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DAN BARRY, ALEX RAYMOND E COMPAGNIA

Dato l'interesse di questo post e il fioccar rigoglioso dei commenti che lo riguardano, lo riposiziono in data odierna in modo sia accessibile per un perido di tempo più lungo nel sommario della home page.

Altri post sul tema arriveranno nei giorni a venire... E quindi, anche all'inizio di maggio!

Buona rilettura!

Barrycol

Da qualche giorno si sta svolgendo un serrato dibattito su Alex Raymond, Dan Barry e alcuni fumettisti classici americani, in coda al post su Fria.

Sostenuto soprattutto da Tomaso Prospero Turchi, Nestore Del Boccio, Sauro Pennacchioli, Fortunato Latella e Antonio Cadoni (autore del thread e selezionatore e "scansionatore" delle immagini dei sei post dedicati alle Donne di Flash Gordon), ha raggiunto circa 120 commenti anche alquanto corposi.

Ne riporto qui alcuni, spingendo gli interessati a proseguire i commenti in coda questo post, dove possono avere una visibilità maggiore.

Vertic3

Barry2

Flash Gordon #3

Comincia Nestore:

Sauro,

Dan Barry è vero che ha avuto aiuti ma è stato un grande disegnatore. Tornato dalla guerra, disegno' per due anni Tarzan (1947-48 credo) facendo le matite e l'inchiostrazione. In quel periodo frequento' anche lo studio di Hal Foster. Quando nel '51 gli fu affidato dal KFS la realizzazione di Gordon si circondo' di vari collaboratori, tra questi Kurtzman che scrisse i testi fino a "Mr. Murlin".

Kurt faceva anche i layout, nei quali, Dan Barry, apportava le sue modifiche per poi passarli ai suoi collaboratori. Tra questi c'era Frazetta, Wood....E quegli apporti che ti suggeriscono Kirby, altri non era che il grande Jack Davis.

Ma, sorpresa delle sorprese, Dan Barry ingaggio' come aiuto per le matite della storia "The space kids on Zoran" un giovane che aveva ammirato per un lavoro dal titolo "Homesick" su "Weird science" della E.C. Comics.

Il giovane era: Alfonso Williamson, per tutti "Al". Insieme a Williamson prese anche Krenkel per fargli disegnare e inchiostrare i fondini. Dan Barry, dopo l'abbandono di Kurtzman, prese in mano la scrittura di Gordon creando Ray, Boom Boom, Mike, Willie: giovani spesso presenti nelle sue avventure. In seguito per le sceneggiature chiamo' Jacobsen e Kanniger.

Dan Barry usava le foto, ma le rielaborava creando composizioni e tagli modernissimi portando il fumetto realistico a livelli mai raggiunti. Ammirevoli la vasta gamma di primi piani con i vari effetti di luce. La massima sintesi del suo linguaggio la raggiunse con L'Uomo Mascherato, impegno che prese dai primi anni '60 fino alla metà dei '70. Arrivo' a disegnare delle composizioni con primi piani, articolati e ritmati cosi bene, che nessuno aveva fatto per un fumetto relistico fino a quel momento. Arrivo' a concepire le anatomie con una perfezione di sintesi ancora ineguagliata. Gordon lo lascio' a più mani, soprattutto nelle inchiostrazioni tra cui, il prolifico Fujitami.

Dan-barry

Tra i suoi assistenti che prese un ruolo preminente fu Sy Barry ovvero il fratello Seymour, ma che non raggiunse mai le vette del fratello maggiore. Molti confondono l'opera di Sy Barry con quella di Dan per ragioni commerciali dovute dall'arguzia degli editori. In questi fumetti, la mano di Dan è ridotta al minimo.

Barry_Sy

Omaggiosybarryg

Williamson faceva incetta di fotoromanzi italiani (lo disse lui stesso in una visita in Italia tanti anni fa) e, soprattutto, utilizzava se' stesso facendosi fotografare, quale modello per i suoi personaggi. Ma era bravo, anzi: bravissimo.

Le sue matite sono state alla base del miglior periodo produttivo di Prentice, quelle del Kirby anni '60. Collaborazione che molti non conoscono.
Ovviamente, il suo stile, su base raymondiana, non poteva essere adatto allo stile grottesco dei supereroi : se non nella sola inchiostrazione. E forse, per me, nemmeno quella, dato l'effetto della sua eleganza! Ritengo notevole tutta la sua produzione di X9 Phil Corrigan ben stampata dalla Comic Art.

Fortunato:

possiedo da tre anni il volume della FLESK Publication su Williamson. Trattasi di 256 pagine + 4 di copertina di gran formato tutto dedicato a Gordon: ricco di schizzi, matite, inchiostrazioni e storie di gran qualità. Un volumone necessario per possedere a tutto tondo la grandezza di questo artista!

Per chi volesse ampliarne la conoscenza , consiglio il volume di gran formato (100 pagine) della Delux Signed Edition (tiratura di 500 copie) di gran pregio; realizzazione del 2003 della ISG (Insight Studios Group) Westminster Maryland.
Titolo: Al Williamson Adventures.
Credo introvabile.

Tomaso:

nelle mie varie collezioni internazionali di Gordon posso dirti che gli uomini zanna sono blu anche in Usa; mentre la donna delle nevi è di color roseo.

Anche, se, a me, piace molto la versione azzurra italiana: la trovo più intrigante!

Xxx

Adesso, un commento di Sauro Pennacchioli:

Be’, fino a quando dura questo post, io intervengo. Magari approfittando di una pausa, come adesso. Quando parlo di sadomasochismo non mi riferisco ai relativi video porno, ma agli impulsi studiati in psicologia. Anche se di questi impulsi noi non ne siamo sempre coscienti.

Tra l’altro, Gordon era indirizzato ai bambini, come tutte le tavole dei supplementi domenicali dei quotidiani. Questo mi fa pensare a quanto fossero creativamente liberi i fumetti sindacati negli anni trenta, quasi come lo era il cinema. Ma proprio in quegli anni entrava in azione il codice Hays, con tutte le sue censure a cui dovevano sottostare i film, per renderli “puliti” e adatti alle famiglie.

La caduta verticale della qualità dei fumetti sindacati negli anni quaranta è in genere attribuita alla progressiva riduzione dei formati delle strisce. A mio parere, la causa principale è stata la perdita della libertà creativa per cercare, da parte dei syndacates, una convenzionalità “televisiva”, come diremmo oggi.

In questo nuovo contesto, la trasgressività di Gordon non poteva più essere accettata. E il primo a farne le spese fu Red Barry. Anche se, è vero, alcuni autori, forti del successo acquisito, come Al Capp e Chester Gould, andarono comunque avanti per la loro strada.

Per il resto, il fumetto sindacato è diventata la m***a che ogni giorno possiamo vedere su http://www.gocomics.com/features. Qui ci vorrebbe il puntuale commento di qualcuno che conosce bene la storia delle strip, come Fortunato.

Il puntuale commento è che bisognerebbe fare molte distinzioni:
le diverse agenzie avevano diverse politiche (alla KFS la violenza era poco gradita, si dice); gli autori giovani, una volti affermatisi erano molto più preoccupati di perdere clienti offendendoli, che non di fare gli sperimentatori;
la società americana postbellica era molto più suscettibile di quella prebellica;
e, naturalmente, la riduzione dei formati fu un vero colpo alla spina dorsale dei disegnatori d'avventura, mentre spianava la strada a quelli umoristici (già favoriti dall'arrivo della TV che in breve si sarebbe pappato il mercato pubblicitario dei quotidiani).

Commenti

Sauro,
il nostro Virgilio (Luca)
ci ha traslocati dall'abisso e riportati al piano terra.

Sul resto...continuando...

Fidati è tutto documentato.
Seguo Dan Barry dal 1959-60. Insieme a Raymond, Foster, Salinas (padre ovviamente)l'autore di Cisco Kid, Dan era uno dei miei preferiti. Ho molte pubblicazioni sul suo conto: italiane, spagnole, australiane, americane, da cui ricavo molte informazioni. Tra l'altro, Dan Barry, per la cronaca, era anche molto sensibile alla lotta di classe. Fatto molto raro per un americano di successo. Nei primi anni di Phantom la presenza di Dan è quasi totale( ho ancora delle piccole edizioni Spada dei primi anni '60 che ogni tanto me le guardo ancora: una meraviglia), in seguito tralascia sempre di più nelle mani del fratello Seymour (Sy). Lo si nota anche dalla firma. A proposito di Davis che adoro moltissimo, se fai caso, i visi, hanno qualcosa in comune con quelli di Kirby e questo puo' confondere.


Per completare la parte più rognosa del mio profondo,amo i disegnatori come Krigstein, Alex Nino, Mort Meskin,Jack Davis, Jerry Grandenetti, Jack Kirby...

Sauro,
il nostro Virgilio (Luca)
ci ha traslocati dall'abisso e riportati al piano terra.

Sul resto...continuando...

Fidati è tutto documentato.
Seguo Dan Barry dal 1959-60. Insieme a Raymond, Foster, Salinas (padre ovviamente)l'autore di Cisco Kid, Dan era uno dei miei preferiti. Ho molte pubblicazioni sul suo conto: italiane, spagnole, australiane, americane, da cui ricavo molte informazioni. Tra l'altro, Dan Barry, per la cronaca, era anche molto sensibile alla lotta di classe. Fatto molto raro per un americano di successo. Nei primi anni di Phantom la presenza di Dan è quasi totale( ho ancora delle piccole edizioni Spada dei primi anni '60 che ogni tanto me le guardo ancora: una meraviglia), in seguito tralascia sempre di più nelle mani del fratello Seymour (Sy). Lo si nota anche dalla firma. A proposito di Davis che adoro moltissimo, se fai caso, i visi, hanno qualcosa in comune con quelli di Kirby e questo puo' confondere.


Per completare la parte più rognosa del mio profondo,amo i disegnatori come Krigstein, Alex Nino, Mort Meskin,Jack Davis, Jerry Grandenetti, Jack Kirby...

