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LEZIONE DI UMORISMO, CON ENRICO SIMONETTI

Enrico-simonetti-1970-cdQuesto post è dedicato a Claudio Simonetti, figlio di Enrico, che ha postato su YouTube l'eccezionale duetto di suo padre con Lelio Luttazzi, altro grande musicista e intrattenitore, quasi un suo alter ego.

Quando nel 2008 avevo inserito nella rete alcune parti in video di Enrico Simonetti, i sistemi di inserimento e decodificazione-embeddamento su YouTube stavano mutando, e quindi il post è rimasto "indisponibile" nella sua integrità per tanto tempo.

Lo scorso anno i video sono tornati nuovamente nella disponibilità di YouTube, dopo essere scomparsi del tutto per un po'.
Quindi, vi ripropongo il tutto nella sua quasi totale integralità per ricordare così, senza una data precisa da rispettare, un gigante della televisione che non va dimenticato.

Sotto una figurina Panini della Collezione Cantanti.

Figu Panini

Prima che anche la Rai si comporti malamente come Mediaset decidendo di disturbare YouTube, magari con la conseguenza di far sparire i filmati già postati nel web, mi affretto ad "agevolare" questo mirabile esempio di umorismo televisivo di 41 (in lettere "quarantuno") anni fa, interpretato dal compianto maestro Enrico Simonetti, con Mina.

Ce n'è a sufficienza per riempire un intero show contemporaneo. La regìa è di Antonello Falqui, non a caso nel mirino dei burocrati della Rai post-auditel, perché troppo raffinato e troppo "lento" nel realizzare i suoi sublimi show. Meglio improvvisare e chi s'è visto s'è visto, tanto "il pubblico beota si beve tutto" dopo le approssimazioni della (apparentemente) libera Fininvest, alle quali la Rai si piegherà supina, ricattata dagli ascolti e dalla trappola del meccanismo pubblicitario.

Trappola_ghiaccio

Lo show è Sabato Sera, prodotto da Guido Sacerdote e in onda nella "bella stagione" 1967 sul Primo Canale, in prima serata.

A proposito dei video che spariscono, anche questo com Mina e Simonetti si è volatilizzato, brillando di assenza nelle apposite pagine Rai. A questa, dove avrebbe dovuto essere rintracciabile, si legge invece (chissà perché) l'affermazione perentoria e sinistra "Spiacenti. Il video richiesto non è più disponibile".

Intanto, in edicola accade qualcosa mentre il tubo catodico trasmette questa "lezione di umorismo" di Simonetti, nei testi della quale intravedo la mano di Antonio Amurri (autore prediletto sia dal Sig. Moeri che dal sottoscritto), all'epoca alle prese anche con il nuovo ciclo del radiofonico Gran Varietà, presentato per l'occasione da Raimondo Vianello.

Enrico-simonetti-1961-cdIn edicola, dicevo, il settimanale Topolino cambia grafica ed esce con una copertina animata disegnata dal giovane Marco Rota, zigrinata come le vecchie figurine del Formaggino Mio.

Al suo interno, fra le altre cose, la riduzione disegnata da Tony Strobl del classico animato Scrooge McDuck and Money, prima apparizione cinematografica di Zio Paperone, nelle sale italiane in abbinamento al lungometraggio La trappola di ghiaccio (in originale Nikki, Wild Dog of the North, 1961, vedi sopra la locandina).

Grazie agli esperti Nunziante Valoroso e ad Antonio Costa Barbè, che mi hanno fornito l'informzione in merito.

Commenti

Credo che la lezione di umorismo inglese fosse e sia inesorabilmente troppo culturalmente elevata per essere comprensibile dalle masse. Per pochi intimi direi.

Molto divertente.
Con questo caldo un pò di freddure ci volevano proprio.
Nostalgia canaglia !

luca ha davvero ragione, non c'è cosa più odiosa che cliccare su un filmato e trovare la scritta che avverte che non è più disponibile...ed accade anche per alcuni "vecchi" link ad youtube in questo blog...
non solo mediaset ma anche la rai ha fatto sparire da youtube un po' di filmati.
personalmente tiro giù qualsiasi cosa mi risulti interessante e simpatica...
e vi consiglio di fare lo stesso, poi magari basta dare un bel nome esplicativo al filmato e inserirlo nella cartella di emule per garantirgli l'"eternità".

Sono contento, Michele, che tu mi dia ragione così tante volte!

:-)

Vabbe', TypePad (o meglio, la rete) talvolta sembra che non funzioni e capita di spedire più volte lo stesso messaggio...
Ne toglierò qualcuno di troppo, okay!?

Nel frattempo ho aggiunto un altro pezzo di quel simpatico show del sabato sera (la cui sigla di chiusura era "Conversazione" cantata da Mina, con parole, appunto, di Antonio Amurri).

Da notare che ogni puntata si basava su un "host" diverso. Ricordo Lelio Luttazzi, Luciano Salce, Adriano Celentano (che partecipò a condizione di far passare in prima serata anche suo nipote Gino Santercole, cosa che ripeté con diversi interpreti anche per lo show personale di Terzoli e Vaime dell'anno successivo), Giancarlo Giannini in una sua straordinaria partecipazione "leggera", assai rara (ma erano gli anni cui girava i film di Lina Werthmuller con Rita Pavone, tipo "Rita la zanzara", "Non disturbate la zanzara" etc., prima del periodo più impegnato di "Mimì Metallurgico" etc.) e poi la davvero mitica trasmissione di chiusura del ciclo con tutti i presentatori del momento: Pippo Baudo, Enzo Tortora, Corrado, Mike Bongiorno: uno dei pezzi più replicati dalla tivù.

