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ALLA REDAZIONE DEL SITO LUCCA COMICS & GAMES WIKIPEDIA, di Rinaldo Traini

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Rinaldo Traini, nella foto con Ernesto Guido Laura, invia anche a noi la lettera che ha spedito a Wikipedia per rettificare un buon numero di imprecisioni relative alle manifestazioni di Comics ospitate dalla città di Lucca.

Alla redazione del sito: Lucca Comics & Games WIKIPEDIA

Comics-65Cari amici di Wikipedia, Vi scrivo perché oggi sono capitato sul sito Lucca Comics & Games Wikipedia, con l’intenzione di avere notizie sullo svolgimento della manifestazione conclusasi domenica 4 novembre.

Sono rimasto sconcertato dalle imprecisioni storiche sull’origine della manifestazione che a quanto si legge (anche nella breve versione inglese desunta evidentemente da quella italiana) sarebbe stata fondata nel 1966.

Il testo farebbe quindi pensare che l’attuale edizione sia l’erede di quella lontana prima edizione svoltasi ben 46 anni fa. Infatti nelle notizie storiche si riferiscono dettagli (approssimativi) di alcune edizioni del Salone Internazionale dei Comics svoltesi a Lucca tra il 1975 (Lucca 11) e il 1992 (Lucca 19).

Naturalmente la storiografia prosegue cronologicamente dettagliando manifestazione dopo manifestazione le varie edizioni di Lucca Comics & Games voltesi anno dopo anno fino ai giorni nostri (suggerendo che a Lucca 19 sia seguita Lucca Games, dunque la XX edizione).

Vengo anche citato marginalmente (avendo già portato avanti le stesse contestazioni di oggi in anni passati) e cosa ancora più sensazionale vengo indicato nel colophon insieme a Romano Calisi come il fondatore (nel 1966) dell’attuale manifestazione lucchese. Cosa che non è assolutamente vera (questa responsabilità non l’ho) perché casomai potrei essere indicato come fondatore del Salone Internazionale dei Comics (ma come vedremo questo riconoscimento attribuitomi con molta malizia ha un secondo scopo molto preciso).

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Questa ricostruzione storica del Salone di Lucca è assolutamente arbitraria, imprecisa e mi verrebbe da dire falsa se amassi le parole forti.

Quindi chiariamo che il Salone Internazionale dei Comics è stato inaugurato la prima volta a Bordighera nel febbraio 1965 con il Patrocinio dell’Istituto di Pedagogia dell’Università di Roma e realizzato da un gruppo di operatori culturali internazionali di varia provenienza (che poi nel 1968 fondarono IMMAGINE-Centro di Studi Iconografici, l’associazione ancora attiva che è proprietaria ad oggi dei marchi depositati: Salone Internazionale dei Comics, del Cinema di Animazione e dell’Illustrazione e dei premi - statuette - Yellow Kid).

Nel 1966 il Salone si trasferì a Lucca dove si svolsero 18 edizioni fino al 1992.

Dopo tale data il Comune di Lucca manifestò l’intenzione di limitare i finanziamenti per le attività culturali anche se nel frattempo il Salone aveva raggiunto una dimensione di primato internazionale.

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Nel maggio del 1994 tra Immagine e il Comune di Lucca fu sottoscritto un accordo (protocollato agli atti firmato dal Sindaco e dal Presidente di IMMAGINE) che stabiliva che il Salone, la sua denominazione, il suo patrimonio storico, l’archivio iconografico e delle registrazioni degli atti delle tavole rotonde, i cimeli del compianto Max Massimino Garnier (rappresentato da originali, film storici e biblioteca) e quanto pertinente all’attività svolta dal Salone a Lucca restava nelle mani proprietarie di Immagine che avrebbe continuato la sua attività anche congressuale altrove.

E così fu, perché il Salone si spostò a Roma e nell’ambito di “EXPOCARTOON” realizzò altre 9 edizioni dal 1995 al 2005 (XXVIII Salone). Quindi chi volesse raccontare la storia del Salone dovrebbe riferirci di 28 edizioni (ma questo non darebbe scampo alla storiella dei 46 anni di vita della manifestazione lucchese).

PianoDopo l’accordo del 1994 il Comune di Lucca organizzò una manifestazione che non aveva alcuna continuità con il Salone (se non che si svolgeva nella stessa città), si prefiggeva scopi del tutto diversi e comunque non aveva alcun rapporto con gli Enti istituzionali italiani e stranieri che collaboravano con il Salone e Immagine e che assicuravano spesso i loro patrocini.

