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SERGIO TOPPI, ARTISTA DEL MONDO (1932 - 2012)

Toppi-autoritratto

Non ci sono davvero parole per commentare questo lutto.

Userò quelle con cui, qualche anno fa, chiudevo idealmente un percorso creativo ed editoriale in un libro.
Torneremo a parlare di lui, di Dino Battaglia, di altri colleghi con i quali Toppi ha lavorato sulla scena milanese.

Alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze.
La cerimonia funebre si terrà giovedì 23 agosto alle ore 11,00 alla chiesa di San Lorenzo, presso la Cascina Monluè.

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Con la sparizione dell’ultimo periodico di avventura della Rizzoli-Milano Libri, mentre in contemporanea Paganelli e Mollica rarefanno le uscite, vengono a mancare i punti di riferimento per vari fumettisti non irreggimentati, quelli che hanno scelto il medium non solo come mestiere (e comunque sì, anche come mestiere), ma soprattutto come mezzo per esprimere le proprie pulsioni, per dar forma grafica ai propri fantasmi. Resta quasi solo l’ecumenica “Comic Art” a poterli accogliere o riprenderli sotto l’ala, ma anche lì le pagine mensili scarseggiano e per tutti non c’è posto.

La crisi si farà sentire a breve e anche prima che la casa editrice nel suo complesso si sfarini nel 2000, per colpa di investimenti dagli esiti nefasti nel settore delle riviste di videogames e playstation, prima che anche la mostra mercato Expocartoon (collegata alla Comic Art) interrompa burrascosamente il sodalizio con la Fiera di Roma dell’EUR che l’aveva accolta sin dalla sua prima edizione con Frank Miller in veste di nume tutelare… ben prima di tutto ciò, anche quel che rimaneva de “L’Eternauta” era confluito dentro il mensile dello spettacolo disegnato (dall’ottobre 1995).

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Indenne, ma nomade da una testata all’altra per colpa dell’instabilità del mercato, resta anche in queste terremotate circostanze uno dei Maestri che abbiamo considerato idealmente il primo consapevole esponente del Fumetto d’Autore di casa nostra.

È l’estroso “samurai milanese” Sergio Toppi, debuttante fumettisticamente nell’ormai remoto 1961, mentre si faceva largo in un “Corriere dei Piccoli” ancora impantanato nelle prerogative educational dell’Italia della ricostruzione.

Quando i settimanali non corrotti da un’estetica americaneggiante tentavano con fatica di cambiar pelle, nascevaono anche le prime riviste, le prime convention: Toppi era presente sulle une e alle altre, fedele alle misure del mondo prese quando ha iniziato a sviluppare la sua arte, tesa ad un continuo affinamento.

E per dirla col poeta, la modestia gli aderisce come una muta da sub, non dà nell’occhio con una chiassosa irruenza alla Pratt o per l’introverso autoisolamento creativo tipico di Battaglia. Eppure, la stima che nutrono per lui i lettori intenditori lo pone alla pari di questi altri due grandi, riconoscendogli il copyright delle immagini esplose nell’equilibrio della tavola e la dimensione del racconto breve, della narrazione sintetica e fulminante che richiama predecessori (non versati nell’arte sequenziale, però!) come Jorge Luis Borges o Julio Cortazar.

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Toppi supera le ondate di “Frigidaire” e dei valvolinici, che in qualche modo restano legate al loro tempo; sorpassa senza premere l’acceleratore le fuoriserie di colleghi che saranno costretti a invocare il soccorso stradale; non viene nemmeno sfiorato dai cicloni di Dylan Dog e di Nathan Never.

Quando negli anni Novanta del secolo scorso anche le riviste scompaiono una dopo l’altra e gli restano giusto delle partecipazioni su “Comic Art”, a cui destina splendide copertine, Toppi resta comunque attivo con mostre, illustrazioni e pubblicazioni all’estero, dove è ambasciatore da decenni del Fumetto italiano più colto e sofisticato.

Lo sottolinea anche Sergio Bonelli, nella presentazione di una rassegna di tavole toppiane alla galleria milanese L’Agrifoglio:

Lo confesso, io a lui sono anche debitore di una specie di passaporto internazionale. Quando, da perfetto sconosciuto quale sono, grazie al cielo, al di fuori del mio piccolo mondo fumettistico italiano, mi presento a qualche manifestazione dedicata ai comics (a New York come a Buenos Aires, a Barcellona come ad Angoulême), mi basta una semplice dichiarazione per suscitare l’interesse e la stima dei miei interlocutori: “Mi chiamo Sergio Bonelli, pubblico fumetti in Italia e sono l’editore di Sergio Toppi”.