"Sabato Sera" raccoglieva e faceva tesoro delle macerie della vecchia "Studio Uno", ancora di Falqui e Sacerdote, già archiviata dopo qualche piccolo incidente, mentre nel calderone della Rai già ribollivano le novità turbolente della stagione autunnale, premonitrici delle irrequietezze sessantottine: l'arrivo dei "nuovi comici cabarettisti più o meno monologhisti" come Paolo Villaggio, Cochi e Renato (appunto 1967), ma anche Lino Toffolo, Enrico Montesano, Pino Caruso (l'anno seguente, con Raffaele Pisu e i soliti Ric e Gian, un po' più tradizionali, e il debutto di Gianfranco Funari).

Andrea fa una giusta osservazione: il livello di questo tipo di umorismo è nel contempo lieve e sottile ma anche "troppo alto" per la grande platea. Tuttavia, la Rai di allora concedeva spazio alla sperimentazione (per così dire) ai suoi collaboratori più capaci proprio nella serata più importante della settimana e nell'orario di massimo ascolto. Falqui e Sacerdote avevano già portato un incredibile Giancarlo Cobelli, I Gufi, lo stesso Salce, tutt'altro che facilmente digeribile (infatti la maggioranza del pubblico lo rifiutava trovandolo antipatico, come avrebbe fatto sulle prime anche con Villaggio).

L'operazione pedagogica della Rai democristiana e un po' tanto papista del vituperato Ettore Bernabei era invece degna di attenzione, censure di ombelichi a parte. C'era una qualche consapevolezza che la proposta dei programmi avrebbe dovuto essere "alta", mirando a formare il gusto del ceto medio-basso che da poco aveva vinto l'analfabetismo grazie ai programmi di Alberto Manzi e degli altri intellettuali divulgatori attivi a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta: il monarchico di ferro Alessando Cutolo, Mario Soldati, perfino Padre Mariano (mi voglio rovinare!). O Elda Lanza, che per i ragazzi conduceva un programma oggi impensabile, "Avventure in libreria". E Silvio Noto, il già citato Tortora, Febo Conti con il suo "Chissà chi lo sa" (in una sua puntata passò anche uno dei primi video dei Beatles, "Hello, Goobye").

La tivù rispettabile non si appiattisce sui gusti superficiali e plebei della gente cercando di dargli quello che pensa debba volere, per poi vendergli surrettiziamente il Lycia Persona e il caffè di San Pietro.

Il declino dell'intero sistema televisivo italiano è cominciato con l'introduzione dell'Auditel, con la conseguente lotta a chi fa più ascolto (e rastrella più inserzioni pubblicitarie) fra una tivù commerciale troppo potente e quella pubblica. Ciò nel deserto legislativo italiano mantenuto tale artificiosamente per interessi e prebende condivisi fra i vari partitacci assetati di banconote, in testa il PSI degenere di Craxi e De Michelis, gang traditrice degli ideali di Turati e di Nenni.

Michele dice: "personalmente tiro giù qualsiasi cosa mi risulti interessante e simpatica... e vi consiglio di fare lo stesso, poi magari basta dare un bel nome esplicativo al filmato e inserirlo nella cartella di emule per garantirgli l'"eternità"."

A questo punto, spiegaci come si fa!

E grazie in anticipo!

L.

luca ha davvero ragione, non c'è cosa più odiosa che cliccare su un filmato e trovare la scritta che avverte che non è più disponibile...ed accade anche per alcuni "vecchi" link ad youtube in questo blog...
non solo mediaset ma anche la rai ha fatto sparire da youtube un po' di filmati.
personalmente tiro giù qualsiasi cosa mi risulti interessante e simpatica...
e vi consiglio di fare lo stesso, poi magari basta dare un bel nome esplicativo al filmato e inserirlo nella cartella di emule per garantirgli l'"eternità".

luca ha davvero ragione, non c'è cosa più odiosa che cliccare su un filmato e trovare la scritta che avverte che non è più disponibile...ed accade anche per alcuni "vecchi" link ad youtube in questo blog...
non solo mediaset ma anche la rai ha fatto sparire da youtube un po' di filmati.
personalmente tiro giù qualsiasi cosa mi risulti interessante e simpatica...
e vi consiglio di fare lo stesso, poi magari basta dare un bel nome esplicativo al filmato e inserirlo nella cartella di emule per garantirgli l'"eternità".

A me questo filmato ha ricordato molto le storielle brevi anni 80 con Pippo professore. La prima fu "Pippo professore d'aria calda" cui seguirono tantissime altre lezioni comiche del migliore amico di Topolino.
E credo che se al posto del presentatore ci fosse stato Pippo e al posto degli altri personaggi ci fossero stati dei Pippi avremmo avuto lo stesso risultato
;)

Ciao.

fenomenale, quanto sarebbe bello vedere questi ritmi in tv. grazie luca.

Che bei ricordi...
Ma com'é che a quei tempi avevamo una cultura così approfondita?...
Mah...

Grazie, Gianfranco, un po' ti ho risposto sopra, aggiungendo un po' di righe alla replica che avevo fatto al primo post di Michele Mordente.

L'umorismo un po' stralunato di questa puntata si deve ad autori con i quali Simonetti non aveva avuto a che fare prima, se non sbaglio. Invece, il suo personaggio di umorista e enterteiner è stata costruito insieme a un grande scrittore (poco ricordato, purtroppo, sfortunato anche nella vita), che si chiamava quasi come lui, Simonetta (Umberto). Per un po' sarebbe stato al lavoro con Maurizio Costanzo (per esempio in "E' domenica, ma senza impegno" e molto con Leo Chiosso.

Umberto Simonetta era uno scrittore raffinatissimo e un po' amaro, un paroliere mai banale ("La ballata del Cerutti", per esempio, nel 1961), il diligente autore (tra gli altri) dello show del '68 "Giochiamo agli anni Trenta", con Giorgio Gaber e Ombretta Colli (appena lanciata da Baudo in "Settevoci" con la canzonetta "Riccioli a cavatappo"), con ospiti come Antonella Steni, il Quartetto Cetra e Renzo Palmer; di fatto il Battesimo televisivo di Lino Toffolo.

