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ENRICO BAGNOLI R.I.P.

BagnoliAlfredo Castelli ci ha informato della scomparsa, avvenuta l'8 agosto alle 13:15 del grande Enrico Bagnoli, a destra in una foto scattata qualche anno fa da Joe Zattere per Fumetti d'Italia e ri-ammirabile in questo sito di Graziano Origa e amici.

Quello di Bagnoli è un nome che forse dirà poco alle generazioni di giovani lettori di fumetti, ma che dev'essere incluso nel Pantheon di massimi interpreti di Fumetto popolare italiane di taglio naturalistico, o "verista", come lo definiscono alcuni, magari suggestionati da Giovanni Verga.


Di Bagnoli e di un minimo gruppo di fumettisti che lavorava con lui fu l'dea di Strippy, la ragazzina detective che fu onorata con un albo proprio nell'anno del Maggio Francese, quando la Arnoldo Mondadori esplorava nuovi orizzonti fumettistici per conquistare nuove fasce di lettori, in particolare quegli adolescenti che manifestavano il loro entusiasmo per Superman, Batman e gli altri supereroi della DC Comics, onorati da quegli anni in poi con albi propri in formato comic book.

Quasi come gli originali di Oltreoceano.

Ma contenevano varie storie realizzate nella Penisola, abilmente miscelate a quelle tradotte. Bisognerebbe ristamparle, queste avventure autoctone, forse mai tradotte per il mercato estero.

Strippy detective

Toldo e Bagnoli

Di Bagnoli, realizzata insieme ad Antonio Toldo, è l'illustrazione con Batman e Robin qua sopra.

Bagnoli era nato a Milano il 21 agosto 1925.
Come molti altri colleghi della sua generazione è stato un fumettista precoce, già all'opera all'età di 18 anni, collaborando con le Edizioni Alpe di Giuseppe Caregaro , etichetta per la quele realizzava episodi di Volpe e Saetta. Dopo la guerra, lavora per il settimanale della Casa Editrice Universo L'Intrepido, e anche per Dinamite e Topolino.

Dal 1954, Bagnoli esercita la sua professione per molte case editrici straniere, come la francese Dargaud, l’inglese Fleetway Publications e la tedesca Springer Verlag. Negli anni Sessanta, presso la già citata Mondadori, Bagnoli è responsabile di testate come Classici Audacia, oltre che di Superman e Batman. Per queste pubblicazioni fa realizzare storie nuove a dei colleghi, e disegna anche personalmente illustrazioni per rubriche varie.

Lo splash panel per l'episodio L'artiglio della Gatta, in perfetto sile made in USA contemporaneo (quello della rivisitazione spietata dei personaggi e dell'impaginazione delle tavole, dovuto soprattutto a Neal Adams) è di una coppia di fumettisti italiani.
Si firmano Paul and Peter Montague, ma sono in realtà Paolo e Pietro Montecchi.

Montague

Cover La Gatta

SupermanJPG

Sopra, una bellissima tavolta, firmata, con Superman e compagni. Proviene dalla collezione di originali di Romano Felmang, che come sempre questo blog ringrazia.

EnricoBagnoli-autoritratto Nel 1969, Bagnoli diventa redattore del Corriere dei Piccoli. Quella della Società Editrice Fratelli Crespi & C., che lo pubblica, ha l’aria di essere una vera e propria linea culturale strategica. O almeno lo è secondo le intenzioni di qualche suo dirigente, che offre carta bianca appunto aBagnoli, affinché programmi e diriga albi di grandi autori francofoni.

Letture di questo tipo saranno fondamentali nell’educazione dei ragazzi italiani a un gusto narrativo e grafico assai sofisticato, quello che più tardi spingerà alcuni di loro, una volta divenuti cresciutelli, ad apprezzare riviste come Totem, Pilot, o Comic Art: le più legate alla bande dessinée. Infonderanno anche l’amore per il fumetto nelle menti di giovani lettori che in futuro diverranno a loro volta cartoonist, come ha fatto notare in una sua intervista Franco Saudelli, ricordando la personale esperienza e il suo imprinting.

