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LE DONNE DI GORDON: FRIA, REGINA DELLE NEVI di Antonio Cadoni

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Questo post ha un numero enorme di commenti.
Dopo il n. 100 bisogna far CLIC sulla scritta "successive" per leggere quelli che vengono dopo.
Non se ne hai immediata percezione, per cui può sembrare che qualche commento vada disperso nel nulla, ma così non è.

Incontro con Fria A

Uno dei post di Cartoonist Globale più visionati e condivisi degli ultimi tempi è stato il secondo sulle Donne di Gordon, quello sulla Principessa Aura.

Mi scrivono i ben informati che su Facebook è stato clikkato sinora da 1.260 persone diverse. Qui nel blog non è dato saperlo.

Flash Gordon, con Ming e Dale Arden, è presente alla fine dello scroll di questo post anche in dipinto, e con le matite dello stesso.

A tu per tu Fria

Dale con Fria

GORDON 3 Fria A-1

E adesso, quattro immagini su idillio e gelosi...

Idillio uno

Idillio due

GORDON 4 Fria B tre

GORDON 4 Fria B quater

Dal caos delle mie carte è emersala collezione de L'Avventura.

Su questo giornale, Fria ha effettivamente la carnagione rosea, come pare fosse nell'edizione originale (francamente io trovo più suggestive le vignette con la carnagione azzurra, come era nelle edizioni Spada).

Allego qualche vignetta, per fare qualche parallelo.

FRIA Avventura

Flash Gordon pencils

Flash Gordon Painting

LINK CORRELATI

LE DONNE DI GORDON: DALE ARDEN, di Antonio Cadoni

LE DONNE DI GORDON: LA PRINCIPESSA AURA, di Antonio Cadoni

BONUS

Eh, conviene sempre guardae cosa c'è in fondo ai post.
Questo è un filmino "domestico" girato da Ward Kimball!
Era il 4 aprile 1948, oltre 65 anni fa.

Questo video è in rete da una settimana appena.

Ecco cosa ne scrisse Ward nel suo diario personale:

Sunday, April 4, 1948

Up with bright sun. Kids helped me put nitrogen around orange trees. If they didn’t, no Jackson train ride. Damp grass.
At 12:45 left for Jacksons in Beverly Hills. 1st over there. He started the Colorado Central.
Steam up at 2:00.
Walt Disney arrived soon after. Got a big kick out of it all. We showed him the works. He couldn’t quite believe that it was all scale! He tried it out—got scared when drivers spin. “What the hell was that!” he’d ask me.
He had lots of fun. We all took movies and Jackson took stills. Showed Walt Jackson’s shop.
Kids rode and played “Train Robbers.” Home at 5:30. Broiled corn beef over fire place
.

Waltfootage-waltward

Le ricerche in rete ci hanno condotto direttamente a questa pagina di Amid Amidi, che ringraziamo deferentemente.

Commenti

Sarebbe assai interessante vedere di questo episodio di Gordon e la regina delle nevi Fria, la versione in inglese della Titan Books che riprende le domenicali originali.
Io ho tentato di acquistarlo, il secondo volume Titan tramite AmazonUK ( spesizione gratuita), ma qualche inceppo nella formalizzazione della mia richiesta, fino ad ora me lo ha impedito.

Sarebbe intrigante vedere anche la versione dello stesso episodio presente nel terzo volume IDW, Volume che qualcuno di voi lettori possiede di già??

Però, il massimo, sarebbe vedere una immagine di Gordon/Fria tratta da una domenicaleoriginale americana
Come erano mai stampate quelle grandi pagine a colori? si vedeva il retino tipografico?' quale era la qualità del disegno ( ehh, ci vorrebbe il diegno originale in bianco e nero: ma chi lo possiede??).
Poi, una cosa che mi ha sempre un poco messo a disagio: lo scrittore delle storie, Moore, ebbe veramente un peso fondamentale , oppure Raymond lo aveva solo come occasionale spalla??

Dico questo, poiché nelle trame delle avventure di Gordon si ripetono situazioni che sembrano uscite dalla mente di uno scrittore legato al mondo dei romanzi rosa/romantico: il protagonista -in questo caso un eroe maschile aitante - benchè fidanzato e virtuosissimo(???) , viene regolarmente concupito da bellissime principesse.

E questo schema narrativo continua anche quando Raymond ha lasciato i pennelli in mano a Briggs o a Mac raboy.

Perché poi ho parlato di retino ( tipografico o no)? per il fatto che nella pregevole _ secondo me- edizione Garzanti 1968 in volume di Gordon in bianco e nero, nell'episodio di Fria regina delle nevi, se ne nota un uso costante e differenziato nella gradazione dei grigi.Inoltre, mi sembra di notare ,in quel caso, nel disegno di Raymond qualche rimando ad Harold Foster, disegnatore del Principe Valiant.
Possibile????

Saltato il seguito!! Che fare??

Comunque, parlavo dell'inchiostrazione, vedi volume Garzanti in bianco e nero del 1968 e dell'uso del retino con diversi toni di grigio.

Inoltre, in questo episodio di Gordon/Fria, c'è una trasgrassione nel momento in cui Gordon bacia "dolcemente" Fria sulle labbra ( credendo Dale Arden defunta ).

Passo la parola.

In certe tavole non si avverte l'influenza di Harol Foster, disegnatore prima di Tarzan poi del Principe Valiant??

Tutto tace.
Va beh, continuo io.
Perché non riesco a fare l'ordine per il secondo volume do Gordon della britannica Titan Books, che contiene l'episodio di Fria regina delle nevi??
Allora ho letto i commenti in calce al blog di Amazon(?).

Dunque, benché il volume risulti bello e pronto in data Dicemmbre 2012, dai commenti mi sembra di aver capito che Amazon UK ( che mi manderebbe il volume senza spese postali), ancora non l'ha messo in commercio, mentre Amazon US invece sì!!
Mah, che baraonda, che confusione!!
Ma siamo uomini o caporali??
Che dipenda dalla mia conoscenza stentata della lingua inglese??
Help. help me!!

