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UN AMICO DI MASSIMO DE VITA, di Dario Maggiulli

A Reggio- Giorgio Cavazzano e Massimo De Vita 2012

Oggi ha scritto nel blog, a commento di un vecchio post, un amico di vecchia data di Massimo De Vita: Dario Maggiulli.

Le sue parole sono così singolari e rivelatrici dell'essenza del grande fumettista, che prontamente lo evidenziamo. Si riferisce al filmato sotto, girato dagli amici del Papersera.

Il grande offiziante è Frank Stajano.

Io di tanto in tanto ritorno a vedermi questo video e resto incantato della natura complessamente meravigliosa di Massimo. Non lo vedo da quasi cinquant'anni (dal giugno 1965), e me lo ritrovo integro, nella virginale filigrana della sua anima candida.

Massimo_De_Vita_1990 Ecco, il suo particolarissimo gesticolare con quelle mani d'artista, la sua animatissima mimica facciale, fervorosa, nel 'dire di se', della sua 'innocenza', per non essere confuso con quanti speculano nei 'facili convivi' sulle adulazioni, che lui ritiene immeritate. E si racconta con l'innocenza di un bambino, guardando per pudore nel vuoto davanti a se, non perdendo il filo della verità delle cose.

Non ho fatto altro che riprodurre quanto altri hanno creato...
E, c'è poi tanta religiosità in lui quando rivela ciò che difficilmente altri al suo posto avrebbero fatto. Quel salire le rampe delle scale che portano al pianerottolo dove, 'per una vita', neniato dalla radio a basso volume, lui è chino sul mondo disneyano, con un raccoglimento francescano che lo tiene lontano dall'imperversare di estetiche sociali devastanti.

Mi ha regalato una poetica del suo vivere talmente mistica da aver pensato, senza economia, ---Santo Subito--- Si, certamente sono scherzoso, ma, io che gli sono stato tanto vicino quando aveva 21, 22, 23 anni, so di cosa parlo.
Dal '62 al '65. Era già lanciatissimo con paperino, ma in modo soft, come lui è per natura. Sobrio al massimo ed elegante al massimo, in modo naturale. Molti gli aneddoti da raccontare ancora, infarciti sempre del mio psicologismo.

In apertura di post Giorgio Cavazzano e Massimo De Vita insieme, fotografati alla Mostra del Fumetto di Reggio Emilia.

Commenti

Vorrei lasciare un commento a questo post,
perchè -anche se può apparire aulico- ha molto di interessante.
Mi piace.
Innanzitutto il concetto di bello, proposto
non attaverso consueti itinerari di bellezza caricata a due zete,
ma attraverso un tessuto di velature che suggeriscono e raccontano
un universo artistico e personale nato per multiforme beltà.
Altra cosa interessante, trovo che questo post sia "coraggioso",
nel senso che propone una lettura a più livelli, sempre attraverso
un linguaggio assolutamente inconsueto per i blog in generale
e per blog fumettistici in particolare.
Esponendosi consapevolmente a un pubblico vario e differente per età.
Sappiamo che i diversamente giovani di rado hanno remore
nel manifestarsi sinceri verso ciò che pur essendo inusuale ha respiro.
Ma sappiamo anche che di rado i diversamente vecchi riescono
a sfilarsi le loro corazze posticce, a scucirsi il loro posticcio costume,
per respirare davvero e in verità.
Sappiamo troppe cose, si, e c'è qualcosa da dimenticare.
To die to sleep perchance to dream....
No. Non c’è dubbio: per comunicare veramente è necessario
“scordarsi dal pubblico”,
perchè altrimenti .... è privato.

Caro CS: io sono solo "diversamente", non giovane, non vecchio.
Oppure sono giovane di spirito e vecchio di corpo, oppure il contrario, non so.
Ho le idee poco chiare, ma non tanto da non accorgermi del mio stato confusionale. Nonostante questo, o forse proprio per questo, non mi è affatto dolce il naufragar in questo blog.
Blog= Logbook???
Una sorta di narrazione quotidiana di un poco di quello che accade??
Comunque è assai difficile scordarsi il pubblico.Io, fra le altre cose, non mi sento un'isola.

Dunque, Tom sta dicendo che non è dolce naufragare in acqua salata,
parla di isola che non si sente, che è solo diversamente,
confuso e non commenta il post.
E’ chiaro che si trova in un’area di sconcertante delicatezza.
Ora, qui piove, sono uscito a vedere in giro, ho trovato
acqua né dolce né salata, cielo coperto e qualche traccia
di itinerario sopra le foglie di una siepe condominiale.
Devo precisare che però non mi trovo attualmente in Italia
e che “scordarsi dal pubblico” non è un refuso.