La nuova manifestazione assunse il nome di Lucca Comics & Games, che è appunto l’iniziativa che è arrivata ai nostri giorni e che riscuote tanto successo di pubblico; ma con la tradizione del Salone (quello svoltosi nel 1965 a Bordighera, dal 1966 al 1992 a Lucca e dal 1995 al 2005 a Roma) non ha nulla a che fare.

Scarpa-yellow-kidQuindi conosciamo anche la giovane età della manifestazione lucchese: 18 anni (mica male!).

Continuo a non capire questo complesso di inferiorità nel rivendicare nobili (?) ascendenze improbabili quando i risultati ottenuti con la formula locale hanno dato risultati tanto fruttuosi.

Cari amici di Wikipedia, poiché questa storia è diventata molto noiosa, perché già altre volte è stata ampiamente diffusa e tante volte dibattuta, Vi prego di prendere i dovuti provvedimenti per ristabilire la verità.

Non Vi mancheranno certo i collaboratori informatissimi per mettere insieme una storiografia attendibile sulla vita del Salone dei Comics e un’ altrettanto precisa informativa cronologica su Lucca Comics & Games. Credo che gli appassionati di fumetti e di cinema d’animazione, ma anche coloro che consultano Wikipedia, per ragioni di studio e/o di curiosità, Ve ne saranno grati.

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In ogni casi potete ricorrere al sito: www.immaginecentrostudi.org. Se avete bisogno di altre informazioni e documenti non avete che da richiederceli e noi saremo ben felici di contribuire alla già ottima qualità letteraria e storiografica di Wikipedia.

Per parte nostra, come Soci di IMMAGINE, siamo dispiaciuti, ed anche mortificati, di dover fronteggiare ciclicamente, nostro malgrado, resoconti tanto disinformati (o volutamente maldestri ?).

Rinaldo Traini

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Pagina di Wiki

Sopra, la pagina ingrandibile di Wikipedia con la lettera di Rinaldo Traini.


Paola pallottino

http://www.illustrazione.com/bando.htm

Commenti

Non è la prima volta che leggo precisazioni di questo tipo anche in questo blog. Sono giuste e sacrosante.
Cari saluti.

Oooh, Romano Scarpa con un premio Yellow Kid in mano!
Qualcuno sa dirmi in che anno l'aveva ricevuto?

Farebbe prima a entrare in wikipedia e correggerlo lui. Wikipedia funziona proprio così, ed è il metodo migliore per farla funzionare!

Vero, potrebbe, altrimenti, farlo qualcuno che sa come si entra in Wikipedia. So di persone che ci hanno provato e che sono state stoppate, è impedito loro l'accesso. Mi sembra che se ne sia parlato anche in questo blog, molto tempo fa.

I bizantinismi sono ancora all'ordine del giorno.
A volte capita di dare, in buona fede, notizie non giuste.Traini dovrebbe per primo cospargersi il capo di cenere!

pensa Rinaldo che tra le mie gesta clamorose posso vantare di aver introdotto il biglietto d'ingresso alla manifestazione quando son stato membro del C.d'A. del compianto MAX MASSIMINO GARNIER. Fu vera gloria ? UN ABBRACCIO DI SIMPATIA E DI STIMA.

Calmi, volete dir che Traini ha pensato che la pagina di Wikipedia su Lucca Comics, sia parte integrante della redazione di Lucca Comics o l'esatto contrario?

Mica per altro, ma "Lucca Comics & Games WIKIPEDIA" non esiste. Esiste wikipedia, con i propri autori che riportano informazioni, spesso imprecise. Ma è una cosa tipica di Wikipedia Italia, non credo dietro ci sia una qualche intenzione falsificatrice.

"Lucca Comics & Games WIKIPEDIA" è il titolo della pagina, non è un sito. è una pagina del sito wikipedia, molto probabilmente priva di legami con Lucca Comics and Games.

Traini, wikipedia è l'enciclopedia libera proprio perché è aggiornabile. Proprio perché è giusto che le cose esatte si sappiano, le consiglio di aggiornarla lei, dia lei informazioni più dettagliate relative al suo operato, in modo tale che le informazioni riportate su wikipedia siano aderenti alla realtà.

