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RICH BUCKLER: L'OMBRA CHE DISEGNA

PHANTOM Sunday 1

Come si fa a evitare di segnalare un'intervista interessante, a un fumettista che, parafrasando un'attribuzione tradizionalmente affibbiata a The Phantom, l'Uomo Mascherato, potrebbe appunto definirsi come nel titolo?

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Sono le confessioni e rivelazioni (nessuno scoop, per carità) di Rich Buckler, che racconta le sue peripezie nella realizzazione di fumetti per i quotidiani, o per i supplementi degli stessi.

PHANTOM Sunday 2

Ne parla a questa pagina, alla quale la nostra cortese platea è rimandata.
Cartoonist Globale si limita a riprendere le tavole di Lee Falk e Sy Barry (stando ai credits della testata) pubblicate in questo servizio, My Adventures Drawing Newspaper Strips.

PHANTOM Sunday 3

Okay, riprendo questo passaggio, importante:

A practice called "ghosting"--which is when another artist "pinch hits" for the artist, usually on a totally anonymous basis. That happens when a creator artist wants to take a vacation, or gets sick and needs a leave of absence, or if in rare instances he is working perilously close to deadline and needs to catch up or get ahead.

This is not an ususual practice, but it can be risky for the creators.

Sometimes the transition from one artist to another is a smooth one and goes more or less unnoticed. Other times the differences in style can't be avoided and are very noticeable.

The trick is to get away with it without the syndicate becoming alarmed, because this is a business practice not sanctioned by them.

The syndicate as the licensor might overlook this practice if they do find out--then again, they might not. And I'm fairly certain that there are penalties for breach of contract (for example, an artist can be penalized as much as hundreds of dollars per day for every day he is late).

So when the artist hires a "ghost" this is a private undertaking, and always done with the utmost discretion of the involved parties.

PHANTOM Sunday 4

Commenti

Bei disegni, anche se non sono esattamente quelli che mi interessano, ma questo è un gran calligrafo. Solido mestiere.

Nutro nei confronti di Rich lo stesso mix di amore/odio che provo per i McNuggets, le prime canzoni dei Litfiba, la 128 quattro porte verde pisello e Christina Ricci ( Tina ! potevi essere la diva disturbante del cinema controculturale e sei una testa enorme appiccicata ad un corpo progettato da Cavandoli ! Peccato). Sto divagando, chiedo scusa, come mi capita solamente quando parlo di Tavolo Luminoso BUCKLER.
Lo amo perchè ha creato Deathlok ( con la complicità di Dough Moench e le chine di Klaus Janson ndr ) che ha anticipato di oltre un decennio Terminator.
Lo amo perchè il suo tratto nealadamsiano ha accompagnato alcuni numeri dopo il cento della prima serie degli Avengers ripieni di cose come Sentinelle mutanti e Larry Trask che crede di vedere la fine del mondo ed è solamente la sua morte
( una roba alla Matheson ).
Lo odio perchè la Casa delle Idee ebbe l'idea di metterlo al lavoro su testate kirbiche ( Invaders e Fantastic Four ) ed il ns copia incollò in altro contesto immagini del King. Un effetto simile a quello di quel video degli Inxs con personaggi che si sovrascrivono su di un unico fondale, diversi per colore e formato. Un affronto intollerabile ai miei occhi di , allora, bimbo che doveva a Jack Kirby la sua passione per il medium. Sono passati circa 35 anni da quelle tavole con Thundra l'amazzone nel mondo di Mahkizmo l'uomo nucleare e la line up di Wyatt Wingfoot , Mister Fantastic e Ben Grimm presi di peso da albi pre 1970 e ancora in questo tumultuoso 2012 mi capita di svegliarmi nel cuore della notte nel villaggio olimpico e urlare tutto il mio dolore. Nel tiro alla pistola, la mia prestazione è stata superba perchè al posto del bersaglio vedevo il muso di Buck.
Qualche anno fa arrivai quasi all'oro perchè immaginavo di centrare in mezzo agli occhi James Fry III ( colpevole " solo" di qualche citaz nella prima mini di Nomad ndr ).
Non mi fastidiano i cloni , come il primo Jose Ladronn - nomen omen - o Tom Scioli, ma ricalcare Jack è cosa da condannare come il junk food, la deriva di Piero Pelù, le utilitarie cromaticamente imbarazzanti e le hasbeens che non mangiano tutti i giorni!