Rispondo all'ultima domanda: sì, nel periodo "classico" di FLASH GORDON si vede una decisa influenza di Foster (la scelta di eliminare i ballons a favore di una sorta di finta didascalia è chiaramente nell'intento di mimare PRINCE VALIANT).


In effetti, l'influenza di Foster c'è sempre stata in Raymond, come pure quella di Franklin Booth, di Matt Clark, di John La Gatta (o Giovanni La Gatta, visto che era nato a Napoli...)


Non credo (ma potrei sbagliare), che il 3° IDW sia già uscito.


Personalmente preferisco l'originale Fria, bionda e con la pelle rosa.


Naturalmente si vede il retino tipografico nelle tearsheets dei quotidiani americani.


Nel primo tomo IDW c'è un ricco saggio su Don Moore.


Moore ha la firma nel titolo dal 1948 (ai tempi di Raboy), per cui potremmo supporre che il suo contributo a FG vada dal principio ( o quasi) fino al 1953.
Altra ipotesi è che il FLASH GORDON di Briggs sarebbe suo anche per i testi, per cui Moore lascia nel 1944 e torna nel 1948 (dopo un episodio che sarebbe di Fred Dickenson).
Anche le giornaliere di Briggs (quelle della prima metà dei '40) avrebbero i testi di Moore.

Fortunato: grazie.
Per Fria, naturalmente, è questione di gusti, che sono manifestazione non tanto dipendente da un approccio estetico ma,credo, legato a pulsioni più profonde. Di tipo emotivo irrazionale.
Ma anche legati ad un fatto culturale.
Mi pare che su questo fenomeno legato alla percezione visiva e a come la nostra mente elabora , interpreta e valuta le immagini, di averne già parlato con te sul blog "Fumetti classici", del misterioso Leonardo Gori.

Il taglio “romantico” di Flash Gordon deriva sicuramente dall’esperienza di Don Moore come editor di Edgar Rice Burroughs. Le storie di Tarzan e di John Carter sono uguali: c’è sempre una principessa che si innamora perdutamente dell’eroe.

Si, non ci avevo pensato.
Inoltre quando Tarzan viene trasporto in storie a fumetti, proprio all'inizio nelle strisce quotidiane in bianco e nero ,al pennello - o pennino- c'è Harold Foster.
Comunque, mi pare fosse il 1928 (?), le storie originali di Burroughs erano stae sintetizzate, riassunte, da non ricordo più chi.

Ciao a tutti!
Io mi limito a ringraziare tutti per i commenti, che nei post su Flash Gordon o sugli altri eroi classici del KFS sono particolarmente densi di contenuto (e di competenza).
E con l'occasione saluto Sauro Pennacchioli, sceneggiatore (anche di alemno una storia Disney, se non di più) e già editor e responsabile della versione innovativa dell'"Intrepido" nella sua versione rinnovata dei primi anni Novanta.
E' a Sauro che si devono le uscite interessanti di serie come Billitteri o SprayLiz (di Luca Enoch). Non è mica poco!

A presto, buon lavoro.

Luca

Trasporto, trasposto, mah??
Comunque nel Tarzan fumettistico, giunto nelle mani di Hogarth, dopo Foster, il nostro eroe deve difendere la sua virtù anche dalle brame di muscolose amazzoni.
Insomma , visti i tempi, il tradimento el'amplesso erano vietati.
Ma anche al giorno d'oggi ne i puritani States, la rigida morale calvinista censura perfino il povero Jacobs e i suoi castissimi Blake e Mortimer.
Mah??

(Riposto perché la prima volta non è uscito). In Gordon sono presenti anche tutte le altre componenti di Tarzan, per esempio le città fantastiche (quasi una a romanzo, a volte due) circondate dalla giungla. Solo che mentre nella giungla di Tarzan ci sono i leoni, in quella di Gordon ci sono i draghi. E potremmo continuare.

(Riprovo a postare per la terza volta). In Gordon sono presenti anche tutte le altre componenti di Tarzan, per esempio le città fantastiche (quasi una a romanzo, a volte due) circondate dalla giungla. Solo che mentre nella giungla di Tarzan ci sono i leoni, in quella di Gordon ci sono i draghi. E potremmo continuare.

Ho capito, riesco a postare solo se uso il mio nome sbagliato, "Saur" invece di "Sauro". Comunque, salvo la prime strip del 1929, le tavole di Foster e di Hogarth non sono trasposizioni dei romanzi di Tarzan. Gli adattamenti verranno fatti nei primi anni sessanta da Russ Manning e altri negli albi della Gold Key (e, negli anni settanta, da Joe Kubert e altri nei comic book della Dc).

Si, però con Hogart e Dan darry ,Tarzan va al centro della terra.
Mi pare che ci sia un romanzo di tale genere.

Si, però con Hogart e Dan darry ,Tarzan va al centro della terra.
Mi pare che ci sia un romanzo di tale genere.

Sauro? Per caso l'ex mio direttore artistico della casa editrice Universo?

Comunque, Tarzan nasce dall'ispirazione della leggenda dell'antica Roma di Romolo e Remo allattati dalla Lupa! Nelle donne c'è anche l'influenza della mitologia greca.

Sì, l'ho letto anni fa. Il romanzo era un cross-over del Burroughs Universe, tra il ciclo dei romanzi di Tarzan e quello di Pellucidar, il mondo selvaggio al centro della terra. Secondo me alcuni elementi di quel ciclo, come le antiche entità (vagamente ispirate ai marziani della Guerra dei mondi di Wells), hanno costituito la base delle misteriose creature di Lovecraft. Molti sono i debitori segreti di Burroughs.

Sì, sono il tuo ex direttore. Come va? Più che l'ispirazione di Romolo, in Tarzan c'è il mezzo plagio del Mowgli di Kipling. Comunque stavamo parlando della struttura delle storie di Flash Gordon, non delle fonti di ispirazione.

Si vivacchia! Si, ma anche Mowgli....
Spero di rivederti.
Un saluto!

Le tavole domenicali di TARZAN sono sempre state su soggetti originali, mentre le strisce giornaliere sono state per molti anni fedeli trasposizioni dei romanzi (non solo le prime del 1929), per mano soprattutto di Rex Maxon (ma anche di William Juhré).

