Successivo » « Precedente

IL "GRANDE WALTER" E LO JACOVITTI VERO E FALSO

Falso Jac

I temi si intrecciano fra loro, ci vorrebbe una bussola per orientarsi nel flusso, probabilmente solo i più fedeli followers del blog riescono a raccapezzarcisi.

In questo post gli "strascichi" di due argomenti diversi, ancorché fra loro collegati.
Chissà se Tomaso è già in vacanza, altrimenti potrebbe (avrebbe potuto) aggiungere dettagli.

Proprio da lui (grazie) provengono queste due remote copertine di un medesimo albo, Pippo e la gazza, disegnate in due momenti diversi per due differenti edizioni.

Una è apocrifa, benché firmata Jac, come se fosse autentica, l'altra è del nostro "Lisca di Pesce". Come siano andate le cose forse è solo oggetto di congetture.

Più interessante sarebbe capire chi sia il ghost, o (all'italiana) il negro, o meglio ancora (per essere politicamente corretti, come oggi fa fino) l'afroamerican che ha simulato lo stile e la firma del Benitone internazionale.

Cip gazza

Un intermezzo musicale fra un tema e l'altro. Con un video recentissimo di Amanda Palmer, che performs Bright Eyes' "Lua" - originally from the album I'm Wide Awake, It's Morning.

Amanda Palmer performs Bright Eyes' "Lua" on ukulele in bed... from Amanda Palmer on Vimeo.

Il secondo argomento, anch'esso lontano nel tempo, tutto italico, e sollevato in questi ultimi giorni, riguarda il "maestro ispiratore" di Jacovitti, Walter Faccini.

Il riferimento è a una notra lettrice dell'ultima ora, Paola Lanteri, che ha scritto un po' di commenti nel blog, ma ha anche spedito all'indirizzo privato del sottoscritto un paio di scansioni che interessano un po' tutti.

Paola scrive così:

Ho spedito le due foto delle vignette anche se forse era meglio uno scan.

Ho cercato di avere notizie per anni su F. Walter per sapere un po' di più sul autore di quei disegni ma nessuno sapeva dirmi chi era anche se i suoi disegni mi erano molto familiari, nel senso che mi ricordava qualche vignetta in non so quale giornalino o rivista, forse nel Corriere dei piccoli che ci spediva la prozia.

Tornando alle vignette: Le aveva custodite mia nonna paterna che era venuta in Africa nei anni cinquanta e penso erano state disegnate o per mio padre o mio zio prima o durante la guerra. Non so datarle.

Mi ricordo da bambina, ho chiesto a mia nonna chi le avesse disegnate e mi disse "Il grande Walter" con stima, ma non ho mai saputo chi fosse. Sono tutti morti da molti anni quindi ho fatto qualche piccola ricerca su internet a fin dai anni '90 ed oggi ho trovato qualche immagine e poi il tuo blog.

Grande Walter leone

Ed eccole qua, sopra e sotto. Illustrazioni dai toni un po' sbiaditi a causa delle ingiurie del tempo. Quella sotto ricorda moltissimo le vignette che Carl Barks produceva per la rivista umoristica Calgary Eye-opener.

Cavernicoli Grande Walter

Tomaso Turchi rispondeva affermativamente circa la paternità di Faccini delle due illustrazioni prima ancora di averle viste, portando come testimonianza la copertina dell'albo sotto, firmata nello stesso modo.
Questo potrebbe condurre agevolmente a una datazione delle vignette, realizzate nello stesso periodo, nello stesso anno?

16b0v2q

Ieri, Paola aggiungeva altri commenti:

Domani vedrò di fare le scansioni dei 2 disegni. Sono disegnati direttamente con pennino e colorati ad acquarello su quello che sembrerebbe carta ruvida Fabriano per acquarelli.

Farò anche la scansione del retro dei disegni dato che ci sono scritte le barzellette (non so se scritte da mio padre, zio o l'autore), le misure dei foglietti, la scritta "colore" preceduta da numeri che non riesco a decifrare, tutto in matita.

Restiamo in attesa di queste aggiunte, che potrebbero anch'esse rivelarsi interessanti per le ricerche in corso sul "Grande Walter" (Faccini).