Magari può scocciare, ma wikipedia è comunque un ottimo portale per far conoscere la storia di un evento come Lucca Comics and Games da un lato, e Il Salone Internazionale del Fumetto, dall'altro.

Buongiorno a tutti.
I meriti di Rinaldo Traini sono indiscussi, se non ci fosse stato il suo lavoro la città di Lucca non ospiterebbe nessuna manifestazione oggi e tanti milioni non entrerebbero nelle tasche dei lucchesi. Questo è garantito.
Gli editori, gli autori e le altre persone che vivono nel giro del Fumetto avrebbero un'altra località come sede, forse Milano, o Bologna. O anche Prato, che un tempo prometteva molto bene e poi è diventata una ciofèga per incapacità degli organizzatori. Anche Firenze potrebbe essere stata una piazza importante, sede di grandi case editrici.

Ma in un posto chiuso e ottuso come Lucca se non ci fosse stato chi ha seminato, col cavolo sarebbe sorto quello che adesso sappiamo (e che disturba molti per le difficoltà di deambulazione e la commistione di cose che fra loro non legano, diciamocelo una buona volta).

Minkia Mouse, chi ti ha morso un dito?
Cos'è questo livore?
Se ti sei accorto anche tu che Wikipedia pubblica cose scorrette perché non le cambi tu per primo?

Mi sembra proprio che tu sia un lucchese comicsegghemessàro oppure un fiancheggiatore da come ti sei risentito.
Il nomignolo che ti sei dato è significativo, inquadra bene il tuo modo di essere.
Senza offesa e con simpatia, un caldo abbraccio e cose così.

La pagina di Wikipedia è indubbiamente sbagliata. Ma Lucca, intesa come città, ha tutto il diritto di vantare una continuità morale con la vecchia manifestazione, fosse solo perché, signor Traini, la manifestazione che organizzava lei e di cui ha giustamente la paternità intellettuale, la pagava il comune di Lucca. Non scordiamocelo mai.

Per Paco Serse: l'anno era il 1988. Scarpa fu premiato con lo Yellow Kid al Teatro del Giglio, qualcuno dei lettori c'era? Dopo la premiazione fu proiettato "L'uomo che piantava gli alberi" di F. Bach. Restai tutta la sera a guardarlo.
Erano bei tempi, non paragonabili con quelli di oggi. Da buon lucchese, e forse in controtendenza rispetto agli altri che stanno scrivendo i loro commenti, posso garantire che il clima respirato allora nelle settimane dei "Comics" era ben diverso dalla bolgi angosciosa che in questi giorni ha messo a fero e a fuoco il verde cittadino. Quando arrivano questi giorni, io che sono un amante delle belle immagini preferisco chiudermmi in casa e aspettare che passi.
Come uno tsunami.
Per poi contare i danni.

Simpatia e stima per il signor Rinaldo Traini anche da parte mia, e una risata condivisa con Ettore Borzacchini. Le sus "scritture" sul vecchio Vernacoliere e i suoi libri per Ponte alle Grazie mi hanno sempre fatto scompisciare!

O tempora, o mores. Per Deluso: da lucchese quale sono anch'io, mi complimento con lei. Continui pure così, continui a restarsene chiuso in casa.

Salve, Andrea.
Non so se devo cogliere un velo di ironia nelle sue parole. Non scherzavo dicendo che sono amante dei fumetti, ma vedo frammischiati agli amati giornalini dei contenuti che a mio avviso sono estranei anche alla cultura in generale. Mi domando se devo considerarmi retrogrado o meno, e mi rispondo tutto sommato che no: ai vecchi Saloni si potevano vedere filma mai arrivati in Italia prima, si facevano scoperte interessanti...
Non escludo che anche adesso ci siano in programma cartoni animati ucraini, russi, asiatici e americani indipendenti. O che si possano incontrare grandi autori. Leggo di Enrique Breccia, che sarebbe tornato a Lucca dopo trent'anni (lo ricordo allora con il padre, il sommo Alberto, quandu su "Orient Express" usciva il suo "Perramus").
Nel clima odierno proprio non mi ritrovo. Se queste belle cose, o analaghe, ancora ci sono, sono sommerse e soffocate da ganmes, guerrieri medievali con alabarde e lance, ragazzi in costume e altri esseri estranei.
Aspetto che passi in una parola, e poi vado in libreria a sbirciare cosa potrei comprare.
Lucca Comics non è una manifestazione culturale. E' commerciale.
Se si staccano tanti bglietti non per questo si puo' vantarci di aver reso automaticamente un contributo alla Cultura (compresa quella del Fumetto).

