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ROMANO SCARPA E ALTRI AUTORI ITALIANI ALL'ESTERO (parte I)

Hall

Avevamo intrapreso oltre un mese e mezzo fa il discorso sulle uscite all'estero di libri, estremamente lussuosi e curati, sui Disney Italiani: gli autori intorno ai quali con Leonardo Gori, Alberto Becattini e Andrea Sani si è scritto un tomo di prossima uscita, come ben sanno i lettori di Cartoonist Globale.

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Il discorso era iniziato nel post dal titolo ROMANO SCARPA "RICREATO", in GRECIA E IN SCANDINAVIA, un articoletto reso ormai obsoleto dall'inesorabile scorrere delle settimane.

Adesso il tutto va pesantemente aggiornato, anche perché si prevede l'uscita, soprattutto in Germania e in Scandinavia, di nuovi libri di e su importanti autori italiani.
La copertina del volume tedesco della Ehapa Verlag dedicato a Romano Scarpa, posizionato in apertura di post, la dice lunga.

Eccone il frontespizio, con il famoso Bunz, uomo capace di interloquire con i calcolatori elettronici di prima generazione...

Ecco il frontespizio

Artico Luca Boschi

E questo è uno dei miei articoli di presentazione ai volumi (rigorosamente in tedesco)...

Agente

Mentre sopra si vede la riproposta germanica della storia Paperino agente dell'F.B.I., che i lettori italiani, fortunatissimi, posso rileggersi priprio questo mese sui Grandi Classici Disney n. 311.

Riprendiamo il discorso.
Parecchi anni fa, il collezionista Marco Castelletta ebbe da Romano Scarpa questa bella illustrazione sopra, divenuta la copertina dell'ultimo volume della prestigiosa collana della Egmont Hall of Fame, dedicata a Romano Scarpa, appunto: il terzo volume dedicatogli dallo staffa della brava Solveig Thime.

Scarpa uno

A Scarpa erano stati dedicati i due volumi usciti nel 2004 e nel 2006, le cui copertine ripropongo sopra e sotto.
Quella del 2004 era stata disegnata appositamente da Romano.
Scarpa due

Anche questa volta, il titolare del presente blog è stato chiamato per contribuire con i redazionali. La selezione delle storie riguarda l'ultimo arco di attività del Maestro veneziano, e addirittura comprende tre storie ritrovate dopo la sua scomparsa.

Infatti, come forse alcuni lettori di Cartoonist Globale già sanno, alcune storie realizzate da Scarpa negli anni Ottanta vedranno la luce solo dopo la sua morte, avvenuta il 23 aprile 2005.

Tre di esse, benché in forma necessariamente un po’ diversa da come Scarpa le aveva concepite, sono riproposte nel volume del quale stiamo parlando.
Una è uscita in Grecia due mesi fa, in data agosto 2012, pubblicata nella rivista Komix, della quale riproduco sotto la copertina, di Don Rosa.

Don Rosa

Per raccontare la nascita di queste tre avventure di Topi e Paperi, e la loro riscoperta, dobbiamo fare un passo indietro nel tempo, tornando fino agli anni Sessanta del secolo scorso.
Gulp!

Romano-scarpa

In quel periodo, la Disney aveva messo in cantiere storie a fumetti destinate al mercato non statunitense, coinvolgendo disegnatori di varie nazionalità. Fra questi, contattati attraverso l’editore italiano di Topolino, Arnoldo Mondadori, erano presenti anche diversi italiani: da Luciano Bottaro a Giovan Battista Carpi, da Luciano Gatto a Marco Rota, e così via.

Si tratta di una produzione legata a storie di breve respiro all’interno della quale si sviluppa, per esempio, la saga di Fethry Duck, personaggio creato per l’occasione da Dick Kinney (1917-1985) e realizzato graficamente da un eccellente Al Hubbard (1915-1984) dopo un primo tentativo affidato alle matite dell’ormai stanco Tony Strobl (1915-1991).

Scarpa realizza per questo progetto, il “Disney Studio Overseas Project”, addirittura una sessantina di storie, spedite negli USA tra il 1965 e il 1979 e pubblicate contemporaneamente, almeno in buona parte, anche in Italia.