Sauro( perdoni il tono confidenziale:si, l'argomento centrale sarebbe quello relativo alle donne che incrociano le avventure di Gordon.
il che vuole dire parlare della struttura narrativa e del ruolo dei personaggi.

La regina Fria, a parte l'epidermide celeste, non è poi un personaggio senza spessore.
Dimostra una personalità complessa, e alla fine riconoscendo i propri errori e rimediandovi ( libera Gordon e Dale), dimostra libero arbitrio e qualità morali.
Non è quindi una donna sciocca, superficiale e in balia delle sue pulsioni erotiche.
Non poco.

Fortunato. a me Maxon come disegnatore è sempre piaciuto.
Purtroppo in Italia i critici gli hanno sempre spezzato le gambe.
Ricordo il giudizio lapidari di Gianni Bono, nel primo numero delle domenicali di Hal Foster, edite da Cenisio.
Perché poi questi giudizi negativi??
Beh, non aveva un segno convenzionale e le figure umane e gli sfondi non avevano la classicità di Raymond o di Foster.
Ma che vuol dire??
La carica espressiva era autentica.
Va beh, pazienza.

Non apprezzando Maxon ho dimenticato il suo lavoro (lo stesso dicasi per Marsch, che ha adattato anche lui qualcosa per la Dell negli anni cinquanta). Ciò non toglie che le tavole di Foster e Hogarth hanno poco a vedere con Burroughs. L'argomento è le donne di Gordon, sì, e il mio "contributo" consiste nel dire che sono trattate all'interno della struttura narrativa di Burroughs (attraverso Moore). Dire altro, come ho fatto, in effetti porta fuori argomento.

Le donne di Gordon: Uraza/Azura era invece un autentico archetipo,
La donna maga, la regina malvagia....
Circe, la regina di Biancaneve....
Ma anche Tarzan non scherzava. due donne (quasi eterne)[ come non pensare allo scrittore fine ottocento Haggard]: una era anche vampira, che ricordo nelle tavole a colori su "Robinson", l'altra disegnata non ricordo da chi ( il dopo Rubimor) che poi alla fine cede ai sentimenti amorosi e per questo suo "peccato" perde l'eternità e di dissolve in polvere.
Poveretta!

Perfetto il riferimento ad Haggard. Burroughs, dopo aver scritto il primo romanzo di Tarzan ispirandosi a Kipling, adotta e perfeziona lo schema che Haggard ha creato per il ciclo di Ayesha. Abbiamo quindi prima Haggard, poi Burroughs e infine Moore (con Gordon). Tutte le donne di Gordon, come quelle di Tarzan (basti pensare alla regina La di Opar) sono intercambiabili, le differenze sono dovute solo alle neccessità delle trame (particolarmente esili quelle di Gordon).

Apparentemente, la tipologia delle regine di Gordon è quella che in gergo “sadomaso” viene chiamata “dominatrice”.
E’ una regina perché, all’epoca, le uniche donne che “comandavano” erano le sovrane europee (c’erano ancora poche capo ufficio).

Lo schema narrativo consisteva in:
1) presentazione della dominatrice;
2) incontro-scontro con l’eroe;
3) sconfitta della dominatrice nel momento in cui l’eroe le tirava fuori la sua femminilità, facendola tornare la debole donna che, per l’etica del tempo, doveva essere.

Questo cliché già alla fine degli anni trenta era ormai considerato troppo maschilista per essere perpetuato.

@ tomasoprospero
Circa Maxon, temo di condividere un po' il tuo parere.
Non era affatto male (soprattutto abile nelle scelte chiaroscurali)
Il suo problema non era il segno in sé, che non era certo peggio di quello di un Clarence Grey, ma l'impegno nella documentazione.
Se Foster disegnava un rinoceronte era un rinoceronte.
In mano a Maxon un rinoceronte poteva essere malamente inventato.
Dipende quindi dalle singole sequenze: quando si impegnava aveva i suoi pregi, ma, quando tirava via, era inguardabile.

Circa le tematiche in FLASH GORDON e soprattutto la caratterizzazione dei personaggi è difficile non riconoscere la ripetitività e l'abuso di luoghi comuni.

FLASH GORDON è un tipico fumetto "pulp", dove la frenesia della trama è tutto e i personaggi sono spessi come carta velina.

Se pensiamo a ciò che riusciva a fare Caniff in quegli stessi anni, il paragone è schiacciante.

Dalle "Miniere di Re Salomone" alla "Misteriosa fiamma della regina Loana"... alla regina Undina di Gordon
Si, certo , la Dragon Lady di Caniff è un'altra cosa.
Ma io cerco di vedere le cose nel loro insieme, da molto lontano.
Chissà poi perchè?

1) Nel senso che Caniff era uno scrittore bravissimo, in grado di descrivere in maniera sottile la psicologia femminile, oltre a quella maschile.

2) Su Maxon sono pure d'accordo con te, Fortunato: disegnatore bravo nelle sue poche illustrazioni che ho visto, perché le lavorava a fondo; disegnatore pessimo su Tarzan e Turok, che sembra abbia inventato lui, perché tirava via alla grande.

Molto bella questa sequenza di commenti, mi insegnate tante cose che non conosco. Ciao!

Ma che domande fai Tom?
Tu ci hai un molto particolare tipo di monocolo estraibile, lo sappiamo.
E' contemporaneamente sia telescopio che microscopio e ti consente
di vedere panoramiche nei minimi dettagli.
E riesci a vedere le cose nel loro insieme da molto lontano perché
-invece di tenerlo chiuso nella sua custodia di cuoio foderata di velluto bordò-
lo usi!


2 19:Merci beaucoup, tante grazie tante....ecc, ecc.
Mi riferisco alle strofe di questa canzoncina d'altri tempi.


Una riflessione sulla metamorfosi, dell'aspetto fisico, delle donne di Gordon. All'inizio hanno una corporatura morbida , molto femminile.
Anche Aura ha queste caratteristiche.
Un poco sul modello della regina Loana di Cino e Franco.

