Successivo » « Precedente

GIORGIO DE GASPARI: IL MASSIMO ILLUSTRATORE DEL NOVECENTO

Autoritratto

Se n'è andato quello che dai colleghi (Ferdinando Tacconi, Gino D'Antonio, Aldo Di Gennaro, che lo considerava un Maestro) era ritenuto il massimo illustratore italiano del Novecento.

E' Giorgio De Gaspari, sopra in un suo autoritratto, probabilmente inedito, come la maggioranza dei suoi disegni e dei suoi dipinti realizzati (a biro, a carboncino, con qualsivoglia tecnica, spesso su carta di risulta) negli ultimi decenni, dopo che si era ritirato dal consesso civile (per così dire).

De Gaspari se n'è andato il 16 ottobre al reparto geriatrico dell’ospedale di Venezia, era nato il 30 gennaio 1927 a Milano (ma c'è chi riporta a Varese o in provincia di Varese, a nord della metropoli lombarda, attuale "capitale immorale" dell'Italy), dove si era diplomato al liceo artistico di Brera e alla Scuola serale del nudo.
Su di lui grava il dubbio sull'identità di un quasi omonimo G. De Gaspari che ha disegnato fumetti (veri e propri, con i balloons!) sul Corriere dei Piccoli: era ancora lui, oppure no?
Gli studiosi sono divisi su questo punto.

Domenica del Corriere De Gaspari

Certo è che le sue prime, certificate collaborazioni editoriali sono per lo stesso editore, in particolare la Domenica del Corriere, per la quale De Gaspari illustra anche molte copertine e grandi "fatti di cronaca" (in realtà a volte inventati di sana pianta da due giornalisti: Giuseppe Baracchi, che mi rivelò queste modalità, e Mauro Senesi, padre del ben più noto Vauro).

GaspariBagpipe

GaspariHell

In seguito, come illustratore di libri, De Gaspari collabora anche con il leggendario Studio D’Ami dei fratelli Roy (Rinaldo) e Piero Dami, soprattutto per case editrici inglesi, a cominciare dalla Fleetway.

War14A questa attività si riferiscono le due illustrazioni sopra.

Il bel blog Illustration Art Gallery, che onora Cartoonist Globale citandolo in un suo articolo dell'anno scorso su De Gaspari, enumera queste sue partecipazioni nel Regno Unito:

De Gaspari's first cover in the UK appeared on the Sexton Blake Library in February 1958, gracing Peter Saxon's 'The Sea Tigers'; his second (and last) cover showed his talent for variety, illustrating 'Collapse of Stout Party' by Jack Trevor Story.

De Gaspari thereafter turned his talents to provinding covers for Fleetway's many pocket libraries, including Cowboy Picture Library (30 covers, 1958-60), Thriller Picture Library (39 covers, 1958-60) and Super Detective Library (4 covers, 1960).

However, it was with his work for War Picture Library that he is mainly known in the UK. Beginning with the very first issue in September 1958, De Gaspari produced 32 of the first 48 covers (1958-60); his painting began to appear less frequently after that but were still appearing regularly until 1961, during which period (1960-61) he also contributed 12 covers to Air Ace Picture Library and the debut number of Battle Picture Library (1961).

AirAcePL-005

AirAcePL-043

AirAcePL-023

A brief resurgence in 1966 marked the end of De Gaspari's original appearances in the UK, although his work continued to appear, albeit infrequently, on book covers and in Reader's Digest Condensed Books.


Eccolo, quindi, sul Reader’s Digest ed Epoca, anche nel periodo della direzione di Enzo Biagi.

De Gaspari, dopo aver girato un po' il mondo, si isolerà in una casa di Pellestrina, isoletta della laguna di Venezia dove, tra l'altro, era sito anche quell'edificio che Romano Scarpa aveva voluto ridisegnare nella storia Pippo e i parastinchi di Olympia (1972).

Celeste_pellestrina

Stava da solo, disegnava e dipingeva, sbarcava il lunario imbarcandosi alla volta di Piazza San Marco, dove ritraeva i turisti e viveva con questi proventi. Non cedeva mai gli originali dei ritratti, ma solo le loro fotocopie, che firmava con quello che era divenuto il suo pseudonimo: El Foresto.

