Successivo » « Precedente

JULES FEIFFER, LINUS E UNA NOTA SU FACEBOOK

Mobile

RobertobarniChe effetto fa rileggere oggi, due anni e mezzo circa dopo la sua "emissione", il contenuto di questo post che rimanda ai leggendari (si fa per dire) anni Sessanta, quelli che saranno celebrati, a metà dicembre 2012, da una manifestazione artistica composita della quale ancora non possiamo parlare, ma che vedrà la nostra partecipazione?

Ai lettori (più o meno fedeli) la valutazione.

Grazie a questa circostanza, riprendo il discorso su e con l'amica di lunga pezza Lia Frosini (ciao!), che a suo tempo mi ha scritto più volte nelle pagine del Luca Boschi (GULP!) Fan Club, organizzate e curate da Claudia Checcaglini (ciao anche a te! Hai trovato la libreria Boulinier in Boulevard Saint-Michel?) per sapere qualcosa sulle quotazioni di Linus, un argomento che potrebbe interessare a molti.

Ad altre sedi rimbalziamo le discettazioni sul superamento dell'informale nell'arte pop, sentito come un vuoto esercizio accademico, sull'avvicinamento alla realtà attraverso un recupero degli oggetti che conducono più di un artista ad un segno pittorico sempre più netto, fino ad arrivare alla fase Pop vera e propria.
Chiaro?
Limpido!
Recoaro!

Buscioni_

Cerchiamo di svolgere il discorso in due tempi, ma per questo serve la partecipazioni di alcuni esperti di mercato, di prezzi, di bancarelle rionali e di circuiti antiquari.
Non che il sottoscritto non lo sia, ma questa materia è talmente aleatoria e controversa...

Charliebrownfootball

La nostra amatissima rivista, influente e formativa, senza la quale il Fumetto italiano (e non solo) non sarebbe stato quello di oggi, merita assolutamente una riscoperta. Un gruppo di valenti indicizzatori dell'INDUCKS, un paio di anni fa si era riproposto di schedarne tutti i contenuti, almeno quelli relativi ai suoi primi anni di vita, i più importanti, mettendo poi in rete il risultato del suo lavoro.

I © sono dei vari, rispettivi aventi diritto.

Linushawke Spero che questo proposito si concretizzi.
Se così fosse, forse, davanti a un probabile nuovo interesse per il mensile (lanciato dalla Figure Sas, poi edito dalla Milano Libri, quindi da Rizzoli e da Baldini & Castoldi) anche le quotazioni dei suoi arretrati al mercato del collezionismo salirebbero.

Lo stesso avverrebbe anche per gli interessantissimi e giocosi, talvolta carnevaleschi (come spirito) supplementi della rivista, la copertina del primo dei quali, abbastanza raro, ho riprodotto sopra.
Smagliante ed evocativa, no?

Linus pubblicava, nei suoi anni migliori, fumetti eccezionali e indimenticabili, da B.C. di Johnny Hart (al quale accennava con nostalgia Mario Gomboli, presidente della Giuria del Premio Micheluzzi durante i lavori della giuria stessa a Napoli COMICON) a Krazy Kat di George Herriman, da Beetle Bailey di Mort Walker a Pogo di Walt Kelly, al Li'l Abner e Fearless Fosdick di Al Capp (dei quali abbiamo trattato più volte fra cui questo post, e dei quali parlerà in ben tre punti diversi il prossimo numero della rivista Fumetto dell'ANAFI, in uscita il 22 maggio alla Mostra del Fumetto di Reggio Emilia) alle tavole satirico-politiche di Jules Feiffer.

Jeff Overturf Mutt & Jeff002

Sulla commercialità dei Linus arretrati non potrei fornire cifre precise, ma alcune settimane fa un lettore rispondeva in un commento a Lia Frosini in questo modo (non ne ho copiato il nome e mi scuso con lui, o meglio, vedo che si firma Dottor Chi):

WaltKelly_Pogo_1964-03-08_96

Per quel che ne so io (rispondo a Lia) i "Linus" non valgono moltissimo, dipende solo da chi li acquista, se è intenzionato a spendere tanto o no. Ma se è una collezione con quelli in formato grande, qualche soldo possono valere.