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In questo post, tre foto inedite di Sergio Toppi premiato a Cartoomics 2009. In due lo vediamo mentre firma le copie di due libri, pubblicati dallo Studio Michelangelo a cura di Vittoria Ceriani.
In un'altra foto riceve una targa speciale al Premio Ayaaak. Sono state scattate da Emanuela Oliva (suo il © per la evetuale pubblicazione; qui le informazioni per averle in alta definizione).

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Commenti

Di Toppi ricordo la sua collaborazione alla collana "La nuova scala d'oro" della U.T.E.T con numerosi romanzi illustrati. Correvano gli anni 1957/58.
Sarebbe possibile rivedere alcune di quelle illustrazioni primigenie?'

Prima o poi doveva succedere. Però, ugualmente, che peccato!
Onore a Toppi, l'incredibilmente modesto
db

Ci lascia l'ultimo grande vecchio del fumetto italiano, incredibilmente a pochi giorni di distanza dall'ultimo grande vecchio del fumetto americano, Joe Kubert!
Addio Sergio, sei stato uno dei più grandi al mondo. La tua opera resta.

L'ho incontrato più di una volta in occasione di mostre ed incontri e sempre mi ha colpito la sua semplicità, disponibilità e conoscenza. Grande la passione per il suo lavoro dallo stile fra i più originali del panorama fumettistico mondiale.
Un grande di cui conservo un bel ricordo oltre a parecchi suoi libri! Ciao Sergio!

Ho avuto il grande privilegio che Sergio Toppi illustrasse un mio raccontino su Corto Maltese (febbraio 1985, I mantelli nero-blu).
Grazie ancora, Sergio.

Una perdita veramente irreparabile. E'morto uno dei più grandi maestri del fumetto. STTL.

Posso esprimere un parere bestiale?? Toppi era certamente un grande artista, ma come autore di fumetti mi ha sempre lasciato perplesso.
Chissà poi perchè, l'ho sempre abbinato a Dino Battaglia, che viceversa subì una evoluzione stilistica che lo portò a compenetrarsi nell'essenza del medium fumetto.
Questo, secondo me , non è avvenuto con Toppi.
Devo chiedere perdono??

Toppi è stato ed è un grande illustratore e questa sua rte illustratoria l'ha abbinata al Fumetto, per raccontare storie.
RIP. Davvero una perdita irreparabile.

Sono senza parole e veramente dispiaciuto.

Un grande artista vanto per il fumetto italiano. Grazie maestro, grazie Sergio.

sembra un bollettino di guerra.... tutti questi grandi artisti che se ne vanno e la mediocrità degli autori attuali mi fa pensare che forse il fumetto è una arte ormai obsoleta e che tra qualche anno sparirà sostituito da cartoni in 3D, da video giochi o da qualche altra diavoleria scaricabile su ipod, iphone o ipork .

un'altro grande ci ha lasciato.
Un gigante del fumetto
Addio Sergio

tomaso, anch'io ho sempre messo insieme Toppi e Battaglia, forse perche' entrambi usavano il colore in funzione antinaturalista, spesso con vignette monocrome... Erano entrambi grandi
RIP, Sergio

Quoto Lele al 100% e la cosa mi rammarica non poco, Potrebbe essere materia per un post, o meglio per un dibattito. Già Don Rosa anni fa diceva che il Fumetto da medium popolare era divenuto di élite. Ora possiamo specificare che la generazione dei grandi fumettisti è addirittura scomparsa, e con essa le storie e le immagini che hanno creato.
Quindi... il medium stesso.
Per questa ragione è importante ristampare le opere dei Grandi e farle conoscere. Ma anche quelle dei "piccoli". A noi appassionati, a critici seri, agli editori e anche a chi tiene siti intyernet è delegato questo compito di conservazione e divulgazione.

MassimilianoClemente ‏ha twittato questa frase antica:
«Il lavoro di Toppi tende alla perfezione non per presunzione, ma per semplice senso del dovere. Il dovere di essere sempre più bravo.»
OdB

La notizia della dipartita del Maestro Toppi è di quelle che lasciano senza fiato, mi fa piacere averlo ammirato e assorbito finchè era in vita. Onore ad un grande Maestro e condoglianze alla famiglia

Una nuova tremenda perdita... il suo stile era inconfondibile, e così inimitabile nella sua perfezione da poter dire veramente che nel mondo del fumetto si è aperto un vuoto che nessuno potrà riempire.

