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L'EPIFANIA DI CRAVERI, di Tomaso Turchi

La Befana

Per Befana: Craveri ardito scalatore nelle Alpi Cozie

Nell’estate del 1946 Sebastiano Craveri con consorte al seguito passò più di un mese di villeggiatura in montagna, in Val di Susa, si dice dalle parti di Musinè, in altura.

Proprio in quel periodo il Nostro, immerso nella natura, completò le illustrazioni per il libro “Il carro delle 7 meraviglie”, che su testi di Bortolotti metteva in prosa la sua storia a fumetti “Il Carro di Trespoli”.

Certo, Il carro delle 7 meraviglie è forse anche un titolo simbolico, ma di certo e concretamente è quello di questo bel volume dell’AVE stampato nel 1946 e messo in vendita l’anno seguente.

Meraviglie

La prima notizia scritta che sono riuscito a rintracciare su questo libro di Craveri/Bortolotti si trova in uno dei famosi supplementi a “Il Vittorioso”, che con periodicità irregolare venivano mandati agli abbonati o a volte si trovavano in Parrocchia.

Si tratta precisamente di quello relativo al n° 35 del Vitt 1946. Sotto l’intitolazione “In ogni libreria” vengono elencati una serie di titoli di volumi in stampa: La luce della montagna, La città meravigliosa, Calzoni corti, Club baruanska, Veste nera, La brigata del mulinaccio, Ragazzi coraggiosi, Gli incantesimi del mago Pampuss, Il carro delle sette meraviglie .

Quindi, le illustrazioni di Craveri dovrebbero essere contemporanee alle sue storie apparse in quel periodo su Il Vittorioso.

Scatolino

Possiamo pensare a Lo scatolino magico, oppure a Il terzo giro ciclistico di Zoolandia.

Ma non si può certo prescindere dal capolavoro in due tempi rappresentato da L’allegra cometa/Il cometino utilitario, storia straordinaria mai più ristampata e quindi per questa ragione sconosciuta ai più.

Comunque, per quanto riguarda il volume qui in disamina, come non pensare allo storico Carro di Tespi di buona memoria al quale il Nostro certamente nel 1937 si ispirò per la sua storia delle origini, il prima citato “Il carro di Trespoli”, dove gli animali dello zoo se la passano brutta.

Il mondo che ci circonda è in affetti pieno di cose meravigliose che attendono di essere scoperte. Forse è per questo che la riedizione libraria di questa storia, nata 10 anni dopo la sua prima versione fumettata, ha nell’intitolazione un chiaro rimando alle (7) meraviglie di un carro.

Questa stessa storia, dopo la pubblicazione a puntate sul “sempre più bello”, ebbe l’onore di riapparire in veste di albo nel 1938 come capofila di una lunga serie e con formati diversi; ristampato poi nel 1979 come numero 164 della serie “Albi dell’avventura”, serie Papà Craveri dal romano Camillo Conti, si avvale di una bella prefazione di Mauro Giubbolini, intitolata “Craveri letterato”, nell’ambito della quale viene fatto esaurientemente il punto sulla questione.

Io provo a riprendere le fila di quel discorso per ampliarne lo scenario contestuale, che in effetti non è cosa di poco conto.

Allora, prendiamo in considerazione questo viaggio fatto dagli animali dello zoo sul carro di Trespoli: in questo caso, visto che gli eroi della strana peripezia itinerante sono una particolare famiglia di animali antropomorfi, attenzione, poiché il lato oscuro del meraviglioso esiste.

L’altro lato della medaglia che tutti i lettori di fiabe conoscono: personaggi malvagi, ambienti tenebrosi e forze del male sono in agguato ovunque!!

Quindi perché meravigliarci se gli animali dello Zoo di craveriana memoria a bordo di un insolito – ma non tanto – Carro di Trespoli si avventurano in un viaggio meraviglioso e terrificante?

Animali avidi di pellicce volpine e di tenere salcicce di maialino, macellai, cacciatori sanguinari e crudeli sono in agguato!!!