Di Enrico Simonetti sarebbe il caso di rivedere anche i suoi varietà di seconda serata con la giovane svampita Isabella Biagini, show messi in piedi con pochi soldi intitolati "Andiamoci piano", "Lei non si preoccupi", "Il signore ha suonato?".
E "Non cantare, spara!", western del Sessantotto con i Cetra e uno sfracello di fantasisti e comici italiani, nonché attori di teatro.

Ve ne posto senza colpo ferire un estratto all'interno del post; ma qui Simonetti, che ha nel musical a puntate un ruolo di buona visibilità, fa appena il pianista di Mina, interprete di una sorta di Doretta Doremì O'Gilt in attività ad Abilene (dove "chi spara bene vive bene").

Bando alle ciance.

Benvenuto a Gianluca Maconi (è la prima volta che partecipi al blog, vero? Molto onorato), l'autore di "Monkey business. Viaggio verso occidente", "Il delitto Pasolini" e "Yggdrasill. L'albero della vita".
Notizie in più su di lui a questa pagina: http://www.zam.it/home.php?id_autore=2465

Ciao, di nuovo!

Domani, altre mirabolanti esilaranze su questo blog, specie per chi sa l'inglese.
Direttamente dalla NBC, un servizio altrimenti invedibile.

Luca

Ciao Luca, ciao a tutti! Mamma mia che splendore di video....Mina, il Maestro Simonetti, veramente un'epoca in cui la Tv era lo Spettacolo con la S maiuscola con tutti grandi, grandissimi artisti, quanto mi piacerebbe rivedere per intero "Non Cantare, spara!"...Per il momento ho raccolto i dvd della serie di Garinei e Giovannini dove ci sono alcune delle perle della Rai del tempo che fu, penso ad "Un mandarino per Teo" con Milva e Bramieri, allo stupendo "La granduchessa e i camerieri" con Valentina Cortese, Franchi e Ingrassia e Paola Tedesco, al "Delia Scala Story" altro grandissimo show del sabato sera. Mi auguro che presto la Rai ci faccia rivedere "La vedova allegra" con Dorelli e la Spaak e le operette di Vito Molinari, tra cui la stupenda versione di "No, no, Nanette" con Elisabetta Viviani!

in riferimento al "come si fa",
se installate realplayer (gratuito e facilmente reperibile con google)
quando si fa partire un qualsiasi video di youtube, in alto a dx appare un'etichetta con scritto "download this video". Si fa il download e si va a pescare il video nella cartella RealPlayer Downloads e sistemarlo nella vostra cartella d'archivio.

Attenzione: il download di video crea dipendenza e in tal caso il vostro computer potrebbe collassare (consiglio di conservare tutto su DVD o su un hard-disk esterno)

Se poi volete condividerli con altri utenti (dopo che il filmato sarà inevitabilmente sparito da youtube, per ploblemi di diritti d'autore o altro) basta piazzarne una copia nella cartella emule dei file condivisi, con un titolo ben riconoscibile (o delle tag), e aspettare che si diffonda viralmente...

La cultura televisiva di Luca fa il paio con quella fumettistica! :-)
A ri-vedere certi filmati "d'epoca" mi si riscalda il cuore. Poi penso alla tv di oggi e il cuore mi si raggela... A parte l'effetto-nostalgia (emozione umanissima per la quale non c'è da vergognarsi), l'effettiva differenza tra la tv "di allora" - differenza culturale, di gusto, di preparazione tecnica... - e la tv di oggi è abissale. Non foss'altro, banalissimamente, per il fatto che "una volta" per andare in tv ci voleva (anche) del TALENTO. Oggi molti(ssimi) programmi televisivi offendono la mia personale dignità di essere umano. E non credo di essere un bacchettone reazionario...
Un caro saluto a Luca e a tutti quanti!

Bellissimo il filmato di Enrico Simonetti!
Però però... qualcosa non mi quadra. Sono sicura di averlo visto, quel "monologo", fatto da qualcun altro (io fra l'altro non ho ancora l'età anagrafica per averlo visto in originale). Credo che negli anni '70 Raimondo Vianello ne abbia fatto una "cover", se così si può dire. Ricordo nettamente la gag del bicchiere che non si riempie e quella dell'umorismo inglese (leggermente diversa: dietro la porta c'era un'oca, non un cigno, e Vianello apriva la porta della stanza accanto dicendo "Cara, è per te").
Possibile che in Rai abbiano riciclato i testi a distanza di dieci anni?

Ecco, sono stupito dell'esito favorevole (generalizzato) di questo post, in un agosto semideserto, peraltro, dove il tempo passato al computer dovrebbe essere un po' più risicato del solito...

Tra l'altro, consulto "Storia delle televisione italiana" di Aldo Grasso e scopro che nell'indice non esiste la entry "Enrico Simonetti", mentre "Umberto Simonetta" compare solo dal 1968 appunto con "E' domenica, ma senza impegno".

Ahi, ahi, ahi, signor Grasso! Ahi, ahi, ahi, signor Grasso! Ahi, ahi, ahi, signor Grasso!

Penso che a far ammirare i grandi interpreti del passato (una quarantina di anni fa e oltre) concorra in parte l'"effetto nostalgia" solo per chi ha vissuto quella stagione.

Per esempio, l'estate seguente alla messa in onda di "Non cantare, spara!" andava in onda in radio un programma che in parte ne riprendeva i brani: "Tutto quello che avreste voluto sapere sui Cetra e non avete mai osato chiedere", il cui titolo si rifaceva sia a un best-seller sul sesso che a un celebrato film di Woody Allen. Un ottimo programma che chi era viv poteva ascoltare leggendo le pagine del primo volume a fumetti de "Gli Oscar" Mondadori.