Apprendo con sgomento la scomparsa del grande Toppi, Sergio Toppi!
E scopro anche la dipartita dell'altro grande, Joe Kubert, della quale non ero a conoscenza. Toppi è stato un artista straordinario che cominciai ad apprezzare dai primi anni '60 quando il suo stile non era ancora maturo.

Lo conobbi nel 1997 a Como. Ero stato invitato ad esporre degli originali in una collettiva al palazzo Olmo sulla riva del lago. Lui esponeva in una sala di un centro culturale (se ricordo bene) di Como; una personale con varie illustrazioni che faceva per il Corriere della sera. Dei colleghi mi portarono a visitare la sua mostra e lo conobbi.

La sera andammo a cena insieme con Luciano Pedrocchi e Marcello Toninelli e fu una serata intensa e sobria allo stesso tempo. Quello che notai, e che mi fece molto piacere, fu scoprire una personalità umile e intensa. Aveva l'aspetto di un impiegato e non del "colorato" che deve fare immagine.

Mi piacque molto. Rientrava nei miei gusti.

Quanto scritto da Luca lo connota perfettamente. E' stato un artista autentico e non capito fino in fondo per via di un benevolo pregiudizio estetico-culturale, che lo faceva considerare più illustratore che fumettista; oppure criticato per i segni di matita che lui lasciava espressamente come "anima estetica" o sinfonia di segni diversi per un'armonia che gli usciva dalle viscere.

Tendeva al raggiungimento dell'estrema sintesi dell'immagine tra estetica e messaggio, portandolo a rompere la struttura ritmica e consolidata del fumetto. E questo gli procurava qualche incomprensione. Tante volte ho espresso in qesto blog, la necessità di ritrovare quella unicità dello sviluppo della personalità individuale, che nel passato avevamo in abbondanza.

Toppi era uno di questi: un falegname o un pintore del quattrocento che faceva impegno e ricerca nel proprio laboratorio, sfornando gioielli unici. Bravo Luca a richiamare l'attenzione su certi "americanismi" che hanno
portato all'appiattimento delle personalità di tanti seguaci, plagiandole ad un manierismo grafico-omogeneo da annullare le potenzialità creative.
Ammirare è un conto, plagiarsi un altro.Toppi è Toppi, inconfondibile! E' stato capace di utilizzare la classicità facendone risultato di una modernità affascinante e irripetibile. Allo stesso modo di un Puccini che fece musica moderna attraverso la classica melodia musicale senza stravolgere "dodecafonicamente" la struttura.

Tante volte ho condannato il concettuale nelle accademie come didattica devastante per le capacità tecnico-creative degli allievi; ed è per questo che sottolineo l'esempio di Toppi che non si è mai lasciato sedurre dalle mode. Qualche anno fa, in una fiera del fumetto in Abruzzo ( mi è stato raccontato), avevano invitato un giovane disegnatore americano che aveva molti seguaci. Sulle bancarelle scopriì Toppi, che non conosceva: acquisto' tutti i libri che riuscì a trovare. Disse: ma questo è un genio!

Tanti ragazzi rimasero a bocca aperta. E questo la dice lunga su tante cose.

Quello che mi dispiace e condanno: come è possibile che un talento del genere non abbia avuto un editore che lo sfruttasse per creare dei romanzi disegnati o graphic novel notevoli, affiancandogli scrittori di gran livello? Gli scrittori sono molto importanti. Fellini, senza Flaiano o Guerra non sarebbe stato quello che è stato: nonostante il suo genio. Purtroppo, questo è anche il vulnus della nostra imprenditoria.


Condoglianze vivissime alla famiglia!

Un altro maestro che se ne va...