Saluti.

Dippy caro, esatto, sono un topo, vivo nelle biblioteche e sono uno degli esseri più intelligenti della galassia. Embé?

Dippy, io non modifico un bel nulla,visto che un bel nulla so.

Se Traini ritiene che su wikipedia ci siano informazioni sbagliate, che le corregga, o si muova tramite i canali di wikipedia per correggerle.

Giustamente lui conosce la storia del Salone, e giustamente lui è l'unica persona che ha il diritto di scrivere la storia del Salone del fumetto.

Per questo dico "che la corregga" perché è l'unico (o uno dei pochi) che conosce la storia del Salone e le origini attuali di Lucca Comics and Games.

Ho trovato piacevole la parte storica di questo articolo, un po' meno quella polemica, visto che su wikipedia ci scrivono cani e porci, ed è più facile che i falsi storici siano più dovuti ad ignoranza di chi ha scritto che da ipotetici sensi di inferiorità.

Okay, Minkia Mouse, non era livore, avevo equivocato ma dai toni non si capisce tanto quando si scrive e si legge. Ho consultato le tue pagine web e mi sembrano simpatiche. Bene!
Allora ci vediamo! Io sono un "cagnetto di biblioteca" e può capitarmi di incontrare qiualche topastro.

Non penso che si tratti di bizantinismi, Tomaso.
Come si vede, qui siamo nel vivo della sostanza e poi non puo' essere che qualcuno si appropri del lavoro di altri (impunemnete) come sembra proprio che a Lucca si sia fatto.

Dippy, è il problema del testo scritto. il non verbale va a farsi benedire. :)

Grazie per i complimenti per le mie pagine, spero di vedertici girare!

"Bizantinismo " è un termine dai moltlepici significati.
Possibile che nessuno di essi si adatti alla polemica di Traini?
Non ho capito la faccenda relativa al fatto che "qualcuno si appropri del lavoro di altri".
A che cosa si riferisce?' lo chiedo proprio perchè mi piacerebbe saperlo.Mi scuso per la mia ignoranza.Grazie in anticipo.

per il Borzacchini: e stanne fiero, quand'ero piccino picciò era una gioia entrare gratis :P

per gli altri (in particolare deluso): il livello qualitativo (dal punto di vista fumettistico) era ottimo, bastava saper scremare in mezzo al mare magnum delle offerte.
Se poi il livello degli autori italiani in primis, e stranieri poi, è un po' calato non date la colpa al festival, lì vengono proposte le cose apparentemente più interessanti.

Tanto per cominciare ho aperto questa paginetta http://it.wikipedia.org/wiki/Salone_Internazionale_dei_Comics
Ma io non ho davvero tempo per starci dietro: ci sarebbero da scrivere un oceano di cose, nevvero, Luca? Quindi spero ci pensino altri più giovani e allenati alla wikiscrittura di me. Quanto alla scheda di Lucca Comics, effettivamente è da rifare. Immagino che chi l'ha fatta, l'abbia scritta in buona fede e senza conoscenza diretta, ovvio. Qualche ritocchino l'ho iniziato io, per dare il buon esempio, ma anche in questo caso sarebbe opportuno ci pensasse chi sa bene cosa scrivere di Lucca Comics e di Lucca Comics and Games. Con un po' di pazienza e buona volontà, magari si chiude la diatriba una volta per tutte. O, Luca, son troppo ottimista?

Caro Ettore Borzacchini (alias Giorgio), mi ricordo certamente che la proposta di far pagare l'ingresso alla mostra mercato venne da te.
Fu una proposta sciagurata (naturalmente avanzata a fin di bene) perché quel giorno il Salone dei Comics fu trasformato in un mercato con tutte le implicazioni connesse.
Ero contrario a quella innovazione, che certo garantiva anche finanziamenti inediti, perché avevo immaginato la mostra mercato come un momento per avvicinare liberamente il pubblico, soprattutto quello giovane, al cartooning, per poi coinvolgerlo nell'incontro con la storia dei comics e con le fantastiche testimonianze degli autori.