El Foresto

Un annetto fa, Aldo Di Gennaro mi dissse che De Gaspari si era autoritratto in una vignetta dove scappava da un turista che, incarognito, pretendeva da lui il suo ritratto originale.

Fabbrica

Come sempre, anche questa volta, davanti a una così enorme perdita per il mondo della cultura e e dell'immagine, qualcuno si rammaricherà perché De Gaspari non è stato lodato e celebrato in vita. Be' in questo caso era quasi proibitivo; De Gaspari guardava anche con sospetto chi veniva a proporgli di partecipare a mostre o ad occasioni di incontro con operatori del settore o studiosi del settore.

Kennedy

Basti ricordare che quando nel 2008 fu "scovato" dalla organizzatrice di una mostra sulla Domenica del Corriere che a Palazzo Reale (Milano) metteva in scena materiali ottimi, eccezionali, ma difettava di tavole degasperiane, il Maestro si guardò bene dal farsi coinvolgere e non aprì nemmeno la porta alla scrupolosa curatrice che si era spinta sino a Pellestrina. Si limitò a rifiutare l'invito da sotto le "gelosie" della finestra, senza nemmeno aprirla.

Ciononostante, quest'anno era in fase di organizzazione una mostra personale, panoramico-retrospettivo-antologica, sulla straordinaria produzione nota e ignota di De Gaspari. Angelo Nencetti si preparava ad ospitarla presso il Museo del Fumetto di Lucca, probabilmente producendo anche un catalogo in collaborazione con un'altra manifestazione del ramo.

Tv colori

Rissa

1955

Maiali

AirAcePL-021

AirAcePL-037

Grazie all'amico Aldo Di Gennaro, condoglianze a lui, a tutti gli amici, alla famiglia.

Commenti

Che meraviglia, l'autoritratto! Davvero incredibile.

Difficile contestare il titolo del post... peccato per la sua recrudescenza verso il mondo nel finale della sua vita, speriamo presto in retrospettive e cataloghi dignitosi...

Giorgio DeGaspari, sotto il nome di Gaspare DeGiorgi, era stato "usato" come personaggio in "La palude", Martin Mystére 157 del 1995 (Malagutti/Coppola) dove appariva come pittore schivo e scontroso.

Sì, speriamo in un catalogo, almeno come quello del suo allievo Di Gennaro.
Grazie, Monica, non ho quel Martin Mystère. Gaspare De Giorgi era stato ritratto proprio come era Giorgio De Gaspari?

Onore al più grande illustratore del secolo scorso!

RIP El Foresto!
Vedo una specie di sua firma sotto la foto (trattata?).

Se può interessare, dato che alcuni anni or sono ho conosciuto Giorgio perché veniva in negozio da me a fare le sue fotocopie, ho raccolto numerose di queste copie. Alcune sono davvero eccezionali.

Si l'autoritratto è parecchio da brividi.
Avrei voluto essere il ragazzo delle fotocopie del negozio di piero barel.


Sì, per favore! Luca, scrivi a Piero Barel!
Mi spiace non aver conosciuto di persona quest'artista che sta (stava) dalle mie parti!

Selinunte: si, il personaggio in questione era proprio il ritratto del grande Giorgio de Gsperi. Il disegno di Coppola in questo caso specifico cambia un poco proprio perchè il ritratto di de Gasperi si basa verosimilmente o su studi dal vero o su fotografia.
Specialmente a pagina 23.
Ma certamente Luca può avere fra le mani questo numero di Mystere.
Si tratta di una bizzarria.

Monica, Selinunte, Tomaso...

Alfredo Castelli ama inserire personaggi veri, o verosimili, nelle sue storie a fumetti.
Mi dispiace tantssimo per questa scomparsa, ma soprattutto che non ci sia un volume degno di questo nome per poter celebrare come si deve il più grande illustratore italiano. Questo ci fa ribadire un concetto espresso da molti e ripetutamente: che l'Italia è davvero una fogna culturalmente parlando.


Lo aspettiamo, questo studio su De Gaspari, purtroppo dopo la sua scomparsa . Facendo i conti, aveva cominciato a lavorare giovanissimo e deve aver prodotto una mole di cose esorbitante.
Ma dove sono finite le cose inedite che ha prodotto dopo il 1961 (mi baso su quanto dice il testo in Inglese)?


