Nova100
08 Dicembre 2012

FABRIZIO PETROSSI: “EPIC MICKEY 2″ E DISNEYLAND PARIS

Cover EM2

Abbiamo lasciato Fabrizio Petrossi in Corea, proprio sul più bello, mentre cominciavamo a parlare con lui della sua esperienza, pienamente soddisfacente, al graphic novel Disney Epic Mickey 2. The Power of Two. Del fumetto, Fabrizio ha realizzato il disegno, su input di Warren Spector e sceneggiatura (realizzata in tre giorni, a tempo di record) da Peter David.

Già che ci siamo, e che i lettori del blog se l’aspettano, colgo l’occasione per inserire nel post alcune immagini del coniglio nella sua evoluzione successiva alla gestione di Walt Disney e di Ub Iwerks, che crearono il personaggio di Oswald the Lucky Rabbit alla fine degli anni Venti.

In particolare, vediamo una decalcomania di Oswald, nella piena versione di “coniglio sbiancato” di Walter Lantz, preceduto da un Oswald usato su un tovagliolino come testimonial di un locale californiano a San Jose. E’ sempre nella gestione di Lantz, ma molto vicino al modello disneyano che oggi viene recuperato e rilanciato al fianco di Topolino.

6a00d8341c684553ef017c346a5a15970b-800wi

Oswaldnapkin2

Questo Oswald è dei primissimi anni Trenta.

Decal-oswald

Qualcuno ricorda ancora come si usavano le decalcomanie? Fragilissime, si immergeva il pezzetto di carta in un bicchiere d’acqua…
Vabbè, ne parliamo su Disney Anni d’Oro alla prima occasione.

Shaker-oswald

Ancora l’Oswald di Lantz con il vello grigiastro (come accade nella sua versione prevalente, ripresa anche nei fumetti) sottoforma di saliera di porcellana. O di coccio. La data di realizzazione è il 1958.
Precede di una quindicina di anni l’Oswald sotto.

Oswald-figure

Segue con i due nipotini e da solo con una torta che sostituisce carote alle candele, in due puzzle, disegnato dal collega di Petrossi, e grande disegnatore anche disneyano, Frank McSavage.

Ftp-oswaldcarrotfishing
Ftp-oswaldcake

Ma veniamo a te, Fabrizio, altrimenti meniamo un po’ troppo il can per l’aia.

Ti trovi a tuo agio nel recupero della grafica dei personaggi Disney di circa ottanta anni fa, facendoli agire su scenari che dal punto di vista del disegno sono contemporanei sia come prospettive che come impaginazione delle vignette nelle tavole?
Mi riferisco a Oswald, ma anche alla sua compagna, la gattina nera che adesso ha il nome definitivo di Ortensia.
E anche ai personaggi successivi, da Topolino a Orazio e Clarabella all’inizio della loro carriera.

In precedenza, sia Oswald che Ortensia erano già stati trasportati in fumetto due anni prima da Fabio Celoni e Paolo Mottura nel primo graphic novel di Epic Mickey, come mostrano le due vignette qua sotto.

Oswald epic mickey

Con il recupero del personaggio, la Disney aveva usato Oswald anche come testimonial per il merchandise, come si vede dalle scarpette qua sotto, con il design di una certa Melissa

15 Oswald designer Melissa from Braz

Poi c’è stato il recupero dei Gremlins, e in particolare di Gus, che Walt Kelly aveva disegnato in una breve ma indimenticabile sequenza di storielle mute o quasi.

Kelly_walt_gremlins

Oswald pin-up Fabrizio Petrossi: Il lavoro d’integrazione dei personaggi del periodo scelto da Warren Foster, quello di Thru the Mirror e di Brave Little Taylor per intenderci. Il problema ò stato magnificamente risolto dagli artisti di Junction Point, quindi io dovevo semplicemente cercare una coerenza con quello che avevano fatto loro.

Penso che l’integrazione del “classic Mickey” sia perfetta, perché il personaggio aveva in quegli anni una purezza grafica che oggi riscopriamo essere moderna, ma soprattutto il Mickey di quegli anni è un Mickey più adulto, quindi più adatto ad un pubblico di pre adolescenti.

Nel corso degli anni, in seguito, Mickey si è infantilizzato diventando con il recente Mickey Mouse Club House un prodotto prescolare. Per questo sono grato a Warren per la sua riscoperta.

Dal canto mio, proprio prima di cominciare a lavorare al fumetto, stavo da quasi un anno lavorando ad un progetto per Disney Imagineering con i designers del team, in un incarico per il quale ho dovuto ristudiarmi il Mickey di quel periodo per poter fare dei posters.

Oswald Toy LB: Ne vediamo un paio in chiusura di post.
Quali sono le fasi di lavoro per giungere al prodotto finito? Anche Warren Spector ha risposto a questa domanda dal suo punto di vista, nell’intervista che gli ho fatto la scorsa estate, con l’aiuto di Guido Frazzini, a corredo del graphic novel.

