953-10/2/1953 - Matite: Dick Rockwell; Chine: Dan Barry

12/2/1953-28/2/1953 - Matite: Frank Frazetta; Chine: Dan Barry.

2/3/1953-20/4/1953 - Matite: Dan Barry; Chine: Sam Burlockoff.


Salutoni,
Beka

Quanto scritto da Beka molto mi corrisponde. Qualche dubbio mi sorge in qualche striscia partendo dalla
11-7-1952, ove avverto l'impronta di Wally Wood.
Comunque, colgo l'occasione per fare un in bocca al lupo per il libro!

Beka: si, La città di ghiaccio inizia sull'albo Traguardo n° 34 del 5 Marzo 1953, e la prima striscia è datata 25/2/52.
Arrivati alla striscia del 6/52, contenuta in ultima pagina dell'albo Traguardo del 30 Aprile i953, la storia rimane sospesa, fino all'uscita dell'albo Elefante n°1, datato Gennaio 1945, dove continua la storia tutta a colori ,grande formato.Alla fine dell'albo Elefante n°2 siamo alla striscia del 10/22/42. Poi si riprende sui "Celebrieroi dell'Avventura, ultima striscia del 2/10 53.
Per conoscere il seguito ci sarà da attendere l'uscita del piccoloalbo "L'Ardimentoso nel 1960.
Tu sai chi ha fatto le matite ,io no, come potrei??
Nestore hascritto di aver mandato a Luca le metite ,non so quante, della "Città di ghiaccio"dovute a Frazetta.
Non so, mettetevi d'accordo fra voi.

L'albo Elefante è naturalmente del 1954: una leggera dislessia di ritorno. Chiedo mercè.

Anche per la striscia dell'albo Elefante n°2,occorre leggere 10/22/52 e non ovviamente 42.
Abbiate pazienza, ho gli occhi sottoposti a cure intensive, interventi e colliri.Nonostante mi sforzi, ci vedo male.Pazienza

Beka: comunque, occorrerebbe l'elencazione delle fonti dalle quali hai estratto il tuo elenco.
POi ci virrebbe una persona supercompetente in grado di accertare la veridicità delle fonti stesse.
Questa è comunemente la prassi corretta, altrimente son solo parole al vento.

Olé : mi è sovvenuto che forse la persona superesperta in grado di giudicare chi matitò ed inchiostrò GOrdon in quei fatali primi anni'50, potrebbe essere lo stesso Beka.
Lo dico seriamente, senza nessuna intenzione di fare della gratuita ironia.
Non c'è bisogno di attraversare l'Atlantico per trovare chi sa queste cose.
Ho riguardato le strisce gordoniane dal 9/22/1952 che appaiono su "Gordon"n°15 ( Copertina di... Buzzelli),collana "Celebri eroi dell'avventura", però sempre tipolitografia Adriana, Roma (Maggio(?) 1952).

Beh, la storia prosegue partendo da quanto contenuto nell'albo serie "Elefante"n°2, paradossalmente ancora ed.Adriana, ma Gennaio 1954!!
Comunque la prima striscia è quella datata 10/21, con i nostri eroi che escona a cavallo da Tartaro e si addentranonella foresta degli arcani.

dale non c'è, mi pare rapita da qualche libidinoso satiro (alla lettera!!), Gordon è accompagnato da Kent, il ragzzo e dalla regina Marla".
Ecco, qui in questa sciagurata edizione ci sono salti nelle strisce: mancano quelle del 11/2 e parte di quella precedente.
Dovrò andare in biblioteca a verificare sull'edizione Comic Art.
Ah, alcune vignette appaiono visibilmente allungate.

Cavolo , è saltato il post di mezzo!!
Va beh... allora , ci troviamo ai limiti della illimitata foresta vergine, luogo di orrorifici incantesimi.
I satiri di Tartarus che accompagnano Gordon se la danno a gambe, ehm ehm, a zampe e... segue nel post precedente!

Siamo nelle strisce datate10/11 1952 e dintorni. Quindi, secondo Beka, matite di Dan Barry, chine del fratello e di Burlockoff ( ma chi era, scusate l'ignoranza, costui???).

Fumetti di guerra, Superman??
In Italia dove e quando??? se mai Burlockoff c'è arrivato.
Io di queste cose non so nulla!!!

