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GUARESCHI, IL MAGO DI OZ, HUGO PRATT E MAX FREZZATO AL MUF!

Dell'Otto-Litografia-Oz

Antani non c'è, ma invece c'è (deh) si può visitare anche senza pagare il biglietto.
Sta dove si vede sotto.

2012lucca

Ma parliamo di mostre.
OZ di Gabriele Dell’Otto, L’IMMORTALE di Max Frezzato, UN GENTILUOMO DI FORTUNA di Paolo Cossi, NON MUOIO NEANCHE SE MI AMMAZZANO di Nazareno Giusti sono da ieri (1° novembre) in esposizione al Muf - Museo italiano del fumetto e dell’Immagine di Lucca fino al 31 dicembre prossimo.

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Queste rassegne si aggiungono a quelle sulle celebrazioni dei compleanni di grandi personaggi del fumetto italiano come Diabolik e Martin Mystère, al personaggio di Dago ed ai 30 anni di carriera del grande disegnatore Giancarlo Alessandrini.

Passiamo in rassegna i vari eventi espositivi.

OZ

Si comincia con le spettacolari illustrazioni realizzate da GABRIELE DELL'OTTO per il libro OZ, pubblicato dalle EDIZIONI S.C.M.: un tomo stampato nellatiratura limitata di 500 copie numerate e firmate.

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Per la seconda mostra, la parola spetta al protagonista: Massimiliano Frezzato, detto Max.

Immortale

Da piccoli, mia madre ci portava spesso a far visita a un cugino che faceva il ferrivecchi.

Legittimato dalla parrocchia di quartiere, aveva avuto libero accesso a un gran numero di case e cantine della Torino bene di allora. Nel cortile di quella che era stata una cascina, erano ammassati vestiti, mobili, giocattoli, libri, elettrodomestici, tutti scarti del primo consumismo, che aspettavano, alla pioggia e al sole, che qualcuno venisse a dargli nuove opportunità sociali.

Di fianco all'ufficio di mio cugino c'era la "Cassaforte". Un casotto chiuso a chiave per le cose più preziose, selezionate per sé o gli amici, proibite agli occhi degli altri.

Un unico cubo vuoto che sembrava il deposito di un Paperon dei poveri. Forti della parentela, io, mia madre e mio fratello perdevamo i pomeriggi lì dentro. Ognuno alla conquista della propria collina. Non mi è rimasto molto da allora, il mio tesoro negli anni furono una vecchia 24 ore e un libro scritto a mano: "Chimica Inorganica" di G. Ponzio - 1919 - Reale Università di Torino.

A settembre dello scorso anno mi arrivò un pacco da casa, di quelli che le mamme mandano per sgombrare e risvegliare il meaculpa dei figli lontani. Oltre alle tendine per la roulotte, c'erano i primi tre Manuali delle Giovani Marmotte e il suddetto libro.

Sfogliandolo, pronto a rimetterlo in libreria per altri vent'anni, mi sono accorto che alcune pagine erano sbiadite e al posto dei simboli originari s'intravedevano altre cose.
Un testo.

Strano e apparentemente scollegato nei suoi elementi.

Scritto in lingue e grafie diverse. Molti brani sono illeggibili e ho preferito non interpretarli.
Non so se l'autore sia ciò che dice, né se esista ancora o mi stia leggendo.Mi sono immerso per un anno nella sua opera, con risultati che a tutt'oggi reputo abbozzati. Chiedo scusa quindi a lui e al lettore per aver dato alle stampe solo una parziale interpretazione di qualcosa di talmente vasto, che forse come nel testo, non implica una fine.

Max Frezzato

AL MUST – Museo della città di Lucca – Palazzo Guinigi di Lucca dal 1 Novembre al 31 dicembre 2012

Frezz

Gentiluomog

UN GENTILUOMO DI FORTUNA
biografia a fumetti di Hugo Pratt
autore Paolo Cossi

Questo lavoro è stato per tutti noi un atto dovuto alla memoria di un grande, un omaggio, ma soprattutto un atto d’amore verso il più grande, il Maestro.» (dalla Presentazione di Gianni Miriantini)

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Guareschi

Famiglia Scrittore, giornalista, caricaturista e umorista, Guareschi è universalmente noto come autore della saga di Peppone e Don Camillo, nata dalla sua penna nella serie di romanzi del “Mondo piccolo”, iniziata nel 1948, e della quale la trasposizione cinematografica del regista francese Julien Duvivier, che si avvalse delle interpretazioni dei popolari attori Gino Cervi e Fernandel, decretò il successo internazionale, facendone uno degli scrittori italiani più letti e tradotti nel mondo.

