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GIORGIO DE GASPARI: 20.000 LEGHE ED OLTRE

Leghe fronte

Il post su Giorgio De Gaspari ha suscitato reazioni e interesse, anche da parte di amici che non ci avevano ancora mai scritto in questo blog.

Grazie a tutti.
Si comincia con un frequentatore abituale di Cartoonist Globale, il caaro Roy Mann, che dichiara:

Voglio contribuire all'articolo su De Gasperi con la cover fronte-retro di 20.000 leghe sotto i mari più un inedito.

Ecco qua, questi lontani lavori del massimo illustratore italiano del Novecento.

Leghe retro

Questo che segue è l'inedito.
Con tutta probabilità si tratta di una versione alternativa della copertina, o di un bozzetto iniziale realizzato per dare un'idea all'editore del contenuto che De Gaspari intendeva raffigurare.

Degasparinedito

Sul Corriere della Sera, Viviano Domenici ha scritto domenica 21 un bell'articolo, assai lungo e articolato, sulla figura di De Gaspari, probabilmente anche dopo aver visto il nostro in rete, poiché afferma:

FOTO DE GASPARI«Nel corso degli anni Settanta è lontano dall’Italia, impegnato in numerosi viaggi, fino al definitivo trasferimento a Pellestrina, località nei pressi di Venezia». Termina così la «scheda» dedicata a Giorgio De Gaspari, pubblicata nel catalogo della mostra «Il Novecento italiano» che nel 2007 il Corriere della Sera organizzò a Palazzo Reale, a Milano, per presentare al pubblico l’eccezionale patrimonio di immagini realizzato dagli illustratori della vecchia Domenica del Corriere.
Giorgio De Gaspari era uno di questi illustratori — il preferito di Dino Buzzati e, per molti, il più grande del 900 italiano (...)

Ma certo, pensandoci meglio, Domenici, che con De Gaspari aveva collaborato direttamente, non aveva certo bisogno di leggere Cartoonist Globale per giungere a questa ovvia considerazione circa la grandezza dell'illustratore.

Nel suo pezzo, Domenici prosegue con i ricordi personali, come:

(...) quando arrivava in redazione era il momento più entusiasmante della settimana.
Più difficile era andare a cercarlo al bar Jamaica o in qualche trattoria di Brera per convincerlo a consegnare il disegno promesso, a cambiarsi i vestiti che aveva da settimane, a indossare quelli che in redazione mi incaricavano di comprargl
i.

Lui capiva al volo, sorrideva, si divertiva delle nostre preoccupazioni e ci provocava comportandosi (per qualche ora) come un manichino obbediente e senza testa. Poi tornava quello di sempre.

Finché decideva di prendere colori e pennelli e lavorare due o tre giorni di seguito — dormendo sdraiato sulla mia scrivania — per stupirci con l’ultimo disegno. Quindi spariva per settimane, senza consegna- re altri lavori concordati. Senza un perché. Ma era Giorgio e si faceva perdonare con i suoi disegni, con le sue bizzarrie incontenibili, con le sue parole sempre acute, sensibili, mai fuori posto.

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Fra gli amici che hanno parlato dell'artista in questo blog, Francesco Del Bono precisa:

I viaggi degli anni Settanta sono in realtà di qualche anno successivi. Furono viaggi in Oriente, in cui De Gaspari disegnò a quanto pare instancabilmente. Era un uomo eccezionale e detestabile al tempo stesso. Ci mancherà molto.

E aggiunge:

L'opera grafica, privata, di Giorgio va ben al di là della sua produzione come illustratore e anche come pittore. Se ci fosse un corpus dei suoi disegni sarebbe senza dubbio uno dei monumenti dell'arte di ogni tempo, paragonabile solo alla grande grafica cinese. A Milano, negli anni Ottanta, era possibile vedere i disegni del Maestro che arrivavano dall'Oriente: mi ricordo, all'epoca, i racconti estasiati di chi li aveva visti.