Ancora nelle tavole del mese di settembre 1934 sono così.
Esemplificative le grandi figurine ( contraddizione in termini, pardon) che fanno bella mostra di sè in alto a destra, rubando spazio alle tre strisce di Jungle Jim.
Hanno anche una intitolazione: Fantastic fashion.

Passiamo all'Aprile 1935 con l'entrata in scena della witch queen Azura. fisico atletico da campionessa di atletica leggera, figura longilinea ( tacchi da 20 cm.??).
Ho l'impressione che , a parte la contaminazione con il genere sword and sorcery, ci sia il rimando a qualche attrice cinematografica.
Comunque il modello fisico della donna è cambiato.

Nella tavola del 2 giugno entra in ballo anche la sequenza sadomaso, con la povea daleseminutda e vista di schiena, frustata da un'aguzzina, presente la regina Azura che osserva apparentemente imperturbabile.
E' già all'opera lo scrittore Don Moore??
Io credo di no.

Povera Dale!! sta diventando più sexy, ma non può competre ,da questo punto di vista con Azura.
Punto il dito sulla tavola del 15 settembre 1935, con la nostra Regina Maga condannata ad essere uccisa da un lanciatore di coltelli, una sorta di nano, parte di una tribù che vive in caverne.
Il volto di Azura richiama quello dell'attrice Gloria Swanson??

Ancora un ultimo post, abbiate pazienza1
Perchè questa impressione relativa a Don Moore?'
Ho riletto, come suggerito da Fortunato, l'intervento scritto di Bruce Canwell a prefazione del 1° volume IDW su Gordon.
Diciamo che Canwell mena un pò il can per l'aia, parlando a lungo della vita della moglie e perfino della figlia di Moore.
Però, mi sembra che abbracci la teoria di un intervento tardivo di Moore lelle storie di Gordon, e comunque un suo apporto non determinante.
Insomma, non esiste documentazione certa su questa faccenda.
Era un ghost writer , un semplice editor con compiti di revisione, un collaboratore di poco conto o una pedina fondamentale nello svolgere le trame narrative di Gordon??
Mah????

La presenza di Moore non è ben provata, lo so. Come, in generale, di altri sceneggiatori nei fumetti dei syndacate, dato che figuravano solo i disegnatori. In ogni caso, l’opera di Burroughs influenzava talmente la fantascienza dell’epoca che praticamente chiunque, compreso lo stesso Raymond, avrebbe potuto scrivere storie di quel tipo.

Don Moore era un ghost writer e "presumibilmente" era entrato in gioco dal dicembre del 1934.
Quale fu il suo reale peso è impossibile da definire.


Comunque Raymond non aveva di certo doti di scrittore.
A questo proposito Ward Greene ebbe parole abbastanza taglienti.


Le trame di RIP KIRBY venivano definite collegialmente in riunioni settimanali tra Raymond, Ward Greene e Sylvan Byck (dirigente della KFS).
Tra i tre, l'unico con comprovata esperienza di romanziere era Greene (tra l'altro autore del racconto da cui la Disney trasse "Lilli e il Vagabondo").
Ad un certo punto, pare che Greene volesse che il suo apporto al fumetto venisse riconosciuto, ma di fronte all'opposizione di Raymond se ne sarebbe andato sbattendo la porta e avrebbe confidato qualcosa del tipo: "Ma quello lì crede davvero di scriverlo lui RIP KIRBY?"

Ho ritrovato un vecchio numero della collana"I Radar nuova biblioteca dei ragazzi" serie 11° n°11, risalente al 1967, Curato da piero zanotto ( un grande) tratta come argomento "La fantascienza",
A pagina 16 si parla del Gordon raymondiano e vengono citati due romanzi di Borroughs come diretti ispiratori.
"I pirati di Venere" e "Perduti su venere".
Zanotto poi cita anche lo scrittore H.G, Wells come antesignano della letteratura fantascientifica: chi non ricorda "The time machine"??

Mi scuso per le minuscole: Piero Zanotto.

I due romanzi di Burroughs dovrebbero appartenere alla serie di "Carter of Mars2.
Personaggio approdato dal 1952 sui Comic Books ( in Italia mi pare Mai). Le successive illustrazioni di Frank Franzetta sono , a mio parere, di una suggestione -anche erotica- inarrivabile.
Quando le guardo, le sue donne con tigre al fianco, mi viene un buco allo stomaco.
E non per la tigre....

No, i due romanzi fanno parte del ciclo "Carson di Venere". Peraltro ridotti splendidamente a fumetti da Kaluta per la Dc nei primi anni Settanta, e presentati in Italia da Cenisio.

Bisogna distinguere l’ispirazione della storia dalla struttura della storia. L’ispirazione della storia viene da Buck Rogers, la striscia ripresa dalle pulp che nel 1929, insieme al Tarzan di Foster, aveva dato il via al fumetto realistico. Buck Rogers tratta in chiave fantascientifica il “pericolo giallo” paventato da Jack London. Solo che invece dei cinesi, per ovvi motivi di prudenza, gli invasori del futuro in cui si muove Buck Rogers sono mongoli. Flash Gordon i mongoli, invece, li trova su un altro pianeta: Mongo, appunto. Anche se poi il tiranno Ming ha il nome di una dinastia cinese.

Ci tengo a precisare che di fumetti "realistici", comunque si possa intendere questo termine, ne avevamo già un mucchio assai prima del 1929.

Sono d'accordo (Captain Easy, Little Orphan Annie...), ma tu che sei un esperto di fumetti sindacati sai meglio di me che tutti considerano quell'anno come l'inizio del fumetto realistico. Anche se poi le strisce di Tarzan non avevano le nuvolette, quindi non erano fumetti, e ci vuole molta buona volontà per definire realistici i disegni di Buck Rogers.