Alberto Becattini specifica, in un suo commento (del quale lo ringraziamo):

Una precisazione: Scarpa contribuisce allo Studio Program, prima tramite Mondadori, poi da indipendente, dal 1963 fino al 1990, quando il progetto viene effettivamente chiuso.

Il problema è che le storie da lui realizzate per lo Studio tra il 1988 e il 1990 restano per la maggior parte inedite (in assoluto, non solo in Italia). Questo pare sia accaduto a causa dello smantellamento di quello che prima si chiamava Comic Strip Department e del conseguente trasloco del Consumer Products Department in un altro, nuovo edificio all'interno degli studios di Burbank.

Durante tale trasloco - sigh! - andò perduto pure il cosiddetto "Bible Book", ovvero un registro sul quale l'art director Tom Golberg (Scarpa trattava con lui e con il boss Don MacLaughlin) aveva, tra il 1963 e il 1987, annotato titoli, codici e (soprattutto) attribuzioni di sceneggiature e disegni delle storie prodotte in seno allo Studio Program. Una vera disdetta, a causa della quale oggi siamo a domandarci chi siano i misteriosi autori di tante storie apparse con la siglatura "S".

ScassoUna di queste storie, scritta nel 1977 dallo sceneggiatore “veterano” Carl Fallberg, è nel sommario di questo volume della Egmont. S’intitola Uncle Scrooge: The Big Break-in, e viene pubblicata per la prima volta in Italia solo nell’agosto 1981 col titolo Zio Paperone e le suole da scasso.

A destra la prima tavola della versione italiana della storia, rimontata e con vignette a volte stondate negli angoli (come all'epoca usava).

In seguito, Scarpa continuerà a collaborare come autore completo con gli studi Disney di Burbank (senza più l’intermediazione dell’editore italiano). Questo nuovo rapporto produce i suoi frutti a partire dal 1980, fino all’improvvisa chiusura di questo cosiddetto Studio Program, che avviene nel 1985.

Così, svariate storie dell’ultimo periodo dello Studio (1983-1985) rimangono incomplete per il venir meno delle loro possibilità di pubblicazione. Le loro tavole, già inchiostrate ma prive dei dialoghi, solo in parte vengono archiviate, perché non verranno mai registrate. Negli anni seguenti, alcune di esse giungeranno in mano a dei collezionisti, mentre i dattiloscritti con le didascalie e i dialoghi, destinati a un lettering che non sarà ormai più eseguito, sono semplicemente distrutti.

Purtroppo, nemmeno Scarpa conserverà copia delle sue storie complete o delle sue sceneggiature. Con una parziale eccezione. È la storia che finalmente debutterà nel 2006 in Svezia sul n. 11 di Kalle Anka e in Danimarca su Ander And & C. n. 11. La storia s’intitola Don't Worry About That, e ha come protagonista Pippo.

È un fumetto di dieci pagine, ancora inedito in Italia, rimasto incompiuto quando questo tipo di produzione viene interrotta, ma che per fortuna Scarpa fotocopia a titolo di documentazione.

Scarpa-riprese-ainhoo

Nell’estate 2004, già malato, l’autore recupera e risistema le fotocopie delle tavole compiute, ne riscrive il testo (andato perduto) e affida il compito di inchiostrare le ultime due pagine, ancora tracciate a matita, al disegnatore spagnolo Wanda Gattino (che a dispetto del nome, apparentemente femminile, è un uomo).

La storia è ancora lunga, ma per il momento interrompiamo qui il tutto, rimandandovi alla seconda e alla terza parte della disamina. Chiudiamo (anzi, "socchiudiamo") con una bella copertina della collana scandinava realizzata da Marco Rota per un volume a lui dedicato, con Paperino versione infante.

Hr-Rota

Le foto sono tratte dalla rivista IF (quella in bianco e nero), con l'autore alla cosiddetta "verticale", antica maccina da ripresa per i film animati.
L'altra è uno screenshot da una puntata di TG l'Una, nella quale Scarpa era ospite insieme a Enzo Biagi.

(fine della prima parte)

© Disney per le immagini.