Anch'io mi associo alla Venexiana e ad Andrea Cara per vedere qualche disegno in possesso del signor Piero Barel.

Grandissima perdita...


Si trattava, davvero, di uno dei massimi illustratori italiani (e non solo) di ogni tempo.


Approfitto per precisare che Giorgio De Gaspari e Giovanni De Gaspari erano due persone diverse, e che tra loro - per quanto ne so - non c'era alcuna parentela.


Giovanni De Gaspari (nato a Milano nel 1914, scomparso nel ???) era pure lui illustratore di libri (Disceso da Roma, SEI, 1949), ma anche e soprattutto disegnatore di fumetti. Collaborò infatti al «Corriere dei Piccoli», disegnò per CEA le storie de Il Giustiziere (su «Collezione Vetta», 1945-46) e quelle di Uragano e di Brick Taylor (su «Collezione Successo», 1945-47); per «Il Giornalino di Carroccio» illustrò Freccia d’oro (1946) e per Ponzoni disegnò quindi Il Giustiziere Scarlatto su «Albo Victory» (1946-47) e «Albo Victory Mignon» (1947-48). Dopo aver tratteggiato Gian Burrasca su «Piccola Freccia» (1950), nel 1952 disegnò tre episodi della serie Oklahoma, ospitata sugli «Albi d’Oro» di Mondadori, e l’avventura di Maruccio Il Budda di Giada su «Le Nuove Avventure» per Diana. Contemporaneamente fu di nuovo attivo nel campo dell’illustrazione per i libri di Emilio Salgari pubblicati da Carroccio e poi per la serie «Fiabe e leggende» della SEAL (1955). A partire dalla metà degli anni Cinquanta prese a collaborare con la Casa Editrice Universo. Realizzò storie “libere” e a continuazione per gli «Albi dell’Intrepido» e «Intrepido» (1962-67). Contemporaneamente lavorò per lo studio pubblicitario di una grande azienda, illustrò copertine di libri e creò una serie di miniature sui soldati di varie epoche. Nel 1965 disegnò con gli pseudonimi “Degas” e “Degi” il tascabile a fumetti «Magik», mentre firmò “Dega” la serie Il Duca, l’investigatore da Formula Uno su «Io Campione» (1974-75).


Salutoni,
Beka

Preziosissimo come sempre, Alberto!
Durante una specie di riunione amichevole con alcuni nostri colleghi, non troppo tempo fa, si sosteneva che fosse la stessa persona. Io stesso ne avevo dubitato, prlandone con Di Gennaro, mostrando alcune vignette del fumetto del "Corriere dei Piccoli", isopirate apertamente all'opera di Walter Molino. Ispirazione che inzialmente anche Giorgio De Gaspari raccoglie, per staccarsene a metà anni Cinquanta.


A presto, attendiamo, allora, queste illustrazioni-ritatti in fotocopia.
Mi metto in contatto col signor Barel.

Alcune precisazioni:
Giovanni De Gaspari era un fumettista anche lui milanese, tant’è che ha illustrato i soldatini chiamandoli “suldarit”. Mi confidò che aveva abbandonato i fumetti per impiegarsi alla Ceat, per una migliore retribuzione... complimenti al solito enciclopedico Beka.

Invece Giorgio era un artista completo, sapeva scrivere con la stessa abilità con cui disegnava, ha scritto poesie, canzoni e tradotto per suo sfizio “Alice nel paese delle meraviglie“ e parzialmente illustrato, è ancora inedito.
Non ci sono sue pubblicazioni semplicemente perchè aveva espresso il desiderio di non volerne. Accampava la scusa che per fare libri si amazzano le piante, insomma si inquina.
Piacevoli e curiosi sono i numerosi aneddoti sugli scherzi che ha giocato al prossimo.
Siccome era un grande talento, era difficile gestirlo, voleva disegnare solo cose a suo piacere, poichè odiava il rapporto artista/committente. I suoi passati lavori editoriali li detestava perchè commissionati, non nati da sue idee.
Era una persona molto intelligente, al disopra della media, e molto attento ad ogni particolare, direi una testa fina. La sua ambizione più grande era fare ritratti a più gente possibile, mi diceva che i suoi disegni (i ritratti) saranno interessanti forse fra.. trenta quarant’anni.
Cordiali saluti anche a Piero Barel, che non vedo da un decennio.