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Il commento di Gloria (di Pellestrina, l'isoletta dove aveva la sua dimora e il laboratorio di pittura):

Buongiorno a tutti, non lo conoscevo benissimo, ma era un grande amico di mio papà... con certezza vi posso dire che è stato una grande persona, molto stravagante, amante della cultura e vi posso anche assicurare che non viveva facendo ritratti in piazza San Marco, come ho letto in più di un articolo.

Lui viveva del suo lavoro, e di quadri, ne ha fatti a bizzeffe in questi anni. Non faceva l'artista di strada, lui era l'artista. I suoi dipinti erano firmata talvolta "Giorgio foresto" talvolta con nome e cognome. "Foresto" perché, qui a Pellestrina, una persona che non è del paese, ma che viene da fuori, viene chiamata "foresta", cioè non del posto.

E' vissuto e morto come ha voluto in piena coerenza con ciò che diceva. Non amava la popolarità, e sicuramente nemmeno ora la vorrebbe; non viveva in solitudine, ma attorniato da poche, selezionate persone.

In Pellestrina ha trovato il posto giusto per isolarsi dalla frenesia delle città e vivere a modo suo nella sua stravaganza e grandissima cultura, dipingendo e disegnando con acquerello, tempera, matita, carboncino, ma anche penne a sfera...scrivendo poesie, non importava cosa, lui quello che faceva, si trasformava in arte. E rimanendo sempre una persona schietta e in linea con le sue idee. Vi assicuro che sotto la foto, quella NON è la sua sua firma. Non confondiamo la realtà con ciò che vorremmo che fosse.

E quindi... resta il mistero su "El Foresto", la firma (o comunque la scritta) apposta sulla foto dell'altro post. Così ci avevano garantito, altri conoscenti, che il Maestro si firmasse.

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De Gaspary - Spyjpg

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Grazie a Loris Cantarelli per la segnalazione del pezzo sul Corriere.

ALTRI LINK

GIORGIO DE GASPARI: IL MASSIMO ILLUSTRATORE DEL NOVECENTO

Commenti

Molto bello anche questo post, le immagini sono di classe inarrivabile.

Concordo.
Grande passione.

C'è più di un amico di Pellestrina che ha scritto per ricordare il grande Giorgio. Sembra che fosse molto amto, come un Maestro di vita più che come un artista.
Qualcuno può dire qualcosa di più su qualche episodio recente? La sua vita sembra avvolta nel mistero, data la sua riservatezza.

Io invece voglio ringraziare chi ci rende partecipi di questi disegni e illustrazioni per condividerli.
Grazie a tutti, non solo al blog che offre loro una via di sbocco.

Precisazioni:
1) Giorgio non amava queste illustrazioni inglesi per due motivi: le considerava un lavoro mercenario e gli ricordavano un periodo triste della sua vita.
2) Le prime due illustrazioni di 20.000 leghe sono per l'edizione Lucchi, la terza non è inedita, tratta dal mio libro : illustratori anni 50, era stata realizzata e stampata per le edizioni Ariston.
3) Molte illustrazioni di questo post e di quello precedente non sono di De Gaspari, ma di Biffignandi e Caroselli.
4) Giorgio non mi risulta che sia mai stato in Brasile, l'incendio dei documenti è avvenuto in India. Li aveva nascosti in un materasso e poi per cancellare le sue tracce del suo passaggio, aveva bruciato il tutto, ricordandosene troppo tardi.

Grazie delle precisazioni, Gianni!

Adesso devo cercare di capire quali illustrazioni sono di Biffignandi e di Caroselli. Mel davano tutte come di De Gaspari. Avevo dei dubbi su altre, che non inserito, e delle quali si poteva pensare che sia Biffignandi, sia Caroselli, traessero ispirazione dallo stile di De Gaspari, anche (forse) per una certa omogeneità qualitativa richiesta dal committente inglese.