Ho la piacevole sensazione che Sergio Toppi faccia parte della mia famiglia da tanto ne ho parlato nel corso degli anni e da quanto è piena la mia casa di sue pubblicazioni. L'ho incontrato e gli ho parlato più volte. Ringrazio tutti coloro che mi hanno avvicinato a lui e me lo hanno fatto conoscere meglio e mi hanno anche permesso di avere delle sue opere originali. Per me Toppi è l'esempio di un uomo che lavora con onestà e caparbietà per realizzare in ogni caso opere personali e significative. Il suo lavoro permette una lettura dell'immagine e del racconto per immagini a più livelli. Toppi ha una profonda cultura, una determinazione ed una gentilezza rare. Saluto la moglie Aldina che ho incontrato più volte alle sue mostre e presentazioni di originali. Chiedo a tutti gli operatori del settore che hanno lavorato e lavoreranno con Toppi e la sua opera, di non speculare e anzi di unirsi per meglio divulgare e pubblicare la sua opera, anche per quel che riguarda i bozzetti, gli studi e le matite. Sostenete Sergio e Aldina perché il materiale continui a circolare e ad essere conosciuto. I musei del fumetto si consorzino e si uniscano anziché parcellizzare sforzi e risorse e inizino organizzando una grande mostra itinerante per l'Italia, partendo proprio da Sergio Toppi. Il fumetto e l'illustrazione non moriranno mai perché escono dalla mente e dalle mani dell'uomo capace e che vuole esprimersi. C'è molto più fumetto ed immagine ed illustrazione di quanta ce n'è mai stata in precedenza. Ma è un'arte umile e faticosa ma anche se a volte non la si vede, essa sorregge tutto l'immaginario che noi conosciamo, anche se in forme differenti. Grazie Sergio Toppi e un abbraccio alla moglie Aldina. Andrea.

La notizia più brutta di quest'anno! Mi dispiace tantissimo perchè lo ammiravo già quando avevo 12 o 13 anni e ho anche tentato più volte di imitarlo inutilmente. Era il grande poeta dei fumetti italiani. Resterà per sempre nel mio cuore!
Grazie di tutto Sergio!

Ho appreso la notizia da qualche minuto curiosando sulla pagina Facebook di un amico e sono corso subito da te, certo che avresti celebrato l'Arte di Sergio come degnamente merita... Che dire, se non che scompare uno dei pochi Artisti italiani che è stato capace d'inventare uno stile senza copiare alcuno. Siamo sempre più soli, nel nostro piccolo mondo... Sentitissime condoglianze alla famiglia.

Davanti al mio tavolino da lavoro staziona da tempo l'ISOLA GENTILE, un titolo tra tanti... un libro fra tanti. Solo come pochi, Sergio Toppi, ha saputo creare suggestioni e verità. Un disegnatore MOLTO GENTILE con i lettori!

Buongiorno, mentre porgo anch'io le mie condoglianze alla signora Aldina e alla famiglia Toppi, e tutti quelli che gli anno voluto bene, riprendo anche qui il mio commento fatto altrove.
La mia domanda è: quali sono gli editori di Toppi?
Di certo "Il Giornalino" della società S. Paolo.
E poi?
Rizzoli-Lizard?
Il Grifo? Mi sembra che per quest'ultimo non stia uscendo più niente, in generale, da un po' di tempo.
In Francia c'è Mosquito.


Il mio timore è che un editore serio, che anche stampi BENE, in modo da non deturpare il tratteggio delicato di Toppi, non esista ancora.
Questo Studio Michelangelo, com'è?
Non lo conosco, ammetto la mia ignoranza.


Se qualcuno mi legge e puo' fornirmi una risposta, lo ringrazio in anticipo.

Ho appreso la triste notizia della dipartita del Maestro Toppi leggendo l'articolo di Luca Raffaelli sulla Repubblica di mercoledì mentre ero sulla spiaggia in vacanza.
Non sapevo nulla della sua malattia e leggere questa notizia mi ha scosso profondamente.
Ho conosciuto e amato Sergio Toppi fin da quando, ragazzino di undici/dodici anni, leggevo il Corriere dei Ragazzi dove c'erano i fumetti disegnati da Toppi con il suo inconfondibile e meraviglioso tratto.
Tante condoglianze alla famiglia del Maestro.

ho amato l'arte di Sergio Toppi infinitamente, con dolore e rimpianto piango la sua scomparsa ma la sua arte resterà negli annali, insuperata e insuperabile ...

Ahi, che perdita...

sono cresciuta con i suoi fumetti, ho fantasticato giorni interi sulle sue tavole. Mi incantavano i personaggi, i volti e le mani, le storie. Gli spazi bianchi, luminosi nella composizione.

Ho avuto anche la fortuna di incontrarlo e conoscerlo personalmente. Conservo con cura un suo disegno autografo che gentilmente mi donò. A me, come a molti altri estimatori che gli si avvicinavano.
Uomo generoso, un grandissimo arista dai modi gentili e semplici.

Sentite condoglianze alla Sua famiglia.

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