Le illustrazioni di questo autore, che non conoscevo, sono fenomenali. L'autoritratto è assolutamente fantastico!
In casi simili a questo cioè di autori che sono poco conosciuti ma che hanno realizzato opere magnifiche durante la loro carrier, ho sempre la stessa domanda: è possibile che nessun editore abbia pensato ad un libro prima della scomparsa dell'autore? In questo caso di Giorgio De Gaspari?

Quel blu cobalto di una illustrazione con aerei e' qualcosa di fenomenale. Ed è solo un dettaglio, nella meraviglia di queste cose. E poi so che ha fatto davvero anche molto altro!

La famiglia ha appena reso noto che dopo il grande Carlo Peroni è scomparsa anche la moglie Maria Zanga, già sceneggiatrice di Diabolik. Colgo l'occasione per manifestare le mie sincere condoglianze.

Ecco un altro grandissimo illustratore italiano che i più non conoscono per quel demerito, come più volte ho denunciato sulle pagine di Cartoonist, di un paese, l'Italia, incapace di fare sistema.

Un paese che non ha saputo sviluppare un possibile grande potenziale editoriale, capace solo di "correre" dietro le "mutande" degli altri, ma incapace di sviluppare le potenzialità dei propri geni. Oggi più che mai viviamo questa triste realtà! Quando un artista di questo livello, al pari di

Bertoletti, Molino, Ciriello ed altri, sono nell'anonimato più totale, è la dimostrazione lampante di un sistema che non funziona. Proviamo ad immaginare cosa avrebbe potuto fare un De Gaspari se un editore avesse deciso di investire su di lui in libri a fumetti (Graphic novel) affiancandogli un grande scrittore. Altra nota dolente è quella della scrittura. Abbiamo degli ottimi sceneggiatori ma si contano sulle punte delle dita. Bisognerebbe incentivare la scrittura, cosi' come ingaggiare e sensibilizzare degli ottimi scrittori al fumetto. Ma questo non succede: forse per antichi pregiudizi che tardano a morire. Insomma, non riusciamo ad investire nella creatività insita nelle nostre risorse. Seguiamo modelli impostici oltralpe o oltremare: scimmiottiamo qui e là producendo poche cose di rilievo. E quello che è peggio, si stronca sul nascere ogni idea o possibile innovazione! Qualcuno che mi ha letto in precedenza potrà incolparmi

accusandomi di essere monocorde dal momento che questi sono concetti che scrivo spesso:

ma dobbiamo convincerci di questo nostro deficit. Siamo un paese asfittico in tutti i sensi!

Non tutto è giustificabile con la crisi economica, la quale sta al fumetto come l'influenza per un vecchio pieno di acciacchi!
Per quanto riguarda l'ingestibilità di un artista, è sempre nelle mani di un editore:
anche lui deve essere un genio!

Aderisco a ogni parola di Nestore.
Certo, ha ragione da vendere.
RIP il più grande illustratore italiano del secolo.

Nestore: si, certo, la cultura italiana è smemorata.
Grandissimi disegnatori ed illustratori dimenticati. Che so, Carcupino, che pur aveva iniziato con dei fumetti nel contesto dell'"Asso di Picche".
Ma le cose corrono veloci al giorno d'oggi.
Questo stesso blog ne è un esempio. La registrazione della quaotidianità: mostre, manifestazioni varie, uscite di volumi, enfatizzasione delle morti.
Poi via , sempre di corsa.
Ma ci sono altre facce della medaglia: riviste cartacee impegnate nel campo del fumetto e dell'illustrazione, mandate avanti da pochi volontari appassionati. Qui le cose procedono con calma, gli avvenimenti sono per forza di cose sempre un poco superati.
L'elogio alla lentezza: ah, che beatitudine!

Va da se che seguo Nestore anche io.
Ma è così in tutti i campi, perchè stupirsene?
Bisognerebbe invece allora fare qualcosa. Ognuno nel suo proprio.
Chi è del settore non potrebbe all'interno di varie mostre e comicon organizzare spazi ad hoc per discutere di questo?
Viene già fatto?
Ci sono forum, tavole rotonde, quadre o scalene dove gli autori e i disegnatori si possono confrontare?
Magari chiedo castronerie, non essendo del campo.