In questo momento della sua multiforme esperienza professionale, fine anni Sessanta e inizio anni Settanta, Bagnoli è un vero e proprio paladino del fumetto avventuroso franco-belga. Poco prima se n’era occupato alla Mondadori suscitando, e poi dirigendo, la celebrata collana dei Classici Audacia (1963-1967): uno dei ripetuti tentativi dell’azienda di moltiplicare i lettori di fumetti evitando corposi investimenti in riviste vere e proprie, che richiedono l’impegno di redattori esperti e causano problemi di gestione non secondari.

Una volta chiusi i Classici Audacia, valutati dai contabili di Arnoldo poco redditizi, Bagnoli porta con sé personaggi e know how per riprodurne pedissequamente i parametri negli Albi Ardimento, che ne costituiscono l’ideale prosecuzione.

AudaciaTra i fumetti di altissimo livello di scuola franco-belga che i ragazzi italiani incontrano in questo periodo, vanno citati almeno gli umoristici Mignolino e Clorofilla (Chlorophylle) e Robiolina (Sybilline) di Raymond Macherot; I Puffi (Les Schtroumpfs), Rolando e Pirulì (Johan et Pirlouit) e Poldino Spaccaferro (Benoît Brisefer) di Peyo (al secolo Pierre Culliford); Gastone l'addetto di redazione (Gaston Lagaffe) di André Franquin; Lucky Luke di Morris (Maurice de Bévère) e René Goscinny, Umpah-Pah (Oumpah-Pah) di Albert Uderzo e ancora di Goscinny.

Tra le menzioni d’onore, ecco i western non convenzionali e non hollywoodiani Comanche di Hermann (Hermann Huppen) e Greg (Michel Regnier) e Blueberry di Gir (Jean Giraud) e Jean-Michel Charlier; ed ecco le serie di ambientazione storica, come Cavaliere Ardente (Chevalier Ardent) di François Craenhals, e Corentin di Jacques Van Melkebeke e Paul Cuvelier.

Gianni Milone ci ricordava, fra l'altro, che a Bagnoli va il merito non secondario di aver portato Asterix in Italia, con le traduzioni di Marcello Marchesi...

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Molto séguito, infine, riscuotono le serie di ambientazione contemporanea, come Dan Cooper di Albert Weinberg, Bernard Prince di Hermann e Greg, Ric Roland di Tibet (Gilbert Gascard) e André-Paul Duchâteau, Michel Vaillant di Jean Graton.

In seguito, Bagnoli lavora presso la Fratelli Fabbri Editori, occupandosi di editoria didattica.

Dal 1985, disegna l'alfredocastelliano Martin Mystère della Sergio Bonelli Editore firmandosi con lo pseudonimo di "Henry".

Bagnoli_g

Alberto Becattini ci ha inviato la scheda bio-bibliografica dell'autore realizzata su Bagnoli per un numero di "Fumetto".
Grazie anche a lui.

La riporto di seguito:

Enrico BAGNOLI (Milano, 21/8/1925)

Esordisce come fumettista nel 1941 su Bimbe d’Italia (Nuova Aurora), poi realizza alcuni Albi Impero (1942-43), Furio Almirante per L’Audace (1943) e diversi episodi di Volpe e Saetta per Le più belle Avventure (1943-46).

Nel 1945 su Dinamite disegna Il Solitario e inizia Il terrore di Allagalla, poi completato su un Albo d’Oro di Mondadori (1948).

Per il Topolino “giornale” disegna Sunda e Upasunda (1946-47). Tra il 1948 e il 1954 disegna per gli albi delle editrici statunitensi Fiction House (Futura, Tabu), St. John (Authentic Police Cases) e National / DC, firmandosi talvolta “Martin”.

Sul mercato britannico è attivo dal 1958 al 1966, attraverso agenti e intermediari che includono Plazzotta, Lubrani, Vuolo, Finzi, D’Ami. Buona parte delle storie britanniche di Bagnoli viene disegnata in collaborazione con Antonio Toldo o con gli sfondi di Angelo Platania.

Illustra anche storie per la francese Dargaud (A tout coeur, 1954-57) e per la tedesca Springer disegna Mike Merlin (1980-81).

In Italia, dal 1965 al 1968 dirige per Mondadori le testate Classici dell’Audacia, Batman e Superman/>Nembo Kid, disegnando con Toldo alcune storie dei super-eroi della DC Comics, oltre a Nic Cometa (1968) e Tony (1970).

Collabora inoltre con Intrepido e Albi dell’Intrepido (1946/64-65), Corriere della Sera, Corriere dei Piccoli (Piero, Patti e Passatù, 1976-77), Corriere dei Ragazzi (Marty Ferro, Nick Carbone, 1976-84) e Il Giornalino (James Dean, 1985).