Saur: evidentemente Carson di Venere dell'editrice Cenisio mi sfuggì: mi potresti dire in quale collana era e l'anno di pubblicazione??
Poi,comunque, temo sarà difficile reperirlo ora.
Grazie in anticipo

Caro Tomaso, io mi chiamo Sauro, anche se non posso scriverlo perché altrimenti il post non parte. Ora sono in studio, tra poco vado a casa e ti cerco gli albi. Sicuramente era in appendice a Tarzan, la collana della Cenisio ripartita nel 1974 con il materale della Dc. Se non ricordo male, c'erano anche le storie brevi di John Carter disegnate da Murphy Anderson. Se ami l'illegalità, da qualche parte sul web ci sono i comic book originali. Comunque aspetta, che tra un'oretta ti do informazioni più precise sull'edizione italiana.

Salve, mi hai tolto le parole di bocca, ero anch'io interessato a capire cosa fosse, prima ancora che a vederlo e averlo, questo albo edito dalla Cenisio.
Io conosco "Vedette della TV", "Il cavaliere sconosciuto", "Penna di falco", ma questo "Carson di Venere".
Sempre interessanti i commenti a questi post, l'apporto di Sauro Pennacchioli è stato significativo.
Grazie a tutti.

Proprio il fatto che sono un esperto di fumetti sindacati mi impedisce di dare credito a teorie fossili e ormai sconfessate dall'analisi dei fatti ;-)


Qui trovi la prima striscia di CRAIG KENNEDY di Arthur B. Reeves e Homer J. Fleming:
http://i46.tinypic.com/2w56ome.jpg


Come vedi abbiamo un disegno "realistico" (anche se di scadente fattura), ballons, continuity e una trama avventurosa senza concessioni all'umorismo... ed è del 7 giugno 1926.
Tutto prima di TARZAN e di BUCK ROGERS (e ci sono esempi di altri fumetti ancora precedenti a questo...)

A proposito di gente dalla pelle blu in FLASH GORDON.
All'inizio del 1937, Flash incontra una tribù di cavernicoli dalla pelle blu: gli uomini-zanna (Tusk Men nell'originale).

Qualcuno ricorda se le loro pelli erano rosa nelle edizioni Nerbini e Spada?

@tomasoprospero

Circa le metamorfosi delle donne raymondiane, direi che la ragione è da imputare semplicemente ad un cambio di modello.

Nel 1934, Raymond guarda soprattutto al TARZAN di Foster, mentre nel 1935 guarda all'illustratore Matt Clark.

Se volete essere poco gentili, potete sostituire "guarda" con "copia". ;-))

Caro Nestore, l'opera del maestro Biffignandi è un piccolo schizzo, dove NON ha importanza il disegno, è SOLO uno studio-colore, ed è servito per fare un quadro "meraviglioso" (che io conosco).


Juan Uragano

Caro Tomaso, ho trovato i primi 40 numeri di Tarzan della collana Cenisio iniziata nel 1974, che di numeri ne conta 52 (chissà gli altri 12 dove sono finiti: non sono un collezionista, i miei fumetti sono prigionieri delle Forze del Caos). Carson di Venere inizia nel n. 10, con il primo episodio pubblicato originariamente in America su Korak n. 46 del 1972. Testi di Len Wein, disegni di Mike Kaluta (i quali, almeno nelle chine, hanno un fascino raymondiano). Coppia di autori che rimarrà per tutta la run. Curiosamente, lo stesso albo presenta un’avventura di Tarzan disegnata dal grande Kubert con all’interno tavole di Hogarth (collage ben riuscito). N. 11, ancora Carson. N. 12, continua a Carson e primo episodio di John Carter disegnato da Murphy Anderson (e anche scritto, a quanto pare). N. 13, Carson e Carter (ora di Morrow). N. 14, Carson e Carter (torna Anderson). N. 15, Carson e Carter. N. 16, Carter ma niente Carson. N. 17, due episodi di Carson e uno di Carter. N. 18, Carson e Carter (adesso di Amendola). N. 19, due storie di Carson: a quanto mi risulta in America non ne sono state fatte altre per Korak. N. 20: Carter. N. 21: Carter, e torna Carson, sempre disegnato da Kaluta, stavolta preso dal Tarzan americano (credo sia l’ultimo episodio esistente). N. 22: Carter. N. 23: inizia Pellucidar (altro ciclo di Burroughs), di Len Wein e Alan Weiss (non una bella accoppiata). Il solo Pellucidar continua fino al n. 30 (nel N. 28 segnalo una storia di Russ Manning di Tarzan fatta appositamente per il mercato europeo). Nel N. 40 torna Carter, poi non so. Uff! Mi sono preso un impegno mica male: non chiedetemi più faticacce del genere.

Caro Fortunato, come ho già detto, sono d’accordo con te: il fumetto realistico inizia prima del 1929, ma la questione è simile alla scoperta dell’America. A scoprirla è stato Colombo nel 1492, nel senso che solo dopo di lui gli Europei hanno avuto coscienza della sua esistenza e sono andati a popolarla. Che poi a scoprirla “veramente” siano stati i vichinghi, o chi altri, è una faccenda che riguarda più gli storici che la società nel suo complesso. La striscia che mi hai indicato, rappresentante un fumetto realistico precedente al 1929, ha lo stesso valore del chiodo vichingo trovato a Terranova: un valore importante per certi aspetti, del tutto trascurabile per certi altri. La verità e che dal 1929, a seguito del successo dei Tarzan e Buck Rogers formato striscia (i nostri Cristoforo Colombo) i syndacates hanno “scoperto” il mercato del fumetto realistico (o drammatico o “non comico” che dir si voglia) e hanno lanciato una dopo l’altra molte altre serie realistiche per “colonizzare” le pagine dei giornali, così come gli europei avevano colonizzato l’America, facendo degli anni trenta l’età aurea del fumetto sindacato. Comunque, ripeto, sono d’accordo con te: prima ci sono stati i vichinghi.

Negli albi nerbini la pelle degli uomini zanna è azzurra,
per l'edizione Spada devo cercare nella mia cripta, luogo nel quale riposo di giorno e mi"risveglio "di notte.