Scomparsa

Eccoli qui sopra, nell’illustrazione di pagina 37, due dei marrani rispondenti ai nomi di Pardo e Occhio di Lince. Con uno stratagemma sono riusciti a rapire il povero Porcellino!!

Chiuso in un sacco sarà consegnato al truce macellaio Corno Rosso, un toro (o un bue??) che sta già arrotando i coltellacci per fare a pezzi il nostro piccolo eroe suino.

Ma papà Craveri non è un ingenuo e Toro Rosso farà ben presto una brutta fine: finirà annegato dopo la caduta da una turbinosa cascata, trascinato in un gorgo nel fondo del fiume; ben gli sta, così avranno pensato tutti i piccoli lettori del “Il Vittorioso” annata 1937!!

L’annegamento del truce macellaio accade nel bel mezzo della 10° puntata del numero 44 uscito a metà del mese di Novembre. Ovviamente, io nato nel Novembre 1937, questa storia di Craveri la vidi per la prima volta anni dopo, anche se non saprei dire precisamente quanti. E la sua traduzione in libro scritto ed illustrato, quando mai la ebbi per la mani?’ Beh, solo quest’anno (o meglio, nel 2012) grazie a Claudio Piccinini.

Va beh, continuiamo ad arzigogolarci intorno.

Alla fine dopo infinite traversie e l’entrata in scena del terribile malvagio Cingh, cinghiale di professione cacciatore a pagamento ( una sorta di sicario ante lettera) tutti i lestofanti sono messi in grado di non nuocere grazie all’astuzia di Giraffone, Bull, Aprilino e compagnia bella.

Bosco

Nell’ultima puntata apparsa sul n° 1 del Vitt 1938, si assiste ad una conclusione che ancor oggi mi lascia perplesso: i malfattori catturati vengono “venduti” per sonante moneta al circo serraglio ”Giungla”. “Che ne faremo ora di tutto questo denaro?”, si chiedono i nostri animali dello zoo.

“Mah, non dipende da noi”dice Joio,”bisogna aspettare le intenzioni di Craveri per un prossimo romanzo.”
Questa faccenda del denaro, il suo bisogno e il suo uso, ritornerà anche in altre storie successive.

Una nota realistica in un mondo fiabesco.

Faccio un salto in avanti attraversando in un balzo solo una decina di storie.
Sono passati cinque anni e parecchi “cineromanzi” con protagonisti i nostri amici zoolandini, ed ora la famiglia di craveriana memoria abita al limitar della foresta degli alberi ritorti (ma proprio da quelle parti doveva andare a finire?) forse sfollata dalla città per paura dei bombardamenti o di altre insidie legate agli orrori della guerra.

Ma in che anno siamo? Eh, nel bel mezzo del 1942.

Sebastiano Craveri ha lasciato da tempo Torino e si è trasferito nella verde campagna in quel di Carmagnola, anche lui per paura delle incursioni aeree che ormai sono il pane quotidiano.

Ma durante l’estate già da alcuni anni il Nostro passa insieme all’inseparabile consorte almeno un mese di villeggiatura in qualche paesinino delle Alpi Cozie. Si tratta generalmente di soggiorni in baite isolate.

Forse i fans di Craveri non si erano immaginati il nostro artista nelle vesti di scalatore, lui, definito da Piercostante Righini “pacioccone” di media statura e piuttosto grassottello, trasognato, perso nelle sue fantasie.
Viceversa il buon papà Sebastiano era alto 1,75, non grasso ma robusto, concreto nel suo agire, animatore nell’ambito di riunioni paesane con predilezione per i giochi di società e di illusionismo, cantante dotato di una bella voce baritonale, compositore di musica.

Paese-giocattoli-copertina

Ebbene, in complesso un uomo molto attivo, dotato di grandi capacità di socializzazione.
Se poi qualcuno alle annuali riunioni romane dell’AVE lo aveva trovato perso nei suoi pensieri, distratto ed astratto dalla realtà, forse il tutto era il frutto di una errata percezione da parte di osservatori poco acuti.