Dal 1986, con lo pseudonimo “Henry”, disegna Martin Mystère e Dylan Dog per Bonelli.

Come illustratore di classici per l’infanzia e libri scolastici è attivo con editori quali Ghisetti e Corvi, Carroccio (Dalla Terra alla Luna, Il Corsaro Verde, Ivanhoe, Il cavaliere solitario, La crociera della Tuonante e I corsari delle Bermude, 1954; Gli ultimi filibustieri, Il figlio del Corsaro Rosso e Le ultime imprese del Corsaro Nero, 1955), UTET (La principessa dei nani, 1957) e Fabbri.

224 - Martin Mystère - Enrico Bagnoli

L'agenzia afNews di Gianfraco Goria ci ricordava un anno fa, in occasione dell'ottantaseiesimo compleanno dell'autore, che aveva appena terminato di disegnare l’episodio Ritorno ad Allagalla, riallacciato a Il terrore di Allagalla, una delle prime storie da lui disegnate per Dinamite nel 1946, 66 anni fa.
A tutt'oggi non ha ancora visto la luce nella collana della Sergio Bonelli Editore, ma lo aspettiamo con ansia, come testamento grafico-letterario del Maestro scomparso.

Terrore di Allagalla_120

Commenti

Sono veramente addolorato.
Enrico bagnoli lo conobbi per la prima volta durante la guerra come autore di un personaggio che non ricordo più se fosse Saetta o Volpe.
L'ho seguito attraverso i decenni fino alle sue storie di Martin Mystere.
Ma quante cose in mezzo!!

Sono esterrefatto... E' a dir poco incredibile... Lo avevo sentito per telefono neanche un mese fa perché volevo inviargli un CD dove avevo scaricato tutte le sue (bellissime) storie realizzate per gli USA tra il 1948 e il 1954. Mi disse che stava partendo per le vacanze e che quindi sarebbe stato meglio spedirglielo all'inizio di settembre... E l'ho fatto... Ieri mattina!!! E oggi apprendo della sua scomparsa.


Davvero, non so che dire... Se non che era veramente un grande artista. Di recente l'ho in qualche modo celebrato con un articolo sulle storie made in Italy di Superman (Nembo Kid) e Batman, apparso su Alter Ego #112 di agosto... Gliene ho fatta spedire una copia, ma forse non saprò mai se l'ha vista. Poco importa. Addio, Enrico. Grazie per "Allagalla", "Sunda e Upasunda", "Futura", le decine di storie realizzate per la Gran Bretagna insieme con Antonio Toldo, "Dylan Dog"...


Un costernato e ancora frastornato
Beka

Caro Beka, nel post di domani metto anche la scheda sul grande Bagnoli che avevi scritto per "Fumetto". E anche un po' di altre cose, per esempio un accenno di sua storia in 3D che possiede Castelli. Ma solo una tavola, a mo' d'esempio, realizzata con uno stile apparentabile a quello di Jack Davis.

Ho letto poco di suo, ma sapevo che aveva attraversato decenni di storia del fumetto popolare con esperienze diversissime, dalle storie per gli USA a Bonelli.
Molto tenera anche la commozione di Alberto.
Resto dell'idea che ho espresso in un commento di qualche tempo fa: gli autori dobbiamo celebrarli da vivi, mai da morti!
(e a proposito: se il CD di Alberto potesse circolare...)

Grande Enrico Bagnoli!
Mi dispiace molto, ho pprezzato quei suoi albi come Strippy e quelli con Btman e Superman dove era citato il "Super-Bat Club".
Requiescat in pacem.

Ecco integrato il post con nuovi contenuti.

Questa la sua scheda su Wikipedia, che dovrebbe essere integrata da chi lavora in quell'enci con i dati di questo post.

La sua bio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Bagnoli

Bella la copertina dell'albo d'oro n° 120 "Il terrore di Allagalla", anche se non è disegnata dal Nostro, ma probabilmente da Benvenuti, allora parte del team Mondadori.
Qualcuno ha a tale proposito notizie certe?'

Bello tutto, anche la cover di Blueberry, che credo sia di Gir (Moebius).
Il mio cordoglio alla famiglia Bagnoli, davvero sommo disegnatore.