Sono certo che i più sanno di che si tratta: "Vita e dollari di Paperon de' Paperoni"...

Poco prima era terminato "Tutto Totò" (canto del cigno del principe De Curtis) e i juke-box ne irradiavano ancora la sigla di coda: "Non c'è più niente da fare", cantata da Bobby Solo. A settembre sarebbe iniziato il nuovo show abbinato alla Lotteria di Capodanno: "Partitissima", presentato da Alberto Lupo (no, non Lupo Alberto) con la coppia Franchi-Ingrassia alla quale sarebbe stato dedicato l'anno dopo un mensile a fumetti a fumetti disegnato dall'amico perugino Bernasconi (no, non Berlusconi) , creatore di Wampus, attualmente disegnatore di "Fisietto". In quanti lo conoscono?

Sicuramente sì un fedele "seguitore di questo blog", conterraneo di Bernasconi, che si firma "Il Glifo".

Grazie a Orlando (volevo dirti che sono solidale, per il fatto che in passato qualcuno si è scagliato un po' irruentemente contro le idee che avevi espresso; a volte il dibattito è vivaciotto, nevvero...); nessuno potrebbe obiettare sul discorso che fai a proposito del talento, che oggi non serve più di tanto o è un optional. E il perché a me è chiarissimo, Potrebbe essere oggetto di un altro post.

Per Brigitta: credo di sapere a cosa ti riferisci. L'ultima puntata della trasmissione "Tante scuse" (1974, di Terzoli e Vaime con Vianello ai testi, forse con l'apporto anche di Continenza, sceneggiatore cinematografico con il quale Vianello aveva già collaborato) apriva con un fuoco di fila di brevi sketch in costume interpretati da Vianello, la Mondaini e altri. L'andamento, il ritmo, l'accompagnamento musicale ricordavano molto questa sequenza di Enrico Simonetti. Già allora mi accorsi che c'erano battute riciclate. Una era addirittura ricavata da una gag di Don Martin pubblicata su "Mad": si vedeva una sorta di Eva che chiedeva ad Adamo, nudi entrambi; di coprirsi la parte più vergognosa del suo corpo. E Adamo, con una foglia di fico si copriva la faccia.
Spero di ricordare bene, questa era comunque la gag di Don Martin.

Ho altro materiale da leccarsi i baffi, non solo italiano, prossimamente qui, fra cui una eccezionale partecipazione di un "uomo dei cartoni animati" a uno show di prima serata.

Vabbe', non si può anticipare tutto per filo e per segno...

:-)

L.

Inutile, prima che riesca a vedere dei filmati con la mia connessione ... la scenetta del violino comunque per quel che sono riuscito a vedere era molto fine, grazie anche all'interpretazione di Simonetti; quando si ha a disposizione solo una scenografia e due persone (qui per la verità c'è anche una orchestra non da poco, ottima cosa) si nota in maniera più evidente chi trasmette cosa.
Io per motivi anagrafici sono legato si all'ultima parte di quella stagione, a memoria cito "E la vita l'è bela", di Cochi e Renato, "Stasera niente di nuovo" e simili, con Vianello e la Mondaini, Corrado e la sua domenica pomeriggio, i grandissimi Franchi ed Ingrassia (proprio ieri ho comprato un libro su di loro edito da Gremese) che sulla Rai conducevano "Drim" e "Patatrac", ma anche a quanto venuto dopo. Ossia a quei "nuovi comici" che oggi sono già vecchi, il bravissimo Gianfranco D'Angelo in primis, e poi Enrico Beruschi, La Smorfia (con Troisi purtroppo defunto:-(), I Gatti di Vicolo Miracoli, I Giancattivi, poi c'erano anche le parti musicali, Nancy Nova, El Pasador ... ricordo monologhi rapidi e fulminanti ed ancora di più comiche girate anche all'aperto, scenette (come quando D'Angelo interpretava il "Commissario Giuggiola", con un'"auto-civetta" che aveva una faccia da civetta :-D).

Mi chiedevo da anni perchè i vecchi varietà fossero scomparsi, li si poteva vedere solo in replica sulle televisioni estere, ora hanno spazzato via pure quelle (altra parte in fondo dello stesso discorso); quanto detto dal sig.Boschi sull'Auditel è da sottoscrivere, del resto, quel che hanno fatto alla programmazione di una tv pagata dal canone va ben oltre la questione dei varietà. Persino quando, anni fa, hanno riprovato a proporre il grande Lino Banfi in prima serata (c'era pure Jack Lacayenne)l'hanno soppresso dopo poco tempo, ma rivedendo le repliche notturne, bè, non era così brutto. Ma con questa isteria da indici d'ascolto, con questo gestire una tv pubblica come se fosse una tv privata, non si può più trasmettere niente, un tempo c'erano programmi come il "Colosseum" di Brando Giordani ed Emilio Ravel in prima serata, ora sono arrivati al punto di dire "Se mai rifaranno 'Giochi Senza Frontiere' noi non lo trasmetteremo più". Fantasia: lo Stato espropria la Rai, taglia in maniera drastica dove necessario, le ridà la sua vera vocazione e la affida ad un organismo di controllo ristretto non influenzabile da sponsor ed appalti esterni (contro i quali ci sono polemiche pure a La 7). Morale: questo no, quello no, non si può più trasmettere niente, in prima serata oramai ci sono valanghe di film e sceneggiati, pomposamente ribattezzati "fiction" (non c'è fine al peggio). Basta tenere il televisore spento o cercare qualcosa sulle tv locali.
Riassumendo: si rimpiange la Rai di una volta, ma oramai è stata cancellata persino la Rai che era venuta dopo :-(

Altre note:

Che mi ricordi i primi cartoni animati (non proprio tali, erano tratti dai fumetti) di Lupo Alberto andavano in onda all'interno di "Buonasera con ... Alberto Lupo", non vorrei sbagliare ma ... "Tutto Totò" invece veniva replicato dalla Rai di notte fonda in tempi recenti, così come un rarissimo telefilm con Fernandel (l'avrò visto da piccolo? Bò? La musica della sigla finale la conoscevo a memoria ...).