Appena possibile, per far notare l'evoluzione stilistica di De Gaspari, metterò online alcune illustrazioni di tagli del tutto diverso (certo, sono sempre cose pubblicate circa 55 anni fa... e che a loro modo possono aver influenzato addirittura Ferenc Pinter.

ciao
visto che apprezzi, continuo, ma non vorrei urtare sensibilità altrui.
Allora nel post precedente, quella del Jap con bandiera, deve essere di Caroselli, mi è diffficile scrivere e andare a rivedere le altre.
In questo post:
i due marinai che sparano ad a un aereo sono sempre di Caroselli, forse anche quella dell'aviatore ferito, ma non certo di Giorgio.
Le tre cover inglesi che hanno titoli: la prima è di uno che imita Biffignandi (direi Cubbino), la seconda (Death Glory) di Biffignandi, la terza Dega.
Inoltre l'editore spesso e volentieri faceva ritoccare le tavole in redazione... a conferma la nave con i due siluri è diversa dalla versione stampata, ... se ricordo bene.
Quasi tutte hanno visto la luce qui da noi, sulla rivista/albo collana Eroica della Dardo.

Ottimo!
Ogni informazione aggiunta è un contributo alla maggior conoscenza di questi artisti, quindi è più che utile, non corri il rischio di urtare la sensibilità di alcuno. E anzi, grazie ancora per le precisazioni.


Avevo notato anch'io che delle copertine differivano dai rispettivi disegni (illustrazioni) originali.
Che fossero ritocchi fatti imn sede di impianti-fotolito?
Altrimenti, gli originali non si sarebbero conservati integri.


Alla prossima!

L.

Buongiorno, mi permetto di scrivere, anche se non ho mai partecipato, perchè amo la verità e poco le congetture. Solo chi gli era amico sa; secondo me non sa chi presuppone, sa chi c'è stato.
Di episodi su di lui da raccontare, ce ne sono tanti, più di qualche volta è venuto a mangiare anche a casa nostra. Una cosa che lui non faceva erano i quadri a richiesta. Lui dipingeva, e poi, se volevi lo compravi, altrimenti, sicuramente qualcun altro lo avrebbe fatto. E ogni quadro che ha dipinto, mio papà lo ha visto, perchè Giorgio, i suoi inverni li passava nel suo negozio. Tranne nei periodi in cui viaggiava. Si parla, ho visto di viaggi in Brasile...non ce ne ha mai parlato. La firma sulla foto è una vera e propria bufala. Anche perché qui veniva chiamato el Giorgio foresto, no el foresto!

Viviano Domenici è del 1940 quindi un testimone diretto, ben vengano altri aneddoti ma soprattutto attributzioni sicure per separare il grando dal loglio, verità provate e sperimentate dalle bufale pseudogiornalistiche ;-)

Le precisazioni sono benvenute.
Anche se, nel nostro caso, è l'ennesima conferma del livello altamente qualitativo di quelli
di "un tempo"!

Ma di precisazioni ce n'è bisogno constantemente. Ho assistito nel passato a persone che hanno preso premi come autori di personaggi e storie di cui ne erano stati solo i programmatori "amministrativi" senza aver scritto nè una parola di sceneggiatura e né mai versato una macchia d'inchiostro.

Oppure a intestazioni autoriali errate.

Personalmente, mi è capitato di leggere, proprio alcuni giorni fa, sul Dictionnaire Encyclopédique T3 del 2000 editeur Opera Mundi di Henri Filippini, dare l'intestazione di un personaggio del '72-73 a Floriano Bozzi, che stimo tantissimo ma che di quel personaggio aveva solo realizzato le copertine (tra l'altro molto belle) in quanto, sia il personaggio compresi quelli di contorno e tutti i numeri pubblicati e non furono disegnati dal sottoscritto. A mia testimonianza ci sono persino delle firme interne che raramente facevo in quel periodo. Il lavoro mi fu commissionato dallo studio Del Principe, per il quale, anni prima, avevo collaborato alla realizzazione di Blek, Miki, Angelica (disegnai qualche numero per intero)e tanti altri facendo le matite che poi venivano inchiostrate con altri disegnatori su sceneggiature che Del Principe ci inviava.
Quindi, braccia aperte a tutti i "Gianni Milo" della situazione:
la chiarezza è sempre la benvenuta!

Tomaso, ti rispondo in questa pagina.

E' vero quello che dici. Il disastro a cui accennavo era riferito agli istituti d'arte e accademie ove, negli anni '80, la teoria ha soppiantato la capacita del fare.