Commenti

Be', mi sembra che fosse stato scritto che il "negro" di Jacovitti fosse Luigi Roveri, che avrebbe disegnato "Maio" un paio di decenni dopo.

Salve a tutti, ho spedito le scansioni come promesso. Mi dispiace un pò che avete pubblicato tutto quello che ho scritto in forma privata, sui miei parenti Milanesi anche se è grazie a questa pro zia Giuliana che ho sempre letto Il Corriere dei Piccoli e Topolino giù in Africa!
Saluti Paola

Giovanni: Roveri dal 1946 iniziò a collaborare con "Il Vittorioso"colorando sul retro le tavole,31, del "Pinocchio "di Jacovitti. Jac nel 1989 mi disse che a suo parere i colori erano troppo scuri, con profusione di viola e marroni, tinte che a lui non piacevanO.
Perchè poi alcune copertine degli albi della serie "Pippo" non siano state disegnate da Jacovitti per me resta un mistero.
Comunque Roveri non si può definire il "coloured" di Jac, poichè in quegli anni il Nostro faceva tutto da solo.
Mi pare che solo a partire dagli anni '50 su "Il Piccolo Missionario" siano state pubblicate storie di Jacovitti lucidate da Sbattella che per l'occasione usò il pennellino e non il pennino, e si vede.

ecco Luca, quando fai quel post a lungo promesso su Luigi Roveri e il suo mitico "Miao" a volte ancora sopravvissuto nelle edicole estive dei luoghi di villeggiatura??

e, comunicazione di servizio che fa uso privato di spazio pubblico, rispondi a sms e mail pleeease ;-)

Luca. Niente vacanza, causa stiramento frontale coscia sinistra, incidente accaduto mentre alla sbarra mi stavo allenando per le paraolimpiadi per over '70.

le storie lucidate da Sbattella risalgono al 1956 ( ho consultato i sacri testi)
I disegni originali di Jacovitti di quelle storie servirono per produrre diapositive, messe regolarmente in vendita, ma che il sottoscritto non possiede.
Alcuni titoli:Lo sciatore del desero,Kokko cow boy,Il grasso elefantino,Bongo,Zambù eroe per forza,Birimbo e BiramboLo scimmiottino cut-cut. Mi pare tutto.
Aggiungo un particolare tecnico: io ebbi modo di visitare l'archivio del "Piccolo missionario2 due volte , una volta da solo e l'altra in compagnia di Cadoni e Bellacci.
Quelle tavole di Jacovitti, con mia grande sorpresa, erano colorante sul davanti, e non con l'acquerello, ma con tempera acrilica. Un lavoro certosino, poiché il colore era piuttosto spesso e MAI toccava le linee dei contorni a china!!!

Ciao a tutti!
Per Paola: non avevo capito che le informazioni che mi avevi spedito erano di tipo privato, pensavo fossero il commento di accompagnamento alle due foto.
Per questo, adesso elimino un po' di quel testo, dove ci sono gli elementi più personali, e cambio il tutyto.
Mi scuso.


A suo tempo si era parlato di storie di Jacovitti lucidate da Nicola Del Principe, e non da Sbattella, quelle pubblicate su "Voci d'Oltremare" e citate recentemente in almeno un paio di numeri di "Fumetto".


Per L'Amante Tradito:

URGH, URGH, il post su Roveri, come una miriade di altri, deve essere ancora scritto, coordinando i pezzi nella memoria del computer e quelli della mia.
Non si può fare tutto. Questi discorsi e post del blog sono continuamente frammentati da urgenze più importanti e imprescindibili e... la mia intenzione all'inizio di quest'anno era ridurre drasticamente il lavoro di Cartoonist Globale, non di incrementarlo (altre cose da fare e "da non fare") mi aspettano!


Per Tomaso:
mi dispiace per la vacanza saltata. Capisco perfettamente cosa intendi!