"Vita e dollari di Paperon De' Paperoni" l'ho trovato a poco prezzo non molto tempo fa (ristampa del 1973), ma lo devo ancora leggere; non sapevo che nel 1968 fosse il primo della serie.

Conoscevo già l'esistenza degli introvabili fumetti di Franco e Ciccio grazie ad un libro di Camillo Moscati (anche quello con lo sconto in un tendone-bancarella), mentre l'esistenza di Wampus l'ho scoperta solo meno di un mese fa. Fisietto invece mi giunge nuovo ...

Saluti.
G.Moeri

Un dubbio che ho da tanti anni:
E' "Vita e Dollari di Paperon de' Paperoni" il primo Oscar cartoons o è "Il Signore di buona famiglia" (raccolta di 100 disegni umoristici di Giuseppe Novello)?
Effettivamente un volume di vignette tecnicamente non credo si possa considerare volume a fumetti, ma era la Mondadori stessa che in seconda e terza di copertina degli Oscar successivi riportava l'elenco degli Oscar cartoons
pubblicati con in testa "Il signore di buona famiglia" e solo al secondo posto "Vita e dollari di Paperon de Paperoni".

Ciao,
Cesare

Caro Cesare, a quest'ora notturna sono in una postazione diversa, e tuttavi ho accesso ai files del mio libro (esaurito) "Irripetibili", dove fra le aletre cose, di striscio, accenno anche a questo.

Dunque, ti copio un blocchetto dal primo capitolo:

Il responsabile del settore ragazzi alla Mondadori è adesso Raimondo Mattioli, che sui periodici a fumetti colti e intellettuali dimostra di non essere affatto competente. Non appoggerà, di persona, nessuna rivista o giornale a fumetti dei quali non è più che certo.
Invece, nell’anno della contestazione giovanile, la Mondadori registra clamorosi successi di vendita nel settore librario, lanciando “Gli Oscar” con vignette e balloons: di fatto una collana nella collana. Il primo fra questi, "Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni", 35 incluso negli “Oscar” per intuizione del neocuratore Mario Spagnol, ha già ottenuto un esito strabiliante. Riciclando materiali d’archivio, ha funzionato sia dal punto di vista delle vendite (circa 250 mila per le prime ristampe) che per funzione culturale assolta.

Uno scopo quest’ultimo che in verità alla dirigenza della Mondadori interessa ben poco, ma a cui il direttore Gentilini tiene abbastanza. Il volume, uscito in edicola nell’agosto 1968, segna infatti la scoperta per merito dello stesso Gentilini dell’immenso Carl Barks, rivelato pubblicamente in questa occasione come il creatore effettivo di Paperon de’ Paperoni, di Gastone Paperone, della fattucchiera Amelia DeSpell, dei ribaldi della Banda Bassotti e di altri fondamentali characters disneyani.

Siccome anche gli altri titoli successivi degli “Oscar” a fumetti funzionano bene (intorno alle 150 mila copie "Diavoli e spinaci" con Braccio di Ferro e altrettante "Il bambino a una dimensione" con Charlie Brown, entrambi del ‘68) Spagnol chiede al distributore Opera Mundi il diritto di pubblicare, sotto qualsiasi forma si renda necessario, un buon numero di personaggi siglati dal King Features Syndicate. Una rivista contenitore sarebbe la benvenuta per sfruttare questo enorme patrimonio di strisce; ma invece di progettarne una da zero si offre a Giovanni Gandini, fondatore di “Linus”, di rilevare quella.

Fine della citazione. Questa sarebbe la storia dei libri a fumetti nella collana. Sotto, nella Nota 35 aggiungo:

Il volume in questione è stato preceduto tre mesi prima dalla raccolta di vignette satiriche classiche di Giuseppe Novello "Il signore di buona famiglia". Farà da apripista alle nuove prospettive che il neodirettore editoriale Mario Spagnol, appassionato di paraletteratura, vuole imprimere alla collana, già in procinto di tramutarsi in una sorta di piccola casa editrice autonoma.

Fine della nota.

In sostanza: c'è la volontà di pubblicare qualcosa di "visivo" in una collana che voglia rinnovarsi. Capita questo libro e viene ridotto al formato "Oscar". Non è che vada molto bene. Si cambia e si cerca di proporre fumetto vero e proprio. Cosa abbiamo in casa, di roba già sotto contratto? I Paperi e i Topi. Spagnol chiama Gentilini. Pare che Gentilini si rivolga a Carlo Chendi e a Luciano Bottaro, perché all'epoca (di fatto) non conoscerebbe nemmeno l'identità di Barks, con il quale, invece, gli amici rapallesi sono entrati in contatto con anche la partecipazione di Alfredo castelli (gli chiederò come stanno effettivamente le cose, credo che tutto inizi quando Castelli e Paolo Sala redigono la prima "Guida" dei fumettisti Disney, in contatto probabilmente con Mike Barrier e altri ricercatori americani). Mentre Castelli inventa l'inesistente Al Levin (personaggio di un romanzo che sta leggendo) certifica l'esistenza e l'identità di Barks.

Attraverso questa strada l'informazione passa a Gentilini, che consegna a Spagnol la compilation di storie che conosciamo. La vera collana di Osca a Fumetti comincia allora, e il successo suggerirà di non pubblicare anche vignette, magari in alternativa (saranno più tardi appannaggio della "BUM", dello stesso editore).

