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EMILIO UBERTI E PINI SEGNA

Uberti, Dori Ghezzi, Fabrizio De Andrè

Ho trovato in rete, di Emilio Uberti, grande illustratore e pittore, documentarista e regista, due foto dell'immediato doporiforma della Rai, scattate mentre girava per il programma Variety un servizio con Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi.

Uberti, col quale regolarmente ci salutiamo alla Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia, segue Cartoonist Globale e forse non si dispiacerà nel vedere questa suo flashback fotografico inatteso.

La molla è stato un commento scritto qualche ora fa per ricordare anche lui il caro Pini Segna, che ci ha lasciato in questi giorni.

Evidenzio immediatamente sotto la foto il commento di Emilio Uberti, per condividerlo con un numero maggiore di frequentatori del blog.

Emilio Uberti- Fabrizio De Andrè

Caro Pini

è stato per me uno dei primissimi incontri nel campo dei fumetti, mi travolgeva con le storie che aveva in mente che voleva realizzare con me (ero agli inizi), ma credeva fortemente nel mio lavoro, e tra una storia e una risata ci infilavamo nel bar sotto casa sua e ci perdevamo in partite a calcio balilla, vinceva sempre lui, ma io ero felice nel vedere il suo viso che si irradiava di gioia.

Caro Pini

Racconti col mitra2

TASCABILE_Collana_GRANDE_CANYON_n_2_Edital_1970_3_storie_complete

Razziatori

Dix albo gioiello

COLLANA FOLGORE-AVVENTURA NEL MONTANA

Queste copertine sono parte della polimorfa attività creativa e organizzativa di Pini Segna.

Thalako ed edis 6-7

PinisegnaBK blog

Di Uberti,invece, sono le splendide copertine degli anni Sessanta che seguono a ruota.
Notevoli quelle del Kinowa di Andrea Lavezzolo, pubblicate dalle Edizioni Dardo.

Kinowa Uberti

Kinowa

Mitica Kinowa

Cover

Commenti

luca quando ai tempo e voglia ci fai un articolo sui bonellidi? e vero che nel 1995 c'è stata una inchiesta parlamentare perchè i vari cloni di dylna dog (demon hunter, dick drago, demon story, dagon) si erano spinti troppo oltre? In demon hunter si era arrivati a uno stupro di una madre davanti al figlio.

luca quando ai tempo e voglia ci fai un articolo sui bonellidi? e vero che nel 1995 c'è stata una inchiesta parlamentare perchè i vari cloni di dylna dog (demon hunter, dick drago, demon story, dagon) si erano spinti troppo oltre? In demon hunter si era arrivati a uno stupro di una madre davanti al figlio.

Jabba (a parte qualche errorino grammaticale, che mi permetto di segnalarti, cura un attimo di più quello che scrivi - e con questo non voglio fare la maestrina) Luca ha scritto di questo nel libro "Irripetibili". E' vero,
quella interpellanza parlamentare ci fu, e fra i parlamentari di allora, contro i fumetti horror, si scaglià anche l'ex calciatore Gianni Rivera, che era il "fidanzato" di Elisabetta Viviani, quella che presentava "Vai col Verde" su Retequattro, il programma dove interveniva anche Gaudenzio Capelli, ve lo ricordate?
Il programma, intendo, non Capelli (che tutti non solo conoscono, soprattutto i lettori dei fumetti di questo blog a quanto leggo nei commenti).
Anche a me farebbe piacere una rinfrescatina su questo argomento, perché magari escono fuori dei commenti anche di altri frequentatori.
A presto.

Queste copertine di Uberti hanno davvero molto "carattere".

http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2011/09/lincredibile-le.html

dick drago era simpatico(anche se fatto con i piedi) ma gli altri erano delle porcate (demon hunter, demon story, dagon)

Rimpiangeremo anche le indagini parlamentari, perché almeno denotavano un interesse per il fumetto. Oggi si potrebbe riproporre uno stupro ancora più efferato e non se ne accorgerebbe nessuno.

Ma l'ultima illustrazione, con l'uomo dalle orecchie puntute e la statua egizia, da che serie è tratta?

l'uomo con le orecchie a punta è il cattivo inglese Spiderman. Sono copertine della edizione italiana Bianconi, fatte da Uberti, negli anni Sessanta. Ne ha fatte una trentina tra Olac, Spiderman e “Testa rossa" un western italiano, se ricordo bene.
Ho conosciuto anch'Io Pini Segna, era un grande anche dal punto di vista umano, purtroppo non ha trovato grandi editori che l'abbiano apprezzato. Notevole era la sua abilità grafica nell'inchiostrare, infatti Pedrazza lo aveva impiegato in tale veste in migliaia di tavole, nell'Akim di ultima generazione.

Spiderma???
Un Uomo Ragno italiano quasi contemporaneo con quello americano?
Se ne leggono e sentono di tutti i colori in questo blog.

Ottima tecnica pittorica, quella di Uberti. Complimenti!

