Successivo » « Precedente

A TUTTO PAZ: UNA MOSTRA A TORINO

Image003

Su questa nuova iniziativa di mostra e vendita della Galleria Little Nemo di Sergio Pignatone è scritto tutto quel che serve nel poster. Aggiungere dettagli non sarebbe solo pleonastico, ma anche un tantinello uggioso.

DPjpg

20120621110800


20120621110428

Chi ha soldi da investire in opere d'arte, lo faccia sinché può!

20120621122409

ANDREA PAZIENZA_KOSSIGA

Bisogna essere grati ancor oggi ad Andrea Pazienza, ai suoi eredi e agli editori che continuano a riproporre la sua opera.

Oltre a darci la possibilità di ammirare adesso, anno 2012, la sua arte, fresca come una rosa imperlata di rugiada, Paz merita gratitudine perché molti dei suoi lavori ci riportano gli umori di un passato lontano-ma-non-troppo, un'epoca vibrante di passioni schiette ancorché (talora) avventate, che il rintrono dei media contemporanei, spesso vilmente asserviti al padroncello di turno, tenta di occultare con vani brusìi.

In questa circostanza (l'oggi), Andrea ci viene in soccorso ricordandoci cosa aveva disegnato per una lontana copertina di Frizzer, la rivista sconveniente delle Edizioni Primo Carnera.


Pertini Nella vignetta sopra, creata in un'estate non sospetta, stampata su un Frizzer che (personalmente) portai con me (con tutta la rivista) in una lontana vacanza in terra di Calabria, Andrea si esprimeva su Francesco Cossiga, buonanima, il cui nome era ancora correttamente scritto con la doppia "esse" delle "SS".

Non dimentichiamolo: per i giovani "moderni" di allora, memori dell'assassinio di Giorgiana Masi durante una manifestazione organizzata a Roma giovedì 12 maggio 1977 dal Partito Radicale (e memori anche degli attacchi cosighiani alle radio libere, dove alcuni di noi lavoravano, too), il concetto espresso nell'illustrazione di Paz registrava fedelmente il "sentire comune" circa il futuro "presidente picconatore".

Andrea ce lo ricordava allora e oggi.

Una certa Tensione Artistica con Paz si rileva anche da un intervento grafico di Marco Tonus risalente a un biennio fa.

In una vignetta del suo blog ridisegnava i "fidanzatini" di metà anni Ottanta che Paz aveva immaginato per Frizzer anni fa. Invecchiati e imbolsiti, eccoli ancora lì, per non dimenticare.

Molti visitors, forse quasi tutti, troveranno la vignetta di cattivo gusto, specie dopo la dipartita di Francesco Cossiga, il quale (si ricorderà) aveva lasciato in eredità ai posteri con qualche sua confessione esplosiva che avrebbe potuto mettere in seri guai più di un potente. Per questo non ne è stato mai rivelato il contenuto, in quanto i potenti incravattati e inlodenati delle lobbies del malaffare sono (probabilmente) sempre inchiodati ai loro scranni dominanti su noi, poveri tapini che li subiamo notteddì.

E' satira perfetta, quindi, quella di Paz e di Marco. "Al palato, molto spesso amara o anche asperrima essa resultar deve" (sentenziò Guido Cavalcanti, che non era l'ultimo calderoli; con la "c" minuscola, ovvio, in quanto nome comune che identifica una categoria).

KossigaDead_tonus

In questa pagina del blog di Marco la vignetta per intero (non mi sembrava giusto "soffiargli" tanta potenza).


Stella_paz-Pertinijpg

Ecco come Andrea vedeva il Governo italiano allora, come maltrattava Maurizio Costanzo per la sua iscrizione alla P2, come massacrava (in altre sedi) Craxi e Martelli.

La copertina sopra e queste ultime due tavole si riferiscono all'ultimo volume pazienziano uscito per la sensibile Fandango Libri, a vent’anni dalla scomparsa di Sandro Pertini, avvenuta il 24 febbraio 1990.