Neppure io sono del settore, sebbene mi interessi di disegno, fumetto ecc.
Secondo me forum, tavole rotonde, mostre e così via ce ne sono, almeno così mi sembra.
Ma il problema ha ragioni culturali ed economiche così intrecciate fra di loro che alla fine chi deve fare divulgazione, pubblicare questo o quello, non può prescindere dai soldi che mette in gioco.
Secondo me la faccenda ,ridotta all'osso, consiste in questo.
Se non ci si guadagna nulla, anzi probabilmente ci si rimette, perchè prendere iniziative. Anche "solo" organizzare una retrospettiva di Giorgio de Gasperi??
Oppure il nocciolo della questione non è questo e io non ho ancora capito nulla??

sono la figlia di Ezio Giglioli, che ha avuto l'onore di lavorare per diversi anni con l'artista De Gaspari, nel mitico studio Dami. Sono molto dispiaciuta per questa perdita e la mia consolazione è solo quella che papà Ezio ora potrà parlare di arte con lui.
Ciao Giorgio e condoglianze a tutti i familiari e a coloro che lo
hanno conosciuto e stimato.
Tiziana Giglioli.

Cara Tiziana (possiamo darci del "tu"?),
grazie per la tua partecipazione e per il tuo ricordo di De Gaspari.
Non sapevo della scomparsa di tuo papà, del quale lo scorso anno avevo visto delle foto nel blog di Gianni Bono:
http://www.giannibono.com/2011/07/08/no-non-e-zarcone/


Anche i fans disneyani (che frequentano massicciamente questo blog) ne avevano molto apprezzato lo stile e l'arte nel ritrarre animali e piante per la sua collaborazione con Giovan Battista Carpi quando avevano illustrato in coppia la collana "Qui Quo Qua Avventure nella Natura" per Mondadori.


Ti porgo con estremo ritardo le mie condoglianze e mi riservo di scrivere qualcosa sul tuo grande papà. O, se vuoi, di ospitare quello che tu potrai spedirci per condividerlo, se vorrai.


A presto,


Luca

A Tomaso e Andrea.

Velocità del sistema, intrecci economici, riviste, fanzine, dibattiti....tutto avviene secondo il "flusso della coscienza" come un'opera di Joyce o Svevo senza la "razionalità del sistema"
che faccia sistema. Un esempio: la Francia negli anni '80 crea due colossi mondiali come Glenat e Delcourt; mentre l'Italia che era ricca di editori efficaci ed estesi su tutto il territorio nazionale, affonda!
Cio' che è sopravvenuto "concettualmente" nelle arti figurative che ha portato alla distruzione della grande efficacità delle nostre scuole, si è esteso a tutti i livelli dei vari settori produttivi che se ha potuto, ammesso cosi fosse, generare qualche positività, nel nostro settore, che si giustifica solo in base ad una forte professionalità, è avvenuto il disastro. L'apparire, il gesto, l'esserci comunque, attitudini divenute prassi veicolate soprattutto dal "Dio-video", hanno finito con l'influenzare il nostro settore editoriale relegandolo a sistema superato, inutile e non abbastanza redditizio perchè faticoso e meno convienente di altri "approcci" . Quindi, tutto è rimasto nelle mani di alcuni appassionati ed emergenti che spesso annegano o sono soffocati o fuorviati da mode che per il momento gli eventuali semi ben poco hanno germogliato. Cio' che era fortemente in nuce negli anni sessanta non è stato sufficientemente aiutato dalla "politica del sistema": perchè non ha fatto sistema. La sgretolazione avvenuta nella nostra società tramite la politica ci ha rosi tutti come un cancro anche se, alcune nicchie si sono salvate in un limbo che non si sa se sbarcheranno all'inferno o in paradiso.

Bonelli è uno di questi limbo. Finora rimasto a galla grazie a schemi e strutture che ne hanno garantito una bella sopravvivenza. Ma, e mi scuso con lo staff di quello che sto per dire, se non comincia a rinnovarsi il futuro potrebbe essere l'inferno! Ovviamente auguriamo lunga vita di successi alla Bonelli. La cultura e la sensibilità delle nuove generazioni hanno bisogno di tutt'altro.