LINK CORRELATI

ROMANO SCARPA "RICREATO", in GRECIA E IN SCANDINAVIA

SU TESORI 15... E SU GIANCARLO TONNA!

IN ARRIVO LE PAPEROLIMPIADI

ANCORA SU DISNEY ANNI D'ORO 9 (e l'inedito di Romano Scarpa)

IL COFANETTO DEI DISNEY ITALIANI 2012

UN "TUTTOROMANOSCARPA" IN GERMANIA!

Commenti

Quando si parla di Scarpa almeno un atto di presenza bisogna farlo.

Omaggi, ordunque!
E grazie per queste belle storie.

Bene! Segnalo agli avventori che il "TG L’Una" citato andò in onda naturalmente su Rai 1 il 30 ottobre 1988, tre quarti d'ora in cui il conduttore Giuseppe Breveglieri intervista gli ospiti Enzo Biagi, Maria Teresa Fendi e Romano Scarpa, il quale realizza un paio di disegni e parla di fumetti, Walt Disney e una tale Brigitta MacBridge... ;-)

Si vede qualcosa su http://www.youtube.com/watch?v=8xBMZqwkQt4

Molto belli questìi libri! Noi in Italia invece ci becchiamo l'ennesime ristampe di Barks sugli Incas e così via. Va bene, ma personalmente non ne posso più, vorrei vedere altro, Scarpa, Don Rosa, Bottaro...


Dopo la Dinastia dei Paperi che senso ha ribadire le storie di Barks?
E che traduzione sarà, questa qua?


Mah!!!

Ohilà!


Precisazione... Come scrivevo nel messaggio gentilmente riportato da Luca nel corpo di questo post, lo Studio Program termina nel 1990 (non nel 1985). L'ultima storia prodotta nell'ambito di tale progetto risulta essere, secondo l'I.N.D.U.C.K.S.,


S 90008 Winnie the Pooh - Piglet's Monkey, sceneggiata da Ed Nofziger e disegnata con tutta probabilità da Anibal Rodriguez Uzal per il Jaime Diaz Studio.


La chiusura dello Studio Program fu determinata dalla volontà di Greg Crosby (allora a capo della Consumer Products Division) di lanciare la Disney Publications e pubblicare in proprio gli albi dedicati ai personaggi Disney. Ecco dunque che diversi autori già presenti nelle ultime storie dello Studio Program (ivi compresi i disegnatori del Jaime Diaz Studio) furono "riconvertiti" sulle varie testate che Disney aprì in quell'anno.


Tra questi, ahinoi, non figurava Scarpa, la cui ultima storia targata "S" (inedita, credo) risale dunque al 1990, se non addirittura al 1989.


Salutoni,
Alberto

Da piccolo ero letteralmente terrorizzato, ma alla fine magneticamente attratto, dalla storia in cui Macchia Nera ipnotizzava Topolino!

E ora l'hanno usata per farci una copertina in quel di Oslo, Theo!
Imprinting...

Stavo quasi pensandi di provare ad approfondire la questione della scuola Disney italiana presso il pubblico statunitense, e allo scopo sto anche riordinando le mie edizioni USA, e recuperando parte delle cose uscite.
Credo sia veramente importante riuscire a trasmettere l’importanza essenziale avuta dalla scuola italiana nel coltivare lo sviluppo del fumetto disneyano, e nel portarlo avanti con coerenza mantenendosi fedele alle basi. Questa cosa non è percepita dal pubblico statunitense, che resta legato alla famiglia dei Paperi ed a Barks grazie alle continue ristampe, ma per il quale Topolino è stato ridotto quasi ad un pupazzo per il merchandising già dagli anni 1980.

Non so come ci si potrebbe muovere, ma vorrei colmare questa lacuna informativa e fornire al pubblico statunitense gli strumenti per comprendere il lavoro fatto dai nostri grandi autori.

Hai ragione, caro Claudio!
Bisognerebbe farlo!
Nel frattempo ho letto l'altro commento, che mi/ci hanno girato.
Adesso rispondo, prima rifletto.
A parte questo, c'è una cosa che vorrei chiederti...

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