Tomaso & C.

Grazie per la fiducia... In effetti, come dicevo, sono trent'anni che studio sulle strisce di Dan Barry... Anche se nessuno è infallibile, ci mancherebbe. Ma escludo categoricamente che Frazetta sia intervenuto sulla "Città di ghiaccio". E Wood collabora molto più tardi, nel 1957, e soltanto in quella occasione.

Di seguito quanto riporta lo Who's Who of Comic Book Artists su Sam Burlockoff. C'è una intervista con lui su un numero di Alter Ego che non ho qui a portata di mano. Comunque, a parte le strisce di Flash Gordon, non credo che niente di suo sia mai apparso in Italia. Per Dan Barry inchiostrò nel periodo 1947-53 storie poliziesche per gli albi della Lev Gleason e storie di The Heap per Hillman, se ben ricordo.

Salutoni,
Beka


SAM BURLOCKOFF via Jim Amash
Name and vital stats
BURLOCKOFF, SAM [1924- ] (artist)
Pen names
BURLY
Print Media (non-comics)
Artist: 1958 Flash Gordon and His Adventures in Space [two versions with different cover paintings] > 58
Artist: 1959 Picture World Encyclopedia > 59
Artist: Advertising
Artist: Juvenile books: 1950s-late-60s Coloring books for Saalfield Publishing > 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69
Assistant Art Director: Al Majal magazine for U.S. Information Agency for the Middle East
Honors
Gold Medal from the Society of Federal Artists and Designers 1970 > 70
Gold Medal from the Washington Art Directors' Club
Silver Award from the New York Art Director's Club
Syndication
APARTMENT 3-G (ink/) early-1960s some for Publishers Syndicate > 60 61 62 63
FLASH GORDON [daily] (asst ink/) 1952-53 for King Features Syndicate > 52 53
SAINT, THE [daily] (ink/) c1950 for New York Herald-Tribune > 50
Overseas comics
JOHN F. KENNEDY~ (pen/)
L.B.J. (pen/) with Mike Roy
MAN ON THE MOON, THE (pen/) pre-1970 > 68 69 70
TRUE TALES (pen/ink/) 1960-70 thrice weekly > 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70
Various features (pen/ink/) for U.S. Information Agency; not available in U.S.
Assisted
Alex Kotzky [his inker] 1950s > 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59
Dan Barry [on inking] late-1940s-late-50s > 47 48 49 50 51 52 53
Paul Reinman [his inker] 1941-43 > 41 42 43
Retired from comics
1989 > 89
Comics Studio (Shop)
FUNNIES INC. (pen/ink/) 1941 work for MARVEL COMICS > 41
Note on comics career
Did strips when in the service before being shipped overseas c1944 > 44
ARCHIE PUBLICATIONS
ARCHIE (ink/) 1943 > 43
DUSTY (pen/)
SHIELD, THE (pen/) 1942-44 > 42 43 44
WEB, THE (pen/ink/) 1943 > 43
DC COMICS
ALL-AMERICAN MEN OF WAR~ (pen/ink/) 1954-55 > 54 55
Covers (pen/ink/) 1954 > 54
GANG BUSTERS (ink/) 1953 > 53
GREEN LANTERN (ink/) 1943 over Paul Reinman's pencils > 43
KING, THE (ink/) 1943-44 > 43 44
MANY LOVES OF DOBIE GILLIS, THE (ink/) 1960s > 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69
OUR ARMY AT WAR~ (pen/ink/) 1953-54 > 53 54
OUR FIGHTING FORCES~ (pen/ink/) 1955 > 55
STAR SPANGLED WAR STORIES~ (pen/ink/) 1954-55 > 54 55
STARMAN [1st version] (ink/) 1943 in ALL-STAR COMICS > 43
SUPERMAN (ink/) 1953 in 3-D > 53
WILDCAT (ink/) 1943-44 > 43 44
EASTERN COLOR PRINTING
NEW HEROIC COMICS~ (pen/ink/) 1946-48/52-53 > 46 47 48 52 53
Romance (pen/ink/) c1947-52 > 47 48 49 50 51 52
FAWCETT COMICS
DESTINATION MOON (ink/) 1950 > 50
HARVEY COMICS
MR. Q (pen/ink/) 1943 > 43
HILLMAN PERIODICALS
HEAP, THE (ink/) 1947 over Dan Barry's pencils > 47
LEV GLEASON
CRIME DOES NOT PAY~ (pen/) 1947 > 47
HERO OF THE MONTH (pen/) 1943 > 43
Various features (ink/) late-1940s for Mike Roy and Dan Barry > 47 48 49
YANKEE LONGAGO (pen/) 1943 > 43
MARVEL COMICS
ADVENTURES INTO WEIRD WORLDS~ (pen/ink/) 1954 > 54
BATTLEFRONT~ (pen/ink/) 1953 > 53
HUMAN TORCH (pen/) c1941 > 41
MEN'S ADVENTURES~ (pen/ink/) 1953 > 53
SECRET STORY ROMANCES~ (pen/ink/) 1954 > 54
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UNCANNY TALES~ (pen/ink/) 1953 > 53
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QUALITY COMICS
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CAPTAIN TRIUMPH (ink/) c1945- > 45 46 47
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ST. JOHN PUBLISHING
FLYBOY (ink/) 1954 over Alex Kotzky's pencils > 54
STANMOR
MIKE DANGER (pen/ink/) 1954 in CRIME DETECTOR > 54
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RED, WHITE AND BLUE (ink/) 1950s unconfirmed > 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59
Romance (pen/ink/) 1954