Comunque si sa, è assodato, che Craveri negli anni 40 passava le vacanze in montagna ed era dedito ad escursioni vere e proprie: uno sportivo, dotato del fisico adeguato. Ma nei momenti di riposo disegnava le sue storie per il Vittorioso, continuando quelle già iniziate o partendo con delle nuove. “Zoo in ferie”, ad esempio, ma anche il tenebroso “Zoo nella foresta”.

Ma dove andava esattamente, in quali località delle Alpi Cozie??

Ehh, le Alpi Cozie occupano gran parte del settore occidentale dell'arco alpino, comprendendo alcune delle vette più famose al mondo. Si originano al Colle della Maddalena (o Col de Larche, 1996 m), alla testata delle Valli Stura (Italia) ed Ubayette (Francia); ben presto lo spartiacque, con andamento prevalente Sud - Nord, raggiunge i 3000 m, con il pachidermico Monte Oronaye (3100 m), nei pressi del quale si diparte il costone divisorio Stura - Maira (che più a Est si biforca ulteriormente dando origine alla più breve Val Grana)...

Quindi c’è veramente da scegliere.

In molte delle sue storie di quegli anni lontani, si riflettono atmosfere, personaggi, paesaggi da lui vissuti in prima persona: salite impervie, torrenti impetuosi con ampie gore,vecchi mulini ad acqua ma a volte anche a vento, baite isolate in recessi quasi invisibili, boschi intricati, foreste quasi inaccessibili.

E poi, gli animali selvatici che allora popolavano quelle montagne.
Allora, di fronte a tutto questo, non mi rimane altro da pensare che Sebastiano Craveri nelle sue "fiabe” non fece altro che trasfigurare la realtà da lui vissuta: se non sempre, spesso.

Voi che ne pensate?

Grazie al collezionista e appassionato Mario Carlini per aver condiviso le carte della Farina Lattea Erba sotto e Nivea ancora a seguire.

Carte

Nivea

Nives

ALCUNI (BEI) LINK CORRELATI

L'ESTETICA DI GIRAFFONE

IL "GRANDE WALTER" E LO JACOVITTI VERO E FALSO

WALTER FACCINI, LE CICCIONE VOLANTI E FELIX THE CAT di Eli McBett

WALTER FACCINI CREATORE DEL GATTO FELIX?

ALTO GRADIMENTO E TUTTE LE COVER DI WALTI

ANCHE JACOVITTI ALLA FIERA DEL LIBRO!

JACOVITTI A CASTEL SANT'ELMO (NAPOLI)

SERGIO TULIPANO INTERVISTA CARTOONIST GLOBALE, SU JACOVITTI, GOTTFREDSON E SUPERGULP. CON UN CONGRUO BONUS SU DUBOUT

IL "MIO" JACOVITTI SU RAI TRE

IL "GIALLO" DI ENVER BONGRANI: NUOVI INDIZI

SULLE TRACCE DI ENWER BONGRANI

SULLE TRACCE DI GASPARE DE FIORE

GIANNI GIANESE, FUMETTISTA, SCULTORE, SCENOGRAFO

IVO PAVONE INTERVIENE

IL MISTERIOSO GIUSEPPE ORLIANI, O MEGLIO... NINO ORLICH!

FRANK IN PARLAMENTO (ovvero, gli esordi del grande Francesco Privitera)

ALTO GRADIMENTO E TUTTE LE COVER DI WALTI

ALTRE COPERTINE RARE DI WALTER FACCINI

UN LIBRO RITROVATO DI WALTER FACCINI (WALTI)

CIP E LA GAZZA, di Antonio Cadoni

Commenti

Carte di Craveri stupende! E anche il testo di Tomaso mi piace. Non ho risposte, purtroppo.

Siete fra i pochi che trattano la stampa a fumetti cattolica con riguardo a quella del passato, che i giovani d'oggi tendono a rimuovere e per questo vi ringrazio. Non potrò mai sperare di avere questi bellissimi libri o giornalini e vederli anche in parte qui, e poi ben commentati, mi rallegra.