Caro Luca, sento molto forte il bisogno di depositare tutto il mio 'disprezzo' verso la FOTOGRAFIA, in senso lato.
Chi non ha mai avuto a che fare con Massimo de Vita, vedendolo, particolarmente nella foto con Giorgio Cavazzano, suppongo non sia in grado di capire la sua natura umana.
Potrebbe addirittura essere sviato dalla giusta lettura del personaggio, perchè, magari, un ingiurioso dettaglio facciale che il tempo con le sue 'intemperie' gli ha lasciato, allontana l'attenzione empatica di chi lo osserva.

Atroce. Lo dico anche per le mie fotografie, che mi fanno apparire per ciò che non mi sento di essere. Comunque, credo di parlare a nome di molti. Però ora c'è Crozza che non voglio perdermi.
Ho detto l'essenziale. Volevo chiederti inoltre di poterti inviare alcune foto di me, se tu ritieni sia accettabile.
Per farlo necessito di una E-mail provvista dell'allegato. Pilotami, se sbaglio.
Un caro saluto.
dm

Il commento a questo post era stato abbinato a un altro in precedenza, ma forse è più giusto che i lettori su questo scritto che riguarda Massimo De Vita lo trovino qua sopra, anche per (eventualmente) replicare.

SC: già purtroppo me la sto passando maluccio.
Come andrà a finire?? Mah????

SC, io non credo che sia il caso che tu parli al maschile. Ti ho sgamato, sei quella che a suo tempo si faceva passare per un altro, con un altro pseudonimo, hai lo stesso stile di scrittura e per di più il testo che esce dal tuo computer, o iphone, si allinea tutto sulla sinistra e ha una base più piccola della media di quelli che scrivono commenti. Ci ho preso?
Bello il ricordo dell'amico di Massimo de Vita.

Ma avete poi saputo se era possibile rintracciare delle tavole di Tegigù, fatte per "Cri Cri"?

Cara o caro CS, anche se propendo verso l'interpretazione di Zobeide (sorvolo sul perchè). Ti avevo inviato una replica molto elogiativa del tuo intervento, subito dopo, ma è scomparsa dal web. Ora però, dopo la tua precisazione sul fatto che ---scordarsi dal pubblico--- non era un refuso, mi son soffermato a riflettere ed ho subito scoperto, mentalmente, che in effetti -scordarsi- proviene da -corda-, e mi son sentito rincuorato per non essere stato smentito della qualità della tua natura che avevo riscontrato.
Ovviamente, l'uso che tutti noi facciamo del termine scordarsi è nel senso di dimenticarsi. Soltanto uno su sessanta milioni può 'accordarsi' all'altro significato. E, quell'uno, sei tu. Complimenti. Ci hai azzeccato perfettamente.
Ma il cerino acceso resta nelle 'mani' della Lingua Italiana. Che propone con lo stesso termine due differenti significati così tanto ambiguamente in conflitto. Complimenti, per il tuo stile.

Dario: ehh, la lingua italiana...
Scordarsi nel senso di non essere d'accordo??
SC è certamente bravo nell'uso della lingua italiana; io non intendevo criticare, mi è venuta quella risposta d'istinto, una cosa un poco caratteriale.
Comunque io scrivo in totale trasparenza, sono veramente Tomaso Prospero Turchi, insegnante in pensione, collaboratore a tempo perso di "Vitt& Dintorni", ebdomadario cartaceo e anche del corrispondente sito dell'Associazione amici del Vittorioso.
Mi piacerebbe, sarei lusingato se SC leggesse qualcosa di mio e un poco lo commentasse.Anche solo per dire che sono un somaro.
In questo senso cito e scrivo che "non sono un'isola".
A risentirci.

Tomaso carissimo, eppure credevo di essere stato molto chiaro nella disamina del 'non refuso'. Ho precisato di aver dedotto mentalmente che lo ---scordarsi dal--- riguardava il verbo come derivato da -corda-. Quindi, scordarsi = liberarsi, (dalla corda 'del pubblico'). s.corda.rsi. Ed ho anche caricato la dose, sull'eccezionalità di tale formulazione, attribuendo a CS l'unicità di tale uso. Per il resto, ti cercherò nelle letture che hai indicato, ed anch'io, forse dirò la mia. Al momento, esprimo la massima comprensione per il tuo dichiarato stato confusionale, e nello stesso tempo vorrei esortarti a rimuoverlo, avendo la percezione che sei ricco di umanità, e che, quì, come sto vedendo, ti trovi in famiglia.