Sauro: ti ringrazio per l'elencazione dettagliata.
Devo cercare fra il mio materiale, ma a memoria mi viene in mente solo Pellucidar che parte dal n°23.
Poiché l'editrice Cenisio nel corso degli anni '70 sfornò parecchio materiale, da Russ Manning a Foster , Hogarth e così via, in un susseguirsi di formati ( ma anche in contemporaneità), io non potevo acquistare tutto.
Anzi, ero molto selettivo.
Quindi probabilmente "Carter di Venere" l'ho eluso.
Cosa fatta capo ha.
Grazie ancora.

Sauro: entrando nel sito di "Diversion of the groovy kind. Comic book nostalgia", ho trovato cinque storie a fumetti di Carter of Venus disegnate da Kaluta, formato verticale, tavola verticale.
La definizione è buona, si leggono bene il lettering.
Io però conservo le scansioni ma non stampo mai niente.
Lette le storie proverò a cercare quelle disegnate dagli altri disegnatori, seguendo le tue notizie/indicazioni.
A prima vista il disegno di Kaluta mi appare suggestivo, con tendenza al romantico pittoresco.
Ciao e grazie ancora.

Volevo scrivere: tavola a colori.

Nelle edizioni Nerbini gli Uomini Zanna hanno la carnagione azzurra, mentre nelle edizioni Spada la loro carnagione è rosea.

Cadoni: sarebbe molto interessante sapere chi era il colorista degli editori Spada, per quanto rigurda Gordon.
Che fosse lo stesso disegnatore delle copertine, che erano eseguite a tempera(??).
Non ne ricordo il nome, però mi rammento che c'era la sua firma: o mi confondo.

Il disegnatore delle copertine delle edizioni Spada era CARIA (Mario, mi sembra). Molto probabilmente era anche il colorista.

Ho trovato una firma: M.Caria.
Ora dovrebbe entrare in ballo un esperto delle edizioni Spada, casomai -magari - un addetto ai lavori, con esperienza sul campo.

Invece per Carter of Mars and Venus e i suoi disegnatori, si tratta di un pozzo senza fondo, un labirinto a quattro dimensioni.
Artisti come Amendola ( spaghetti e mandolino???) hanno un background di tutto rispetto.
Ho trovato delle tavole del 1946 da lui disegnate.Buck Rogers!!!
Insomma, si tratta della punta dell'iceberg.
Ci vorrebbero più post: uno certamente dedicato agli autori dei fumetti di Tarzan, collegati agli altri cicli di matrice borroughsoniana, disegnati in tempi diversi e a più mani.
Insomma, un lavoro molto impegnativo.

Mi viene in mente il nome di un disegnatore utilizzato dai fratelli Spada: Ferri.
Era veramente bravo, disegnava fumetti di Mandrake e Phantom.
Quest'ultimo più legato agli stilemi dei disegnatori dei comic books che alla strisce o tavole sindacate.
Però,io, in fatto di comicbooks sono ignorantissimo, quindi mi fermo subito.
Se c'è qualche esperto, fiato alle trombe!!!!

Caro Tomaso, sono due Amendola diversi. Quello che dico io, Sal Amendola, lo leggi qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Sal_Amendola A mio parere, salvo il Carson di Venere disegnato da Kaluta (e mal scritto da Wein) tutto il resto è spazzatura, che non vale neppure un'occhiata (a meno di essere maniaci dei comic book come il sottoscritto, quanto Fortunato lo è dei fumetti sindacati; e che avrò fatto incazzare con la mia petulanza). Forse un'eccezione la si può fare per il John Carter di Murphy Anderson, che è un disegnatore storico, questo sì, legato ai vecchi fumetti di fantascienza. Ma come disegnatore Anderson è senza nerbo, funziona solo come inchiostratore di Curt Swan su Superman. Anderson-Swan, sempre secondo me, è la migliore accoppiata disegnatore-inchiostratore della storia.

Sauro. ho trovato un sito dedicato ad Anderson.
Vi si publicizza ,e si mette in vendita, un libro a lui dedicato ( lo conoscerai certamente) intitolato "The life and art 0f Murphy Anderson".
Di questo volume si possono consultare le prime 40 pagine delle complessive 177 che lo compongono.
Ho visto cose egregie e a pag. 16 una tavola ( o progetto di copertina?) che mi piace molto.
Inoltre alcune belle copertine nel solo bianco e nero, ci comic books della DELL, con Batman e company.
Se è tutta farine del sacco di Anderson, mi piace molto.
Proverò ad acquistare il libro, a meno che non costi un occhio della testa.
Poi, mi diceva Claudio Piccinini, compaesano e coetaneo di mia figlia (44),grande esperto di comic books ( ma non solo) , che acquistare libri fron USA può essere dispendioso a causa delle spese postali e delle tasse. Non l'affrancatura, ma proprio le tasse doganali.
Mi si schiude un universo parallelo, alla Orwell, dove proprio non vorrei andare a finire.

Anderson, se piace lo stile, è un sicuramente un disegnatore meritevole di essere studiato. Io la "roba" la compro sempre in fumetteria, a Milano. Come sai, si può ordinare attraverso il catalogo Previews. Per diffidenza ingiustificata non compro mai da internet, sono old school.

Comunque, se sei un neofita dei comic book, ti conviene schiarirti le idee prima di comprare qualcosa. Per esempio, potresti scaricare gratis (e legalmente) migliaia di comic book degli anni quaranta e cinquanta da http://digitalcomicmuseum.com/
ma prima vai su
http://www.comics.org/
per capire in quali comic book trovi l'autore che ti interessa (per esempio Frazetta, su Thunda). Oppure già conoscevi questi siti?

Ehh, sono un ultra neofito.
Che cosa mi piacerebbe vedere inizialmente?'Gordon by Al Williamson edito da King comics.
Io di questa serie ho solo un numero datato 5 Maggio 1967: Flash Gordon and the God of the beastmen.
Sono entrato prima nel sito da te consigliato.
Sono riuscito a vedere solo le copertine di questi comic books del Gordon di Williamson.
Essendo io una vera bestia- autodidatta- in fatto dell'uso del computer, non sono riuscito a capire come fare per vedere una storia di un numero da me scelto.
Ritenterò domani .
Ci vuole molta pazienza.
Come utente informatico penso di non avere futuro.