Io penso che i giovani d'oggi siano fondamentalmente come quelli dei miei tempi, anni'50 quindi.
Fra di loro c'è grande differenziazione e per questo credo che fra i tanti ci sia qualcuno che ama studiare e capire il passato.
Dal mio canto penso che la circolarità dei documenti,la loro lettura, siano alla base della conoscenza.Per questo cerco di condividere quanto conosco. Magari lo facessero tutti!!

Per Befana c'è anche un altro regalo nella calza: Rai Movie, rete gratuita del digitale terrestre rintracciabile solitamente al canale 24, manderà in onda domenica 6 gennaio, in prima serata verso le nove uno dei grandi capolavori d’animazione di Hayao Miyazaki e Studio Ghibli: "Il mio vicino Totoro"
pluripremiato film del 1988. Se interessa...

So che Decio Canzio ha studiato Giuseppe Garibaldi e ha scritto libri storici, ma non ne so molto di più, una veloce ricerca in rete non mi ha aiutato. Qualcuno puo' segnalarmi dei link, sw ve ne sono?
Grazie.
Condoglianze alla famiglia e agli amici, ai lettori di Zagor e del Piccolo Ranger che lo hanno amato.

Chi era questo scrittore Bertolotti?

@Suor Ylenia: Ha ragione Tomaso. Il problema di fondo è che la stampa cattolica ha voluto imitare la stampa secolare, rinunciando alla sua specificità. I risultati sono stati disastrosi.
Tomaso ha ragione anche sul fatto che Craveri sicuramente trasfigura il suo vissuto nelle sue storie. La domanda quindi diventa: che vissuto abbiamo, dal momento che il grosso di quel che sembra trasfigurato nei fumetti o nei prodotti per bambini attuali (ma non solo) è spesso deludente?

@Pietro: Non so quasi niente di Bertolotti, ma interpreta la poetica di Craveri in prosa in maniera perfetta.
Sarebbe molto bello ristampare questo libro, ma occorrerebbe un editore culturalmente e spiritualmente preparato, oppure quantomeno i soldi (che come ricorda Tomaso, servono).

La discussione si prospetta interessante e come spesso accade trascende i fumetti. L'Italia di Craveri, il suo vissuto, avevano un purezza e una bontà d'animo, senza chiuderci gli occhi e anzi sapendo distinguere fra buoni e cattivi... che adesso ci sognamo.

Grazie, Claudio, tu lo possiedi e l'hai letto, quindi.
Sarebbe bello ristampare un po' di cose di Craveri, COMPRESO questo libro. Non so in quanti oggi potrebbero essere partecipi di qusta sua vena poetica, ma le carte sono magnifiche, le illustrazioni anche... Sarebbe bene che bnon fossero cose destinate ai soliti 4 gatti di collezionisti o nostalgici, ma che invece potesse comprendere e apprezzare qualche "ragazzotto" contemporaneo, magari tatuato e piercingato.

Dario Bertolotti era uno scrittore piemontese di area cattolica, collegato nel 1948 con l'0perato dei comitati civici di Luigi Gedda. Poi nel 1949 per il Vittorioso scrisse il soggeto della storia a fumetti "Il re gobbo" disegnata da Craveri.

Già nel 1936 Bertolotti lavorava per l'editrice AVE: vedo nel catalogo una sua traduzione di un lavoro di Carlo Bouchard , con prefazione di Gedda

Ottimo, Tomaso. Ah, poter ritrovare queste cose (libri, giornaletti...)!

Beh, i giornaletti del 1949,compreso "Il Vittorioso" con "il Re Gobbo" di Craveri/Bertolotti non sono irraggiungibili. 1949, la fine dei settimanali grande formato per ragazzi quali Topolino di Mondadori e L'Avventura di Capriotti. Un contesto complesso che andrebbe affrontato con una analisi globale.Chissà che qualcuno non ci pensi a tentare di spiegarlo.