Io sono sicuro che Tomaso ha tutt'altro che uno stato confusionale in testa!
Forse lo rimbambiamo noi con i nostri commenti 2a tutto fuoco" sui più vari argomenti.
Anche a me piacerebbe veder pubblicato qualcosa di suo.
Ma aveva scritto qualcosa al blog? Mi sembra di aver letto un suo articolo, era su un fumetto francese... Bisognerebbe riproprorlo.
Poi, non lessi quel fumetto, nopn lo trovai, era di un editore minore introvabile, ma il pezzo era interessante.

Per Dario Maggiulli:


grazie degli interventi, sicuramente alcune tue foto sarebbero interessanti (specie se sono raffigurati anche Massimo De Vita o altri vostri amici e coetanei; per caso eri amico anche di Raffaele Cormio, che con Massimo ha lavorato proprio sino all'inizio degli anni Sessanta?).


Ciao, ti invio una mail dove eventualmente potrai spedire delle immagini.

Dario, Mattia, non dategli retta quando fa il trasparentino.
Tom è un matematico turco, si occupa tra l'altro di arte magica sondando infino il cielo dall'altra parte degli abissi con un sommergibile a propulsione ignota che ha costruito egli stesso.
Gli piace divertirsi a fare il cosplayer, vestendosi da pensionato con la sciatica.

PCB: si, è vero che viaggio negli abissi a bordo di un sommergibile a pedale ( non inquina).
Ma a parte questo lo stato confusionale c'è ed è dovuto a stanchezza.
Come mai sono stanco?? Beh, mio nipote francesco di anni 8 si è fratturato la tibia.Ovviamente operato ed ingessato deve essere trasportato a scuola, ripreso, riportato, sempre spingendo la carrozzina che va montata , smontaTA E RIMONTATA.
Insomma, questa è la punta dell'iceberg.
Questa faccenda della corda....
Posso dire di essere un poco giù di corda??
Oppure che sono un poco scordato?? Abbiate pietà di un vecchio sommergibilista che non ha mai navigato in immersione.
In effetti il sevizio militare lo feci -1957/1960- quasi tutto a Napoli ( mon amour) nel Castel dell'Ovo "imbarcato" su un dragamine che quasi mai si mosse.
Poi su al Vomero, a San Martino alla stazione radio.
Erano i tempi della guerra fredda, non vi dico.....
Chissà che qualche vecchio commilitone sopravissuto ai varinaufragi non mi stia leggendo. Mah??

Allora l'anno prossimo devi venire al Comicon, che si tiene a Mergellina, a poche stazioni della metro di distanza da Castel dell'Ovo!

La metro a Napoli!! Io sono rimasto alla funicolare che andava al Vomero, dove ad Castel sant'Elmo c'ero la stazione radio della Marina Militare: a due passi dal museo di san Martino: nella piazzetta alla sera mangiavo delle strane polpetine tonde di riso. Mah?

Caro Luca !
Come stai ?
Ma notizie di quelle strisce anni 70/80 di quell'autore italiano che ti mandai tempo fa ? Quando verranno inserite su Anni d'oro ?

Un saluto,
M.

Quante ne avrei da dire su questa foto di Massimo con Giorgio Cavazzano, !!!
Ma, mi trattengo per paura di essere troppo 'invasivo'. Comunque, è un romanzo.

Celentano canta l'acqua calda
Adriano Celentano è il prototipo dell'italiano conforme, come fu descritto nei secoli da Guicciardini a Flaiano
Marcello Veneziani - Ven, 30/11/2012 - 21:16
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Adriano Celentano è il prototipo dell'italiano conforme, come fu descritto nei secoli da Guicciardini a Flaiano.
Annusa l'aria e appena sente da che parte va il vento, porta il gonfalone. Ieri in un'omelia sul Corriere, ha simpatizzato per la sinistra ma in modo ecumenico, sia con Bersani sia con Renzi, senza trascurare Vendola. E per pararsi anche l'ultimo lembo delle chiappe, ha fatto un'allusione positiva a Beppe Grillo nuotatore.
Lui va sempre in soccorso dei vincitori, come quando faceva il cattolico berlusconiano di sinistra verde. Inesperto di tutto, Celentano patisce la sindrome italica dell'allenatore della Nazionale e pretende di suggerire a tecnici e politici come salvare l'Italia. I suoi consigli, fessi ma furbi, sono la scoperta dell'Acqua Calda e l'ossequio a tutti i santuari del Politicamente Corretto: la lotta all'omofobia e alla discriminazione delle donne, la difesa dell'ambiente e della ricerca scientifica, il taglio degli stipendi ai parlamentari e delle tasse e insieme la difesa dei poveri contro i ricchi (celentani esclusi), l'assistenza sanitaria, l'Ilva chiusa e gli operai salvi.
Ma dai, non ci avevamo pensato, meno male che Adriano c'è. Celentano è il testimonial ideale del clima stucchevole intorno alle primarie della sinistra; tanti plaudono felici alla Democrazia Perfetta ma omettono di dirne la ragione principale. Le primarie sono un meraviglioso esempio di civiltà democratica perché la contesa è tutta dentro la sinistra. Non è prevista la destra. Questa sì che è la democrazia ideale.
Commenti
gigggiVen, 30/11/2012 - 23:34
Mio dio veneziani lei è l'antitesi di tutto...lei è il berlusconi della cultura(Cultura???di parte)ma come per giorni ha osannato le primarie e il fare della sinistra ora la ripudia lei e il celentano che almeno cambia...ma lei non cambia???Si, cambia cambia ...da fascista è passato alla berlusconeria... e se la vedessero gli intellettuali baresi( quelli veri...non baresi).