Queste tavole sono molto belle. Io penso che alla Nerbini hanno fatto in rosso il costume di Phantom perché non riuscivano a selezionare un magenta come questo originale.
E, certo, nel verde della Jungla il Nostro non passa inosservato nemmeno così. Sapevo che era grigiastro in altri Paesi.
Fli scritti di Crepascolo sono sempre "amazing", non potrei definirli altrimenti.
Ma quante cose conosce???

Le tavole sono molto belle, come ha già giustamente scritto Santino.
Per il resto quoto completamente Crepascolo, che tra l'altro fa sfoggio di una cultura supereroistica ad altissimi livelli, complimenti.

Grazie a tutti x i complimenti. Ribadisco che Buck è in grado di disegnare + che dignitosamente quando non è " obbligato " a piratare un segno che non gli appartiene per sensibilità ( o " sei " Adams o " sei " Kirby ).
Nel recente volumetto a sei euri con la raccolta di alcuni What If ( le storie immaginarie della Marvel , il corrispettivo degli Elseworlds della DC ) inediti è contenuta anche una breve storia a firma del ns in cui si indaga la possibilità che la Torcia Umana non faccia riacquistare la memoria ad un Namor bollito ( con il corollario che quest'ultimo non "scongeli " Cap ) - le matite sono discrete anche se equalizzate da Jim Mooney, un inchiostratore dal segno coprente ( come tutti gli inker che sono anche matitisti ).
Il mio primo Buck è stato il numero 101 di Daredevil che la Corno, se non ricordo male, tradusse nel numero 102 del suo quattordicinale l'Incredibile Devil. Praticamente l'esordio ( anche se si era visto in coda al numero precedente di Gene Colan ) di Angar l'Urlatore. Ricordo ancora la dida " Angar urla...e la realtà si fa da parte ". Da allora ho letto Lethem, Amis, McEwan e una tonnellata di altra roba, ma quando riguardo il mio Essential con le paginette finalmente in un opaco b/n ( che senso ha colorare le pagine di Colan/Palmer o Colan/Shores ? ), quella frasetta è il mio biscottino proustiano che mi riporta al Buck che disegnava Quicksilver a rotta di colla per le highways ed un automobilista che ringhiava " Rallenta, maledetto mutante ! " . Adoravo quelle storie: era l'America di Starsky & Hutch e di Colombo nel senso di tenente, ma era
anche un posto ripieno di urlatori + pericolosi di Celentano e di bolidi antropomorfi con il ciuffo di un Beep-Beep platinato. Nessuna stagione come quella. Non vedo l'ora che Crepascolino impari a leggere.

Non per sminuire Crepascolo, ma che Buckler fosse stato presentato in Italia come l'imitatore per antonomasia di Jack Kirby, lo sanno tutti quelli che ormai navigano in piena mezza età e che si sono formati fumettisticamente con la Editoriale Corno.
Semmai mi affascina che si parli ancora di "ghost" nel mondo del fumetto per quotidiani, un mondo affascinante che però credo sia ormai quasi del tutto scomparso.

Il costume "nerbiniano" di Phantom non era rosso per problemi tipografici, ma perché il personaggio era nato nel 1936 (e venne immediatamente comprato e pubblicato anche in Italia, dove si era in pieno nel boom dei fumetti avventurosi americani) come striscia giornaliera in bianco e nero.


La domenicale a colori iniziò solo 1939 e solo allora si scoprì che il costume era violetto (assolutamente NON magenta).


E non fu solo Nerbini a "sbagliare" colore: nel nord dell'Europa il personaggio è tradizionalmente blu.


Inoltre, Lee Falk lo aveva pensato come grigio (il nome originario del personaggio doveva essere "the Grey Ghost - lo Spettro Grigio), ma il colore venne dato senza consultare lo scrittore.


Falk stesso disse che, semmai, avrebbe optato per un verde mimetico, ma credo che nessun colorista sano di mente avrebbe accettato di fare in verde un personaggio che agiva di preferenza in una giungla: la logica del romanziere e quella del grafico non si potevano sovrapporre.


Ragionandoci sopra, direi che la scelta svedese (il blu) sarebbe forse stata la più logica: il grigio non è abbastanza "colorato", il verde o il marrone sono troppo mimetici, il rosso e il giallo troppo poco, il blu è abbastanza mimetico, ma spicca abbastanza (lo stesso ragionamento fu alla base del colore degli Schtroumpfs/Puffi).

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