Quella nuova procedura di incontro, il pagamento del biglietto, deformava e forse smentiva tutti i principi per i quali il Salone era nato. Il cuore dell'iniziativa si spostava dal Giglio, momento magico di tutti gli incontri, alla mostra mercato che era un aspetto importante del Salone, ma non il principale. E naturalmente gli incassi al botteghino finirono per influenzare anche la filosofia del Salone.
Forse era una tappa improcrastinabile, ma quel giorno l'attenzione si spostò dall'emozione degli eventi culturali e delle partecipazioni degli autori agli incassi di bottega. Questa scelta finì poi per condizionarci tutti. Ma sotto il profilo dell'arricchimento umano non fu una crescita.
A chi mi domanda perché è opportuno raccontare storie vere e non balle che servono gli interessi minuti di questo o di quello, mi è facile rispondere: da quando mondo è mondo riferire avvenimenti di storia o di cronaca in modo tendenzioso o falso è sempre servito agli opportunisti per scopi poco nobili (Orwell insegna).
E poi non credo agli occasionali disinformati che scrivono candidamente castronerie.
Sempre con molto affetto, il Vostro R.

Trovare "Rinaldo" tra queste pagine è motivo, per me, di grande emozione. Si tratta di una persona che tanto ha dato al fumetto italiano ove ha espresso, culturalmente, una "classicità di livello" senza rinunciare a stili innovativi. Ovviamente mi riferisco alla sua attività di editore oltre a quella di grande organizzatore di mostre e fiere. Non so se abbia commesso errori, ma di un fatto sono sicuro: andrebbe continuamente elogiato; e se ne avesse ancora voglia: andrebbe "recuperato" in qualche modo a dare il suo impegno per il fumetto italiano. La mia ultima presenza a Lucca fu proprio nel '92 con lo stand dell'Intrepido. Ci ritornai per qualche ora un paio d'anni dopo: aveva perso la magia

che si respirava anni prima. Potrei raccontare tante cose: forse un giorno.

Saluti affettuosi Rinaldo.

Nestore

Anche a me fa piacere trovare Rinaldo Traini in questo blog, e lo saluto caramente anche se non ci siamo mai incontrati.
Come molti lettori ho qualche decina di anni sulle spalle (i "giovinastri" leggono forse degli altri siti in Internet, non questo che non ha i paraocchi) e ho sempre ammirato il signor Traini per le pubblicazioni che organizzava, dirigeva o editava.
Negli anni Ottanta era lui Mister Fumetto in Italia.

Poi la rivista "Comic Art" è stato il compendio di questa attività di studio e divulgazione e forse ha influenzato anche quelle che sono venute dopo, da Corto Maltese all'Eternauta, che pure aveva una dignità sua anche prima di passare alla Comic Art come edizioni.
In quegli anni non c'erano molte possibilità di informarsi su cosa avvenisse nel mondo del Fumetto e le rubriche di Comic Art e dell'Eternauta provvedevano allo scopo. Poche fanzines, Internet non esisteva ancora, "Fumo di China" se c'era era molto diverso e molto meno professionale di quello che è adesso.


Per questo, grazie al signor Traini se mi legge.

A Nestore vorrei chiedere, invece, che se ha aneddoti da raccontare lo faccia.
Non passerà inosservato.


Buona notte a tutti.

Forse un giorno Franco.
Ciao

A questo mondo la varietà delle tipologie umane è pressoché infinita: esistono anche candidi disinformati che scrivono candidamente castronerie. Diciamo anzi che in ognuno di noi c'è questo alter ego che può sempre manifestarsi.Anche il signor Traini, per piccole cose, anni ed anni or sono in uno scambio di opinioni scritte su Comic Art si dimostrò evasivo e disinformato: L'argomento era quello delle primigenie panoramiche di Jacovitti, riportato recentemente alla ribalta da Gianni Brunoro nel primo volume di Stampa alternativa dedicato alle panoramiche orizzontali del Nostro.
Insomma, nessuno è esente da imperfezioni.

Tomaso, ho visto che è uscito un secondo volume delle Panoramiche di Stampa Alternativa. Verticale.
Contenuto ottimo, ma stampa... assai alternativa. Sempre un po' malfatta, con i magenta troppo saturi che rovinano la qualità del lavoro.
E comunque... va preso.

Matteo: si, l'ho preso anch'io, anche se la qualità della riproduzione è quella che è.
Peccato che cronologicamente si sia partiri dal 1958, con le panoramiche del "Giorno", in genere della Domenica.
Ma di panoramiche verticali ce ne sono parecchie a partire dal 1941 in poi, di differenti grandezze e contenuto. Meno ripetitive.
Chissà, forse in futuro.