Caro Beka, cerco di tacitarmi, ma non riesco. Chiaramente non pretendo di essere al tuo livello, avendo tu studiato Dan Barry per più di 30 anni e io per meno di 30 minuti. Il problema, per me, non è tanto nei nomi dei “collaboratori” (che ritengo più numerosi) ma sapere cosa facessero realmente. Mi spiego, nella sua ultradecennale carriera Gene Colan ha sempre disegnato lo stesso tipo di “astronave”: una specie di aereo-razzo ricalcato da qualche vecchia fotografia. I disegnatori fotografici sono tali perché non in grado di inventare nulla che non si possa fotografare e ricopiare. Certo, ci sono anche dei disegnatori capaci di inventare che si servono delle fotografie, come Raymond (i mostri di Gordon non poteva averli fotografati). Ora, Dan Barry aveva sempre disegnato le astronavi come Gene Colan, sia nei comic book sia nella prima storia e mezza di Gordon. Com’è che, a differenza di Colan e di tutti gli altri fotografici, a un certo punto riesce a inventare astronavi abbastanza originali e addirittura macchinari non esistenti nella realtà? A mio parere non poteva averli inventati lui, quindi gli “inchiostratori” intervenivano anche nelle matite. Questo vale anche per molti altri aspetti, come la composizione, le inquadrature, eccetera, che si modificano nel giro di poche settimane. Pur essendo (quasi) sempre chiaramente avvertibile la presenza di Barry. A mio parere, insomma, l’espressione “matite di Dan Barry” è un concetto piuttosto aleatorio. Mi piacerebbe tanto vedere le matite delle strisce del Gordon di Dan Barry degli anni cinquanta, cioè di un periodo in cui le si potrebbe confrontare con lavori sicuramente suoi realizzati precedentemente.

Mi associo: esistono matite di di strisce di Gordon 1951/55 di Dan Barri??
Nestore del Boccio dice di aver inviato a Luca strisce disegnate da Frazetta inerenti "la città di ghiaccio: non rimane che attendere i primi di Maggio per vederle sul blog, e in caso effettivamente esistessero ( Nestore, io dubito di TUTTO) si riaprirebbe tutto la faccenda.
Non rimane che -sospiro - attendere.

Sauro, il tuo discorso esprime un concetto che, preso in se stesso, puo' avere una certa logica...solo che nel caso di Dan Barry,nonostante la moleteplicità di collaborazioni, dimostra, nel suo divenire, una crescita ed uno sviluppo sempre in fieri mantenendo quella cifra stilistica che verrà a svilupparsi negli anni: come ho scritto e citato esempi nei post precedenti. La grandezza di Dan Barry sta in risposta proprio nella tua domanda: sulla creatività delle astronavi. Dan Barry, oltre ai disegni, ove infonde un realismo che si confà al periodo anni '50 (periodo del neorealismo) riesce a sviluppare anche nelle tematiche, uno sviluppo creativo, anticipando, a volte, soluzioni che solo più tardi la scienza arriverà a scoprire; come nel campo medico con l'episodio: La rivolta degli intoccabili.