Per “fasi di lavoro” intendo lo schizzo (thumbnail) successivoo allo studio della sceneggiatura, sino alla consegna della tavola (e quindi della storia), copresa la colorazione.

Fabrizio Petrossi: L’elaborazione di questa graphic é stata piuttosto complessa e diversificata.
Da una cosa non si può prescindere, sono le thumbnails, dei piccoli schizzi con i quali si studia la tavola nel suo insieme. È il vero momento creativo della storia…
Dopo le thumbnails si passa ai layouts, in cui si risolve la maggior parte del lavoro. Si definiscono bene le pose gli ambienti e si migliora anche la composizione delle thumbnails; tutte le decisioni sono prese in questa fase.

Ho lavorato digitalmente e a mano a seconda delle difficoltà della tavola ma anche ad esser sincero della mia testa. Mi piaceva diversificare les utils, gli strumenti di lavoro.
Infatti già in questa fase, quando c’erano degli sfondi in cui si richiedeva abbastanza dettaglio, cercavo di disegnarli digitalmente disegnando sfondi e personaggi su livelli separati.

Pag 11

LB: E dopo comincia la fase dell’inchiostrazione.

Fabrizio Petrossi: Sì. Ero partito con l’idea d’inchiostrare tutto digitalmente per diverse ragioni. Una di queste, come ho detto prima, era l’intenzione di essere più preciso nel dettaglio, visto che volevo essere il più possibile fedele ai modelli del videogioco. Poi, alla fine ho trovato un compromesso: tavole inchiostrate a mano soprattutto per quanto riguarda i personaggi, e sfondi complessi in digitale. Il drago, per esempio è stato inchiostrato tutto digitalmente.

Drago Petrossi

Pag 22

LB: Veniamo al tuo lavoro per il parco di Disneyland Paris

Fabrizio Petrossi: Ho lavorato, come ho accennato prima, per circa un anno ad un progetto in collaborazione con gli artisti di Disney Imagineering a Paris, per i quali collaboro da qualche anno.

Si tratta di Meet Mickey, il teatro di Topolino a Fantasyland. L’attrazione consiste nell’incontrare Mickey nel backstage del suo teatro dove ci sono i sui attrezzi da mago, come nel film Magician Mickey.

Prima di arrivare al backstage si entra nella lobby e poi nel teatro. Mentre fanno la coda, i visitatori possono vedere i cartoni di Mickey Mouse che sono proiettati nel teatro.

Per questo teatro ho inizialmente elaborato dei concepts per il design del proscenio, poi ho creato tutti i posters per il front theatre, la lobby, il backstage e il proscenio.

Mickey sketches Petrossi uno

LB: Quindi, adesso chi vista Fantasyland vede necessariamente i tuoi lavori?

Fabrizio Petrossi: Sì, è una cosa a cui tengo molto.
Il teatro è stato inaugurato a maggio scorso in occasione del festeggiamento dei 20 anni di Disneyland Paris. Una parte dei posters illustrano i film dell’epoca d’oro di Mickey Mouse come Boat Builders, Clock Cleaners etc. che sono proiettati all’interno del teatro.
Invece, quelli che si trovano nella lobby alludono a “personaggi storici” come Donald Cesar, Daisy Cleopatre etc.
Il proscenio, in stile vittoriano, ha degli ovali su cui sono ritratte Minnie e Daisy. L’idea é stata di realizzarli nello stile di Alfonso Mucha, decisamente liberty.

Poi, ci sono quelli della facciata più classici, che ritraggono le “performances” di Mickey (Fantasia, Ringmasters etc..)

È stato uno dei progetti più interessanti della mia carriera Disney.

Mickey sketches Petrossi due

LB: Per quale ragione?

Fabrizio Petrossi: Soprattuto perché, pur restando molto classici, con queste raffiguarzioni abbiamo preso delle decisioni abbastanza “rischiose” per i canoni di Disneyland, come quella di ritrarre Clarabella come Clara Bernhardt
Poi l’hanno un pochino nascosta affinché non fosse troppo visibile (è la mia preferita) questo è uno scoop!!

LB: Clarabella Bernhardt è visibile al link della prima parte di questo servizio.
E adesso pensiamo alla terza!

Fabrizio Petrossi: Preciso che i posters di DingoFort e Madame Minnie non fanno parte del progetto Meet Mickey. Sempre realizzati per Imagineering, si trovano all’interno di un negozio chiamato Disney&Co sulla Main Street di Disneyland Paris.
Lo stile è simile, ma questi furono fatti per un altro progetto, sempre per il ventesimo anniversario del parco francese.

(continua)

Goofy

Minnie_color

© Disney per le immagini

LINK ANNESSI E CONNESSI

FABRIZIO PETROSSI E “EPIC MICKEY 2″ (il graphic novel)

OGGI IL PINOCCHIO DI ENZO D’ALO’ APRE A VENEZIA