Da parte mia, confermo e copio-incollo i tre commenti che avevo fatto quando discutevamo nel sottosuolo:
1)“Sapete qual è il legame tra Gordon e Frazetta? Rispondo subito: le strisce di Gordon che, riprendendo nel 1951, vengono affidate al disegnatore Dan Barry, o meglio, all’inchiostratore, perché i disegni li facevano altri. Per esempio, secondo il mio occhio, l’episodio la “Città di ghiaccio” del 1952 è sicuramente disegnata da Jack Kirby: il mio disegnatore preferito. Kirby è molto presente anche nelle storie successive. Mentre Frazetta mi sembra di vederlo in alcune run, come quella che va da 16 febbraio al 26 febbraio 1953. A confondere le acque ci sono le pesanti chine di Barry e, se queste storie sono state scritte da Harvey Kurtzman (il futuro ideatore della rivista Mad), probabilmente nelle sceneggiatore c’erano pure i suoi schizzi preliminari. Anche se gli spazi compositivi di Kirby e di Frazetta sono ben identificabili. In seguito, Frazetta disegnerà Li’l Abner, ripassato a china da Al Capp, facendo un lavoro artisticamente più soddisfacente di quello su Gordon.”
2) “Secondo me quando Dan Barry era un disegnatore “completo” ricalcava le fotografie dei suoi modelli, come faceva Al Williamson. Infatti, quando Williamson ha continuato la sua carriera alla Marvel faceva solo l’inchiostratore perché (al contrario di Gene Colan) non riusciva a mettere i modelli nelle posizioni giuste per quei fumetti ultradinamici. Quanto a Dan Barry, per decenni nelle strisce di Gordon si è limitato a inchiostrare Fujitani, o come si chiama (scrivo il suo nome a memoria). Evidentemente, una volta preso il posto sicuro e ben remunerato del disegnatore di strip aveva trovato più conveniente sfruttare dei veri disegnatori piuttosto che continuare a usare le foto, perché le ambientazioni fantascientifiche, con mostri e astronavi, erano per lui impossibili da inventare.”
3) “Provoco apposta per avere una reazione. Io trovo Dan Barry un bravo inchiostratore, ma come disegnatore non l’ho mai visto: sotto le sue chine c’era sempre qualcun altro. Per quanto riguarda Phantom, non ti confondi con il fratello Sy? Comunque io sono sicurissimo di non confondere Kirby con Jack Davis.”
Fine del copia-incolla. Su Phantom hai ragione tu, su Jack Kirby io. Del resto è ufficiale che abbia fatto le matite per il Gordon di Dan Barry.

Da parte mia, confermo e copio-incollo i tre commenti che avevo fatto quando discutevamo nel sottosuolo:
1) “Sapete qual è il legame tra Gordon e Frazetta? Rispondo subito: le strisce di Gordon che, riprendendo nel 1951, vengono affidate al disegnatore Dan Barry, o meglio, all’inchiostratore, perché i disegni li facevano altri. Per esempio, secondo il mio occhio, l’episodio la “Città di ghiaccio” del 1952 è sicuramente disegnata da Jack Kirby: il mio disegnatore preferito. Kirby è molto presente anche nelle storie successive. Mentre Frazetta mi sembra di vederlo in alcune run, come quella che va da 16 febbraio al 26 febbraio 1953. A confondere le acque ci sono le pesanti chine di Barry e, se queste storie sono state scritte da Harvey Kurtzman (il futuro ideatore della rivista Mad), probabilmente nelle sceneggiatore c’erano pure i suoi schizzi preliminari. Anche se gli spazi compositivi di Kirby e di Frazetta sono ben identificabili. In seguito, Frazetta disegnerà Li’l Abner, ripassato a china da Al Capp, facendo un lavoro artisticamente più soddisfacente di quello su Gordon.”
2) “Secondo me quando Dan Barry era un disegnatore “completo” ricalcava le fotografie dei suoi modelli, come faceva Al Williamson. Infatti, quando Williamson ha continuato la sua carriera alla Marvel faceva solo l’inchiostratore perché (al contrario di Gene Colan) non riusciva a mettere i modelli nelle posizioni giuste per quei fumetti ultradinamici. Quanto a Dan Barry, per decenni nelle strisce di Gordon si è limitato a inchiostrare Fujitani, o come si chiama (scrivo il suo nome a memoria). Evidentemente, una volta preso il posto sicuro e ben remunerato del disegnatore di strip aveva trovato più conveniente sfruttare dei veri disegnatori piuttosto che continuare a usare le foto, perché le ambientazioni fantascientifiche, con mostri e astronavi, erano per lui impossibili da inventare.”
3)“Provoco apposta per avere una reazione. Io trovo Dan Barry un bravo inchiostratore, ma come disegnatore non l’ho mai visto: sotto le sue chine c’era sempre qualcun altro. Per quanto riguarda Phantom, non ti confondi con il fratello Sy? Comunque io sono sicurissimo di non confondere Kirby con Jack Davis.”
Fine del copia-incolla. Su Phantom hai ragione tu, su Jack Kirby io. Del resto è ufficiale che abbia fatto le matite per il Gordon di Dan Barry.

Alcuni commenti si duplicano, poco di male, ma quando poco e quando troppo.
Ma cosa succede a questo servizio di commentazione?
Mah!

Riguardo al Gordon di Raymond, ecco alcuni frammenti di saggezza, presi sempre dal sottosuolo, che fanno da premessa al mio ultimo commento riportato da Luca Boschi. Copia-incolla dei primi tre commenti scelti su Gordon di Raymond: prima puntata.
- Il taglio “romantico” di Flash Gordon deriva sicuramente dall’esperienza di Don Moore come editor di Edgar Rice Burroughs. Le storie di Tarzan e di John Carter sono uguali: c’è sempre una principessa che si innamora perdutamente dell’eroe.
- In Gordon sono presenti anche tutte le altre componenti di Tarzan, per esempio le città fantastiche (quasi una a romanzo, a volte due) circondate dalla giungla. Solo che mentre nella giungla di Tarzan ci sono i leoni, in quella di Gordon ci sono i draghi. E potremmo continuare.
- Burroughs, dopo aver scritto il primo romanzo di Tarzan ispirandosi a Kipling, adotta e perfeziona lo schema che Haggard ha creato per il ciclo di Ayesha. Abbiamo quindi prima Haggard, poi Burroughs e infine Moore (con Gordon). Tutte le donne di Gordon, come quelle di Tarzan (basti pensare alla regina La di Opar) sono intercambiabili, le differenze sono dovute solo alle necessità delle trame (particolarmente esili quelle di Gordon).

Grazie, Sauro!
Mi fa piacere che questi argomenti ti abbiano coinvolto così tanto!


Buona serata,


Luca

Copia-incolla di due altri “commenti scelti” sul Gordon di Raymond: Seconda puntata.
- Apparentemente, la tipologia delle regine di Gordon è quella che in gergo “sadomaso” viene chiamata “dominatrice”.
E’ una regina perché, all’epoca, le uniche donne che “comandavano” erano le sovrane europee (c’erano ancora poche capo ufficio). Lo schema narrativo consisteva in: 1) presentazione della dominatrice; 2) incontro-scontro con l’eroe; 3) sconfitta della dominatrice nel momento in cui l’eroe le tirava fuori la sua femminilità, facendola tornare la debole donna che, per l’etica del tempo, doveva essere.
- Bisogna distinguere l’ispirazione della storia dalla struttura della storia. L’ispirazione della storia viene da Buck Rogers, la striscia ripresa dalle pulp che nel 1929, insieme al Tarzan di Foster, aveva dato il via al fumetto realistico. Buck Rogers tratta in chiave fantascientifica il “pericolo giallo” paventato da Jack London. Solo che invece dei cinesi, per ovvi motivi di prudenza, gli invasori del futuro in cui si muove Buck Rogers sono mongoli. Flash Gordon i mongoli, invece, li trova su un altro pianeta: Mongo, appunto. Anche se poi il tiranno Ming ha il nome di una dinastia cinese.

Siete bravissimi a commentare, valutare, paragonare. Mi prostraggo (si dice così?) al vostro cospetto.

Ti invio questo commento.
L'ho scritto per Tom, per Santino, per Lorella, per Andrea, per te e per altri/e 3 o 4.


Fria, regina delle nevi, nome da pista nera, anzi nome da pista pack,
anche da ice field!
Scivolarci sopra dall’alba al tramonto
e sentire che lo scricchiolìo del crepuscolo
è uguale a quello dell’aurora… Bello!
Con l’aria che ti taglia le gote mentre ti si gelano infino i sacchi lagrimali….
e non sentire più né caldo né freddo, solo uno scricchiolìo….
mentre i baffi ti suonano sulle labbra che ti suonano sui denti
un’arpa (ebraica e di cristallo) che ti suggerisce:
“Togguarda… mi nutrirò di saliva surgelata in tempo reale e il tempo psicologico non esisterà più!”

Sauro,
Dan Barry non è l'inchiostratore di Fujitami ma il contrario.


Per quanto riguarda la questione Kirby-Davis dalle mie fonti americane, Jack Davis risulta ma non Kirby. Ti diro' di più: qualcuno, in Italia, ha parlato di Kirby nel passato, ma non ho mai, finora, trovato riscontro nelle mie fonti americane al contrario di Davis; ma, ammesso e non concesso che potrebbe anche esserci stata una eventuale collaborazione di Kirby, resta il problema di fondo che tu non riesca a riconoscere la grandezza innovativa che Dan Barry riesce a portare nel fumetto realistico definendolo un copia-incolla. Un fumettista che disegna in quel modo come tu dici non potrà mai fare le innovazioni che Dan Barry ha apportato nel modo di concepire la struttura della vignetta. Nell'altro intervento, ho citato l'innovazione della disposizione dei primi piani creando un dinamismo mai riscontrato in precedenza: nemmeno dal grande Raymond! In sostanza ci sono delle nuove geometrie compositive nel disporre la vignetta: sia nei primi piani che nei lunghi come anche nei medi. Tra i collaboratori nel corso degli anni, potrei anche citarti Ric Estrada; magari Joe Giella ma, la mente del tutto che ha saputo portare avanti un progetto di fumetto innovativo in chiave realistica, è Dan Barry.