Certo, quando poi viene redatta la lista dei volumi si inserisce anche Novello perché non può stare sotto altra categoria; direi anzi che la dizione "cartoons" nasce proprio per comprendervi anche Novello, che non può rientrare nella più rigorosa categoria "comics" in cui sono compresi tutti gli altri volumi.

Situazione complicata, ma spero di averti chiarito il procedimento... In Mondadori erano specializzati per creare categorie e collane dopo aver messo sul mercato dei titoli singoli privi di progetto complessivo. Per dire: il primo "Super Almanacco Paperino" esce come pezzo singolo, non ha nemmeno il numero "1" sul dorso.
Ma il successivo (pur restando supplemento) reca il "2".

Il volume "La Grande Tribù" e i titoli ad esso successivi, solo dopo qualche anno dalle loro uscite (e ristampe) vengono inclusi nella collana "Carosello", nata per sistematizzare queste uscite aperiodiche ma dal buon venduto (e si tratta di libri illustrati). Poi, va da sé che negli elenchi degli arretrati, a un certo punto si omettano alcuni titoli, lasciandoli per strada al loro destino.

Insomma, delle catalogazioni fatte dagli editori (e dalla Mondadori nello specifico) non bisogna fidarsi. All'epoca di Gentilini e dintorni le approssimazioni e gli "arrotondamenti" da questo punto di vista si sprecavano.

Non ti dico il macello assoluto che riguarda le ristampe degli "Albi d'Oro" e le loro ristampe multiple. L'affidabilità delle date riportate in copertina è sotto lo zero.

Buonanotte!

L.

Caro Luca, grazie per la tua risposta come sempre puntale e competente e oltretutto in piena notte!
Notevole lo scherzo di Alfredo Castelli con l'invenzione dell'inesistente Al Levin, che ha fatto cascare tra gli altri anche Mario Gentilini che nell'introduzione a "Le follie di Eta Beta" scrive testualmente del simpatico uomo del 2000: "Creato nel 1947 da Bill Walsh e disegnato da Al Levin".
Castelli era ed è geniale; nella sua lunga carriera più che quarantennale non c'e campo dell'editoria o dello spettacolo in cui non ha lasciato il suo contributo: libri, tv, cinema (il famigerato film "Il tunnel sotto il mondo"), articoli su giornali, pubblicità e soprattutto l'amatissimo fumetto che lo ha visto in tutti i ruoli, dallo storico al saggista, al redattore e soprattutto al soggettista e sceneggiatore di centinaia di storie dei più disparati personaggi.
Io per lui ho una sconfinata ammirazione; la sera del 4/11/2006 partecipai ad una cena di fan di Martin Mystere in un ristorante di Coselli (Lucca) con il grande Alfredo e alcuni disegnatori (Caluri, Filippucci, Orlandi, Cardinale) ed è stata veramente la realizzazione di un sogno: cenare con il mio idolo da ragazzo (il creatore di tanti personaggi del Corriere dei Ragazzi) e attuale (Martin Mystere è insieme a Dago il mio fumetto avventuroso preferito) che mi ha anche fatto un disegno con dedica dell'Omino Bufo.

A Lucca comis del 2007 ho rivisto nuovamente il BVZA e timoroso ed emozionato mi sono avvicinato; lui è stato ancora di una cordialità e disponibilità assolute, mi ha fatto diverse dediche su vecchi numeri del Corriere dei Ragazzi e con lui, Cuccolini e Claude Moliterni mi sono fatto scattare un paio di foto.

Un caro saluto a Luca e a tutto il blog e al grande Alfredo Castelli da un suo affezionatissimo fan.

Cesare

Già che si parla di Oscar Mondadori dedicati ai fumetti, approfitto per tirare in ballo un fumetto che da ragazza amai molto proprio grazie ad uno di questi volumi: "Barnaby", di Crockett Johnson.

Anni dopo, quando feci la conoscenza del bellissimo "Calvin & Hobbes", non potei fare a meno di pensare che dovesse qualcosa a questo fumetto, in cui si narravano le avventure quotidiane di un bambino (Barnaby, appunto) che ha la fortuna di avere un "fato padrino" (versione maschile della fata madrina) che si occupa di lui. Il fato padrino si chiamava Mr O'Malley, era basso, grasso, con piccole ali tozze, fumava il sigaro e di fronte agli imprevisti esclamava "Cushlamochree!". In ogni episodio, così come in Calvin e Hobbes, si giocava sull'ambiguità della situazione: Mr O'Malley esisteva veramente o era solo frutto della fantasia di Barnaby?
Fra l'altro il fumetto era interessante anche perché ambientato durante la guerra: Barnaby e la sua famiglia si trovavano alle prese con esercitazioni di oscuramento anti bombardamento e simili esperienze, era un modo per avere una percezione di cosa fosse stata la guerra vissuta dagli States :)

Caro Luca,
Fisietto è uno dei pochissimi, se non l' unico, fumetto REGIONALE che esce con regolarità nelle edicole italiche!

Tuttavia, mi permetto di segnalarti che io e l' ottimo Bernasconi non siamo conterranei, essendo lui d' origine romana e di residenza perugina (Anche se definirlo meno che cittadino del mondo significherebbe sminuirlo) mentre io sono di calabre origini e di domicilio perugino. ;)

Sai, il ribollente sangue calabrese non mi permetteva di non puntiiiiizzare! XD

Il tuo sempre fedele seguitore ti saluta!

Andrea - IL GLIFO

Caro Glifo,

ordunque, conosci "Fisietto"!