Ma queste risposte debbono arrivare da una pluralità di iniziative supportate
da un maggior sostegno culturale da parte delle istituzioni del paese: non solo dalla scuola, programmi tv, ma anche dalla politica ufficiale che non ha fatto mai nulla per questo genere di comunicazione o di linguaggio considerato come sottoprodotto. Incentivare la lettura e la nobiltà del fumetto come media intelligente e artistico con il quale si possono raccontare storie, fatti di ogni tipo e con segni e illustrazioni dalle forme di bellezza inimmaginabili è d'obbligo. Occorre ritornare al concreto, alla cultura del manufatto, operatività che facciano esplodere idee nuove e ricchezze. Non possiamo sempre prendere l'alibi dei ritmi della società che tutto brucia se in altri paesi cavalcano certe "velocità" sfornando prodotti che poi vengono imposti ad altri come, per esempio, avviene nel cinema, oltre che del fumetto. Concludo ribadendo una proposta che spesso ho formulato in questi post: i governi debbono defiscalizzare gli imprenditori che vogliono investire nel campo del fumetto e dell'immagine. E, possibilmente, aiutare a creare centri di distrubuzione che faciliti la diffusione di questo prodotto spesso nelle mani di distributori-strozzini!!!

Grazie a Lele, benché in ritardo: ero lontano dalla rete per un po' e non avevo visto la comunicazione.
Ho messo un primo scritto qui:
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2012/10/se-e-andata-maria-zanga.html

Nestore: la cultura del manufatto, principio sacrosanto.
Io ho insegnato per quasi 40 nella scuola, prima disegno poi sempre la stessa cosa con differenti denominazioni; l'ho fatto con grande partecipazione degli scolari.
Ma intorno a me il mondo della scuola e quello delle famiglieera pressoché indifferente.Quando consigliavo ai genitori di mandare il figlio all'Istituto d'arte o liceo artistico perchè dotato, come reazione ricevevo espressioni sdegnate o nel migliore dei casi atteggiate a sufficienza.
Meno male che poi il talento, per chi fortunatamente ce l'ha, in un certo senso si fa strada da solo.
Ora, sono in pensione, assisto con sgomento alla progressiva involuzione scolastica che anche nel disegno segue la più comoda strada della teoria: l'insegnante parla e i ragazzi dormono.
mah???

I viaggi degli anni settanta sono in realtà di qualche anno successivi. Furono viaggi in Oriente, in cui De Gaspari disegnò a quanto pare instancabilmente. Era un uomo eccezionale e detestabile al tempo stesso. Ci mancherà molto

Caro Luca,grazie per le condoglianze e per la stima che nutrivi verso papà:anche lui era schivo e grande appassionato del suo lavoro.E'molto apprezzato dagli appassionati di modellismo:ha lavorato per la Esci e l'Italaerei,producendo centinaia di opere di soldati,scene di guerra,mezzi corazzati,con dettagli e atmosfere incredibili.Ho diverse opere che ho veramente piacere ad inviarti;il tempo necessario perchè sono una"rusticona"e la mia dimestichezza al computer non è tanto fluida.Anche mia madre ringrazia commossa per le tue parole..a presto Tiziana

Grazie a Francesco De Bono, benvenuto nel blog, con questo commento!

Presto, forse oggi stesso, posterò un altro ricordo di De Gaspari, con materiale visivo nuovo giuntoci nel frattempo.
Poi, si tratterà di raccogliere tutta una serie di informazioni sul Maestro, sia in previsione di questa mostra, possibilmente itinerante, e anche in previsione di un suo catalogo.
Loris Cantarelli (direttore di "Fumo di China") si è offerto di raccogliere aneddoti e informazioni, testimonianze di ogni genere da parte di chi vorrà fornirne, per ricostruire l'arduo mosaico che riguarda la vita e le opere di De Gaspari.


Personalmente, avevo sentito parlare di un viaggio di De Gaspari in Brasile, dal quale tornò in Italia senza documenti, che aveva bruciato involontariamente in un falò.
Questo viaggio si aggiunge, quindi, a quelli in Oriente.
Ma essistono questi disegni di viaggio oppure sono andati irrimedianilmente perduti?