Se ci sono le prime annate (dal '65 al '70, per esempio) e sono in buono stato, con tutte le pagine e non troppo vissuti, credo che la prima 100 euro li possa valere, poi fai una cinquantina ad altra annata. Quindi, con solo 69 (ah, che numero!!!) fascicoli potresti ricavare in totale 450 euro.

Ho fatto questo calcolo perché ogni anno ha 12 numeri, ma il 1965 parte da aprile e ne ha solo nove. Quindi, 69 numeri.
I numeri sparsi, da soli valgono molto meno. Ma se hai davvero il primo (e non una delle sue ristampe anastatiche) potresti farti pagare 60-80 euro da solo quello.

Mettendolo su e-Bay forse anche di più.
Un po' di valore ha anche il n. 9, perché contiene un interessante servizio su Topolino, scritto da Franco De Giacomo, e una storia, quella di Topolino contro il Gatto Nip
.

Per gli appassionati Disney quel numero ha un suo valore e in una collazione di partecipazioni speciali ha un suo significato, quindi la domanda è superiore ai numeri precedenti e successivi.

Ma davvero vuoi disfarti di una collezione così bella, Lia?
Scritto da: Dottor Chi


Jeff Overturf Mutt & Jeff

Più di questo non saprei davvero cosa dire, in assenza di dati più precisi.
Ma, come dicevo prima, qualcuno forse può correre in soccorso.
O magari qualcuno potrebbe essere interessato all'acquisto!

Gianni Ruffi


In chiusura di questo post, , chi conosce bene l'inglese può gustarsi una recente intervista radiofonica di Feiffer al The Leonard Lopate Show.

Sulla mia assenza da Facebook, che ha lasciato perplessa Lia e un po' di altri amici, ho scritto tanti anni fa, ma eviterò di farlo ancora per non far innervosire Francesco Spreafico, che ha un'opinione diversa (sicuramente migliore e meno inquinata della mia). Ma tant'è!
("Tant'è" che???)

Diciamo che mi sembra più interessante comunicare attraverso il blog che con Facebook, Twitter o altri social network stradilaganti.
A questo proposito, mi sento di condividere le osservazioni di Lexi Amberson, che ancora una volta cito (dopo tanti mesi).
Il suo sito è a quest'indirizzo.

Killed by Facebook

Marat-1Incidentalmente, Renato Pallavicini spedisce oggi (25 ottobre 2012) una curiosa aggiunta all'immagine photoshoppata (sopra) da Alexandra.

E dice:

Tra le immagini metti anche una versione aggiornata del celebre quadro di David su Murat ucciso nel bagno. L’avevo trovata anch’io qualche settimana fa e la tenevo da parte per farci un eventuale post. Ma visto che mi offri l’occasione ti mando qualche «aggiunta» al tuo.

La posa del braccio abbandonato al di fuori della vasca è uno dei «particolari» più noti della Storia dell’Arte.
Curiosamente ne ho trovato una sorta di citazione in una tavola del
Tarzan di Burne Hogarth (Episodio 3, pag 21 della recente riedizione curata dalla Magic Press). Ti mando le immagini a confronto. Nulla più che una curiosità, ma divertente.

Il disegno è di Joe Kubert.

Kubert

Ed ecco Lexi:

Non dico che Facebook abbia ucciso i blog. Però una bella botta gliel’ha data eccome. Rendendo pigri e distraendo coloro che, fino a qualche anno fa, “perdevano tempo” a comporre un post per il proprio sito. Rubando una marea di lettori per i quali, dopotutto, lasciare un commento qua o là è la stessa cosa, però è sempre meglio fare la cacca dove più gente possibile può metterci il piede sopra. Ci si sente più partecipi e meno soli.

L’unica cosa positiva di Facebook è che la mancanza di un archivio lo fa assomigliare allo scarico di un gabinetto, dove fortunatamente l’acqua scorre senza sosta portandosi subito nella fogna tutto quello che si è detto in precedenza.

Personalmente, per quanto posso ancora farlo, mi piace sempre trovarmi da sola davanti alla pagina bianca del mio blog.