Nelle note di agenzia si legge che Pazienza adorava Pertini.
Lo sappiamo bene.
Non si avvicinava a lui (in effetti) con lo spirito dissacratorio che riservava agli uomini politici, bensì con un impeto d’affetto e d’ammirazione. Lo dileggiava con bonomia e con una complicità affettuosa.

Pertini era il nonno collettivo, saggio e vissuto, che tutti avremmo voluto avere in famiglia. L’indomabile combattente che aveva saputo conquistare anche il monello Paz, disubbidiente per istinto, irriverente per natura.

Dal lancio fatto mesi fa su Affari Italiani, apprendiamo che... per parlare del Pertini di Pazienza bisognerebbe iniziare dalle ambientazioni delle storie che ne compongono la saga: la Val Camonica, Roccaraso, Padova, l’Oltrepò, Chiasso, Viareggio, Porretta Terme, Cesena, Canazei, Pavana… L’Italia onesta e laboriosa della Resistenza, i luoghi dove il presidente partigiano aiutato e ostacolato al tempo stesso dal fido ma infingardo Paz combatte senza tregua contro fascisti e nazisti di ogni risma.

Stella_Pertini

Oppure occorrerebbe iniziare da quella mirabile vignetta che vede il vecchio Presidente di vedetta sulle Alpi a guardare il panorama dello stivale italico che si protende sotto di lui.
Dubbioso, ma speranzoso sul nostro futuro.


Pazienza pertini

Rita Pedullài

Tra parentesi, in quella estate calabrese, a Badolato, condivisi quella copia di Frizzer con Rita, che sarebbe divenuta per un giorno modella di Andrea in questa foto che ho già messo nel blog in passato senza spiegazione, scattata a un tragico Salone Internazionale dei Comics del 1986, al termine di una performance organizzata da nobis, nel Palazzetto dello Sport.

Nello scatto manca Dave Stevens (che era presente). Ci sono invce Andrea, la danzatrice Elena Berti, il fotografo Fontana, Paolo Eleuteri Serpieri, Vittorio Giardino, l'artista Rita Pedullà, che sotto ritorna in una foto recente.
Questo il suo sito.
Qui una recensione su una sua mostra dello scorso anno.

Rita odierna

1165332998b


DATI TECNICI

Pertini

Autore/i: Andrea Pazienza
Editore: Fandango Libri
Collana: Graphica
Prezzo deastore.com (info) € 18.00
Formato: Libro in brossura, illustrato
Disponibilità: 3 giorni lavorativi

LINK CORRELATI

ASTARTE, DI ANDREA PAZIENZA, DA FANDANGO

IL GRIFO A CASTEL DELL'OVO

TRACCE DI ANDREA PAZIENZA

"ANDREA PAZIENZA" CHIUDE, A CASTEL SANT'ELMO

Img119

IN MARGINE (vale a dire che non c'entra nulla):

Riprendo il commento di Tomaso Prospero a un altro post, mette conto evidenziare questo curioso bisticcio fra cognomi.
Ne riparleremo.

Grazie a Tomaso!

Sandro (Alessandro) Cassone, 1890-1974, anche "negro" salgariano; suo "Il Corsaro Verde", volume illustrato dal grande e semidimenticato Lubatti, scrittore, sceneggiatore cinematografico, sceneggiatore di storie a fumetti soprattutto per "Il Vittorioso".

Enzo Cassoni, più giovane, esordì come disegnatore su gli albi del Vittorioso serie AVE nel 1940, poi prolifico disegnatore di fumetti.

Curioso il bisticcio effettuato fra i nomi di Cassone e Cassoni da Jacovitti nella storia "Ciak" del 1945: una cosa, naturalmente tutta da ridere.