Dario MaggiulliVen, 30/11/2012 - 23:57
Adriano è nel sangue degli italiani tutti, per quel tipo di cantilena che si lega allo stereotipo filosofico della inesplorata 'perplessità', nella quale tutti i bipedi si 'muovono', in perpetua ricerca della giusta definizione dell'essente. La sua forza è proprio nel rappresentare questa filigrana della natura mediterranea della contemporaneità. Superbe le sue 'pause', le sue 'interruzioni', i suoi 'deliri logici'. In tutto ciò, qualcosa che ci rimanda al caratteristico roteare nelle danze dei Dervisci, sempre alla ricerca di... Averroè = Necessità dell'intelletto agente - Come la luce fa sì che il colore in potenza passi in atto, in maniera che possa muovere la vista, così l'intelletto agente fa sì che i concetti intelligibili in potenza passino in atto, in modo che l'intelletto materiale li riceva -. Di sicura utilità, anche - La guida dei perplessi - di Maimonide.

guidode.zoltSab, 01/12/2012 - 00:35
Ha ragione, Celentano e' stato qualcuno...una volta, tanto tempo fa, oggi, con il sopravvenire della vecchiaia, un pò l'arteriosclerosi, un pò la convenienza, si e' avviato, in colonna, col suo gonfalone, strombazzando argomenti a lui sconosciuti, dei quali possiamo ricordare ed apprezzare appieno gli intervalli tra un intervento e l'altro...cioe' i lunghi silenzi!

Maurizio Da LioSab, 01/12/2012 - 07:56
Celentano è sempre stato un paraculo, ha sempre sfruttato le situazioni e tutti coloro che gli sono stati intorno per beneficiare a poco prezzo del successo tale o presunto. Una vera schifezza d'uomo. Anche dal punto di vista artistico al di là della particolare voce che lo rende forte è solo un volgare scopiazzatore quando non ladro di brani e idee. Chiedetelo a Don Backy. Grazie

WoodstockSonSab, 01/12/2012 - 08:59
scusa Marcello, hai perso l'ispirazione? che ci frega di Celentano, c'abbiamo Bob Dylan. Italiano conforme? la colpa principale lo sai di chi è, del Vaticano che ci ha reso schiavi e servi. E l'Islam? prima di Maometto erano maestri di scienze, guarda adesso. Quando ti torna l'ispirazione?

GUGLIELMO.DONATONESab, 01/12/2012 - 09:59
Sono sempre più negativamente sorpreso dal fatto che ci sia ancora qualcuno , compreso Veneziani che gode comunque della mia più alta stima, che perde tempo ad occuparsi delle balordaggini, scritte da chissà chi, che questo inqualificabile animale continua a spifferare dopo averle mandate a memoria. Le lunghe pause servono appunto ad incentivarne il ricordo. Il mio augurio è quello di vederlo finalmente sparire, il modo non m'interessa, e con lui la misera, squallida accozzaglia che ancora lo segue. Amen.

rosario.francalanzaSab, 01/12/2012 - 10:32
Se qualcuno vuole farsi un'idea della "strutturazione" del pensiero "cilentaneo" vada a ripescarsi quel solenne capolavoro di "Joan Lui", desolante guazzabuglio di belle intenzioni, memorabile solo per la location all'interno della borrominiana S. Agnese in Agone a Piazza Navona (come avrà avuto il permesso?). I "silenzi" adrianei, infatti, non sono altro che una furbata, un ricorso all'"ermetismo" (se l'immenso Ungaretti l'avesse saputo!) per nascondere la pochezza e la banalità del pensiero. Insomma, bisogna riconoscerlo, "non" sa cosa dire, ma sa come "non" dirlo!