Un caro saluto, spero che possiamo rileggerci...

spettacolari i quadri che Giorgio aveva dipinto con soggetto la nostra cara Madonna dell'Apparizione!

Buongiorno a tutti, non lo conoscevo benissimo, ma era un grande amico di mio papà...con certezza vi posso dire che è stato una grande persona, molto stravagante, amante della cultura e vi posso anche assicurare che non viveva facendo ritratti in piazza San Marco, come ho letto in più di un articolo. Lui viveva del suo lavoro, e di quadri, ne ha fatti a bizzeffe in questi anni. Non faceva l'artista di strada lui era l'artista. I suoi dipinti erano firmata talvolta "Giorgio foresto" talvolta con nome e cognome. Foresto perchè, qui a Pellestrina, una persona che non è del paese, ma che vine da fuori, viene chiamata "foresta", cioè non del posto. E' vissuto e morto come ha voluto in piena coerenza con ciò che diceva. Non amava la popolarità, e sicuramente nemmeno ora la vorrebbe; non viveva in solitudine, ma attorniato da poche, selezionate persone. In Pellestrina ha trovato il posto giusto per isolarsi dalla frenesia delle città e vivere a modo suo nella sua stravaganza e grandissima cultura, dipingendo e disegnando con acquerello, tempera, matita, carboncino, ma anche penne a sfera...scrivendo poesie, non importava cosa, lui quello che faceva, si trasformava in arte. E rimanendo sempre una persona schietta e in linea con le sue idee. Vi assicuro che sotto la foto, quella NON è la sua sua firma. Non confondiamo la realtà con ciò che vorremmo che fosse.

Addirittura ha fatto disegni al computer.
I suoi quadri esistono, eccome se esistono!

L'opera grafica, privata, di Giorgio va ben al di là della sua produzione come illustratore e anche come pittore. Se ci fosse un corpus dei suoi disegni sarebbe senza dubbio uno dei monumenti dell'arte di ogni tempo, paragonabile solo alla grande grafica cinese. A Milano, negli anni ottanta, era possibile vedere i disegni del maestro che arrivavano dall'Oriente: mi ricordo, all'epoca, i racconti estasiati di chi li aveva visti

Ciao Giorgio 'pitore' detto 'el foresto' la tua isola di Pellestrina ti ricorderà sempre con affetto e tanta simpatia

La foto di Giorgio che avete pubblicato, l'ho scattata io in un non lontano dicembre a Pellestrina, dove sono stato ospite in un lettuccio di casa sua e dove mi ricorderò per sempre quei pochi giorni passati a parlare di arte e di vita. Ero arrivato a fatica a proporgli un filmato che raccontasse la sua storia a Pellestrina e i suoi viaggi in oriente. Mi pareva giusto
avere una testimonianza filmata del grande artista.
E' fatta pensai!! Mi accompagnò al traghetto che mi riportava a Chioggia, e quando fui sulla scaletta di imbarco la sua voce esile mi chiamò " Emilio...per quella cosa....no!"

a questo punto quale dei due G. D. G. sara' l'autore della splendida geniale storia a fumetti autoprodotta di cui ho le tavole originali, ispirata a "Metti una sera a cena", con esplicitissime scene intime fra Florinda Bolkan e compagnia bella? Tecnica acquarello a mezza tinta, uno spettacolo... Chapeau all'artista.

Trattasi del De Gaspari "buono", del grande Giorgio appena scomparso. Dal che discende che De Gaspari ha realizzato fumetti, eccelsi come quello che hai, anche negli anni del suo isolamento dalla scena editoriale. E quella storia "esplicita" che ho avuto l'opportunità di vedere è con tutta probabilità ancora inedita, e nata per puro piacere di realizzarla, non su commissione.
Come più di un testimone ha raccontato, De Gaspari non accettava più di disegnare su richiesta di qualcun altro.
Buona notte!
Saranno meno di sei ore di sonno anche stanotte!


L.

Dimenticavo di ringraziare il Maestro Emilio Uberti per il suo contributo!
Ho ricavato la foto dall'articolo del "Corriere", ingrandendola un po'.
A te il credit e il ©!


L.

Anche da me veniva a fare le fotocopie!