Qualcuno sa quanto ha disegnato Jacovitti? Ogni tanto qualcuno cita tale autore o talaltro come recordman della produzione, e poi, in continuazione, scopro che Jacovitti ha disegnato una cosa nuova di cui non sapevo nulla. Mi piacerebbe una quantificazione, anche poco precisa, perché mi chiedo se sia mai possibile realizzare una OperaOmnia del Maestro in un'unica collana di volumi.

Caro Tommaso, capita talvolta che anche persone preparatissime in una certa materia abbiano delle lacune. Tu citi un episodio di tanti anni fa che mi riguarda dove accertasti una mia vaghezza di informazioni su uno specifico tema. Non mi ricordo di questa occasione, ma non me ne stupisco perché lo scibile fumettistico è tanto ampio che non è alla portata di tutti rispondere sempre con cognizione su tutto.

Mah, Daniele, in questo blog scrivono alcuni fra i massimi esperti di Jacovitti a livello globale.
Sono tante, tante le tavole di Jacovitti.
Se ipotizziamo che abbia realizzato una tavola o un'illustrazione al giorno in media (e a volte di illustrazioni ne avrà anche realizzate 5 o 6 al giorno) , siccome ha lavorato indefessamente per circa 57 anni...
Il conto è presto fatto: calcolatrice alla mano sono circa 27.375.

Un'ecatombe.
Ho esagerato?


Non penso.


Per quanto riguarda le tavole a fumetti, grandi e piccole, Jacovitti dal 1940 all'inizio anni '90, dovrebbe averne disegnate circa 2000.Su questo punto è possibile fare il conto esatto contando l'enumerazione delle sue storie che appaione elencate nelle ultime cronologie di Franco Bellacci e Antonio Cadoni.
Per l'opera omnia, esiste ancora inedito uno studio di Franco Bellacci che mette in fila tutto quanto, dalle panoramiche alle catine di caramelle, dai manifesti cinematografici a quelli politici, alle carte da gioco e così via.
IO spero che prima o poi qualche audace editore pubblichi questa opera omnia, così potremo fare tutti il conto esatto.
Ma pare che fino ad ora gli editori abbiano storto il naso.
Mah?

Caro Traini, certo, come puoi ricordare tutto' nessuno lo potrebbe. La prima volta ci siamo visti a Lucca nel 1971, di fronte alla bella mostra su Jacovitti da te organizzata, con seguito di articolo apparso su "Comics"n°2 del1971.
Beh, certo, essere vaghi non è un reato. Comunque nello specifico la qiestione viene ritirata in ballo da Gianni Brunoro a pagina 8 ( Indagini panoramiche) nel volume edito da Stampa Alternativa "Jacorama",Settembre 2010.
Se hai tempo, se ne hai voglia, potresti leggere quelle due paginette e forse qualcosa potresti ricordare.Così come passatempo, come faccio io.
Per dire anche due parole sui vecchi tempi.

Tomaso, ma il lavoro di Bellacci sarebbe un saggio bio-bibliografico, mi pare di capire. Io per opera omnia intendevo proprio una collana di volumi che contenesse tutto-proprio-tutto quel che Jac ha realizzato.
Tornando al volume di Bellacci, mah, NPE qualcosa del Jac l'ha pubblicato, e la saggistica gli interessa, chissà che non faccia un pensierino anche su questo.

Il lavoro di Bellacci formato da più di 500 pagine è formato da una serie di schede che cronologicamente per genere e materia riportano tutto quello che Jacovitti ha prodotto.Una sorta di cronologia omnicomprensiva. Insomma l'elencazione di tutto quanto Jacovitti ha realizzato.
Io ho visionato solo qualche scheda relativa ad alcuni argomenti che mi interessavano: ad esempio i quaderni del dopoguerra con copertine di Jacovitti e/o di Craveri.Naturalmente in caso di pubblicazione le schede dovranno essere affiancate da immagini esplicative.
Ecco, però io pur conoscendo Bellacci fin dagli anni ottanta, non faccio parte in senso stretto degli "addetti ai lavori", quindi come osservatore esterno la mia conoscenza delle segrete cose è scarsa.
Ad esempio, certamente Rinaldo Traini ne sa più di me sulla mostra lucchese di Jacovitti del 1971, dell'intervista a lui fatta( solo orale , registrata, verbalizzata???) poi pubblicata cu "Comics" apparentemente in forma rimaneggiata. Ma se questi Grandi non hanno conservato le prove documentali dei fatti, non si ricordano perché troppa acqua è passata sotto ai ponti e poi fondamentalmente non hanno voglia e neppure motivazione per dire quello che sanno, la memoria delle cose si perde.
EHHH, che ci possiamo fare??'