Vederla pian piano riempirsi dei pensieri che ho in testa mi dà ancora un certo piacere e rimane il modo preferito che ho di esprimere me stessa nel tempo che trascorro al computer.

Feiffer



Jules-Feiffer

Il critico

Commenti

Soprattutto Pogo vale la pena di essere letto.
Io non venderei quei "Linus" c'è dentro un patrimonio di conoscenza. Ron Envy ha scritto un assaggio di saggio su Pogo qui:

http://ronevry.com/kelly.html
Walt Kelly came back into comic books (he had briefly contributed to some of the pioneering first books in the early thirties) after giving the Disney Studios a half a decade of service as a top-notch animator. During the early forties, he churned out one children's comic book story after another for Western Publishing, featuring characters such as The Brownies, Our Gang and Santa Claus.
He did occasional Donald Duck stories, and his Disney comic covers are all considered classics by collectors.

In the back pages of Animal Comics, Kelly created a feature entitled Bumbazine and Albert, concerning a young boy who hung out with and talked to the animals in the swamp, notably an alligator named Albert who had a habit of eating everything in sight. Eventually, Pogo Possum joined the strip, and Bumbazine was eased out and Pogo worked his way into top billing, and enjoyed a good run in his own comic book.

While working as the art director of the New York Star (the short-lived descendant of the radically innovative, ad-free PM, Kelly introduced Pogo as a newspaper comic strip. When the Star folded, Kelly brought Pogo into national syndication. Newspaper readers took Kelly's marsupial to heart, and enthusiastically followed not only mild-mannered Pogo and short-fused Albert, but an array of literally hundreds of characters over the years, including Churchy La Femme, the enthusiastic and poetic turtle; Howland Owl, the empty-headed know-it-all; iron-willed Miz Beaver; Porky Pine, whose wit was as barbed and caustic as his needle-like hide; Seminole Sam, the sly fox; Deacon Mushrat, the hypocritical spiritual leader; Beauregard Hound Dog, loyal and true and not too proud to let everyone know about it; P. T. Bridgeport, a showman and promoter bear; Mr. Tammanny, the tiger; Sarcophagus Macabre, the vulture; gun totin' Wiley Catt; assorted bats, bugs, worms and fish and every kind of creature under the sun.

Very early in Pogo's run, Kelly introduced Simple J. Malarkey, a cat who bore a strong resemblence to Senator Joseph McCarthy in both appearence and behavior. This was the first of what were to be many biting caricatures of public officials that continued until the last days of the strip.
In 1964 and 1968, Kelly produced two versions of his strips, one featuring strong political satire, and alternate strips featuring cute bunny rabbits engaged in silly dialogue for newspapers that wouldn't print the first strips.

condivido in pieno tutto, dalla considerazione di non vendere i vecchi bellissimi linus (a me piaciono tutti, fino a tutti gli anni 80) alle considerazioni su facebook (bello il paragone con lo scarico del gabinetto), che continua a sembrarmi sempre più un'inutile onanismo di gruppo, un grande narcisistico distrattore di tempo... è sicuramente molto utile per mantenere e creare nuovi contatti, ma poi tutto deve inevitabilmente viaggiare su altri canali.

ma perche' Milton Caniff e' un "verboten product"?

Il progetto di schedatura dei Linus e' momentaneamente quiescente, ma un po' di lavoro si era fatto, ed e' disponibile qui:
http://www.dimensionedelta.net/jones/linus/linus_it.html

Salve, non ci sentiamo da tanti mesi.
Tutto bene?
Paolo, dove hai letto che Milton Caniff e' un "verboten product"?

Oppure lo dice Feiffer nella sua intervista (ho ascoltato solo l'inizio, parla con un inglese correttissimo, è molto bella, aspettavo stasera per avere il tempo di godermela).


Forse le sue donnine erano troppo sexy per essere tollerate da alcuni benpensanti con pruderie incorporate?


Troppi sproloqui?

Ma mi sembra normale, in fondo "Linus" parla anche molto di attualitò e di malefatte dei politici e dei filibustieri (a volte c'è coincidenza").