Prima di tutto, mi scuso per l'imprecisione geografica causatririce di tale onta! Sapevo che il simpatico e versatile Bernasconi aveva vissuto a Roma a lungo, negli anni Sessanta, quando realizzava (per esempio) "Pappagone", fumetto che passa per essere stato scritto nella sua totalità da Luigi De Filippo, bravissimo attore, figlio dell'indimenticabile Maestro Peppino, ma che in realtà Bernasconi ha messo moltissimo del suo in tanti episodi. Quindi, è (ed è stato, assai giovane) anche un ottimo sceneggiatore perfettamente in linea con quello che il mercato richiedeva all'epoca da testate come (appunto) "Pappagone" e "Franco e Ciccio".
Albi stampati all'antica, se ben ricordo ancora con cliché (e non in offset) da un tipografo della Capitale improvvisatosi editore,

Dici (o Glifo): "è uno dei pochissimi, se non l' unico, fumetto REGIONALE che esce con regolarità nelle edicole italiche!"

Vero, ma non esce in tutte le edicole! Oppure dalle parti del perugino si trova? In Toscana, in Piemonte, in Campania e in Lombardia (dove preferibilmente alligno) si può ricevere solo per abbonamento postale.

Se hai informazioni diverse, fammi sapere, mi piacerebbe dedicare uno spazio a questo "fumetto-fenomeno"!

Per Brigitta:
Barnaby è stato recentemente riscoperto in USA da una "certa intelligenzia", che negli anni passati non lo aveva molto considerato. E' presente nei volumi di art spiegelman su "Little Lit", per esempio.
Prima di uscire nel volume de "Gli Oscar" era stato lanciato da "Linus" nei suoi primissimi numeri, nella primavera 1965 e se ben ricordo le pagine del volume degli Oscar riprendevano esattamente quel materiale nella traduzione linusiana, forse dovuta a Franco Cavallone.

Nel blog di Otto Gabos, "Radio Herzberg", il titolare parla proprio del volume, così:

"In Europa e nel resto del mondo c’era la guerra. In America no. Tutti erano andato a combatterla oltre gli oceani, però anche lì ci si preparava alla guerra. Esercitazioni con la contraerea, oscuramenti, restrizioni e razionamenti del cibo e delle risorse e poi tutti in fabbrica a costruire cannoni e munizioni, aerei e navi. È davvero inusuale che si parli di tali argomenti in un fumetto per bambini. Che se ne parli in tono lieve, quasi di sfuggita, senza retorica e facile patriottismo. Forse a leggerlo bene Barnaby non è proprio un fumetto per bambini. Anzi. È un fumetto infinito, come quei romanzi che ti accompagnano per tutta la vita e che ogni volta che li leggi ti sembrano diversi, quasi cresciuti di pari passo a te, la tua ombra, la tua coscienza. Barnaby appartiene a questa categoria di privilegiati – ma al contempo anche di sfortunati data la loro difficile collocazione-.
Io ho incontrato Barnaby, anzi Mr. O’Malley, passando davanti a una libreria di via Dante a Cagliari dove ho trascorso gli anni decisivi della vita. Sarò stato in terza elementare e già da un annetto collezionavo Devil e l’Uomo Ragno. Mio padre che conosceva tutti i fumetti non conosceva Barnaby e sulle prime non sembrava molto intenzionato ad acquistare il libro. Fu mia mamma dopo pianti e lagne reiterate a comprarmelo. Forse l’unico fumetto che mi abbia mai comprato, lei mi foraggiava di Salgari e Verne. Credevo che Barnaby fosse quell’omino grasso vestito di verde munito di minuscole ali rosa che campeggiava sulla copertina. Ci rimasi un po’ male a scoprire che Barnaby era invece il bambino. I protagonisti sono quelli della copertina, e che diamine! Mi faceva uno strano effetto leggere le storie con quel lettering da libro e non da fumetto. Mi sembrava brutto e mi ricordava i fumetti del Monello e dell’Intrepido scritti a macchina ma in maiuscolo. Poi mi sono abituato e l’ho letto. Il mondo parallelo di Barnaby, Mr. O’Malley volevo che diventasse anche il mio. Volevo che si materializzasse intorno a me. Era un mondo magico ma semplice, alla portata di tutti. Non avevo mai visto disegni come quelli di Crockett Johnson. Lineari, ma morbidi e mai freddi, li sentivo intimi senza riuscire a definire il perché. I disegni non avevano prospettiva, sfondi, ambienti e oggetti erano sistemati come quinte teatrali, non avevano spessore, volume, però c’erano. Esistevano. Mi piaceva poi che le figure si vedessero quasi sempre per intero, che i personaggi camminassero, si spostassero in quello spazio fantastico e di cartone che ricordava i programmi della TV dei Ragazzi. L’ho letto e riletto senza che mio padre lo aprisse mai."

Il resto qua:
http://radioherzberg.blogspot.com/2006/04/barnaby-di-crockett-johnson.html

... con commenti di Igort e di altri.

La tua osservazione, Brigitta, è piuttosto illuminante. Il rapporto tra il "silfido tabagista" e la tigre di pezza e peluche di Calvin è più che diretto: entrambi sono compagni di giochi un po' immaginari e un po' no (perché il lettore ne è a conoscenza). Qualcosa come il coniglione invisibile Harvey (capito a cosa mi riferisco?), che però gli spettatori del film non vedevano. O come la bambola gonfiabile di un film recente che non ho visto e la cui trama mi ha raccontato un'amica.

Ciao!

Luca

Ciao Luca!!!!

Mi ricordo quel meeting a Bologna. Mi ricordo Manara, uno dei miei idoli. Ho disegnato anche molte copertine dei suoi albi per Totem.
Comunque l'ultima volta che ci siamo visti è stato sempre a Bologna, ma alla Fiera del Libro per Ragazzi (2002, forse). Io ero con mia moglie e stavo per cacciarmi in un pasticcio con un agente inglese, che mi ha fatto tribolare per più di un anno.
La fumettista di cui ti ricordi è Anna Maria Marzi, che aveva lavorato con me ad un serial "Love- burgher", paginetta comica fissa su "Rimmell" il giornalino della Tattilo, che avrebbe dovuto fare concorrenza a Cioè. Tema: cotte per Simon Le Bon e paninari. Lo schema
era quello delle tavole domenicali. Le prime due vignette introducevano il tema, poi altre 2 o 4 lo concludevano con la battuta.