Avevo scritto un commento ma temo che la piattaforma se lo sia pappato… :-(

@Tomaso: Leggo adesso, Bertolotti "redattore capo di Intervallo". Interessante!

@Pietro: in sintesi, sì, ho il libro.
In realtà il problema principale non sono i bambini o i ragazzi (come sempre), ma i genitori, per molti dei quali sembra "impossibile" pensare alla lettura. More to come, commenti permettendo… :-(

Intervallo, questo sì che è irraggiungibile!! Bertolotti, un torinese a Roma nel 1945?? Perbacco.

Stiamo scrivendo quasi solo noi, ma l'argomenteo è molto ghiotto, spero che interessi anche ad alytri. Da dove viene la notizia che questo Bortolotti avrebbe lavorato su "Intebvallo"? E' il giornale in cui aveva lavorato Jacovitti da giovanissimo, dico bene?

Pietro: ho una fotocopia di "Intervallo"1945 con Jacovitti ( Battista l'ingenuo fascista) e in calce all'ultima pagina è specificato che direttore è Zaccaria Negroni, capo redattore Dino Bertolotti (non Bortolotti).

Si, stiamo scrivendo quasi solo noi, credo perché l'argomento è oggettivamente di difficile gestione, a causa del fatto che il materiale del quale si sta parlando è raro e misconosciuto.Credo.

Inoltre i visitatori di questo blog sono generalmente giovani( sotto ai cinquanta)e quindi con interessi diversi, più legati all'attualità.

Forse anche il fatto che Craveri,Bertoloto,Jacovitti ecc, abbiano lavorato nell'area della stampa cattolica fa arricciare il naso a qualcuno. grave errore, secondo me, poichè è sempre il contesto che può spiegare il senso di un singolo testo, quindi se io voglio capire il senso di giornali a fumetti laici quali Topolino o anche il semidimenticato Robinson, devo inserirli in una visione contestuale allargata che comprenda anche Il Vittorioso: e viceversa.

scrivete solo voi, perché la vostra discussione è interessante, ed è bello stare ad ascoltarvi in silenzio :)

Sarebbe interessante sentire il parere di un esperto del settore con ale spalle una esperienza fatta sul campo e con un archivio consistente di documenti.Io di stampa cattolico , a parte i fumetti del Vittorioso, non so quasi nulla.

Dino BERTOLOTTI era uno dei giovani piemontesi sceso a Roma al seguito di Luigi Gedda, quanto questi diventò Presidente Cantrale della Gioventù maschile di Azione Cattolica.
Unitamente ad altri dirigenti della Presidenza Centrale della G.I.A.C. (tra i quali il drammaturgo Enrico Basari) Bertolotti fu arrestato dalle milizie fasxciste il 28 APRILE 1944 NEI LOCALI DEL CENTRO RADIOFONICO CATTOLICO IN VIA DELLA STAZIONE S. PIETRO 3.
(CONTINUA)

Dino BERTOLOTTI era uno dei giovani piemontesi scesi a Roma al seguito di Luigi Gedda quando questi diventò Presidente Centrale dalla Gioventù maschilke di Azione Cattolica.
Unitamente ad altri dirigenti della Presidenza Centrale della G.I.A.C. (tra i quali Enrico Basari) Bertolotti fu arresato dalle milizie fasciste nei locali del Centro Radiofonico cattolico in via della Stazione S. Pietro 3 (continua)

2.
Bertolotti collaborava a varie testate di area cattolica sotto lo pseudonimo di RIDARELLO, e dal 1945 fu redattore capo del settimanale della Gioventù Studentesca INTERVALLO.
Collaboratore del Vittorioso fin dal 1937, scrisse diversi racconti e qualche cineromanzo.
(continua)

3.
Bertolotti era un vecchiio amico di Sebastiano Craveri, tanto che (come mi raccontò un amico) il papà della Zoo per creare il personaggio di Aprilino si ispirò ad un nipote di Bertolotti che, essendo nato in aprile, era chiamato scherzosamente proprio Aprilino.
Dino Bertolotti si spense a Roma il 17 settembre 1955.