Non basterà avere un "grave indizio di reato" per chiedere un'intercettazione a carico di un personaggio sospetto, ma si dovrà essere certi, come scrive la legge, che "le utenze siano intestate a soggetti indagati o siano agli stessi effettivamente e attualmente in uso". E qualora la registrazione della telefonata dovesse riguardare "soggetti diversi" che hanno rapporti con l'indagato, si potrà procedere soltanto se, "sulla base di specifici atti di indagine risultano a conoscenza dei fatti per i quali si procede". Non solo, dovranno esistere "concreti elementi per ritenere che le relative conversazioni o comunicazioni siano direttamente attinenti ai medesimi fatti".

Non è che la prima di altre "trappole" disseminate lungo i 35 commi. Prima ancora di richiedere e ottenere le intercettazioni che devono provare l'esistenza del delitto, il pm dovrebbe disporre ancora prima della prova che invece va cercando con l'ascolto. Non solo: ma deve avere anche la certezza che "i fatti" per cui vuole "sentire" più di un telefono siano pure gli stessi.


Se non altro Facebook serve a raccogliere le firme contro questo scempio che i furbastri (evidentemente interessati a non far incarcerare molte, molte persone della loro area di riferimento - altre spiegazioni non ve ne sono - ) cercano di mettere in pratica, in modo che ladri, delinquenti, truffatori e altra bella gente rimanga impunita:


http://www.facebook.com/pages/Liberta-e-partecipazione/119377854750382?v=wall&ref=search


Un'esempio dei trucchi voluti dall'Angelino (o ordinaigli dal suo proprietario)?


A Trani indagavano per un anomalo comportamento dell'American Express nella gestione delle carte di credito revolving.

Ma sono finiti a scoprire le pressioni di Berlusconi per mettere a tacere talk show come Annozero e Ballarò. Bene, trattandosi di "fatti" differenti, quelle intercettazioni non sarebbero più state possibili.
E lasciamo perdere.

Andiamo in edicola a coprare Linus, che è meglio.

Verbena: l'ho letto nella tavola di Pogo pubblicata nel post... E' chiaramente un'ironia di Walt Kelly, ma questo vuol dire che ci doveva essere stato un qualche problema di censura (magari collegata al famoso saggio del professor Comesichiama sugli effetti malvagi dei fumetti sulla gioventu')

Non credo che il patriotticissimo Steve Canyon di Caniff possa aver destato le ire del prof. Wertham (che se la prendeva principalmente coi comic books)... quel "verboten" potrebbe essere un riferimento al fatto che la striscia rappresentava "la concorrenza" (era anche distribuita da un diverso syndicate). O forse erano gia' iniziate le polemiche per l'*eccessivo* patriottismo di Caniff? Qui siamo nel 1964, non saprei...

Quello che mi stupisce è che nel 1964 ci siano stati dei fumetti così "referenziali", vale a dire che in una storia a fumetti si parlasse di se stessi (Pogo e il coccodrillo guardano il panorama alludendo a come il disegnatore l'abbia raffigurato bene, non come lo farebbero Topolino e Pippo, per dire) e poi che all'interno della tavola si citi un altro autore di fumetti effettivamente esistente, nome e cognome.

Non importa se è per parlarne bene o male o se è per denunciarne una censura. Tutta roba strana.
Pogo mi manca, non so se questa tavola è stata tradotta in italiano, ma non penso. E per chi lo sa, se invece è su un "Linus" come se la sono cavata i traduttori italiani?


Linus non pubblicava Milton Caniff, credo. E i lettori che cosa potevano capire?


Grandissimo Feiffer, disegna da Dio, penso che anche le sue idee non siano banali e meriterebbero un approfondimento.


Quante cose non conosciamo in Italia!
Il paese che taglia i fondi alla musica lirica, il paese dell'infamia.
Hanno fatto bene a protestare i lavoratori del Teatro, oggi contro questi infami che intendono distruggere ogni forma di cultura per lasciare spazio alle stronzate (scusate) delle TV.
Apri la televisione, anche ora, e anche sui tre della Rai si vedono cose raccapriccianti. Mediaset è normale, fa parte del piano della P2, ma anche la Rai... C'era quel Sandro Majer... Da prendere a gavettoni! Madonna, quanti servi!!!