Luca, interessantissimi questi tre post su Faccini / Felix / Jac... purtroppo il leggerti dall'iPhone fa sì che i miei interventi siano "razionalizzati" e me ne scuso. A presto!

scusa luca ma come vanno le vendite di dylan dog? io avevo mollato al numero 182 perchè la qualità dal numero 140 circa era calata e perchè mi ero stufato. Quest'anno al mare nell'albergo dove pernottavo c'erano diversi numeri recenti e mi sono sembrati un insulto. Sembravano un miscuglio di storie di topolino e dei piccoli brividi.(l'ospite sgradito, un mondo sconosciuto, all'ombra del vulcano, concorrenza sleale ecc) C'è qualche storia decente dal numero 200 in avanti?

Luca. Mario Sbattella, disegnatore che tu conosci molto bene, factotum dell'editrice Bianconi ma anche autore disneiano( mi pare solo due storie) fu veramente incaricati dai religiosi comboniani di ricalcare su lucido storie jacovittesche che erano su pellicola (almeno, così mi fu detto dal compianto Simeoni, disegnatore di Gigitex, che poi scrisse anche un articolo sull'argomento, mi pare su "Nostalgia").
Esiste anche un articolo su "Fumetto", mi pare, dove tutta la cosa venne dettagliatamente spiegata.
Penso che Bellacci che ha un elenco dettagliato degli articoli su jacovitti, potrebbe darti notizie precise a proposito.
Del Principe.... io non mai visto le sue storie disegnate in stile jacovittesco, quindi non saprei che dire a proposito.
Chiedo lumi a chi conosce bene questa faccenda.

Molto strano, Marco, questo commento su Dylan Dog.
Posso dire una cosa: mi dispiace il fatto che tu consideri MALE Topolino e Piccoli brividi. E' come quando qualcuno parla di un film venuto male o ingenuo e lo definisce "un fumetto".
Eh, no...

Marco, io sono un fan di Dylan Dog e credo che resti sempre un fumetto ottimo. Certamente, ci osno sceneggiatori non all'alteszza del magico Sclavi. specie quando il fumetto uscì era una novità assoluta e prese campo in modo automatico. Anche il disegno di Stano era qualcosa di eccezionale e di adulto mai visto su un giornalino popolare a fumetti.
Non sarei così drastico. Forse potresti portare degli esempi più concreti di storie che trovi "insultanti", allora potremmo discutere meglio e con cognizione di causa.
Quello che invece mi hanno lasciato perplesso sono le storie brevi degli altimi "Dylan Dog Color Fest". Al solito, il disegno è molto buono o quantomeno si salva.
I soggetti... è vero, a tratti non sono all'altezza del personaggli e non perché le storie soiano brevi, perché in passato ci sono state storie brevi splendide, Ne ricordo una disegnata da Roi per Comic Art, una da Casertano per un periodico maschile che potrebbe essere stato "Uomo Vogue", davvero importanti.

Vedo "Micio Stivale". Ma qualcuno di voi ha mai sentito parlare di "Micio Vinicio"?

Scusate, sullo Jacovitti apocrifo.
Ma qual è la prima copertina, quella non "Rifatta"?
Io direi la seconda, perché Cip l'arcipoliziotto disegnato sulla seconda è lo stesso, la stessa figura ma più grande e ribaltato specularmente, rispetto a quello che si vede nella prima.
Vale a dire: chi ha ha fatto la prima aveva sotto gli occhi la seconda per fare questo lavoro e ingrandire i personaggio.
Sapete datarmeli questi albi (Tomaso, Cadoni, Gori, altri esperti?).
Grazie.

No problem, keep up the good work!
Saluti Paola

Riprendo qui il commento di Carboni per un altro post, potrebbe esservi sfuggito, conferma la paternità:

GRAZIE!, Paola. Sei stato molto gentile e veloce. Le due vignette sono bellissime, e posso confermare che sono state disegnate dal grande Walter Faccini. La firma è quella da lui usata ai tempi di Mondo Fanciullo (1935), per cui le due vignette dovrebbero essere datate seconda metà degli anni '30. Resta da stabilire in quale periodico furono pubblicate.
Per ora grazie ancora e salutoni.