Anche nella concezione delle storie, la fantascienza nella sua immaginazione, diventa più possibilista agli occhi del lettore. Addirittura, anticipo' di qualche anno l'utilizzo dell'interferone per un malato di virus! Una intuizione che divenne realtà tempo dopo. I profili psicologici dei personaggi, sono meno mitologici ma più prossimi alle debolezze umane.
Se in quel periodo,
il cinema italiano diventando famoso nel mondo per il suo "neorealismo", distaccandosi dal mitologico scenografico di stampo mussoliniano, dimostra che siamo esattamente in una nuova era della società; e che Dan Barry, artista sensibile, riesce a captare. Non per nulla ho fatto presente nell'intervento precedente, che era
molto sensibile e interessato alle battaglie sociali e di classe. Non per nulla (nel '57?), fece una sortita in Europa per comprendere meglio cosa bollisse in pentola. In Italia soggiorno' a Firenze.

E su Williamson ti invito ad acquistare il libro fatto su di lui nel 2009 negli Usa dalla FLESK per vedere la grandezza delle sue matite. E quando dico matita alludo alla matita tout court, non all'inchiostro.

Non per nulla: il miglior periodo di Prentice nella produzione di Rip Kirby, risale a quello di quando le matite glie le faceva
Alfonso Williamson detto Al. Alla marvel lo chiamarono per delle inchiostrazioni perchè l'eleganza della sua figurazione realistica di impianto normotipo era ben lontana da quella grottesca dei supereroi.

Come ho già detto, Harvey Kurtzman oltre a scrivere faceva i layout. Per qualcuno, sempre in Italia, pare ci fosse, nella scrittura, anche la mano di Larry shaw. Ma la collaborazione duro' fino alla storia di Murlin (Merlino).
La città dei ghiacci è Frazetta a farla, possiedo la stampa delle matite. Come per la storia precedente che si svolge con i diavoli nel castello tra montagne innebbiate e la susseguente foresta piena di fantasmi, nel disegno dei mostri è molto presente la mano di Jack Davis.

Sauro,
Dan Barry non è l'inchiostratore di Fujitami ma il contrario.


Per quanto riguarda la questione Kirby-Davis dalle mie fonti americane, Jack Davis risulta ma non Kirby. Ti diro' di più: qualcuno, in Italia, ha parlato di Kirby nel passato, ma non ho mai, finora, trovato riscontro nelle mie fonti americane al contrario di Davis; ma, ammesso e non concesso che potrebbe anche esserci stata una eventuale collaborazione di Kirby, resta il problema di fondo che tu non riesca a riconoscere la grandezza innovativa che Dan Barry riesce a portare nel fumetto realistico definendolo un copia-incolla. Un fumettista che disegna in quel modo come tu dici non potrà mai fare le innovazioni che Dan Barry ha apportato nel modo di concepire la struttura della vignetta. Nell'altro intervento, ho citato l'innovazione della disposizione dei primi piani creando un dinamismo mai riscontrato in precedenza: nemmeno dal grande Raymond! In sostanza ci sono delle nuove geometrie compositive nel disporre la vignetta: sia nei primi piani che nei lunghi come anche nei medi. Tra i collaboratori nel corso degli anni, potrei anche citarti Ric Estrada; magari Joe Giella ma, la mente del tutto che ha saputo portare avanti un progetto di fumetto innovativo in chiave realistica, è Dan Barry.


Anche nella concezione delle storie, la fantascienza nella sua immaginazione, diventa più possibilista agli occhi del lettore. Addirittura, anticipo' di qualche anno l'utilizzo dell'interferone per un malato di virus! Una intuizione che divenne realtà tempo dopo. I profili psicologici dei personaggi, sono meno mitologici ma più prossimi alle debolezze umane.
Se in quel periodo,
il cinema italiano diventando famoso nel mondo per il suo "neorealismo", distaccandosi dal mitologico scenografico di stampo mussoliniano, dimostra che siamo esattamente in una nuova era della società; e che Dan Barry, artista sensibile, riesce a captare. Non per nulla ho fatto presente nell'intervento precedente, che era
molto sensibile e interessato alle battaglie sociali e di classe. Non per nulla (nel '57?), fece una sortita in Europa per comprendere meglio cosa bollisse in pentola. In Italia soggiorno' a Firenze.

E su Williamson ti invito ad acquistare il libro fatto su di lui nel 2009 negli Usa dalla FLESK per vedere la grandezza delle sue matite. E quando dico matita alludo alla matita tout court, non all'inchiostro.

Non per nulla: il miglior periodo di Prentice nella produzione di Rip Kirby, risale a quello di quando le matite glie le faceva
Alfonso Williamson detto Al. Alla marvel lo chiamarono per delle inchiostrazioni perchè l'eleganza della sua figurazione realistica di impianto normotipo era ben lontana da quella grottesca dei supereroi.

Come ho già detto, Harvey Kurtzman oltre a scrivere faceva i layout. Per qualcuno, sempre in Italia, pare ci fosse, nella scrittura, anche la mano di Larry shaw. Ma la collaborazione duro' fino alla storia di Murlin (Merlino).
La città dei ghiacci è Frazetta a farla, possiedo la stampa delle matite. Come per la storia precedente che si svolge con i diavoli nel castello tra montagne innebbiate e la susseguente foresta piena di fantasmi, nel disegno dei mostri è molto presente la mano di Jack Davis.

Data l'ora tarda e la stanchezza, ho notato che nella scrittura precedente ho fatto abuso di ripetizioni.
Chiedo venia!

A Sixteen Tons:

una volta che la poesia l'hai pubblicata non è solo "per 4" ma anche "per mille" e più!

Seguita!

(Ieri ho mandato questo contributo che non è ancora apparso. Prima o poi apparirà, così ce ne saranno due copie. Non ho capito se Hefrem Bis voleva prenderci per i fondelli.)
Copia-incolla di due altri “commenti scelti” sul Gordon di Raymond: Seconda puntata di 3.
- Apparentemente, la tipologia delle regine di Gordon è quella che in gergo “sadomaso” viene chiamata “dominatrice”.
E’ una regina perché, all’epoca, le uniche donne che “comandavano” erano le sovrane europee (c’erano ancora poche capo ufficio). Lo schema narrativo consisteva in: 1) presentazione della dominatrice; 2) incontro-scontro con l’eroe; 3) sconfitta della dominatrice nel momento in cui l’eroe le tirava fuori la sua femminilità, facendola tornare la debole donna che, per l’etica del tempo, doveva essere.
- Bisogna distinguere l’ispirazione della storia dalla struttura della storia. L’ispirazione della storia viene da Buck Rogers, la striscia ripresa dalle pulp che nel 1929, insieme al Tarzan di Foster, aveva dato il via al fumetto realistico. Buck Rogers tratta in chiave fantascientifica il “pericolo giallo” paventato da Jack London. Solo che invece dei cinesi, per ovvi motivi di prudenza, gli invasori del futuro in cui si muove Buck Rogers sono mongoli. Flash Gordon i mongoli, invece, li trova su un altro pianeta: Mongo, appunto. Anche se poi il tiranno Ming ha il nome di una dinastia cinese.

Circa la questione "Kirby in Flash Gordon", neppure a me risulta la sua partecipazione (e ce ne è di gente che ha partecipato...)


Per ciò che mi risulta, la "Città di Ghiaccio" dovrebbe essere stata realizzata con l'aiuto di Sy Barry, non di Jack Kirby.


Comunque, tutto questo "chi ha fatto cosa" confesso che mi interessa relativamente.


Non stiamo parlando di Lyman Young o di Ham Fisher, che disegnavano da cani e i cui aiutanti erano migliori (molto migliori) di loro e ne influenzavano la linea artistica.


Parliamo di signori artisti che si servivano di aiutanti tenendoli sempre nel proprio solco.


Tutti sappiamo che Al Williamson ha realizzato alcune tavole di TARZAN per Burne Hogarth, ma guardando quelle tavole (e pure le loro matite sopravvissute) quello che si vede è Hogarth e non Williamson.


Certo, a volte, qualche artista meno duttile o più identificabile, si lasciava sfuggire il suo stile sotto quello che cerca di imitare, ma è tanto fondamentale questa attribuzione di "paternità"?


Non credo che, in Pittura, si dia la stessa importanza ai ghost artists di Rubens...

Fortunato,

la città dei ghiacci è stata disegnata da Frazetta di cui possiedo, essendo stati pubblicati, i disegni a matita.


D'accordo con te sulla questione delle attribuzioni anche se è importante per capire come si arriva ad un prodotto.


Sulla questione delle imitazioni da parte dei collaboratori ad esempio Dan Barry che ha disegnato Tarzan per due anni è riconoscibilissimo.


Anche Giotto aveva un'impresa di collaboratori; tanto che da alcuni critici è stato definito il primo imprenditore della pittura.
Poi si dirà che durante la pittura pompeiana era la stessa cosa.


Quello che si evince da tutto questo è che per fare un ottimo fumetto ci vuole un gruppo di lavoro. Poi ci possono essere dei casi isolati tipo, credo, Crepax, ma restano casi a sè.

No, no, Saur, nessuna presa per i fondelli, io di solito intervengo sui fatti della vita e quasi mais sui fumetti, ma questa discussione aveva cominciato a incuriosirmi giorni fa in appendice ad altri post e ora mi ha fatto crescere la curiosità di leggere delle storie di questa fantascienza naif (chiamiamola così) di Raymond, Dan Barry...
E ' stata un'esperienza educativa per me.