Ho avuto dei compagni di scuola all'Istituto d'arte, asini all'ennesima potenza ( mi perdoni il nobile animale),
che sono diventati prof di disegno sia negli istituti d'arte che nelle accademie (uno anche a Brera), che con la "teoria del concettuale" hanno potuto giustificare i loro limiti. In questo anche la sfiducia di tanti genitori.

Ottimo post e commenti importanti per conoscere un po' meglio l'autore di queste favolose illustrazioni!
E' stato importante che sia stato pubblicato un'articolo sul Corriere della Sera, su De Gaspari.
A questo punto sarebbe bello pensare una mostra con i suoi lavori, magari da allestire a Napoli al Comicon.
Che ne pensi Luca?

Ciao, Mario!
Data l'importanza dell'autore (e non hai visto i suoi lavori incredibili a penna biro... Il suo autoritratto può rendere l'idea della sua inarrivabile tecnica) penso che una mostra sarebbe importante e ancora di più un catalogo.
E quindi, se si potesse realizzare una coproduzione in più sedi, per esempio Napoli, Milano e Lucca (dove già c'erano lavori in corso) sarebbe coas buona e giusta!


Grazie per l'input!


Luca (della penisola infelice)

Ohilà!


A seguire, i credits di de Gaspari per quanto concerne le copertine e illustrazioni da lui realizzate per la Gran Bretagna. Dovrebbero essere attendibili, giacché li ha a suo tempo redatti l'ottimo David A. Roach.


Air Ace Picture Library (AP) Copertine nn. 7 (14/4/60), 8, 14, 15, 21-23, 36, 51, 55, 59, 64, 103 (18/6/62), 157 (7/63), 308-310 (19/9/66-17/10/66)


Argosy (FL): Copertine Vol. 26 n. 3 (3/65), Vol. 26 n. 6 (6/65), Vol. 26 n. 11 (11/65); Illustrazioni Vol. 26 n. 6 (6/65), Vol. 26 n. 7 (7/65).


Battler Britton Book (AP) Copertina (1960)


Battle Picture Library (AP) Copertine nn. 1 (16/1/61), 49, 115, 211, 244 (3/66), 384 (17/2/69); nn. 1555 (20/9/82) [R Air Ace Picture Library n. 15], 1672 (16/4/84) [R War Picture Library n. 60]


Cowboy Picture Library (AP/FL) Copertine nn. 273 (1958), 277, 283, 292, 295-299, 309, 310, 315, 320, 321, 323-327, 330, 341, 344, 347, 348, 351, 355 (1960)


Hurricane (AP/FL) Copertine (1964-65)


Kit Carson Annual (AP) Illustrazioni 1959/60 (1958/59)


Lion Annual (AP/FL) Frontespizio 1962 (1961)


Lion Picture Library (AP/FL) Copertina n. 21 (1964)


Sexton Blake Library (FL) Copertine nn. 400, 401 (1958)


Super Detective Library (AP) Copertine nn. 157 (1959), 160, 161, 167, 169, 172, 187 (1960)


Thriller Picture Library (AP/FL) Copertine nn. 238 (8/58), 240, 242, 244, 246, 249, 250, 256-258, 260, 261, 264, 265, 269, 270, 273, 274, 280, 281, 284, 285, 288-290, 293, 294, 297, 301, 305-307, 309, 313, 314, 318, 332, 333 (1960)


Valiant Story of the West (FL) Copertina n. 2 (1966)


War at Sea Picture Library (FL) Copertina n. 20 (11/62)


War Picture Library (AP/FL) Copertine nn. 1 (1/9/58), 3, 4, 6-9, 11-14, 16, 18-20, 22-27, 31, 32, 35, 38-40, 42, 45, 47, 48, 55, 57, 58, 60, 62, 67, 70, 76, 81, 83, 87, 96, 104 (3/7/61), 112, 122, 123, 138 (5/3/62), 186 (4/3/63), 244 (1/6/64), 264 (2/11/64), 342 (6/6/66), 475 (7/10/68); nn. 1395 [R n. 112], 1909 [R n. 6]


De Gaspari ha inoltre illustrato alcune copertine per i tascabili britannici degli editori Consul (Appointment in Space, 1963), Arrow (The League of Dark Men, 1965) e Four Square (Tarzan and the Castaways, 1966).