Sono molto dispiaciuto di questa notizia.
Bagnoli è stato un grande professionista del mondo del fumetto, i suoi meriti verrano ricordati a lungo.
Aggiungo che Bagnoli aveva anche venduto come agente editoriale il bellissimo western Indian Chief, ad un nostro piccolo editore.
La copertina di Allagalla, complimenti a Prospero, dovrebbe essere di Benvenuti o Nadir Quinto.

Un altro grande artigiano che se ne va, la nostra vita è troppo breve... (stavolta niente ciaoissimo)

Ciao, Stefano!
Vero, ma come dicevano i Nice (cito il titolo di un loro indimenticabile LP) "Ars longa, vita brevis".
E con questo concordo perfettamente con l'osservazione di Gianni Milo.

@Gianni Milo
Io direi Nadir Quinto (per Allagalla). Infatti Bagnoli non stava lavorando per gli Albi d'Oro, quelle tavole erano state disegnate in precedenza per il formato giornale e poi erano state riversate in formato albo in assenza del disegnatore stesso, com'era avvenuto con Saturnino Farandola, con Saturno contro la Terra...

Ohilà!


A me la copertina di "Allagalla" pare essere di Benvenuti... Comunque mi sembra di ricordare che Bagnoli abbia effettivamente disegnato alcune copertine degli "Albi d'Oro" intorno al 1949... Milo?


Salutoni,
Beka

Mondadori comprò un blocco di materiale italo/argentino realizzato prima da Luciano Pedrocchi, che lo aveva venduto a Civita, riacquistandolo per l'Italia tramite le sorelle Finzi della Agenzia Surameris. Tutti fumetti finiti sugli Albi d'oro.
Bagnoli terminò la storia, per pochi quattrini per gli argentini, ma non collaborò agli Albi d'oro prima di Pecos Bill. Dove realizzò decine di copertine imitando e anche superando in qualità Paparella e altri. In alcuni interni illustrò varii testi diciamo didattici, sul vero west.
All'epoca a quanto pare i disegnatori si presentavano in redazione e beccavano il lavoro disponibile in quella settimana, senza alcuna garanzia di continuità ! Benvenuti era alle prime armi e certamente sottopagato, rispetto a Quinto. Gentilini gestiva il tutto e solo dopo molti anni, cedette il timone a Bagnoli delle testate meno redditizie. Ma il nostro Enrico seppe far nascere la Bat-mania e migliorare i vari albi, trasformando Nembo kid in Superman.

Un altra grande perdita per il fumetto.
Autore con quasi settanta anni di attività, dal 1943 con Volpe e Saetta al febbraio 2012 con il n.319 di Martin Mystère dove è stato coudiuvato ai disegni da Maurizio Gradin (e in attesa di un prossimo Martin Mystère con i suoi disegni in uscita come detto da Luca su un commento a un post precedente).
Apprezzavo molto il suo disegno su Martin Mystère soprattutto i volti (e in particolare gli occhi) così espressivi dei personaggi.
Era anche in ottimo sceneggiatore spesso in compagnia della moglie Renata Pfeiffer.
Ricordo con particolare piacere due storie della coppia Bagnoli/Pfeiffer: "L'enigma di Boris Grigov" dove si raccontava del massacro della famiglia dell'ultimo zar e della vita di Rasputin e poi quella che considero una delle più belle e divertenti che abbia mai letto "Dieci enigmi per dieci città", avventurosa al punto giusto con la ricerca attraverso dieci città europee di enigmi da risolvere, ma piena di gag esilaranti e con un bell'omaggio a Totò e a Jean Gabin.

Bagnoli/Henry l'ho conosciuto (come artista) sulle pagine di Martin Mystère, mi spiace che sia morto, e mi spiace aver letto poche cose tra tutte quelle da lui fatte.

Troppe morti in questi ultimi tempi: sembra un bollettino di guerra! Ho apprezzato moltissimo il segno di Bagnoli: incisivo, forte e sicuro. Le storie che più ho amato sono quelle pubblicate sul Corriere dei Ragazzi, dove, ispirandosi a Robert Mitchum, riusciva a trasferire il clima dei noir polizieschi, sia nei ritmi dei thriller che nella suspense, con rimandi alla Mike Spillane. Personaggi creati da lui che gli davano una maggior libertà espressiva. L'ho amato moltissimo e per questo acquistavo l'albo.Ingabbiato in personaggi che non erano suoi si avvertiva una certa stanchezza. Ci mancherà moltissimo. Avrei voluto conoscerlo ma le sue storie disegnate ci "daranno" sempre la sua presenza.
Condoglianze vivissime alla famiglia.