Dimenticavo: the urrà per Amanda Palmer!!!

cosa c'entra quanto vende dylan dog con la qualità??

comunque si dice 140 mila l'inedito, 70 mila il maxi e lo speciale, 14 mila la ristampa, 15 mila la granderistampa, 6 mila il book e 17 mila il superbook (dati messi on line e subito tolti da un noto sito italiano di cialtroni)... il che vuol dire oltre 2 milioni all'anno, mica bruscolini!!

storie recenti di dylan dog buone c'è ne sono pochissime giusto quelle della barbato, sclavi ha mollato non fa neppure i numeri centenari e quelli del ventennale

Mattia. il primo è quello che dici tu, l'albo dei "4 Cerchi"del Marzo 1947.
L'altro, con copertina rifatta da chissà chi e chissà perché, è del 1949, serie Pippo n° 19.
Comunque questa storia di "Cip e la gazza" è stata ristampata sul "Vittorioso" nel 1960, poi anche dal romano Camillo Conti nel 1979( di solito le date negli albi di Conti sono retrodatate di un paio di anni , non so se dire il perché, ma se ci pensate di certo lo indovinerete)come albo serie lisca di pesce 199(circa). Altra copertina fasulla è quella dell'albo serie Pippo "Oreste il guastafeste". Misteri insondabili.

Chi sarebbero i cialtroni, Old Boy? Ho dei presentimenti, se sono quelli che penso io, a me quello scrivonoi talvolta piace perché non ci sono altri che hanno il coraggio di scrivelo, anche se non sempre condivido i toni da guastatori.
Sei informatissimo...

E' vero che la qualità e le vendite non sono sempre parallelamente proporzionati.
A parte questo, belle le due illustrazioni di faccini. Attendo di sapere il testo delle vignette, se è a questo che si riferisce qul che sarebbe scritto sui loro "didietri".

il problema di dylan dog e di tutte le testate della bonelli, non è la latitanza dei creatori, ma il fatto che vanno avanti all'infinito con episodi auto conclusivi e con gli stessi personaggi che non invecchiano mai, non si sposano, non muoino ecc. Alla fine dopo 100/200 episodi stufano chiunque.

Mi viene una storiellina disegnata da Roveri apparsa in un numero di "Tam Tam" nel 1946.
Una storia poliziesca con l'investigatore che era la copia sputata del disneyano "Manetta".
Cerco l'albo e , se lo trovo, mando una pagina nell'etere telematico.
Luca: in un vecchio blog definisti Roveri anche "clone" di Jacovitti. C'è un riferimento a qualcosa di preciso?? Make me happy, please1

Max, salve, ma fammi capire: su Dylan Dog, Nathan Never e così via si sposassero, facessero figli, si facessero crescere i baffi o cambiassero mestiere, invecchiando, avrebbero maggior appeal?
Sono le regole della serialità. L'Uomo Ragno, l'Uomo Mascherato e qualcun altro si è sposato (perfino Braccio di Ferro), ma non è che abbia fatto molto furore, a parte l'impennata di vendite dell'albetto con gli sposini.
La "scocciatura" ("scoccianza"?) dei personaggi non dipende da quello. Dipende dallo scrivere storie più o meno buone e con disegni più o meno accattivanti.
Perdona la banalità di queste affermazioni.

se dylan dog vende 140 mila copie dell'inedito e veramente poco, una volta faceva un milione di copie al mese, ma vista la qualità forse è anche troppo

Beh, mettiamoci anche Martin Mystere, personaggio seriale, l'unico, che seguo ancora regolarmente.
Si è sposato ( non con Java, come qualcuno forse si aspettava), ma non pare invecchiare , anche se la rotazione dei disegnatori è tale che- a parte i cloni di Alessandrini_ ce lo presenta con multiformi aspetti.
Le trame??' Ehhh, una interessante ,cinque che fanno cadere i cosidetti.
Nonostante resiste.
Voi seguaci di Dylan Dog ( io sono arrivato al numero 200, poi ho capitolato) che pensate del detective del mystero?'
Che so, vi piace come disegnatore Filippucci?? A me molto.

A me piace molto Filippucci, un grande. Lo seguo da quando disegnava i tascabili più disimpegnati. Li ho recuperati dopo, perché ero quasi appena nato quando usciva quello di ambiente scolastico che alludeva al serial "I ragazzi della III C".
Ma Marca deve aver avuto un abbaglio.
Un milione di copie Dylan Dog?
Non mi risulta proprio.
Topolino, forse. Per me 400mila nel momento di massimo exploit era stato il suo massimo.