DraconeSab, 01/12/2012 - 10:46
Celentano dovrebbe persino pagarlo, a Veneziani. L'ha descritto quasi come un simpatico, innocente, un po' rincoglionito vecchietto, all'inveterato paraculo.

lunisolareSab, 01/12/2012 - 11:19
L'articolo su Celentano nasconde la sottile allusione alla mancanza di democrazia nella contesa nel centro destra come si evidenzia nelle ultime righe. Lo spettacolo è indecente dopo tanta attesa noiosa, il responso è che il Pdl si dividerà in tante correnti fino ad annullarsi, per cui l'esperienza è terminata ognuno per se e Dio per tutti, a sinistra hanno dimostrato che la critica porta consensi e chiunque vincerà il Pd si rafforzerà. Non basta un nome o facce nuove quello che è vincente sono le proposte, ma come pretenderle da chi sa solo fare solo tattica per un posto in parlamento con al seguito i lacchè di turno.

NinaninafvgSab, 01/12/2012 - 11:51
Magnifico dott. Veneziani! Ricordo che mi colpì, una cosa che disse durante il concerto andato in onda su Canale 5. Parlavano di debito pubblico e lui disse "Ma se ognuno di comprasse solo le cose che può comprare senza contrarre debiti?" E grazie Adriano, che bella scoperta!

Piero SampieroSab, 01/12/2012 - 12:49
'Ne ultra crepidam sutor', dicevano i latini. Dai tempi del Clan di Celentano son passati secoli. Quel Clan si è trasformato in un Club familista, dedito alla pubblicità e agli affari, sfruttando il talento musicale del Capo tribù. Rimango un ammiratore di Adriano cantante, quanto un critico feroce delle sue performance nei panni posticci dell'intellettuale da sagrestia. Le sue pause erano proverbiali, per le sue frequenti inibizioni, non quale sintomo di profonda riflessione, ma i fan lo assolvevano nel nome delle buone ed originali canzoni. E' il nostro tempo 'schiodato', per dirla con Shakespeare, che innalza i giocolieri dello spettacolo a filosofi e poeti, intellettuali ed artisti di vaglia. Gli esempi sono infiniti e vanno da Benigni a Guccini, da De Andrè a Crozza. E' tutto conseguenza della massificazione e della cosiddetta 'civiltà dell'immagine', nella quale l'apparire oscura l'essere. Se ognuno si accontentasse di quel che è, e il pubblico non fosse beota, le cose andrebbero meglio. Il vero pericolo della nostra società è proprio l'uomo-massa.

un saluto romanoSab, 01/12/2012 - 14:05
C'è un senso nel fatto che Veneziani si occupi di lui proprio oggi. Gli hanno appena consegnato le chiavi della città di Verona, quale persona illustre. Ma decchè!!!!!??. Il problema non è Celentano in quanto tale ma il fatto che dei semplici giullari (perchè nel medioevo i menestrelli questo erano, dei semplici giullari), oggi siano considerati personaggi importanti. Magari ignoranti come capre, ma importanti. a loro viene concesso il permesso di esprimere opinioni e quel che è peggio, c'è una montagna di ......(fans) che pendono dalle loro labbra. E' la cultura dell'effimero non della sostanza e quindi un furbone qualsiasi come lui con poche idee e ben confuse invece di guadagnare il giusto (causa le buone corde vocali) si permette di frantumare gli zebedei in digressioni inutili ma ben pagate.

mariolino50Sab, 01/12/2012 - 14:05
La contesa sarebbe tutta dentro la sinistra secondo Veneziani, è poco di sinistra bersani, figuriamoci Renzi che sembra un Silvio giovane.

charry_red_wineSab, 01/12/2012 - 14:14
celentano a me mi ha rotto le p..le già da mo'..(e con il mo' veneziani capirà che sono di bari)..Non perda tempo con quell'anziano signore, piuttosto ci proponga una casa di riposo con tornei di briscola e tresette

EuterpeSab, 01/12/2012 - 14:35
Dal fatto che costui , con tanti altri guitti,possa ergersi a 'maitre à penser'si deduce il livello culturale dei suoi seguaci e la decadenza del nostro tempo.Il lettore Piero Sampiero a questo riguardo è stato esaustivo,mentre il signor Francalanza come sempre ci dona battute 'fulminanti'.Grazie ad entrambi.

wilfredoc47Sab, 01/12/2012 - 15:01
@PIERO SAMPIERO: grazie per aver espresso, come io mai avrei potuto, quanto penso al riguardo. Non era nella mia ottica come cantante, figurarsi come maitre-a-penser. In compenso mia moglie ancora lo gradisce, stornellante naturalmente. Saluti

Rosella MeneghiniSab, 01/12/2012 - 15:02
#Maurizio Da Lio# - Celentano – Don Bachi. Tipico esempio di come il mondo sia dei furbi, degli opportunisti, dei mediocri e di chi sta dalla parte “giusta”. Purtroppo Don Bachi stava dalla parte sbagliata. Cordialmente. Rosella

guidode.zoltSab, 01/12/2012 - 16:01
lunisolare ..ma pensa un po'..questo ci ha visto nell'articolo ...? a partire dal prossimo Le consiglio di farseli leggere da uno normale...