Ma com'è che quando si apre la schermata di Google ( http://www.google.it/ig?refresh=1 ), compare subito Lexi Amberson (che sputa fiele contro Al Gore, tra l'altro, ce ne fossero come lui! Sono perché non è di destra, petroliere, bugiardo e infingardo, non va bene?)?


Quanto avrà pagato?
Oppure, quanto gli rende?
Mi sembra sbilanciato, con tutta la simpatia.


La domanda non è retorica, vorrei proprio capire. Appare il suo blog tre volte di fila e niente degli altri, di tutto il mondo.

Anch'io penso che Linus si debba trattenere seco e studiare e rileggere. Il tesoro che nasconde e contiene è maggiore del prezzo che se ne ricaverebbe.

Poi, la sua apertura alla satira fu magnifica.
Oggi ce ne sarebbe di che far satira.

Per esempio, abbiamo saputo oggi che le sofferenze per la pedofilia nella Chiesa erano state annunciate nel Terzo segreto di Fatima, un peccato «realmente terrificante», una delle «più grandi persecuzioni» che non viene da fuori, ma «da dentro la chiesa stessa».

Non è un po' "comodo" dirlo, riportando tutto in un quadro misterioso e "previsto" dalla... Madonna????


E allo scandalo degli abusi è andato il pensiero di papa Benedetto XVI nelle pri-me battute pronunciate sull’aereo che lo ha condotto questa mattina in Portogallo, per un viaggio di quattro giorni che lo vedrà a Lisbona, Fatima e Oporto.

Ecco, io credo che questo Medio Evo ce lo dobbiamo lasctiare alle spalle.
Ma quando accadrà?
Scusate l'OT.

Caro Luca, vorrei mandarti una piccola precisazione e un'immagine relativa ai supplementi di Linus. Come faccio a inserirla nel commento?

Ciao, Renato!


Ti rispondo al volo!
Mi sa che TypePad non consento di inserire immagini... Anzi, ne sono certo!
Allora, ti mando un mio indirizzo e ci penso io. Dedico al tutto un post apposito e lo linko a questo, così è tutto più visibile, va bene?


Grazie e a tra poco!

Luca


Ok! Attendo e grazie.
Rep

Grazie per aver riportato alla luce il Carosello con Capitan Trinchetto, che avevo rimosso.
Lo slogan "chiaro... limpido... Recoaro" era diffusissimo in casa mia da bambina. E non ricordavo da cosa provenisse.
Belli questi salti nel tempo.
Il supplemento di Linus con Jeff Hawke in copertina so di averlo visto in casa di mio fratello, mi piacerebbe un mondo toccarlo e anche rileggerlo!

Mariagiulia, è l'immagine inviatami da Renato Pallavicini, la copertina del supplemento di "Linus"!
Me ne ha inviate anche altre assai interessanti, a suo tempo, da "Ali Baba", e non ho ancora avuto l'opportunità di pubblicarle.
Ma non si dispera mai...

D'accordo su faCEBOOK con Lexi Amberson.
A proposito, il suo blog ì "fallito"!?

Io non ci capisco nulla [come al solito, non più del solito! :-]
Della scuola pistoiese ci sono Barni e Buscioni. Manca Ruffi:
un mare a dondolo, una gabbia-trappola...
visto che si parla di Facebook... non ci starebbe bene?
E Soraia anche manca. Il resto lo guardo dopo.

Salve, arrivo adesso. Ma chi è Soraia?
La moglie ripudiata dell'Aga Khan, quel fiolduncan?
Ha a che fare con Farh Dibah, Mah, Chissàhhhhhhhhhhh.


Scuola Pistoiese: io sapevo che ce n'erano quattro e mancherebbe anche un certo Natalini, che si chiama come Hitler, ma non ha i baffi.
Si laureò nel 1966 a Firenze e, nel medesimo anno, fondò il Superstudio con Cristiano Toraldo di Francia e altri. L'esperienza del Superstudio terminò dopo circa venti anni; i progetti maturati durante quel periodo trovarono ampio risalto sulle riviste specializzate.

Alla fine degli anni Sessanta, favolosi alla faccia di Minò Gianni il cubano, con Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi è stato membro della Scuola di Pistoia. È stato anche eletto Accademico delle Arti del Disegno di Firenze, poffarbacco!