No, Venexiana, lo Spiderman di cui si parla non era italiano, ma di produzione inglese (e poi tradotto in Italia da Bianconi) come dice puntualmente Gianni Milo. Io ne ho parlato nella mia rubrica "La macchina del tempo" su Fumo di China. Riporto il testo completo:

SPIDERMAN n.11
La melodia del crimine
disegni di Giorgio Trevisan
Brossurato, 128 pp in b/n
Edizioni Bianconi, lire 200
(agosto 1968)
Originale produzione inglese (anche se questa volta i disegni sono dell'italianissimo Trevisan) incentrata sulle avventure di Spiderman, scienziato criminale dalle fattezze spockiane poi convertito alla lotta al crimine che, armato delle sue “web gun”, dell'indistruttibile “spidermateria” e di mille altre diaboliche invenzioni come gli “helicars” e il “fuoco neutro”, affronta spavaldamente ogni genere di avversari al fianco del professor Erichstein e del fedele Roy.
In questa avventura deve vedersela con Pan Therr, sorta di massiccio fauno in tenuta tarzaniana, le note del cui flauto o siringa (qui curiosamente chiamata “zampogna”) animano le piante e rendono aggressivi uomini e animali. Il ritmo è incalzante come sempre, anche se la trama è questa volta particolarmente surreale e lo sceneggiatore non si dà minimamente la pena di spiegare come il criminale abbia ottenuto i suoi poteri. I piacevoli disegni del meranese Trevisan, di matrice robbinsiana ma personalizzati da un elegante tratteggio, accompagnano con efficacia la narrazione accentuando i toni grotteschi della vicenda.
In appendice, le abituali rubriche e barzellette, oltre a un breve racconto di guerra made in England.
Sempre belle e suggestive le copertine del veterano Emilio Uberti.

Leggo di porcate e di interrogazioni parlamentari a proposito soprattutto dei "Bonellidi" o Bonelleidi. Al di là che questo dimostra come lo squallore della nostra classe politica ha radici lontane, ma non si puo' con un po' di approssimazione giudicare e buttare nel macero della distruzione, senza opportune distinzioni e valutazioni più attente, il lavoro di persone che tanto hanno dato al fumetto popolare italiano. Premesso che un paio di storie su Demon Story le disegnai anch'io senza tanta inferiorità rispetto a colleghi bonelliani più celebrati: anzi...ma, quello che mi preme ricordare ai più, è che, Dick Drago, fu disegnato negli mesi di vita dal bravo e compianto Santo D'amico: disegnatore che tanto aveva dato al fumetto popolare italiano. Professionista che ebbi l'onore di conoscere più volte nel mio periodo romano. Luca sicuramente ne è al corrente come penso l'amico Marcello. Il problema che si pone, semmai, è come certi artisti siano vittime di un sistema editoriale la cui ingordigia, li schiavizzi (almeno una volta lo era) ad una produzione massacrante di tavole che non permette e non permetteva, una qualità superiore se non in modo sporadico. Se non ricordo male, nel '94, credo che ci fosse stata anche una denuncia verso la Fenix, da parte della casa editrice Bonelli per plagio. Potrei ricordare male ma non credo. L'invito di Jabba a Luca per un post che parli di questi "bonellidi",

non è male: la sponsorizzo.

Errata corrige.

In luogo di "...Dick Drago, fu disegnato negli mesi di vita dal bravo e compianto Santo D'amico..." leggere:
"...Dick Drago, fu disegnato negli ultimi mesi di vita dal bravo e compianto Santo D'Amico..."

Quindi...
Leggo di porcate e di interrogazioni parlamentari a proposito soprattutto dei "Bonellidi" o Bonelleidi. Al di là che questo dimostra come lo squallore della nostra classe politica ha radici lontane, ma non si puo' con un po' di approssimazione giudicare e buttare nel macero della distruzione, senza opportune distinzioni e valutazioni più attente, il lavoro di persone che tanto hanno dato al fumetto popolare italiano. Premesso che un paio di storie su Demon Story le disegnai anch'io senza tanta inferiorità rispetto a colleghi bonelliani più celebrati: anzi...ma, quello che mi preme ricordare ai più, è che, Dick Drago, fu disegnato negli ultimi mesi di vita dal bravo e compianto Santo D'amico: disegnatore che tanto aveva dato al fumetto popolare italiano. Professionista che ebbi l'onore di conoscere più volte nel mio periodo romano. Luca sicuramente ne è al corrente come penso l'amico Marcello. Il problema che si pone, semmai, è come certi artisti siano vittime di un sistema editoriale la cui ingordigia, li schiavizzi (almeno una volta lo era) ad una produzione massacrante di tavole che non permette e non permetteva, una qualità superiore se non in modo sporadico. Se non ricordo male, nel '94, credo che ci fosse stata anche una denuncia verso la Fenix, da parte della casa editrice Bonelli per plagio. Potrei ricordare male ma non credo. L'invito di Jabba a Luca per un post che parli di questi "bonellidi",

non è male: la sponsorizzo.

Sono con Nestore!
Ne riparliamo, mì'impegno a intervenire.

Ti aspetto Mattia.
Credo che certi problemi vadano affrontati con più impegno anche per capire meglio il marasma italiano
nel suo "deficit" editoriale.
Stiamo perdendo tempo. Non siamo capaci di investire e di innovare: lusso appena riservato a "qualcuno"! Siamo solo pieni di ristampe d'oltralpe. Probabilmente le colpe non sono solo di alcuni editori ma anche dei cloni americanizzati o francesizzati, quali disegnatori e sceneggiatori. Quindi, un paese colonizzato. E' un discorso che porto avanti da tanto tempo:
donchisciottescamente.
Siamo tutti colpevoli!

Ringrazio tutti per i gentili commenti dei miei lavori
di tanti anni fa.

Quando eravamo ragazzi si compravano più volentieri i fumetti con le copertine di Uberti,erano come i promo dei film odierni,dalla copertina risaltava il contenuto che avremmo letto,e poi i visi,i colori,le sfumature i tipici fazzoletti da cow boy uno spettacolo!
grazie Uberti per averci allenato la fantasia!!

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