Grazie Hefrem, mi spingi a pubblicare la terza e ultima puntata di miei brani scelti (si fa per dire) presi dal precedente post del sottosuolo. Ma che fine ha fatto Tomaso? Non riesce più a postare come me?
- Mentre Dale è una casalinga, esempio delle muliebri virtù dell’epoca, tutte le altre sottostanno alla recente definizione di Battiato. Questo perché, contro ogni “buon senso”, occupano un posto di potere e vengono quindi travolte dai loro bassi istinti femminili. Si faccia il confronto con il bellissimo semiplagio francofono di Luc Orient, di Greg e Paape. Tutti possono rileggere queste avventure gordoniane nel bel sito “corrierino-giornalino”. Mi riferisco ai primi cinque episodi: il “Ciclo di Terango”. La prima storia non è stata ripresentata, perché pubblicata nei Classici Audacia, si comincia con la seconda (ma va bene lo stesso) intitolata “I soli di ghiaccio”. Piena di invenzioni, un sogno a occhi aperti (la si può leggere tutta nel post 127 del sito). Ora cercate voi le altre. La terza è una mezza fregatura, parla del viaggio per Terango. Nella quarta, strepitosa, compaiono gli uomini drago. La quinta non mi sembra sia stata presentata nel sito. Tratta della sconfitta del tiranno simil-Ming ed è a un livello un po’ più basso. Da non leggere un ulteriore episodio presentato nel sito, perché estraneo alla saga di Terango: come Gordon, ucciso il tiranno, Luc Orient diventa un fumetto di second’ordine. Ebbene, guardate le donne di Luc Orient, professionali ed emancipate (anche se pure loro stereotipate), e si capisce subito che a metà degli anni sessanta tutto era cambiato.
- Ci sono altri due aspetti legati tra loro da considerare. Gordon, al di là di quanto ho detto, è un fumetto che attiva il nostro sadomasochismo latente. C’è la famosa scena dove Dale viene frustata a schiena nuda, ma a me, da bambino, aveva turbato di più una sequenza meno appariscente: quando Sonja tradisce i ribelli e libera Ming, in cambio della promessa di sposarla. Si fa il matrimonio in pompa magna e Ming, avendo mantenuto la promessa, ordina che la ribelle appena diventata imperatrice venga subito giustiziata. Non c’è la scena dell’esecuzione, ma solo il volto atterrito di lei. Sonja viene uccisa anche con il consenso dei lettori, essendo una traditrice del nostro eroe. In questo modo, pure noi veniamo aspirati nel vortice sadomasochistico. Questa è una componente molto importante nelle avventure di Gordon, ripeto, che contribuisce a determinarne il fascino. La seconda considerazione è che, in effetti, queste regine sono donne indipendenti, anche se non per merito (non ci sono scienziate), ma per diritto dinastico, e si comportano come uomini. In questo senso, oggi, magari per noi possono anche essere “femministe”. Ma il lettore dell’epoca, ancora una volta, veniva piuttosto avvolto dal masochismo implicito nell’avere a che fare con una dominatrice, attraverso la mediazione di Gordon: non ne ricavava affatto il desiderio di emancipare le donne, ma quello di essere sottomesso in un gioco erotico.

Dale Arden casalinga, come Paperina! Atta a casa, non votata all'avventura.

Hefrem,

la produzione di Dan Barry anni '50-60 di Gordon la puoi trovare nelle edizioni serpente, corno,spada e per gli anni a seguire le edizioni Comic art.

Visto che sei interessato ti consiglio
alcuni titoli che caratterizzano meglio lo spessore di questa opera, sia nei testi che nei disegni.

LA RIVOLTA DEGLI INTOCCABILI: parla di un siero come l'interferone per sconfiggere una epidemia di virus. Questa intuizione diverrà tempo dopo una scoperta della medicina ufficiale; IL TERRIBILE SEGRETO: parla di chi soffre di agorafobia e deve viaggiare nello spazio per lavorare;

I LADRI IPNOTICI... IL QUIZ MALEDETTO... sono storie di imbroglioni in un mondo altamente civilizzato;

Oppure c'è IL DELITTO DI JOAN, una storia che parla di scienziati inviati dalla terra su mercurio per prendere metalli tra lave e vulcani ma con tutte le problematiche di pressurizzazione e vuoti d'aria, modificazioni delle personalità a livello sia fisico che psicologico dovute ai trattamenti subiti.

Queste storie, più di altre, danno misura e valore, sia nei testi che a livello grafico, di un livello eccelso.

Problematiche umane e sociali si intersecano in un mondo altamente scientifico.

Se vuoi capire bene Dan Barry, queste sono le storie. Le primissime, sembre interessanti, risentono del mitologico e del fantastico!

Questi titoli li puoi trovare nella serie Corno anni '60 che alterna pagine in nero e a colori. Il nero permette di vedere l'alto livello grafico.

Ci sono anche delle pubblicazioni con questi titoli fatte da Spada negli anni '80, ma sono anche introvabili.

Come sarebbe stupefacente se un grande editore stampasse un'edizione abbastanza grande con questi titoli!

@nestore del boccio
Sì, scusa, hai perfettamente ragione: nella "Città del Ghiaccio" c'è la mano di Frazetta.
Pure i dati che avevo consultato erano esatti, ma li avevo letti male io (invecchiamento neuronale precoce).


Credo che ci siano molti altri oltre Crepax ad aver fatto tutto da soli, ma certo è improbabilissimo trovare di questi autori tra quelli di strisce sindacate americane, con le loro scadenze serrate, (e, soprattutto, fuori dai disegnatori bigfoot).

Fortunato,

ti consiglio un libro della KITCHEN SINK PRESS del 1988 di grande formato 26x32 cm circa, tutto dedicato al Flash Gordon di Dan Barry con le daily dal novembre del 1951 ad aprile del 1953. Ci sono i layout di Kurtzman, le matite dell'italoamericano Frazetta e quant'altro.

Ovviamente ho altre pubblicazioni in merito.


Certo che ci sono anche altri disegnatori solitari e di bravi. Pratt era uno di questi anche se, quando doveva fare, ad esempio, i treni, si faceva aiutare.


Il mio discorso era finalizzato all'importanza del lavoro d'impresa, come l'organizzazione possa portare a grandi risultati. Un riflesso non troppo inconscio dovuto alla drammaticità attuale delle nostre aziende!

Quando dite che in una storia del Gordon "di" Barry c'è un disegnatore o un altro, lo dite guardando le strip o leggendolo da qualche articolo? In tutte le storie, almeno nei primi anni, si alternano diversi disegnatori. Lasciamo perdere, per il momento, chi siano: la cosa importante è che questi disegnatori mettono nelle strisce le loro corporature tipiche, le inquadrature preferite e la loro distribuzione degli spazi. Tra la striscia di una settimana e quella della successiva, se guardate bene le strisce con i vostri occhi, capite subito che cambia tutto. A questo punto, oltre che nelle chine, lo stile di Barry dov'è?

Sauro: non sono stato catapultato in un universo parallelo e quindi di fatto svanito.
Il fatto è che sono da anni in pianta stabile nonno baby sitter, a tempo praticamente intero.
Essendo la nipotanza assai varia come età, devo destreggiarmi per sopravvivere.
Ma in fondo in tutto questo io trovo il senso delle cose,
Con Riccardo, tredici anni, oggi pomeriggio, dopo lo scolgimento dei compiti scolastici, abbiamo riguardati Kirby dal primo Capitan America ancora eisneriano a quello degli anni sessanta.
Poi abbiamo cercato invano di trovare su internet le tavole dei primi anni 50 di Kirby/Simon relative a Black Magic: solo copertine.
Va beh, vi saluto e mi vado a coricare: Buona notte.

A quest'ora vai a dormire???

No,no, mi corico sul divano per riprendere le forze.
Poi a mezzanotte indosso il mantello nero e vago per selve oscure alla ricerca del passaggio che porta a Pellucidar.
Va beh, non è proprio così.
Mi corico sul divano e leggo. Ora ho ripreso in mano Burroughs, iniziando con Carter di Marte, Cosmo serie oro edito da "Nord" nel 1973.

Tomaso - Tutti i comic book di Black Magic li puoi scaricare legalmente qui: http://digitalcomicmuseum.com/index.php?cid=243 . Un volume con il Kirby dell’epoca, comprese due storie di Black Magic, è recentemente uscito in Italia in un formato inutilmente grande: “Il meglio di Simon e Kirby”, Bao, 27 euro (nelle migliori fumetterie).
Nestore - Trovami, per esempio, un solo punto in comune tra la striscia di Gordon del 31 maggio 1952 e quella del 20 febbraio 1953: entrambe rappresentano una lotta. I veri disegnatori fanno le matite e magari lasciano le chine ai collaboratori, non, sistematicamente, il contrario.

Sauro Pennacchioli ha scritto: "Quando dite che in una storia del Gordon "di" Barry c'è un disegnatore o un altro, lo dite guardando le strip o leggendolo da qualche articolo?"


Per me, entrambe le cose.
Se in un articolo leggo che Stan Drake fu a lungo ospedalizzato, in seguito all'incidente in cui morì Raymond, e fu aiutato da Bob Lubbers, mi appunto la cosa sul mio personale database e, se ne ho l'occasione, controllo le vignette del periodo in esame (nel caso di Lubbers, che conosco bene, sarebbe difficile non identificarlo anche se tenta di imitare Drake).

Vado di fretta perchè debbo uscire.
Quindi, una risposta rapida.


Personalmente guardo prima i disegni e, nel caso di una controversia, vado a cercare le fonti ed eventuali articoli.

In tanti anni di disegni dai primi anni '60, da solo o in gruppo, tra bene e male (male perchè agli inizi ero un buon matitista ma pessimo inchiostratore), penso di aver imparato a conoscere abbastanza il disegno e quindi a riconoscere le differenze. I resoconti li leggo semmai, per sapere i concetti dei "soloni"!

Sauro, appena ritorno, al massimo domani mattina rispondo al tuo quesito.

A plus!

sauro: grazie per la dritta. Ho visionato tutta la serie e ho constatato che Jack Kirby passa gradualmente dal suo -e di Simon- Capitan America del periodo bellico molto ( o in parte) legato ad Eisner, al altro stile .
Però per arrivare alla metà degli anni sessanta con il ritorno di Capitan America su testi di Stan Lee, ce ne passa ancora.
Ci manca ancora qualcosa.
Riccardo, mio nipote, preferisce il "nuovo" Capitan America, io gradisco molto lo stile meno lisciato ma viceversa più grottesco. please, don't kill me!!