Nadia VouchSab, 01/12/2012 - 16:48
Sto cercando di calmarmi emotivamente (è dura) dopo ciò che accade a Sallusti. Sono disperata, sento il principio di libertà essere qualcosa di diverso da ciò che credevo. E intanto mi scendono le lacrime (che stupida sono, e dire che sembro forte a vedersi!). Allora, Celentano? In questo preciso momento, una delle sue canzoni, se presa a scelta in proporzione al mio stato d'animo, potrebbe calzare alla perfezione. Basta scegliere la canzone giusta, perché ce n'è per ogni occasione. Della serie: ora si piange, ora si ride, ora chi se ne frega, ora no, ora subito, ora domani e così via. Insomma: per sempre, ad aetermum. Alla fine, tutto culmina di solito con un grande successo commerciale.

tempus_fugit_888Sab, 01/12/2012 - 17:04
X lunisolare. A leggere il tuo post su capisce quanto sia pericoloso l'uso di sostanze psicotrope.

rosario.francalanzaSab, 01/12/2012 - 17:36
Che tempo confuso per la vita, confusionario nei metodi e "confondente" per le menti che cercano la lucidità. Condivido lo smarrimento del Dr. Veneziani e di tanti altri. Ormai, da scrittori (?) come Pennacchi e Busi a personaggi come Fo e Celentano (non a caso furono tutti e due sulla stessa ribalta anni fa, e meno male che c'era almeno presente Gaber!) tutti dicono la loro; e ci metto anche Fuksas. E, sempre a proposito di architetti, adesso dirò una cosa totalmente impopolare, che fa discutere dai tempo di La Corbusier (che la concepì): Celentano passò alla storia per la storia della Via Gluck, che "dove c'era campagna ora è una città"; Le Corbusier disse che se impiliamo 20 villette esce fuori un grattacielo ma almeno abbiamo risparmiato ettari di campagna! So che quasi nessuno sarà d'accordo, ma l'Adriano nazionale nei suoi non so quanti ettari di villone esclusivo quanto spazio ci ha negato per sempre? Ci ha dato delle canzoni? Povera umanità che canta ed è prigioniera. Guai se non riusciamo a ritagliarci la nostra cella dorata! Meno male che (forse) solo il sentimento dell'amicizia durerà nel futuro. Con l'occasione un caro saluto ad #Euterpe!

rosario.francalanzaSab, 01/12/2012 - 17:50
#lunisolare - Forse Lei non ha bisogno della mia difesa, ma sono con Lei e contro le tristi accuse che Le vengono mosse dentro il blog. Direi che, in accordo con l'ultima parte dell'intervento del Dr. Veneziani, è assolutamente vero che la Destra rischia di sparire perchè ogni istanza di Destra potrebbe, prestissimo, anzi adesso, configurarsi come un mero "caso particolare" della Sinistra! Cordialità