Sul secondo sito che ti ho dato ci sono solo le copertine e i dati sugli autori: da lì non puoi scaricare niente. E' dal primo sito che puoi scaricare, e lì non vai oltre gli anni cinquanta per motivi di copyright.

Caro Luca Boschi, a causa della mia sbadatezza vedo solo ora il tuo intervento. Grazie per la presentazine (ora comunque faccio il giornalista), ho deciso di rompere un po' le balle in questo post, come i vecchietti ai lavori in corso, solo perché Gordon di Raymond è sempre stato il mio fumetto preferito. Poi speravo di sfruttare la compentenza di Fortunato, ma ci ho litigato prima di poterlo fare. In ogni caso non credo che romperò anche nei prossimi post.

Sauro: per cominciare sono entrato nella serie "Space adventures", essendo stata la fantascienza la mia passione adolescenziale, a partire da "Urania".
Nell'elenco però non mi pare di aver visto Gordon di Williamson.
Non ho idea di quante avventure di questo personaggi Williamson abbia disegnato, e mi pare ( ma probabilmente sbaglierò) qui in Italia non è stato pubblicato un gran che.
Per la tua presenza nei post di Luca, credo che sia benvenuta e auspicabile.
Non è facile udire la voce di chi con i fumetti ha lavorato.
In genere i followers (Mah?) sono semplici appassionati come me, che in molti campi sono meno che neofita, proprio non ne so una mazza!!

Sauro: per cominciare sono entrato nella serie "Space adventures", essendo stata la fantascienza la mia passione adolescenziale, a partire da "Urania".
Nell'elenco però non mi pare di aver visto Gordon di Williamson.
Non ho idea di quante avventure di questo personaggi Williamson abbia disegnato, e mi pare ( ma probabilmente sbaglierò) qui in Italia non è stato pubblicato un gran che.
Per la tua presenza nei post di Luca, credo che sia benvenuta e auspicabile.
Non è facile udire la voce di chi con i fumetti ha lavorato.
In genere i followers (Mah?) sono semplici appassionati come me, che in molti campi sono meno che neofita, proprio non ne so una mazza!!

Intervengo solo ora perché alcuni giorni sono stato impossibilitato.
I commenti sono tutti molto interessanti, scritti da persone (Saur Pennacchioli, tomasoprospero, in particolare) che se ne intendono.
Riprendo dagli ultimi commenti: anche a me piacerebbe leggere Gordon by Al Williamson, edito da King comics, però prima devo migliorare nel mio inglese (ancora sono al primo livello, A1), e farò un sltino nei link segnalati per una scorpacciata di comick book della golden age.
grazie per queste ricche informazioni.

Caro Tomaso, finisce che dovrò ucciderti. Gordon lo puoi cercare nel secondo sito per sapere in quali comic book è apparso, eccetera. Ma legalmenente non lo potrai mai scaricare gratis, per motivi di copyright. Non ti piaceva Frazetta? Fai una prova con lui, anche perché come disegnatore di fumetti era il massimo. Vai su
http://digitalcomicmuseum.com/
registrati, quindi, rimanendo nell'home page, scendi fino all'editore Magazine Enterprises, entri. Scendi fino a Thun'da, scarichi. Dopo questa prova positiva potrai andare avanti da solo. Ci sono anche le ristampe di tante serie sindacate nei comic book degli anni trenta. Non accetto altri fallimenti, fatti risentire solo per dirmi trionfante che ce l'hai fatta! Tuo tirannosauro rex.

Premessa: sono un incallito mentitore.
Quindi,per sopravvivere e uscire illeso dalle fauci del killer preistorico conosciuto come Tirannosauro Rex, urlo a scuarciagola: ce l'ho fatta!!!
In realtà proverò domani, poichè,purtroppo, se di sera tardi(!) mi incarognisco col computer, poi mi sveglio alle tre (di notte) e poi non dormo più.
Una sorta di psicolabilità, o qualcosa del genere.
Non ho mai approfondito.
Ci risentiamo domani, dì di festa... dove sta la verità e la menzogna??

Tutto il FLASH GORDON di Williamson è stato recentemente ristampato in volume dalla Flesk:
http://fleskpublications.com/flesksite/index.php?route=product/product&path=20_60&product_id=55

Comunque, era stato integralmente ristampato dagli Spada.

@Saur Pennacchioli
Abbiamo litigato? (Litigare: detto di due o più persone, avere un violento contrasto, pronunciando ingiurie e offese).
Se la nostra è stata una lite, siamo in credito e debito di un po' di ingiurie e/o offese. ;P

@tomasoprospero
Se vuoi leggere il FG di Williamson, potrei avere una proposta, che non posso farti apertamente...
Se vuoi, scrivimi a fortunato dot latella at tiscali dot it (naturalmente dot sta per punto e at per @... e non devi lasciare spazi vuoti).

Franzetta.... che mostro!!
Ho visionato 37 tavole di Thunda.
Storie brevi. Due o tre le avevo lette e guardate du "Il Fumetto", in un numero -mi pare -del 1974.
In bianco e nero, ben riprodotto.
L'originale americano a colore è più suggestivo, ma ci sono parecchi fuori registro.
E Franzetta illustratore?? Direi , nel suo genere, insuperabile.
Buona notte.