Ma, caro Sauro,tra le tante affermazioni che hai fatto ce n'è una che merita importanza e approfondimento: quella in cui affermi l'importanza di Roy Crane, sia nel fumetto di Hergè che nel fumetto giapponese. Io sono d'accordissimo con questa analisi! Hergè, nei primi anni '20-30,studio' moltissimo gli americani di quel periodo; e nei giapponesi, come Akira, per esempio,si intuisce molto un timbro le cui radici arrivano a Roy Crane!

Comunque, c'è una cosa che voglio chiarire da tempo: non capisco perchè si seguiti a parlare della "Città del ghiaccio" quando gli obiettivi a cui faccio (facciamo)personalmente riferimento, sono storie che in italiano sono chiamate: Foresta del terrore, Pasturia, la scatola magica...

Nestore: nel post del 23 Aprile scrivi di aver inviato le matite de "La città di ghiaccio " a Luca.
Riferendomi al materiale italiano in mio possesso, posso dire che l'Albo Traguardo n°34 del 5 Marzo 1953 si intitola proprio così.
La prima striscia è del 2/25/1952, l'ultima è del 6/14 del 1952, albo traguardo n° 42 del 30 Aprile 1953.

Poi l'avventura seguita sull'albo gigante serie "Elefante"n° 1, "Nel regno di Tartarus", tutto a colori e con la bella rgina Marla che presenta la pelle blu.
Licenza poetica italica, poiché le originali strise quotidiane sono, come ben si sa, in bianco e nero.

Strisce, naturalmente.
NOn so nella ristampa "Comic Art come siano intitolate queste storie.
Ad esempio, l'albo "Celebri eroi dell'avventura n° 15 "ed Gabriele Gioggi ,Giugno 1953 ma strisce a partire dal 10/22/1952, si intitola ,"Flash Gordon e le sue avventure nello spazio : la vendetta della cornucopia" . Ma in effetti è l'inizio della Foresta del terrore.!!

L'albo successivo si intitola "Flash Gordon e la macchina del tempo, strisce da 12/16/52 al 2/11 /1953, cioè 11 di Febbraio.

Per conoscere il seguito, per quanto ne so, sarà necessario aspettare il 1960 con la serie degli albi de "L'Ardimenroso", che poi contengono anche JIm della Giungla,Principe Valiant ecc, ecc,.
Ecco, spero di essermi spiegato.

Nestore, ecco, ora bisognerebbe sapere a quale periodo corrispondono le matite di Gordon che tu ha mandato a Luca: se corrispondono a quelle del febbraio/Giugno 1952, allora ci troviamo nella "Città di Ghiaccio, se sono successive si tratta di "Nel regno di Tartarus", "La foresta del terrore", "La macchina del tempo" e così via.

E tutto questo mentre l'ineffabile Luca Boschi se la spassa a Napoli fra belle donne e champagne(brut)!!
Luca , Luca, incorreggibile viveur!!

Nestore, per me Roy Crane è centrale per il fumetto giapponese (se si guardano le donne dei manga si capisce che non provengono affatto dal pur immenso Hokusai), essendo stato l’ultimo autore conosciuto da quelle parti prima che, per motivi politici, cessasse l’influenza americana. Così i giapponesi non hanno recepito il realismo fotografico di Foster, e tantomeno Raymond. Il manga, quindi, è lo sviluppo del fumetto americano senza il passaggio realistico. In Italia è accaduto il contrario, si è passati di botto dagli autori comici messi in rima dal Corrierino (le avventure di Crane non potevano essere utilizzate) agli autori realistici importati dall’Avventuroso. In Francia c’è stata una via di mezzo, perché hanno conosciuto entrambe le produzioni americane e Tintin ha continuato il discorso lasciato interrotto in America con l’arrivo di Foster. Sono d’accordo che sarebbe stato infinitamente più interessante discutere di questo, ma siamo tra i nostalgici italiani e allora ci sono stati ben tre post su Dan Barry.