Dario MaggiulliDom, 02/12/2012 - 18:07
No, scusate, è lo Spirito Santo, disceso sulla mia testa, che mi sospinge a colmare questo impressionante vuoto che la generale ignoranza, qui impudicamente manifestatasi, ha aperto. Liberatevi, voi tutti, incluso Marcello, degli urticanti pruriti che vi affliggono nel parlar male di Celentano. Non vi accorgete ? di essere portatori di quel caratteristico stato d’animo degli invidiosi, dei tormentati per mancanza di armonia interiore, che non si trattengono dal tirare le pietre addosso ad ‘Ulisse’ che ha avuto l’ardire di sfidare le coatte consuetudini, abbandonando il branco, per affrontare l’ignoto ? Non vi rendete conto del gravissimo impedimento che vi affligge nell’essere incapaci di saper distinguere il ‘messaggio’ che trasmette il molleggiato, così come assegnatogli dalla natura ? Non lo vedete che ogni cosa che lui fa, forse senza saperlo, rispecchia lo spirito delle masse, cioè voi, con una rappresentazione stereotipata, di uno spontaneo, naturale, virtuosismo ? Irripetibile per la sua grandiosità ? Soffermatevi ‘pacatamente’ a considerare quel suo rimanere paralizzato, letteralmente, davanti a milioni di attentissimi spettatori in religioso ascolto. Creando un’ambientazione surreale, dove lui e l’universo convenuto, sono muti, incapaci di profferir parola. Come potete credere che una persona del suo livello culturale, sociale, ambientale, non sia in grado di produrre affabulazione, in quei momenti, se non perché è colto da uno ‘scrupolo’ profondissimo di non riuscire ad esternare compiutamente il senso della ‘insufficienza’ di cui l’essere umano è provvisto? Ecco, la sua, e quella degli astanti tutti, la rappresentazione del silenzio cosmico. Di una sovrumana potenza magnetica. Titoliamola a modo vostro. E’ il prodotto di un vuoto di concetti, di incapacità di saper ben comunicare, di una sorta di atrofia delle pulsioni attive cerebrali, motore della crescita umana. E chi più ne ha più ne metta. E, come si potrebbe meglio di come fa Adriano, somatizzare l’inanità generale, nel mondo, se non con quell’atteggiamento di -interruzione- dinamica della sensibilità. Sensibilità, venutasi a trovare nello scenario apocalittico (significativi gli scenografici ‘desert storm’),impotente ed incapace di connettere i fenomeni, e di fronteggiarli. Di cui è prova quotidiana la scellerataggine istituzionale in tutte le latitudini ? Quel suo silenzio (rovente perché in esso si identifica l’impotenza di tutti ad uscirne), straziante per l’incapacità (di tutti) di articolare sillaba, formulare idee, così come usa l’essere umano fare, è il silenzio di tutti, di voi, dell’umanità di tutti i tempi. Dell’Uomo, limitato nel suo incedere nel tempo, castrato davanti ai grandi interrogativi (che non sono soltanto quelli dei massimi sistemi, ma quelli contingenziali, quelli del perché Monti non azzera i redditi delle dirigenze di Stato, che non hanno motivo di avere quei parassitari ruoli. Ruoli che devono essere soppressi) ECCO, che RITORNA LUIS BUNUEL. Col suo – L’ANGELO STERMINATORE -- rappresentazione di una comunità borghese, prigioniera di se stessa, che, dai saloni di una festa alla quale partecipa, è incapace di uscire, di muoversi fisicamente, di oltrepassare la soglia per tornare al normale fluire del suo tempo. – Esattamente, quel tipo di paralisi di cui è colpito il molleggiato, alla ricerca della esatta definizione. Alla ricerca del noumeno che legittimi il fenomeno. Che trova analogìa nelle allucinanti veglie notturne di Mallarmè, trascorse tra l’ansia di dire l’assoluto e l’orrore della pagina bianca. Questo, un brandello, appena, di questa cometa che attraversa il nostro tempo, chiamata Adriano Celentano. Soffermiamoci pure sulle sue schizofreniche movenze corporee, che altro non sono che la descrizione schizofrenica, idiosincratica, di quanti, qui, come altrove, sono mossi da frenesie aggressive inconsulte, per nanismo culturale. Accecati o (speriamo) soltanto abbagliati da un errato riverbero della cornice dorata nella quale suppongono speculi il personaggio. Orrore a tanto. Perché, queste sono le pulsioni della più estesa collettività che vanno a costituire l’essenza della volontà popolare, che, se difettosa, si ripercuote in un desolante autolesionismo dell’umanità. Siate in grado di rimanere incantati davanti a quelle movenze che lo vedono in coppia con Morandi, con Benigni, di uno sbeffeggiamento filosofico iperuranico. Ed i temi, poi, delle sue canzoni. Chi non lavora, non fa .. La via Gluck.. Il cemento d’assalto che cancella le virtù… Tutte, sono degli affondi filosofici nobilissimi. Smettete, voi tutti che mi leggete, di conoscere solo voi stessi (Filautia). Nati non foste a… -- Stupenda questa sua immagine col copricapo. Amatelo, perché, questa Cometa sarà esaltata, post mortem. Nemo profeta in patria. Rileggetevi l’altro mio pezzo precedente. Se vi rimangono forze sufficienti per farlo. Un fraterno abbraccio.