Proseguendo l'attività autonoma, Natalini elaborò una serie di progetti in Italia, Germania e Olanda. Docente presso l'Università di Firenze, nel 1991, assieme a Fabrizio Natalini, creò lo studio "Natalini Architetti".
È considerato uno degli iniziatori dell'Architettura Radicale.
E quindi non va dimenticato.
Ma io ci capisco meno di Spamaps.

A parte i modi scherzosi con i quali raccontate le cose, ragazzi, Natalini è anche stato l'artefice del restauro del Teatro Politeama di Poggibonsi (1997), dove adesso si tiene la mostra di Moebius, collegata al libro che sta per uscire fra un paio di settimane: Inside Moebius.
Questo lo sapete bene.

Ruffi in realtà c'è.
Questo è un post dalle immagini bellissime.
Vi offro un altro input.
So che conoscete bene Marco Pugacioff, che a volte scrive anche in questo blog.
Allora, di suo vi suggerisco questo link, se volete divertirvi.
Mi ha appena inviato questa segnalazione: un articoletto sulle storielle intorno al bibliotecario fiorento del 1700, dall'enorme memoria.

C'è da pensare che fosse la reincarnazione di Pico de Paperis... cioè Della Mirandola.
Grazie ai Marco.

http://www.mastromarcopugacioff.it/Articoli/antonio_magliabechi.htm

Prendo spunto dalla nota su facebook, carissimo Luca, per scrivere che sono daccordo con Lexi Amberson, della quale non conossco il blog, mi riprometto di farci un alto questo fine settimana! I blog sono, a mio avviso, il mezzo migliore per far defluire in maniera coerente e completa i propri pensieri, opinioni e quant'altro.
Facebook è troppo veloce, troppo congestione e cone delle regole di condivisione e dia rchiviazione alquanto discutibili.
Quando vuoi far girare una notizia che per te è davvero importante (eventi, promozioni che sono pubblicità et simili) non sempre si riesce ad agganciare tutto l'eventuale pubblico, ma solo una parte.. E' la notizia invecchia troppo velocemente.
Però è pur vero che è una piazza virtuale stracolma e variegata con cui bisogna fare i conti...
OT: Ci vedremo a Lucca, vestirò una maglietta con stampata una copertina della fanzine fumettomania, così sarò riconoscibile, ed inoltre sono pure calvo.

Come sostanza di base Natalini non è illustratore,
non è pittore e neppure operatore estetico:
è diciamo....un architetto.
Soraia è un artista fuori sistema.
Ruffi c'è perchè ce lo avete messo dopo.
Alle 13.02.09 non c'era.
E se ci aggiungete Melani alle 16.30
poi non venitemi a dire che era c'era anche prima.
Certo che c'era prima!
E' proprio per questo che sono venuti gli altri.... dopo.

Linus: ho tutti i cinquecentosettantuno numeri usciti e li amo dal primo all'ultimo ma dopo tanta nostalgia per i primi magici anni, vorrei spezzare una lancia a favore dell'attuale gestione del giornalino.
Quando lo trovo nella cassetta della posta (sono abbonato da oltre vent'anni!) è sempre un'emozione. So già cosa ci troverò dentro (sommario abbastanza immutabile, quasi stile Settimana Enigmistica), ma non cerco sorprese, bensì emozioni. Lo apro, lo sfoglio, leggo Doonesbury prima di tutto, poi una sbirciatina alle recensioni di Michele Serra e Filippo Mazzarella.
Alla fine ho letto tutti i fumetti e quasi tutti gli atricoli, cosa che nella storia delle riviste a fumetti non accadeva spesso.
Mancano (forse) le storie lunghe (a puntate) come ai vecchi tempi, ma Ralf Konig, Sergio Ponchione e recentemente anche Tuono Pettinato sono ottime varianti rispetto alle strisce dominanti.

Leggete e diffondete Linus!!!

Per quanto riguarda le quotazioni confermo quelle del Dottor Chi aggiungendo che e-Bay non fa testo e che i rari allegati sono ovviamente quotatissimi, primo fra tutti l'album delle figurine allegato al n. 73.

Scrivi un commento