Io sono a Milano dal 1987, ho fatto e faccio l'illustratore free-lance. Sia per la pubblicità, ma ormai poco, sia per l'editoria. Di recente ho firmato per un altro agente di Londra, con lui ho illustrato un libro su Florence Nightingale per un editore di Seul. Ora sto lavorando ad
illustrare un altro libro. Comunque ho una grande nostalgia dei tempi di Totem, dei disegni per Pallavicini, in cui mi divertivo a fare scene sexy, anche se non c'entravano niente. Rimpiango le celle con le scritte: "Qui è stato Luca Boschi." e le caricature di Dino Audino.

Di recente, visto che tutti vogliono illustrazioni al computer, per non smettere di usare pennelli, aerografo etc. mi sono proposto come pittore. Per due volte ho vinto il Diploma al Merito del Premio Arte della Giorgio Mondadori. A ottobre 2007 all'Altare della Patria a Roma,
nel Museo del Risorgimento, c'è stata una manifestazione quadriennale di pittura e scultura. All'interno di essa è stata allestita una mia personale di 16 quadri iper-realisti. Diplomi, attestati e complimenti di autorità varie (Comune, Provincia, Regione e Governo). Ora dovrei fare una personale a Phoenix, presso la Thomas Charles Gallery.

Comunque non demordo: al computer o con pennelli e aeropenne, sempre dipingo e illustro.
Tu piuttosto, che ogni volta scopro direttore di qualcosa di più importante? Complimenti per la tua opera antologica. E poi? E poi?

Buoni disegni, buone storie, buon tutto. A presto con simpatia

Mario Cossu

Caro Luca,
Fisietto è uno dei pochissimi, se non l' unico, fumetto REGIONALE che esce con regolarità nelle edicole italiche!

Tuttavia, mi permetto di segnalarti che io e l' ottimo Bernasconi non siamo conterranei, essendo lui d' origine romana e di residenza perugina (Anche se definirlo meno che cittadino del mondo significherebbe sminuirlo) mentre io sono di calabre origini e di domicilio perugino. ;)

Sai, il ribollente sangue calabrese non mi permetteva di non puntiiiiizzare! XD

Il tuo sempre fedele seguitore ti saluta!

Andrea - IL GLIFO

Ciao Luca,
quando dicevo "Fumetto Regionale" intendevo dire che si tratta di un fumetto che esce solo in una regione, nello specifico in Sardegna.
Non credo sia distribuito altrove.

Andrea - IL GLIFO:
Ps: Nessuna "Onta", ci mancherebbe...ma le origini calabre vanno sempre difese! XD

Salve, bello il filmato e anche quello con Lelio Luttazzi, che in precedenza non c'era. Belli anche i commenti vintage, che ci fanno riflettere su quanto temnpo sia passato da allora.

Credo che il filmato con Luttazzi (quello vero, non quello che copia i testi dai comici americani e li spaccia per suoi) sia tratto da una puntata di "Ieri e oggi", bello show di Leone Mancini e Lino Procacci che volentieri vedrei.

Orca, come ho fatto a perdermi un post con commenti sui primi Oscar fumetti, di cui mi manca solo Il bambino a una dimensione? Per tacere di Barnaby, di cui ho ordinato il primo volume dell'integrale edito da Fantagraphics in Amazon:
http://www.amazon.com/Barnaby-Vol-1-Crockett-Johnson/dp/1606995227/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1354485438&sr=8-1&keywords=barnaby

Paolo, io l'ho comprato a un mercatino Barnaby. Non lo conoscevo affatto, mi ha un po' messo dell'ansia, ma poi mi è piaciuto. E' bello sapere che era piaciuto anche a Elio Vittorini.

Il Quartetto Cetra lo farei studiare a scuola dalla piccola età.
Eppoi, non vedo nominar del grande
Marcello Marchesi: intelligenza raffinata.
Per ultimo sottolineo lo stile del "presentar televisivo" dei conduttori: da approfondire.
Oggi sono: invadenti, logorroici,stupidi e paranoici. Nonchè di grande maleducazione!!!

Hai ragione, Nestore, tipo Carlo Conti fa cagare, la Ventura mi repelle (urla!!!), la Clerisci piuttosto mi farei clerica, Jerry Scotti ha rotto, altri non si possono proprio vedere, ho riserve anche su Fazio.

Dopo cinque abbinamenti di parole, questo maledetto sistema di notifica registrativa mi ha finalmente messo il commento online!
Una volta non c'era tutti 'sti filtri.

Elisa, ho anch'io quell'Oscar. IL riferimento a Elio Vittorini sta nella bella introduzione di OdB il quale ammette anche che quando barnaby venne pubblicato su Linus, in un refrendum presso i lettori per stabilire quale fosse il fumetto piu' gradito, Barnaby arrivo' in fondo alla classifica. Ottimo motivo per una riscoperta.
A proposito di marcello Marchesi & Co: siccome per me e' soprattutto il traduttore di asterix, ribadisco qui la mia richiesta di un post sui traduttori di fumetti: MM, Ranieri Carano, Franco cavallone, Diego Ceresa

Gabriella:
son d'accordo con te.
C'è un "perbenismo-cultural-radical-scic"
che sa "leccar" bene il potere
"appropriato".
E Fazio è uno di questi!
Non ho mai sopportato i "due pesi due misure"!
Quello che condanno a Berlusconi lo condanno anche ad altri!!!

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