Sono andato alla ricerca della striscia giornaliera di Gordon di Dan Barry(??) da te indicata, ossia quella del 20 febbraio 1953.
Ho quindi sfogliato i miei miseri ( logorati dal tempo) albi gordoniani fino ad arrivare a quello del maggio ( o giugno, non si sa) 1953 edito da G.Gioggi, che subentra alle Edizioni Adriana ( o era sempre lui??).
Grande sfortuna, l'ultima striscia è quella del 2 febbraio 1953.
Poi più nulla, lasciando la storia a mezzo con la seguente didascalia : "E così il nostro meraviglioso eroe, con la fantastica macchina macchina del tempo di Murlin, si accinge ad entrare nel futuro con il nobile intento di salvarela civiltà del domani!"
Credo, penso, che il seguito , non so quante strisce, apparirà solo nella ristampa della Comic Art, che lessi in archivio della biblioteca Delfini decenni or sono.
Non mi ricordo niente!!
Mah???

Buongiorno, amici.
Rispondo brevemente a Tomaso su un punto.
Mi risulta che le Edizioni Adriana, site in Via Bettolo a Roma, fossero di proprietà di un tipografo, appunto il Sig. Adriana. Forse Gioggio stampava qualcosa presso la Adriana e se aveva una partecipazione era nella Diana (che non c'entrava nulla con l'Adriana).

A quanto pare un po' di cose dell'Adriana furono ereditate da Gioggi, oppure qualcuno che lavorava per Adriana (il sig. Lioni in primis) passo' da Gioggi portandosi in eredità quello che aveva prodotto.


Io che non sono un collezionista confesso di no aver mai visto gli albi a cui allude Tomaso, né di Gioggi né dell'Adriana.


Vorrei saperne di più.

Voglio dire perché ODIO Dan Barry. Questo autore, non sapendo inventare niente (non solo i mostri e le astronavi), avrebbe dovuto indirizzarsi verso il fumetto sentimentale fotografando modelli. Se lo avesse fatto, non avrebbe provocato danni. Purtroppo, sia pure non per colpa sua, il suo tratto “borghese”, “moderato”, “tranquillizzante”, che ammosciava grandi disegnatori ripassandoli a china, venne scelto dalla Dc come marchio di fabbrica. Così, per tutti gli anni cinquanta e i primi sessanta, i disegnatori della Dc dovettero rendere mediocre il loro stile per farlo assomigliare a quello del “maestro” Barry! Si veda, per esempio, come Joe Kubert aveva dovuto regredire in quel periodo: lui, per fortuna, ha poi potuto riprendersi. Altri, come Mort Meskin, non hanno avuto il tempo di farlo. Guardate il vecchio Meskin, grandissimo artista, prima di essere stato massacrato dalla danbarrite, cercando le sue storie su http://www.comics.org/ (dopo aver impostato la ricerca su penciler). Prendete, per esempio, quelle fatte per Black Terror della Standard (conosciuta anche come Better, Nedor eccetera). Una volta individuati i suoi comic book, scaricateli gratuitamente dal solito http://digitalcomicmuseum.com/ (solo fino al 1955 e non della Dc). Vi rifarete gli occhi, vedendo un esempio di quello che abbiamo perso a causa di Dan Barry. Comunque di lui non parlerò mai più. È giusto che lo faccia Nestore, che lo ammira. Io, magari, tornerò al Gordon di Raymond.

Paolo: ti dico quello che so in base al materiale che ho sotto gli occhi.
Il primo numero dell'albo Traguardo" edito da "Adriana"è del 19 Luglio 1952, formato "Albo d'oro" /verticale, quindi, presenta una storia dell'Uomo Mascherato disegnata da Winsor Mc Coy intitolata Il rapimento e la data di esecuzione è del 1951.

Grazie, Tomaso, io credevo che Adriana avesse pubblicato addirittura prima. Ma no, i conti tornano.
Adriana eredita da Mario Nerbini, per il quale stampava e forse non era da lui pagata, per cui in "pegno" gli passa i diritti dei personaggi di Lee Falk.
Continuano a stamparselo in proprio.
Liorni lavora da Adriana (con altre pubblicazioni come "Carioca" e "Piccolo Boy" delle quali parla anche Luca Boschi in questo blog).
Passo successivo: Liorni viene via da Adriana con i diritti per usarli presso la Fratelli Spada.


P.

PS: Precisazione: io non PaBlo, non Paolo, ho visto che scrive anche un Paolo o forse più d'uno, ma non sono io.

Va bene, Sauro, se troveremo Dan Barry accoltellato in un vicoletto buio, sappiamo su chi fare la spia... ;P


Comunque, non puoi dare la colpa a Barry per il fatto che il suo stile sia stato eletto come stile aziendale dalla DC nei '50.


Non possiamo addebitare a Jack Kirby se alla Marvel, nei '60, forzavano gli altri a seguire il suo stile.


Maurice Tillieux si lamentava di ricevere pressioni per far assomigliare il suo stile a quello di Franquin, ma non si lamentava del buon André, bensì di Charles Dupuis...


E che dire dell'agenzia King Features: dalla fine dei '50, tutti i fumetti realistici dovevano avere lo stile di John Prentice e tutti quelli umoristici lo stile di Mort Walker.


Comunque, nei tuoi post precedenti lasciavi ad intendere che Barry non fosse capace di disegnare, mentre adesso ammetti che aveva uno stile ben riconoscibile e, addirittura influente.


Comunque, per chi voglia giudicare il vecchio Dan dai suoi lavori in albo, ecco due buoni siti:

http://pappysgoldenage.blogspot.it/search/label/Dan%20Barry

e

http://allthingsger.blogspot.it/search?q=dan+barry


E, in ogni caso, Sauro, ti consolerà sapere che Dan Barry ha espiato le sue colpe, andando in galera:

http://news.google.com/newspapers?nid=1917&dat=19820522&id=ABEhAAAAIBAJ&sjid=WHMFAAAAIBAJ&pg=4088,1843339

;D ;D ;D

Il secondo numero è di Mandrake e si intitola "Il re delle tenebre". Si alternano settimanalmente i due personaggi fino al n°55 del 21 Luglio 1953.
Contemporaneamente come supplementi, a partire dal 15 novembre 1952, ecco la serie "Albo Azzurro", Con Mandrake, Phantom, Gordon di Mc raboy e del Vituperato Dan Barry.
Ma anche Radio pattuglia, Cisco Kid, Radio Pattuglia e Jim della Jungla.
Uscirono anche due numeri formato gigante, quadrato, denominati albi elefante, a colori, con Gordon di .... Dan Barry!

Caro Sauro,

Nel primo di questi post termino il mio intervento scrivendo:

"Per completare la parte più rognosa del mio profondo, amo i disegnatori come Krigstein, Alex Nino, Mort Meskin, Jack Davis, Jerry Grandenetti, Jack Kirby..." Percui, quando mi parli di gente come Mort Meskin, sfondi una porta aperta!

Se non avessi avuto questa sensibilità, non avrei mai potuto appoggiare la tua linea editoriale. E, scusa se lo faccio in pubblico: ti ringraziero' sempre per avermi permesso di esprimere uno stile, una ricerca, che in altri lidi non avrei mai potuto fare. Cosa che, in seguito, mi hanno fatto pagare facendomi essere un ibrido senza mai raggiungere quanto fatto in precedenza!

Detto questo, passo al quesito postomi ieri.


Nella vignette che tu mi poni, ovviamente nella seconda e cioè quella del 20-02-1953 si avverte, soprattutto nei visi, una certa influenza di Jack Kirby;

mentre in quella del 31-05-1952 è più grossolana anche nell'inchiostrazione. Ma, al contrario, ti invito ad osservare la striscia del 10-04-1952, prettamente disegnata da Jack Davis, come si vede persino dai corpi, ove non escludo anche una partecipazione all'inchiostrazione dello stesso. Ma questo, quando si lavora in gruppo, avviene normalmente. Ad esempio, se si guardano una serie di vignette delle settimanali di Alex Raymond che vanno dal 08-07 al 09-04 del 1938, e più in là alla settimanale del 10-30, sempre dello stesso anno, notiamo una caduta di livello notevole in molte vignette.

Difendo Dan Barry come difenderei la lirica da un integralista del rock; Il quale, dimostra anche grande capacità organizzativa; e quando arriva al suo acme qualitativo, anni dopo, realizzando storie come IL DELITTO DI JOAN...LA RIVOLTA DEGLI INTOCCABILI...IL QUIZ MALEDETTO...I LADRI IPNOTICI....oppure storie come quella dal titolo ove affronta il tema dell'agorafobia dal titolo IL TERRIBILE SEGRETO, dimostra di aver fatto grande tesoro di tutte le influenze

precedenti dei suoi collaboratori ad un livello grafico notevole! Queste storie che ho elencato, dimostrano come avesse fatto fare un grande salto in avanti al fumetto fantascientifico,

rendendolo più realistico sia da un punto di vista psicologico con una science-fiction più credibile: distaccandosi molto dal mitologico ma molto più vicino ai fattori umani e sociali.

Sapessi come mi è indigesta un certo tipo di borghesia, ma Dan Barry, come ho già scritto in precedenza, seguiva con molto interesse le battagliesociali che avvenivano in Europa. Se non avesse avuto questa sensibilità, non avrebbe mai portato il fumetto Gordon Flash al raggiungimento di certi livelli tematici.

C’entra come i cavoli a merenda, rileggendo pian piano tutti i Kriminal di Bunker e Magnus mi è tornato alla mente il Drago di Burne Hogarth. Drago era stato pubblicato in Italia su Eureka nel 1967 o giù di lì. Mi chiedo se Magnus non abbia modificato il suo stile proprio guardando Drago, pubblicato dalla stessa casa editrice per la quale lavorava (Corno). Mi riferisco soprattutto al tipo di inchiostratura, perché i disegni sono diversi. Decio Canzo, che aveva detto “questi sembrano i cavalli delle giostre” guardando le prime tavole del Texone di Magnus, non l’avrebbe mai detto per lo splendido cavallo di Drago. Bisogna tenere presente che l’inchiostratura di Drago è diversa da quella di Tarzan, ma è uguale a quella del misconosciuto e coevo Miracle Jones. Qualcuno ha avuto la mia stessa sensazione?