Commenti

Enzo Cassoni, classe 1925, era ancora in circolazione nel 2004. Ora ha/avrebbe 87 anni.
Non sono riuscito a sapere se é vivo o morto: ho chiesto perfino a Domenico Volpi, classe 1925, romano de Roma come Cassoni e suo amico dai tempo de "Il Vittorioso" anni '40. Per ora non ho ricevuto un cenno di risposta.... Mah?
Bisogna tener conto che queste persone quasi novantenni probabilmente hanno i loro problemi, che comprensibilmente sono prioritari e che quindi a volte proprio non possono rispondere a domande oggettivamente futili. Amen!!

Mi sembra giusto: parliamo di Andrea e solo in margine di Enzo Cassoni, ma poi alla fine è questo che determina l'interesse per il dibattito.
Quello che ricordo è di aver letto un suo racconto a puntate nella seconda di copertina di un albo a strisci, forse potrebbe essere stato 2Akim" il tarzanide disegnato da Pedrazza.
Ma potrei sbagliarmi e quella storia potrebbe essere stata scritta da Sandro Cassone, il "negro" salgariano lo definisce Tomaso.
Ma forse era negro perché davvero lavorava con Sòlgari o perché l'editore fingeva che fosse Sàlgari a scrivere, mentre era in realtà Cassone?
Nome davvero poco lusinghiero, specie se lo pronuncia uno che vive tra l'Emilia e il Veneto.

Ma il sito di Rita Pedullà... esiste, certo, ma non porta da nessuna parte!

Leggo nel sito di FaceBook del fan club:

Altro piccolo "enigma" risolto: Da quando Facebook impone agli amministratori di pagina di pagare per promuovere le proprie pagine, pare che solo il 10% dei fans riceva gli aggiornamenti nella propria home.

Per continuare a VISUALIZZARE I POST dovete aprire la MIA PAGINA, portare il MOUSE vicino al pulsante "Ti piace" in alto a dx, c'è una specie di rotellina cliccatela.


Selezionate "AGGIUNGI ALLE LISTE DEGLI INTERESSI" Facendo così, continuerete a vedere i miei post nella vostra home e non cancelleranno la pagina.

Grazie!!!!!!


.

Non sono certa di aver capito, ma mi si è aperta questa pagina.
Se ci sono delucidazioni in più, ben vengano!

mi serve l'email della disney ("italiana") per poter fare delle domande, ma non riesco a trovarla, nemmeno sul sito..
tu luca che collabori con loro ci puoi riuscire?
grazie

in pratica volevo chiedere se a dicembre possono ristampare il canto di natale dove vogliono (grandi classici, natallissimo, paperino mese ecc)

Filippo: "negro" ora è politicalmente scorretto, una volta questo termine si usava comunemente senza nessunissima intenzione razzista. Ora si dice "ghost writer".
Ma se si scrive dei poveri diavoli mal pagati da Omar Salgari ed editori vari per continuare l'epopea salgariana, io per una sorta di coerenza storico linguistica uso il termine "negro".
Alessandro Cassone è stato uno scrittore assai prolifico -circa cento romanzi, non pochi con seudonimo inglese - e , appunto uno siglato Salgari e dedicato al Corsaro Verde.
La prima edizione di questo romanzo, per quanto ne so, risale al 1942 ( Editrice Impero, dal 1945 poi Pagani), quando Cassone di anni ne aveva 52. Non era quindi alle prime armi e non si è mai chiarito il perchè e percome accettò questo incarico. Renato Ciavola, che ha fatto ricerche d'archivio a proposito ( vedi più numeri di "Vitt & Dintorni") da me interpellato su questo fatto specifico, mi ha precisato che gli eredi Cassone, pur avendo tutta la documentazione di tale faccenda, non gli hanno permesso di consultarla!!! Ehh, che ci volete fare??