Condivido il pensiero di nestore e le condoglianze alla famiglia del grande Bagnoli.

Desidero esprimere il mio co9rdoglio alla Famiglia del signor Enrico Bagnoli, grazie al quale abbiamo avuto Superman, Asterix, Nic Cometa, Strippy... e siamo stati più ricchi di fantasia e di sogni.
Esemplare il commento di Gianni Milo, informativo e interessante.

La copertina di Allagalla: si, potrebbe anche essere di Nadir Quinto, che in quel periodo vide pubblicate sugli 2albi d'oro2 due sue storie, con copertine sue. La difficoltà dell'attribuzione nasce dal fatto che il copertinista, chiunque sia stato, prese a modello i personaggi di Bagnoli, alterando in questo modo un poco il suo stile.
Benvenuti aveva il segno un poco diverso da Nadir QuinTo, specialmente quando nei fumetti occhieggiava Molino ed Albertarelli.Ma poi nei paginoni centrali degli albi d'oro nella "Galleria di Pecos Bill, in quelle grandi tavole a tempera a volte un poco acquerellata , era molto bravo e personale. Non per niente divenne poi copertinista della collana dei "gialla garzanti" quella con il logo delle tre scimmie.Sue ricordo due bellissime copertine di albi di Rip Kirby di raymond, che ebbi in un passato remoto ma poi sparirono non so dove.
Nadir invece aveva un poco lo stile tipo"Intrepid0", con alcuni rimandi a Corbella, specialmente nelle fiure femminili: o era Corbella che un pochettino lo imitava???

sono Laura Bagnoli, figlia di Enrico. Prima di tutto voglio dirvi che tutti i vostri commenti sono davvero commoventi, così dettagliati, ma anche pieni di affetto e sentimento. Ci deve essere stato un errore di battitura riguardo la data della sua morte, che è avvenuta sabato 8 Settembre. Caro Beka, ti voglio ringraziare perchè il tuo cd è arrivato a destinazione, bellissima testimonianza di quelle tavole del papà. Lui come sai non ha potuto vederlo, ma la coincidenza della spedizione avvenuta poche ore prima della sua morte mi porta a fantasticare che l'abbia visto lo stesso sotto un'altra forma. Stava dormendo nel suo letto dal giorno prima, sedato, e quella mattina il cd era in viaggio proprio come lo era lui, che si è spento nel sonno all'una e un quarto.Per quanto riguarda l'albo, ti farò sapere se l'aveva ricevuto quando comincerò con mia madre a mettere le mani nel suo studio, per raccogliere tutti i suoi lavori che ha potuto tenere per sè, quello studio zeppo di carte, tavole, foto, riviste,enciclopedie, in quel "caos organizzato" come lo chiamavamo noi. Tutto materiale che gli serviva per prendere spunti per i disegni, niente computer, anche col cellulare aveva dei problemi ... Stava ancora lavorando ad una storia

Cara Laura,


Grazie delle tue buone parole. E' una magra consolazione, lo so, ma in quel CD almeno tu e tua madre potrete avere la tangibile testimonianza delle splendide cose che Enrico e i suoi affiliati avevano fatto per gli USA in quei mitici anni. E non è detto che un giorno non si possa vederle almeno in parte ripubblicate in un bel volume.


Un abbraccio,
Beka

e io sono Renata Pfeiffer, la metà di quella coppia inossidabile che erano Enrico e Renata, sempre insieme da 63 anni. Quest'anno siamo riusciti a raggiungere i 60 anni di matrimonio, una bella resistenza! Il mio uomo mi ha lasciato con tanti progetti ancora in atto. E' e sarà sempre con me. Sempre. Un uomo formidabile, che mi ha sempre contrariato e nello stesso tempo aiutato in tutto. Ciao Enrico, ci rivedremo su un altro pianeta. Nel frattempo cercherò con Laura di radunare tutti i tuoi lavori per allestire in futuro una esposizione in tua memoria. Anche la mostra dei miei quadri che stavamo organizzando insieme e che verrà inaugurata in ottobre, sarà dedicata a te.

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