Ma le matite di Franzetta per il Gordon quotidiano del 1952 (vedi l'intervento sulla fanzine americana "Nemo"), si possono vedere in qualche sito??
In queste strisce la regina Marla ( sugli albi della serie Elefante edita da Aurelia alla fine del 1953 ma poi - chissà perchè - datata gennaio 1954, ha la carnagione blu!!) ha il volto disegnato con la parte superiore alla fronte inesistente: e più di una vota!! Mah???

Saur, questa su Drago di Burne Hogarth è un'osservazione molto azzeccata. Lo penso anch'io. Avevo visto delle sintonie.
Magnus era una spugna.

Sorry, disegnare è difficile e Raviola -compagno di liceo artistico - era un grande disegnatore,
Prosit!

Tomaso, hai fatto il Liceo Artistico con Magnus?
Ma davvero?

Grazie, Pietro: allora non sono pazzo. I panneggi, per esempio, mi sembrano gli stessi. Ma è il tratto, soprattutto, a impressionare. La cosa curiosa è che in Magnus l’avvicinamento con il Drago di Hogarth avviene progressivamente, solo negli anni di Milady sembra concludersi. Peccato che chi, non avendolo a disposizione nella versione cartacea, cercherà Drago su internet non riuscirà a percepire molto la particolarità chine. Tra l’altro, i colori di Drago fanno schifo. Molto meglio vederlo in bianco e nero. Minchia… a quest’ora tarda mi è arrivata una vagonata di roba da fare. Spero di riuscire a scrivere almeno un intervento al giorno, come mi ero proposto.

A tomaso: sono d'accordo, Magnus è stato il più grande disegnatore realistico italiano (insieme a Pazienza, che gli doveva molto).

Pietro: quasi...
nell'anno scolastico 1956/57 io lavoravo a Bologna presso lo studio di un architetto.
Mi ero diplomato l'anno precedente all'istituto d'Arte di Modena; a quei tempi con un sema integrativo si poteva passare all'ultimo anno di Liceo artistico a Bologna.
Però, a differenza di alcuni miei compagni modenesi, io non facevo il pendolare, ma trovato lavoro a Bologna ( ovviamente non in regola, pagato ad ore)mi sistemai nella città di Balanzone.
Nella classe del liceo bolognese c'era in effetti Raviola, che già disegnava tavoloni di fumetti.
Io frequentai poco, più che altro lavoravo.
Ecco la storia, non a lieto fine, poichè non ottenni la maturità artistica.
Ebbi poi il colpo di "genio" di arruolarmi volontario in marina, tanto il servizio di leva dovevo farlo comunque.
Passai più di due anni a Napoli,1958/59 e ritornato civile nel 1960.....
Che feci dopo??
Ehhhh,feci domanda per l'insegnamento di Disegno nelle scuole medie e, fortunatamente, mi andò bene.

Dunque, mi è ritornato in mente ( ma non ho ritrovato gli albi relativi) che poprio nel 1960 iniziò ad uscire un albo/giornale ( fumetti a puntate) formato quaderno:"L'Ardimentoso"!!. Conteneva anche il Gordon di Dan Barry, e riprendeva nel punto dove le edizioni Aurelia/G.Gioggi erano arrivate con gli albi "Traguardo" poi "Celebri eroi dell'avventura".
Poi la testata si trasformò in "Albi de L'Ardimentoso", e se ricordo bene, presentava solo Gordon arrivando alle strisce giornaliere della metà 1954 (circa).

Drago di Hogarth: un disegnatore portentoso... ricordo alcune tavole originali di Tarzan in bianco e nero viste ad una mostra: la dimensione della tavola era spaventosa!!! Ma come faceva Hogarth a disegnare così in grande!!
Però quando il Nostro disegnava Drago ( io ho la saga in una vecchia edizione portoghese) era -a mio parere- già troppo enfatico.
Riguardando la sue tavole del vecchio Tarzan a strisce, rimontato in formato di tavola negli albi "Urrà", a partire dal n°5 intitolato "GLi uomini lupi"( Le Edizini mondiali,22 Giugno 1948, ma copyright americano del 1947), beh, La parte iniziale - poi arriva Dan Barry, mi piace molto di più.
Ma forse già dell'inizio le matite, o parte di esse, Non so. sono di Barry??
Comunque la firma Hogarth si trova fino alla striscia n° 2532.

Questa avventura degli "Uomini lupi/nel nido dei mostri/Prigionieri della bufera", è poi la rasposizione fumettata del romanzo di Burroughs "In the earth core", contaminazione tarzaniana del ciclo di Pellucidar, o qualcosa del genere.

Qui ci vorrebbe un'erudito specializzato nell'opera di Burroughs.
Ora io sto rileggendo la prima parte di "Carter di Venere" edizione Cosmo inizio anni novanta.
Voglio constatare se Raymond del 1934/35 veramente preso spunto da questi contenuti.

Ho fatto il confronto fra la tavola domenicale di Tarzan by Hogarth dell'otto Ottobre 1947 ) la prima dopo la parentesi di Rubimor), e le contemporanee strisce quotidiane: ehhh, a parte il colore "esplosivo" e la magnifecenza dovuta alla grandezza dela tavola domenicale, probabilmente nelle strisce c'è fin dall'inizio la matita di Dan Barry.
Mi baso solo sull'"occhio", non ho cercato riscontri scritti, che poi probabilmente esisteranno.
Anche in questo caso, sarebbe necessario un intervento a carettere storico/filologico di un esperto, conesperienza sul campo.
Mah?'

Bene... Mi sono finita gli occhietti a leggere tutto (anche in fretta). Questi post dovrebbero essere incorniciati, i commenti sono più importanti del testo.
Mi restano tanti dubbi, nomi che ignoro, ma si capisce l'importanza dell'argomento.
Non si potrebbe spalmare i commenti sotto più post diversi? Alcuni non ne hanno nemmeno uno o quasi, altri, come questo, straripano. Ma forse è una richiesta scema.

Mi spiace o Germana che tu stia diventando orba, ma i commenti ai post non sono esattamente la stessa cosa della nutella.
Se i commenti ti sembrano più importanti del "testo", prova a leggere anche i testi e vedrai che non si tratta di una mera esibizione di importanza, ma anche e soprattutto di condivisione.
Nulla ti vieta comunque di spalmare tu nel frattempo, le tue delizie incorniciabili sotto i post che ti pareppiace.

Al secondo giro di votazioni, Drago for president!

A proposito di Magnus, lo conobbi nel 1982-83 presso lo studio di Giovanni Romanini a piazza Roosevelt a Bologna. Vide il ritratto a matita che avevo fatto a Giovanni e me ne chiese uno per lui.
Glielo feci con una penna a spirito. Passammo tutto il pomeriggio a discutere sulle problematiche esistenziali: tra l'individuo centro dell'universo e l'uomo come entità debole. Teneva molto a ribadire la fallacità dell'uomo in contrapposizione all'uomo forte "che tutto puo'"!

Ri-minchia, con queste votazioni per il presidente (vota Drago! Vota Drago!) voglia di lavorare saltami addosso. Magnus ha avuto quel trip mistico che dici tu, Nestore. Trip che non ci ha dato buone cose, se penso agli ermetici Briganti. Lo preferivo su Kriminal, con i testi di Max Bunker / Luciano Secchi. Testi abborracciati, disegni frenetici, ma roba buona come non se ne trova più. Oggi sono tutti politicamente corretti, anche Kriminal iniziò a diventarlo. E finì.

D'accordissimo Sauro!!!
In quegli anni, un collega, al quale avevo dato una "mano", mi disse che Magnus, prima di comincire a fare fumetti, fece allenamento ricopiando tutto il Gordon di Raymond. Sul "Trip" è vero: fu di base "orientale"!

Su "Drago" presidente, devo dirti che, da tanti anni, il livello della nostra classe politica è proprio scadente! In fondo, non è altro che l'espressione di un paese "mignottaro" e di basso "conio"!
Nonchè, molto ma molto stupido e, molto ma molto ipocrita!!!

Nestore, Saur... Alessandro scrive che, secondo una valutazione a caldo di Bersani, Marini ha non perso e già dalle prossime ore sarà il primo non presidente della repubblica.

Cara Germana, una donna, finalmente! Ce ne sono altre, all'ascolto? Perché questo comincava a sembrarmi un ritrovo di sfigati fumettofili tipo Big Bang Theory. Chi è Alessandro? La battuta funziona e neanche a me Marini è simpatico: vecchia politica, quella che ci ha rovinato. Che vadano a casa. Drago for president! Germana, spero che tu stia con me. Per la vita. Ma nel frattempo devo lavorare, ne avrò per molto. Purtroppo. A dopo.

Saur, io ho scritto varie volte negli anni in questo blog, ma di donne ne passano varie, se è per questo.
Alessandro Schwed, un giornalista che credo twitti, o almeno l'ho letto su Twitter. Con te per la vita non saprei, ma ogni tanto passo da qua, anche se l'argomento di questi autori americani di tanti anni fa non è esattamente il mio specifico.

Conosco anche i fumetti moderni, compresi i manga. Scegli tu il soggetto. Stanotte ritorno su questo post.

Germana, credo che il Pd si avvii verso una divisione interna: inutile cercare una coesione che non c'è mai stata tra le due anime demo-com. Ne abbiamo constatato gli effetti devastanti nel 2011 non andando alle elezioni (Berlusconi era morto) preferendo la scelta dell'anima democristiana sempre antagonista ad una politica progressista più a sinistra. La quale, perseguendo Casini hanno preferito lavarsi le mani facendo l'inciucio coperti da Monti. Risultato: hanno annientato la parte che aveva contestato l'operazione Monti credendo che, una volta imbarcato Vendola tutto fosse risolto. E' bastato far fare una operazione alla Gabanelli per riconfermargli il programma che era stato annullato (vedasi l'operazione sulle case di Di Pietro facendo passare per unità immobiliari le semplici particelle) per distruggere un partito come l'Italia dei valori che nei sondaggi stava quasi al 9%. Risultato che, con una sinistra più debole e meno presente in parlamento, Bersani si è indebolito sempre più e... con un cadavere resuscitato!