Molto meno nota è la sua personale vicenda umana, che Nazareno Giusti ripercorre nei due volumi che compongono l’opera, utilizzando documenti autobiografici editi e inediti.

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Un percorso espositivo, nella selezione delle tavole esposte nel quale, l’autore Nazareno Giusti ci racconta, come fosse una bellissima favola a fumetti, la storia di Giovannino Guareschi.

GUARESCHI Una di quelle “storie buffe e malinconiche che”, scrive nostro padre, il fiume “placido e indifferente” raccoglie e «porta via verso il gran mare della storia del mondo”.

Siamo entusiasti per le illustrazioni, per la tecnica e per la scelta dei testi inseriti nelle tavole e nei balloon che rivelano una notevole sensibilità e un grande dono di sintesi, specie nei “capitoli” dei due “internamenti” e della sua scomparsa. Una storia che sembra veramente una favola, illustrata con colori surreali che donano profonde emozioni e trasformano la realtà in leggenda. E quando si arriva alla fine della “favola” si è dispiaciuti perché il fumetto è finito.»

Alberto e Carlotta Guareschi

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Commenti

Va visto senz' altro a Lucca.
Grazie per tutto quello che fai sul fumetto. Elisabetta Murabito Pistoia.

M ricordo le passate in centro con la Sandra sul Globo, a parlare di disegno ed altro tanti anni fa.Ciao Luca scrivimi.micia.

Bellissime cose sono queste qua, in particolare la riscoperta di Guareschi mi piace molto, grande direttore del "Candido" (da Voltaire), giornale del quale non condivido affatto le idee ma che fece una campagna interessante conto Giacomo Mancini, dandogli del ladro (quello in realtà fu il senatore del MSI Pisanò, sempre sulle pagine di quel giornale ex satirico, divenuto apertamente politico e parafascista).
Ma Guareschi disegnava bene ed era pungente e anticonformista, questo lo riscatta dalla scelta sbagliata che aveva fatto.
Soprattutto era onesto e aveva dei principi, cosa che certamente non si può dire dei destristi e leghisti attuali, a volte collusi col potere della criminalità (come si vede da condanne e accuse fondate varie) o portatori dei peggiori sentimenti.
Poi vi dirò l'etimologia della parola "mulatto", insultante, in un altro commento.

Su Antani lasciato fuori da Lucca per dabbenaggie e qualcos'altro degli organizzatori si è scritto molto e mi fa piacere che sotto sotto anche qui si offra appoggio e sostegno ad Antani:
http://prontiallerese.blogspot.it/

Dal commento che Antani scrive oggi riporto questo interessante passaggio, che potrebbe aprire una discussione:
Qualcuno, i criticoni quelli irriducibili, diranno: "Perché, se ritieni di vendere ai clienti occasionali, e non di toglier vendite ai negozi, non fai uscire in fumetteria le novità una settimana prima, in modo da accontentare i clienti di queste ultime?"
Ecco: chi sostiene queste cose, è il peggio del peggio che si possa vedere.
Come non capire che la Panini, come tutti gli editori, lo fanno solo per noi? Come non pensare che tutto sia organizzato ad hoc per sostenere la distribuzione? E' una vergogna sostenere che Lucca sia solo per "far cassa", che -e qui parliamo in generale- le variant pubblicizzate sui cataloghi e non distribuite, le offerte con sconti impossibili, le tonnellate in anteprima, siano solo per "fregare" i negozianti.
E' ovvio che, poi, noi si possa venderle, con calma, dopo. Dopo.
Perché la gente che va a Lucca, poi, mica va in fumetteria, a meno che non ce la mandi il grandioso lavoro di promozione del sistema che fa la Panini, insieme agli altri editori e distributori...

Volevo dire "dabbenaggine"!

Alessandro Andolfi, quale sarebbe la scelta sbagliata che ho fatto ?
- Prima della guerra, col "Bertoldo" ho fatto ridere l'Italia nel periodo peggiore della dittatura, inoltre sul "Cestino" ho allevato una intera generazione di sceneggiatori e registi: Terzoli, Vaime, del Buono, Romolo Siena...
- Durante la guerra ho rifiutato Hitler e il nazismo, a costo di morire di fame in campo di concentramento per un anno e mezzo.
- Dopo la guerra, col "Candido" ho cercato di evitare il nascere di questa infame repubblica, sono riuscito ad evitare che l'Italia diventasse una colonia dell'Unione Sovietica e di Stalin.
- Alla fine ero diventato scomodo per la DC, perché fiutavo la corruzione, e mi hanno messo in galera per farmi tacere.
Forse il mio sbaglio è stato quello di disegnare i sinistri con tre buchi nel naso. Avrei dovuto fargli un solo grosso buco nella fronte, per far notare l'assenza del cervello (ieri come oggi !).