Con i tempi che corrono, se vende davvero 140mila è un successo clamoroso, e quindi nuovi lettori lo seguono, se altri come quelli che ci stanno scrivendo oggi l'hanno lasciato per strada.

Scusa Tomaso, non sono sono particolarmente sveglio, ma perche' le storie di Jac degli albi Conti erano retrodatate? Problemi di diritti con l'editore del Vittorioso? (era la AVE, giusto?)

Dello Jacovitti "lucidato" da Sbattella non saprei dire ( ma potrebbe essere, perché no? Ha senso.) però ho visto personalmente le tavole inchiostrate da Del Principe ( col colore blu sul davanti e non sul retro, se la memoria non mi inganna). E' pur vero che le tavole che ho visto facevano parte del materiale superstite delle edizioni Bianconi/Metro e quindi non destinate al "Piccolo Missionario". Oppure si?

Paolo: se l'imposta delle tasse trova documenti che attestano che io 10 anni fa non ho denunciato l'affitto del mio castello in val d'Aosta, non mimpuò perseguire, perchè i tempi per farlo sono scaduti.
Io di castelli ne ho una decina, uno anche nella valle della Loira!
L'eredità del bisnonno Turcovich.
Fabrizio: ma le tavole inchiostrate da del Principe, a che storie appartenevano.??
Quelle sul "Piccolo Missionario" di Jacovitti sono state tutte catalogate e riportate nelle varie cronologie di Cadoni e Bellacci. Su "Voci d'oltremare" le storie sono esattamente le stesse, almeno ,secondo le ricerche dovute ai super esperti.

Vediamo di rispondere ai vari quesiti accavallatisi qui...
Qunt'è difficile!
Cominciamo dalla fine.
Concordo con Fabrizio Mazzotta. Avevo visto a suo tempo le storie di "Vom", o almeno alcune di esse, ma non in originale, nelle stampate, all'interno della collezione che possedeva Giovan Battista Carpi. Da Sandro Dossi e Pier Luigi Sangalli seppi che al momento del recupero degli originali della Bianconi era nuovamente possibile esaminare gli originali di storie che in realtà erano SOLO di Del Principe, il quale imitava Jacovitti, ma non nel ripasso, perché la tecnica a pennino di Jac era così particolare da non rientrare nelle corde di Del Principe.


Poiché i colori (celesti di vari toni, solitamente) erano dati da un redattor-colorista alle tavole di Bianconi, e non dagli autori specifici, suppongo che tutti gli originali abbiano subìta la medesima sorte. Cioè, tutte saranno state colorate sul davanti come quelle, originali, tornate dall'archivio della Bianconi a Carpi. Le ho viste personalmente e confermo, per analogia, quanto afferma Fabrizio.

Se, dunque, le tavole delle storie alle quali accenniamo, sono *davvero* le stesse a essere uscite sia per il PM, sia per VOM, a inchiostrarle... sarebbe stato Del Principe e non Sbattella.


Se parliamo di altrestorie non saprei.


L'ipotesi è chi vi siano storie del solo Jacovitti, storie di Jacovitti inchiostrate da Del Principe (poche, forse solo una?) e storie Del Principe che tenta come può di imitare lo stile di Jacovitti; quest'ultime, non entrano, logicamente, a far parte delle cronologie jacovittesche.

Fabrizio dovrenbbe averle viste a Villasanta nello studio comune a Motta, Sangalli e Dossi.


Ho ricostruito come si deve?


Per altre risposte, ci aggiorniamo con altri commenti.

Mah? Una o più storie di Jacovitti inchiostrate da del Principe??
Non sono certo quelle del PM/VOM, che furono solamente ricalcate, per motivi a me misteriosi,tutte dalla stessa mano.
Il ricalcatore fu Sbattella, Del Principe?? tutto è possibile.
Io non lo so.
Per sentito dire e per averlo letto, posso solo citare il nome di Sbattella.
saluti domenicali un poco più freschi.