4
FINALMENTE CE L'HO FATTA!
(anche se un po' pasticciato)

Saluti a tutti. Commento anche qui,m dove è più proprio.
Ma chi l'ha detto che i lettori di questo blog sarebbero giovanissimi, e che "giovanissimi" significa sotto i cinquanta?
Comunque, complimenti ai commentatori per le informazioni che si riescono a raccogliere dai loro interventi. Di Bertolotti non sapevo niente fino a stamattina. Grazie a Cadoni, quindi, soprattutto, e Tomaso Turchi e a Claudio P., fortunato possessore del libro.

Beh, è sempre una questione di relatività: per chi ha 90 anni una signora di 60 è giovane.
Sotto ai cinquanta vuol dire dai 50 in giù, casomai anche 20 0 30 di anni.
Poi non so la media dei lettori qi questo blog in fatto di anni quale sia. la mia impressione è che molti abbiano sui quarant'anni, Così, è una semplice impressione.

Quello che ho appena scritto è scomparso. mah??

Proposta: la storia a fumetti del 1949 "I re gobbo " di Craveri/Bertolotti potrebbe essere in parte scannerizzata per il presente blog???

Luca: la storia del 1949 "Il re gobbo", sarebbe interessante far vedere qualcosa , quella a colori ( poi la storia fu penalizzata).

tomasoprospero: consolati: avevo scritto una lunga analisi sul "perché molti lettori di questo blog hanno 40-50 anni?" e mi non è stata pubblicata.
In nuce, la mia risposta era: perché quelli che commentano in topic sono quelli che leggevano Topolino, CdP, CdR e Gironalino negli anni '60-'70

forse, una delle molteplici cause possibili, perchè dai 50 (?)60 anni in su chi usa internet corrisponde ad una esigua minoranza. Novantenni ce ne saranno???

Fateci sapere, Paolo, riscrivi la tua relazione e salvala!

Salve a tutti.


Anch'io chiederei a Paolo di riscrive il suo excursus sulla tipologia dei visitatori e dei commentatori di questo blog. Possiamo evidenziarla in un post apposito.
SEMPRE copiare i commenti lunghi prima di spedirli, perché il servizio offerto da Nòva - Il Sole 24 Ore non è attendibile, come si è visto, e i commenti tendono a dissolversi.
E' ingannevole e truffaldino, anzi, direi.

Tomaso:
SICURAMENTE "iI re gobbo " di Craveri/Bertolotti potrebbe essere in parte scannerizzata per il presente blog, sempre tenendo presente che i diritti per le immagini di Craveri hanno il © Giubbolini.

Anzi, grazie in anticipo per il pensiero.
Ma intanto, Claudio Piuccinini deve dare la precedenza a un altro lavoro, cartaceo, del quale sa bene...

Si, beh, io posso scannerizzare mezza pagina alla volta, partendo dalle prime puntate che sono a tutta pagina a colori.Giubbolini.... mah, poveraccio.
Claudio ha in cantiere questa biografia craveriana, ma non ho idea sui suoi tempi di esecuzione.
Comunque vedremo.

Il 1949 su "Il Vittorioso"... Domenico Volpi all'attacco, Craveri vede ridotto il formato delle sue tavole e sparisce il colore.
Eh, Craveri che avrebbe potuto fare se non accettare?

La mia analisi è molto semplice, viene da una mia impressione e non merita un post intero. Come ho già detto, dal tipo di competenze espresse nei commenti (quelli in topic) si ha l'impressione che il gusto della maggior parte dei commentatori si sia formato sui giornalini a fumetti degli anni '60-'70 (Topolino, CdR, Giornalino, i giornalini della Bianconi e della Alpe), su Supergulp e sulla TV dei ragazzi. Costoro (tra cui il sottoscritto) hanno dunque più di 40 anni. Tutto qui.

Tomasoprospero si chiede se ci saranno novantenni (tra i lettori del blog).
Quasi-novantenni senz'altro: io ho ormai ottantasei anni, e fra quattro anni spero di esserci ancora.