Sauro: mi pare ci siano stati tempo fa alcuni post imperniati su Roy Crane, prima di capita Easy, cioè con il piccolo - di statura- Tubbs.
Al ritorno di Luca dai baccanali partenopei, si potrebbe ripartire da quel punto.
L'argomento è affascinante.

La cosa più antica di Crane che conosco è la serie di strips di "Hairbread Harry, del 1924.
It seems to me VERY BRITISH!!
Già , perché In Gran Bretagna all'inizio del 1900 circolavano parecchi settimanali per ragazzi.... e alle spalle c'era già una consolidatissima tradizione grafica, spesso umoristica di tipo satireggiante.
Lo scenario si complica.

Caro Tomaso, chiarisco: le provocazioni non devono essere prese alla lettera. Io non so neanche se Crane venisse pubblicato in Giappone e in Belgio. Forse no, tenuto anche conto che il suo syndacate, la Nea, era piuttosto modesto. Ricordo un sacco di personaggi americani pubblicati ai tempi in Giappone, i più famosi probabilmente erano Blondie (peraltro del tardo 1930) e Arcibaldo di McManus. Invece non ricordo Captain Easy. Ciononostante gli autori giapponesi guardavano all’America come i giovani beat italiani degli anni sessanta guardavano all’Inghilterra. I capelloni si procuravano e si scambiavano i dischi originali inglesi, i mangaka i fumetti originali americani. Il fatto è che Roy Crane fa muovere i suoi personaggi, cioè li fa correre, saltare, prendersi a botte, esattamente come faranno giapponesi e francofoni, anche se non necessariamente il riferimento principale sarà sempre Crane. Come dice correttamente Nestore, perfino su Akira di Otomo, quindi in un fumetto ormai realista, si può vedere il lontano influsso di Crane. Non di Foster, che partiva dalla fotografia e di movimento ce ne metteva ben poco. Pure i comic book, anche se i loro autori dicono spesso il contrario, partono (e con Kirby restano) molto più con lo stile di Crane che con quello di Foster. Probabilmente non è neppure del tutto vero che siano state le ragioni politiche a impedire l’introduzione di Foster: forse, semplicemente, i giapponesi non lo capivano e, almeno in questo, la loro tradizione artistica precedente c’entra qualcosa. Ecco, l’ho rifatto, sono tornato a perdere tempo scrivendo commenti.

Non ti voglio far perdere tempo, il fatto è che l'argomento mi interessa.
Mi piacerebbe, ma non so come potrei fare, vedere molte cose di Crane degli anni venti.
E cercare di capire quanto Crane sia stato innovativo rispetto al suo tempo, e se e come abbia influenzato gli autori coevi anche di paesi lontani.
Da parte mia è semplicemente desiderio di conoscere.
Mi ritengo fortunato per aver mantenuto questo atteggiamento mentale, perchè in questo modo sento veramente di essere vivo.Purtroppo ho sotto gli occhi esempi di coetanei che, senza averne colpa, sono stati sopraffatti dai problemi della vita e non si interessano più di niente.
Poveracci!

L'ideale sarebbero i volumi a colori della Fantagraphics. In italiano c'è "Captain Easy, da Crane a Turner", Anafi. Sul volume non vedo il prezzo e neppure l'anno, ma dovrebbe essere dell'anno scorso. Magari cercalo su www.amicidelfumetto.it Purtroppo, questo volume è in bianco e nero. Comunque su internet ci sono sicuramente divrse tavole di Easy.

Tomaso,
ho sbagliato a citare "la città del ghiaccio" ma è stato il seguito di una involontaria abitudine perpetratasi con la prima affermazione in tal senso fatta proprio da te.

Nestore, raccontaci cosa si vede in quelle maledette strip di cui hai le matite, così magari scopriamo che storia è (anche se D*n B***y non vorrei più nemmeno sentirlo nominare!).

D'accordo con te!

Su Crane per Hergè:
c'era un abate (Wallaz) cattolico e fascista che (nel suo studio del giornale parrocchiale, vingtième siècle, aveva il quadro di Mussolini) fece conoscere alcuni pubblicazioni americane tra le quali,
krazy kat e disegni di Crane che nel 1924, creo' Washington Tubbs11 divenendo poi, Wash Tubbs! Ma, in seguito, ci fu anche la scoperta dell'incisione che lo portarono ad una linea sempre più sintetica; oltre alla conoscenza di uno studente cinese alla belle arti di Bruxelles che gli fece conoscere la cultura orientale.
La creazione di Tin Tin
avvenne nel 1928.