Nel 1990 Dylan Dog vendeva più di 700.000 copie al mese

Sinceramente non sarei così categorico nel sostenere che le copertine dei due albi CIP E LA GAZZA (seconda edizione Albo di Pippo n. 19 - 25 dicembre 1949) e ORESTE IL GUASTAFESTE (Albo di Pippo n. 20 - 9 aprile 1950) non siano state disegnate da Jacovitti, e non vedo il motivo per cui fossero state affidate ad altri. In quel periodo Jacovitti era "di casa" nella redazione del Vitt. Terminate le sacrosante otto ore di lavoro dell' "impiegato di me stesso" che si definiva, mollava tutto e si concedeva qualche ora di svago. Spessissimo si recava nella redazione di Via della Conciliazione, dove tra una chiacchierata e l'altra faceva qualche scherzo agli amici, si divertiva a fare le loro caricature e, se non aveva altro fda fare, schizzava a china decine di disegnini che a fine serata Piercostante Righini raccoglieva accuratamente ed usava come riempitivi nelle varie pubblicazioni dell'Azione Cattolica.
Ma voglio mettere in evidenza un particolare. Dei 21 albi della collana "Albi di Pippo" ben 19 sono di Jacovitti, uno di Luigi Roveri e l'ultimo (n. 21 - GIRAFFONE MANGIA LA FOGLIA)di Sebastiano Craveri. Ebbene, per aprontare quest'ultimo albo la redazione chiese a Craveri il disegno per la copertina, ma il tempo stringeva ed il disegno non arrivava. Per guadagnar tempo Righini chiese a Jacovitti di disegnare lui la copertina anche per l'albo craveriano. (Quando poi arrivò il disegno di Craveri l'albo era già in fase di stampa, per cui non fu utilizzato. Di queste cose ho parlato ampiamente sul n. 6 - ottobre 2007 - di VITT&Dintorni).
Ora mi chiedo: possibile che, se fu fatta disegnare da Jac la copertina per l'albo di Craveri, fossero poi affidate ad altri le copertina dei suoi albi?
Non vedo poi segni significativi che possano far pensare che le due copertine non siano opera del Nostro. Forse perché non sono talmente elaborate, come tante altre, smentendo il suo proverbiale horror vacui? Non credo sia un motivo sufficiente.
A Mattia, che sostiene che la figura di CIP contenuta nella copertina dell'Albo di Pippo è la stessa dell'edizione prededente (Albo del Cerchio Giallo n. 4 - aprile 1947)ribaltata specularmente, voglio fa notare che è stato tratto in inganno dal fondo blu scuro della prima edizione. Se si fa un confronto con il disegno originale in b/n, si vede benissimo che per l'edizione successiva è stato disegnato ex-novo. Se poi Jacovitti per fare la seconda copertina si sia ispirato alla prima, non possiamo certo fargliene una colpa.

Ma quanti commenti a questo post..
Siamo tutti qui, pochi sono in vacanza.
Io, pur amando immensamente Jacovitti, non ho la competenza degli illustri commentatori e del titolare del blog e quindi posso commentare sull'altro filone che si è aperto nei vari commenti.
Leggo sia Martin Mystere che Dylan Dog ma ritengo il primo decisamente superiore con storie mai banali (soprattutto quelle del sommo Castelli) e da cui si impara sempre qualcosa anche per le pagine di testo che alla fine del fascicolo spiegano cosa c'è di vero e cosa di inventato nei racconti a fumetti del "Detective dell'Impossibile".
Ultimamente ha ripreso le tematiche mysteriane anche Zagor con ritrovamento di basi di Atlantide, antichi manoscritti, antiche civiltà scomparse.
Sembra di leggere il Martin Mystere dei primi anni...

Certamente la copertina di "Oreste il guastafeste" è di mano di Jacovitti, anche se sembra fatta un poco a caso.
Quando la vidi da piccolo non mi piacque perchè il personaggio Oreste non era disegnato con lo stile della sua prima storia apparsa su "Il Vittorioso"nel 1948, ma disegnata nel 1945 al tempi della "Famiglia Spaccabue/Ghigno il Maligno".
Infatti la copertina è del 1950 , e Jacovitti nell'arco di quei 4/5 anni aveva logicamente cambiato un poco il modo di disegnare i suoi personaggi.
"Cip e la gazza" della serie Pippo è disegnata da un'altra mano, si vede ma ovviamente non si può dimostrare con prove alla mano.
Lo stesso titolo riproduce nello stile delle lettere quello che appare nell'albo della serie "4 Cerchi", ma con incertezze varie.
Naturalmente questa è solo la mia impressione.
Ci vorrebbe la perizia di qualche luminare!!