Paolo: io conosco amici di mia figlia e figli di amici fra i 40 e i 50, che in genere dopo "Topolino" hanno seguito la strada dei bonellaiani Marti n Mystere/Dylan Dog,Orient Express,Comic Art co frequenti incursioni nel fumetto franco belga, in primis Blake e Mortimer.
Probabilmente si tratta di un caso

Continuo. Alcuni di questi 40/50enni sono stati lettori del C.d.P /Ragazzi/Corrier Boy. quindi sono entrati anche nell'universo di HUgo Pratt, di Jacovitti e così via.
Che io sappia nessuno di loro ama entrare nei vari blog che trattano fumetti.
Anche questo è un dato strano.

Continuo: ci sono molti casi atipici fra i coetanei di mia figlia.l'amico e compaesano Claudio mi ha detto che fin da ragazzino alle mostre cercava fumetti topolineschi anteguerra.Conosceva Craveri attraverso il famoso albo dei Fratelli Spada "Il castello degli spiriti". Cose del genere.

tomasoprospero: non ho detto che chi ha letto quei fumetti finisce a commentare su questo blog, ma che tipicamente chi commenta in topic su questo blog ha letto quei fumetti. Quindi ci possono essere passati lettori di quei fumetti che non leggono questo blog, non c'è nulla di strano

Oppure, detta in termini logico-matematici, aver letto quei fumetti è una condizione necessaria per commentare in topic qui, ma non sufficiente. E l'ultimo chiuda la porta.

Si, certo, io facevo delle riflessioni estemporanee.
POi ci sono dei "casi" come quello di Craveri,Jacovitti, Faccini ,Dubout e quindi Segar, che sono oggettivamente intriganti.
Sarebbe interessante sapere quanti soni i lettori di questo blog ai quali effettivamente interessano questi autori. Anche perché Walter Faccini è collegato alle edizioni Alpe, quindi a Cucciolo e Coriolano dopo guerra.... io la posta la lascierei semiaperta.
Ciao.

Non posta , ma PORTA: Mah, tutti questi errori.

Io non posso che complimentarmi con il vostro buon gusto, suggellato definitivamente dalla scelta di seguyire questo blog e commentarlo. :-)
Così, twitto anche questa vostra conversazione.

Questo post ha avuto finora ben cinquanta interventi.
Di questi tempi, è certamente una buona notizia.
Complimenti a Tomaso, che l'ha fatto nascere.

Sul sito di Mario Carlini appaione le prime tre tavole a colori della storia di Bertolotti/Craveri, pubblicate nel 1949 su "Il Vittorioso": potrebbe essere un bell'inizio per parlare della storia stessa e di quel particolare momento storico relativamente ai fumetti dell'AVE e dintorni:1949/50, ne accaddero delle cose in quei due anni..... Topolino, L'Avventurae L'Intrepido passano dal formato giornale a quello libretto.
Resistono "Il corriere dei Piccoli", il Vittorioso e in futuro "Il Pioniere" e (1957 Il Giorno dei Ragazzi").
Un bel poco di carne al fuoco!!!

Se cominci tu a commentare, okay, chiedo a Carlini di poter riprodurre qualche immagine delle sue e andiamo avanti!
Poi, ri-evidenzio questo post, gli ultimi commenti ormai sono da tempo fuori home page e magari molta gente se li è persi!

io partirei con le immagini della prima pagina di topolino 1949 c0n la storia "Topolino e il cobra bianco", il n°730, ad esempio. Storia che finirà sul n° 1 libretto. A pagina 6 La tigre di Sumatra di caprioli, puntata 18.
Poi con qualcosa del Vittorioso 1949 : Craveri, Caprioli, Jacovitti. Non male

Io però posso scannerizzare mezza pagina alla volta. Che ne dici?'

La ptrima del Cobra Bianco l'ho già in memoria!
:-)
Non scansionarla.
Poi, per il resto, ok!

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