Un saluto al grandissimo Giorgio da me, Giuseppe, Franco, Francesco e tutti gli amici di Santa Croce!

L'ho conosciuto personalmete e frequentato durante il mio lungo soggiorno a pellestrina 1992-1993.
Ricordo le ricerche su Alice oltre lo specchio, sulla sincronicità di Jung, ricordo le discussioni sui frattali, che riteneva mostruosi, sull'intelligenza artificiale e sull'informatica che mal digeriva... era davvero un intellettuale a 360° e lo stimavo tantissimo, anche se non condividevo molte sue posizioni. Ci sarebbe da scrivere tantissimo, più ci penso e più mi tornano in mente bei momenti e bellissime immagini...

Va beh, ma tutte queste immagini meravigliose si potranno mai vedere??'

Consigliato 86 volte, questo post, cazzarola!

Lo ricordo con la sua Vecchia Biciletta a girovagare per l'isola, Sempre pronto a raccogliere nuovi stimoli.

Giorgio Foresto è stato senza dubbio una grande persona,oltre che un creatore di opere ,non solo dipinti,si è cimentato in poesie,sculture,traduzioni letterarie,persino una cantata per tenore con un suo testo dedicata alla regata dele done 1990 che conservo.A Pellestrina,dove hà vissuto(alternando i vari lunghi viaggi)per 40 anni,la maggior parte della popolazione pur criticandolo per il suo comportamento considerato strano,lo hà certamente stimato in molte case ci sono ritratti,per lo più in matita o gessetto con dedica,specie alle persone più tipiche.ciao Giorgio pitore

@Luca Boschi: c'è un modo per porterLa contattare senza passare per il blog?

Ciao Luca, ti ho mandato due mail! a presto!

Grazie molte, Gloria!

Bellissime immagini. Ti rispondo di persona!

Luca

Caro Luca inviami tua mail,ho tavole di mio padre per condividerle con te e appassionati..ciao!Tiziana

Cara Tiziana, grazie molte, davvero.
Intanto, avevo iniziato a metter da parte le immagini su tuo papà che avevo reperito in rete.
Credo che una piccola galleria di lavori di un artista importante come tuo papà è stato possa interessare (e non poco) anche ad altri appssionati e operatori del settore, non soltanto in ambito del web.


Un caro saluto, per il momento!

Luca

Caro Luca,
il mio computer mi ha lasciato a piedi e sarà anche una cosa lunga da sistemare:non ho avuto neanche il tempo di leggere tua mail ma appena sono operativa ti invio tavole.
Buona giornata!
Tiziana

Per quello che posso dire, avendo avuto l'immensa fortuna di conoscerlo di persona e vederlo lavorare, la sua non era una "recrudescenza verso il mondo", era un rifiuto del mondo artificiale di fama, successo, falsità ed obblighi sociali.
Era un "liberato in vita", un nonno segaligno con lo sguardo ampio e grandangolare di un bambino sveglio, che del mondo, quello vero che aveva davanti agli occhi, divorava con golosità e amore ogni immagine, restituendo con la magia della sua tecnica rapidissima bellezza senza chiedere nulla in cambio, se non quel pochissimo che gli serviva per sostentarsi.
Era un Maestro, in tutti i sensi, anzi, "è" un Maestro, di quelli che non muoiono mai del tutto, per quello che ha lasciato al mondo, non solo nelle sue opere, ma sopratutto nei cuori di quelli che l'hanno incrociato nel suo solitario cammino.

Un grande amico, che ha dato un tocco d'arte alla mia esistenza...

Quando avevo 20 anni e iniziavo a disegnare allo studio Dami, ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Giorgio Degaspari. E sono del parere che sia stato un artista completo, sempre alla ricerca di effetti curiosi, nuovi, differenti. Non esiste un suo disegno."normale". Anche la cosa più ovvia diventava interessante. E penso resterà irraggiungibile.

Grazie, Tino Chito!
Ti ho citato qui:
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/04/giorgio-de-gaspari-in-mostra-a-soresina.html

Penso che avrai conosciuto anche Albo di Gennaro, allo Studio Dami...
Se hai dei ricordi da condividere con noi, siamo a disposizione!

Buona domenica,

Luca

Scrivi un commento