AndreaMazzottaaaaaaaa!!! ^_^

Andrea Mazzotta: dopo l'uscita di "Jacovitti 60 anni di surrealismo a fumetti", certamente Franco Bellacci non ti può essere sconosciuto. Vogliamo deludere le speranze di Daniele??
Un tentativo si potrebbe almeno fare: che ne pensa Nicola Pesce???
Se ci sei batti un colpettino.

Ciao ancora cari lettori, siccome qui stanno chiamando Andrea Mazzotta forse c'è l'equivoco che pensiono che io sia lui. Ho risposto circa sei commenti sopra un paio di giorni fa, ma se ben guardate non sono "Andrea" con la "enne", sono "Adrea" come "Adrenalina", che è il nome datomi dai miei compagni di Liceo.
Tutta questa conversazione sulle malefatte a Lucca mi sembra interessante anche se capisco ben poco. Vedo che qualcuno ha scritto cose sbagliare forse in buona o forse in mala fede a suo vantaggio ed avete fatto bene a denunziare questa scorrettezza. Dopodiché una storia "vera" di come sono andate le cose, con personaggi e interpreti, sarebbe bene venisse scritta e fosse disponibile in rete per chi la desidera, perché mi risulta che se non ci fosse stata la prima manifestazione di Lucca non ci sarebbero nemmeno le decine di fiere e mostre che si tengono oggi.

Adrea: se non vado errato tutto partì da Bordighera nel 1965 con il primo salone internazionsle dei comics,anno nel quale ad Aprile non a caso nelle edicole apparve il primo numero di "Linus".
L'anno successivo

Tutto è nrrato nel bel volume delle edizioni "IF", Lucca città del fumetto i 40 anni ruggenti, a cura di Gianni BOno e Pier Luigi Gaspa. Ottobre 2006. Son ben 271 pagine ricche di illustrazioni.
Prezzo 30 euro.
Per quel che posso capire il volume mi pare ben equilibrato: che ne pensi Traini?? ti va bene??

Certo, Tomaso, ho anch'io quel volume e ce l'abbiamo in pochi, ma al Museo del Fumetto ne metteono in vendita delle copie ogni tanto insieme alle novità editoriali. E' possibile comprarlo all'ingresso. Non ha avuto diffusione nelle librerie ma sono cose che succedono.
Hai ragione: Bordighera e Linus. Le due cose si sono spalleggiare.

Diciamo che nel 1965 i tempi erano maturi per l'ingresso del Comic entrando dalla porta principale.
Comunque già dalla fine anno'50 giravano annunci di collezionisti, anche su albi:ricordo che su "Gordon" della Corno c'era pure una sorta di storia del Fumetto; ho ancora quegli albi da qualche parte.Comunque fu proprio con "Linus" che la faccenda ebbe diffusione nazionale.
Linus era una contraddizioni in termini, poichè pue essendo orientato a sinistra mitizzava soprattutto i comics di matrice statunitense, con l'eccezione del disegnatore Crepax e del suo "Neutron".
Poi arrivò il 1968: in autunno io partii con alcuni amici (colleghi d'insegnamento) e andammo a Parigi con la "500" per vedere la "rivoluzione" studentesca,
Mah, eravamo molto ingenui.
Non so dove fosse Traini, probabilmente a Lucca!!

mah, mi aspettavo un commento di Rinaldo Traini riguardo l'impostazione della prefazione di Brunoro al primo volume delle panoramiche jacovittesche edito da Stampa alternativa.
In fin dei conti lui veniva tirato in ballo.
Ma evidentemente il danzare non è congeniale al grande RINALDO.
PECCATO!!

Caro Prospero, risponderei volentieri dando un giudizio sul libro di Brunoro se l’avessi letto. Quando accadrà sarò felice di metterti al corrente nel dettaglio del mio pensiero in proposito.
Rispondo anche agli altri amici che mi citano il volume di Bono sulla storia del Salone. Dovete sapere che proprio questo volume ha acuito il conflitto tra Immagine e gli attuali organizzatori di Lucca Comics & Games.

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