Credo anch'io che Marini sia fottuto per diverse ragioni: primo, perchè se Bersani insiste non gli resta che fare un governo con Berlusconi; e non credo che lui voglia passare alla storia per l'abbraccio con Berlusconi. A meno chè non compia definitivamente il salto! Secondo, c'è ancora qualche anima interna tipo D'Alema che ha il dono dell'inciuciare sottobanco, che, secondo me, non molla la speranza di diventare presidente della repubblica. C'è anche in tutto questo la posizione dei cinquestelle che non pensano a governare ma rimanere alla sola contestazione; e quindi, secondo me, perdendo una occasione storica per fare dei reali cambiamenti.

Germana, credo che il Pd si avvii verso una divisione interna: inutile cercare una coesione che non c'è mai stata tra le due anime demo-com. Ne abbiamo constatato gli effetti devastanti nel 2011 non andando alle elezioni (Berlusconi era morto) preferendo la scelta dell'anima democristiana sempre antagonista ad una politica progressista più a sinistra. La quale, perseguendo Casini hanno preferito lavarsi le mani facendo l'inciucio coperti da Monti. Risultato: hanno annientato la parte che aveva contestato l'operazione Monti credendo che, una volta imbarcato Vendola tutto fosse risolto. E' bastato far fare una operazione alla Gabanelli per riconfermargli il programma che era stato annullato (vedasi l'operazione sulle case di Di Pietro facendo passare per unità immobiliari le semplici particelle) per distruggere un partito come l'Italia dei valori che nei sondaggi stava quasi al 9%. Risultato che, con una sinistra più debole e meno presente in parlamento, Bersani si è indebolito sempre più e... con un cadavere resuscitato!

Credo anch'io che Marini sia fottuto per diverse ragioni: primo, perchè se Bersani insiste non gli resta che fare un governo con Berlusconi; e non credo che lui voglia passare alla storia per l'abbraccio con Berlusconi. A meno chè non compia definitivamente il salto! Secondo, c'è ancora qualche anima interna tipo D'Alema che ha il dono dell'inciuciare sottobanco, che, secondo me, non molla la speranza di diventare presidente della repubblica. C'è anche in tutto questo la posizione dei cinquestelle che non pensano a governare ma rimanere alla sola contestazione; e quindi, secondo me, perdendo una occasione storica per fare dei reali cambiamenti.

Germana,
ti garantisco che Sauro è molto esperto di Manga!

Cara Germana, sono qui, di sera, nella piazzetta virtuale, con un mazzettino di fiori e la mia pin con la scritta “Drago for President”, ma di te neanche un pixel. Sono stato troppo precipitoso a chiederti fedeltà eterna? Mah, forse sì. Speravo in un breve elenco dei tuoi fumetti preferiti. Forse te la sei presa perché ho dato per scontato un tuo interesse per i manga? Il fatto è che in fumetteria vedo sempre mucchi di femmine sgomitare nell’angolo giappo. Il mio è stato un tentativo di ampliare il coinvolgimento delle donne negli affari fumettosi: se qui avessi trovato qualcun'altra, ti avrei tradito volentieri. Ma la verità è che questo post è morto. Fortunato non trova più argomenti abbastanza seri per lui, Tomaso si è perso a Pellucidar (te lo ripeto: quelle strisce di Hogarth sono l’adattamento del crossover di Burroughs con Tarzan). Forse è solo perché tutti sono distratti a causa delle votazioni, anche se il presidente non viene mai eletto prima del quarto giro. In ogni caso, vota Drago! vota Drago!

Sauro: un post è un post, morto uno se ne fa un altro.
Per quanto riguarda l'avventura di Tarzan a Pellucidar, che io lessi negli albi "Urrà"del 1948, grande formato ma rimpaginate, ritoccate e allungate da una mano abile, l'imprinting ci fu e il mio cervello da allora trasfigura questa avventura tarzanesca.
Ho finito di leggere di Burroughs "Carter di Venere", nela vecchia edizione "Cosmo" del 1992 ( la prima traduzione italiana, a quel che risulta)e devo dire che anche se Raymon a suo tempo lesse questo romanzo che risale al 1932, da esso non potè avere poi dei grandi spunti originali.
Antitetiche poi le figure femminili.
Comunque questa è solo una mia impressione.

Poi, bisogna ribadirlo, un conto è scrivere di cose immaginifiche,altra faccenda è disegnarle!
Anche se, ben si sa, anche nel disegno nulla nasce dal nulla, e certamente Raymond avrà avuto in questo campo specifico - il suo - un background legato al contesto figurale del tempo.
Ma è ed è sempre stato così per tutti.
Una cosa non solo ovvia ma naturale.

Sauro, Germana di fronte al tuo focoso approccio si sarà pudicamente ritirata intimidita.
Ti ci vorrebbe un incontro con Uraza/Azura, insaziabile divoratrice di uomini vigorosi. Uraza.... poveretta, era regina di un esercito di nani( anche se si sa che i nani....).
Poi nella serie Nerbini apocrifa disegnata da fantoni viene perfino fatta morire.
Povera donna, in fondo cercava solo l'amore.

Il post è saltatO??
Parlavo degli ardori virtuali...
Io conobbi una Germana nel 1972 quando campeggiai nel golfo di Baratti (Livorno).Era una ragazzina bionda che studiava musica.
Ora dovrebbe avere sui 70 anni o poco meno. Sarà nonna, forse bisnonna: come passa il tempo!!

Ho scritto 1972?? Sono un vero pirla!!
1972, l'anno fatale della trasformazione del "Corriere dei Piccoli" in "Corriere dei Ragazzi".
Ho ancora queste annate tutte autorilegate, bei volumi riposti negli scaffali in basso dela mia libreria.
No, Germana la incontrai anni prima, probabilmente nell'estate del 1960, dopo aver lavorato per tre mesi -tempo determinato- come disegnatore in un ufficio del comune di Modena.
Ero ancora pulzello, quindi mi guardavo intorno. Non solo fumetti quindi!!

Ho avuto modo di visionare alcune strisce quotidiane di Gordon disegnate a matita da Franzetta: anno di grazia 1953!!
Dopo quindi l'episodio della "Città di ghiaccio".
Ehh, c'è una bella differenza fra le matite e le relative chine!!!
Credo che Luca potrà, al destino piacendo, postare per un confronto le stesse strisce nelle due versioni, disegnate ed inchiostrate.
Non ho ancora visto però le matite di Franzetta riguardanti le strisce nelle quali appare la regina Marla.
Sarebbe importanti, perché nell'episodio della "Città di ghiaccio (1972) dove fa la sua comparsa la regale Marla, le strisce inchiostrate la raffigurano più di una volta con delle sproporzioni, sia nel volto che nel corpo.
Un inchiostratore di poco valore??
Ai posteri....

- Io non ho mai chattato, per me le persone con le quali parlo in questo post sono virtuali. Non esistono. Salvo Nestore, che conosco.
- Prendi, come ti dicevo, alcune regine del Tarzan di Burroughs, come La di Opar e quella di Atne o di Catne, o come si chiamavano.
- Be’, nel primo Carson di Venere puoi trovare il prototipo di Arboria, la città sugli alberi, e le belve della giungla.
- La vuoi piantare di scrivere Frazetta con la enne?
- Prima tavola di Gordon: da bambino pensavo che Raymond (sicuramente l’ha sceneggiata lui) intendesse “abbattere” il pianeta colpendolo con il proprio missile, come fosse un proiettile!

Caro Luca ti chiedo scusa se intervengo, fuori tema, all'interno di questo post, ma non sapevo al momento dove scriverti. So che ti sei interessato al diritto d'autore e pertanto vorrei chiederti un consiglio su un quesito che mi ha posto un'amica che sta per pubblicare un saggio sull'eros nei fumetti. Il dubbio riguarda la possibilità di inserire immagini all'interno del libro senza la necessità di chiedere l'autorizzazione ai rispettivi autori, ovviamente citando la fonte e la titolarità dei diritti. Ti ringrazio anticipatamente per le eventuali informazioni e ovviamente sarà mia premura farti omaggiare di una copia. Con l'occasione ti segnalo http://www.festivaldelvento.com/, sito ufficiale del festival del vento che si terrà a Trapani dal 24 aprile al 5 maggio. Si tratta di un evento importante legato alla regata velica RC44. Quella di quest'anno è una sorta di prova generale, dopo il successo di qualche anno fa dell'Americas cup, per cui l'anno prossimo l'evento coinvolgerà altri sponsor ancora più importanti e sto valutando con gli organizzatori la possibilità di inserire nel prossimo programma un evento fumettistico di qualità e ovviamento ho ripensato alla possibilità di cui abbiamo parlato in più occasioni di es/portare COMICON a Trapani. Un caro saluto.

Frazetta, si certo....
Che vuoi, questa faccenda di scrivere su di uno schermo non mi è mai stata congeniale.
Credo che si disimpari a scrivere.
Su "Carson di Venere" ci sono questi richiamia civiltà che vivono sugli alberi, agli uomini alati e così via.
Ma tutte queste cose fantastiche hanno alle spalle i diari di viaggi degli esploratori ottocenteschi dell'Africa nera, che erano in parte scienziati ma anche giornalisti o scrittori, portati a deformare il reale. Parlo di Livingston , Burton ecc. dai loro diari di viaggio o corrispondenze giornalistiche, nacque una letteratura avventurosa che prendendo spunto da Uomini scimmia arboricoli o cose del genere, arrivò in Italia con salgari e negli States o in Gran Bretagna con Haggard, Burroughs ecc, ecc.
Tutto questo detto in sintesi, ovviamente.

Quello che tu dici Tomaso si evince soprattutto nella seconda vignetta della striscia del 12-8 del 1952. Purtroppo quando si lavora in gruppo sono cose che succedono. In quel periodo c'erano collaboratori come Wood e soprattutto come Jack Davis che dato il suo stile caricaturale,potesse succedere di avere una figurazione dalle dimensioni diverse tra la testa e il corpo. Del resto, incongruenze di questo tipo, si riscontrano persino in Hal Foster o in Raymond; anche se sono molto rare.