Nel 1732 a. C. Dylan Dog vendeva più di 643.000,2 copie al minuto.
E Oreste il Guastafeste ne vendeva trentatré trentini trotterellando.
Lord Ashram vendeva sigarette di contrabbando col verme agli americani.

A parte le celie e le facezie su Dylan Dog e su Martin Mystere che leggo fra i commenti, vorrei complimentarmi col signor Antonio Cadoni per l'analisi ragionata che ha fatto nel suo intervento. Denota una conoscenza dell'argomento davvero fuori dal comune, derivatagli anche dalla frequentazione di Jacovitti a quel che deduco.
anch'io, tuttavia, propendo per una mano diversa da quella di Jacovitti per la copertina pubblicata per prima in alto nel post.
L'orecchio di Cip non mi convince. E' troppo piccolo ed "emerge" tutto. Jac l'avrebbe fatto coprire dal braccio per rendere meglio il volume della testa, come in effetti ha fatto nella copertina sicuramente sua.
Inoltre, nell'albo di Pippo c'è una faccetta di Pippo, nel cerchio, che non mi sembra affatto di Jacovitti manco quella.
Quindi, dedurrei che ci fosse una mano redazionale incaricata di fare questi lavoretti in assenza dei disegnatori. Una malattia, un viaggio, una necessità impellente per far uscire un albo, lo smarrimento della copertina originale di cui ci si è accorti fuori tempo massimo... Non mi sembra importante conoscere le effettive ragioni storiche, ma poter valutare dal punto di vista analitico i disegni.
Grazie per tutte le informazioni che trovo in questo interessantissimo blog.

Se arriva Josafath siamo rovinati!!

Il primo Cip (personaggio di stile molto segariano mi sembra) è molto simile nella seconda copertina (eccetto l'orecchio e la mano indicante), nella metà inferiore invece è del tutto diverso, sembra ridisegnato daccapo da un altro disegnatore; mi sembra insomma un ricalco poco fortunato ...

Certo, anche per me è un ricalco!

Il sistema di ricopiare o ricalcare le immagini trasformate specularmente è un classico: chi in questo senso è senza peccato scagli la prima pietra!
Anche Jacovitti almeno una volta lo fece: dove?? Ehhh, beh, alla fine del 1943, o nei primi giorni del 1944, nell'ultima illustrazione per il suo "Pinocchio" per "la scuola di Brescia".
Si trattava di disegnare pinocchio alla fine diventato bambino vero in carne ed ossa , e per farlo Jac pensò bene di riprodurre specularmente il viso di un ragazzo che era apparso su "Il Vittorioso" 1941nell'ambito del racconto scritto "Simone" di Athos Carrara: Il volto era disegnato dal prof,Guido Grilli, valente disegnatore allora collaboratore del Vitt.
Vano sarebbe cercare questa illustrazione jacovittesta frutto di copiatura nelle ultime edizioni del "Pinocchio" del Nostro edito dalla "Scuola".
Qualche occhiuto addetto ai lavori la fece a suo tempo scomparire!!!
Bisogna andare alle prime edizioni del libro citato, cosa oggettivamente non facile!!
Baci ed abbracci.

Opperbacco!

Ho ritrovato le annate rilegate del "Piccolo Missionario" anni 1957/8/9.le avevo rintanate in fondo ad una libreria, nascoste fra libri vari.
Allora, ci sono numerose seppur brevi storie umoristiche con negretti vari siglate sia "Sbatt"(Sbattella) che "Nic" ( Nicola del Principe)virate di volta in volta in verdino,azzurro o arancione pallido, oltre che a torie di Jacovitti con protagonista il piccolo indù Kim.
Perlomeno ora è dato sicuro che in quegli anni sia Sbattella che del Principe lavoravano per il "Piccolo Missionario"e "Voci d'oltremare, che presentavano contemporaneamente o quasi le stesse storie.
Chi fu che nel 1956 ebbe l'incarico di sistemare sette storielline di Jac prodotte in altrettante filmine, rimpaginandole, aggiungendo le nuvolette, ricalcandole togliendo e aggiungendo parti ad ognuna delle singole vignette??
Sbatt o Nic??
Guardando bene i disegni dei nostri magnifici due e specialmente i contorni delle figure fatte usando il pennellino (Jac viceversa usava il pennino), propenderei per Sbattella.
Ma, ve lo voglio confidare, ma sssttt, poichè io di solito esprimo pareri ed opinioni sui fumetti che poi risultano errate, lascio tutto nelle mani di Luca Boschi, che ha l'occhio più allenato del mio.
Saluti.