Ahi, ahi, prima quando ho citato "Hairbread Harry" ho preso un granchio ( non con le pinze d'oro).
Ricordavo la strip perché menzionata e pubblicata nell'ambito della prefazione di Rick Norwood alle domenicali di Captain Easy, volume 1° della Fantagraphics booksIn realtà "Hairbread harry è un personaggio dell'inizio novecento, possibile ispirstore di Crane. Forgive me!!

Secondo me Nestore le strip di Gordon se l'è inventate per farci impazzire, altrimenti a quest'ora ce le avrebbe già descritte.

Per Wash Tubbs c'è la pregevole ristampa in albi della COmic Art.
Della editrice Fantagraphics ho i primi due volumii, tutti a colori, molto belli.
Il terzo volume non l'ho acquistato, perchè secondo me comincia a vedersi la mano di Turner, disegnatore che mi piace meno. Quante storie, direte voi!

Georges remi, detto Hergé, era il frutto della cultura del suo tempo. Nato e cresciuto nel quartiere più tipico della vecchia Bruxelles, "les Marolles" dove viveva la nonna materna....
Se volete sapere il seguito dovrete leggervi da cima a fondo il bel saggio di Philippe Goddin, Editions du Lombard 1986, intitolato "Hergé et Tintin reporters : "Du Petit Vingtieme au journal Tintin",
Alleluia, alleluia!!!

Georges Remi viveva in Belgio, paese supercolonialista, fortemente razzista.
I Belgi erano colonialisti senza pietà, ne fecero di cotte e di crude.
Ne Congo, credo che i vecchi se li ricordino ancora.
E dire che c'è ancora chi nella nosta. aldilà di tutto, bella Italia, rimpiange i Tempi dell'Impero, dell'invasione dell'Etiopia, paese cristiano e sovrano, dello sciagurato comportamento dell'aviazione monarchico /fascista, che mitragliava i civili ed asfissiava il popolo in fuga lanciando bombe all'iprite, proibito fin dal 1923 dalla Convenzione di Ginevra.
Se penso ai fascisti vedo rosso, compresa la falce e il martello!!!

Vedrai Vedraaaaiii....

Luigi Tenco!

Mi sono riletto l’avventura di Gordon con la regina Fria di Frigia. In fondo, non è poi così cattiva, questa “dominatrice”. Solo un po’ stronzetta con Dale, ma chi non lo sarebbe? Comunque, più delle donne di Gordon, a me piacevano i futuribili mezzi di locomozione presi da Popular Mechanics e Popular Science: http://www.coverbrowser.com/covers/popular-mechanics/8 e http://www.coverbrowser.com/covers/popular-science/4 . Mentre Calkins, per Buck Rogers, si ispirava a quelli già retrò che il grande Frank Paul disegnava per le pulp Amazing Stories, Wonder Stories eccetera. Nestore, bel bidone che ci hai tirato.

Sauro: ti horintracciato per caso, poichè i vecchi post scompaiono e occorre ricercarli appositamente.
Ehh, FRia, alla fine si comporta correttamente, poi sparisce per sempre.
Dolo in un episodio disegnato nel 1961 sui comic books da Williamson, fa una fugare apparizione.Personaggi di carta...
Ora passo nel post nel quale si parla di Brik Bradford...

Lo primero, perdón porque aunque puedo leer en italiano, no soy capaz de escribir en él. Espero que me entendáis.
Soy un gran amante del trabajo de Dan Barry en "Flash Gordon".
Me gustaría saber quien intervino en las tiras del 19/11/1951 al 23/2/1952, además de Dan Barry. Tal vez el señor Becattini pueda aclarármelo. Le estaría eternamente agradecido.
Y ya tiene comprador para su libro.

Saluti

Andoni Iturbe-Ormaetxe
España

Data l'assoluta assenza di qualsiasi invenzione fantastica, io direi che qui Dan Barry ha fatto tutto da solo.

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