Cito un esempio lampante: se si va a vedere la vignetta , che poi nella pagina è di grande formato, nella striscia del 6-10-1945 di Prince Valiant, si nota una sproporzione tra i tre personaggi, Valiant, Aleta e l'imperatore Donardo, da rimanere stupefatti come cio' sia potuto accadere: e stiamo parlando di Hal Foster.

Nestore: si, queste strisce io le ho raggruppate nell'albo " Celebri eroi dell'avventura2n°15, Gioggi editore, senza data ma certamente Giugno/Luglio 1953.
Visto il formato verticale dell'albo le strisce ( che, si dice, nell'originale disegnato fossero lunghe più di 50 cm! ), vengono tagliate, divise e rimontate in modo arbitrario. Prima il 9 Dic. poi l'000 e così via....
Comunque ho individuato i quadretti da te menzionati. Ehh, l'inchiostratore ....
Ma c'è un'altra cosa che io noto: sempre la regina Marla cambia volto di striscia in striscia, alcune volte vista di profilo è perfino caniffiana, vista di fronte un pò raymondiana.
mah??'

Correggo: prima il nove Dic. poi l'otto Dic.
Se non sto attento finisce che Sauro mi fa la pelle!!

Ah,ah,ah....un bell'omicidio virtuale!!!

Quello che tu rilevi dipende sempre dalle risultanze di quando si lavora in gruppo.

Comunque, io possiedo pubblicazioni americane ove le strisce sono riportate in modo integrali. Spesso nei rimontaggi ci sono stati anche ritocchi e aggiunte, oltre a tagli.

Cercati la vignetta di Foster in Prince Valiant che ho segnalato: sono 50 anni che mi chiedo come sia potuto accadere.

Di Valiant by Foster devo cercare l'edizione Spada, che ho rilegato in tre volumi:
individuato il 1945 cercherò il 6 Ottobre 1945.
Sempre che prima i sicari di Sauro non mi abbiano eleminato.
Del doman non c'è certezza!

Di Valiant by Foster devo cercare l'edizione Spada, che ho rilegato in tre volumi:
individuato il 1945 cercherò il 6 Ottobre 1945.
Sempre che prima i sicari di Sauro non mi abbiano eleminato.
Del doman non c'è certezza!

Foster è un grande ed è alla base di tutto il fumetto realistico, insieme al più fumettistico Roy Crane, anche se io non l’ho mai capito. Sicuramente sa disegnare, ma mi sembra usi fotografare i modelli (e alcuni “errori” potrebbero spiegarsi con questo procedimento). Certo, la grande scena del combattimento sul ponte non può averla fotografata: troppe comparse. Quanto alla statua che rovescia sui nemici, tanto per citare un’altra scena iconica, potrebbe averla ricalcata dalle foto del kolossal italiano Cabiria, quando cade il Moloch (all’epoca c’erano molte riviste che riproducevano le scene dei film). Comunque io non sono un disegnatore, il fatto è che se mi metto a parlare di sceneggiature non mi segue nessuno.

Sapevo che non avrei mai dovuto dovuto partecipare a questi post: poi mi faccio trascinare e perdo tempo al lavoro. Dico: non esiste disegnatore più sottovalutato di Roy Crane. Tutti i primi autori dei comic book dicevano di ispirarsi a Foster (del periodo di Tarzan), Caniff e Raymond per darsi un tono, ed era pure vero. Ma Shuster di Superman, Kane di Batman, il primo Kirby di Captain America, il Beck di Captain Marvel, eccetera, dipendevano soprattutto dal misconosciuto Crane. Crane ha insegnato a muovere i personaggi realistici, mentre Foster faceva solo quadretti fotografici scarsamente connessi tra loro.

Ah, anche il grande Milton Caniff, con "Terry e i pirati", è partito plagiando il "Captain Easy" di Crane.

Sauro, Foster era un grande disegnatore che nell'opera di Valiant ha utilizzato tante informazioni e illustrazioni da libri e enciclopedie. Ma che fosse un grandissimo disegnatore lo si rileva già nel Tarzan che lui aveva realizzato in precedenza. Foto o immagini le utilizzano tutti, il problema è come fai vivere e dai continuità ai movimenti, alle azioni, alle prospettive nel susseguirsi delle vignette. Era molto capace per le grandi scene tanto che l'ho sempre considerato il Cecil de Mille del fumetto. Poi era bravissimo nel disegnare gli animali. Sia Burne Hogart (Tarzan)che Jose Luis Salinas (Cisco Kid), sono tra i suoi, soprattutto agli inizi, epigoni maggiore di successo.

Salinas lo utilizza moltissimo per le sue opere come Il Libro della Giungla,L'Ultimo dei Mohicani, Hernan il Pirata...Anche Raymond lo studiava.

Sauro,
cazzo, debbo lavorare anch'io!!!

E i manga! Altro che Hokusai, non si dice mai che tutti i manga derivano direttamente da Roy Crane. Per motivi politici, l'importazione di fumetti americani in Giappone si era praticamente interotta con Crane, e infatti manca l'influsso realistico di Foster-Raymond. L'esatto contrario di quanto accaduto in Italia. E Tintin, chi c'è di più "craniano" di Hergè? E intanto si continua a considerare Crane un artista minore... bastardi!

Roy Crane aveva una cifra stilistica fatta di una sintesi unitaria da avere un linguaggio unico e personale. Ha influenzato anche altri artisti attuali europei che non cito per paura di sbagliare i nomi. Ho diversi libri di Hokusai ed è grandissimo. L'influenza nei disegnatori giapponesi sta in una certa "filosofia" di fondo,come direbbe Toto': a prescindere!

Adesso ho finito di mangiare un risotto.
Ci sentiamo più tardi!!!

E chi considera Crane un autore minore?
O non lo conosci affatto, o non ne puoi ignorare l'importanza.

Ahhhhh!!!! Sono Francesco, il nipote di mio nonno
Ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Caro Fortunato:
a) Nessuno, che io sappia, mette Crane allo stesso livello di Foster, Raymond e Caniff.
b) Nessuno, che io sappia, gli riconosce un'influenza fondativa nei comic book, nei manga e nella linea chiara belga. E direi anche nelle strip realistiche, perché non solo Caniff ne è stato influenzato.

O meglio, tutti lo citano a piè di pagina.

Crane, che ha lavorato fino alla seconda metà degli anni settanta, è stato emarginato perché “non si decideva” a passare completamente al realismo. Questo è stato perdonato a Caniff, perché, pur avendo ancora delle espressioni “comiche”, aveva adottato il chiaroscuro ultrarealistico del suo amico come-si-chiama. Hergé, malgrado il successo, veniva sempre attaccato perché “antiquato”, in quanto, appunto, rimaneva né comico né realistico. Ci hanno pensato i manga a fottere il mondo, non avendo mai superato (quasi in blocco) il livello di realismo degli anni venti di cui Crane era maestro. Dimostrando così quanto sia efficace usare insieme il registro realistico e comico.

Dan Barry ha codificato il segno realistico (alla Raymond per citare) creando un canone stilistico che é stato ripreso, studiato e clonato da tutti i disegnatori degli anni 60 e 70. Ha sintetizzato il disegno, per mezzo del segno, consentendo a molti disegnatori che non sarebbero mai stati all'altezza di un confronto con i Foster et simili di accedere al fumetto di matrice realistica.

Diciamo che i primi fumettari americani erano tutti eredi della cultura figurale europea.
S i passò dal comic(0) al realistico con lentezza, im modo spesso non lineare.
Certamente Crane, anche da un punto di vista anagrafico, fu un fautore della metamorfosi comico /realistico. Ma Anche i personaggi di L.Young Cino e Franco seguirono l a stessa evoluzione.
A me Capitan Easy di Crane piace moltissimo, le sue domenicali viste ora nella ristampa americana sono piene di fascino.
Poco conosciuto in Italia a causa della sua scarsa diffusione

@Saur

Non condivido affatto la tua analisi.
Crane è tra gli autori che hanno visto la loro opera continuamente ristampata in questi ultimi decenni e gode di un rispetto che ha pochi eguali.

Anche adesso, abbiamo la possibilità di leggere BUZ SAWYER (sia nei volumi Fanta che su Comics Revue), o WASH TUBBS (le Sundays a colori nei volumi Fanta)

E un autore intransigente e senza peli sulla lingua come Alex Toth lo considerava il suo dio.

Autori di grandissimo successo (e livello) come Billy De Beck e Sid Smith sono stati quasi dimenticati, ma non certo Crane.

Se poi la tua analisi si basa su noi italiani, è inutile discutere.
Gli Italiani sono sempre stati (per ovvie ragioni storiche) interessati principalmente a fumetti avventurosi, naturalistici, della KFS e della seconda metà dei Trenta.
Solo la personale passione di Rinaldo Traini ci ha portato a vedere un bel po' di WASH TUBBS in italiano.

P.s.: l'amico come-si-chiama è il grande Noel Sickles:
http://testanellenuvolette.blogspot.it/2011/09/scorchy-von-schmidt.html

P.p.s.: non vedo relazioni tra Crane e Hergé.
Lo stile di Hergé deriva da Geo McManus e Alain Saint-Ogan.

Fortunato, tu la metti sempre sul piano critico. I critici contano fino a un certo punto. Che il valore di Crane non venisse riconosciuto è dimostrato dal fatto che, in America e in Europa (salvo i chiari di linea), nessuno accettò più un fumetto che non fosse o realistico o comico. Toth ammirava Crane per così dire, dato che la sua scelta è stata realistica e caniffiana. Solo dopo la scomparsa del ricordo di Crane, casualmente alcuni (pochi) autori hanno ripreso a disegnare senza essere comici o realistici. In Italia abbiamo avuto, per reciproche influenze successive, Magnus, Pazienza ed Enoch (i quali, per quanto detto, non dipendono in nulla da Crane).

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