Ad Antonio Cadoni:
come spiegato nell'altro blog: conoscendo bene la scrittura di mio nonno Walter, avendone molti esempi e varie altre tavole come queste con i suoi appunti, confermo che si tratti della sua scrittura anche nel testo delle vignette, non solo nella firma.
Spero di riuscir verso l'inizio di Ottobre ad essere in Italia a motorizzata e volentieri farò tappa a Livorno (potendo) per farci una bella chiacchierata e vedere di portare da qualche parte questa idea di catalogo e mostra iniziata l'anno scorso e sospesa totalmente per problemi familiari vari sempre in ballo... Alla prossima.

Salve Eli.
Io non avevo alcun dubbio che anche le scritte sul retro delle vignette fossero di mano di Walter.Ora non resta che scoprire dove furono pubblicate, in quanto le scritte redazionali sul retro (pag. 8 - cm. 10 1/2 - colore) attestano che furono effettivamente pubblicate su qualche periodico (Marc'aurelio?).
Ti attendo presto a Livorno, Sarà per me immenso piacere conoscerti di persona e farci una bella chiacchierata su Walter Faccini e su tante altre cose.
A presto

sto leggendo con trepidazione i post su Walter Faccini... e io che per anni l'ho sempre considerato come una specie di Simone Peterzano per jacovitti... (Simone Peterzano e' passato alla storia perche' nella sua bottega lavoro' un certo Michelangelo Merisi da caravaggio...)

Penso davvero che siano post eccezionali, anche grazie a questo gran numero di esperti che ci interviene in continuazione. Potrei esaferare, ma è un'esperienza anche esaltante, Il passato di tanti decenni fa che si sta scoprendo ora per la prima volta!

Nell'ambito di una intervista (rimasta solo orale , mai pubblicata, ma registrata e quindi passata ai posteri) fatta da Bellacci, Gori e sani a Jacovitti nel 1993 - se non ricordo male- Jacovitti più volte sollecitato dichiarò che Walter Faccini era stato il suo nume ispiratore, ma solamente per quanto riguardava le sue vignette surreali, e non per i suoi fumetti tipo quelli apparsi su "Topolino" nel 1942/43.
Ehh, che pensare????

Lo supponevo

Elementare, William!!

Lo suppo anch'io!

Invece, qualcuno ce la suppo.
Nel senso che ce la mette, la suppo...

lo suppo e poi nevo

Chi non è mai stato suppo..., parli ora o taccia per sempre!!

Va beh, se devo dire il vero io non lo supponevo affatto.
Comunque consiglio ai velociraptor del blog che mordono e fuggono, di leggersi o rileggersi l'intervista fatta a Jacovitti apparsa nell'ambito del volune "60 anni di surrealismo a fumetti", di Bellacci,Boschi, Gori ed Andrea Sani, Nicola pesce editore. ottobre 2010.
A pagina 236 viene riportato quanto jac dice a proposito di Walter.
Meditate e se vi gira l'elica per il senso giusto, esprimete un'opinione.
Sempre che ne abbiate voglia, cari velociraptor del mio corazon.

Nessuna risposta a distanza di quasi due mesi. evidentemente la lettura di un saggio ponderoso,ma per certi versi fondamentale, quale "Jacovitti,60 anni di surrealismo a fumetti",non è nelle corde degli amici che intervengono in questo blog.
Forse non è il luogo più adatto per esternare conoscenze più consistenti.Amen.

Scrivi un commento

I commenti per questa nota sono chiusi.