Giovannino che scrivi nel blog, non puoi pensare di essere tu il portavoce di un grande uomo. umorista di vaglia, simpatico e pungente scrittore, come fu Guareschi.
Soprattutto la frase finale non ti fa onore: "Forse il mio sbaglio è stato quello di disegnare i sinistri con tre buchi nel naso. Avrei dovuto fargli un solo grosso buco nella fronte, per far notare l'assenza del cervello (ieri come oggi !)".

Un liberale, Giovannino, non scrive come te.

Ottimo il tuo riferimento al "Cestino", sicuramente.
I meriti di Guareschi sono innegabili, anche se implicitamente il Giovannino che scrive nel blog riconosce che in quella sede, nel "Candido", sono nati anche satirici comunisti, come senz'altro era Del Buono e come è stato Enrico Vaime, che poi si è definito un "comunista pentito" (e c'era da pentirsi, verificando la scarsa duttilità, diciamo pure l'ottusità, di tanti dirigenti e di altrettanti membri della base del PCI).

Erano altri tempi.
Mi sembra scorretto guardare il passato con gli occhi di oggi.


Siamo d'accordo su un punto: l'aver preso le distanze dalla corruzione democristiana, madre di quella che adesso si annida nel PdL, in figuri delporevoli come Lusi e Penati, nell'inverosimile Fiorito, nel "Cerchio Magico" dei Leghisti flirtanti con la 'ndrangheta, ma anche fra gli industriali (è di oggi una notizia assurda su un'evasione torale da parte di un gruppo famosissimo).

Guareschi non c'è stato e ha fatto bene, lo lodiamo anche per la sua posizione.

Ma certo, la sua scelta di stare a destra, forse costretto per esclusione a farlo, non si puo' condividere.


Arangot (Arangotan ?), come ti permetti di appiccicarmi delle etichette ? io sono libero, non "liberale", come tu sei sinusistro (piacevole come una sinusite).
Quelli che dici umoristi di sinistra, ai tempi del cestino non lo erano ancora. Erano ragazzini che si divertivano a imitare le battute e le vignette del Bertoldo. Poi magari la domenica andavano a premilitare (balilla, avanguardisti), meno Vaime che era ancora infante. Oreste del Buono poi era il nipote di Teseo Tesei, fondatore della Decima Flottiglia MAS. Poi la guerra e... si sa !
Non mi piacciono quelli come te, che prima leccano e poi denigrano, il tutto per tirare l'acqua al proprio mulino.
Io comunque non sono un pezzo da museo, ho lasciato abbastanza nel mondo da poter essere ancora considerato vivo ed attuale.
Tutte le porcherie venute fuori, le avevo ampiamente previste già nel 1946. La repubblica italiana aveva il marcio già negli spermatozoi che l'hanno fatta nascere. Se Umberto II° avesse potuto regnare (1946-1983), scommetto che non ci troveremmo così in basso.
Scelta obbligata stare a destra ? Con dall'altra parte galantuomini come Stalin e il suo servo Togliatti, c'era poco da scegliere. A sinistra ci andò la DC, cominciando dallo stesso De Gasperi, ma per spartirsi in pace tutta la torta. Io la chiamavo "greppiacom", fate tesoro di questo vocabolo, è attualissimo !

Sfogati pure, Giovanninoooooooo, ti commenti da solo.
Non sono intervenuto prima, mi hai fatto un po' pena con le tue posizioni retrograde (e parlo di TE, non di Giovannino Guareschi buonanima, che aveva ben altra stoffa rispetto a te.
Vai pure avanti, ti commenti da solo.
Togliatti non era certo "servo di Stalin", anzi.
Ma il discorso si farebbe troppo lungo e articolato e non si può dipanare in un blog.
Ti auguro di cuore di bollire nel tuo brodo, come si dice qui a Empoli.

Una cosa semigiusta l'hai detta: non sei liberale.
Sei "Libero" (nel senso del giornale servo degli evasori fiscali, dei falsatori di bilanci, dei corruttori di giudici, degli insopportabili cicchittiani, dei neopiduisti come forse aspireresti invano ad essere anche tu, Giovanninoooooooooooooooo.

Ho capito chi sei!
Sei quello che un tempo si firmava "Ipocriti".

No miei cari, a me non piace Guareschi, perché trattava ancora bene i comunisti. Il sindaco Peppone era troppo umano, quindi non esisteva. Purtroppo esistete voi, che volete sempre e comunque aver ragione e l'ultima parola, che diffamate, che fate i finti moralisti quando vi fa comodo,eccetera eccetera...

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