Salutoni,
Beka

Salve,
Confermo quanto scrive Gloria,quello che voglio dire in piú e che era e sará sempre una grande persona stavo ore a parlare con lui un giorno nella sua casa mi ha mostrato un sua opera sonora illustrata da dei disegni raffigurata da dei topi che simboleggia noi umani mentre stavano rovinando la società e tutto quello che c'era in torno,il bello che me l'ha cantata con la sua vocina vecchia e rauca tutta ed é stato un piacere x me,io amavo personalmente il suo modo di disegnare,anche se di arte non ne capisco,ma ogni suo dipinto era fantastico mi catturava e stavo ore a guardare tutti i minimi particolari che lui disegnava era un labirinto di cose da scoprire.
Comunque cose da raccontare sul Giorgio Foresto c'é ne sono e come... confermo anch'io che non ho mai sentito Giorgio parlare di un viaggio in Brasile,come me mia moglie e sopratutto il padre di Gloria,Rossano,Oreste bravissime persone dell'isola di Pellestrina il grande Giorgio era ed é un caro amico.

Grazie a Beka e grazie a Marco, e con lui a tutti gli amici di Pellestrina stanno scrivendo per rendere pubblici degli aspetti nascostri della personalità del Maestro.
Grazie di cuore, sul serio, se avete cose da aggiungere, anche in futuro, sarete sempre i benvenuti!


L.

Ancora per Marco: mi hanno detto che hai taggato alcune tue foto, scattate a Giorgio Foresto.
Come possoiamo fare a trovarle in rete? Puoi inviarci i link?
Grazie molte, se hai aneddoti da raccontare o altro, stiamo ad ascoltarti!

Gia, gli aneddoti sono interessanti, ma sarebbe opportuno, se possibile, potere presentare una ricerca cronologica sulle immagini, a partire dal 1944, poiché se non ricordo male, Giorgio de Gasperi iniziò già da allora da pubblicare le sue illustrazioni, a corredo di romanzi per ragazzi.
Sarebbe così chiaro il suo percorso evolutivo, che è stato lungo e complesso.
Le sue moalità di rappresentare i contrasti cromatici luminosi come quelli della copertina del romanzo verniano qui riprodotta, sono stati comuni a una generazione di illustratori, che probabilmente si influenzavano l'un l'altro, forse anche pressati da richieste editoriali che richiedevano una certa omogeneità.
Aspettiamo, almeno io, uno studio sul Nostro che lo colga ordinatamente nella sua dimensione globale.

E' proprio cosi' Tomaso: l'influenza reciproca c'era per rimanere su uno stile che aveva un certo riscontro di gusto condiviso. Sia a livello redazionale che di pubblico.

Nestore: sarebbe molto interessante poter analizzare il momento nel quale la convergenza di stile si fa più palese.
Penso ad una copertina di ferenc Pinter -fine anni 60 - per un libro su Pavese, dove ci sono evidenti affinità tecnico espressive sull'uso del colore in chiave di contrasto luce/ombra.
Poi Pinter avrà una evoluzione personalissima che lo porterà ad una diversa sintesi cromatico espressiva.Penso alle copertine degli Oscar Mondadori dei romanzi di Simenon con protagonista Maigret.
Ci sono anche inquadrature prospettiche originalissime e a volte una sintesi grafica incredibile.
Non so se Giorgio de Gasperi si sia mai avventurati su questi sentieri espressivi.
Sarebbe oltremodo interessante sentire autorevoli ed informati pareri a proposito.
Forza Luca, sfodera le tue armi segrete!!!

Luca ho mandato una mail ma non ho avuto ancora risposta

Salve, Marco!
Se me ne hai mandata una privata, non l'ho ricevuta. Ma ho guardato sulle tue pagine e credo di aver trovato auna tua foto con il "Foresto"!

Puoi rigirarmela di nuovo?

Grazie per il momento!

Luca

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