Salve, Anna!
Sei una mia omonima?
Bella storia, quella. L'ho letta anch'io tanti anni fa. Ma è quella con Zio Paperone, vero? Non c'è Topolino come nel film.
Io credo che puoi scrivere alla redazione di "Topolino":
Connettiti qui:


http://www.topolino.it/contatti


Oppure scrivigli in cartaceo al solito indirizo di redazione a Milano in via Ferrante Aporti.

Salve, Anna!
Sei una mia omonima?
Bella storia, quella. L'ho letta anch'io tanti anni fa. Ma è quella con Zio Paperone, vero? Non c'è Topolino come nel film.
Io credo che puoi scrivere alla redazione di "Topolino":
Connettiti qui:


http://www.topolino.it/contatti


Oppure scrivigli in cartaceo al solito indirizo di redazione a Milano in via Ferrante Aporti.

Giornata amara per gli utenti che oggi cercavano di collegarsi a servizi come Pinterest, Netflix e Instagram: i siti di queste e di altre web companies sono stati offline per alcune ore dopo che l’Elastic Compute Cloud, servizio di cloud computing targato Amazon, ha smesso di funzionare a causa delle tempeste che hanno sferzato impietosamente il Nord della Virgina.
Non sfugge l’ironia della sorte per cui una tempesta scatenata da nuvole vere mette in ginocchio i servizi ultratecnologici generati con la cosiddetta “nuvola informatica”.

Andrea Pazienza è stato un artista anomalo nell'ambito dell'universo fumetto. Tutti i meccanismi editoriali e delle correnti di pensiero che attraversano il periodo della sua attività, da Pentothal in su, lo sfiorano e il "suo cuore palpita altrove".
Mi aspetto che qualcuno più giovane di me, che so sui 40/45 anni prenda la parola per raccontarci che cosa ha rappresentato per i ragazzi degli anni/70/80 il grande Paz.

Per La Scema:
Spero che Instagram oggi abbia ripreso a funzionare. Per fortuna non ce l'ho!

Per Tomaso Prospero: Su Paz posso intanto copiare la presentazione che fa Tamburini, nel secondo numero di “Cannibale” di tutta la sua banda. “Qualche indizio: Filippo Scozzari veste come un terremotato, usa i pennelli, gira per Bologna su biciclette rubate ed ora starà in America a pomiciare con Richard Corben alla convention; Andrea Pazienza ha i baffi come Pentothal, usa pennarelli minorenni e non porta bretelle rosse; Stèfano Tamburini è schizofrenico, beve birra Oranjeboom, ha impaginato questo numero, porta bretelle rosse e usa i pennini che riesce a fregare a Massimo Mattioli, che è alcoolizzato, porta barba e baffi ma non alla Pentothal, usa pennini e pennelli, veste da terremotato e abita al Colosseo con Oliva...”

Nel 1987 avevo 50 anni, Luca Boschi una trentina, mio nipote Marco, figlio di mio cognato, 16: a lui regalai tutto il materiale con storie e disegni di Paz: conserva ancora tutto, religiosamente.
Io ho tenuto solo Linus , alter Linus Alter alter e così via, perchè contengono altro materiale che trovo ancora interessante. Ho tutto in una grossa cassa/sarcofago in garage. Per ora non posso tentare di recuperare il materiale di Paz, a causa della temperatura ultra africana che c'è in garage, che è a piano terra: non voglio rischiare di finire essiccato nel sarcofago!! Si dice che martedì prossimo scenderanno copiose le piogge; spero non tropicali. Tenterò allora.

Se questo blog fa venire voglia di rileggere qualcosa che si è messo in una cassa, la sua funzione è indubbia.
Io volevo ringraziare, invece, chi come Prospero apre le prospettive (o meglio, le "prosperospettive") di noi lettori molto più giovani di voi su scenari che non conosciamo.
Si ha voglia a cercare in edicola o in fumetteria,
Forse dovrei venire alle mostre mercato.
Qual è la migliore? e Quando?
Ciao.

Scrivi un commento