Essendomi, per un’evidente forma di pazzia, riproposto di scrivere solo in questo post (anche perché tra poco il lavoro tornerà ad assillarmi e non avrò più tempo per scrivere niente), rispondo qui a Gerlando Gatto, che interviene nell’ultimo post del sito di Boschi: no, la copertina di Dynamic Comics n.8 non è del grande Wolverton ma del piccolo Gus Ricca: la firma si legge bene nell’angolo a destra, la si legge pure nel primo volume del bellissimo “The photo-journal guide to comic books” e lo convalida http://www.comics.org/issue/2603 . Lasciando perdere queste manie da comicbookologo professionale e tornando a quelle da strippologo dilettante, sapete qual è il legame tra Gordon e Frazetta? Rispondo subito: le strisce di Gordon che, riprendendo nel 1951, vengono affidate al disegnatore Dan Barry, o meglio, all’inchiostratore, perché i disegni li facevano altri. Per esempio, secondo il mio occhio, l’episodio “La città di ghiaccio” del 1952 è sicuramente disegnata da Jack Kirby: il mio disegnatore preferito. Kirby è molto presente anche nelle storie successive. Mentre Frazetta mi sembra di vederlo in alcune run, come quella che va da 16 febbraio al 26 febbraio 1953. A confondere le acque ci sono le pesanti chine di Barry e, se queste storie sono state scritte da Harvey Kurtzman (il futuro ideatore della rivista Mad), probabilmente nelle sceneggiatore c’erano pure i suoi schizzi preliminari. Anche se gli spazi compositivi di Kirby e di Frazetta sono ben identificabili. In seguito, Frazetta disegnerà Li’l Abner, ripassato a china da Al Capp, facendo un lavoro artisticamente più soddisfacente di quello su Gordon. Arrivando al punto, Fortunato, che tu sappia, esiste un testo ufficiale nel quale viene specificato quali sono le strisce di Gordon disegnate da Frazetta, da Kirby, Wally Wood e altri?

Sapete qual è il legame tra Gordon e Frazetta? Rispondo subito: le strisce di Gordon che, riprendendo nel 1951, vengono affidate al disegnatore Dan Barry, o meglio, all’inchiostratore, perché i disegni li facevano altri. Per esempio, secondo il mio occhio, l’episodio la “Città di ghiaccio” del 1952 è sicuramente disegnata da Jack Kirby: il mio disegnatore preferito. Kirby è molto presente anche nelle storie successive. Mentre Frazetta mi sembra di vederlo in alcune run, come quella che va da 16 febbraio al 26 febbraio 1953. A confondere le acque ci sono le pesanti chine di Barry e, se queste storie sono state scritte da Harvey Kurtzman (il futuro ideatore della rivista Mad), probabilmente nelle sceneggiatore c’erano pure i suoi schizzi preliminari. Anche se gli spazi compositivi di Kirby e di Frazetta sono ben identificabili. In seguito, Frazetta disegnerà Li’l Abner, ripassato a china da Al Capp, facendo un lavoro artisticamente più soddisfacente di quello su Gordon. Arrivando al punto, Fortunato, che tu sappia, esiste un testo ufficiale nel quale viene specificato quali sono le strisce di Gordon disegnate da Frazetta, Kirby, Wally Wood e altri?

Un testo ufficiale?
Se esiste una simile cosa potrebbe essere L'Holtz:
http://testanellenuvolette.blogspot.it/2012/09/according-to-holtz.html

Eh, già, un giorno o l’altro lo comprerò. Dato che in cima al post stranamente non compaiono le tavole originali di Fria, segnalo un sito americano dove queste tavole sono accompagnate da un articolo. Cliccandole si ingrandiscono. http://www.blackgate.com/2011/09/23/blogging-alex-raymond%E2%80%99s-flash-gordon-part-thirteen-%E2%80%93-%E2%80%9Cthe-ice-kingdom-of-mongo%E2%80%9D/
Volete mettere i commenti di questo post con quelli degli altri? Per non abbandonare un simile club di gentiluomini, anche se da domani dovrò farlo perché il lavoro tornerà ad assillarmi e non avrò più tempo per scrivere niente, rispondo qui a Gerlando Gatto, che interviene nel post del 14 aprile dedicato al Piccolo di Milano. No, la copertina di Dynamic Comics n.8 non è del grande Wolverton ma del piccolo Gus Ricca: la firma si legge bene nell’angolo a destra, la si legge pure nel primo volume del bellissimo “The photo-journal guide to comic books” e lo convalida http://www.comics.org/issue/2603 . Il fatto che nessuno gli abbia ancora risposto in quel post la dice lunga sulla eccezionalità del nostro, e sono sicuro che a leggerci ci siano anche un sacco di superfighe…

Ma , ma, ma....... mi si sono confuse le idee già di per se stesse poco chiare.
Ma Dan Barry prima del 1951 non aveva prima ripassato a china delle tavole di Tarzan disegnate da Hogarth -l'epispdio di Pellucidar, il viaggio al centro della terra- per poi prendere in mano tutto lui, matite e chine??
Dimostrando, se così fosse stato, di sapere disegnare, eccome!!!

Naturalmente, Barry sapeva disegnare benissimo.... che poi lo facesse è un altro affare.

Per elencare i suoi ghost artists su FLASH GORDON non sono sufficienti le pagine gialle.

Secondo me quando Dan Barry era un disegnatore “completo” ricalcava le fotografie dei suoi modelli, come faceva Al Williamson. Infatti, quando Williamson ha continuato la sua carriera alla Marvel faceva solo l’inchiostratore perché (al contrario di Gene Colan) non riusciva a mettere i modelli nelle posizioni giuste per quei fumetti ultradinamici. Quanto a Dan Barry, per decenni nelle strisce di Gordon si è limitato a inchiostrare Fujitani, o come si chiama (scrivo il suo nome a memoria). Evidentemente, una volta preso il posto sicuro e ben remunerato del disegnatore di strip aveva trovato più conveniente sfruttare dei veri disegnatori piuttosto che continuare a usare le foto, perché le ambientazioni fantascientifiche, con mostri e astronavi, erano per lui impossibili da inventare.

Sauro. le tavole di Gordon che si vedono nel post che hai allegato, sono tratte dall'edizione Titan Books??
I colori mi piacciono molto, ma spesso lo schermo inganna.
Comunque questo secondo volume di Gordon edito dalla britannica Titan Books l'ho ordinato da tempo via Amazon, ma per ora mi viene solo detto di aspettare una email nella quale mi si cumunicherà che il volume è partito.
Mah??

Sauro. le tavole di Gordon che si vedono nel post che hai allegato, sono tratte dall'edizione Titan Books??
I colori mi piacciono molto, ma spesso lo schermo inganna.
Comunque questo secondo volume di Gordon edito dalla britannica Titan Books l'ho ordinato da tempo via Amazon, ma per ora mi viene solo detto di aspettare una email nella quale mi si cumunicherà che il volume è partito.
Mah??

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