rosario.francalanzaDom, 02/12/2012 - 20:27
Celentano, come Mike Bongiorno, come Benigni, appartiene a quella tipologia di persone che sanno "creare un atmosfera" (celebre slogan di un liquore). Se l'atmosfera è sufficiente ad emozionare, fate voi; ma, troppo spesso, sembra di stare davanti a quelle pubblicazioni "da collezione", ampiamente pubblicizzate e annunciate, che uno conserva solo perchè non riesce a buttarle. Stupisce, magari, che certi personaggi del "just milieu" (il giusto mezzo) abbiano avuto l'onore di illustri panegirici (celebre la "Fenomenologia di Mike Bongiorno" di Umberto Eco). #Dario Maggiulli#, il Suo panegirico ampiamente barocco, quasi gesuita, forse fiorito come un portale gotico, in fondo non è sbagliato: Celentano è speciale. Io ho un'anima forse più neoclassica, nonostante sia siciliano! Ma, se me lo concede, resto della mia idea: che il divo Adriano abbia imbracciato idee troppo facili da difendere, magari scomode, ma certo non rivoluzionarie. In fondo contemplate anche da una società "borghese". Ha avuto la fortuna di nascere col potere che hanno quelli che regalano (?) canzoni all'umanità, di essere un attore fortunato, di godere di consensi trasversali e di avere carisma; si è fatto il villone perchè è facile, quando si hanno le possibilità, aborrire e lasciare agli sfigati il condominio omologante della via Gluck (che, ripeto, sarà brutto, ma almeno fa risparmiare spazio!) Insomma Celentano, pur se è un personaggio speciale, è un "medioman" a tutti gli effetti e, come ricorda giustamente il Dr. Veneziani all'inizio dell'intervento, ci vorrebbe un Flaiano( o un Pasolini) per averne un giudizio finalmente fulminante!

wilfredoc47Dom, 02/12/2012 - 22:22
@Dario Maggiulli e rosario.francalanza: dichiarata la mia inferiorità al vostro confronto, mi chiedo se sia il caso di spendere 84, salvo errore di conteggio, righe di dotto scritto per un furbacchione,ignorante ma piacevole strimpellatore, che pretende di accreditarsi come fine pensatore e guida alla terra promessa per un popolo che lo ha reso miliardario. Non basta, se piace, ascoltare le sue canzonette e poi bellamente ignorarlo? Cordialmente

GUGLIELMO.DONATONELun, 03/12/2012 - 14:16
"Dario Maggiulli" - Per favore, mi dica: Il tabernacolo con l'effigie dell'aureolato molleggiato dove l'ha sistemato? Forse nella sua camera da letto? E quante volte al giorno ci passa davanti e si genuflette? Complimenti, comunque, per il suo "gigantismo culturale" attraverso il quale riesce, senza il minimo sforzo, a mettere insieme una straordinaria quantità di....(transeat!).Absit iniuria verbis. Cordialità.

WoodstockSonLun, 03/12/2012 - 14:26
l'avevo pur scritto io che il Maggialli ci prendeva tutti x il culo, ma voi no, mi avete censurato per la parola culo. Ebbene sappiate che una persona fra le più intelligenti del secolo scorso, che si chiamava John Lennon infarciva i suoi discorsi di cazzo e fottuto e stronzo, voi volete un discorso pulito, ma io dico che il Maggialli ci insulta molto di più pur usando un linguaggio da fottuto e stronzo colto, e ripeto a Marcello che di Celentano può fregare giusto a qualche fottuto provinciale italiano, perchè Adriano non vale nulla per una generazione che è cresciuta con Bob Dylan, cosa volete che ci freghi del prato verde della via Gluck, quando nei prati verdi e assolati allineavano tutti i nostri ragazzi morti in Vietnam

Rosella MeneghiniLun, 03/12/2012 - 15:38
Sarà perché non ho molte occasioni di fare conversazioni che non siano strettamente legate all’ambito delle necessità famigliari, ma quando mi trovo davanti ai silenzi di Celentano, che seguo solo per le sue canzoni che insieme a tante altre hanno accompagnato il pezzo di strada fatto fin qui, mi alzo sbuffando e vado, o a lavare i piatti o a pelarmi una mela in attesa che esca dallo stato ipnotico auto-indotto. Per quello che riguarda il silenzio, nulla è paragonabile al silenzio di una notte stellata fra le montagne. E’ il silenzio più colloquiale che ci sia: la nostra anima che parla con l’anima della natura. #rosario.francalanza# Come al solito, il suo senso della misura ha dato la risposta più adeguata. Cari saluti. Rosella


Testo messaggio


Ho appena trasferito su questo blog l'animato confronto web su il Giornale.it ad un cucù di Marcello Veneziani, sul tema -Adriano Celentano- che mi ha visto in due provocatori e significativi commenti -solo contro tutti- Ritengo sia stimolante accedervi, per la grande famiglia dei cartoonist essendo Celentano un modello ineccepibile per le fantasie dei vignettisti. Salutissimi

Molto interessante, ho letto per caso questa discussione su Celentano, dato che il post parlava d'altro nel titolo, e sono d'accordo con le posizioni espresse con colta prosa dal signor Maggiullo.
A presto,


Versegge

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